Inter-Juve 3-2: Bianconeri in 10
L’Inter non si ferma. I nerazzurri vincono anche contro la Juventus. La vittoria arriva al 90esimo con un diagonale potente di Zielinski. Gli ospiti però hanno dimostrato di essere in splendida forma: hanno giocato alla pari, pur condizionati dall’espulsione verso la fine del primo tempo. E va detto che il rosso è conseguenze di un doppio giallo ingiusto per Kalulu.
La squadra di Chivu inanella l’ennesima vittoria e costringe le inseguitrici a ritmi folli. La Juventus a questo punto rimane ferma a 46 punti e rischia il sorpasso della Roma, che domani affronta il Napoli al Maradona.
La partita
Parte bene la Juventus. E’ la squadra di Spalletti a impostare e giocare. L’Inter sceglie una fase di studio.
L’Inter prova a reagire, ma al momento è meno efficace della Juve.
E infatti il primo segno sul taccuino va messo a una azione della Juventus. E’ il 13esimo minuto quando Locatelli trova in avanti David. Ma arriva di gran carriera Dimarco che ruba il pallone e salva il risultato.
Nel momento migliore della Juventus, arriva il colpo dell’Inter. Ma con grande responsabilità del portiere Di Gregorio.
Al 17esimo Luis Henrique prova il cross basso, interviene Cambiaso che devia la palla verso la propria porta. Di Gregorio viene preso di sorpresa ma incomprensibilmente rimane a terra e prova a fermare la palla con la gamba sbagliata. L’Inter è in vantaggio 1-0.
La Juventus non si fa abbattere. Da destra Kalulu crossa per il centro, dove arriva McKennie che colpisce di testa, ma è centrale: Sommer non ha problemi.
La pressione bianconera viene premiata al 26esimo. Ed è ancora Cambiaso che cambia la partita. E anche in questo caso però la difesa che subisce il gol ha molte responsabilità. McKennie dalla destra fa un cross teso e basso, la palla attraversa l’area e sta arrivando sui piedi di Luis Henrique, che però appare distratto: da dietro sbuca Cambiaso che gira il pallone in rete. E’ 1-1.
Tempo 3 minuti, la Juve ci prova ancora con Yildiz: Sommer si distende e devia.
Al 34esimo l’Inter prova il raddoppio: Zielinski supera con un cucchiaio Di Gregorio, ma è Bremer sulla linea a salvare la porta. Al 41esimo l’Inter ci riprova. E questa volta ci si mette la sfortuna. Dal calcio d’angolo, colpisce di testa Thuram, Di Gregorio para, Bastoni rigira verso la porta, Locatelli la spizza, a quel punto la palla finisce sul palo, poi inizia a ballare sulla linea fino all’altro palo e alla fine esce.
Un minuto dopo l’episodio che rischia di condizionare il match. L’arbitro vede un contatto tra Kalulu e Bastoni e decide di ammonire di nuovo il difensore della Juventus: doppio giallo, quindi rosso. La Juventus finisce in 10. Ma le immagini sembrano dare torto all’arbitro La Penna. Il var non può intervnire perché il regolamento lo permette solo su rosso diretto e non su doppio giallo. Bianconeri infuriati.
Negli spogliatoi si a sull’1-1. La ripresa si preannuncia infuocata.
Nel secondo tempo parte bene l’Inter. Anche se la prima opportunità è sui piedi della Juventus. Al 50esimo Cambiaso tira centrale, Sommer respinge. La palla finisce sui piedi di McKennie che però incomprensibilmente decide di non calciare e provare a servire David. La difesa dell’Inter, ma male. Ne approfitta Miretti che tira ma Sommer chiude la porta.
Al 66esimo è il momento dell’Inter: dal limite dell’area arriva una bordata di Calhanoglu, Di Gregorio si tuffa e devia.
E’ di nuovo il momento della Juventus. Da un passo fuori l’area, Thuram cerca l’incrocio dei pali, ma la soluzione è di poco alta.
I continui capovolgimenti di fronte rendono possibile un gol da entrambe le parti. E chi ci riesce è l’Inter. Al 76esimo. Dimarco crossa dalla sinistra, a centro area c’è Pio Esposito, entrato da poco, che salta e colpisce di testa con decisa e potente torsione: la palla va sul secondo palo scavalcando Di Gregorio in tuffo. Padroni di casa avanti 2-1.
Sotto di 1 gol e in 10 uomini la Juventus non accenna a mollare. All’83esimo i bianconeri costruiscono con precisione, fino a dare palla a McKennie che vede l’inserimento di Locatelli e lo serve, il capitano di prima prova il diagonale e viene premiato. La squadra di Spalletti pareggia: 2-2.
A questo punto la Juventus prova a tenere il risultato: un pari prezioso, in casa dell’Inter e in 10. I nerazzurri invece non ci stanno, e vogliono i 3 punti.
E’ l’89esimo quando Bisseck svetta e schiaccia di testa: grandissima parata di Di Gregorio. Al 90esimo la sblocca Zielinski. Riceve palla in zona centrale appena fuori l’area: controlla con stop a seguire, carica il tiro e infila Di Gregorio sul secondo palo.
La Juve prova il tutto per tutto: nei minuti di recupero Koopmeiners ci prova di testa ma Sommer blocca. Rapido capovolgimento di fronte ed è ancora Koopmeiners protagonista perché salva la porta bianconera dopo un tiro di Bonny e Di Gregorio battuto.
I minuti di recupero sono 4. Ma non bastano alla Juve per pareggiare. L’Inter vince 3-2, consolida la propria posizione in testa alla classifica. Ma non mancheranno le polemiche per una espulsione ingiusta che ha condizionato il match.
Pre-partita
Sabato sera da big match. Alle 21 a San Siro va in scena il derby d’Italia. Una partita che potrebbe dire tanto in ottica scudetto. L’Inter viene da una impressione sequenza di vittoria e può confermarsi come super favorita per lo scudetto. Diciamo che in caso di vittoria ne metterebbe un bel pezzo in cassaforte.
La Juventus è in gran forma, dopo la cura Spalletti. Al momento è quarta, a 46 punti insieme alla Roma e a 3 lunghezze dal Napoli. Vincere serve a consolidarsi come pretendente a uno dei 4 posti validi per l’accesso alla Champions League.
Tutto questo alla vigilia dell’altro big match di giornata: Napoli-Roma, domani sera alle 20.45, che potrebbe ulteriormente cambiare il quadro.
Tre punti pesanti per il Sassuolo: Udinese ribaltata in due minuti!
Successo pesantissimo per il Sassuolo, che nella gara delle 12.30 espugna il campo dell’Udinese imponendosi 2-1. La squadra guidata da Fabio Grosso ribalta una partita che si era messa in salita nel primo tempo, quando i friulani erano passati in vantaggio con Oumar Solet. I neroverdi, però, hanno cambiato marcia nella ripresa, trovando nel giro di due minuti le reti decisive firmate da Armand Laurienté e Andrea Pinamonti. Tre punti di enorme valore, che avvicinano sensibilmente l’obiettivo salvezza.
La prima frazione offre poche emozioni, a eccezione dell’iniziativa personale di Solet, bravo a partire dalla trequarti, entrare in area e battere il portiere con un preciso tocco di punta per l’1-0. Il Sassuolo fatica a rendersi pericoloso e non riesce quasi mai a impensierire Muric. Nella ripresa, però, l’inerzia cambia: al 57’ Laurienté firma il pareggio al termine di un’azione avviata da lui stesso e rifinita dal colpo di tacco illuminante di Pinamonti. Passano appena due minuti e lo stesso centravanti completa la rimonta con un colpo di testa su assist di Garcia. Nel finale l’Udinese trova anche il 2-2 con Bertola, ma il VAR annulla per un tocco di mano precedente. Da lì in avanti il risultato non cambia più e il Sassuolo può festeggiare una vittoria che sa di svolta.
Serie A: Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1
Allo Zini vince la paura: finisce 0-0 tra Cremonese e Genoa
Finisce senza reti la sfida della 25ª giornata tra Cremonese e Genoa allo Stadio Giovanni Zini. Uno 0-0 povero di emozioni che fotografa bene la tensione e la prudenza delle due squadre, entrambe ferme al 16° posto con 24 punti, tre in più rispetto a Fiorentina e Lecce (con i salentini che devono recuperare una gara). Nel primo tempo è il Genoa allenato da Daniele De Rossi a rendersi più pericoloso, prima con un tentativo dalla distanza di Messias deviato in corner da Audero e poi con l’occasione più nitida: Norton-Cuffy calcia con precisione verso l’angolo, ma il portiere rossogrigio si supera con un intervento decisivo. La Cremonese risponde soprattutto su palla inattiva, sfruttando la fisicità di Milan Djuric, che nel finale di tempo tenta una rovesciata sugli sviluppi di corner senza però trovare la deviazione vincente.
Nella ripresa il copione non cambia. Il Genoa parte meglio e sfiora il vantaggio ancora con Messias, che dopo uno scambio rapido calcia verso il primo palo mancando di poco l’incrocio. Con il passare dei minuti, però, cresce la Cremonese, sempre pericolosa con Djuric che al 65’ serve Grassi per un tiro dal limite neutralizzato da Bijlow. De Rossi prova a cambiare l’inerzia inserendo Ekator, Martin e Baldanzi – al debutto in rossoblù – ma i cambi non producono l’effetto sperato. Nel finale l’occasione più clamorosa capita ai padroni di casa, con Bonazzoli che in pieno recupero colpisce la traversa. Il risultato non si sblocca: allo Zini prevale la paura di perdere su quella di vincere.
Il Verona si arrende al 92′: Pellegrino stende l’Hellas e rilancia il Parma
Serve il “Parma time” al Parma di Cuesta per piegare l’Hellas Verona guidato da Sammarco in una gara rocambolesca, decisa soltanto nei minuti di recupero. Al Tardini finisce 2-1, un successo che vale una fetta importante di salvezza per i ducali, ora saliti a quota 29 punti. La partita si mette subito in discesa per i padroni di casa grazie al sinistro potente di Bernabè dopo appena quattro minuti, conclusione che sorprende Montipò. Poco dopo l’Hellas resta in dieci per l’espulsione di Orban, punito dall’arbitro Pairetto per un insulto seguito a un mancato fischio. Il Parma prende il controllo del match e sfiora più volte il raddoppio con Strefezza e Britschgi, ma senza trovare il colpo del ko. Così, quasi contro l’inerzia della gara, arriva l’episodio che riapre tutto: Bowie conquista un rigore dopo un contatto con Circati e Harroui dal dischetto firma l’1-1.
Nella ripresa si gioca quasi esclusivamente nella metà campo scaligera. Cuesta prova a dare nuova linfa inserendo Ondrejka e Oristanio, ma il Parma continua a faticare sotto porta nonostante le numerose occasioni. Strefezza è il più ispirato e colpisce anche una traversa con un tiro a giro, mentre Bernabè e lo stesso Ondrejka impegnano più volte la difesa ospite. L’Hellas resiste con ordine fino ai minuti di recupero, quando entra in scena ancora una volta il “Parma time”. Come già accaduto a Bologna, è un argentino a decidere: cross di Nicolussi Caviglia e colpo di testa vincente di Pellegrino che fa esplodere il Tardini per il definitivo 2-1. Tre punti pesantissimi per i ducali, mentre per gli scaligeri la sconfitta assume il sapore di una mezza condanna.



