martedì 6 gennaio 2026
domenica 4 gennaio 2026
Atalanta-Roma 1-0
Esattamente com'era successo a Daniele De Rossi nel suo ritorno all'Olimpico da avversario, Gian Piero Gasperini esce sconfitto nell'incrocio contro l'Atalanta.
La Roma viene infatti sconfitta per 1-0 con una prova ampiamente sottotono e non allunga sulla Juventus, che la aggancia al quarto posto con 33 punti.
Il match, giocato a ritmi altissimi nei primi sessanta minuti, viene deciso da un corner: Svilar sbaglia l'uscita e invoca un fallo, Scalvini insacca a porta vuota al 13'. Da qui in poi la Roma alza il baricentro, ma fatica a rendersi pericolosa, mentre la Dea si vede annullare il bis di Scamacca.
Esulta Palladino, che sale a quota 25 punti e "vede" la lotta per le coppe.
LE STATISTICHE
L’Atalanta ha vinto quattro gare di fila contro la Roma per la prima volta in Serie A; i nerazzurri hanno anche ottenuto quattro successi casalinghi di fila contro i giallorossi per la prima volta nella competizione.
L’Atalanta ha vinto la prima partita dell’anno solare in Serie A per la prima volta dal 9 gennaio 2022 contro l’Udinese in trasferta (6-2), mentre ci è riuscita in casa per la prima volta dal 3 gennaio 2021 (5-1 v Sassuolo).
Giorgio Scalvini è il difensore più giovane tra quelli con più di cinque gol realizzati nelle ultime cinque stagioni di Serie A (dal 2021/22) – sei reti nel periodo per il nerazzurro, nato l’11 dicembre 2003.
Giorgio Scalvini, due gol in questa Serie A, ha eguagliato la sua stagione più prolifica nel torneo (due reti anche nel 2022/23); il difensore ha segnato due gol nelle ultime tre gare casalinghe di Serie A, tante marcature quante quelle realizzate nelle precedenti 39 partite disputate in casa nella competizione.
L’Atalanta ha vinto quattro delle ultime sei gare di Serie A (2P), tanti successi quanti quelli raccolti nelle precedenti 15 (7N, 4P).
L’Atalanta ha vinto 34 gare contro la Roma in Serie A e solo contro Lazio (38) e Bologna (39) conta più successi nella competizione; quella giallorossa è invece la formazione contro cui i nerazzurri hanno segnato di più in massima serie (150).
La Roma ha perso tre gare esterne di fila in Serie A per la prima volta dal periodo tra ottobre e dicembre 2024 (quattro in quel caso).
La Roma ha perso la prima partita dell’anno solare in Serie A per la prima volta dal 6 gennaio 2022 contro il Milan (1-3, anche in quel caso in trasferta) mentre quello odierno è il primo ko nelle gare di questo tipo contro l’Atalanta dal 6 gennaio 2018 (1-2).
L’Atalanta (6V, 1N) è rimasta imbattuta per almeno sette gare di fila contro la Roma solo per la seconda volta in Serie A, la precedente tra gennaio 2018 e aprile 2021 (sette anche in quel caso).
L’Atalanta ha ottenuto un clean sheet in casa contro la Roma in Serie A per la prima volta dal 15 febbraio 2009 (3-0); chiusa una striscia di 15 match interni di fila con almeno un gol al passivo contro i giallorossi nella competizione.
La Roma non ha trovato la rete in tre delle ultime sei gare di Serie A, tante volte quante nelle precedenti 34.
Davide Zappacosta ha giocato oggi la sua 250a partita in Serie A, mentre 100a gara per Marco Carnesecchi con la maglia dell’Atalanta, considerando tutte le competizioni.
sabato 3 gennaio 2026
Calcio-News
Serie A, Da Cunha su rigore regala i tre punti al Como contro l’Udinese
Il sabato della diciottesima giornata di Serie A si apre con il successo del Como, che al Sinigaglia batte 1-0 l’Udinese. A far sorridere Fabregas al 18′ è Da Cunha, che trasforma il rigore nato da un’ingenua trattenuta di Piotrowski su Alberto Moreno e spiazza Padelli: i lariani non segnavano dal dischetto nel massimo campionato da 23 anni. Nella ripresa, Zaniolo si vede annullare, al 55′, il possibile pareggio per fuorigioco, poi Runjaic si sbilancia inserendo Solet ma soprattutto Bravo. Tra i padroni di casa entra Nico Paz, partito dalla panchina, ma il risultato non cambia: il Como sale a 30 punti, restano a 22 invece i friulani, al terzo ko nelle ultime cinque partite.
Leao fa sorridere il Milan: 1-0 a Cagliari e primo posto!
La squadra di Pisacane gioca un gran primo tempo mettendo spesso in difficoltà il Milan con Prati, Palestra e Adopo. I rossoneri non tirano mai in porta. Nella ripresa, la squadra di Allegri cambia atteggiamento, accelera e trova la rete del vantaggio con un diagonale di Leao. Il Cagliari ci prova, ma il Milan difende bene il vantaggio. Esordio anche per Fullkrug che sostituisce proprio Leao. Milan momentaneamente in vetta alla classifica di Serie A
Serie A: il Lecce ferma la Juventus, è solo 1-1 allo Stadium
Un errore costa carissimo alla Juventus, che spreca una buonissima prestazione e viene fermata sull’1-1 dal Lecce, bravo a capitalizzare nel migliore dei modi la sua prova difensiva allo Stadium. Il cambio tattico di Spalletti e il passaggio al 4-2-3-1 mandano in tilt i giallorossi, ma la Vecchia Signora non la sblocca e viene punita al primo errore: Cambiaso, di fatto, serve Banda per il vantaggio (46′ pt). Nella ripresa McKennie pareggia subito (49′) e avvia l’assedio bianconero, ma Falcone è superlativo e David sbaglia un rigore (64′). Inutile il finale con cinque giocatori offensivi, il Lecce ferma la Juve sul pari: Spalletti rischia di allontanarsi dalla top-4, punto d’oro per i salentini.
Serie A: Genoa e Pisa pareggiano 1-1, così come Sassuolo e Parma
Le due partite che animano il sabato pomeriggio della 18ª giornata di Serie A si chiudono entrambe in pareggio. Il Genoa di Daniele De Rossi viene infatti fermato sull’1-1 dal Pisa di Alberto Gilardino a Marassi, dove si vive la sfida in panchina tra due dei Campioni del Mondo con l’Italia nel 2006: Colombo apre le marcature al 15’, Leris riequilibra i conti al 38’. Lo stesso risultato si registra anche al Mapei Stadium, dove il Parma di Carlos Cuesta riesce a recuperare sull’1-1 il Sassuolo di Fabio Grosso, altro grande protagonista della vincente spedizione azzurra in Germania: Thorstvedt sblocca la gara al 18’, Pellegrino pareggia al 24’.
domenica 28 dicembre 2025
Serie A: Milan e Napoli ok
I rossoneri riprendono la corsa dopo il pareggio col Sassuolo e la delusione in Supercoppa. Pulisic stappa la partita, poi entra in scena il francese che la chiude e mette a segno i suoi primi gol in campionato. Rossoneri provvisoriamente primi in attesa dell’Inter
Che città, Milano: si trovano psicologi disposti a stare aperti anche la domenica mattina durante le feste. Milan-Verona finisce 3-0, il Milan è primo in attesa dell’Inter ma il grande tema della giornata è la cura ricostituente per Christopher Nkunku, che alle 13.40 è un attaccante in crisi di identità, alle 13.43 segna un rigore gentilmente offerto da Max Allegri, alle 13.45 è coccolato dai compagni e alle 13.48 fa ancora gol, bruciando in reattività tutta la difesa del Verona. Il dubbio è più che legittimo: il Christopher intristito del
primo tempo, su quel pallone, sarebbe andato con la stessa grinta?
Riassunto dei gol, per mettere ordine. Il primo tempo è finito quando Modric va a battere un angolo da destra. Chi non sta scappando al bar per l’intervallo conta i tiri in porta ed è facile: 0-0. Una tristezza. Eppure… Luka crossa come sa, Rabiot salta sopra ad Al-Musrati e devia verso Pulisic. Oyegoke sceglie di coprire la porta, così CP11 – solo – tocca in porta. Gol da attaccante vero, quello che al Milan manca da tanto tempo. Il raddoppio è un regalo di Nelsson, che al 1’ del secondo tempo, in area, sbilancia Nkunku in una situazione innocua. Fabbri fischia rigore e Allegri, dalla panchina, dice “calcia Christopher”. Segue momento motivazionale, in cui Pulisic e Modric vanno dal francese, gli lasciano il pallone e gli parlano. Nkunku, sereno, incrocia il primo gol della sua vita in Serie A. Cinque minuti dopo, all’8’, ecco il 3-0. Modric calcia col sinistro da fuori, Montipò devia sul palo e sulla respinta Nkunku è molto più sveglio di Bella-Kotchap, che avrebbe tre metri di vantaggio ma si astiene.
La partita – via il politichese – nel primo tempo è stata noiosa. Ritmi bassi, Milan col possesso al 60% ma poche idee e un paio di ripartenze gestite male “tecnicamente”, come direbbe Allegri. Occasioni, due. Al 20’ uno stop-e-tiro di Loftus-Cheek deviato da Niasse, fuori di nulla, e al 28’ un cross basso e forte di Rabiot, su cui Nkunku legge male il tabellone degli orari: parte tardi e non arriva in tempo. Il Verona ha fatto la sua partita fino al 45’, poi Rabiot e Pulisic hanno cambiato la domenica con il gol e da lì non c’è più stata storia. Troppo ingenuo Nelsson, troppo povero offensivamente il Verona, che ha alternato gli attaccanti senza risultato: nel primo tempo Mosquera lento e fuori condizione, Giovane più attivo ma senza bollicine, nel secondo Sarr fuori dal gioco e Orban non oltre un tiraccio.
Il Milan è stato cinico e attento dietro, con Pavlovic molto preciso. Ha segnato prima il secondo, poi il terzo gol e sì, Nkunku dopo il rigore ha gonfiato il palloncino rosso, che prendeva polvere nella calza dal gol al Lecce, più di tre mesi fa. A quel punto, Modric ha dato una gran palla no look a Rabiot – lo stadio, ricordando Pirlo e forse Rivera, si è commosso – e Loftus-Cheek è andato vicino al 4-0, calciando su Montipò un bella palla di Nkunku, addirittura in versione assistman creativo. Che resta, degli ultimi minuti? La standing ovation per Modric, uscito a 20 dalla fine, l’esordio di Odogu da braccetto di destra e un gol annullato a Orban per fuorigioco. Se interessano due numeri, eccoli: il Milan ha vinto la decima partita di fila con il Verona, che ha allungato a 68 la striscia di partite giocate a San Siro in A senza mai vincere. Quanto al Milan, finisce l’anno da candidata scudetto e magari da capolista, se l’Atalanta darà una mano. Va bene Nkunku, vanno bene tutti, ma per primo ringrazi Pulisic, che anche questa volta ha sbloccato la giornata. Nel dubbio se invidiargli il conto o la presunta fidanzata, meglio scegliere il cervello e l’applicazione: sono da campione.
Cremonese-Napoli 0-2
Hojlund castiga la Cremonese, il Napoli resta nella scia del Milan
Decide il match una doppietta realizzata dal danese nel primo tempo. Padroni di casa più intraprendenti nella ripresa, ma gli azzurri non concedono nulla
Il Napoli è lo stesso, cambia solo l’uomo copertina. Dopo aver alzato la Supercoppa Italiana a Riad lunedì sera con una doppietta di Neres nella finale contro il Bologna, supera 0-2 la Cremonese allo Zini grazie a un’altra doppietta, questa volta di Rasmus Hojlund. Il danese arrivato in estate dal Manchester United è sempre più al centro della squadra di Antonio Conte: i gol in stagione diventano 9, di cui 6 in campionato (miglior marcatore dei Campioni d’Italia), e certificano lo stato di forma di un giocatore destinato a fare le fortune del Napoli in questa e nelle prossime stagioni. Non è la miglior versione azzurra dell’anno, forse complice il doppio impegno arabo, ma tanto basta per battere una Cremonese corta, attenta ma poco incisiva quando chiamata a farsi vedere dalle parti di Milinkovic-Savic. La risposta al Milan, vincente all’ora di pranzo in casa sul Verona, arriva subito: il Napoli sale con 34 punti al secondo posto in classifica, a -1 dai rossoneri in attesa del big match di serata tra Atalanta e Inter. Una vittoria importante per Conte, anche perché finora in campionato il rendimento in trasferta non è stato dei migliori: 12 punti ottenuti prima di questo pomeriggio (4 vittorie e 4 sconfitte in 8 partite) a fronte dei 19 conquistati al Maradona. Per capire se il Napoli abbia curato o meno il mal di trasferta, appuntamento domenica 4 gennaio all’ora di pranzo in casa della Lazio.
Panchina corta, diversi indisponibili ma Conte parte rifacendosi a un proverbio italianissimo: squadra che vince non si cambia. E allora dentro con lo stesso undici che ha vinto le sfide di Supercoppa contro Milan e Bologna: Di Lorenzo, Rrahmani e Juan Jesus davanti a Milinkovic-Savic, con Politano, Lobotka, McTominay e Spinazzola a centrocampo e la coppia Neres-Elmas dietro a Rasmus Hojlund. Nicola, invece, cambia: rinuncia a causa di un virus influenzale al miglior assistman della squadra, Vandeputte (4), e schiera Zerbin nel ruolo di mezzala. Ma la vera sorpresa è in attacco: insieme a Jamie Vardy non c’è Bonazzoli, ma Antonio Sanabria, 3 gol nelle precedenti 8 partite giocate contro gli azzurri.
Il canovaccio della partita è di semplice lettura. Il Napoli prova ad aggredire alta la Cremonese, cercando di sviluppare il gioco sulle fasce con Politano e Spinazzola. Le occasioni, però, arrivano quando si attiva il corridoio centrale, corridoio che a Cremona ha un nome e un cognome: Rasmus Hojlund. Il danese ingaggia un duello con Baschirotto che dura tutta la partita, vincendolo praticamente sempre nonostante il centrale italiano provi a far valere il fisico importante. L’ex United strappa in continuazione, servito soprattutto da Lobotka e dai centrali di difesa, e proprio da uno strappo nasce al 13’ il primo gol. Il danese scappa al suo avversario di oggi, la palla finisce sui piedi di Politano prima e Spinazzola poi: il tiro da fuori dell’esterno ex Atalanta, Juventus e Roma finisce fortunosamente sui piedi dello stesso Hojlund che da due passi appoggia il vantaggio azzurro. La Cremonese reagisce e prova a mettere in difficoltà il Napoli con un’idea precisa: Sanabria si allarga e Zerbin prova ad occupare le zone centrali dell’attacco. Proprio Zerbin, di proprietà del Napoli, è protagonista dell’azione forse più pericolosa del primo tempo grigiorosso: entra in area dopo un doppio dribbling e reclama un rigore per un contatto con Rrahmani. Mariani, però, ci vede bene e lascia correre. Nel finale di frazione, il raddoppio azzurro arriva con lo stesso protagonista e uno sviluppo simile. Dopo un cross ancora una volta di Politano dalla destra, Zerbin si scontra in mezzo all’area con McTominay e un compagno di squadra. La palla, come se fosse un magnete attratto dal grande pomeriggio del danese, finisce ancora sui piedi di Hojlund dentro l’area piccola: al 45’ è 0-2.
GESTIONE Il secondo tempo inizia con un cambio: fuori Spinazzola, probabilmente per un piccolo acciacco fisico, dentro Gutierrez. L’orgoglio della Cremonese prova a uscire con il passare dei minuti (e con l’ingresso di un positivo Moumbagna), ma se c’è una cosa che il Napoli di Antonio Conte sa fare benissimo è gestire quando è davanti: in stagione (è successo 11 volte), gli azzurri non hanno ancora perso punti da situazione di vantaggio. Un dato fondamentale per una squadra che punta in alto e continua ad occupare saldamente un sedile nel vagone scudetto: terza partita di fila, dopo le due di Supercoppa, senza subire gol. Hojlund non si ferma mai e continua a creare occasioni per lui e per i compagni: la più importante arriva al 73’, quando, disturbato dal compagno Lang, non riesce a spingere in porta una respinta di Audero dopo un tiro di un McTominay cresciuto con il passare dei minuti dopo un avvio di partita difficile. Per la Cremonese, nonostante l’ottima classifica, continua il difficile percorso contro le big tra le mura di casa: dopo il pareggio con l’Atalanta (1-1) di inizio stagione sono arrivate tre sconfitte contro Juventus, Roma e Napoli.
Calcio-News del 28-12-2025
La Juve è bruttina, ma vince anche a Pisa: Spalletti scala la classifica, ora è secondo
Una notte a un passo dalla vetta: una zampata di Kalulu, un gol nel recupero di Yildiz e la possibilità di contare su 2 gare in più rispetto alle avversarie impegnate la scorsa settimana in Supercoppa permettono alla Juve di tornare a respirare area di altissima classifica. La squadra di Spalletti vince per 2-0 a Pisa e si issa a -1 dall’Inter, alla pari con il Milan secondo. Il tecnico juventino stavolta la vince dalla panchina, indovinando le mosse David e Zhegrova nell’ultima mezz’ora, e adesso può guardare con più serenità al futuro: aveva preso la squadra a-3 dal quarto posto e a -8 dal primo, ora, male che andrà, a classifica completa sarà a -1 dalla Roma quarta. Ma sono momento (terza vittoria consecutiva in A, settima nelle ultime 8 tra tutte le competizioni) e calendario (Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari i prossimi impegni) ad alimentare sogni inattesi tra i tifosi bianconeri.
L’Udinese beffa la Lazio all’ultimo respiro: Davis fa 1-1 al 95′, ma il suo gol è un giallo…
Finisce 1-1 tra Udinese e Lazio ed è giusto così. L’Udinese la pareggia, con merito, al 95’ all’ultimo assalto con una prodezza di Keinan Davis l’uomo che l’aveva salvata così dalla B a Frosinone, oggi le regala un punto giusto perché in una gara dai ritmi bassi e dal costante equilibrio la Lazio a 10’ dalla fine era passata in vantaggio con Vecino che un tiro non troppo pretenzioso da fuori area era stato avvantaggiato dalla deviazione di Solet. Il punto va bene a entrambe anche se l’Udinese ha costruito qualcosina in iù, ma la Lazio ha rischiato di raddoppiare con Isaksen fermato bene da Padelli. Runjaic e Sarri, che attende il mercato, si devono accontentare.
Serie A, Lecce-Como 0-3: Nico Paz rilancia Fabregas
Il Como si riprende dopo due ko consecutivi e rilancia l’assalto all’Europa: è 3-0 sul Lecce nel segno di Nico Paz, che sale a sei gol e sei assist. Avvio decisamente squilibrato al Via del Mare, con gli ospiti che comandano il possesso palla e provano a far valere la propria superiorità tecnica. Jesus Rodriguez è il primo a rendersi pericoloso, ma la rete che sblocca il match arriva solo al 20′ ed è molto contestata. Nico Paz calcia di potenza, trova la deviazione di Tiago Gabriel e spiazza Falcone, ma l’azione parte da una gomitata del fantasista: Marchetti convalida e non annulla la rete, espulso Di Francesco per proteste. Da qui in poi il Como insegue il bis, con Falcone a salvare su Douvikas (splendida rovesciata) e Moreno, ma si va al riposo sull’1-0. Nella ripresa Fabregas sostituisce l’ammonito Smolcic, ma parte molto meglio il Lecce. Salentini pericolosi con Gallo e lariani che si difendono, per poi chiudere i giochi al 66′. Ci pensa Jacobo Ramon, in mischia, a siglare il bis e insaccare un pallone vagante. Il Via del Mare si ammutolisce e i cambi offensivi del Lecce hanno l’esito opposto rispetto alle attese, sbilanciando ulteriormente la squadra. Ne approfitta il Como, che dilaga e trova il 3-0 al 75′, col filtrante di Nico Paz e la zampata di Douvikas. Il greco troverebbe anche il poker in rovesciata, ma l’arbitro annulla per un precedente offside. Vince dunque 3-0 il Como, che scavalca temporaneamente il Bologna ed è sesto con 27 punti. Si ferma a quota 16 il Lecce, +4 sul Verona terzultimo.
Serie A, Torino-Cagliari 1-2: decide un gran gol di Kilicsoy
Il Cagliari rimonta il Torino nella sfida dello Stadio Olimpico: granata avanti con Vlasic al 28′ su azione di contropiede ma sul finale di primo tempo Prati da due passi pareggia e poi al 66′ il turco Kilicsoy, ancora lui, fa tutto bene e col sinistro indovina l’angolino giusto. Il Toro si ferma dopo due vittorie consecutive, il Cagliari sale con questa vittoria a 18 punti.
Fuoco di paglia: Fiorentina sconfitta, al Tardini 1-0 Parma
La Fiorentina non si conferma e torna a frenare: battuta 1-0 a Parma nella diciassettesima giornata di Serie A. Al Tardini decide un gol di Sørensen a tre minuti dall’inizio della ripresa. Quarto successo per Cuesta, battuta d’arresto pesante per Vanoli: persa la sfida salvezza con i crociati, che aumentano a 8 i punti di vantaggio dalla Viola, fanalino di coda in classifica, alla decima sconfitta stagionale in campionato. Furiosi i tifosi sui social: “Presuntiosi dopo la vittoria con l’Udinese”.
Rabbia Lazio per il gol di Davis: “Chiediamo rispetto, errori sempre a nostro sfavore”
“Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale, continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere”. Così la Lazio in un comunicato subito dopo il pareggio di Udine. I biancocelesti contestano la rete di Davis al 95′, che ha regalato l’1-1 ai friulani, per un tocco di braccio dello stesso attaccante qualche secondo prima della rete, assegnata dall’arbitro Colombo e convalidata dal Var. “La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al Club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto”, si legge ancora. La Lazio resta in silenzio e risponde così. “Se ho toccato con la mano prima del gol? Non ricordo bene, è successo tutto molto in fretta. Sicuramente l’ho toccata con l’esterno e poi forse è andata sulla mano ma è stato tutto molto veloce”, le parole di Davis a Dazn dopo la gara.
lunedì 22 dicembre 2025
Al Napoli la Supercoppa italiana
Il Napoli ha conquistato per la terza volta nella propria storia la Supercoppa Italiana, la prima con Antonio Conte alla guida. Nella finale di Riad gli azzurri hanno battuto 2-0 il Bologna di Italiano grazie alla serata di grazia del brasiliano Neres. L’esterno ha sbloccato il match al 39′ con un sinistro chirurgico all’incrocio dei pali e a inizio ripresa è stato lesto ad intercettare il passaggio di Ravaglia a Lucumì per firmare con uno scavetto la propria doppietta.
LA PARTITA
La firma sulla Supercoppa è tutta di Neres, ma se il Napoli ha potuto festeggiare nel cielo saudita la conquista del trofeo per la terza volta è perché in campo non c’è stata partita. Il 2-0 degli azzurri è frutto della doppietta del brasiliano, di una prodezza personale e di una giocata astuta, ma soprattutto di una sfida preparata e affrontata alla perfezione e con un punteggio finale perfino troppo striminzito per quanto visto in campo.
Gli strappi di Hojlund in profondità e i duelli con la difesa del Bologna, ma anche le giocate di Neres – appunto – e McTominay hanno sublimato una prestazione ottima del Napoli di Conte che ha legittimato sul campo il ruolo in questa Supercoppa trovando un gol per tempo. Tra una parata e l’altra di Ravaglia ci ha pensato l’ex Ajax a pennellare il primo gol all’incrocio dei pali sul finire del primo tempo, costruendosi il raddoppio a inizio ripresa assestando il colpo decisivo ai rossoblù di Italiano, mai realmente in grado di impensierire Milinkovic-Savic.
sabato 20 dicembre 2025
Calcio-News del 21-12-2025
La Juventus supera 2-1 la Roma
La Juventus vince 2-1 contro la Roma e si porta a -4 dall’Inter e a -1 proprio dai giallorossi in piena zona Champions. Una partita bellissima allo Stadium: gol di Conceicao e Openda per i bianconeri, a niente serve la rete del subentrato Baldanzi. E’ l’ottava vittoria in campionato per la Juve che arriva dopo quella di Bologna
La Juve torna in corsa per la Champions: battuta la Roma allo Stadium
Nel big match della 16a giornata di Serie A, la Juventus batte 2-1 la Roma e si porta a -1 dal quarto posto occupato proprio dai giallorossi. Il primo tempo dell’Allianz Stadium si accende solo nel finale, quando Conceiçao prima sfiora il gol al 43′ (ottima parata di Svilar) e poi lo trova subito dopo con un preciso diagonale. Ben più divertente la ripresa, iniziata alla grande dai padroni di casa che assaltano la Roma e trovano il raddoppio al 70′ con il primo gol in Serie A di Openda: Svilar respinge il colpo di testa di McKennie, l’americano recupera la ribattuta e serve il belga che a porta vuota non sbaglia. Al 75′ Baldanzi accorcia le distanze, arrivando per primo sulla ribattuta di Di Gregorio bravo a opporsi a Ferguson. I capitolini ci provano in ogni modo, ma rischiano tantissimo all’80’ quando il palo nega a Yildiz la gioia del gol.
I risultati del turno di Serie B
Nel diciassettesimo turno di Serie B vincono le prime della classe: il Frosinone piega 2-1 lo Spezia grazie a Bracaglia e Ghedjemis, mentre il Monza stende la Carrarese 4-1 con la doppietta di Birindelli e i gol di Delli Carri e Petagna. Il Venezia prende tre punti a Modena con il 2-1 esterno, perde terreno il Palermo con il 2-2 rocambolesco ad Avellino. Solo un pari per la Sampdoria, ripresa sull’1-1 a Padova: stesso risultato tra Cesena e Juve Stabia.
La 16ª giornata di Serie A porta in dote un pareggio a Lazio e Cremonese. I biancocelesti di Maurizio Sarri e i grigiorossi di Davide Nicola escono infatti con uno scialbo 0-0 dallo Stadio Olimpico di Roma, dove nessuna delle due squadre regala particolari emozioni. Le tante assenze condizionano i padroni di casa, mentre gli ospiti giocano una partita ordinata, ma non trovano il guizzo vincente e chiudono in dieci: espulso Ceccherini al 94’.
Bologna, Bernardeschi out sei settimane
Gli esami cui è stato sottoposto Federico Bernardeschi hanno evidenziato una frattura angolata della clavicola sinistra. Verrà sottoposto a intervento martedì a Bologna: i tempi di recupero previsti sono di circa 6 settimane. L’esterno si era fatto male nella semifinale di Supercoppa Italiana contro l’Inter.
Niente Coppa d’Africa per Diao del Como: lesione al bicipite femorale
Dopo l’infortunio nell’ultimo match di campionato contro la Roma, Diao salterà la Coppa d’Africa col suo Senegal. Il giocatore – a lungo ai box quest’anno – era stato convocato ma dovrà dare forfait. Gli esami a cui si è sottoposto hanno evidenziato una lesione al bicipite femorale destro
Bologna, Italiano: “Un pizzico di fortuna, ma siamo stati bravi”
Vincenzo Italiano esulta per la qualificazione alla finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli. Così l’allenatore del Bologna ha commentato la vittoria sull’Inter: “Gran primo tempo nostro, meglio l’Inter nel secondo tempo. Poi un pizzico di fortuna ci premia ma per me la partita è stata questa. Un tempo a testa e i rigori hanno premiato il Bologna. È difficile togliere la palla all’Inter, non consentire all’Inter di creare palle gol. Siamo stati bravi a portarla ai rigori e siamo stati premiati”.
Inter, Chivu: “Niente da rimproverare ai miei. Grande gara contro un avversario forte”
Dopo la sconfitta ai rigori in semifinale di Supercoppa Italiana contro il Bologna, Cristian Chivu ha parlato con i giornalisti presenti: “Non ho niente da rimproverare ai ragazzi né da rimpiangere qualcosa. Ho visto ottime cose, specialmente nel secondo tempo. Una grande gara contro un avversario forte. Purtroppo quando non butti la palla dentro può capitare di non vincere. E quando vai ai calci di rigore ci sta di perdere”.
venerdì 19 dicembre 2025
Supercoppa italiana: Bologna in finale col Napoli
Il Bologna batte l’Inter ai calci di rigore e raggiunge il Napoli nella finalissima della Supercoppa italiana, in programma lunedì alle 20 (in esclusiva sulle reti Mediaset). A sbloccare un match molto intenso e combattuto è un gol lampo di Thuram, che dopo neanche due minuti sfrutta al meglio una splendida iniziativa di Bastoni per insaccare in spaccata a due passi dalla porta.
I rossoblù però non si abbattono, rispondono macinando il loro gioco e poco dopo la mezzora trovano il meritato pareggio grazie al rigore assegnato da Chiffi (dopo revisione al monitor) per fallo di mano in area di Bisseck e trasformato da Orsolini.
Nella ripresa l’Inter alza i giri del motore, si costruisce un paio di buone occasioni e poi esulta quando Chiffi assegna il rigore per fallo di Heggem su Bonny. Questa volta però il richiamo al monitor porta a una revoca della decisione iniziale. I nerazzurri vanno più volte vicini al vantaggio con una serie di conclusioni insidiosissime, ma non riescono a far crollare il muro felsineo. In pieno recupero Martinez nega a Fabbian il gol dell’ex con un super intervento che di fatto porta la sfida ai rigori.
Dal dischetto è il festival dell’errore, ma il rigore decisivo lo sigla Ciro Immobile, che tiene così vivo il sogno degli emiliani di conquistare un altro trofeo in questo 2025 da sogno. Per Chivu sfuma la chance della prima finale in carriera.
LA SEQUENZA DEI RIGORI
Lautaro (I) – gol
Ferguson (B) – gol
Bastoni (I) – parato
Moro (B) – parato
Barella (I) – alto
Miranda (B) – alto
Bonny (I) – parato
Rowe (B) – gol
De Vrij (I) – gol
Immobile (B) – gol
IL TABELLINO
Bologna-Inter 4-3 d.c.r.
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Heggem, Lucumí, Miranda; Moro, Pobega 6 (30′ st Ferguson); Orsolini 6 (17′ st Cambiaghi), Odgaard 5,5 (30′ st Fabbian), Bernardeschi 6,5 (40′ Rowe); Castro 5,5 (30′ st Immobile).
Allenatore: Italiano
Inter (3-5-2): Martinez; Bisseck, De Vrij, Bastoni; Luis Henrique 5,5 (26′ st Diouf), Barella, Zielinski 6,5 (41′ st Sucic), Mkhitaryan 6 (26′ st Frattesi), Dimarco; Thuram (26′ st Lautaro), Bonny.
Allenatore: Chivu
Arbitro: Chiffi
Marcatori: 2′ Thuram (I), 35′ rig. Orsolini (B)
giovedì 18 dicembre 2025
Semifinale Supercoppa italiana: Napoli-Milan 2-0
Il Napoli batte 2-0 il Milan nella semifinale di Supercoppa Italiana conquistando l’accesso alla finalissima in programma lunedì 22 dicembre. Al King Saud University Stadium di Riad parte bene il Napoli, ma il Milan tiene il pallino del gioco costruendo e affacciandosi in maniera pericolosa dalle parti di Milinkovic-Savic. Rossoneri che sfiorano più volte la rete, ma a passare avanti al 39′ è la squadra di Conte con David Neres, col brasiliano bravo a spingere in rete con un tap-in vincente il passaggio di Hojlund scappato alla marcatura di De Winter. Nel finale della prima frazione il danese va vicino al raddoppio su contropiede fulmineo con Elmas, ma Maignan intuisce la conclusione sul primo palo salvando il Milan deviando in angolo.Nel secondo tempo gli azzurri vanno vicini al 2-0 con una conclusione potente di Rrahmani, con Maignan che toglie la palla quasi dall’incrocio dei pali, poi i rossoneri tornano in cattedra. A caccia del pari, gli uomini di Allegri si fanno più aggressivi e sono decisi nel possesso palla, cercando di scardinare la difesa dei campioni d’Italia. Ma ancora una volta a centrare l’obiettivo sono i campani, con Hojlund che al 64′ attacca bene la profondità prendendosi gioco di De Winter per poi calciare defilato in maniera potente battendo Maignan in diagonale. I rossoneri provano a reagire con Fofana, appena entrato, senza però impensierire Milinkovic-Savic, mentre la palla del possibile tris capita a McTominay, con lo scozzese che però manda in orbita il destro. Alla fine, nonostante l’arrembaggio finale dei rossoneri, Conte manda ko Allegri 2-0, col capitolo conclusivo, come detto, il 22 dicembre contro la vincente della sfida tra Bologna e Inter, in programma venerdì.
mercoledì 17 dicembre 2025
Calcio-News 17-12-2025
Roma, continua il pressing per Zirkzee dello United
La Roma prosegue il suo pressing per arrivare a Joshua Zirkzee. Gasperini vorrebbe il prima possibile la sua punta e l’obiettivo principale è il giocatore del Manchester United. Si sta cercando di riportarlo in Italia con un prestito con diritto di riscatto, che potrebbe diventare con obbligo se le condizioni non fossero troppo alte. Lo United al momento non ha ancora aperto, ma il pressing giallorosso prosegue perché è lui il prescelto per la società e per Gasp. Gli inglesi non vorrebbero farlo partire prima del 18 gennaio, giorno della finale della Coppa d’Africa, per tamponare le assenze dovute alle convocazioni. Senza dimenticare che arriva l’anno del Mondiale e il giocatore cerca quello spazio finora non avuto in Premier League.
Milan, l’attaccante Niclas Fullkrug a un passo
Niclas Füllkrug è sempre più vicino al Milan. Anzi, è praticamente un giocatore rossonero. Mancano da definite gli ultimi dettagli dell’operazione, ma il club di via Aldo Rossi è in contatto con il West Ham ed ha capito che gli inglesi non opporranno eccessive resistenze alla partenza dell’attaccante tedesco che può sbarcare a Milano in anticipo rispetto al 2 gennaio, giorno d’apertura ufficiale della finestra invernale di mercato. L’idea è di consentirgli di arrivare in città già nei prossimi giorni, dopo il rientro della squadra dall’Arabia Saudita e magari dopo il Natale. Così potrebbe svolgere le visite mediche e iniziare… ad ambientarsi con calma. Una mossa intelligente che evidenzia la bravura della dirigenza milanista: Furlani e Tare hanno capito che l’infortunio di Gimenez poteva creare problemi in un mese (gennaio) ricco di partite di campionato e hanno trovato subito una soluzione low cost per colmare la lacuna.
Di Lorenzo: “Stiamo bene nonostante le ultime sconfitte”
Il capitano del Napoli Giovanni Di Lorenzo ha parlato quest’oggi in conferenza stampa direttamente da Riyad per presentare la sfida di domani contro il Milan valida per la semifinale della Supercoppa Italiana 2025: “Anche se abbiamo perso le ultime gare, noi stiamo bene, sarà una partita secca e c’è la voglia di giocarcela alla pari e a viso aperto e non vediamo l’ora di scendere in campo. Siamo professionisti, siamo pronti a giocare sempre, ad allenarci. Per quanto mi riguarda mi alleno bene in ogni allenamento perché uno poi gioca come si allena. A livello mentale giocare tante gare è dispendioso, uno pensa alla preparazione fisica ma giocare queste gare con tante pressioni comporta anche dispendio mentale ma siamo professionisti pronti anche a questo”.
Conte da Riyad: “Dobbiamo continuare a lavorare con serietà”
L’allenatore del Napoli Antonio Conte ha parlato quest’oggi in conferenza stampa direttamente da Riyad per presentare la sfida di domani contro il Milan valida per la semifinale della Supercoppa Italiana 2025: “Durante l’anno ci sono sempre situazioni più positive e altre meno positive. Noi venivamo da 5 vittorie, poi ne abbiamo perse 2, ma è inevitabile che ci siano diversi momenti. L’importante, e lo dico sempre, è continuare a lavorare con serietà, voglia, determinazione e l’entusiasmo giusto che è la cosa migliore per affrontare vittorie e sconfitte non dico nella stessa maniera, ma quasi. Se vinci prendi il beneficio che possa portare fiducia ed entusiasmo, nella sconfitta devi essere bravo ad analizzare il motivo per migliorare. Sono momenti che vanno affrontati, soprattutto se si gioca ogni tre giorni, che non fai in tempo neppure a goderti una vittoria o se perdi poi magari c’è la vittoria. Passa sempre tutto dal lavoro e da quello che noi diamo ogni giorno”.
Milan, senti Maignan: “Il mio rinnovo fa discutere, ma non mi disturba”
Conta il presente, conta la Supercoppa Italiana, il primo trofeo che questo nuovo Milan targato Allegri può mettere in bacheca. Il pensiero di Mike Maignan è granitico, impossibile distogliere il suo focus dall’attualità, dalla semifinale con il Napoli. Tradotto, gli interrogativi sul suo futuro, sul suo possibile rinnovo, restano anche oggi insoluti: “Oggi – ha detto infatti il portiere francese alla vigilia del match contro gli azzurri – non è il momento di parlare di questo, io devo dare il massimo sul campo e poi, solo poi, vedremo cosa succederà. So che il mio futuro fa parlare ma non è una cosa che mi deve disturbare”
Inter, via all’operazione Supercoppa: c’è anche Calhanoglu sull’aereo per Riad
Inizia oggi per l’Inter la missione Supercoppa. In mattinata i nerazzurri si troveranno ad Appiano Gentile per l’ultimo allenamento prima della partenza alla volta di Riad, prevista nel pomeriggio, a 48 ore dalla semifinale contro il Bologna (trasmessa in esclusiva su Italia1) in programma venerdì alle 22 locali, 20 italiane. Una piccola novità rispetto alla passata stagione, quando Simone Inzaghi preferì volare in Arabia tre giorni prima dell’esordio.
A bordo del volo che porterà calciatori, staff e dirigenti in Arabia Saudita ci saranno anche Matteo Darmian e Hakan Calahnoglu. Il difensore italiano e il centrocampista turco ieri hanno fatto lavoro differenziato e non saranno arruolabili per l’impegno contro i rossoblù, ma potrebbero tornare utili in caso di eventuale finale. Soprattutto Calha: il motore del centrocampo nerazzurrro aveva alzato bandiera bianca dopo pochi minuti nella sfida contro il Liverpool, facendo temere un lungo stop. Gli esami poi hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il mondo nerazzurro: nessuna lesione. Difficile pensare che Chivu possa rischiarlo, a maggior ragione visto lo stato di forma smagliante di Piotr Zielinski.
Allegri: “Contro il Napoli partita bella e difficile. Leao? Decido dopo l’allenamento”
Il Milan di Max Allegri si prepara ad affrontare il Napoli nella prima delle due semifinali di Supercoppa italiana, che verrà trasmessa in esclusiva sui canali Mediaset. Per il match di Riad, in programma giovedì alle 20, il tecnico rossonero dovrà fare i conti con qualche incognita visto oltre alla coperta corta in attacco, c’è da monitorare attentamente le condizioni dei rientranti Leao e Fofana: “Youssouf è totalmente a disposizione, per quanto riguarda Rafa vedremo dopo l’allenamento di oggi – ha spiegato il tecnico -. Incontreremo un Napoli arrabbiato dopo le ultime due sconfitte, sarà una partita bella e difficile”.
Inter, tutto su Norton-Cuffy subito a gennaio. Ma servono 20 milioni
E’ Brooke Norton-Cuffy, rivelazione del Genoa, il nome in cima alla lista di Marotta e Ausilio per sostituire Denzel Dumfries. L’infortunio dell’olandese, costretto a operarsi e a fermarsi per circa tre mesi, impone ai nerazzurri di trovare sul mercato una soluzione immediata e pronta all’uso. La prima opzione sarebbe stata Marco Palestra, giocatore di enormi prospettive ma di proprietà dell’Atalanta, società con cui, l’estate scorsa, l’Inter è rimasta decisamente scottata nell’affare Lookman, poi non andato in porto. Virare sull’inglese del Grifone è stata quindi una logica e rapida conseguenza. Norton-Cuffy, visto di persona all’opera nell’ultimo turno di campionato, ha convinto tutta la dirigenza, Chivu compreso, e sembrerebbe rappresentare il profilo ideale per la fascia destra. Unico, grande, punto di domanda è il prezzo: il Genoa non lo cede a meno di 20 milioni, un investimento che, a gennaio, sarebbe notevole.
lunedì 15 dicembre 2025
Genoa-Inter 1-2 Bologna-Juventus 0-1
Genoa-Inter 1-2: nerazzurri da soli in vetta
L’Inter non sbaglia a Marassi. La squadra di Chivu batte 2-1 il Genoa, scavalca Napoli e Milan e si porta in vetta alla classifica da sola. Un doppio colpo che consente ai nerazzurri di portarsi a quota 33 punti (+1 dalla formazione di Allegri e +2 dagli uomini di Conte) e di avvicinarsi alla gara di Supercoppa italiana nel migliore dei modi da leader del campionato.
Al Ferraris il primo squillo è del Genoa, ma Colombo e Vitinha non riescono a concretizzare una buona occasione e sul capovolgimento di fronte è l’Inter ad andare a bersaglio con una giocata in area di Bisseck (6′) che sorprende Leali di sinistro sul primo palo. Gol che rompe subito l’equilibrio, apre gli spazi e accende la gara. In vantaggio, l’Inter controlla il possesso, palleggia senza fretta e attacca lo spazio con tanti uomini. Basso e compatto, Genoa invece serra le linee e riparte. Lautaro e Pio Esposito testano i riflessi di Leali, poi il Toro (38′) dà una spallata d’esperienza a Marcandalli e raddoppia i conti di sinistro. Tracciante che concretizza il dominio degli uomini di Chivu e chiude il primo tempo.
Avanti di due reti, nella ripresa l’Inter parte col freno a mano tirato, abbassa i giri e prova a gestire il match. E il Genoa riapre la partita grazie a una grande giocata di Vitinha che beffa Akanji e Bastoni. Rete che cambia un po’ l’inerzia della gara e costringe Chivu a gettare nella mischia Thuram, Mkhitaryan e Diouf. A Marassi all’Inter basta un tempo per tornare in vetta alla classifica.
Bologna-Juventus 0-1: Cabal riavvicina Spalletti alla zona Champions League
La Juventus supera 1-0 il Bologna nel posticipo della 15esima giornata di Serie A e lo scavalca al quinto posto in classifica avvicinandosi nuovamente alla zona Champions League. I bianconeri rischiano qualcosa nel primo tempo, si salvano grazie a un attento Di Gregorio e alla traversa colpita da Zortea, poi alzano i giri nella ripresa e la vincono grazie all’apporto dei subentrati.
A sbloccare l’incontro è Cabal, con una zuccata vincente su assist al bacio di Yildiz. Decisivo è però anche Openda, in campo al posto di uno spaesatissimo David, che pochi minuti dopo il vantaggio causa l’espulsione di Heggem per Dogso. Nel finale si rivede in campo anche Bremer: 20 minuti circa per riprendere confidenza con il campo dopo l’operazione al menisco e aiutare i suoi a portare a casa il risultato.
La squadra di Spalletti riparte dunque anche in campionato mettendosi alle spalle la sconfitta di Napoli, quella di Italiano incappa nella terza gara di fila senza vittoria e ora rischia il sorpasso anche da parte del Como.
domenica 14 dicembre 2025
Udinese 1 Napoli 0 e altro ancora
Udinese-Napoli 1-0
Un Napoli totalmente impalpabile come spesso gli è successo in questo inizio di stagione. Un Udinese che per vincere 1-0 ha dovuto realizzare tre goal dei quali due annullati in modo giusto dall’arbitro, tramite Var. Nemmeno questo è servito agli azzurri totalmente fuori giri e fuori connessione. Certo giocare senza molti titolari infortunati non è facile ne bello, ma c’è qualcosa di più che innervosisce è cioè la mancanza di campioni veri in questa squadra che barcolla e molto spesso molla la presa. Sono tante le sconfitte prese sia in campionato che in Champions e Conte ha un lavoro ancora lungo da fare. Ma non è detto che alla lunga lo continui lui. I rapporti fra Conte e forse tutto l’ambiente napoletano non sono più come un tempo. Questo è chiaro ed evidente. Se squadre come Torino e Udinese riescono senza nemmeno patire molto a battere questo Napoli e se in Champions si fanno figure barbine qualcosa vorrà pur significare. Della stanchezza di miliardari del pallone poco ci credo. Credo negli assenti che mancano, ma non si chiamano Maradona, Careca o Messi. Sulla panchina corta ricordiamoci che resta sempre una panchina, non una titolarità. La verità è che il Napoli attualmente è cotto. Non c’è altra spiegazione. E cosi anche Ekkelenkamp (l’autore del goal friulano) può diventare un campione. E soprattutto tenendo in considerazione che questi sono gli ultimi mesi di Antonio Conte alla guida del Napoli. Sempre se non se ne vada via prima.
Staremo a vedere!
Alessandro Lugli
Serie A: buio pesto per la Fiorentina, il Verona esulta al Franchi
La 15a giornata della Serie A vede la Fiorentina perdere l’ennesima chance di rilanciarsi nella lotta-salvezza e, anzi, inabissarsi sempre più nel nostro campionato. I viola perdono clamorosamente lo scontro diretto contro l’Hellas Verona, che vince 2-1 nel recupero grazie a Gift Orban (doppietta), e scivolano a -8 dal terzultimo posto. Ora per Vanoli e i toscani l’incubo-retrocessione si riaccende, mentre l’Hellas sale a 12 punti e spera.
LA PARTITA
Piange e trema la Fiorentina, esulta un Verona che torna a sperare nella salvezza: il Franchi si tinge di gialloblù e Orban firma il 2-1 ospite. Spingono subito gli scaligeri, che centrano la traversa con Bernede in un primo tempo costellato dagli errori e dalla tensione altissima. Kean si divora il vantaggio della Fiorentina, l’Hellas perde Giovane per infortunio e Montipò evita il gol di Mandragora. Rete sbagliata e rete subita, nel più classico degli scenari, perché al 42′ il Verona passa proprio col sostituto di Giovane. Gift Orban aggira Ranieri e buca de Gea nell’uno-contro-uno, mandando tutti al riposo sull’1-0. Nella ripresa Fagioli prova a trascinare la Fiorentina, che colpisce una traversa con Ranieri e si divora due volte il pari con Kean. Il gol viola arriva in modo fortunoso al 69′, quando sul tiro di Kean Montipò devia, ma colpisce Unai Nunez: autorete e 1-1. Sembra il preludio alla rimonta viola, con Dzeko in campo per la sua millesima gara in carriera e le tre punte, invece ecco lo psicodramma. Gudmundsson passa e non tira, divorandosi il gol-vittoria, mentre Gagliardini lo sfiora per i gialloblù. Si arriva così a un finale dall’altissima tensione, che premia il Verona: Bernede tiene dentro il pallone di pochi centimetri e serve Orban, che insacca il 2-1 al 93′. Esulta il Verona dunque, salendo a quota 12 punti e riavvicinandosi alla zona-salvezza: solo due punti separano Zanetti da Cagliari e Parma. Trema invece la Fiorentina, visto che Vanoli non ha avuto il minimo impatto: viola a -8 dal quartultimo posto e fermi a quota sei punti dopo quindici giornate. Nessuno si è mai salvato, con una situazione simile, e le lacrime dei giocatori sono l’emblema di una piazza che vive emozioni inattese.
Serie A, Milan-Sassuolo 2-2: non basta Bartesaghi, Laurienté frena i rossoneri
Il Milan e Allegri non sfatano il tabù Sassuolo e si fanno nuovamente fermare da una neo-promossa perdendo una grande occasione per arrivare all’appuntamento con la Supercoppa da primi della classe. Contro i neroverdi finisce 2-2 al termine di una partita in cui succede davvero di tutto.
Al 13′ è Koné, su splendido assist di Pinamonti, a sbloccare la partita con un tocco sotto su uscita di Maignan. Al 34′ Bartesaghi sfrutta da quinto un passaggio illuminante di Loftus-Cheek per trovare il pareggio e, a inizio ripresa (47′), si ripete con un sinistro sul primo palo con la collaborazione di Nkunku.
Quando però la partita sembra chiusa e dopo due gol annullati (a Pulisic per fallo di Loftus e a Rabiot per fuorigioco), Laurienté firma il 2-2 di precisione (ancora assist di Pinamonti) e per poco non ribalta di nuovo la gara (palo clamoroso a Maignan battuto). Per Allegri finisce con molti rimpianti, la brutta notizia dell’infortunio di Gabbia da valutare e una certezza: contro le piccole il Milan soffre davvero troppo.
sabato 13 dicembre 2025
News calcistiche del 13-12-2025
Juventus-Yildiz, prove di rinnovo: la famiglia del turco è a Torino
Mentre Luciano Spalletti continua il suo lavoro alla ricerca di performance e continuità in campo, la dirigenza della Juventus si sta preparando a giocare un’altra partita cruciale, nonché altrettanto degna di attenzione da parte dei tifosi: quella riguardante il rinnovo di Kenan Yildiz.
Come riporta La Stampa, la famiglia del turco è in città ed è in attesa di convocazione da parte dell’ad Damien Comolli per cominciare a imbastire una trattativa concreta. Mamma Beate e papà Engin sono tutt’ora i principali rappresentanti degli interessi del 10 bianconero, che nonostante lo status di stella della squadra ormai raggiunto non si è mai legato a una grande agenzia di procuratori. Il club è pronto a mettere sul piatto un’offerta da 6 milioni di euro bonus inclusi, portando la scadenza dal 2029 al 2030, ma l’obiettivo degli Yildiz è far sì che quella cifra diventi la base fissa, a cui aggiungere tutti i premi del caso, portandolo così a diventare il calciatore più pagato della rosa bianconera una volta scaduto il contratto di Vlahovic.
La Juve vuole raggiungere un’intesa di massima entro Natale, per poi definire i dettagli e mettere tutto nero su bianco nell’anno nuovo, ma ovviamente non sarà semplicissimo, perché come detto un po’ di distanza tra domanda e offerta permane.
Spettatrici interessate della questione sono le proverbiali big di Premier League (Chelsea e Arsenal su tutte) e il Real Madrid, che da tempo stanno fiutando l’affare. Lo stesso tipo di fiuto sta facendo muovere anche Jorge Mendes, che nel caso in cui si dovesse cominciare a ragionare su una cessione potrebbe assumere il ruolo di intermediario. Al momento, comunque, si tratta di un’ipotesi remota, perché il contratto di Yildiz è ancora lungo e la Juve stessa non ha mai fatto una valutazione del turco, che comunque difficilmente potrebbe muoversi per meno di 100 milioni di euro. Quel che è certo è che non si potrà tergiversare ancora a lungo
Gilardino: “Squadra irriconoscibile”
Alberto Gilardino ha commentato così il duro ko del suo Pisa a Lecce: “Squadra irriconoscibile, sono molto amareggiato e mi assumo tutte le responsabilità – le parole del tecnico dei toscani -. Non si può affrontare una gara del genere senza cattiveria e con un atteggiamento del genere, se non diamo il massimo purtroppo diventiamo vulnerabili contro qualunque avversario. Non avevo avuto avvisaglie di un calo del genere, anzi ero convinto che tutti avessero voglia di fare una prova di spessore in uno scontro diretto. Volevo una squadra vogliosa di sacrificarsi, tocca a me prendere in mano la situazione e capire cosa sia successo. Abbiamo perso due scontri diretti dopo sei risultati utili di fila e non dimentico i complimenti che ci hanno fatto”.
“Ora il momento e difficile e dobbiamo venirne fuori – ha proseguito Gila -. Sapevamo che sarebbe stata dura arrivare al traguardo, ma giocando in questo modo rende tutto ancora più complesso. Ho visto calciatori fragili, che non hanno portato pressione nei tempi e nei modi corretti. Eravamo lunghi, frenetici, con errori tecnici che trasmettono fiducia agli altri. Mi auguro davvero si tratti soltanto di un incidente di percorso, ora abbiamo il Cagliari ma per quanto perso per strada dobbiamo provare a fare punti ovunque e contro chiunque”.
Di Francesco: “Abbiamo meritato questa vittoria”
Eusebio Di Francesco ha commentato così il prezioso successo del suo Lecce contro il Pisa: “Abbiamo conquistato questa vittoria con merito e determinazione – le parole del tecnico giallorosso -. Ci dispiace molto per aver sprecato ripartenze potenzialmente pericolose, ma un allenatore deve essere sempre contento quando non si concede quasi nulla all’avversario di turno. A maggior ragione se, ancora una volta, il gol decisivo arriva da chi subentra. Stulic meritava questa soddisfazione, un ragazzo splendido che sta dando un grosso contributo e che, sbloccandosi, potrà avere ancora più convinzione nei propri mezzi. Certo, il ko di Berisha costituisce la nota negativa della serata, ancor di più perchè perdiamo anche Coulibaly. Tuttavia sono convinto che gli altri calciatori della rosa possano sostituirli al meglio. Mi godo una prova positiva, continua per tutti e novanta i minuti. Abbiamo pressato alto, unica pecca non averla chiusa prima. Gabriel sta crescendo tantissimo, sta offrendo prestazioni di alto livello ma vorrei menzionare anche Gallo. Da anni indossa i colori giallorossi e a volte viene sottovalutato”.
Serie A, Lecce-Pisa 1-0: i salentini si allontanano dalla zona retrocessione
Al “Via del Mare” Lecce-Pisa termina con la vittoria di misura dei padroni di casa grazie alla rete di Stulic al 72’ su suggerimento di Banda.
I salentini, che hanno avuto diverse occasioni da gol, con questo successo guadagnano tre punti preziosi in chiave salvezza allontanandosi dalla zona retrocessione. I toscani, fermi a quota 10 sono a -4 dalla quart’ultima in classifica, il Parma, che domani al “Tardini” ospita la Lazio,
La gara
Avvio di partita molto frammentato, gioco spesso fermo per falli e un infortunio: Berisha all’11’. Sostanziale equilibrio per tutto il primo quarto d’ora, poi i padroni di casa alzano il livello andando a conclusione nello specchio della porta dei toscani, ma Semper non si fa sorprendere.
Ma al 18’ è del Pisa la prima azione pericolosa: Moreo di testa manda alto di poco su cross di Aebischer da corner.
Il Lecce al 20’ ci prova con Pierotti che impegna il portiere toscano.
Il giallorosso Coulibaly, che già al 19’ aveva provato a concludere mandando alto sulla traversa, al 28’ va di testa sfruttando il traversone di Sottil da corner ma Semper respinge la conclusione di testa.
Il ritmo della partita scende di intensità e i padroni di casa hanno un lampo solo in chiusura di primo tempo, al 44’ con Tiago Gabriel di testa su assist del solito Sottil, ma il difensore giallorosso non inquadra la porta.
In avvio di ripresa il Lecce parte più deciso e al 52’ sfiora il vantaggio. Errore in fase di disimpegno di Akinsanmiro, Kaba entra in area di rigore da destra calcia rasoterra al centro per Camarda che viene però anticipato da Caracciolo.
Al 66’ ancora Coulibaly che però sbaglia da due passi. Su sponda di Camarda l’uomo di Di Francesco manda clamorosamente fuori. sul piazzato di Sottil
Ancora i salentini pericolosi al 69’ con Banda che ci prova ma sul suo tiro si allunga Semper e manda in corner.
La rete del vantaggio giallorosso al 72’ con il neoentrato Nikola Štulić. Contropiede del Lecce sulla sinistra con Banda che si libera di Caracciolo, entra in area di rigore e crossa al centro rasoterra, dove Štulić segna di prima.
Nel finale sterile il tentativo di reazione del Pisa, i padroni di casa controllano senza rischiare e al 90’+4′ sfiorano anche il raddoppio ancora con Štulić, stavolta impreciso sulla gran palla di Tete Morente.
Tether vuole la Juventus. Exor: “Società non è in vendita”
Tether, azionista di minoranza della Juventus, esce allo scoperto. Offerta vincolante da circa 725 milioni di euro a Exor per il controllo della società bianconera, per una valutazione aziendale di 1,4 miliardi, comprensiva di 300 milioni di debiti. “Se questa transazione andrà a buon fine, investiremo 1 miliardo di euro nel club”, annuncia il colosso delle criptovalute, che detiene già l’11’5% delle quote azionarie. Ma da Exor la risposta è netta: “La Juventus non è in vendita e non intendiamo cedere né a Tether né ad altri soggetti”.
Giuntoli torna in pista? Ci pensa la Fiorentina per un ruolo in dirigenza
A sei mesi dal burrascoso addio alla Juventus, Cristiano Giuntoli sembra aver sciolto le riserve: il dirigente toscano è pronto a tornare in pista e ha messo nel mirino la Fiorentina come tappa ideale per il suo riscatto in Serie A. Nonostante sia stato avvistato recentemente in tribuna a San Siro per il derby e faccia spesso la spola tra Costa Azzurra e Londra per visionare dal vivo i talenti di Ligue 1 e Premier League, la priorità dell’ex ds bianconero resta il campionato italiano.
Giuntoli considera Firenze la piazza perfetta per ripartire, mettendo la sua esperienza al servizio di una squadra che cerca di risollevarsi dopo un periodo complicato.
La mossa con Commisso La strategia per il rientro è già operativa. Nonostante le possibili resistenze ambientali legate al suo recente passato a Torino, secondo Il Giornale Giuntoli ha deciso di giocare d’anticipo: ha utilizzato amici comuni e intermediari fidati per recapitare la propria candidatura direttamente al presidente Rocco Commisso. Resta ora da capire se questa “attrazione fatale” si trasformerà in un incarico ufficiale.
Napoli-Mainoo, lo United non dà l’ok! Romano: “Amorim lo blocca per ora per un motivo”
Non sembra così facile per il Napoli arrivare a Kobbie Mainoo, centrocampista del Manchester United da tempo nel mirino del ds Manna, almeno per quanto riguarda una tempistica improntata ad inizio gennaio. Secondo quanto riferisce l’esperto di mercato internazionale, Fabrizio Romano, il Manchester United deve fare i conti con la Coppa d’Africa e quindi vorrebbe trattenere tutti ad inizio gennaio.
E’ il caso di Zirkzee, da tempo nel mirino della Roma che lo vuole fortemente, ma anche di Mainoo che finora ha trovato pochissimo spazio con Ruben Amorim. Il giocatore vuole giocare di più, è aperto anche al prestito come lo era già ad agosto prima del blocco di Amorim, lo vogliono più di 10 club – riferisce Romano – col Napoli che spinge da settimane ma sarà solo lo United ad accendere o meno l’affare. Al momento non c’è la luce verde a causa della Coppa d’Africa perché per Amorim la rosa è corta.
Alvino annuncia: “Lucca resterà sicuramente, vi dico la posizione del Napoli”
Carlo Alvino, giornalista, ha parlato nel corso di Terzo Tempo Calcio Napoli, trasmissione in onda su Televomero: “Il Napoli ha due partite ancora da giocare in Champions ed è tuttora in corsa. Conte a Bologna ha cercato di scuotere le coscienze e mi pare di capire. Ma l’allenatore è bravo, perché è un maestro della comunicazione. Il Napoli è una squadra straordinaria, si erano palesate delle difficoltà alla luce del calendario e di impegni proibitivi.
La Juventus mercoledì ha vinto una partitaccia, ha sofferto anche contro il Pafos. Ai punti avrebbe meritato anche la squadra cipriota. Poi ha battuto il Bodo Glimt. Il calcio italiano è dietro rispetto agli altri campionati. Infatti, l’Inter appena ha incontrato due squadre un po’ più toste, ovvero Atletico Madrid e Liverpool, ha perso.
Mourinho mi è simpaticissimo, non riesco a trovare un difetto. Un grande comunicatore e un vincente. Ed è antipatico a tutti perché vince e non ha peli sulla lingua. Ieri si godeva la vittoria nel post-partita di Benfica-Napoli. E lo faceva senza fare lo spaccone in conferenza, ma si percepiva che fosse soddisfatto. Poi è profondamente antijuventino e la prossima è Juventus-Benfica. Conte in carriera non ha mai allenato squadre allestite per vincere la Champions League. Contro il Copenhagen diventa, classifica alla mano, uno spareggio. I danesi si fermeranno con il campionato e avranno quindi dei giorni di sosta e non sarà semplice attaccare di nuovo la spina.
Lucca resterà sicuramente al Napoli. Il giocatore non ha mai manifestato nessuna intenzione di andar via, anzi si sente pienamente dentro ed è sicuro di poter dare una mano. Al Napoli, e quindi anche a Conte, fa piacere tenerlo, inoltre non c’è alcuna intenzione di rinforzare una diretta concorrente. Il Napoli ha cambiato sistema di gioco, gioca con i due centrocampisti. Questo bisogno impellente di avere un’alternativa a centrocampo non è più come quando si giocava a tre.
Vorrei parlare anche di Daniele Bindoni, che da quando ha fischiato il rigore al Napoli contro l’Inter è praticamente sparito. Si è visto soltanto in Serie B, a differenza di Mariani e Marini che invece sono stati di nuovo chiamati ad arbitrare”.
Udinese-Napoli, le probabili formazioni: Conte va verso tre cambi rispetto a Lisbona
Dopo la deludente trasferta di Lisbona, il Napoli è chiamato ad un altro impegno esterno difficile: domenica alle ore 15:00, la squadra di Antonio Conte è attesa al Bluenergy Stadium dall’Udinese di Kosta Runjaic. I friulani vengono da un momento non facile, quattro sconfitte nelle ultime cinque gare, e inoltre hanno assenze importanti, su tutte quella di Atta. Anche negli azzurri però continua l’emergenza numerica e per trovare un altro successo in campionato servirà tirare fuori il massimo dagli uomini a disposizione, magari ricorrendo a qualche rotazione nell’undici titolare.
Le ultime sul Napoli
Antonio Conte è orientato ad alcuni cambi di formazione dopo le fatiche di Champions League. Nel 3-4-2-1, Milinkovic-Savic tra i pali, in difesa Rrahmani, Beukema e Buongiorno; c’è l’idea Juan Jesus per far rifiatare uno dei centrali, ma il brasiliano ha accusato dei problemi fisici ed è in dubbio per il match. A centrocampo, Vergara scalpita e insidia McTominay ed Elmas, sulle corsie esterne confermato Di Lorenzo mentre dall’altro lato chance a Spinazzola al posto di Olivera. In attacco, ancora Hojlund a fare da perno centrale, alle sue spalle Neres sulla sinistra per fare spazio a Politano a destra; turno di riposo per Noa Lang. Verso il recupero Gutierrez che proverà a strappare almeno la convocazione.
Le ultime sull’Udinese
Kosta Runjaic va verso la conferma del 3-5-2 nonostante alcune assenze che potrebbero far pensare ad un cambio di sistema di gioco. In porta Okoye, in difesa Kabasele, Solet e uno tra Bertola e Kristensen, dipenderà dalle condizioni del danese. Emergenza sulla corsia sinistra di centrocampo, dove verrà adattato Rui Modesto o Ehizibue, dall’altro lato pronto l’ex di turno Zanoli; in mediana agirà Karlstrom coadiuvato da Piotrowski ed Ekkelenkamp. In attacco nessun dubbio sul tandem Zaniolo-Davis.
UDINESE (3-5-2) probabile formazione: Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Zanoli, Ekkelenkamp, Karlstrom, Piotrowski, Rui Modesto; Zaniolo, Davis. Allenatore: Kosta Runjaic
Ballottaggi: Kristensen-Bertola 55-45%, Rui Modesto-Ehizibue 55-45%
Indisponibili: Kamara, Atta, Zemura
NAPOLI (3-4-2-1) probabile formazione: Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Spinazzola; Politano, Neres; Hojlund. Allenatore: Antonio Conte
Ballottaggi: McTominay-Vergara 55-45%, Elmas-Vergara 55-45%, Spinazzola-Olivera 60-40%, Politano-Lang 60-40%
Indisponibili: Lukaku, Meret, De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Lobotka, Juan Jesus (in dubbio), Gutierrez (in dubbio)
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Conte deve ruotare, ma ha pochi cambi: ad Udine torna un ex insostituibile
“Siamo arrivati un po’ cotti”. Il post-partita di Lisbona di Antonio Conte è a tutti gli effetti un campanello d’allarme anche per la trasferta di domani sul campo dell’Udinese, tra le formazioni più fisiche ed intense del nostro campionato. Ne scive quest’oggi Tuttomercatoweb.com, sottolineando che il tecnico del Napoli avrebbe necessità di ruotare, di spezzare il numero di gare di fila ogni tre giorni di molti elementi dell’organico, a partire da quelli con uno storico di infortuni più lungo, ma si ritrova con una rosa già corta a causa di infortuni piuttosto lunghi e soprattutto a centrocampo con gli uomini contati.
Un recupero ed un altro stop
Ad Udine tornerà tra i convocati Miguel Gutierrez con l’obiettivo di giocare uno spezzone. Un recupero importante sull’out mancino, da laterale nell’attuale 3-4-3 ma chissà se anche in posizione più avanzata, seppur con caratteristiche diverse, considerando la sua qualità che spesso ha fatto balenare persino l’idea di un adattamento da mezzala col vecchio sistema. Per un giocatore che rientra, Conte però rischia di perderne un altro: Juan Jesus ha rimediato una botta al polpaccio e non dovrebbe essere rischiato. Il brasiliano poteva rappresentare un cambio a Buongiorno ad Udine, ma si andrà probabilmente con la solita linea a tre.
Conte con due o, al massimo, tre cambi
Il Napoli ad oggi non ha molte rotazioni, come detto, ma Conte dovrebbe sfruttare quelle poche a disposizione considerando il grido d’allarme a Lisbona. E’ pronto a tornare titolare Spinazzola per far rifiatare Olivera. In attacco il grande escluso di queste cinque gare tra campionato e Champions, passato da inamovibile ad alternativa, Matteo Politano, dovrebbe tornare titolare (al posto di Lang con Neres a sinistra, l’opzione più accreditata) mentre il terzo cambio – tutto da verificare – potrebbe essere Vergara per un Elmas chiamato agli straordinari nell’ultimo periodo. Per il ritorno di Lobotka c’è ancora da aspettare una settimana.
P. Cannavaro si racconta: “Che ferita i fischi in casa, diventai bersaglio perché napoletano”
Lunga intervista di Paolo Cannavaro alla Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso la propria carriera a partire dal rapporto con il fratello Fabio: “Crescere nella sua ombra è stato un macigno. Poi sa, stesso ruolo, tanti confronti. Per molti ero “l’altro Cannavaro”. Ma me ne sono sempre fregato e ho imparato a conviverci. A Parma per cinque partite abbiamo pure giocato insieme, un’emozione. Vivevo a casa sua. In quell’anno e mezzo ho imparato tanto, rubando da tutti con gli occhi. Mi stupiva Lilian Thuram, campione del mondo in carica, che dopo l’allenamento si fermava da solo a fare tecnica individuale per migliorare. Sono piccole cose che ti fanno capire la differenza tra un campione e un giocatore normale”.
Sul ritorno al Napoli: “Dissi al mio procuratore di non prendere in considerazione altre offerte. Volevo solo il Napoli, non mi importava della categoria. Eravamo in B e salimmo subito. Il giorno della promozione, dopo il pareggio con il Genoa, scoppiai a piangere. L’episodio nel 2009? Fu momento brutto, una ferita che resta. Ero un bersaglio, proprio perché napoletano. Mi fischiarono tutto il tempo. E a fine partita esplosi: buttai una rimessa laterale nei distinti, scagliando la palla contro i tifosi. Ma non mi pento di niente, stavano attaccando un figlio della loro stessa città e non lo trovavo giusto”.
Nel 2014 il nuovo addio: colpa di Benitez?
“Ognuno fa le sue scelte. Lui scelse di smantellare la squadra precedente e rinnovare. Mi dispiace solo non aver avuto una chance per fargli cambiare idea, ma lui sa come la penso. Glielo dissi anche in faccia”.
Sul Sassuolo: “Un posto magico, siamo partiti che eravamo ultimi e siamo arrivati in Europa League. Il mio sogno era chiudere a Napoli, ma sono stato felice di aver smesso in una squadra come il Sassuolo”.
Le trasferte diventano un problema? Ad Udine per migliorare il rendimento esterno
Il Napoli è primo, ma gli infortuni si fanno sentire sugli impegni ravvicinati e secondo quanto scrive Tuttosport bisogna monitorare anche il ‘problema’ delle partite in trasferta. Soltanto 4 vittorie nelle 10 giocate, con 6 sconfitte, tre delle quali nella fase campionato della Champions che non a caso s’è complicata enormemente.
Il Napoli deve invertire anche il rendimento esterno, in vista soprattutto della gara del 20 gennaio quando sarà chiamato ad espugnare il Parken Stadion di Copenaghen: il successo in Danimarca permetterebbe agli azzurri di essere più vicini ai playoff degli ottavi Champions altrimenti le cose rischierebbero di sfuggire di mano.
Schwoch: “Lucca? Napoli non è Udine, la pressione devi saperla gestire”
L’ex attaccante del Napoli Stefan Schwoch, oggi opinionista tv, è intervenuto nel corso de ‘Il Bar di Tuttonapoli’, trasmissione in onda sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android).
“Lucca sta attraversando un periodo non sicuramente dei più belli della sua carriera. Si è trovato in una piazza molto importante come Napoli, che senza nulla a togliere a Udine, è una piazza dove ti chiedono molto di più rispetto a Udine. Ha più pretese, a Udine magari ti chiedono una salvezza tranquilla, a Napoli ti chiedono di vincere lo scudetto e perciò quando giochi la pressione è tanta. Lui non è partito bene, anzi fino adesso inutile nasconderci ha fatto male e perciò deve trovare dentro di lui la forza di poter reagire a questo periodo. Anche perché se vuoi giocare in grosse piazze, questa è la pressione che devi portare addosso tutti i giorni e ogni volta che entri in campo. Ecco perché ci sono giocatori di un tipo e giocatori di un altro tipo.
Quanto incide la pressione delle partite ogni tre giorni? Incide sicuramente tanto, però è anche vero che se tu sei scelto dal Napoli, vuol dire che sei un giocatore di un certo valore. Io se prendo un giocatore per Napoli mi aspetto determinate cose, perché giocare a Napoli non è come giocare, nel Verona, in squadre che lottano sempre per la salvezza, devi lottare per vincere qualcosa, devi lottare per giocare in Champions. Perciò se io vado a prendere un giocatore mi aspetto determinate cose. Magari non le voglio subito, ma io dico che un mese o due mesi possono bastare come adattamento, perciò sono convinto che sicuramente non è facile abituarsi, giocare ogni tre partite, abituarsi sempre per ogni volta che scendi in campo devi cercare di vincere. Però è anche vero che se io vengo scelto è perché chi mi sceglie ritiene che io possa fare queste cose.
Che Napoli mi aspetto a Udine? Buongiorno ha detto cose giuste, non è che tu ogni volta che perdi si può fare una tragedia. Napoli è un po’ così, è tanto un morale, una sconfitta sei sottoterra, se vinci sei alle stelle. Bisogna avere sempre equilibrio nelle cose, ragionare o cercare il motivo per cui sono venute, e poi tutti insieme cercare la soluzione e allenatore in primis. Su questo non c’è dubbio, l’allenatore la troverà sicuramente perché parliamo di uno dei più bravi allenatori che ci sono in Italia, anche a livello mondiale. Perciò sono convinto che Antonio Conte avrà già capito il perché, starà spiegando il motivo per non fargli errori che sono stati fatti. E poi bisogna avere pazienza, bisogna credere in quello che si fa, bisogna credere nei propri compagni. Mel calcio non ci sono regole fisse per vincere o per perdere, perché altrimenti sarebbe troppo facile. Il difficile è quello, bisogna capire come stimolare o toccare le corde giuste di ogni giocatore e cercare di far rendere al meglio tutti quanti”.
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