sabato 7 marzo 2026

Napoli-Torino 2-1 Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata

 


Napoli-Torino 2-1

Nel ventottesimo turno di Serie A il Napoli trova i tre punti al Maradona, Torino ko 2-1. Pronti via e gli uomini di Conte stappano subito la partita: al settimo minuto Alisson Santos fa partire un colpo da biliardo da fuori area sul primo palo che beffa un Paleari tutt’altro che perfetto. I partenopei continuano a premere sull’acceleratore, ma la prima frazione di gioco va in archivio sull’1-0.

Anche in avvio di ripresa i granata non si scuotono, e dopo l’ora di gioco arriva il raddoppio dei padroni di casa: al 68’ Elmas sfrutta la torre di testa di Politano e in girata segna il più classico dei gol dell’ex. Gli azzurri nel quarto d’ora finale sono alle prese con qualche acciacco fisico (Juan Jesus e Gilmour), ma ritrovano De Bruyne e Anguissa (in campo dal 46’ al posto di Vergara, anche lui fuori per infortunio).

All’87’, su sviluppo di corner, Casadei accorcia le distanze di testa, ma il gol dell’ex Chelsea è l’ultimo squillo del match. Il Napoli vince 2-1 e sale a 56 punti, a -1 dal Milan: Torino fermo a quota 30.

 

L’obiettivo minimo. O forse il massimo. E riflettendoci bene, alla fine, questi due concetti si vanno a sovrapporre in una maniera sorprendente. Antonio Conte va verso la chiusura della sua seconda stagione napoletana riportando la squadra a una condizione di normalità: con i tre punti conquistati contro il Torino, il posto nella prossima Champions League si avvicina sempre di più e nessuno potrà dire che non si tratta di missione compiuta. L’anno scorso nessuno obbligava il Napoli a vincere lo scudetto dopo il disastro post-Spalletti. In quel caso, Conte è andato oltre le aspettative. Ma nemmeno quest’anno era condannato a vincere. Lo ha fatto in Supercoppa italiana e anche lì non era un obbligo.Il Napoli visto al Maradona contro il Torino, dal punto di vista del prodotto finale, è stato molto vicino all’idea di squadra dell’anno scorso. Una squadra quasi sempre padrona del campo, a parte la distrazione finale che ha portato al gol di Casadei, una squadra che pur priva ancora di giocatori importanti ha creato molte occasioni, ha proposto soluzioni di gioco interessanti, ha valorizzato dei patrimoni spesso trascurati come Elmas o come uno degli ultimi arrivati, Alisson Santos, capace di togliersi di dosso la leziosità delle prime uscite per disputare una partita di altissimo livello.

Il calendario adesso dà una mano al Napoli, perché delle ultime dieci partite, almeno otto sono ampiamente alla portata. Impegni complicati sono solo quello di inizio aprile contro il Milan (al Maradona) e quello di inizio maggio sul campo del Como. Questo è un altro motivo per cui l’obiettivo stagionale di Conte (minimo o massimo che sia) è molto vicino a essere centrato. Bisognerà solo capire a fine stagione se nella Champions League della prossima stagione, sulla panchina del Napoli ci sarà ancora lo stesso allenatore. Ma questa è un’altra storia che si scriverà tra tre mesi, a bocce ferme.Un aiuto per quest’ultima parte della stagione arriverà sicuramente anche dai campioni che stanno rientrando. Anguissa è entrato nell’intervallo contro il Torino dopo un centinaio di giorni e dopo una decina di minuti sembrava non essere mai uscito di squadra. Kevin de Bruyne (in quell’inizio di stagione che oggi sembra lontanissimo) è stato addirittura considerato un problema, ma contro il Torino ha voluto subito il pallone per alcuni dei suoi strappi leggendari. Avrà ancora bisogno di tempo e pazienza Romelu Lukaku, ma come già è successo a Verona, qualche suo ingresso per lo sprint finale porterà dei gol e dei punti preziosi.

C’è ovviamente ancora qualcosa da sistemare, per evitare il ritorno di chi sta dietro. C’è una difesa che ha delle distrazioni come quella che ha portato al gol del torinista Casadei. Il Napoli, detto per inciso, prende almeno un gol da dieci giornate consecutive. Questo sarebbe un problema relativo se per contro arrivassero molti gol dagli attaccanti. Ma non sempre è così. Hojlund, per esempio, dopo aver tirato la carretta per tutta la stagione, nelle ultime dodici partite di campionato ha segnato solo la doppietta contro il Genoa e il gol contro il Verona. Cose da sistemare, che per Conte normalmente sono un lavoro ordinario, quest’anno un po’ meno causa infortuni. Ma ci siamo quasi, l’obiettivo minimo (o massimo) è lì a portata di mano.



Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata


Il Como fa sul serio per la Champions League. Altra vittoria, stavolta fuori casa, contro il Cagliari di Pisacane. Finisce 2-1 per la squadra di Fabregas nel secondo match del 28esimo turno di campionato.

La squadra lombarda aveva trovato prima del quarto d’ora, al 14′, la rete del vantaggio con Baturina. Poi a metà primo infortunio per l’obiettivo azzurro Perrone costretto a uscire. Nella ripresa poi il Cagliari ha provato a fare la voce grossa, riuscendo a trovare il gol del pareggio al 56′, con Sebastiano Esposito. La perla del pomeriggio è arrivata dai piedi di Da Cunha che con un mancino a uscire ha trovato un tiro fantastico che ha riportato avanti il Como.

Grazie a questo successo la squadra di Fabregas ha agguantato, almeno per il momento, la Roma al quarto posto.



martedì 3 marzo 2026

Serie A: Pisa-Bologna 0-1; Udinese-Fiorentina 3-0

 


Pisa-Bologna 0-1

Dopo un mese e mezzo si sblocca Jens Odgaard e si sblocca anche il Bologna: è 1-0 rossoblù sul Pisa, nella 27a giornata della Serie A. Italiano e i suoi raccolgono così i tre punti da una gara complessa, con le parate di Skorupski a evitare il ko nella ripresa. Buon impeto e buona fase difensiva per il Pisa in avvio, chiudendo ogni spazio al duo Bernardeschi-Cambiaghi. Italiano perde Vitik per infortunio e si rammarica per la doppia chance sprecata da Castro, che colpisce un palo.

Nel finale rialza però la testa il Pisa che poi, nella ripresa, domina nelle chances offensive. I toscani bussano con Moreo e poi sfiorano la rete con Piccinini: doppio miracolo per Skorupski, che blinda la sua porta. Il Pisa ci crede e va vicinissimo al gol anche con Stojilkovic, ma non sfrutta le occasioni e viene punito: Odgaard si gira e calcia in un fazzoletto, tiro all’incrocio e 1-0 Bologna all’89’. Esultano i rossoblù, che salgono a quota 39 punti e si riportano all’ottavo posto e a -6 dalle coppe, scavalcando il Sassuolo. Sempre ultimo il Pisa, molto sfortunato, con 15 punti.

Serie A, Udinese-Fiorentina 3-0

La 27a giornata della Serie A si chiude con la sconfitta per 3-0 della Fiorentina, che non approfitta dei ko delle rivali-salvezza e non effettua l’atteso scatto. I viola restano terzultimi con 24 punti, insieme al Lecce e alla Cremonese, e rivedono i vecchi fantasmi proprio contro quell’Udinese che le aveva consegnato la prima vittoria (5-1) nel match d’andata.

Non c’è mai partita al Bluenergy Stadium, coi toscani completamente incapaci di arginare la coppia Zaniolo-Davis, che si ricompone dopo l’infortunio dell’inglese. Kabasele la sblocca subito su azione da corner al 10′, poi entra in gioco de Gea: doppia parata su Davis per evitare il raddoppio. Il portiere non può però nulla al 63′, quando Rugani stende proprio l’ex Watford: l’inglese va sul dischetto e lo spiazza, è 2-0 Udinese.

Non c’è di fatto una reazione della Fiorentina, che non calcia mai in porta e affonda nel recupero, quando Buksa sigla il 3-0 (93′). Viola terzultimi e, inoltre, in ansia per il problema alla caviglia accusato da Kean. Respira invece l’Udinese, che ritrova la top-10 con 35 punti: friulani a +11 sulla zona-retrocessione, Runjaic torna al successo dopo tre ko consecutivi.

lunedì 2 marzo 2026

Roma-Juventus 3-3

 


Partita emozionante e bellissima allo Stadio Olimpico. La Juventus riprende gli avversari nei minuti finali del match. Stappa la gara Wesley con un tiro a giro imparabile al 39° minuto e risponde Conceicao con una voleé altrettanto bella in apertura di secondo tempo. N’Dicka firma il nuovo vantaggio giallorosso su calcio d’angolo al 54° e Malen allunga sul 3-1 con il tocco morbido a superare Perin al minuto 65. Quando la partita sembra completamente in controllo dei giallorossi, la Juventus accorcia con la rete di Boga 78°. Nei minuti di recupero Gatti realizza il gol del pareggio da due passi e fissa il risultato sul 3-3. La Roma infila il quarto risultato utile consecutivo (8 punti totali) ma perde un’occasione ghiottissima per agganciare il Napoli e allontanare le dirette concorrenti alla corsa Champions. Ora i giallorossi, quarti in classifica con 51 punti, sono attesi dalla sfida al Ferraris contro il Genoa. Pareggio importantissimo, per come si era messa la partita, per la Juventus che vede la zona Champions ancora raggiungibile. I bianconeri salgono a 47 punti rimanendo 6° posizione e, nel prossimo turno di campionato, ospiteranno il Pisa.

domenica 1 marzo 2026

News calcistiche del 01-03-2026

 


Inter-Genoa 2-0

Il sabato della ventisettesima giornata di Serie A si chiude con l’ottava vittoria consecutiva in campionato dell‘Inter, che a San Siro piega 2-0 il Genoa. I nerazzurri creano nel primo tempo colpendo una traversa con Mkhitaryan, poi Bijlow salva con un miracolo sul colpo di testa di Bonny. Al 31′, però, la capolista la sblocca col suo uomo migliore in questo momento: l’armeno scucchiaia per Dimarco, che con uno splendido sinistro al volo la mette all’angolino. Nella ripresa, Chivu inserisce Calhanoglu che raddoppia su calcio di rigore al 70′, nato da un fallo di mano di Amorim dopo un altro palo colpito dai padroni di casa. Il gol del turco dal dischetto chiude i conti: finisce 2-0 e l’Inter sale a 67 punti, momentaneamente a +13 sul Milan chiamato a rispondere a Cremona. A prescindere dal risultato dello Zini, però, i nerazzurri arriveranno lanciatissimi al Derby dell’8 marzo. Resta a quota 27, invece, il Genoa, che conserva comunque il +3 sul Lecce terzultimo.


Milan da zona Cesarini: 2-0 a Cremona con Pavlovic e Leao

 

Nel lunch match della ventisettesima giornata di Serie A, il Milan vince 2-0 sul campo della Cremonese. Primo tempo divertente allo Zini: i grigiorossi ci provano soprattutto con Bonazzoli e Vardy, ma sono poi i rossoneri a dominare. Servono due grandi parate di Audero per fermare prima Pulisic e poi Fofana, mentre poco prima Leao si divora l’1-0 solo davanti al portiere di casa e Rabiot, di testa da corner, manda di poco alto. Nella ripresa, il portoghese sbaglia ancora da pochi passi, anche se distratto da un Audero in uscita. Allegri rompe gli indugi e inserisce Füllkrug, ma l’ex West Ham ha solo un’occasione di testa, con la palla che va sopra la traversa. Nel recupero, però, il cross di Modric spizzato da De Winter viene deviato in porta da Pavlovic, che all’89’ sblocca il match. All’ultima azione, c’è spazio pure per il raddoppio in contropiede di Leao, che al 94′ chiude i conti: il Milan si riporta così a -10 dall’Inter a una settimana dal Derby della Madonnina. Resta a quota 24 la Cremonese, che ha gli stessi punti del Lecce terzultimo.

 

Allegri, sorriso Milan: “E ora speriamo che i numeri dell’Inter cambino…”

 

Sembrava la solita maledizione del Milan con le neopromosse, poi i gol di Pavlovic e Leao quasi allo scadere spezzano il tabu e regalano 3 punti fondamentali ai rossoneri. Allegri si presenta ai microfoni abbastanza soddisfatto: “La Cremonese è squadra complicata contro cui giocare. Nel primo abbiamo avuto difficoltà nella gestione della palla ma abbiamo avuto grandi occasioni”. Poi Max elogia i subentrati “Quelli che sono entrati hanno fatto molto bene: sono contento per Estupinan che è entrato nell’azione dell’1-0. Vincere oggi era importante per cancellare sconfitta con Parma e per avvicinarsi ancora di più al nostro obiettivo e prepararci per bene al derby”.

Il gol di Pavlovic è arrivato quasi allo scadere, quando i rossoneri sembravano destinati a un altro passo falso con una piccola: “La partita sembra corta quando arrivi lì, ti viene affanno, ma la realtà è che è lunga e c’era tutto il tempo per costruire palle gol. Sul primo bravo Estupinan a metterla lì per Modric, poi bravi nel contropiede. Come sta Bartesaghi? È stato straordinario perché è uscito nel momento giusto: Estupinan è entrato e ha dato la palla gol. Quindi merito è suo. Derby partita meravigliosa, può succedere di tutto. L’Inter ha vinto 22 partite 4 perse e 1 pareggiata. Speriamo che domenica i numeri gli remino contro”.

 

Atalanta, che suicidio: perde in 11 contro 10 col Sassuolo!

In undici contro dieci dal 15′ del primo tempo dopo il rosso di Pinamonti, l’Atalanta perde 2-1 a Reggio Emilia col Sassuolo e perde terreno in zona Champions: reti di Kone, Thorstvedt e Musah.

Chivu: “Inter, lo scudetto non è ancora vinto…”

L’Inter torna alla vittoria contro il Genoa per 2-0 e prova a mettersi alle spalle l’eliminazione dalla Champions League per mano del Bodo Glimt. Cristian Chivu guarda avanti, con il +13 dal Milan in tasca per una notte e un 21esimo scudetto che può diventare presto realtà: “Era importante, sapevamo quanto importante fosse questa partita: dovevamo ritrovare energie“, le parole del tecnico a Dazn.

Concentrazione anche sui singoli. Dimarco: “Apporto importante per le nostre ambizioni e per il gruppo”. E Bonny uscito anzitempo? “Non so ancora come sta”. Mentre su Thuram: “Sta bene come tutti i miei 4 attaccanti, hanno numeri importanti. Ognuno sta cercando di trovare il modo per aiutare il più possibile il gruppo. Tutti hanno una mentalità vincente, nessuno ha il muso lungo e andiamo avanti così. Abbiamo ambizioni e voglia di essere competitivi”.

Nessuna distinzione fra le big, prossima il Milan nel derby dell’8 marzo, e le piccole: “Prepariamo ogni partita al meglio, dando tutto con il giusto approccio mentale e fisico, a prescindere dall’avversario che affrontiamo. Poi si può vincere o perdere, ma dando il massimo. Lo scudetto ancora non è vinto: mancano 11 partite e ci sono 33 punti in palio, c’è ancora da fare e dobbiamo dare continuità a quanto di buono fatto negli ultimi 2 mesi e mezzo”.

Il derby fra una settimana, ma Chivu svicola: “Penso al Como, sarà una semifinale di Coppa Italia importante”.

 

 

Conte: “Questo gol deve dare fiducia a Lukaku, sta migliorando…”

 

Nel dopo gara di Verona il tecnico del Napoli Antonio Conte si focalizza sulla rete di Lukaku.  “Questo gol deve dargli fiducia. Aldilà di come possa finire questa stagione, me la porterò dentro come esperienza di carriera. Questa stagione mi sta dando tanto e mi sta insegnando molte cose. Ho vissuto situazioni che non mi erano mai capitate.  Non bisogna gestire solo il rientro dall’infortunio, ma anche l’aspetto mentale. Sto migliorando sotto tantissimi aspetti. Mi sento un allenatore molto più forte. Rimaniamo in piedi. Lukaku era fuori da agosto e sta facendo comunque fatica. Ha avuto un infortunio grave. So benissimo quanto soffre perchè vorrebbe aiutare me e il Napoli per il rapporto che abbiamo. Sto cercando di gestirlo nel migliore dei modi. Non è il Romelu che io conosco, ma sta mostrando dei miglioramenti”.
Dal canto suo il tecnico del Verona Paolo Sammarco è chiaramente dispiaciuto. “Abbiamo fatto la partita che volevamo fare e che abbiamo preparato in settimana. Abbiamo lottato ed è stato riconosciuto dai tifosi che ci hanno voluto sotto la curva. Peccato per il risultato: meritavamo una piccola gioia, almeno un punto contro un grande Napoli che ci avrebbe dato tanto anche sul piano dell’austostima. Purtroppo questo è il calcio e può capitare di subire un gol all’ultima azione. A Sassuolo abbiamo giocato solo noi per i primi 30′ e poi abbiamo commesso due errori su disimpegno. Oggi invece ho visto grande voglia di restare in partita. I ragazzi hanno provato a giocarsela alla fine quello e la gente lo ha apprezzato. E noi dobbiamo rispondere onorando maglia e città. Sempre”.

 

Calcio in lutto: è morto Rino Marchesi ex allenatore di Inter, Juventus e Napoli

 

E’ stato il primo allenatore dell’esperienza italiana di Diego Armando Maradona. Basterebbe questo per spiegare quanto Rino Marchesi sia stato un nome che ha segnato la storia del calcio italiano degli anni ’80, tra i più belli del pallone made in Italy. Se n’è andato a 88 anni, dopo aver lasciato la panchina da più di 30, quando sostituì Nedo Sonetti alla guida di un Lecce destinato alla retrocessione in Serie B. E’ stato un giocatore di buona qualità, un centrocampista che ha vissuto i momenti migliori della carriera alla Fiorentina con cui ha vinto due Coppe Italia, una Mitropa-Cup e la Coppa delle Coppe 1960-61. Ha vissuto anche 5 stagioni alla Lazio prima di chiudere al Prato.

La carriera di allenatore inizia al Montevarchi e svolta dal 1978 al 1980, quando salva l’Avellino per due anni di fila e si guadagna la panchina del Napoli. E’ la stagione 1980-’81 e gli azzurri, guidati dai lanci millimetrici di Krol (libero olandese arrivato grazie alla riapertura delle frontiere) e da un sistema di gioco con Musella alle spalle della coppia Pellegrini-Damiani, contendono lo scudetto fino alla fine alla Roma e alla Juve, che poi vincerà il tricolore. Dopo una nuova stagione nel Napoli passa all’Inter del dopo-Bersellini. Il problema è che gli stranieri, Hansi Muller e Juary, non sono all’altezza delle ambizioni del presidente Fraizzoli, il tedesco per problemi fisici, il brasiliano per le difficoltà nell’adattarsi a una squadra chiamata a fare gioco e non ad affidarsi esclusivamente al contropiede.

Il ritorno al Napoli avviene in corsa, nel 1983-’84, quando prende il posto di Santin. Salva gli azzurri ma l’anno dopo, nonostante l’arrivo del più forte giocatore del mondo, Maradona, non riesce ad andare più in là della parte centrale della classifica, dopo aver vissuto le zone basse nel girone d’andata. L’anno dopo si rende protagonista di un’ottima annata al Como che lo porta al punto più alto della carriera: Boniperti lo sceglie come sostituto di Trapattoni alla Juventus. Un compito complicato ma alla guida di una squadra super, con Platini (al suo ultimo ballo in carriera), Laudrup, Serena, Manfredonia, Cabrini, Scirea, Mauro, ecc. Lo scudetto però va proprio al Napoli e la Juve marchesiana esce anche al primo turno di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid (all’epoca, con l’eliminazione diretta, bastava un sorteggio malevolo e salutavi subito la competizione più importante). La stagione successiva, funestata dall’addio di Platini, sostituto da Marino Magrin, e dalla delusione Ian Rush in attacco, si chiude con un piazzamento Uefa conquistato nello spareggio-derby con il Torino.

La Juve decide di puntare su Zoff e per Marchesi, in pratica, si chiude la carriera ad alto livello. Siamo nel 1988 e da lì in poi ci saranno solo Udinese, Como, Venezia, Spal e, come detto, Lecce. Dal 1994 penserà solo a godersi una meritata pensione. Milanese a tutti gli effetti, di San Giuliano Milanese, era diventato fiorentino d’adozione, avendo scelto di vivere a Sesto Fiorentino. Se ne va così un pezzo consistente del calcio anni ’80 e, soprattutto, una persona che sarà ricordata per la sua gentilezza e disponibilità. Il funerale si terrà martedì 3 marzo alle 11 nella Pieve di San Martino in piazza della Chiesa, a Sesto Fiorentino



Torino-Lazio 2-0


Nella ventisettesima giornata di Serie A il Torino torna alla vittoria grazie al 2-0 casalingo sulla Lazio: D’Aversa parte bene sulla panchina dei granata. I padroni di casa sembrano subito molto brillanti, e al 21’ stappano la partita: tiro rimpallato di Duvan Zapata, Simeone si fionda sulla palla spiovente e insacca alle spalle di Provedel la zampata dell’1-0 (con tanto di esultanza per Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo). Gli uomini di Sarri faticano a scardinare la difesa granata, e il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti. La formazione allenata da D’Aversa parte bene anche nella ripresa, e al 53’ raddoppia: cross perfetto dalla sinistra di Obrador e schiacciata di testa vincente di Zapata, che torna al gol dopo Torino-Milan dell’8 dicembre. Nella mezzora finale i biancocelesti provano ad accendersi con l’ingresso di Nuno Tavares, ma non riescono a rimontare. Il Torino sale a 30 punti, Lazio ferma a quota 34.





sabato 28 febbraio 2026

Parma-Cagliari 1-1 Como-Lecce 3-1 Verona-Napoli 1-2

 


Parma-Cagliari 1-1


Pareggio per il Cagliari a Parma, a Folorunsho risponde Oristanio. Il Cagliari parte con grande intensità, cercando subito di mettere pressione alla difesa del Parma. Dopo pochi minuti Kiliçsoy colpisce anche un palo, ma l’azione viene fermata per fuorigioco. Poco dopo lo stesso attaccante turco sfrutta un maldestro intervento difensivo di Keita per presentarsi al tiro: Corvi è attento e respinge, mentre sul tentativo successivo di Esposito è decisivo l’intervento di Delprato. Con il passare dei minuti il Parma riesce a guadagnare campo, anche se le occasioni da gol scarseggiano. L’opportunità più importante per i padroni di casa arriva al 38′: Pellegrino si libera con forza in area e calcia da distanza ravvicinata, ma Caprile compie un intervento straordinario e con la mano devia in angolo. Le squadre vanno così negli spogliatoi sul risultato di 0-0.


Nella ripresa la prima vera chance della ripresa è per il Cagliari. Obert serve bene Esposito al centro dell’area, ma Corvi reagisce prontamente e respinge la conclusione. Il match si sblocca al 63′ grazie a una giocata del neoentrato Folorunsho: il centrocampista lascia partire un potente destro da posizione difficilissima che si infila all’incrocio dei pali. Un gol da urlo pochi secondi dopo l’ingresso in campo, sassata da lontanissimo e da posizione defilata, il miglior modo per ritornare in campo dopo due mesi di assenza per infortunio.


Il Parma prova a reagire ma fatica a rendersi davvero pericoloso: Bernabè ci prova su punizione, trovando la risposta di Caprile, mentre un tentativo di Valeri non crea particolari problemi. All’83′ però arriva il pareggio dei ducali: Bernabè cerca l’inserimento con un passaggio in profondità, la palla rimbalza in area e arriva a Oristanio che è il più rapido di tutti e batte Caprile. Non c’è più tempo, finisce 1-1.


Como-Lecce 3-1


Una volta esisteva un Como con e senza Nico Paz, oggi contro il Lecce è arriva l’ennesima prova di maturità. Continuità di risultato per l’uscita esterna contro la Juventus, al netto di un Lecce rimontato nel primo tempo e piuttosto desolante nella ripresa: finisce 3-1 per i biancoblù, con Douvikas, Jesus Rodriguez e Kempf sugli scudi. E il +2 sulla Juventus è realtà, in attesa dello scontro diretto dei bianconeri con la Roma di domani.


Succede tutto in 45 minuti, rimonta portentosa del Como



Avvio di fuoco al Sinigaglia, con il Como ad aggredire il match e il Lecce, sfiorando il gol in un primo momento con Douvikas ma per una disposizione troppo statica e schiacciata della difesa su cross di Banda è stata punita dallo stacco vincente di testa di Coulibaly a fulminare Butez al 13’. E portare in vantaggio i giallorossi sulle rive del Lago, anche se è stata solo questione di tempo per assistere all’affondo del fioretto biancoblù. Cinque minuti di riassetto al colpo preso e un’invenzione a metà campo di Perrone per pescare la fuga di Jesus Rodriguez e il pareggio di Douvikas in anticipo su Ndaba. Un pareggio al terzo tentativo dei biancoblù, che una volta trovato il ritmo ideale non ha permesso più al Lecce di buttare fuori la testa dalla propria metà campo. E su recupero palla di Perrone e ingenuità del Lecce in rilancio, lo scatto sul filo del fuorigioco di Jesus Rodriguez è stato premiato al punto da ricavare il primo gol in Serie A della sua carriera. Un dribbling che ha messo a sedere Falcone e l’esultanza alla bandierina per prendersi il suo momento di gloria, che aspettava ormai da 27 partite. Il dominio biancoblù si è concretizzato ulteriormente con il 3-1 di Kempf su punizione, una rete in tuffo di testa a certificare il totale ribaltamento della sfida.


Gestione del vantaggio e altri tre punti. È zona Europa League



Una ripresa di completa amministrazione del vantaggio da parte del Como, mentre Eusebio Di Francesco dal canto suo ha attinto alla panchina con Pierotti, Ngom e Stulic, oltre a Sottil ma senza trovare la verve giusta per sedare l’entusiasmo dei padroni di casa. Sergi Roberto e Nico Paz hanno alzato il livello, giusto un traversone tagliente di Banda a richiamare l’uscita tempestiva di Butez. L’ingresso di Morata, per ritagliarsi un momento alla ricerca di fortuna in zona gol, con scarsi risultati. Ma almeno nel finale si è rivisto anche Assane Diao dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori 75 giorni. Al triplice fischio cala il sipario e il Como si prende il secondo successo di fila. Sorpassata la Juve al quinto posto con 48 punti, Lecce immobile al terzultimo posto con 24. Ma per Fabregas e i lariani solo buone notizie in vista del primo atto delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter.



Serie A, Verona-Napoli 1-2


Nella ventisettesima giornata di Serie A, il Napoli batte 2-1 il Verona al 96′ ed è terzo da solo in attesa di Roma-Juventus. La sfida del Bentegodi si sblocca già al 2′: dal cross di Vergara, il colpo di testa di Højlund è quello vincente. All’intervallo, Conte lascia negli spogliatoi Spinazzola inserendo Gutiérrez, ma la formazione campione d’Italia in carica non chiude la partita anche per via di un’occasione fallita da Vergara e a metà ripresa viene punita: sugli sviluppi di calcio d’angolo, lo stesso Højlund allontana di testa e poi devia in porta la conclusione di Akpa Akpro, che al 64′ firma il pareggio.


Conte le prova tutte inserendo l’ex Giovane e Lukaku che fa coppia con il danese, ma Montipò è attento su Elmas. Nel finale, però, la decide proprio la deviazione del belga di sinistro dopo un corner a 281 giorni dall’ultima rete: il Napoli fa festa e sale a 53 punti, consolidando il posto Champions dato che il Como resta a -5. Sempre più ultimo, invece, il Verona, che non si schioda da quota 15.



giovedì 26 febbraio 2026

Champions, la Juve sfiora l’impresa in 10: Osimhen butta fuori Spalletti ai supplementari! Champions, l’Atalanta ribalta il Dortmund all’ultimo secondo: 4-1 e ottavi!

 


Champions, la Juve sfiora l’impresa in 10: Osimhen butta fuori Spalletti ai supplementari!


La Juventus accarezza l’impresa contro il Galatasaray, ma si ferma ai supplementari di un ritorno al cardiopalma in UEFA Champions League. Allo Stadium i bianconeri partono con grande intensità, consapevoli di dover indirizzare subito la gara. Dopo alcune occasioni da entrambe le parti – con Perin attento su Osimhen – è Locatelli a sbloccare il match al 37’ su rigore procurato da Thuram. Nella ripresa, però, l’espulsione di Kelly complica i piani della squadra di Spalletti. Nonostante l’inferiorità numerica, la Juve trova il 2-0 con Gatti e poi il 3-0 con McKennie, trascinando la sfida ai tempi supplementari tra l’entusiasmo dello Stadium.

Tempi supplementari. Nell’extra time l’episodio che cambia tutto arriva nel recupero del primo tempo supplementare: Osimhen, servito da Icardi, firma il 3-1 che riapre i giochi dal punto di vista emotivo. La Juventus accusa il colpo e, nel finale, subisce anche il 3-2 di Baris Alper Yilmaz al 119’. Una rete che spegne definitivamente il sogno qualificazione, nonostante una rimonta sfiorata con orgoglio e carattere. I bianconeri escono così dalla Champions, ma tra gli applausi del proprio pubblico, che riconosce lo sforzo e la determinazione mostrati in una notte europea intensa e combattuta.


 


Champions, l’Atalanta ribalta il Dortmund all’ultimo secondo: 4-1 e ottavi!


 Impresa epica dell’Atalanta, che ribalta il 2-0 dell’andata contro il Borussia Dortmund e conquista una qualificazione che sembrava impossibile. A Bergamo finisce 4-1, con il rigore trasformato all’ultimo secondo da Lazar Samardzic a far esplodere lo stadio. Una rimonta mai riuscita prima agli orobici in Europa, che consente all’Italia di portare almeno una squadra agli ottavi di UEFA Champions League. La formazione di Raffaele Palladino gioca una partita praticamente perfetta, riaprendo subito i giochi con Scamacca e trovando il raddoppio prima dell’intervallo con Zappacosta.


Nella ripresa l’inerzia resta tutta nerazzurra e Pasalic firma il 3-0 di testa, facendo sognare il pubblico bergamasco. Il Dortmund prova a rientrare con Adeyemi, che segna il 3-1 e riaccende le speranze tedesche, ma la Dea non crolla. Nel finale, dopo un episodio da VAR per un fallo su Krstovic e l’espulsione di Bensebaini, arriva il rigore decisivo: Samardzic calcia all’incrocio e chiude i conti. È il sigillo su una notte storica, che riporta l’Atalanta tra le migliori sedici d’Europa a cinque anni dall’ultima volta.

mercoledì 25 febbraio 2026

News calcistiche del 25-02-2026


 MERCATO – Cammaroto svela a “NM”: “Napoli, con Conte occhi su Solet, Skriniar e Kean, riflessioni in uscita”


NAPOLI – La “rapina” di Bergamo complica i piani Champions del Napoli e conferma che la storia del campionato degli azzurri è cambiata nella serata del 3-1 del “Maradona” contro l’Inter. Il tempo ci darà ragione e allargherà gli orizzonti sulla vera trama di questa stagione ma il (lento) recupero degli infortuni che allargherà le rotazioni e una condizione che sembra crescere danno, comunque, ancora alte chance alla squadra di Conte per blindare un posto tra le prime quattro. Oltre le questioni arbitrali, a Bergamo il Napoli ha tenuto bene il campo e si è visto che Alisson Santos è un grande talento, come avevamo detto quando ancora qualcuno raccontava la favola di Sulemana a Capodichino.  


Intanto tutti vogliono sapere se Antonio Conte rimarrà. I giochi sono aperti. La situazione è fluida e ci sarà un confronto tra Conte e De Laurentiis per sciogliere ogni dubbio, ma non in tempi immediati. Di certo non è stato sancito nessun addio come sento dire da qualche parte. Conte è disposto a fare anche il suo terzo anno a Napoli, come da contratto, chiederà garanzie sulla competitività della squadra, innesti di qualità e in grado di garantire freschezza atletica. E’ un’idea che trova sulla stessa lunghezza d’onda anche ADL. Non ci sono frizioni tra tecnico e presidente. Aurelio De Laurentiis ha le idee chiare e rilancerà la sua sfida a giugno, con un club che ha i conti in ordine. 


Potrebbe essere invece rifatta la “squadra” dello staff, perché il problema non sono più soltanto gli infortuni ma anche alcune dinamiche sui tempi di recupero dei calciatori. Si può dare la colpa a Conte anche su questo? Certamente no.  


Attenzione perché gli indizi sul Napoli del futuro sono molto interessanti: i nomi portano ad obiettivi graditi a Conte e non sembra essere una casualità. Solet, Skriniar e Kean su tutti. In difesa i due nomi più “caldi” sono il difensore dell’Udinese e l’ex Inter. Per Solet il Napoli è pronto a farsi avanti. L’Udinese chiedeva la luna, ora deve scendere con le pretese. Il prezzo è sceso rispetto ai 25 milioni della scorsa estate, l’affare si più chiudere ad una cifra tra i 16-18 milioni. Skriniar è un nome che ritorna, è un “pupillo” di Conte e può portare esperienza e qualità. Lo slovacco vuole tornare in Italia e gradisce la piazza di Napoli, dove ritroverebbe Lobotka. 


Attenzione alla pista Moise Kean. Arrivano conferme. Si prospetta un duello tra Milan e Napoli, con la Premier League sullo sfondo che potrebbe fare da “guastafeste”. Allegri vuole il bomber della Fiorentina ma c’è anche il Napoli. Lukaku sembra destinato a partire e allora, a quel punto, ADL potrebbe dare l’assalto a Kean, che era già stato nel mirino prima dell’arrivo di Hojlund. La Fiorentina vorrebbe valutare il suo centravanti su una cifra vicina ai 60 milioni, ha un contratto sino al 2029 ma l’idea del giocatore è quella di contribuire alla salvezza per poi chiedere di essere liberato dal suo club. Il Napoli potrebbe mettere sul tavolo anche una contropartita per far scendere il prezzo. 


In uscita Beukema, piace in Premier League. In partenza poi c’è Meret, e qui c’è una novità che possiamo anticipare in termini assoluti: Luciano Spalletti considera anche il nome del portiere azzurro tra i due-tre profili per il dopo-Di Gregorio alla Juventus. La coppia del terzo scudetto potrebbe ritrovarsi a Torino. Il Napoli non si opporrebbe ma chiederà una valutazione congrua. Riflessioni in corso anche sul futuro di Rrahmani e Politano. 


Emanuele Cammaroto

 

Napoli Magazine

 

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SERIE A – Hellas Verona-Napoli, arbitra Colombo di Como, ecco tutte le altre designazioni


Di seguito, i nominativi di arbitri, assistenti, IV Ufficiali, VAR e AVAR che dirigeranno le gare valide per la 27ª giornata del Campionato di Serie A 2025/26 in programma da venerdì 27 febbraio a lunedì 2 marzo.


PARMA – CAGLIARI Venerdì 27/02 h. 20.45


MASSIMI


PRETI – BARONE


IV:  COLLU


VAR: GIUA


AVAR: MAZZOLENI


COMO – LECCE  Sabato 28/02 h. 15.00


FOURNEAU


VECCHI – MASTRODONATO


IV:   MARCENARO


VAR: MARINI


AVAR: MANGANIELLO


H. VERONA – NAPOLI Sabato 28/02 h. 18.00


Andrea COLOMBO di Como


DEI GIUDICI – ROSSI M.


IV:   BONACINA


VAR: GARIGLIO


AVAR:  DI BELLO


INTER – GENOA Sabato 28/02 h. 20.45


FABBRI


ZINGARELLI – BERCIGLI


IV:  PERRI


VAR:  MAGGIONI


AVAR: GUIDA


CREMONESE – MILAN h. 12.30


MASSA


MELI – ALASSIO


IV:  AYROLDI


VAR:  GUIDA


AVAR: MAGGIONI


SASSUOLO – ATALANTA  h. 15.00


MARCHETTI


CIPRESSA – POLITI


IV: MUCERA


VAR:  NASCA


AVAR: DOVERI


TORINO – LAZIO  h. 18.00


ABISSO


IMPERIALE – CAVALLINA


IV: TREMOLADA


VAR: MAZZOLENI


AVAR:  PATERNA


ROMA – JUVENTUS  h. 20.45


SOZZA


COSTANZO – LO CICERO


IV: SACCHI J.L.


VAR:  DI BELLO


AVAR: DI PAOLO


PISA – BOLOGNA Lunedì 02/03 h. 18.30


FELICIANI


BACCINI – BELSANTI


IV:   MARINELLI


VAR: DI PAOLO


AVAR: DI VUOLO


UDINESE – FIORENTINA Lunedì 02/03 h. 20.45


PAIRETTO


PASSERI – MONDIN


IV:  RAPUANO


VAR: PATERNA


AVAR: DOVERI


IL MATTINO – Napoli, la seduta col Giugliano può dare un segnale per Scott McTominay, le ultime


Il Mattino scrive dell’allenamento congiunto tra Napoli e Giugliano a Castel Volturno e le ultime su McTominay: “Non ha svolto lavoro con il gruppo ed è rimasto ai margini per svolgere il programma di recupero previsto. Ha parlato a lungo con i componenti dello staff, poi ha fatto una smorfia quando si è parlato della possibilità di recuperare. Giusto conservare una speranza, oggi arriveranno notizie: c’è l’allenamento congiunto con il Giugliano a Castel Volturno, non vedere insieme con gli altri McTominay sarebbe un segnale quasi definitivo verso Verona”.


ON AIR – Capuano: “VAR a chiamata? Mancano gli strumenti per avere immagini decisive”


Eziolino Capuano, allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli: “Il ‘VAR a chiamata’ non ha motivo di esistere, perché ci sono poche telecamere a disposizione e quindi mancano gli strumenti per avere immagini realmente decisive. Su 300 chiamate solo in poche occasioni l’arbitro cambia idea perché dispone di un quadro chiaro dell’episodio. Il discorso sarebbe diverso in Serie A o in Serie B, dove il supporto tecnologico è nettamente superiore. Io resto legato al calcio di una volta, ma se proprio deve esserci il VAR, allora in Serie A può avere un senso perché ci sono mezzi adeguati per rendere le decisioni più veritiere rispetto a quanto accade in Serie C. Inoltre, quando un arbitro viene richiamato al monitor è inevitabilmente condizionato. Penso a Milan-Parma: l’arbitro è a un metro dall’azione, valuta due infrazioni e annulla il gol. In quel caso il VAR non dovrebbe intervenire, perché si tratta di una decisione presa sul campo. Lo stesso discorso vale per l’episodio di Hojlund a Bergamo. Per me, allo stato attuale, il VAR è un fallimento”.


GAZZETTA – FIGC, riunione con i rappresentanti degli arbitri, c’è l’urgenza di ottenere una svolta


La Gazzetta dello Sport scrive dei lavori che partiranno nella giornata di mercoledì 25 febbraio con la classe arbitrale: “Il presidente federale ha fretta, i direttori di gara sono al centro delle polemiche: bisogna fare qualcosa e occorre farla adesso. L’appuntamento è per le 15 in via Allegri. L’incontro sarà introdotto da Gravina, ma si tratterà di una riunione tecnica che vedrà coinvolti per il momento i rappresentanti degli arbitri. Nella prossima riunione interverranno anche quelli di Serie A e Serie B. L’obiettivo è dare una forma concreta alla riforma illustrata giovedì scorso dal numero uno della FIGC alle componenti federali. In quell’occasione Gravina aveva chiesto chi fosse soddisfatto dell’attuale organizzazione arbitrale: tutti hanno scosso la testa, esprimendo una pressoché unanime delusione con annessa urgenza di svolta”.


IL MATTINO – Nessun disegno superiore contro il Napoli, ma Open VAR ci fa capire un’altra cosa


Il Mattino scrive dei torti arbitrali che sta subendo il Napoli in questa stagione: “Non c’è alcun disegno superiore per tenere il Napoli fuori dalle prime quattro posizioni di campionato. Quello che c’è, piuttosto, è il livello ormai sempre più in difficoltà della classe arbitrale italiana. A dimostrarlo sono le immagini di “Open VAR”. In occasione dell’azione di Hojlund che porta al gol di Gutierrez, sia Chiffi che l’assistente Cecconi ravvisano un fallo del danese. Una situazione di gioco difficile da confondere anche senza tecnologia. Nessuno spiega perché nemmeno il VAR riesca a risolvere il guaio, tutta l’AIA comincia a arrampicarsi sugli specchi”.


Kalulu torna su Inter-Juve: “Ho spento il telefono. Tante parole, ma la squalifica è rimasta”


Inter-Juve infinita. Anche ora che i nerazzurri sono stati eliminati dalla Champions League dal Bodo Glimt e i bianconeri si giocano le speranze di rimonta contro il Galatasaray, a quasi due settimane di distanza, il Derby d’Italia con il suo strascico di polemiche arbitrali continua a far parlare.


Tanto che Pierre Kalulu, espulso in quella gara in seguito alla simulazione di Bastoni, è tornato sull’argomento in un’intervista a L’Equipe: “Frustrazione per quella gara? Ho spento il telefono per non alimentarla. Hanno parlato in tanti, alla fine la squalifica è rimasta. Meglio lasciarmi tutto alle spalle. Però non penso che questo abbia influito sulla partita contro il Galatasaray. Abbiamo sbagliato la partita, altrimenti sembrerebbe che cerchiamo scuse”.


Sul rapporto coi social, argomento discusso proprio per quanto riguarda Inter e Juventus per le minacce a Bastoni e Di Gregorio, Kalulu ha invece risposto così: “Sono stato tifoso anche io so come funzionano le critiche. C’è frustrazione, la sfoghi sui social e poi vai a dormire. Non va preso come qualcosa di personale, anche se ti criticano come persona. Se non voglio leggere certe cose, non devo andare sui social, neppure quando le cose vanno bene. Non ho bisogno che un utente qualsiasi giudichi la mia prestazione”.


Tornando alla gara contro il Galatasaray e alle speranze di qualificazione agli ottavi di Champions League, ecco invece le sensazioni del numero 15 bianconero: “La stagione è ricca di appuntamenti, come è normale nei grandi club. Ci sono grandi speranze e ci viene chiesto di essere sempre all’altezza. Poi ci sono degli obiettivi e su quello vedremo a fine stagione“.


Il difensore francese ha poi parlato dell’obiettivo di essere convocato per il Mondiale: “La Nazionale è il top per un giocatore, un sogno d’infanzia e un privilegio, mi sento pronto per il Mondiale“.


Juve, partita riaperta per il rinnovo di Vlahovic: pronto un nuovo incontro con gli agenti


Anche se in campo non si vede da ormai tre mesi (ultima presenza il 29 novembre contro il Cagliari), l’attaccante della Juventus che fa più discutere è uno e uno solo: Dusan Vlahovic. Sarà perché l’ambientamento di David non è andato come sperato e che Openda ha profondamente deluso, o forse che l’attaccante serbo è ancora al centro delle riflessioni della dirigenza bianconera, per motivi tecnici ed economici. 


Questo perché la partita del possibile rinnovo per un contratto in scadenza al 30 giugno 2026, si è improvvisamente riaperta. Anche un po’ a sorpresa, perché dopo le vicende degli ultimi anni Vlahovic sembrava destinato a cercare fortuna altrove, magari per capitalizzare la sua posizione da giocatore svincolato in vista della prossima estate. 


Non tutto è perduto, forse. Le parti si sono riavvicinate in questi ultimi mesi, proprio mentre DV9 recuperava dall’operazione a Londra per la lesione all’adduttore sinistro. Mentre per il ritorno in campo bisogna ancora attendere, dopo le partite decisive con Galatasaray e Roma è previsto un incontro fra la Juventus e gli agenti del giocatore.


Come scrive Tuttosport, l’incastro non è per niente facile: Vlahovic vuole mantenere le cifre dello stipendio attuale, non proprio a buon mercato anche grazie al ricchissimo bonus alla firma stipulato al momento del suo arrivo alla Fiorentina; la Juve non vuole invece superare il tetto salariale fissato sui 6 milioni netti a stagione, cifra accordata per il prolungamento di Yildiz. 


Quindi? Apertura da entrambi i lati per provare a venirsi incontro, circostanza testimoniata anche dal fatto che Vlahovic, da inizio mese libero di firmare con qualsiasi altra squadra, per il momento ha messo in stand-by ogni possibile richiesta per dare priorità all’ultima finestra bianconera. La Juve, dall’altra parte, potrebbe risparmiare il costo del cartellino di un nuovo giocatore, ritrovandosi di fatto un acquisto in casa. 


Juve, idea Osimhen e nuovo assalto a Kolo Muani

 La Vecchia Signora si guarda comunque attorno, per quanto il fattore economico farà la sua parte e dopo le spese delle ultime sessioni di mercato dovrà agire con particolare attenzione. Tornano di moda nomi del passato, più o meno recente. Prima di Juventus-Galatasaray, Victor Osimhen si è di fatto proposto per un ritorno in Italia proprio all’avversaria di Champions, dopo che era sfumata la possibilità negli scorsi anni. 


Molto più realistica invece la pista che porterebbe a un bis di Randal Kolo Muani, vecchio pallino juventino, 10 gol in 22 partite da gennaio a giugno 2025, oggi in prestito al Tottenham dopo che la Juve non trovò il secondo accordo con il Psg. Tutto però cambia in fretta e, a fine stagione, i francesi potrebbero riaprire il dialogo con una richiesta economica inferiore, anche alla luce di un possibile trasferimento a titolo definitivo.


Champions League, Inter-Bodø/Glimt 1-2: nerazzurri ko anche al ritorno ed eliminati


L’Inter viene eliminata dalla Champions League: i nerazzurri, chiamati a rimontare il 3-1 in Norvegia, perdono anche il ritorno contro il Bodø/Glimt, che si impone 2-1 e vola agli ottavi di finale a sfidare una tra Manchester City e Sporting. I nerazzurri creano poco, giusto qualche colpo di testa di Esposito, Frattesi e Bastoni, ma è nel secondo tempo che la situazione crolla: al 58′, un clamoroso errore di Akanji spiana la strada agli ospiti, Sommer salva ma non può nulla sul tap-in di Hauge. Il triplo cambio di Chivu (dentro Bonny, Diouf e Sucic) non migliora le cose, anzi: al 72′, un inserimento di Evjen su assist di Hauge vale il 2-0. La formazione di Chivu riesce solo ad accorciare le distanze con Bastoni, con Haikin che blocca quando il pallone supera la linea. Non è però il preludio a un miracolo sportivo: il Bodø/Glimt resiste e centra uno storico passaggio del turno. Nerazzurri eliminati: dovranno pensare a campionato e Coppa Italia.

Napoli-Torino 2-1 Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata

  Napoli-Torino 2-1 Nel ventottesimo turno di Serie A il Napoli trova i tre punti al Maradona, Torino ko 2-1. Pronti via e gli uomini di Con...