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venerdì 6 febbraio 2026

News sportive del 06-02-2026

 


La coppia Costantini-Mosaner si riscatta nel curling: battuta la Svizzera

Curling, Olimpiadi Invernali: Costantini e Mosaner chiudono la sfida contro la Svizzera, 12-4. Si riscatta l’Italia dopo la sconfitta di ieri. Alle 14.35 la sfida contro l’Estonia.

 

Nba: i Lakers perdono Doncic ma trovano un super Reaves

 

Nella sfida contro Philadelphia i Lakers perdono Luka Doncic nel 2° quarto per un problema alla gamba sinistra, ma trovano un grande Austin Reaves e vincono in volata. Sconfitte casalinghe sorprendenti per Houston, che perde contro gli scatenati Hornets, e per Detroit, sconfitta da Washington. Gli Spurs passano a Dallas e Golden State sbanca Phoenix in rimonta.

 

San Siro, la grande notte della cerimonia inaugurale di Milano-Cortina

 

Ci siamo, oggi è il giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che inizierà alle 20 e sarà ‘divisa’, a metà tra Milano (stadio San Siro) e Cortina d’Ampezzo. Ed è proprio questa la prima differenza sostanziale rispetto alle ultime Olimpiadi di Parigi che si sono svolte in estate. Al contrario di quanto accaduto in Francia, infatti, con le celebrazioni avvenute lungo la Senna, in questo caso l’Italia ha voluto dare seguito alla tradizione rappresentata dallo stadio, che sarà di fatto il Meazza, a San Siro. La cerimonia si dividerà in tre atti principali che uniscono la modernità urbana di Milano con la maestosità delle Dolomiti di Cortina.

In questo contesto dunque si articolerà l’evento che arriverà poi al momento culminante con l’accensione di due bracieri Olimpici: uno a Milano (di metallo massiccio e pesa 4,5 tonnellate), presso l’Arco della Pace, e l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona, cuore della località alpina.

Questa di fatto è la grande novità di queste Olimpiadi. Sono i primi Giochi che prevedono il doppio braciere. In passato già a Pechino 2022 – così come per Vancuover 2010- erano stati accesi addirittura tre bracieri, in tre città diverse, ma c’è una grossa differenza. A Pechino i bracieri multipli servivano a coprire le enormi distanze tra i tre poli di gara di un’unica Olimpiade che di fatto era centrata solo su Pechino, come si evince dal nome (Pechino 2022 ndr). Erano però dei bracieri piccoli, simbolici. A Milano-Cortina, invece, i due bracieri simboleggiano per la prima volta l’unione di due città che hanno condiviso la candidatura fin dal nome ufficiale dell’evento. E per questo saranno accessi due veri bracieri olimpici.

 

Palladino, gioia Atalanta: “Vogliamo arrivare in fondo alla coppa…”

 

“Sono molto felice, ringrazio la squadra, la società e i tifosi, dedichiamo la vittoria a loro. Sono stati fantastici, siamo stati trascinati anche dal loro tifo”. Il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino si gode la vittoria sulla Juve e la conquista della semifinale di Coppa Italia. “A questa Coppa ci teniamo e vogliamo arrivare fino alla fine, siamo contenti della vittoria – ha detto Palladino a Coppa Italia Live su Italia 1 – Voglio sottolineare i subentrati che hanno fatto la differenza. Conto su tutti i ragazzi. Siamo stati concreti, cinici, compatti quando c’era da difendere. Oggi la Juve era vicina per farci gol. I ragazzi sono stati bravi a reggere l’urto e poi a portare a casa la gara. La Juve mi ha impressionato, abbiamo affrontato uno degli allenatori migliori. Venivano da tanti risultati positivi e questo dà più valore alla nostra vittoria. Questo è un grande gruppo, di grandi uomini e nelle difficoltà sono venuti fuori. Stanno lavorando per raggiungere grandi traguardi. Per noi è un mese difficile, ora continuiamo a lavorare bene, a crescere e fare risultati. Ora contro la Cremonese mi aspetto una gara di personalità”.

 

Spalletti, delusione Juventus: “Quello è rigore, loro sono stati bravi…”

 

E’ sfumato a Bergamo il primo, e probabilmente più abbordabile, obiettivo stagionale della Juventus. La pesante sconfitta rimediata in Coppa Italia contro l’Atalanta, macchia una prestazione nel complesso positiva a cui è mancato però l’aspetto più importante: il gol. Luciano Spalletti analizza così l’eliminazione della New Balance Arena. “Loro sono stati più bravi nei momenti determinanti, sono mancate scelte importanti nei momenti chiave. Abbiamo qualche difetto, ma siamo una squadra. Bisogna saper riconoscere i momenti ed essere precisi”, ha detto a Sport Mediaset.

“Secondo me per raggiungere poi un livello di calcio giocato è sempre un po’ merito di tutto il gruppo, di come si allenano, di quello che è il modo di ragionare e di pensare. Noi abbiamo qualche difetto, come lo hanno altre, però noi secondo me siamo una squadra e bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti, essere più precisi, saperli riconoscere di più, perchè se si vuole andare a fare la conta delle situazioni stasera è tutto falsato quello che è il risultato della partita. Però poi se vai a raccontare di episodi… hai perso 3-0, per cui è un’analisi che si fa tra di noi, con serenità, perchè i ragazzi poi si sono impegnati e hanno fatto anche una buona partita. Poi non mi è piaciuto da ultimo, quando ci siamo un po’ spampanati, sbaragliati per il campo, siamo andati un po’ a giro, a tentare di rimettere a posto senza avere sempre dentro quella che è una ricerca di ritagliarsi un qualcosa e uno spazio, in questo abbiamo perso ordine, mente fin adesso riuscivamo a farlo rimanendo con una logica, stasera siamo stati un po’ disuniti in quel momento”, ha aggiunto.

Sul rigore: “E’ rigore, perché è rigore, la tocca con la mano. A me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente. Questo è il motivo per cui si dice… si fa la partita di qua, si fa la partita di là, quando la fai di qua, quando sei a difenderti, ormai ci sono troppi di questi rischi. Ecco perché dico, è meglio stare fuori dall’area. Questo è uno dei motivi. Vai a inciampare in queste situazioni che ti incasinano tutta la partita, te la ribaltano, la cosa più difficile per me è riuscire a far credere ai ragazzi domani quello che è realmente avvenuto in questa gara, quello che è il risultato della partita, quelli che saranno i commenti, i voti che prenderemo. Quello che diventa veramente difficile e fondamentale è riuscire a fargli riconoscere quelli che sono stati i reali comportamenti”.

 

Atalanta, tre schiaffi alla Juventus: è in semifinale di Coppa Italia

 

Atalanta in semifinale di Coppa Italia grazie al 3-0 alla Juventus. Bergamaschi avanti grazie a un rigore di Scamacca, dopo una deviazione di braccio di Bremer in area, e – dopo una gara in cui i bianconeri sprecano molte occasioni (sullo 0-0 traversa di Conceicao) – nel finale arrivano i gol di Sulemana e Pasalic per il trionfo atalantino.

 

Ranieri: “La Roma pensa a Totti. E il progetto dei Friedkin…”

 

La proprietà della Roma sta seriamente pensando a un ritorno di Francesco Totti in società. È quanto rivelato da Claudio Ranieri in un’intervista esclusiva a Sky Sport: “Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è davvero parte di questo club”.

Il senior advisor della Roma ha parlato in esclusiva a Sky Sport 24.

Sul possibile ritorno di Totti in società: “La società ci sta pensando e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma perché è parte di questo club”.
Sui rinnovi di Dybala e Pellegrini: “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo. Non è che la società non vuole, ma bisogna abbassarlo per via del Fair Play Finanziario. In base a quello che hanno fatto sul campo, considerando quello che ci dirà l’allenatore e in base a quello che saranno le loro richieste e le offerte della società, se c’è un incontro bene. Altrimenti ci si saluta”.
Su Gasperini: “È stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”.
Sui Friedkin: “Penso che il nuovo stadio dica già ampiamente quanto sono coinvolti nel progetto. Hanno preso un allenatore per tre anni e la richiesta è stata: vorremmo arrivare in Champions League, starci e poi ci sarà l’anno per vincere lo scudetto. Questo è il loro modo di operare. Stiamo costruendo e stiamo crescendo. A fine anno dobbiamo vedere che cosa abbiamo fatto. Ma quando dico questo mi riferisco al numero di giocatori che il nostro allenatore reputa come suo blocco. Lui ne ha chiesti 15-16 a un certo livello. Però ci vuole tempo. E sotto questo aspetto noi, e parlo di società e dell’allenatore, siamo tutti uniti”.

domenica 4 gennaio 2026

Atalanta-Roma 1-0

 Esattamente com'era successo a Daniele De Rossi nel suo ritorno all'Olimpico da avversario, Gian Piero Gasperini esce sconfitto nell'incrocio contro l'Atalanta.

La Roma viene infatti sconfitta per 1-0 con una prova ampiamente sottotono e non allunga sulla Juventus, che la aggancia al quarto posto con 33 punti.

Il match, giocato a ritmi altissimi nei primi sessanta minuti, viene deciso da un corner: Svilar sbaglia l'uscita e invoca un fallo, Scalvini insacca a porta vuota al 13'. Da qui in poi la Roma alza il baricentro, ma fatica a rendersi pericolosa, mentre la Dea si vede annullare il bis di Scamacca.

Esulta Palladino, che sale a quota 25 punti e "vede" la lotta per le coppe.

LE STATISTICHE

L’Atalanta ha vinto quattro gare di fila contro la Roma per la prima volta in Serie A; i nerazzurri hanno anche ottenuto quattro successi casalinghi di fila contro i giallorossi per la prima volta nella competizione.
L’Atalanta ha vinto la prima partita dell’anno solare in Serie A per la prima volta dal 9 gennaio 2022 contro l’Udinese in trasferta (6-2), mentre ci è riuscita in casa per la prima volta dal 3 gennaio 2021 (5-1 v Sassuolo).
Giorgio Scalvini è il difensore più giovane tra quelli con più di cinque gol realizzati nelle ultime cinque stagioni di Serie A (dal 2021/22) – sei reti nel periodo per il nerazzurro, nato l’11 dicembre 2003.
Giorgio Scalvini, due gol in questa Serie A, ha eguagliato la sua stagione più prolifica nel torneo (due reti anche nel 2022/23); il difensore ha segnato due gol nelle ultime tre gare casalinghe di Serie A, tante marcature quante quelle realizzate nelle precedenti 39 partite disputate in casa nella competizione.
L’Atalanta ha vinto quattro delle ultime sei gare di Serie A (2P), tanti successi quanti quelli raccolti nelle precedenti 15 (7N, 4P).


L’Atalanta ha vinto 34 gare contro la Roma in Serie A e solo contro Lazio (38) e Bologna (39) conta più successi nella competizione; quella giallorossa è invece la formazione contro cui i nerazzurri hanno segnato di più in massima serie (150).
La Roma ha perso tre gare esterne di fila in Serie A per la prima volta dal periodo tra ottobre e dicembre 2024 (quattro in quel caso).
La Roma ha perso la prima partita dell’anno solare in Serie A per la prima volta dal 6 gennaio 2022 contro il Milan (1-3, anche in quel caso in trasferta) mentre quello odierno è il primo ko nelle gare di questo tipo contro l’Atalanta dal 6 gennaio 2018 (1-2).
L’Atalanta (6V, 1N) è rimasta imbattuta per almeno sette gare di fila contro la Roma solo per la seconda volta in Serie A, la precedente tra gennaio 2018 e aprile 2021 (sette anche in quel caso).
L’Atalanta ha ottenuto un clean sheet in casa contro la Roma in Serie A per la prima volta dal 15 febbraio 2009 (3-0); chiusa una striscia di 15 match interni di fila con almeno un gol al passivo contro i giallorossi nella competizione.
La Roma non ha trovato la rete in tre delle ultime sei gare di Serie A, tante volte quante nelle precedenti 34.
Davide Zappacosta ha giocato oggi la sua 250a partita in Serie A, mentre 100a gara per Marco Carnesecchi con la maglia dell’Atalanta, considerando tutte le competizioni.

sabato 3 gennaio 2026

Calcio-News

 


Serie A, Da Cunha su rigore regala i tre punti al Como contro l’Udinese

 

Il sabato della diciottesima giornata di Serie A si apre con il successo del Como, che al Sinigaglia batte 1-0 l’Udinese. A far sorridere Fabregas al 18′ è Da Cunha, che trasforma il rigore nato da un’ingenua trattenuta di Piotrowski su Alberto Moreno e spiazza Padelli: i lariani non segnavano dal dischetto nel massimo campionato da 23 anni. Nella ripresa, Zaniolo si vede annullare, al 55′, il possibile pareggio per fuorigioco, poi Runjaic si sbilancia inserendo Solet ma soprattutto Bravo. Tra i padroni di casa entra Nico Paz, partito dalla panchina, ma il risultato non cambia: il Como sale a 30 punti, restano a 22 invece i friulani, al terzo ko nelle ultime cinque partite.

 

Leao fa sorridere il Milan: 1-0 a Cagliari e primo posto!

 

La squadra di Pisacane gioca un gran primo tempo mettendo spesso in difficoltà il Milan con Prati, Palestra e Adopo. I rossoneri non tirano mai in porta. Nella ripresa, la squadra di Allegri cambia atteggiamento, accelera e trova la rete del vantaggio con un diagonale di Leao. Il Cagliari ci prova, ma il Milan difende bene il vantaggio. Esordio anche per Fullkrug che sostituisce proprio Leao. Milan momentaneamente in vetta alla classifica di Serie A

 

 

Serie A: il Lecce ferma la Juventus, è solo 1-1 allo Stadium

 

Un errore costa carissimo alla Juventus, che spreca una buonissima prestazione e viene fermata sull’1-1 dal Lecce, bravo a capitalizzare nel migliore dei modi la sua prova difensiva allo Stadium. Il cambio tattico di Spalletti e il passaggio al 4-2-3-1 mandano in tilt i giallorossi, ma la Vecchia Signora non la sblocca e viene punita al primo errore: Cambiaso, di fatto, serve Banda per il vantaggio (46′ pt). Nella ripresa McKennie pareggia subito (49′) e avvia l’assedio bianconero, ma Falcone è superlativo e David sbaglia un rigore (64′). Inutile il finale con cinque giocatori offensivi, il Lecce ferma la Juve sul pari: Spalletti rischia di allontanarsi dalla top-4, punto d’oro per i salentini.

 

Serie A: Genoa e Pisa pareggiano 1-1, così come Sassuolo e Parma

 

Le due partite che animano il sabato pomeriggio della 18ª giornata di Serie A si chiudono entrambe in pareggio. Il Genoa di Daniele De Rossi viene infatti fermato sull’1-1 dal Pisa di Alberto Gilardino a Marassi, dove si vive la sfida in panchina tra due dei Campioni del Mondo con l’Italia nel 2006: Colombo apre le marcature al 15’, Leris riequilibra i conti al 38’. Lo stesso risultato si registra anche al Mapei Stadium, dove il Parma di Carlos Cuesta riesce a recuperare sull’1-1 il Sassuolo di Fabio Grosso, altro grande protagonista della vincente spedizione azzurra in Germania: Thorstvedt sblocca la gara al 18’, Pellegrino pareggia al 24’.

domenica 28 dicembre 2025

Serie A: Milan e Napoli ok


 I rossoneri riprendono la corsa dopo il pareggio col Sassuolo e la delusione in Supercoppa. Pulisic stappa la partita, poi entra in scena il francese che la chiude e mette a segno i suoi primi gol in campionato. Rossoneri provvisoriamente primi in attesa dell’Inter

Che città, Milano: si trovano psicologi disposti a stare aperti anche la domenica mattina durante le feste. Milan-Verona finisce 3-0, il Milan è primo in attesa dell’Inter ma il grande tema della giornata è la cura ricostituente per Christopher Nkunku, che alle 13.40 è un attaccante in crisi di identità, alle 13.43 segna un rigore gentilmente offerto da Max Allegri, alle 13.45 è coccolato dai compagni e alle 13.48 fa ancora gol, bruciando in reattività tutta la difesa del Verona. Il dubbio è più che legittimo: il Christopher intristito del

primo tempo, su quel pallone, sarebbe andato con la stessa grinta?

Riassunto dei gol, per mettere ordine. Il primo tempo è finito quando Modric va a battere un angolo da destra. Chi non sta scappando al bar per l’intervallo conta i tiri in porta ed è facile: 0-0. Una tristezza. Eppure… Luka crossa come sa, Rabiot salta sopra ad Al-Musrati e devia verso Pulisic. Oyegoke sceglie di coprire la porta, così CP11 – solo – tocca in porta. Gol da attaccante vero, quello che al Milan manca da tanto tempo. Il raddoppio è un regalo di Nelsson, che al 1’ del secondo tempo, in area, sbilancia Nkunku in una situazione innocua. Fabbri fischia rigore e Allegri, dalla panchina, dice “calcia Christopher”. Segue momento motivazionale, in cui Pulisic e Modric vanno dal francese, gli lasciano il pallone e gli parlano. Nkunku, sereno, incrocia il primo gol della sua vita in Serie A. Cinque minuti dopo, all’8’, ecco il 3-0. Modric calcia col sinistro da fuori, Montipò devia sul palo e sulla respinta Nkunku è molto più sveglio di Bella-Kotchap, che avrebbe tre metri di vantaggio ma si astiene.​

La partita – via il politichese – nel primo tempo è stata noiosa. Ritmi bassi, Milan col possesso al 60% ma poche idee e un paio di ripartenze gestite male “tecnicamente”, come direbbe Allegri. Occasioni, due. Al 20’ uno stop-e-tiro di Loftus-Cheek deviato da Niasse, fuori di nulla, e al 28’ un cross basso e forte di Rabiot, su cui Nkunku legge male il tabellone degli orari: parte tardi e non arriva in tempo. Il Verona ha fatto la sua partita fino al 45’, poi Rabiot e Pulisic hanno cambiato la domenica con il gol e da lì non c’è più stata storia. Troppo ingenuo Nelsson, troppo povero offensivamente il Verona, che ha alternato gli attaccanti senza risultato: nel primo tempo Mosquera lento e fuori condizione, Giovane più attivo ma senza bollicine, nel secondo Sarr fuori dal gioco e Orban non oltre un tiraccio.

Il Milan è stato cinico e attento dietro, con Pavlovic molto preciso. Ha segnato prima il secondo, poi il terzo gol e sì, Nkunku dopo il rigore ha gonfiato il palloncino rosso, che prendeva polvere nella calza dal gol al Lecce, più di tre mesi fa. A quel punto, Modric ha dato una gran palla no look a Rabiot – lo stadio, ricordando Pirlo e forse Rivera, si è commosso – e Loftus-Cheek è andato vicino al 4-0, calciando su Montipò un bella palla di Nkunku, addirittura in versione assistman creativo. Che resta, degli ultimi minuti? La standing ovation per Modric, uscito a 20 dalla fine, l’esordio di Odogu da braccetto di destra e un gol annullato a Orban per fuorigioco. Se interessano due numeri, eccoli: il Milan ha vinto la decima partita di fila con il Verona, che ha allungato a 68 la striscia di partite giocate a San Siro in A senza mai vincere. Quanto al Milan, finisce l’anno da candidata scudetto e magari da capolista, se l’Atalanta darà una mano. Va bene Nkunku, vanno bene tutti, ma per primo ringrazi Pulisic, che anche questa volta ha sbloccato la giornata. Nel dubbio se invidiargli il conto o la presunta fidanzata, meglio scegliere il cervello e l’applicazione: sono da campione.

Cremonese-Napoli 0-2

Hojlund castiga la Cremonese, il Napoli resta nella scia del Milan

Decide il match una doppietta realizzata dal danese nel primo tempo. Padroni di casa più intraprendenti nella ripresa, ma gli azzurri non concedono nulla

Il Napoli è lo stesso, cambia solo l’uomo copertina. Dopo aver alzato la Supercoppa Italiana a Riad lunedì sera con una doppietta di Neres nella finale contro il Bologna, supera 0-2 la Cremonese allo Zini grazie a un’altra doppietta, questa volta di Rasmus Hojlund. Il danese arrivato in estate dal Manchester United è sempre più al centro della squadra di Antonio Conte: i gol in stagione diventano 9, di cui 6 in campionato (miglior marcatore dei Campioni d’Italia), e certificano lo stato di forma di un giocatore destinato a fare le fortune del Napoli in questa e nelle prossime stagioni. Non è la miglior versione azzurra dell’anno, forse complice il doppio impegno arabo, ma tanto basta per battere una Cremonese corta, attenta ma poco incisiva quando chiamata a farsi vedere dalle parti di Milinkovic-Savic. La risposta al Milan, vincente all’ora di pranzo in casa sul Verona, arriva subito: il Napoli sale con 34 punti al secondo posto in classifica, a -1 dai rossoneri in attesa del big match di serata tra Atalanta e Inter. Una vittoria importante per Conte, anche perché finora in campionato il rendimento in trasferta non è stato dei migliori: 12 punti ottenuti prima di questo pomeriggio (4 vittorie e 4 sconfitte in 8 partite) a fronte dei 19 conquistati al Maradona. Per capire se il Napoli abbia curato o meno il mal di trasferta, appuntamento domenica 4 gennaio all’ora di pranzo in casa della Lazio.

Panchina corta, diversi indisponibili ma Conte parte rifacendosi a un proverbio italianissimo: squadra che vince non si cambia. E allora dentro con lo stesso undici che ha vinto le sfide di Supercoppa contro Milan e Bologna: Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus davanti a Milinkovic-Savic, con Politano, Lobotka, McTominay e Spinazzola a centrocampo e la coppia Neres-Elmas dietro a Rasmus Hojlund. Nicola, invece, cambia: rinuncia a causa di un virus influenzale al miglior assistman della squadra, Vandeputte (4), e schiera Zerbin nel ruolo di mezzala. Ma la vera sorpresa è in attacco: insieme a Jamie Vardy non c’è Bonazzoli, ma Antonio Sanabria, 3 gol nelle precedenti 8 partite giocate contro gli azzurri.

Il canovaccio della partita è di semplice lettura. Il Napoli prova ad aggredire alta la Cremonese, cercando di sviluppare il gioco sulle fasce con Politano e Spinazzola. Le occasioni, però, arrivano quando si attiva il corridoio centrale, corridoio che a Cremona ha un nome e un cognome: Rasmus Hojlund. Il danese ingaggia un duello con Baschirotto che dura tutta la partita, vincendolo praticamente sempre nonostante il centrale italiano provi a far valere il fisico importante. L’ex United strappa in continuazione, servito soprattutto da Lobotka e dai centrali di difesa, e proprio da uno strappo nasce al 13’ il primo gol. Il danese scappa al suo avversario di oggi, la palla finisce sui piedi di Politano prima e Spinazzola poi: il tiro da fuori dell’esterno ex Atalanta, Juventus e Roma finisce fortunosamente sui piedi dello stesso Hojlund che da due passi appoggia il vantaggio azzurro. La Cremonese reagisce e prova a mettere in difficoltà il Napoli con un’idea precisa: Sanabria si allarga e Zerbin prova ad occupare le zone centrali dell’attacco. Proprio Zerbin, di proprietà del Napoli, è protagonista dell’azione forse più pericolosa del primo tempo grigiorosso: entra in area dopo un doppio dribbling e reclama un rigore per un contatto con Rrahmani. Mariani, però, ci vede bene e lascia correre. Nel finale di frazione, il raddoppio azzurro arriva con lo stesso protagonista e uno sviluppo simile. Dopo un cross ancora una volta di Politano dalla destra, Zerbin si scontra in mezzo all’area con McTominay e un compagno di squadra. La palla, come se fosse un magnete attratto dal grande pomeriggio del danese, finisce ancora sui piedi di Hojlund dentro l’area piccola: al 45’ è 0-2.

GESTIONE Il secondo tempo inizia con un cambio: fuori Spinazzola, probabilmente per un piccolo acciacco fisico, dentro Gutierrez. L’orgoglio della Cremonese prova a uscire con il passare dei minuti (e con l’ingresso di un positivo Moumbagna), ma se c’è una cosa che il Napoli di Antonio Conte sa fare benissimo è gestire quando è davanti: in stagione (è successo 11 volte), gli azzurri non hanno ancora perso punti da situazione di vantaggio. Un dato fondamentale per una squadra che punta in alto e continua ad occupare saldamente un sedile nel vagone scudetto: terza partita di fila, dopo le due di Supercoppa, senza subire gol. Hojlund non si ferma mai e continua a creare occasioni per lui e per i compagni: la più importante arriva al 73’, quando, disturbato dal compagno Lang, non riesce a spingere in porta una respinta di Audero dopo un tiro di un McTominay cresciuto con il passare dei minuti dopo un avvio di partita difficile. Per la Cremonese, nonostante l’ottima classifica, continua il difficile percorso contro le big tra le mura di casa: dopo il pareggio con l’Atalanta (1-1) di inizio stagione sono arrivate tre sconfitte contro Juventus, Roma e Napoli.

Calcio-News del 28-12-2025

 


La Juve è bruttina, ma vince anche a Pisa: Spalletti scala la classifica, ora è secondo

Una notte a un passo dalla vetta: una zampata di Kalulu, un gol nel recupero di Yildiz e la possibilità di contare su 2 gare in più rispetto alle avversarie impegnate la scorsa settimana in Supercoppa permettono alla Juve di tornare a respirare area di altissima classifica. La squadra di Spalletti vince per 2-0 a Pisa e si issa a -1 dall’Inter, alla pari con il Milan secondo. Il tecnico juventino stavolta la vince dalla panchina, indovinando le mosse David e Zhegrova nell’ultima mezz’ora, e adesso può guardare con più serenità al futuro: aveva preso la squadra a-3 dal quarto posto e a -8 dal primo, ora, male che andrà, a classifica completa sarà a -1 dalla Roma quarta. Ma sono momento (terza vittoria consecutiva in A, settima nelle ultime 8 tra tutte le competizioni) e calendario (Lecce, SassuoloCremonese e Cagliari i prossimi impegni) ad alimentare sogni inattesi tra i tifosi bianconeri.

L’Udinese beffa la Lazio all’ultimo respiro: Davis fa 1-1 al 95′, ma il suo gol è un giallo…

Finisce 1-1 tra Udinese e Lazio ed è giusto così. L’Udinese la pareggia, con merito, al 95’ all’ultimo assalto con una prodezza di Keinan Davis l’uomo che l’aveva salvata così dalla B a Frosinone, oggi le regala un punto giusto perché in una gara dai ritmi bassi e dal costante equilibrio la Lazio a 10’ dalla fine era passata in vantaggio con Vecino che un tiro non troppo pretenzioso da fuori area era stato avvantaggiato dalla deviazione di Solet. Il punto va bene a entrambe anche se l’Udinese ha costruito qualcosina in iù, ma la Lazio ha rischiato di raddoppiare con Isaksen fermato bene da Padelli. Runjaic e Sarri, che attende il mercato, si devono accontentare.

Serie A, Lecce-Como 0-3: Nico Paz rilancia Fabregas

Il Como si riprende dopo due ko consecutivi e rilancia l’assalto all’Europa: è 3-0 sul Lecce nel segno di Nico Paz, che sale a sei gol e sei assist. Avvio decisamente squilibrato al Via del Mare, con gli ospiti che comandano il possesso palla e provano a far valere la propria superiorità tecnica. Jesus Rodriguez è il primo a rendersi pericoloso, ma la rete che sblocca il match arriva solo al 20′ ed è molto contestata. Nico Paz calcia di potenza, trova la deviazione di Tiago Gabriel e spiazza Falcone, ma l’azione parte da una gomitata del fantasista: Marchetti convalida e non annulla la rete, espulso Di Francesco per proteste. Da qui in poi il Como insegue il bis, con Falcone a salvare su Douvikas (splendida rovesciata) e Moreno, ma si va al riposo sull’1-0. Nella ripresa Fabregas sostituisce l’ammonito Smolcic, ma parte molto meglio il Lecce. Salentini pericolosi con Gallo e lariani che si difendono, per poi chiudere i giochi al 66′. Ci pensa Jacobo Ramon, in mischia, a siglare il bis e insaccare un pallone vagante. Il Via del Mare si ammutolisce e i cambi offensivi del Lecce hanno l’esito opposto rispetto alle attese, sbilanciando ulteriormente la squadra. Ne approfitta il Como, che dilaga e trova il 3-0 al 75′, col filtrante di Nico Paz e la zampata di Douvikas. Il greco troverebbe anche il poker in rovesciata, ma l’arbitro annulla per un precedente offside. Vince dunque 3-0 il Como, che scavalca temporaneamente il Bologna ed è sesto con 27 punti. Si ferma a quota 16 il Lecce, +4 sul Verona terzultimo.

Serie A, Torino-Cagliari 1-2: decide un gran gol di Kilicsoy

Il Cagliari rimonta il Torino nella sfida dello Stadio Olimpico: granata avanti con Vlasic al 28′ su azione di contropiede ma sul finale di primo tempo Prati da due passi pareggia e poi al 66′ il turco Kilicsoy, ancora lui, fa tutto bene e col sinistro indovina l’angolino giusto. Il Toro si ferma dopo due vittorie consecutive, il Cagliari sale con questa vittoria a 18 punti.

Fuoco di paglia: Fiorentina sconfitta, al Tardini 1-0 Parma

La Fiorentina non si conferma e torna a frenare: battuta 1-0 a Parma nella diciassettesima giornata di Serie A. Al Tardini decide un gol di Sørensen a tre minuti dall’inizio della ripresa. Quarto successo per Cuesta, battuta d’arresto pesante per Vanoli: persa la sfida salvezza con i crociati, che aumentano a 8 i punti di vantaggio dalla Viola, fanalino di coda in classifica, alla decima sconfitta stagionale in campionato. Furiosi i tifosi sui social: “Presuntiosi dopo la vittoria con l’Udinese”.

Rabbia Lazio per il gol di Davis: “Chiediamo rispetto, errori sempre a nostro sfavore”

“Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale, continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere”. Così la Lazio in un comunicato subito dopo il pareggio di Udine. I biancocelesti contestano la rete di Davis al 95′, che ha regalato l’1-1 ai friulani, per un tocco di braccio dello stesso attaccante qualche secondo prima della rete, assegnata dall’arbitro Colombo e convalidata dal Var. “La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al Club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto”, si legge ancora. La Lazio resta in silenzio e risponde così. “Se ho toccato con la mano prima del gol? Non ricordo bene, è successo tutto molto in fretta. Sicuramente l’ho toccata con l’esterno e poi forse è andata sulla mano ma è stato tutto molto veloce”, le parole di Davis a Dazn dopo la gara.

lunedì 22 dicembre 2025

Al Napoli la Supercoppa italiana

 


Il Napoli ha conquistato per la terza volta nella propria storia la Supercoppa Italiana, la prima con Antonio Conte alla guida. Nella finale di Riad gli azzurri hanno battuto 2-0 il Bologna di Italiano grazie alla serata di grazia del brasiliano Neres. L’esterno ha sbloccato il match al 39′ con un sinistro chirurgico all’incrocio dei pali e a inizio ripresa è stato lesto ad intercettare il passaggio di Ravaglia a Lucumì per firmare con uno scavetto la propria doppietta.

LA PARTITA

La firma sulla Supercoppa è tutta di Neres, ma se il Napoli ha potuto festeggiare nel cielo saudita la conquista del trofeo per la terza volta è perché in campo non c’è stata partita. Il 2-0 degli azzurri è frutto della doppietta del brasiliano, di una prodezza personale e di una giocata astuta, ma soprattutto di una sfida preparata e affrontata alla perfezione e con un punteggio finale perfino troppo striminzito per quanto visto in campo.

Gli strappi di Hojlund in profondità e i duelli con la difesa del Bologna, ma anche le giocate di Neres – appunto – e McTominay hanno sublimato una prestazione ottima del Napoli di Conte che ha legittimato sul campo il ruolo in questa Supercoppa trovando un gol per tempo. Tra una parata e l’altra di Ravaglia ci ha pensato l’ex Ajax a pennellare il primo gol all’incrocio dei pali sul finire del primo tempo, costruendosi il raddoppio a inizio ripresa assestando il colpo decisivo ai rossoblù di Italiano, mai realmente in grado di impensierire Milinkovic-Savic.

sabato 20 dicembre 2025

Calcio-News del 21-12-2025

 


La Juventus supera 2-1 la Roma

 

La Juventus vince 2-1 contro la Roma e si porta a -4 dall’Inter e a -1 proprio dai giallorossi in piena zona Champions. Una partita bellissima allo Stadium: gol di Conceicao e Openda per i bianconeri, a niente serve la rete del subentrato Baldanzi. E’ l’ottava vittoria in campionato per la Juve che arriva dopo quella di Bologna

 

La Juve torna in corsa per la Champions: battuta la Roma allo Stadium

 

Nel big match della 16a giornata di Serie A, la Juventus batte 2-1 la Roma e si porta a -1 dal quarto posto occupato proprio dai giallorossi. Il primo tempo dell’Allianz Stadium si accende solo nel finale, quando Conceiçao prima sfiora il gol al 43′ (ottima parata di Svilar) e poi lo trova subito dopo con un preciso diagonale. Ben più divertente la ripresa, iniziata alla grande dai padroni di casa che assaltano la Roma e trovano il raddoppio al 70′ con il primo gol in Serie A di Openda: Svilar respinge il colpo di testa di McKennie, l’americano recupera la ribattuta e serve il belga che a porta vuota non sbaglia. Al 75′ Baldanzi accorcia le distanze, arrivando per primo sulla ribattuta di Di Gregorio bravo a opporsi a Ferguson. I capitolini ci provano in ogni modo, ma rischiano tantissimo all’80’ quando il palo nega a Yildiz la gioia del gol.

 

I risultati del turno di Serie B

 

Nel diciassettesimo turno di Serie B vincono le prime della classe: il Frosinone piega 2-1 lo Spezia grazie a Bracaglia e Ghedjemis, mentre il Monza stende la Carrarese 4-1 con la doppietta di Birindelli e i gol di Delli Carri e Petagna. Il Venezia prende tre punti a Modena con il 2-1 esterno, perde terreno il Palermo con il 2-2 rocambolesco ad Avellino. Solo un pari per la Sampdoria, ripresa sull’1-1 a Padova: stesso risultato tra Cesena e Juve Stabia.

Lazio-Cremonese, scialbo 0-0

La 16ª giornata di Serie A porta in dote un pareggio a Lazio e Cremonese. I biancocelesti di Maurizio Sarri e i grigiorossi di Davide Nicola escono infatti con uno scialbo 0-0 dallo Stadio Olimpico di Roma, dove nessuna delle due squadre regala particolari emozioni. Le tante assenze condizionano i padroni di casa, mentre gli ospiti giocano una partita ordinata, ma non trovano il guizzo vincente e chiudono in dieci: espulso Ceccherini al 94’.

 

 

Bologna, Bernardeschi out sei settimane

 

Gli esami cui è stato sottoposto Federico Bernardeschi hanno evidenziato una frattura angolata della clavicola sinistra. Verrà sottoposto a intervento martedì a Bologna: i tempi di recupero previsti sono di circa 6 settimane. L’esterno si era fatto male nella semifinale di Supercoppa Italiana contro l’Inter.

 

Niente Coppa d’Africa per Diao del Como: lesione al bicipite femorale

 

Dopo l’infortunio nell’ultimo match di campionato contro la Roma, Diao salterà la Coppa d’Africa col suo Senegal. Il giocatore – a lungo ai box quest’anno – era stato convocato ma dovrà dare forfait. Gli esami a cui si è sottoposto hanno evidenziato una lesione al bicipite femorale destro

 

 

Bologna, Italiano: “Un pizzico di fortuna, ma siamo stati bravi”

 

Vincenzo Italiano esulta per la qualificazione alla finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli. Così l’allenatore del Bologna ha commentato la vittoria sull’Inter: “Gran primo tempo nostro, meglio l’Inter nel secondo tempo. Poi un pizzico di fortuna ci premia ma per me la partita è stata questa. Un tempo a testa e i rigori hanno premiato il Bologna. È difficile togliere la palla all’Inter, non consentire all’Inter di creare palle gol. Siamo stati bravi a portarla ai rigori e siamo stati premiati”.

 

 

Inter, Chivu: “Niente da rimproverare ai miei. Grande gara contro un avversario forte”

 

Dopo la sconfitta ai rigori in semifinale di Supercoppa Italiana contro il Bologna, Cristian Chivu ha parlato con i giornalisti presenti: “Non ho niente da rimproverare ai ragazzi né da rimpiangere qualcosa. Ho visto ottime cose, specialmente nel secondo tempo. Una grande gara contro un avversario forte. Purtroppo quando non butti la palla dentro può capitare di non vincere. E quando vai ai calci di rigore ci sta di perdere”.

venerdì 19 dicembre 2025

Supercoppa italiana: Bologna in finale col Napoli


 Il Bologna batte l’Inter ai calci di rigore e raggiunge il Napoli nella finalissima della Supercoppa italiana, in programma lunedì alle 20 (in esclusiva sulle reti Mediaset). A sbloccare un match molto intenso e combattuto è un gol lampo di Thuram, che dopo neanche due minuti sfrutta al meglio una splendida iniziativa di Bastoni per insaccare in spaccata a due passi dalla porta.

I rossoblù però non si abbattono, rispondono macinando il loro gioco e poco dopo la mezzora trovano il meritato pareggio grazie al rigore assegnato da Chiffi (dopo revisione al monitor) per fallo di mano in area di Bisseck e trasformato da Orsolini.
Nella ripresa l’Inter alza i giri del motore, si costruisce un paio di buone occasioni e poi esulta quando Chiffi assegna il rigore per fallo di Heggem su Bonny. Questa volta però il richiamo al monitor porta a una revoca della decisione iniziale. I nerazzurri vanno più volte vicini al vantaggio con una serie di conclusioni insidiosissime, ma non riescono a far crollare il muro felsineo. In pieno recupero Martinez nega a Fabbian il gol dell’ex con un super intervento che di fatto porta la sfida ai rigori.

Dal dischetto è il festival dell’errore, ma il rigore decisivo lo sigla Ciro Immobile, che tiene così vivo il sogno degli emiliani di conquistare un altro trofeo in questo 2025 da sogno. Per Chivu sfuma la chance della prima finale in carriera.

LA SEQUENZA DEI RIGORI

Lautaro (I) – gol
Ferguson (B) – gol
Bastoni (I) – parato
Moro (B) – parato
Barella (I) – alto
Miranda (B) – alto
Bonny (I) – parato
Rowe (B) – gol
De Vrij (I) – gol
Immobile (B) – gol

IL TABELLINO

Bologna-Inter 4-3 d.c.r.
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumí, Miranda; Moro, Pobega 6 (30′ st Ferguson); Orsolini 6 (17′ st Cambiaghi), Odgaard 5,5 (30′ st Fabbian), Bernardeschi 6,5 (40′ Rowe); Castro 5,5 (30′ st Immobile).
Allenatore: Italiano

Inter (3-5-2): Martinez; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Luis Henrique 5,5 (26′ st Diouf), Barella, Zielinski 6,5 (41′ st Sucic), Mkhitaryan 6 (26′ st Frattesi), Dimarco; Thuram (26′ st Lautaro), Bonny.
Allenatore: Chivu
Arbitro: Chiffi

Marcatori: 2′ Thuram (I), 35′ rig. Orsolini (B)

giovedì 18 dicembre 2025

Semifinale Supercoppa italiana: Napoli-Milan 2-0

 


Il Napoli batte 2-0 il Milan nella semifinale di Supercoppa Italiana conquistando l’accesso alla finalissima in programma lunedì 22 dicembre. Al King Saud University Stadium di Riad parte bene il Napoli, ma il Milan tiene il pallino del gioco costruendo e affacciandosi in maniera pericolosa dalle parti di Milinkovic-Savic. Rossoneri che sfiorano più volte la rete, ma a passare avanti al 39′ è la squadra di Conte con David Neres, col brasiliano bravo a spingere in rete con un tap-in vincente il passaggio di Hojlund scappato alla marcatura di De Winter. Nel finale della prima frazione il danese va vicino al raddoppio su contropiede fulmineo con Elmas, ma Maignan intuisce la conclusione sul primo palo salvando il Milan deviando in angolo.

Nel secondo tempo gli azzurri vanno vicini al 2-0 con una conclusione potente di Rrahmani, con Maignan che toglie la palla quasi dall’incrocio dei pali, poi i rossoneri tornano in cattedra. A caccia del pari, gli uomini di Allegri si fanno più aggressivi e sono decisi nel possesso palla, cercando di scardinare la difesa dei campioni d’Italia. Ma ancora una volta a centrare l’obiettivo sono i campani, con Hojlund che al 64′ attacca bene la profondità prendendosi gioco di De Winter per poi calciare defilato in maniera potente battendo Maignan in diagonale. I rossoneri provano a reagire con Fofana, appena entrato, senza però impensierire Milinkovic-Savic, mentre la palla del possibile tris capita a McTominay, con lo scozzese che però manda in orbita il destro. Alla fine, nonostante l’arrembaggio finale dei rossoneri, Conte manda ko Allegri 2-0, col capitolo conclusivo, come detto, il 22 dicembre contro la vincente della sfida tra Bologna e Inter, in programma venerdì.

mercoledì 17 dicembre 2025

Calcio-News 17-12-2025

 


Roma, continua il pressing per Zirkzee dello United

La Roma prosegue il suo pressing per arrivare a Joshua Zirkzee. Gasperini vorrebbe il prima possibile la sua punta e l’obiettivo principale è il giocatore del Manchester United. Si sta cercando di riportarlo in Italia con un prestito con diritto di riscatto, che potrebbe diventare con obbligo se le condizioni non fossero troppo alte. Lo United al momento non ha ancora aperto, ma il pressing giallorosso prosegue perché è lui il prescelto per la società e per Gasp. Gli inglesi non vorrebbero farlo partire prima del 18 gennaio, giorno della finale della Coppa d’Africa, per tamponare le assenze dovute alle convocazioni. Senza dimenticare che arriva l’anno del Mondiale e il giocatore cerca quello spazio finora non avuto in Premier League.

Milan, l’attaccante Niclas Fullkrug a un passo

Niclas Füllkrug è sempre più vicino al Milan. Anzi, è praticamente un giocatore rossonero. Mancano da definite gli ultimi dettagli dell’operazione, ma il club di via Aldo Rossi è in contatto con il West Ham ed ha capito che gli inglesi non opporranno eccessive resistenze alla partenza dell’attaccante tedesco che può sbarcare a Milano in anticipo rispetto al 2 gennaio, giorno d’apertura ufficiale della finestra invernale di mercato. L’idea è di consentirgli di arrivare in città già nei prossimi giorni, dopo il rientro della squadra dall’Arabia Saudita e magari dopo il Natale. Così potrebbe svolgere le visite mediche e iniziare… ad ambientarsi con calma. Una mossa intelligente che evidenzia la bravura della dirigenza milanista: Furlani e Tare hanno capito che l’infortunio di Gimenez poteva creare problemi in un mese (gennaio) ricco di partite di campionato e hanno trovato subito una soluzione low cost per colmare la lacuna.

Di Lorenzo: “Stiamo bene nonostante le ultime sconfitte”

Il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo ha parlato quest’oggi in conferenza stampa direttamente da Riyad per presentare la sfida di domani contro il Milan valida per la semifinale della Supercoppa Italiana 2025: “Anche se abbiamo perso le ultime gare, noi stiamo bene, sarà una partita secca e c’è la voglia di giocarcela alla pari e a viso aperto e non vediamo l’ora di scendere in campo. Siamo professionisti, siamo pronti a giocare sempre, ad allenarci. Per quanto mi riguarda mi alleno bene in ogni allenamento perché uno poi gioca come si allena. A livello mentale giocare tante gare è dispendioso, uno pensa alla preparazione fisica ma giocare queste gare con tante pressioni comporta anche dispendio mentale ma siamo professionisti pronti anche a questo”.

Conte da Riyad: “Dobbiamo continuare a lavorare con serietà”

L’allenatore del Napoli Antonio Conte ha parlato quest’oggi in conferenza stampa direttamente da Riyad per presentare la sfida di domani contro il Milan valida per la semifinale della Supercoppa Italiana 2025: “Durante l’anno ci sono sempre situazioni più positive e altre meno positive. Noi venivamo da 5 vittorie, poi ne abbiamo perse 2, ma è inevitabile che ci siano diversi momenti. L’importante, e lo dico sempre, è continuare a lavorare con serietà, voglia, determinazione e l’entusiasmo giusto che è la cosa migliore per affrontare vittorie e sconfitte non dico nella stessa maniera, ma quasi. Se vinci prendi il beneficio che possa portare fiducia ed entusiasmo, nella sconfitta devi essere bravo ad analizzare il motivo per migliorare. Sono momenti che vanno affrontati, soprattutto se si gioca ogni tre giorni, che non fai in tempo neppure a goderti una vittoria o se perdi poi magari c’è la vittoria. Passa sempre tutto dal lavoro e da quello che noi diamo ogni giorno”.

Milan, senti Maignan: “Il mio rinnovo fa discutere, ma non mi disturba”

Conta il presente, conta la Supercoppa Italiana, il primo trofeo che questo nuovo Milan targato Allegri può mettere in bacheca. Il pensiero di Mike Maignan è granitico, impossibile distogliere il suo focus dall’attualità, dalla semifinale con il Napoli. Tradotto, gli interrogativi sul suo futuro, sul suo possibile rinnovo, restano anche oggi insoluti: “Oggi – ha detto infatti il portiere francese alla vigilia del match contro gli azzurri – non è il momento di parlare di questo, io devo dare il massimo sul campo e poi, solo poi, vedremo cosa succederà. So che il mio futuro fa parlare ma non è una cosa che mi deve disturbare”

Inter, via all’operazione Supercoppa: c’è anche Calhanoglu sull’aereo per Riad

Inizia oggi per l’Inter la missione Supercoppa. In mattinata i nerazzurri si troveranno ad Appiano Gentile per l’ultimo allenamento prima della partenza alla volta di Riad, prevista nel pomeriggio, a 48 ore dalla semifinale contro il Bologna (trasmessa in esclusiva su Italia1) in programma venerdì alle 22 locali, 20 italiane. Una piccola novità rispetto alla passata stagione, quando Simone Inzaghi preferì volare in Arabia tre giorni prima dell’esordio.
A bordo del volo che porterà calciatori, staff e dirigenti in Arabia Saudita ci saranno anche Matteo Darmian e Hakan Calahnoglu. Il difensore italiano e il centrocampista turco ieri hanno fatto lavoro differenziato e non saranno arruolabili per l’impegno contro i rossoblù, ma potrebbero tornare utili in caso di eventuale finale. Soprattutto Calha: il motore del centrocampo nerazzurrro aveva alzato bandiera bianca dopo pochi minuti nella sfida contro il Liverpool, facendo temere un lungo stop. Gli esami poi hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il mondo nerazzurro: nessuna lesione. Difficile pensare che Chivu possa rischiarlo, a maggior ragione visto lo stato di forma smagliante di Piotr Zielinski.

Allegri: “Contro il Napoli partita bella e difficile. Leao? Decido dopo l’allenamento”

Il Milan di Max Allegri si prepara ad affrontare il Napoli nella prima delle due semifinali di Supercoppa italiana, che verrà trasmessa in esclusiva sui canali Mediaset. Per il match di Riad, in programma giovedì alle 20, il tecnico rossonero dovrà fare i conti con qualche incognita visto oltre alla coperta corta in attacco, c’è da monitorare attentamente le condizioni dei rientranti Leao e Fofana: “Youssouf è totalmente a disposizione, per quanto riguarda Rafa vedremo dopo l’allenamento di oggi – ha spiegato il tecnico -. Incontreremo un Napoli arrabbiato dopo le ultime due sconfitte, sarà una partita bella e difficile”.

Inter, tutto su Norton-Cuffy subito a gennaio. Ma servono 20 milioni

E’ Brooke Norton-Cuffy, rivelazione del Genoa, il nome in cima alla lista di Marotta e Ausilio per sostituire Denzel Dumfries. L’infortunio dell’olandese, costretto a operarsi e a fermarsi per circa tre mesi, impone ai nerazzurri di trovare sul mercato una soluzione immediata e pronta all’uso. La prima opzione sarebbe stata Marco Palestra, giocatore di enormi prospettive ma di proprietà dell’Atalanta, società con cui, l’estate scorsa, l’Inter è rimasta decisamente scottata nell’affare Lookman, poi non andato in porto. Virare sull’inglese del Grifone è stata quindi una logica e rapida conseguenza. Norton-Cuffy, visto di persona all’opera nell’ultimo turno di campionato, ha convinto tutta la dirigenza, Chivu compreso, e sembrerebbe rappresentare il profilo ideale per la fascia destra. Unico, grande, punto di domanda è il prezzo: il Genoa non lo cede a meno di 20 milioni, un investimento che, a gennaio, sarebbe notevole.

lunedì 15 dicembre 2025

Genoa-Inter 1-2 Bologna-Juventus 0-1

 


Genoa-Inter 1-2: nerazzurri da soli in vetta

L’Inter non sbaglia a Marassi. La squadra di Chivu batte 2-1 il Genoa, scavalca Napoli e Milan e si porta in vetta alla classifica da sola. Un doppio colpo che consente ai nerazzurri di portarsi a quota 33 punti (+1 dalla formazione di Allegri e +2 dagli uomini di Conte) e di avvicinarsi alla gara di Supercoppa italiana nel migliore dei modi da leader del campionato.
Al Ferraris il primo squillo è del Genoa, ma Colombo e Vitinha non riescono a concretizzare una buona occasione e sul capovolgimento di fronte è l’Inter ad andare a bersaglio con una giocata in area di Bisseck (6′) che sorprende Leali di sinistro sul primo palo. Gol che rompe subito l’equilibrio, apre gli spazi e accende la gara. In vantaggio, l’Inter controlla il possesso, palleggia senza fretta e attacca lo spazio con tanti uomini. Basso e compatto, Genoa invece serra le linee e riparte. Lautaro e Pio Esposito testano i riflessi di Leali, poi il Toro (38′) dà una spallata d’esperienza a Marcandalli e raddoppia i conti di sinistro. Tracciante che concretizza il dominio degli uomini di Chivu e chiude il primo tempo.

Avanti di due reti, nella ripresa l’Inter parte col freno a mano tirato, abbassa i giri e prova a gestire il match. E il Genoa riapre la partita grazie a una grande giocata di Vitinha che beffa Akanji e Bastoni. Rete che cambia un po’ l’inerzia della gara e costringe Chivu a gettare nella mischia Thuram, Mkhitaryan e Diouf. A Marassi all’Inter basta un tempo per tornare in vetta alla classifica.

Bologna-Juventus 0-1: Cabal riavvicina Spalletti alla zona Champions League

La Juventus supera 1-0 il Bologna nel posticipo della 15esima giornata di Serie A e lo scavalca al quinto posto in classifica avvicinandosi nuovamente alla zona Champions League. I bianconeri rischiano qualcosa nel primo tempo, si salvano grazie a un attento Di Gregorio e alla traversa colpita da Zortea, poi alzano i giri nella ripresa e la vincono grazie all’apporto dei subentrati.
A sbloccare l’incontro è Cabal, con una zuccata vincente su assist al bacio di Yildiz. Decisivo è però anche Openda, in campo al posto di uno spaesatissimo David, che pochi minuti dopo il vantaggio causa l’espulsione di Heggem per Dogso. Nel finale si rivede in campo anche Bremer: 20 minuti circa per riprendere confidenza con il campo dopo l’operazione al menisco e aiutare i suoi a portare a casa il risultato.

La squadra di Spalletti riparte dunque anche in campionato mettendosi alle spalle la sconfitta di Napoli, quella di Italiano incappa nella terza gara di fila senza vittoria e ora rischia il sorpasso anche da parte del Como.

domenica 14 dicembre 2025

Udinese 1 Napoli 0 e altro ancora

 


Udinese-Napoli 1-0

Un Napoli totalmente impalpabile come spesso gli è successo in questo inizio di stagione. Un Udinese che per vincere 1-0 ha dovuto realizzare tre goal dei quali due annullati in modo giusto dall’arbitro, tramite Var. Nemmeno questo è servito agli azzurri totalmente fuori giri e fuori connessione. Certo giocare senza molti titolari infortunati non è facile ne bello, ma c’è qualcosa di più che innervosisce è cioè la mancanza di campioni veri in questa squadra che barcolla e molto spesso molla la presa. Sono tante le sconfitte prese sia in campionato che in Champions e Conte ha un lavoro ancora lungo da fare. Ma non è detto che alla lunga lo continui lui. I rapporti fra Conte e forse tutto l’ambiente napoletano non sono più come un tempo. Questo è chiaro ed evidente. Se squadre come Torino e Udinese riescono senza nemmeno patire molto a battere questo Napoli e se in Champions si fanno figure barbine qualcosa vorrà pur significare. Della stanchezza di miliardari del pallone poco ci credo. Credo negli assenti che mancano, ma non si chiamano Maradona, Careca o Messi. Sulla panchina corta ricordiamoci che resta sempre una panchina, non una titolarità. La verità è che il Napoli attualmente è cotto. Non c’è altra spiegazione. E cosi anche Ekkelenkamp (l’autore del goal friulano) può diventare un campione. E soprattutto tenendo in considerazione che questi sono gli ultimi mesi di Antonio Conte alla guida del Napoli. Sempre se non se ne vada via prima.
Staremo a vedere!

Alessandro Lugli

Serie A: buio pesto per la Fiorentina, il Verona esulta al Franchi

La 15a giornata della Serie A vede la Fiorentina perdere l’ennesima chance di rilanciarsi nella lotta-salvezza e, anzi, inabissarsi sempre più nel nostro campionato. I viola perdono clamorosamente lo scontro diretto contro l’Hellas Verona, che vince 2-1 nel recupero grazie a Gift Orban (doppietta), e scivolano a -8 dal terzultimo posto. Ora per Vanoli e i toscani l’incubo-retrocessione si riaccende, mentre l’Hellas sale a 12 punti e spera.

LA PARTITA 
Piange e trema la Fiorentina, esulta un Verona che torna a sperare nella salvezza: il Franchi si tinge di gialloblù e Orban firma il 2-1 ospite. Spingono subito gli scaligeri, che centrano la traversa con Bernede in un primo tempo costellato dagli errori e dalla tensione altissima. Kean si divora il vantaggio della Fiorentina, l’Hellas perde Giovane per infortunio e Montipò evita il gol di Mandragora. Rete sbagliata e rete subita, nel più classico degli scenari, perché al 42′ il Verona passa proprio col sostituto di Giovane. Gift Orban aggira Ranieri e buca de Gea nell’uno-contro-uno, mandando tutti al riposo sull’1-0. Nella ripresa Fagioli prova a trascinare la Fiorentina, che colpisce una traversa con Ranieri e si divora due volte il pari con Kean. Il gol viola arriva in modo fortunoso al 69′, quando sul tiro di Kean Montipò devia, ma colpisce Unai Nunez: autorete e 1-1. Sembra il preludio alla rimonta viola, con Dzeko in campo per la sua millesima gara in carriera e le tre punte, invece ecco lo psicodramma. Gudmundsson passa e non tira, divorandosi il gol-vittoria, mentre Gagliardini lo sfiora per i gialloblù. Si arriva così a un finale dall’altissima tensione, che premia il Verona: Bernede tiene dentro il pallone di pochi centimetri e serve Orban, che insacca il 2-1 al 93′. Esulta il Verona dunque, salendo a quota 12 punti e riavvicinandosi alla zona-salvezza: solo due punti separano Zanetti da Cagliari e Parma. Trema invece la Fiorentina, visto che Vanoli non ha avuto il minimo impatto: viola a -8 dal quartultimo posto e fermi a quota sei punti dopo quindici giornate. Nessuno si è mai salvato, con una situazione simile, e le lacrime dei giocatori sono l’emblema di una piazza che vive emozioni inattese.

Serie A, Milan-Sassuolo 2-2: non basta Bartesaghi, Laurienté frena i rossoneri

Il Milan e Allegri non sfatano il tabù Sassuolo e si fanno nuovamente fermare da una neo-promossa perdendo una grande occasione per arrivare all’appuntamento con la Supercoppa da primi della classe. Contro i neroverdi finisce 2-2 al termine di una partita in cui succede davvero di tutto.
Al 13′ è Koné, su splendido assist di Pinamonti, a sbloccare la partita con un tocco sotto su uscita di Maignan. Al 34′ Bartesaghi sfrutta da quinto un passaggio illuminante di Loftus-Cheek per trovare il pareggio e, a inizio ripresa (47′), si ripete con un sinistro sul primo palo con la collaborazione di Nkunku.
Quando però la partita sembra chiusa e dopo due gol annullati (a Pulisic per fallo di Loftus e a Rabiot per fuorigioco), Laurienté firma il 2-2 di precisione (ancora assist di Pinamonti) e per poco non ribalta di nuovo la gara (palo clamoroso a Maignan battuto). Per Allegri finisce con molti rimpianti, la brutta notizia dell’infortunio di Gabbia da valutare e una certezza: contro le piccole il Milan soffre davvero troppo.

Amarcord: Gaetano Scirea

  Amarcord: Gaetano Scirea Il sole del tardo pomeriggio tagliava a fette lo stadio Comunale di Torino, disegnando lunghe ombre di polvere e ...