"La Lazio è stata la squadra che mi ha portato in Italia. Ci sono rimasto quattro anni segnando tantissimi gol. E la Serie A era un torneo molto difficile in quel momento. Tutte le squadre erano forti. L’Inter è stato il club più importante della mia carriera. Ho giocato al Borussia Dortmund, alla Lazio, al Nacional che è la squadra per cui tifo da quando sono bambino. Però all’Inter ho capito che dovevo fare gol per i tifosi. È stato bellissimo. Volevo essere un idolo per la gente e non per un dirigente o un presidente..." - Ruben Sosa.
Sul finire degli anni '80, dopo anni di cadetteria, la Lazio del presidente Calleri è appena stata promossa e il DS Carlo Regalia è alla ricerca di giocatori di spessore in grado di far fare il salto di qualità alla squadra.
Pepe Schiffino, ex gloria rossonera e vero e proprio monumento del calcio uriguaiano, suggerisce il nome di un suo connazionale dalla grande tecnica, dotato di velocità e potenza nel tiro.
Dal Real Saragozza arriva così Ruben Sosa Ardaiz, per tutti 'il Principito'.
Negli anni in cui i più grandi campioni provenienti da ogni latitudine vestivano le casacche dei club italiani, la Serie A scopriva il talento di Ruben Sosa, seconda punta dal fisico minuto e dal mancino al fulmicotone.
Abile nel dribbling e specialista nei calci di punizione, nell'arco della sua permanenza in Serie A si rivelerà una vera e propria garanzia per affidabilità e costanza, mettendo a referto quasi 100 gol tra Lazio e Inter, lasciando un gran ricordo in tutti i suoi tifosi.



