domenica 1 marzo 2026

News calcistiche del 01-03-2026

 


Inter-Genoa 2-0

Il sabato della ventisettesima giornata di Serie A si chiude con l’ottava vittoria consecutiva in campionato dell‘Inter, che a San Siro piega 2-0 il Genoa. I nerazzurri creano nel primo tempo colpendo una traversa con Mkhitaryan, poi Bijlow salva con un miracolo sul colpo di testa di Bonny. Al 31′, però, la capolista la sblocca col suo uomo migliore in questo momento: l’armeno scucchiaia per Dimarco, che con uno splendido sinistro al volo la mette all’angolino. Nella ripresa, Chivu inserisce Calhanoglu che raddoppia su calcio di rigore al 70′, nato da un fallo di mano di Amorim dopo un altro palo colpito dai padroni di casa. Il gol del turco dal dischetto chiude i conti: finisce 2-0 e l’Inter sale a 67 punti, momentaneamente a +13 sul Milan chiamato a rispondere a Cremona. A prescindere dal risultato dello Zini, però, i nerazzurri arriveranno lanciatissimi al Derby dell’8 marzo. Resta a quota 27, invece, il Genoa, che conserva comunque il +3 sul Lecce terzultimo.


Milan da zona Cesarini: 2-0 a Cremona con Pavlovic e Leao

 

Nel lunch match della ventisettesima giornata di Serie A, il Milan vince 2-0 sul campo della Cremonese. Primo tempo divertente allo Zini: i grigiorossi ci provano soprattutto con Bonazzoli e Vardy, ma sono poi i rossoneri a dominare. Servono due grandi parate di Audero per fermare prima Pulisic e poi Fofana, mentre poco prima Leao si divora l’1-0 solo davanti al portiere di casa e Rabiot, di testa da corner, manda di poco alto. Nella ripresa, il portoghese sbaglia ancora da pochi passi, anche se distratto da un Audero in uscita. Allegri rompe gli indugi e inserisce Füllkrug, ma l’ex West Ham ha solo un’occasione di testa, con la palla che va sopra la traversa. Nel recupero, però, il cross di Modric spizzato da De Winter viene deviato in porta da Pavlovic, che all’89’ sblocca il match. All’ultima azione, c’è spazio pure per il raddoppio in contropiede di Leao, che al 94′ chiude i conti: il Milan si riporta così a -10 dall’Inter a una settimana dal Derby della Madonnina. Resta a quota 24 la Cremonese, che ha gli stessi punti del Lecce terzultimo.

 

Allegri, sorriso Milan: “E ora speriamo che i numeri dell’Inter cambino…”

 

Sembrava la solita maledizione del Milan con le neopromosse, poi i gol di Pavlovic e Leao quasi allo scadere spezzano il tabu e regalano 3 punti fondamentali ai rossoneri. Allegri si presenta ai microfoni abbastanza soddisfatto: “La Cremonese è squadra complicata contro cui giocare. Nel primo abbiamo avuto difficoltà nella gestione della palla ma abbiamo avuto grandi occasioni”. Poi Max elogia i subentrati “Quelli che sono entrati hanno fatto molto bene: sono contento per Estupinan che è entrato nell’azione dell’1-0. Vincere oggi era importante per cancellare sconfitta con Parma e per avvicinarsi ancora di più al nostro obiettivo e prepararci per bene al derby”.

Il gol di Pavlovic è arrivato quasi allo scadere, quando i rossoneri sembravano destinati a un altro passo falso con una piccola: “La partita sembra corta quando arrivi lì, ti viene affanno, ma la realtà è che è lunga e c’era tutto il tempo per costruire palle gol. Sul primo bravo Estupinan a metterla lì per Modric, poi bravi nel contropiede. Come sta Bartesaghi? È stato straordinario perché è uscito nel momento giusto: Estupinan è entrato e ha dato la palla gol. Quindi merito è suo. Derby partita meravigliosa, può succedere di tutto. L’Inter ha vinto 22 partite 4 perse e 1 pareggiata. Speriamo che domenica i numeri gli remino contro”.

 

Atalanta, che suicidio: perde in 11 contro 10 col Sassuolo!

In undici contro dieci dal 15′ del primo tempo dopo il rosso di Pinamonti, l’Atalanta perde 2-1 a Reggio Emilia col Sassuolo e perde terreno in zona Champions: reti di Kone, Thorstvedt e Musah.

Chivu: “Inter, lo scudetto non è ancora vinto…”

L’Inter torna alla vittoria contro il Genoa per 2-0 e prova a mettersi alle spalle l’eliminazione dalla Champions League per mano del Bodo Glimt. Cristian Chivu guarda avanti, con il +13 dal Milan in tasca per una notte e un 21esimo scudetto che può diventare presto realtà: “Era importante, sapevamo quanto importante fosse questa partita: dovevamo ritrovare energie“, le parole del tecnico a Dazn.

Concentrazione anche sui singoli. Dimarco: “Apporto importante per le nostre ambizioni e per il gruppo”. E Bonny uscito anzitempo? “Non so ancora come sta”. Mentre su Thuram: “Sta bene come tutti i miei 4 attaccanti, hanno numeri importanti. Ognuno sta cercando di trovare il modo per aiutare il più possibile il gruppo. Tutti hanno una mentalità vincente, nessuno ha il muso lungo e andiamo avanti così. Abbiamo ambizioni e voglia di essere competitivi”.

Nessuna distinzione fra le big, prossima il Milan nel derby dell’8 marzo, e le piccole: “Prepariamo ogni partita al meglio, dando tutto con il giusto approccio mentale e fisico, a prescindere dall’avversario che affrontiamo. Poi si può vincere o perdere, ma dando il massimo. Lo scudetto ancora non è vinto: mancano 11 partite e ci sono 33 punti in palio, c’è ancora da fare e dobbiamo dare continuità a quanto di buono fatto negli ultimi 2 mesi e mezzo”.

Il derby fra una settimana, ma Chivu svicola: “Penso al Como, sarà una semifinale di Coppa Italia importante”.

 

 

Conte: “Questo gol deve dare fiducia a Lukaku, sta migliorando…”

 

Nel dopo gara di Verona il tecnico del Napoli Antonio Conte si focalizza sulla rete di Lukaku.  “Questo gol deve dargli fiducia. Aldilà di come possa finire questa stagione, me la porterò dentro come esperienza di carriera. Questa stagione mi sta dando tanto e mi sta insegnando molte cose. Ho vissuto situazioni che non mi erano mai capitate.  Non bisogna gestire solo il rientro dall’infortunio, ma anche l’aspetto mentale. Sto migliorando sotto tantissimi aspetti. Mi sento un allenatore molto più forte. Rimaniamo in piedi. Lukaku era fuori da agosto e sta facendo comunque fatica. Ha avuto un infortunio grave. So benissimo quanto soffre perchè vorrebbe aiutare me e il Napoli per il rapporto che abbiamo. Sto cercando di gestirlo nel migliore dei modi. Non è il Romelu che io conosco, ma sta mostrando dei miglioramenti”.
Dal canto suo il tecnico del Verona Paolo Sammarco è chiaramente dispiaciuto. “Abbiamo fatto la partita che volevamo fare e che abbiamo preparato in settimana. Abbiamo lottato ed è stato riconosciuto dai tifosi che ci hanno voluto sotto la curva. Peccato per il risultato: meritavamo una piccola gioia, almeno un punto contro un grande Napoli che ci avrebbe dato tanto anche sul piano dell’austostima. Purtroppo questo è il calcio e può capitare di subire un gol all’ultima azione. A Sassuolo abbiamo giocato solo noi per i primi 30′ e poi abbiamo commesso due errori su disimpegno. Oggi invece ho visto grande voglia di restare in partita. I ragazzi hanno provato a giocarsela alla fine quello e la gente lo ha apprezzato. E noi dobbiamo rispondere onorando maglia e città. Sempre”.

 

Calcio in lutto: è morto Rino Marchesi ex allenatore di Inter, Juventus e Napoli

 

E’ stato il primo allenatore dell’esperienza italiana di Diego Armando Maradona. Basterebbe questo per spiegare quanto Rino Marchesi sia stato un nome che ha segnato la storia del calcio italiano degli anni ’80, tra i più belli del pallone made in Italy. Se n’è andato a 88 anni, dopo aver lasciato la panchina da più di 30, quando sostituì Nedo Sonetti alla guida di un Lecce destinato alla retrocessione in Serie B. E’ stato un giocatore di buona qualità, un centrocampista che ha vissuto i momenti migliori della carriera alla Fiorentina con cui ha vinto due Coppe Italia, una Mitropa-Cup e la Coppa delle Coppe 1960-61. Ha vissuto anche 5 stagioni alla Lazio prima di chiudere al Prato.

La carriera di allenatore inizia al Montevarchi e svolta dal 1978 al 1980, quando salva l’Avellino per due anni di fila e si guadagna la panchina del Napoli. E’ la stagione 1980-’81 e gli azzurri, guidati dai lanci millimetrici di Krol (libero olandese arrivato grazie alla riapertura delle frontiere) e da un sistema di gioco con Musella alle spalle della coppia Pellegrini-Damiani, contendono lo scudetto fino alla fine alla Roma e alla Juve, che poi vincerà il tricolore. Dopo una nuova stagione nel Napoli passa all’Inter del dopo-Bersellini. Il problema è che gli stranieri, Hansi Muller e Juary, non sono all’altezza delle ambizioni del presidente Fraizzoli, il tedesco per problemi fisici, il brasiliano per le difficoltà nell’adattarsi a una squadra chiamata a fare gioco e non ad affidarsi esclusivamente al contropiede.

Il ritorno al Napoli avviene in corsa, nel 1983-’84, quando prende il posto di Santin. Salva gli azzurri ma l’anno dopo, nonostante l’arrivo del più forte giocatore del mondo, Maradona, non riesce ad andare più in là della parte centrale della classifica, dopo aver vissuto le zone basse nel girone d’andata. L’anno dopo si rende protagonista di un’ottima annata al Como che lo porta al punto più alto della carriera: Boniperti lo sceglie come sostituto di Trapattoni alla Juventus. Un compito complicato ma alla guida di una squadra super, con Platini (al suo ultimo ballo in carriera), Laudrup, Serena, Manfredonia, Cabrini, Scirea, Mauro, ecc. Lo scudetto però va proprio al Napoli e la Juve marchesiana esce anche al primo turno di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid (all’epoca, con l’eliminazione diretta, bastava un sorteggio malevolo e salutavi subito la competizione più importante). La stagione successiva, funestata dall’addio di Platini, sostituto da Marino Magrin, e dalla delusione Ian Rush in attacco, si chiude con un piazzamento Uefa conquistato nello spareggio-derby con il Torino.

La Juve decide di puntare su Zoff e per Marchesi, in pratica, si chiude la carriera ad alto livello. Siamo nel 1988 e da lì in poi ci saranno solo Udinese, Como, Venezia, Spal e, come detto, Lecce. Dal 1994 penserà solo a godersi una meritata pensione. Milanese a tutti gli effetti, di San Giuliano Milanese, era diventato fiorentino d’adozione, avendo scelto di vivere a Sesto Fiorentino. Se ne va così un pezzo consistente del calcio anni ’80 e, soprattutto, una persona che sarà ricordata per la sua gentilezza e disponibilità. Il funerale si terrà martedì 3 marzo alle 11 nella Pieve di San Martino in piazza della Chiesa, a Sesto Fiorentino



Torino-Lazio 2-0


Nella ventisettesima giornata di Serie A il Torino torna alla vittoria grazie al 2-0 casalingo sulla Lazio: D’Aversa parte bene sulla panchina dei granata. I padroni di casa sembrano subito molto brillanti, e al 21’ stappano la partita: tiro rimpallato di Duvan Zapata, Simeone si fionda sulla palla spiovente e insacca alle spalle di Provedel la zampata dell’1-0 (con tanto di esultanza per Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo). Gli uomini di Sarri faticano a scardinare la difesa granata, e il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti. La formazione allenata da D’Aversa parte bene anche nella ripresa, e al 53’ raddoppia: cross perfetto dalla sinistra di Obrador e schiacciata di testa vincente di Zapata, che torna al gol dopo Torino-Milan dell’8 dicembre. Nella mezzora finale i biancocelesti provano ad accendersi con l’ingresso di Nuno Tavares, ma non riescono a rimontare. Il Torino sale a 30 punti, Lazio ferma a quota 34.





News calcistiche del 01-03-2026

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