Visualizzazione post con etichetta video-calc. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta video-calc. Mostra tutti i post

mercoledì 10 dicembre 2025

Champions League: Napoli ko Juventus ok

 


NAPOLI KO

La 6a giornata della Champions League complica e non poco le cose per il Napoli, che rischia seriamente di uscire dalle migliori ventiquattro e dalla zona-playoff, restandoci dentro per un soffio. Contro il Benfica arriva infatti una nettissima sconfitta per 2-0, nonostante la rivoluzione di Conte nell’intervallo: Rios (20′) e Barreiro (48′) regalano la vittoria a Mourinho, che si rilancia salendo a 6 punti. Azzurri fermi a quota 7.

LA PARTITA

Il Napoli si complica ulteriormente la vita in Champions League, patendo i tanti infortuni: è ko col Benfica, che esulta e vince 2-0 all’Estadio Da Luz. L’avvio è complesso per Conte e i suoi, visto che Mourinho ha schierato una squadra da ripartenze e contropiede. Vanja Milinkovic-Savic rischia di causarsi dei problemi da solo e Aursnes sfiora il vantaggio, poi va vicino alla rete anche Ivanovic. Il Benfica sembra più in partita del Napoli e infatti, al 20′ passa: McTominay non è reattivo su un pallone vagante, Rios ci si avventa ed è 1-0. Da qui in poi gli azzurri si gettano in avanti a caccia del pari, ma sbattono sulla difesa di Mou e non vanno oltre un colpo di testa a lato di capitan Di Lorenzo. Più efficace il Benfica, che sfiora il bis con Otamendi: conclusione alta ed è 1-0 al riposo.

Conte cambia tutto in avvio di ripresa, inserendo Spinazzola e Politano. Si passa al 4-2-3-1 ed è un Napoli a trazione anteriore, che lascia enormi spazi al Benfica: ne approfitta Rios, che pesca Barreiro in area, e quest’ultimo firma il 2-0. Siamo al 49′ e c’è tantissimo tempo per riaprirla, ma gli azzurri hanno gli uomini contati in panchina e faticano a rendersi pericolosi: Neres impegna Trubin, alto invece il tiro di McTominay. Conte inserisce anche Lucca, ma è il Benfica a rendersi pericoloso: Pavlidis sfiora il tris, Milinkovic-Savic salva tutto. Non c’è tempo per un ribaltone nel finale, che è tranquillissimo per Mourinho e i suoi. Il Benfica sale a quota sei punti e si avvicina alla top-24, che viene chiusa proprio dal Napoli: Conte è fermo a quota 7 punti e, se finisse oggi, sarebbe nei playoff per un soffio.

JUVE OK

La 6a giornata della Champions League consegna la vittoria alla Juventus che, com’era successo col Bodo/Glimt, riesce a uscire da una situazione complicata e portare a casa tre punti. I bianconeri soffrono per un tempo il dinamismo e l’intraprendenza del Pafos, che domina allo Stadium, ma Spalletti cambia tutto: il suo quartetto offensivo funziona ed ecco le reti di McKennie (66′) e David (73′) per il 2-0 finale. Bianconeri dunque a quota 9 punti.

LA PARTITA

La Juventus concede il bis e Spalletti, come Palladino, fa due su due in Champions League dal suo subentro: è 2-0 sul Pafos, dopo un match sofferto. Il tecnico lancia Zhegrova tra i titolari e conferma David, ritrovando nei convocati Bremer. La partita però la fanno gli ospiti, subito pericolosi con Anderson Silva e l’ex Dinamo Zagabria Orsic. Yildiz risponde per la Juventus e impegna Michael, ma da qui in poi c’è quasi solo il Pafos. Correia spaventa i bianconeri, che abbassano sia i ritmi che il baricentro e rischiano: palo per Anderson Silva e grande chance per Dragomir. Locatelli sfiora l’autorete, mentre David si divora clamorosamente il gol del vantaggio. Si va dunque al riposo sullo 0-0, che resiste anche nell’avvio di ripresa e nonostante l’ingresso di Conceiçao.

Quest’ultimo riaccende la manovra offensiva della Juventus, che sfiora il gol con Koopmeiners e Yildiz. Michael evita la gioia al figlio d’arte bianconero e, allora, Spalletti osa ancora: dentro Openda per Locatelli, si passa al 4-2-4. La mossa è immediatamente efficace, visto che dopo sei minuti arriva il gol: McKennie sfrutta l’assist di Cambiaso e batte il portiere con un tiro all’angolino alto. Passano sette minuti e la Juventus, ormai in controllo, chiude i giochi con una ripartenza magistrale finalizzata dal tocco ravvicinato di Jonathan David (73′). Spalletti ripristina il doppio trequartista con Adzic, sostituendo l’ex Lille, e chiude in assoluto controllo. Il Pafos, che rivoluziona il suo undici nel finale, ha una sola chance nel recupero: Jajà sfiora la rete che renderebbe più interessanti i minuti finali. Finisce dunque 2-0 per la Juventus, che esulta e sorride: vittoria di sostanza e bianconeri a quota 9 punti, consolidando la zona-playoff. Si ferma a quota 6, invece, la formazione ospite.

Champions League, Inter-Liverpool 0-1, Atalanta-Chelsea 2-1

 


Champions League, Inter-Liverpool 0-1: ingenuità Bastoni, Szoboszlai manda ko Chivu di rigore


Nella sesta giornata della League Phase di Champions League l’Inter cade 1-0 a San Siro contro il Liverpool. Dopo un buon avvio degli inglesi e tanta sfortuna dei nerazzurri, costretti a due cambi in 30′ con Calhanoglu e Acerbi messi ko da un problema muscolare, i Reds trovano il vantaggio al 32′ con Konaté, ma il VAR nega la gioia agli uomini di Slot per il tocco di Ekitiké di mano. Occasione che sveglia i nerazzurri che nel giro di pochi minuti sfiorano la rete con Barella e Lautaro, con Alisson che si salva. Nella ripresa l’Inter costruisce tanto, ma i Reds chiudono bene cercando di sfruttare le occasioni in contropiede. La svolta arriva all’88’, con la trattenuta di Bastoni su Wirtz giudicata fallosa in area e col VAR che richiama Zwayer per assegnare il tiro dal dischetto che Szoboszlai sfrutta a pieno per il vantaggio degli inglesi. Seconda sconfitta di fila per i nerazzurri che vengono agganciati a quota 12 al quinto posto dal Liverpool.
Il match non inizia di certo nel migliore dei modi per la squadra di Chivu che, in attesa degli avversari concedendo tanto possesso palla ai Reds, è costretta a dover fare a meno prima di Calhanoglu dopo appena 11′, col turco che si è arreso a un problema muscolare lasciando il campo a Zielinski, e poi di Acerbi alla mezz’ora, per un problema al flessore. Liverpool che è più in palla e che cresce minuto dopo minuto sfiorando due volte il vantaggio nella prima frazione con Jones e Gravenberch, prove di quello che poi è stato il gol siglato da Konaté al 32′, annullato dal VAR: sugli sviluppi di un corner dalla destra il colpo di testa di Van Dijk rimbalza sul braccio di Ekitikè per arrivare al francese che pochi passi incorna battendo Sommer, ma dopo il controllo Zwayer non può far altro che correggere la propria decisione togliendo il gol agli inglesi. Uno spavento di non poco conto per i nerazzurri che reagiscono subito con Bisseck prima e una punizione di Barella al bacio poi, con Alisson che si salva. Inter che ha un altro volto rispetto ai primi 30′ di gioco, con Chivu che da bordo campo dà le giuste indicazioni per risvegliare i nerazzurri che in pieno recupero sfiorano il vantaggio con capitan Lautaro Martinez, con Alisson che si allunga sul colpo di testa dell’argentino per mantenere in parità il match.
Nella ripresa l’Inter torna in campo aggressiva e a caccia della giocata per dare la svolta al match, ma tra sfortuna e poca lucidità gli uomini di Chivu falliscono l’obiettivo. Tra conclusioni affrettate e giocate imprecise, infatti, i nerazzurri mancano più volte il possibile appuntamento col gol, rischiando qualche volta il ribaltone su contropiede, come il filtrante al 77′ per Ekitiké neutralizzato dall’uscita attenta e puntuale di Sommer. Portiere elvetico chiamato agli straordinari all’80’ con la parata provvidenziale a tu per tu con Bradley. All’88’ però la svolta, con la trattenuta di Bastoni su Wirtz ritenuta dal VAR fallo da rigore: sul dischetto di presenta Szoboszlai che batte Sommer per l’1-0 dei Reds. Gol e vittoria per il Liverpool che aggancia l’Inter al quinto posto a quota 12.


Champions League, Atalanta-Chelsea 2-1: Scamacca e De Ketelaere ribaltano i Blues


È un martedì sera dolcissimo per l’Atalanta in Champions League. La Dea di Raffaele Palladino vince infatti in rimonta nella 6ª giornata della League Phase, ribaltando 2-1 il Chelsea di Enzo Maresca. Joao Pedro apre le marcature per i Blues al 25’, ma Scamacca pareggia i conti al 55’ e De Ketelaere regala i tre punti ai bergamaschi all’83’: l’Atalanta sale così a 13 punti. Da valutare le condizioni di Bellanova, fermato da un infortunio al 17’.


LA PARTITA


L’Atalanta ospita il Chelsea a Bergamo, dove De Ketelaere manca la chance per stappare la gara già al 5’, sull’ottima iniziativa di Lookman. Il nigeriano torna poi protagonista al 19’, quando costringe Acheampong a un salvataggio provvidenziale, dopo la chiusura di Chalobah su Scamacca. Il Chelsea tira un sospiro di sollievo e al 25’ sale sull’1-0: a colpire è Joao Pedro, sul cross dalla sinistra di Reece James, con il Var che convalida la rete dopo l’iniziale annullamento da parte dell’arbitro per fuorigioco. Nonostante un primo tempo ben giocato, all’intervallo la Dea si ritrova quindi in svantaggio di un gol e inizio ripresa rischia di subire pure il raddoppio, mentre Lookman si vede annullare una rete per fuorigioco al 53’. A segnare l’1-1 è allora Scamacca, su assist di De Ketelaere al 55’, con l’attaccante italiano che impegna poi Sanchez pure al 62’: Djimsiti non trova il tempo per il tap-in vincente. È invece impeccabile De Ketelaere all’83’, siglando il 2-1 che fa impazzire di gioia il pubblico bergamasco. Carnesecchi nega quindi il pari a Garnacho al 90’ e a Joao Pedro nel recupero, permettendo all’Atalanta di completare l’impresa. La Dea sale infatti a 13 punti, lasciando il Chelsea a 10.

lunedì 8 dicembre 2025

Serie A: Torino-Milan 2-3, super-Pulisic tiene i rossoneri in vetta

 


Il Milan chiude la 14a giornata di Serie A con una preziosa vittoria in rimonta per 3-2 contro il Torino, un risultato che permette ai rossoneri di mantenere la vetta della classifica insieme al Napoli. Partenza shock per il Diavolo all'Olimpico Grande Torino, che dopo 17' minuti si ritrova sotto di due gol: Vlasic su rigore (10') e Zapata (17') illudono il Toro. Rabiot al 24' riapre il match, qualche minuto dopo si fa male Leao. Nella ripresa il Milan cambia ritmo, i padroni di casa calano vistosamente e l'ingresso di Pulisic rovescia la partita: l'americano sigla una doppietta (67' e 77') che scaccia i fantasmi. 

LA PARTITA
Avvio shock dei rossoneri che al 10' vanno già sotto: Tomori allarga il braccio nel duello fisico con Adams e Chiffi assegna il calcio di rigore. Sul dischetto ci va Vlasic, Maignan si getta dalla parte giusta ma può solo toccare la conclusione del trequartista croato. Il portiere francese non riesce nell'impresa di parare il terzo penalty di fila dopo quelli a Dybala e Calhanoglu. Il Milan è scosso dal gol subito e al 17' ne prende un altro: ripartenza del Toro con Vlasic, palla a Zapata che con un forte diagonale che passa sotto le gambe di Pavlovic batte Maignan. Nkunku non trattiene un pallone che sia uno e Leao non sembra in serata, così ci pensa Rabiot al 24' a riaprire il match con un gran sinistro dalla distanza che sorprende Israel. Al 28' Leao dà segnali di vita con un diagonale impreciso, ma dopo la conclusione si tocca l'inguine e alla mezzora è costretto ad alzare bandiera bianca. Al suo posto Landucci manda in campo Ricci, avanzando Loftus-Cheek al fianco di Nkunku. Ora la gara è più equilibrata, ai granata non riescono più le ripartenze dei primi minuti e rischiano al 45' quando piatto sinistro al volo di Rabiot termina a lato di poco.
Nella ripresa il Milan entra in campo completamente trasformato e mette alle corde il Toro che ora fa davvero fatica a reggere l'urto rossonero e a ripartire con velocità come nella prima mezzora. Il campanello d'allarme per i granata suona forte e chiaro al 55', quando Israel compie due prodezze sul colpo di testa di Bartesaghi e il tap-in dell'ex Ricci. La mossa di Allegri (oggi in tribuna) è prevedibile e allo stesso vincente: dentro Pulisic per Bartesaghi. E Capitan America ci mette appena 43 secondi per lasciare il segno: sul cross di Saelemaekers, i centrali del Toro si fanno attirare dal pallone e da Pavlovic e Pulisic tutto solo batte Israel. Il Toro è sulle gambe, si vede annullare un gol di Adams per un precedente fallo di Pedersen su Saelemaekers (71') e al 77' crolla definitivamente: il Diavolo sfrutta al meglio la momentanea superiorità numerica (fuori Tameze per un problema a una caviglia) quando Ricci crossa in area, Asllani si perde completamente Pulisic che di sinistro certifica il sorpasso definitivo. Tre punti fondamentali per la classifica ma anche per il morale, visto che il Milan da queste parti negli ultimi tre anni aveva sempre perso. Oggi ci è andato vicino, ma Pulisic ha ribaltato tutto. 

Serie A: Bene Genoa e Parma

 


Serie A: vittoria-salvezza per il Parma, espugnata Pisa


La 14a giornata della Serie A consegna una vittoria-salvezza al Parma, che aggancia il Cagliari e si porta a +4 sul Pisa terzultimo, sconfitto in casa dai ducali. Gilardino perde una partita fondamentale nella lotta per non retrocedere, dopo che Caracciolo causa il rigore trasformato da Benedyczak al 40′. Finisce dunque 1-0 per i gialloblù, mentre i nerazzurri sprecano con Nzola: quest’ultimo perde la testa e viene espulso al 93′.


LA PARTITA


Il Pisa perde una partita fondamentale, il Parma ottiene la vittoria col minimo sforzo. L’Arena Garibaldi assiste al successo per 1-0 dei ducali, che agganciano il Torino e il Cagliari a +4 sulla zona-retrocessione. Le due punte di Gilardino non pungono e il doppio ruolo di Estevez, che agisce da mediano nella fase di costruzione e scala in difesa nella fase di non possesso, blocca ogni tentativo dei toscani. Nei primi minuti vincono dunque il nervosismo e la lotta fisica, con la prima chance solo al 12′: Scuffet respinge il tiro di Benedyczak. Risponde Touré, ma il Pisa è poco efficace e il Parma ne approfitta. L’episodio chiave arriva al 39′, quando Caracciolo devia col braccio il tiro di Britschgi. Il Parma protesta e viene accontentato, visto che il tocco è punibile con un rigore: sul dischetto va Benedyczak, che spiazza il portiere per l’1-0. Nella ripresa il Pisa effettua due cambi e, con l’energia di Akinsanmiro, risale di tono cercando di rendersi pericoloso. Valeri rischia il doppio giallo tra le proteste nerazzurre, mentre Nzola si divora il possibile 1-1 dopo un quarto d’ora. L’angolano è ancora protagonista nell’assalto finale del Pisa, che spinge con forza e con tre giocatori offensivi: Corvi gli evita il gol in due occasioni. Nzola si innervosisce e, nel finale, combina la frittata con un fallaccio su Mandela Keita: calcio al centrocampista e rosso diretto al 93′, che potrebbe chiudere qui il suo 2025, vista l’imminente Coppa d’Africa. Vince dunque il Parma, che si porta a quota 14 punti e a +4 sul Pisa terzultimo: è la terza vittoria stagionale per Cuesta, brutto ko invece per Gilardino.


Serie A, Udinese-Genoa 1-2: Norton-Cuffy fa gioire De Rossi


Festa rossoblù al Bluenergy Stadium, che si tinge dei colori del Genoa. Il Grifone gioca una partita dalla grande applicazione e, dopo il vantaggio firmato nel primo tempo da Malinovskyi (34′) su rigore, sa reagire al pari firmato da Piotrowski (65′): merito di Norton-Cuffy, che si avventa con forza su un pallone vagante e sigla il definitivo 2-1 all’83’. Sorride dunque De Rossi, che aggancia il gruppo a quota 14 punti: è +4 sul Pisa terzultimo.


LA PARTITA


Daniele De Rossi continua a segnare due gol di media e il suo Genoa non sbaglia lo scontro-salvezza contro l’Udinese, che viene vinto per 2-1. I friulani partono meglio, con la rete annullata a Keinan Davis, ma si disuniscono progressivamente dopo l’infortunio di Zemura. Il Genoa prende campo coi suoi attaccanti, mette in mostra un gioco interessante e passa al 34′, sfruttando magistralmente un episodio favorevole. Okoye affossa infatti Colombo, sbagliando i tempi dell’uscita, e causa il rigore del vantaggio: Malinovskyi trasforma, è 1-0 rossoblù. Nella ripresa l’Udinese riprende coraggio, spinta da un Piotrowski in grande serata, e decide di attaccare a spron battuto. Zaniolo vince tutti i duelli fisici, pur non creandosi grandi chances offensive, mentre Otoa annulla Davis e il Genoa sembra reggere. L’occasione migliore la crea Bertola, trovando la grande opposizione di Leali, ma al 65′ è 1-1. Merito proprio di Piotrowski, che sfrutta l’assist di Rui Modesto e segna l’1-1 con un ottimo “piattone”. La rete però non spegne l’impeto del Genoa, che cambia gli attaccanti e si rituffa in avanti. Messias ed Ekuban combinano, ma l’autore del 2-1 è Norton-Cuffy, che si inserisce magistralmente e aggredisce con grande cattiveria il pallone-vittoria. Siamo all’83’ e ci sarebbe ancora tempo per riprenderla, ma l’Udinese non va oltre un tiro deviato da Leali: vano anche l’ingresso dello spento Iker Bravo. Vince dunque 2-1 il Genoa, che prova a uscire dalla zona-retrocessione: De Rossi vola a +4 sul Pisa terzultimo, agganciando tre squadre (Cagliari, Torino e Parma). Si ferma invece a quota 18 punti l’Udinese, che spreca la chance di avvicinarsi all’Europa.

domenica 7 dicembre 2025

Napoli-Juventus 2-1

 


Serie A

🇮🇹: Hojlund Hojlund 🇩🇰, doppietta del centravanti danese che l'anno scorso nel Manchester United aveva segnato 4 goal in campionato, cifra già raggiunta in Italia in 10 partite, parto con questa statistica, è lui l'uomo che regala tre punti meritatissimi al Napoli contro una Juventus decisamente deludente.
È ancora una grande prova di forza della squadra di un grande allenatore e scrivo ogni volta, Antonio Conte, l'uomo che in panchina fa la differenza, che compensa pure le grandi assenze del Napoli che oramai sono talmente tante ed importanti dall'inizio del campionato, che non fa più notizia, ma assenze fondamentali..
Juventus che si schiera praticamente senza punte di ruolo dall'inizio, non ho capito la scelta di Spalletti sinceramente, è vero che mancava Vlahovic ma due attaccanti in panchina li aveva , l'allenatore toscano per me ha pure sbagliato i cambi nella ripresa, non avrei mai tolto Yldiz e non solo, insomma Juventus praticamente mediocre e raramente pericolosa..
La squadra di Spalletti è praticamente già quasi fuori dalla lotta per lo scudetto già ad inizio dicembre, -8 dal Napoli e squadra inconcludente, non sarà nemmeno facile arrivare tra le prime quattro.
Il Napoli con una squadra praticamente arrangiata e senza i centrocampisti titolari, vince una grande partita e si candida ancora a protagonista insieme all' Inter per lo scudetto, ma questo è sempre stato il mio pensiero scritto dall'inizio, ovviamente Milan permettendo.
Al "Maradona" non si passa, stadio imbattuto in campionato nel 2025, a Napoli è 1 fisso !
Quando hai un allenatore come Conte in panchina parti per forza con un grande vantaggio, l'anno scorso avesse avuto l'Inter avrebbe stravinto il campionato, quest'anno lo stesso perché l'Inter ha la squadra più forte ed al completo, questo Napoli quando recupererà gli infortunati avrà molte più alternative e saranno dolori per tutti.
Napoli Juve 2-1, la Juve dei 9 scudetti di seguito è purtroppo lontanissima per i tifosi juventini.
(Saggese Pasquale 🇮🇹)


Ha appena battuto la Juventus per 2 a 1, grazie alla doppietta di Hojlund. Bisogna dirlo: ha vinto meritatamente. Tante occasioni create, contro l’unico tiro dei bianconeri che ha portato al gol Yildiz. Tutto questo senza Lobotka. Senza Anguissa. Senza Gilmour. Senza De Bruyne. Praticamente senza il centrocampo titolare. Ha dovuto arretrare McTominay e inventarsi Elmas mediano per sopperire a tutte queste assenze. Dopo la mini crisi, ha battuto Atalanta, Roma e stasera i bianconeri. Tutti gli scontri diretti. Quinta vittoria consecutiva, considerate le coppe. In casa non perde da un anno. Contro la Juventus sono sette vittorie di fila al Maradona. Tante squadre si sarebbero sgretolate con tutte queste assenze, il Napoli no, è primo in classifica. Succede quando la squadra è solida. Succede quando il gruppo è unito. Succede quando la mentalità è vincete. Tradotto: succede quando l’allenatore è Antonio Conte. Complimenti Napoli! Il Napoli batte 2-1 la Juventus, si aggiudica il big-match della 14a giornata di Serie A e torna in vetta dopo il sorpasso per una notte da parte dell’Inter. A rendere amaro il ritorno di Spalletti è uno straordinario Hojlund, che realizza una doppietta, aprendo le marcature al 7′ su assist di Neres (ancora una volta tra i migliori) e chiudendo la contesta al 78′ con un colpo di testa da pochi passi involontariamente servito da McKennie. In mezzo il gol di Yildiz al 59′, nel primo tiro in porta dei bianconeri. Conte vince il primo confronto in carriera con Spalletti e chiude il 2025 al Maradona da imbattuto. IL TABELLINO NAPOLI-JUVENTUS 2-1 Napoli (3-4-3): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Elmas, McTominay, Olivera (25′ st Spinazzola); Neres (35′ st Politano), Hojlund, Lang (41′ st Vergara). A disp.: Contini, Ferrante, Juan Jesus, Lucca, Mazzocchi, Marianucci, Ambrosino. All.: Conte Juventus (3-4-1-2): Di Gregorio; Kalulu, Kelly, Koopmeiners; Cambiaso (26′ st Kostic), Locatelli, Thuram (37′ st Zhegrova), Cabal (1′ st David); McKennie; Conceiçao (26′ st Miretti), Yildiz (26′ st Openda). A disp.: Perin, Scaglia, Adzic, Joao Mario, Rouhi, Pedro Felipe. All.: Spalletti Arbitro: La Penna Marcatori: 7′ e 33′ st Hojlund (N), 14′ st Yildiz (J) Ammoniti: Buongiorno (N), Kalulu (J), Beukema (N) Espulsi: – Note: – Serie A: Ravaglia è un supereroe, il Bologna ferma la Lazio Due reti scandinave, tante occasioni e un punto che piace a entrambe, ma sta stretto alla Lazio. I biancocelesti e il Bologna pareggiano 1-1 nella 14a giornata della Serie A, dopo mille emozioni: segnano in due minuti Isaksen (38′) e Odgaard (40′), col primo che esce per infortunio. Nella ripresa gli uomini di Sarri spingono e sbattono sullo strepitoso Ravaglia, poi chiudono in dieci e devono difendersi. Italiano, dunque, non aggancia la Roma.


Serie A-News : vincono l'Inter, il Verona e il Sassuolo

 


La Fiorentina perde ancora, Sassuolo (per ora) ottavo


A Reggio Emilia il Sassuolo batte 3-1 la Fiorentina e sale all’ottavo posto in classifica, superando momentaneamente Lazio e Udinese. Dopo il vantaggio viola di Mandragora su rigore, i neroverdi s’impongono in rimonta grazie a Volpato, Muharemovic e Kone. Continua il campionato da incubo della truppa di Vanoli, che resta ultima con zero vittorie dopo 14 giornate.


Serie A, Verona-Atalanta 3-1: punti preziosi per gli scaligeri in chiave salvezza


Il Verona batte 3-1 l’Atalanta grazie ai gol di Belghali, Giovane e Bernede. Inutile il rigore trasformato da Scamacca.

L’Atalanta crolla 3-1 sul campo del Verona nel terzo anticipo della 14esima giornata di Serie A e stoppa la sua rincorsa alle posizioni di vertice. In un Bentegodi completamente avvolto dalla nebbia i ragazzi di Zanetti vivono una serata magica e trovano finalmente la prima vittoria stagionale grazie agli splendidi gol di Belghali, Giovane e Bernede. Di Scamacca, su calcio di rigore, il gol della bandiera dei bergamschi. L’Hellas sale a quota 9 e lascia la Fiorentina sola all’ultimo posto a una settimana dallo scontro diretto, la Dea cade in modo piuttosto brusco dopo tre successi consecutivi senza gol subiti tra campionato e coppe.


Inter, così è uno spettacolo: quattro sberle al Como, Chivu da solo in testa per una notte


A San Siro i nerazzurri sfilano fieri sul palco incassando applausi da primi in classifica. Almeno per una notte. Lautaro, Thuram, Calhanoglu e Carlos Augusto anticipano “Lady Macbeth del distretto di Mcensk” – l’opera che aprirà domani la Scala di Milano – e fanno alzare in piedi la loro, di Scala. Quei 75mila nerazzurri imbacuccati fino al collo in una fredda sera di dicembre per vedere i ragazzi di Chivu rifilare quattro gol al Como (4-0). Una prova di forza e cinismo di livello contro una squadra che non perdeva da 11 partite, utile a lanciare l’Inter in testa alla classifica (in attesa di Roma, Milan e Napoli). Fabregas aveva battuto la Juve, fermato il Napoli e l’Atalanta e incassato solo due gol nelle ultime cinque.

venerdì 5 dicembre 2025

Napoli che sfortuna troppi infortuni, Coppa Italia: Milan eliminato agli ottavi dalla Lazio

 


X Kevin De Bruyne – Lesione al bicipite femorale e 5 mesi di stop.

❌️ Frank Zambo Anguissa – Lesione di alto grado del bicipite femorale, rientrerà in campo non prima di febbraio.
❌️ Billy Gilmour – Pubalgia, resterà fuori per 40 giorni.
❌️ Stanislav Lobotka si è fermato l’altro giorno per un problema muscolare, i tempi di recupero sono incerti, ma dovrebbe saltare una ventina di giorni.
In 40 giorni il Napoli ha disintegrato il centrocampo.
Ha perso quasi tutti i suoi migliori giocatori.
Gli unici sopravvissuti sono McTominay, Elmas e Vergara con i primi due che, sicuramente, partiranno titolari contro la Juventus.
Obiettivamente è difficile competere così.
Proprio ora che arriva il momento cruciale della stagione.
Proprio nel momento in cui il Napoli giocherà ogni tre giorni, senza beneficiare della pausa delle nazionali.
A gennaio urge intervenire sul mercato.
Immediatamente.
Ma la stagione, fino a quel momento, potrebbe già essere compromessa.
Antonio Conte dovrà trovare il modo per sopperire a tutte queste assenze.
Ma non sarà per niente semplice.
È un top allenatore ok, ma non può fare miracoli.



Coppa Italia: Milan eliminato agli ottavi dalla Lazio 

Termina agli ottavi di finale il cammino in Coppa Italia del Milan di Massimiliano Allegri. Dopo le vittorie centrate contro Bari e Lecce nei turni scorsi, i rossoneri cadono 1-0 all’Olimpico di Roma, dove a decidere la sfida a favore della Lazio è Zaccagni. Il capitano dei biancocelesti incorna il Diavolo all’80’ e trascina Maurizio Sarri ai quarti di finale, dove affronterà il Bologna di Vincenzo Italiano. Esce invece il Milan, finalista lo scorso anno.

LA PARTITA
A pochi giorni dal match di San Siro che li ha visti contrapposti nel 13° turno di Serie A e che si è chiuso con non poche polemiche, Lazio e Milan tornano ad affrontarsi negli ottavi di finale di Coppa Italia. Questa volta a fare da sfondo alla partita è l’Olimpico di Roma, dove i biancocelesti fanno il loro esordio stagionale nella manifestazione, mentre il Diavolo arriva in seguito ai successi contro Bari e Lecce, centrati nelle fasi precedenti. L’avvio di gara si gioca ad alta intensità, ma non regala grandi occasioni, con la prima vera chance che capita sui piedi di Basic al 24’: il croato si mangia il campo in contropiede, ma poi riesce soltanto a sfiorare il palo con un tiro in diagonale. Castellanos testa quindi i guantoni di Maignan al 33’, mentre Mandas blocca senza troppi problemi un tocco innocuo di Loftus-Cheek qualche minuto più tardi. È invece provvidenziale la parata di Maignan su Isaksen allo scadere del primo tempo, che termina così sullo 0-0.
Il Milan prova allora ad aggredire la metà campo avversaria in avvio di ripresa e spaventa la Lazio al 51’ con il colpo di testa di Loftus-Cheek, innescato da un cross perfetto di Estupiñán. Il Diavolo prova poi uno schema su calcio d’angolo al 60’, portando al tiro Saelemaekers: Mandas non si fa però sorprendere. I rossoneri insistono e al 69’ si fanno nuovamente minacciosi con Loftus-Cheek, mentre Leão si divora il vantaggio al 71’, dopo una bella combinazione tra Jashari ed Estupiñán. Dalla parte opposta sono invece Noslin e Zaccagni a provare a risvegliare la Lazio e proprio il capitano trova l’inzuccata vincente che porta i biancocelesti sull’1-0 all’80’: sul corner di Tavares, la difesa milanista si dimentica completamente Zaccagni, la cui incornata non lascia scampo a Maignan. Il portiere francese si deve poi superare all’85’ per vietare il raddoppio a Noslin, mentre Mandas nega il pareggio a Pulisic al 91’. La Lazio vince allora 1-0 e conquista l’accesso ai quarti di finale, dove sfiderà il Bologna. Si ferma invece agli ottavi il cammino del Milan, finalista lo scorso anno.

IL TABELLINO
LAZIO-MILAN 1-0
Lazio (4-3-3): Mandas; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini (26’ st Nuno Tavares); Guendouzi, Vecino (13’ st Dele-Bashiru), Basic; Isaksen (38’ st Pedro), Castellanos (13’ st Noslin), Zaccagni (38’ st Cancellieri). A disp.: Provedel, Furlanetto, Lazzari, Patric, Provstgaard, Belahyane, Dia. All. Sarri
Milan (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers (19’ st Nkunku), Ricci, Jashari, Rabiot, Estupiñán (42’ st Bartesaghi); Loftus-Cheek (36’ st Modric), Leao (36’ st Pulisic). A disp.: Terracciano, Torriani, Gabbia, Odogu, Sala. All. Allegri
Arbitro: Guida
Marcatori: 35’ st Zaccagni (L)
Ammoniti: Pavlovic (M), De Winter (M)

mercoledì 3 dicembre 2025

Coppa Italia, manita al Venezia: l'Inter passa ai quarti in scioltezza

 


L’Inter domina il Venezia e accede ai quarti di Coppa Italia con un netto 5-1 maturato grazie a un primo tempo travolgente. Dopo un avvio prudente, i nerazzurri si sbloccano con Diouf, seguito dal capolavoro di Esposito e dal destro vincente di Thuram che chiude un tris in mezz’ora. Nella ripresa, la squadra di Chivu riparte con lo stesso ritmo, trovando il poker ancora con Thuram. Il Venezia accorcia con Sagrado, ma senza riaprire realmente il match.

Nel finale arriva anche il sigillo di Bonny, che fissa il risultato sul 5-1 e certifica una serata di totale superiorità interista. Il Meazza applaude una squadra brillante, cinica e trascinata da un reparto offensivo in grande forma. Il turnover di Chivu funziona alla perfezione, con diversi protagonisti sugli scudi e una gestione lucid

Coppa Italia: Atalanta e Juventus ai quarti di finale

 


Atalanta ok

Buona la prima per l’Atalanta in Coppa Italia. La Dea fa il suo debutto stagionale nella competizione e vince 4-0 contro il Genoa negli ottavi di finale. Alla New Balance Arena Djimsiti sblocca il risultato al 19’, mentre i rossoblù restano in dieci al 36’ per un rosso diretto a Fini. A sigillare il match sono allora de Roon (54’), Pasalic (82’) e Ahanor (91’). Il Grifone viene quindi eliminato, mentre i bergamaschi sfideranno la Juventus nei quarti di finale.



Juve ai quarti


La Juventus è la prima squadra qualificata per i quarti di Coppa Italia. All’Allianz Stadium, i bianconeri battono 2-0 l’Udinese, in una gara gestita con autorità e dominata in lungo e in largo. A sbloccare il match è un’autorete del classe 2008 Palma che per anticipare David batte in scivolata il proprio portiere Sava. I friulani non riescono mai a pungere in attacco e al 68′ Locatelli, entrato al posto dell’infortunato Gatti, non sbaglia dagli 11 mentri un calcio di rigore assegnato dopo un richiamo dal Var per uno step on foot di Palma su Cabal sfuggito a Fourneau. Ora per Spalletti c’è la vincente di Atalanta-Genoa.



martedì 2 dicembre 2025

Calcio-News del 02-12-2025

 


Yildiz ha gli occhi addosso: arrivano sirene dalla Premier League

Kenan Yildiz è sempre più il protagonista di questa prima parte di stagione. Il classe 2005 sta prendendo per mano la Juventus a suon di gol e prestazioni convincenti e adesso, senza Vlahovic, Spalletti si aspetterà ancora di più da lui.

Il talento turco sta attirando le attenzioni di diversi top club europei e ora il suo rinnovo deve essere la priorità assoluta per i bianconeri. Oltre al Real Madrid, infatti, sulle sue tracce ci sarebbe anche l’Arsenal. Per i Gunners Yildiz è più di un’idea: nell’ultimo periodo il club londinese avrebbe mosso i primi passi con l’entourage del calciatore per conoscere le richieste contrattuali.

A proposito di contratto, l’attaccante è legato ai bianconeri da un accordo fino al 2029 ma l’ad Comolli vuole rinnovarlo al più presto. Come riportato dal Corriere dello Sport, la Juventus è chiamata a una missione abbastanza delicata vista la distanza che ancora esiste tra l’offerta e le richieste del calciatore. Oggi Yildiz percepisce all’anno circa 1,7 milioni di euro più bonus e avrebbe chiesto un ingaggio da top player tra i 6 e i 7 milioni. Al momento, però, i bianconeri gli avrebbero proposto una cifra leggermente inferiore ai 5.

Insomma, i dialoghi andranno avanti anche nelle prossime settimane: la partita è apertissima

Bologna, stop per Vitik: c’è lesione muscolare

Martin Vitik è stato sottoposto agli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di primo grado all’adduttore lungo destro: tempi di recupero stimati di circa 3 settimane.

Napoli, Manna prova l’accelerazione decisiva per Mainoo

Il prescelto da Giovanni Manna è Kobbie Mainoo. Dopo l’interessamento della scorsa estate, il direttore sportivo del Napoli dovrebbe tornare all’assalto per il talento del Manchester United nella sessione invernale. Come riportato da Il Mattino, i Red Devils cederebbero il classe 2005 in prestito, una formula apprezzata anche dai partenopei. Secondo le ultime indiscrezioni, il club avrebbe già avviato i contatti con l’entourage dell’inglese: l’obiettivo è chiudere la trattativa nel minor tempo possibile per consegnare ad Antonio Conte un rinforzo più che mai necessario in mezzo al campo.
In questa prima parte di stagione Mainoo ha trovato pochissimo spazio, raccogliendo appena 261 minuti nelle 10 presenze tra Premier League e Coppa di Lega. Lo stesso tecnico dei Red Devils sembrerebbe non chiudere le porte a una sua eventuale partenza: “Il club viene prima di tutto, è la priorità numero uno. Dobbiamo pensare alla squadra. Dopodiché, tutto può succedere”, aveva dichiarato Ruben Amorim a proposito dello scarso minutaggio di Mainoo. A Napoli, invece, Kobbie troverebbe una situazione totalmente opposta visto che le sue caratteristiche sono molto apprezzate da Conte.

Vlahovic, l’infortunio rimanda la decisione sul suo futuro

Il 2025 agonistico di Dusan Vlahovic è finito sabato, con l’infortunio che lo terrà fermo a lungo. Ma il futuro sportivo dell’attaccante serbo era ed è ancora tutto da scrivere. Dove giocherà la prossima stagione? Al momento una risposta definitiva non c’è, ma è ormai sicuro che a gennaio la Juventus non lo cederà. Non aveva intenzione di farlo prima dello stop, non lo potrà fare nemmeno adesso che si è dovuto fermare ai box. Non c’erano opportunità prima e non ci sono ora che Vlahovic dovrà rimanere a lungo lontano dai campi da gioco. Insomma, soltanto dal 1° febbraio se ne saprà di più. Da quel momento l’ex viola potrà accordarsi con chiunque, bianconeri compresi.

Milan, Thiago Silva e Sergio Ramos suggestioni per la difesa

Il calciomercato del Milan si accende con una suggestione di livello mondiale in vista della sessione di gennaio. Sergio Ramos, leggendario difensore spagnolo ex Real Madrid, avrebbe deciso di rimettersi in gioco in Europa dopo l’esperienza in Messico per cercare di guadagnarsi la convocazione ai Mondiali 2026 e il suo nome è finito, tramite intermediari, sul tavolo della dirigenza rossonera.
Sergio Ramos e Thiago Silva: perché il Milan frena Il difensore spagnolo, prossimo allo status di svincolato (il contratto col Monterrey scadrà il 31 dicembre), cerca l’ultima grande avventura della carriera, magari in Italia. Tuttavia, da Via Aldo Rossi non arrivano segnali di apertura. La dirigenza rossonera appare fredda, mantenendo la stessa linea tenuta per un’altra suggestione “amarcord” circolata nelle scorse settimane: quella del ritorno di Thiago Silva, in uscita dal Fluminense.

De Laurentiis: “Il Napoli è più forte dell’anno scorso…”

Il presidente del Napoli ha parlato dell’equilibrio in campionato e di un momento difficile superato dalla sua squadra: “Quando ci sono degli infortuni come quelli che abbiamo avuto noi è chiaro che ci sia un po’ di sconforto nello spogliatoio. Ma io sono convinto che questo Napoli è più forte di quello dello scorso anno, abbiamo giocatori nuovi che faranno vedere grandi cose. Il campionato è molto equilibrato, non c’è grossa differenza di punti, quindi penso che faremo un grandissimo campionato ma siamo in 20 e tutte attrezzate e dobbiamo avere rispetto dei competitor”. Meglio il primo o il secondo Scudetto? “L’emozione non ha momenti precisi”

Vardy show, la Cremonese sbanca Bologna

Al Dall’Ara Bologna e Cremonese hanno ricordato che le difese sono decisive. Ballerina quella di Italiano, solida quella di Nicola: finisce 3-1 per gli ospiti grazie a Payero e soprattutto a Jamie Vardy. Trentotto anni e non sentirli. Festa e una doppietta che gli mancava da 581 giorni (ed erano storie di Championship). I suoi gol in Serie A diventano 4: solo Gianfranco Zola col Cagliari nel 2004/05 ne segnò di più da over38. Dieci anni fa, nella stagione del trionfo col Leicester di Ranieri, di questi tempi era tra un gol allo United e uno al Chelsea ed entrava nel Guinness dei primati come primo giocatore della storia della Premier League a segnare in 11 partite di fila. Ora esulta in grigiorosso, ha più anni, è un altro calcio e un altro mondo ma nel freddo di Bologna sembra che il tempo, per lui, sia tornato indietro. Almeno per 90 minuti. Sul 3-1 della Cremonese però c’è anche la firma di Tommaso Barbieri, autore di una partita super e dell’assist del tris, un 2002 che mentre Vardy scriveva la storia aveva 13 anni e magari anche lui si sarà innamorato di quella favola. Oggi giocano insieme e la loro realtà è una Cremonese neopromossa che viaggia a metà classifica e che dopo tre sconfitte di fila ha ritrovato la vittoria in casa di un Bologna che resta a quota 24 punti (come il Como), a +1 dalla Juve e a -3 dal tandem Inter-Roma, insieme sotto all’altra coppia d’alta quota Milan-Napoli.

Buffon a Sportiva: “In nazionale ho vissuto il meglio e il peggio. Ai playoff saremo sempre l’Italia”

Gigi Buffon – capo delegazione della nazionale italiana – è intervenuto oggi a Radio Sportiva, nel giorno della festa per i 15 anni della nostra emittente.

Non avremmo mai pensato che un giorno avresti davvero smesso di giocare. “Anche io credevo a questa favola di non poter mai smettere di giocare. Poi devo dire che vita è stata più forte e determinata di me” sorride Buffon.

I playoff mondiali con l’Italia. “Diciamo che al di là delle gare di novembre, va fatto un discorso più generale. Abbiamo dato dei segnali di risveglio, buoni. Poi abbiamo finito male nell’ultima partita, ma col risultato. Per 75 minuti, fino a quando siamo stati sull’1-1 con la Norvegia, ho visto una nazionale che ci fa ben sperare”.

Dal mondiale vinto ai playoff mondiali mancati nel 2017. “Ho vissuto il meglio e una parte del peggio. E’ anche giusto. Ho fatto un lasso talmente lungo di vita sportiva. Era abbastanza normale poter vivere questi passaggi. Come in tutte le cose, la ripartenza corrisponde a un momento più basso o uno più basso come il 2018 che poi ci ha permesso di vincere l’europeo nel 2021 grazie al merito di Mancini e dei ragazzi. Poi c’è stata un’altra eliminazione, e speriamo che insomma si possa ripartire per l’ennesima volta. E che magari questo percorso gratificante di risultati possa durare più a lungo” le parole di Buffon a Sportiva.

Il gruppo azzurro e il ct Gattuso, lo spirito d’identità azzurra. “Chi deve parlare è chi è a nostro contatto e non fa il mio lavoro. Parlarne bene sembra voler trarne un beneficio dalle scelte che si sono fatte. Mantenendo una certa equidistanza secondo me le premesse per raccogliere risultati confortanti ci sono. La certezza non c’è mai. Ma come in tutte le cose se non dovessero i risultati che speriamo, abbiamo la serenità di dire che abbiamo fatto le cose nella maniera giusta”.

Donnarumma è il nostro unico vero fuoriclasse in questa nazionale? “Secondo me Gigio sta facendo qualcosa di straordinario, giusto rimarcarlo. Ma penso che individualmente come nazionale abbiamo profili di livello molto alto, che si stanno ritagliando spazi importantissimi in squadre di prim’ordine mondiale. Dobbiamo essere noi a metterli nella condizione di farli ragionare come gruppo. Loro hanno del buono dentro – dice Buffon a Sportiva – Bisogna trovare il grimaldello per farglielo esprimere con continuità per sempre”.

La vicinanza del campionato e della Lega di A sui temi della nazionale. “Un plauso alle società, si stanno mostrando sensibili alle esigenze non solo della nazionale ma di tutto il calcio italiano. Stiamo cercando di capire se c’è il modo di vederci in una finestra di due giorni tra febbraio e marzo, anche se non si possono spostare le gare di campionato. Però la disponibilità da parte loro c’è, è totale. Ci ha fatto tanto piacere. Perchè asciugarsi le lacrime con la camicia solo quando le cose vanno male, e non c’è modo di andarle fare meglio, è troppo facile”.

La ripartenza di Spalletti alla Juventus. “La bravura di una società e di una dirigenza è valutare lo spessore e le capacità di un allenatore a prescindere dai risultati immediati che ti può dare. Alla Juve c’è sempre l’imperativo di vincere. Ma visto che sono parecchi anni che questo non accade, il focus deve essere mettere la squadra nelle condizioni di poter vincere” dice Buffon a Sportiva.

La lotta scudetto incerta. “Penso sia bellissimo, un campionato così entusiasmante. Tante squadre sono pronte a fare lo sgambetto alle grandi in qualsiasi momento. Sto parlando del Como in primis. C’è da riconoscere un grandissimo lavoro di Fabregas e la lungimiranza del progetto di una società. E poi altre realtà. Per me il Bologna non è una sorpresa, sta facendo qualcosa di straordinario ma secondo me è un qualcosa che ha nelle proprie corde. Che ha dimostrato di poter fare anche negli ultimi due anni. Con questo allenatore il Bologna può essere ambizioso”.

Ti aspettavi, quel giorno dell’esordio a Parma in A 30 anni fa contro il Milan, di diventare Gigi Buffon? “Se ti dicessi di no, sarei bugiardo. Me l’aspettavo e pensavo anche di fare meglio. Poi c’è il riscontro della realtà e alla fine la realtà mi ha insegnato che devo essere contento di quello che ho fatto. E’ difficile dare continuità a una carriera per 29 anni a quel livello. Qualche rimpianto? No, ho fatto tutto quello che volevo fare. Comprese le scelte. Non ho recriminazioni. Il campo ha detto che i verdetti erano quelli giusti”.

L’esordio in nazionale nel 1997, spareggio playoff mondiale in Russia sotto la neve a Mosca. Cosa dirai agli azzurri di oggi ricordando quel giorno? “In tutta sincerità è stata l’unica partita che non avrei voluto giocare, non per l’importanza della partita ma per le condizioni climatiche e ambientali. Quindi non posso andare lì e dire ai ragazzi che vorrei che non la giocassero” dice Buffon.

Il ct dell’under 21 Baldini ha detto oggi a Sportiva che “l’Italia non deve, ma vuole andare ai Mondiali”. “Certo. E’ sicuramente il nostro pensiero, la nostra convinzione. Non può essere altrimenti. Se ci fasciamo la testa quattro mesi prima, sembriamo quasi dei menagrami. Io direi di cambiare almeno le prerogative rispetto ai precedenti play off. Andare là col giusto rispetto degli avversari ai playoff, ma sapendo che noi siamo sempre noi. E quindi facciamo paura” le parole di Buffon a Sportiva.

Il rilancio di Zaniolo all’Udinese e i segnali del campionato per le convocazioni azzurre. “I segnali arrivano, li vogliamo e li vuole il mister. Come ha detto il mister, la nazionale è aperta a chi se lo merita. E il ct non ha preclusioni” le parole di Buffon.

Silvio Baldini a Radio Sportiva: “Alleno giovani fortissimi. L’Italia vuol vincere, andrà al Mondiale”

Il commissario tecnico dell’Italia Under 21 Silvio Baldini ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘Radio Sportiva’ nel giorno del 15esimo compleanno della nostra radio: “Per me è un regalo che ho ricevuto fare il CT dell’Under 21, alla mia età non avrei mai pensato di ritrovarmi lì. C’è una organizzazione in cui ti senti gratificato a lavorare, orgoglioso nel rappresentare l’Italia dei giovani. Sono felicissimo, il destino mi ha consegnato un bel regalo. Per me stare a contatto coi giovani è il massimo. Dico regalo perché non è facile mettere un allenatore della mia età che per tutta la vita ha allenato i club e invece Gravina questa volta ha avuto coraggio e ha fatto questa scelta. E io mi reputo fortunato perché ci sono molti allenatori bravi: potevano scegliere un’altra persona e invece hanno scelto me”.

Sulla sua carriera caratterizzata da una lunga pausa: “Sono stato sei anni senza allenare, sono tantissimi. Quasi ti scordi com’è questo mestiere. Nella mia vita ho potuto fare ciò che ho sempre desiderato, frequentare pastori. Per sei anni sono stato sulle montagne, coi miei cani, coi pastori. E’ stato bellissimo. Poi tutto finisce e senti il desiderio di tornare ad allenare, ripartire dopo sei anni non è facile. Ho allenato per quattro anni gratis alla Carrarese, senza percepire un euro. Quattro anni bellissimi in cui potevo organizzare il mio lavoro. Poi Palermo e Pescara nel momento giusto, due grandi piazze e due stadi in cui la gente ti fa sentire il calore. Ora l’Under 21, meglio di così non poteva andare”.

Sulla decisione di tornare ad allenare: “Quando uno comincia a fare l’allenatore resta ammaliato da questo lavoro. L’adrenalina che ti dà il calcio è unica. Io ci ho messo sei anni per ritrovarla, ma una volta fatta le altre cose che volevo fare il richiamo di questo mestiere è stato davvero forte”.

Sulla ricetta per tornare competitivi: “Io alleno questi giovani che sono fortissimi. Il problema è che in Italia i giovani non li facciamo giocare, appena sbagliano una partita non diamo più loro il tempo di maturare. Non li lanciamo più perché se non vinci sei un cretino. I risultati sono imprescindibili. Questa pressione ha portato l’attuale involuzione… Però questo coraggio di cambiare, anche la scelta di Gattuso che ci mette sempre la faccia. Lavora in continuazione. Eppure perde una partita e tutti a dire che bisogna chiedere scusa. Ma non bisogna chiedere scusa nulla. Se partiamo dal secondo tempo della Norvegia non andiamo da nessuna parte, se partiamo dal primo tempo andiamo al Mondiale. Nella prima frazione la Norvegia è stata inesistente”.

E ancora sulle possibilità di andare al Mondiale: “Io ho 67 anni, posso nascondermi dietro la paura di dover dire delle cose? Non possiamo nasconderci dietro la diplomazia, l’Italia vuol vincere, farà di tutto per vincere e vincerà. Ma non deve vincere, dovere suona male. L’Italia vincerà perché è fatta di persone in gamba e troverà le soluzioni giuste. Poi qualsiasi cosa accadrà uno avrà sempre la coscienza in pace sapendo di aver fatto il massimo”.

Gilmour post-intervento: “Impaziente di tornare! Lavorato con specialisti per lasciarmi tutto alle spalle”

Billy Gilmour, centrocampista del Napoli, ieri si è operato ieri a Londra per risolvere il problema di pubalgia, che lo teneva fermo ai box dallo scorso 1 novembre. Lo scozzese ha postato sul proprio profilo Instagram delle sue foto post-intervento, scrivendo: “L’inizio della strada verso la guarigione dopo un intervento chirurgico riuscito.

Dopo un periodo di fastidio che spinge il dolore, abbiamo lavorato con specialisti per trovare il momento giusto per sottoporci alle cure e aiutarci a lasciarmi alle spalle questo problema. Mi mancheranno i giorni-gara e i tifosi dal centro del campo per un po’, ma sono già impaziente di tornare in campo e concentrarmi su ciò che mi aspetta. A presto a tutti”.

Marino: “Azzurri diventati un corpo unico, mettono il cuore. Hojlund? Sembrava Lukaku”

Pierpaolo Marino, ex dg del Napoli, è intervenuto ai microfoni de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “La settimana scorsa avevo detto di essere ottimista per Roma-Napoli, la mattina dopo mi viene a prendere Franco e appena entro in auto mi dice ma che vuol dire sono ottimista, io gli ho detto che il Napoli vinceva. Il problema non era nei rapporti tra Conte e società, ma tra i giocatori. Oggi i giocatori sono diventati un corpo unico, mettono cuore e gamba e sfido a dire che qualcuno non credeva nella vittoria”.

Nello spogliatoio del Napoli c’erano giocatori scontenti mentre ora ci sono giocatori che non giocavano, penso a Beukema e Lang che prima non partecipavano. Anche Neres ora gioca di più, il Napoli si è trasformato ed ora finalmente è squadra. Politano era stanco e la squadra è diventata prevedibile, invece Neres è una scheggia impazzita che aiuta anche Hojlund”.

Su Torino-Napoli: “Nessuno mi venga a dire che il Napoli ha perso a Napoli per il modulo sbagliato, contro una squadra è in crisi. Non c’entra il modulo in questa occasione, non basta la tattica”.

Su Neres “Nel cambiamento della squadra è quello che si è valorizzato di più e ha valorizzato anche altri, ieri Hojlund sembrava Lukaku, oltre all’assist conquistava falli ed ha avuto un grande atteggiamento, sia grazie a Neres ma anche grazie a Lang. Entrambi danno profondità”.

Sugli infortuni: “Alcuni infortuni sono stati traumatici e non solo muscolari, anche se molti. Ma un giocatore che si avvicina alla partita con il timore di farsi male molto probabilmente rischia di farsi male”.

Sulla Coppa Italia: “Il Napoli deve vincere ed anche con le alternative hai giocatori più forti di quelli del Cagliari mentre con la Lazio lo scorso anno era un’altra storia”.

Rastelli: “Conte e Allegri sono due vincenti, non dormono la notte per ottenere i tre punti”

L’allenatore Massimo Rastelli è intervenuto nel corso de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “Roma-Napol? Quella contro la Roma è stata una delle gare più belle fatte dal Napoli e non si è mai avuta la sensazione che la Roma potesse mettere in difficoltà, complimenti a questo Napoli ed è stato bravo il mister a rimescolare le carte, ieri mettevano pressione anche all’ultimo minuto”.

Su Conte e Allegri: “Per entrambi la prima cosa è portare a casa il risultato, non dormono la notte per ottenere i 3 punti. Sono due allenatori vincenti, per vincere le gare serve avere equilibrio ed avere giocatori che leggono le partite”.

Su Napoli-Juve: “Spero che Spalletti possa essere accolto nel miglior modo possibile, anche il Napoli di adesso ha una base nel lavoro di Luciano, poi dopo il fischio sarà l’avversario. La Juve sta cercando ancora una sua identità, una squadra altalenante e il Napoli deve avere un atteggiamento costante, la Juve non ha questa forza e il Napoli può approfittarne. In questo momento credo che il Napoli sia superiore alla Juventus”.

Sulla Coppa Italia: “Tutti gli allenatori approfittano di questa competizione per fare turnover, anche il Cagliari farà turnover e domenica ha una sfida importante contro la Roma. Il Napoli ha i favori del pronostico nonostante il turnover e chiunque farà scendere Conte giocherà la competizione con l’atteggiamento giusto. Più passano i turni e più Conte ovviamente schiererà di più i titolari”.

Ordine: “Conte ossessionato dal lavoro e dal successo, Allegri insegue anche altri piaceri”

Il giornalista Franco Ordine è intervenuto ai microfoni de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “Sto pensando a tutti quei complotti nella settimana di riflessione di Conte e vorrei dire a tutti questi, avete capito cosa ha fatto Conte? Quello che non si riesce a cogliere, c’è stato un momento conflittuale ma quello su cui voglio sottolineare ma quel conflitto ha prodotto questo risultato virtuoso”.

Su Milan e Napoli: “Il Milan non ha le coppe ma fa un tifo che il Napoli continui sia in Champions che in coppa Italia. Se il Napoli fa strada in Champions perderà qualcosa lungo la strada in campionato, è inevitabile. Conte è l’ideale di un allenatore che vuole vincere con idee di calcio moderne, ora sta praticando un sistema di gioco che si avvicina a quello di Allegri. Conte rispetto Allegri ha l’ossessione del suo lavoro e del successo, Allegri insegue anche piaceri nella vita. Conte ha rapporto carnale con la squadra mentre Max ha rapporto di pancia con la squadra, è capace di grosse grida ma anche di riconciliazione. Conte vive di calcio 24 ore al giorno”.

Sul ritorno a Napoli di Spalletti come avversario: “Io spero e mi auguro che Spalletti venga accolto con un grande applauso. E’ il segnale che il pubblico di Napoli deve dare per dimostrare di essere diverso da tutti gli altri”.

domenica 30 novembre 2025

Roma-Napoli 0-1

 


Dopo la sosta sono arrivate 3 vittorie.

1 gol subito e 6 gol fatti.
E questa sera è arrivata una vittoria importante sul campo della Roma.
Napoli che torna primo in classifica con il Milan.
E tutto questo senza De Bruyne e Anguissa (Lukaku è fuori da agosto ed è pronto a rientrare).
Un Napoli che è tornato dalla sosta, dalle tante polemiche, con l’aggressività dello scorso anno, con la voglia di vincere.
E soprattutto con un modulo nuovo, questo 3-4-3 che ha portato alla titolarità Neres e Lang, con il primo autore del gol vittoria questa sera.
E con un messaggio chiaro a tutto il campionato: il Napoli di Antonio Conte è tornato!
Una gara gagliarda da parte del Napoli, con la Roma che ci teneva a far bene per consolidare il primo posto. Invece, i campioni d’Italia, partenopei, hanno avuto la meglio, grazie ad una rete molto bella, nella costruzione, di Neres (poi uscito per infortunio), che dà agli azzurri tre punti fondamentale in chiave-scudetto e per l’alta-classifica. Infatti grazie a questa vittoria i campani raggiungono il Milan in vetta alla graduatoria con 28 punti. Ma anche le altre, tranne la Roma, non demordono. Un campionato tutto da vivere emozionante.

Non sappiamo, se, il Napoli, rivincerà, il titolo, ma sarà molto arduo togliercelo. Non sarà bellissimo da vedere, ma una squadra utilitaristica può vincere anche giocando cosi, senza essere per forza spettacolare.

Primo Tempo: Una rete di Neres al 36′ sta decidendo la sfida dell’Olimpico dopo i primi quarantacinque minuti. Napoli meritatamente avanti contro la Roma all’intervallo, più chance da gol per i partenopei rispetto ai giallorossi. La formazione giallorossa dovrà fare molto di più per rimettersi in carreggiata.

Secondo Tempo: Ci sono due nuove regine in Serie A. Il Napoli sbanca l’Olimpico 1-0 e costringe la Roma ad abdicare il trono del campionato in favore proprio dei partenopei che salgono in vetta a quota 28 punti insieme al Milan. Mattatore dell’incontro David Neres, sua la rete al 36′ che regala la festa al popolo azzurro. Nella ripresa la Roma prova a scardinare la difesa del Napoli, la chance più ghiotta con Baldanzi all’89’ e una gran parata di Milinkovic-Savic spegne le chance di pareggio dei capitolini.


Atalanta 2 Fiorentina 0


Dopo tre sconfitte consecutive, l‘Atalanta torna a sorridere in campionato: prima vittoria in Serie A con la Dea per Palladino, che piega 2-0 la Fiorentina alla New Balance Arena. La sfida si sblocca con il tiro-cross di Kossounou che al 41′ beffa De Gea, poi il tap-in di Lookman al 52′ dopo la parata dell’ex United su De Ketelaere indirizza ulteriormente il match. I bergamaschi salgono così a 16 punti, viola sempre ultimi a quota 6.

LA PARTITA
Dopo il tris all’Eintracht, Palladino fa festa anche in campionato e centra il suo primo successo in Serie A da allenatore dell’Atalanta, proprio contro la sua ex Fiorentina: 2-0 alla New Balance Arena. In avvio di gara sale subito in cattedra Carnesecchi, che salva prima su Kean e poi sul tentativo di ribattuta di Piccoli: doppia parata fondamentale per tenere lo 0-0. La Dea prova a rispondere con Kossounou, Scamacca e De Ketelaere, ma De Gea non si fa sorprendere. L’ex United è decisivo anche al 27′ su Zappacosta. Con due portieri così in forma, può sbloccarla solo un episodio casuale e arriva al 41′, con il cross sbagliato di Kossounou che entra in porta e beffa De Gea. Si va così all’intervallo sull’1-0 per la Dea.

Nella ripresa arriva subito il raddoppio: al 51′, infatti, Lookman si fionda sulla parata di De Gea dopo il colpo di testa da corner di De Ketelaere e raddoppia. Subito dopo, i bergamaschi si scatenano ancora e l’autore del 2-0 pennella per de Roon, che però sbatte su De Gea. La partita (e forse la stagione) della Fiorentina è tutta nel palo colpito da Kean, che non riesce a riaprire la partita, mentre prima è Scamacca, sulla linea, a murarlo. Al fischio finale, sospiro di sollievo per l’Atalanta, che dopo tre ko di fila torna a vincere. I punti sono 16, l’Europa è ancora lontana: ma è un ottimo inizio per Palladino. Ancora malissimo la Fiorentina, sempre ultima a 6 punti: il cambio di ritmo auspicato con l’arrivo di Vanoli, per i toscani, non è ancora arrivato.




Amarcord: Gaetano Scirea

  Amarcord: Gaetano Scirea Il sole del tardo pomeriggio tagliava a fette lo stadio Comunale di Torino, disegnando lunghe ombre di polvere e ...