sabato 14 febbraio 2026

Calcio-News 14-02-2026

 


Serie A: scatto salvezza della Fiorentina, Como battuto 2-1

La Fiorentina rivede i fantasmi della partita contro il Torino ma questa volta riesce a portare a casa i tre punti: decide il rigore realizzato da Moise Kean dopo il vantaggio di Fagioli. Il Como, più lento del solito, paga l’euforia della storica semifinale di Coppa Italia conquistata al Maradona. Nemmeno il regalo di Parisi riesce a riaccendere i lariani che nel finale si fanno prendere dal nervosismo: il risultato finale della sfida valida per la 25esima giornata di Serie A è 1-2.

 

Domani Napoli-Roma, Gasperini: “Soulé in dubbio, vediamo Dybala”

 

Gian Piero Gasperini, forse, avrebbe potuto allenare il Napoli. Se ne parlava, poi però il tecnico è rimasto all’Atalanta e, quando ha lasciato Bergamo, è arrivata la Roma. Domani il tecnico torna al Maradona da avversario con la sua squadra che ha voglia di conquistare finalmente un big match. C’è da fare i conti, però, con i campioni d’Italia a cui è rimasto, adesso, solo il campionato e uno scudetto da difendere. Dice Gasperini, partendo dai dubbi di formazione: “Soulé e Dybala? Vediamo oggi pomeriggio. Per Mati è stata una settimana un po’ più difficile delle altre, Paulo invece si è allenato con continuità anche se non è al 100%. Koné e Hermoso dovrebbero rientrare la prossima settimana”. Sempre sui singoli, Gasperini parla di Pisilli che nell’ultimo mese è cresciuto tanto: “Vero, i giovani hanno dei percorsi di crescita. È giovane, ma mi associo a tutti i complimenti che gli vengono fatti, sono il primo ad essere felice delle sue prestazioni”

 

 

Sorteggio Nations League: per l’Italia ci sono Francia, Belgio e Turchia

 

Sorteggiata a Bruxelles la nuova Nations League, quinta edizione che nella prima fase si svolgerà tra settembre e novembre 2026. Inserita in seconda fascia, l’Italia giocherà l’equilibratissimo gruppo 1 con Francia, Belgio e Turchia. Le prime due classificate dei quattro gironi della Lega A si qualificano ai playoff (marzo 2027) e successivamente alle Finals (giugno 2027), le ultime classificate retrocedono invece nella Lega B.

 

Serie A: magia di Modric, il Milan batte 2-1 il Pisa

 

La 25a giornata della Serie A si apre con la vittoria del Milan, che spezza la maledizione delle neopromosse e lo fa non senza fatica. I rossoneri sembrano indirizzare il match con la rete di Loftus-Cheek (39′), ma sprecano su rigore con Füllkrug e si fanno raggiungere dal Pisa: tap-in di Loyola ed è pari al 71′. La gara viene però decisa, un quarto d’ora più tardi, da un sontuoso Luka Modric: 2-1 rossonero, Allegri torna a -5 dall’Inter.

Quella che era un’autentica maledizione, per il Milan, viene cancellata solo nei minuti finali del match giocato all’Arena Garibaldi. I rossoneri battono 2-1 il Pisa e si sbloccano con le neopromosse grazie alla rete di Luka Modric, riportandosi (per ora) a -5 dall’Inter col sogno di approfittare del derby d’Italia per accorciare, prima del recupero col Como. Allegri lascia in panchina gli acciaccati Leao e Pulisic, è ancora attacco leggero con Loftus-Cheek dietro a Nkunku. La mossa funziona solo in parte, visto che il primo tempo è molto bloccato. Rabiot e Modric bussano dalle parti di Nicolas, terzo portiere diventato titolare per gli stop di Semper e Scuffet, Pisa pericoloso con Stojilkovic. Il palleggio rossonero diventa decisivo al 39′, col cross di Athekame e l’incornata di Loftus-Cheek: 1-0 milanista, dunque, al riposo. Allegri inserisce Füllkrug, che rischia di servire subito un assist (gol annullato) e si divora il bis al 55′: Loyola stende Pavlovic, l’ex Werder va sul dischetto e calcia out. L’errore galvanizza il Pisa, che pareggia dopo settanta minuti in trincea: tap-in di Loyola dopo la respinta di Gabbia, è 1-1 al 71′. Allegri si gioca subito il duo Pulisic-Leao e il tridente, ma sono i centrocampisti a costruire il gol-vittoria. La rete decisiva è di Luka Modric, che triangola con Ricci e insacca il 2-1 all’85’: assist all’andata e rete al ritorno per il croato, contro il Pisa. Hiljemark reagisce con Durosinmi nel finale, ma l’unica emozione è il rosso a Rabiot: primo giallo per un fallo, secondo per proteste (92′). Finisce così, con la vittoria del Milan: Allegri torna a -5 dall’Inter con 53 punti, Pisa ultimo a quota 15.

 

Un Napoli da reinventare: Conte sfida Gasperini senza McTominay

 

Spareggio Champions o ultime speranze di restare in scia scudetto? Napoli-Roma è un bivio per gli azzurri, ma le parole di Antonio Conte dopo la dolorosa eliminazione di Coppa Italia col Como e le ultime novità dall’infermeria suggeriscono a Hojlund e compagni di guardarsi soprattutto alle spalle.
Per provare a blindare la qualificazione alla prima coppa europea, l’entusiasmo del pubblico che dovrebbe portare al sold out del Maradona si scontra con la difficoltà nell’incastrare il puzzle della formazione. Questo perché anche Scott McTominay ha alzato bandiera bianca: ancora troppo forte il fastidio per la tendinopatia nella zona del gluteo, nonostante il riposo infrasettimanale.
Undici quindi reinventato, o meglio, obbligato. Davanti a Milinkovic-Savic, per necessità o per mancanza di alternative, al fianco di Rrahmani riecco Beukema pronto a giocarsi le proprie chance dal 1′ e Buongiorno che deve cancellare in fretta gli errori del Ferraris.

 

La terza novità riguarda invece Politano, che ha ripreso ritmo in Coppa Italia da subentrato e stavolta dovrebbe tornare sulla linea dei trequartisti al fianco di Vergara, caricato anche dall’interesse del ct Gattuso per una possibile maglia da titolare.
L’avanzamento di Politano è anche conseguenza dell’abbassamento di Elmas sulla linea dei centrocampisti al fianco di Lobotka: unica coppia di “titolari” disponibili. Anche perché, per ora, non ci sono tracce concrete né di De Bruyne né di Anguissa (46 gare saltate in due fin qui in stagione), forse disponibili da marzo. Sugli esterni, a centrocampo, pronti quindi Gutierrez e Spinazzola. Davanti a tutti, intoccabile invece Hojlund.
L’attaccante danese è la certezza di Conte: otto gol in campionato, tre in Champions e uno in Supercoppa. Ma zero reti in carriera contro la Roma, con cui però Hojlund ha sempre vinto nei tre precedenti, Atalanta compresa. In questa stagione della conferma definitiva, è arrivato il momento di sbloccarsi anche contro la squadra del suo ex allenatore Gasperini?
Conte domina il confronto in panchina fra i due tecnici (7 vittorie e 2 sconfitte, solo 2 pareggi), stavolta dovrà però stringere i denti per evitare l’aggancio e continuare a navigare nelle zone altissime della classifica.


L’usura ha colpito anche McTominay, non ha recuperato: salta anche la Roma


Nonostante la fiducia e l’ottismo trapelati anche a caldo a Genova, così come nei giorni successivi, Scott McTominay salterà la gara contro la Roma. Il centrocampista scozzese non ha recuperato dal fastidio rimediato dopo mesi di utilizzo senza sosta e non ci sarà. A questo punto scontato l’arretramento di Elmas sulla linea dei centrocampisti, come già accaduto in Coppa Italia contro il Como. In casa Roma ok Dybala, seppur non al 100% come dichiarato da Gasperini quest’oggi in conferenza stampa, con Pellegrini in vantaggio su Soulé che soffre di problematiche di pubalgia, alle spalle dell’inamovibile Malen. In mezzo Pisilli favorito su El Aynaoui perché Koné non sarà della partita. Out anche Hermoso che non ha recuperato.


Hojlund specialista delle doppiette: il dato incredibile del danese


Rasmus Hojlund ha deciso con una doppietta l’ultimo match vinto in campionato dal Napoli, 3-2 a Marassi nel turno precedente contro il Genoa. Per il centravannti del Napoli è la quarta doppietta da quando veste la maglia azzurra, la terza consecutiva in Serie A e la quinta stagionale considerando la nazionale danese.


Non realizzava una doppietta in partite ufficiali dal 28 dicembre 2025 (Cremonese-Napoli 0-2, Serie A). In quella occasione furono anche i primi gol segnati nell’anno solare 2026 in Serie A dall’ex United.


Castel Volturno, allenamento mattutino in vista della Roma: il report del club


Alla vigilia di Napoli-Roma, posticipo della 25ª giornata di campionato, in programma domani alle 20.45 allo Stadio Diego Armando Maradona, la squadra di Antonio Conte si è allenata stamattina al Training Center di Castel Volturno.


Di seguito la breve nota diramata dal club partenopeo: “Meno uno a Napoli-Roma. Gli azzurri si sono allenati al SSC Napoli Training Center alla vigilia del match contro i giallorossi. Il gruppo è stato impegnato in una seduta mattutina, svolgendo una fase di attivazione e a seguire un lavoro tecnico-tattico”.


Carnevale: “Conterà la fisicità, la Roma ne ha di più. Ma Napoli maestro in altro aspetto”


Andrea Carnevale, uno dei tanti doppi ex di Napoli e Roma domani si godrà il big match tra Gasperini e Conte. Di seguito un estratto delle sue parole a La Gazzetta dello Sport:


Carnevale, che partita si aspetta?

“Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambi le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare”.


Davanti la sfida sarà tra due attaccanti top come Malen e Hojlund…

“Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. È determinante”.


Nella Roma è arrivato un calciatore tascabile come Zaragoza. Questo vuol dire che nel calcio c’è ancora spazio anche per i piccoletti?

“Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé”.


Il discorso di Conte alla squadra: “Vinciamole tutte e poi…”


Antonio Conte non si arrende mai. E a Castelvolturno gira una “pazza idea”: l’allenatore che ha vinto lo scudetto la scorsa stagione non vuole arrendersi, il tricolore è ancora sul petto degli azzurri e la resa non fa parte del suo vocabolario. Conte ci crede e ha provato a trasmettere il verbo “crederci” alla squadra. Lo riporta oggi in edicola TuttoSport: “La pazza idea di Antonio Conte: vinciamole tutte e poi si vedrà. Mancano 14 partite alla fine del campionato, il Napoli non avrà altri impegni e gli infortunati prima o poi rientreranno. II conto è presto fatto. Ci sono ancora 42 punti in palio, da sommare eventualmente agli attuali 49 degli azzurri, per un totale di 91: a quelle vette sarebbe difficile arrivare anche per l’Inter ed il Milan. Ma è inutile fare calcoli, Conte ha chiesto l’en plein, per poi verificare gara dopo gara quante chance ci saranno per bissare (in rimonta) il traguardo della passata stagione”‘


Serie A, Lazio-Atalanta 0-2: Ederson e Zalewski valgono il sorpasso al Como


L’Atalanta conferma il suo ottimo momento in campionato, battendo la Lazio nella 25ª giornata di Serie A, in quello che è anche un antipasto della doppia sfida che andrà in scena nelle semifinali della Coppa Italia Frecciarossa 2025/26. La Dea vince 2-0 in un Olimpico nuovamente deserto (prosegue la contestazione dei tifosi biancocelesti), sfiorando subito il gol al 15’: Bernasconi sfrutta un’uscita a vuoto di Provedel e serve in area Krstovic, il quale tira a porta sguarnita: Provstgaard riesce però in un clamoroso salvataggio, deviando la palla in calcio d’angolo.
Ahanor (ammonito in avvio di partita) è invece in grande difficoltà e, allora, Palladino lo sostituisce con Kolasinac già al 24’, mentre Taylor colpisce un palo per la Lazio quattro minuti più tardi: decisivo è un lieve tocco di Carnesecchi. Il risultato si sblocca quindi al 41’, quando Ederson fa 1-0 su calcio di rigore: l’arbitro punisce un tocco di braccio in area commesso da Cataldi e il brasiliano non sbaglia dal dischetto, trovando il primo gol del suo campionato.
In avvio di ripresa sono invece i biancocelesti a chiedere un penalty per un fallo di mano di Zappacosta: dopo un lungo check al Var, il direttore di gara segnala però un fuorigioco iniziale di TavaresNoslin costringe poi Carnesecchi a una parata da applausi, prima del 2-0 di Zalewski: l’ex Roma colpisce con un bellissimo destro a giro dalla distanza. A rovinare il finale di partita a Palladino è però l’infortunio di Raspadori: l’italiano accusa un problema alla coscia e abbandona il campo, costringendo i bergamaschi a chiudere in dieci, visti i cambi già esauriti. L’Atalanta riesce comunque a vincere 2-0, nonostante un palo impattato da Ratkov al 90’, e si porta così a 42 punti in classifica, sorpassando il Como al sesto posto: la squadra di Fabregas ha però da recuperare il match col Milan. A 33 punti resta invece la Lazio, che scivola a -9 dalla Dea.





mercoledì 11 febbraio 2026

Coppa Italia, Napoli-Como 7-8 dopo i calci di rigore: Conte ko, Fabregas in semifinale con l’Inter

 



Tra Napoli e Como decidono i rigori

Pareggio giusto. I 90 minuti regolamentari tra Napoli e Como si concludono 1-1: un gol per parte, un gol per tempo. Gli ospiti la sbloccano sul finire del primo tempo. I padroni di casa la rimettono in carreggiata in apertura di ripresa.

Ai quarti non sono previsti i supplementari: a decidere la semifinalista saranno i rigori.

La partita
Non si parte su ritmi alti. Tutt’altro. La prima occasione arriva al decimo minuto: ci prova Nico Paz di testa, ma non impensierisce Milinkovic-Savic.
Il Napoli tenta la reazione, ma la costruzione è farraginosa. Al 26esimo brivido con una palla da calcio d’angolo dei partenopei che balla in prossimità dell’area piccola, ma nessuno riesce a girarla in porta.

Al 32esimo torna a provarci Nico Paz, bloccato però da Juan Jesus. Anche se l’arbitro ferma tutto: è fuorigioco.

Al 35esimo la partita svolta. Cross dalla sinistra per il Como verso Smolcic, la difesa del Napoli è in ritardo: Olivera entra scomposto e tirà giù il giocatore dei lariani. E’ rigore. Senza dubbio. Nell’azione si fa male Juan Jesus, che richiede l’intervento dello staff medico. Dopo gli errori dal dischetto, questa volta il rigore viene affidato a Baturina, e lui non sbaglia: il portiere del Napoli intuisce il lato ma non ci arriva. Il Como è avanti 1-0.

Al 43esimo è il Napoli a reclamare rigore per un fallo su Hojlund, ma il fallo è chiaramente fuori area. I partenopei non riescono a rimettere la partita in carreggiata: negli spogliatoi si va con gli ospiti avanti 1-0.

Nella ripresa il Napoli parte forte: vuole subito rimettere la partita sui giusti binari. E ci riesce dopo neanche 2 minuti di gioco. La firma è ancora una volta quella di Antonio Vergara. Ma anche stasera buona parte del merito va a Hojlund che con un tocco leggero lancia il giovane napoletano tutto solo davanti al portiere lariano: Vergara trova l’angolino e fa 1-1.

Il Como prova a rimescolare le carte e fa un doppio cambio: Douvikas e Kempf al posto di Caqueret e Ramon. Al 57esimo minuto Baturina imbecca Addai, che prova un diagonale, ma il portiere del Napoli blocca.

Al 60esimo è Antonio Conto che butta dentro energie fresche, addirittura con un triplo cambio: Politano, Alisson e Spinazzola rilevano Giovane, Mazzocchi e Olivera.
Passato 5 minuti e il Napoli sfiora il gol del vantaggio con Rrahmani, ma Nico Paz salva sulla linea.

Ancora cambi: gli allenatori cercano la svolta per creare difficoltà agli avversari. Questa volta entrano Rodriguez e Da Cunha al posto di Sergi Roberto e Addai. Il Napoli rallenta un po’: i minuti passano, la pioggia battente ha reso il campo molto pesante, e i partenopei respirano prima del rush finale. Conte vuole evitare i rigori e allora richiama in panchina Vergara e Hojlund e fa entrare Gutierrez e Lukaku. Ma in campo poco cambio. La partita è in una fase di stanca.

E allora è Fabrigas a provare la mossa vincente: è l’82esimo quando chiede a Vojvoda di subentrare a Nico Paz. E subito il Como va vicinissimo al colpo del possibile ko: proprio il nuovo entrato ci prova da posizione angolata, decisiva la deviazione di Milinkovic-Savic.

Nonostante i 4 minuti di recupero, il risultato rimane inviariato. sarà lotteria rigori.

Nei primi 5 tiri sbaglia prima Lukaku, poi Perrone. Si va quindi a oltranza. Tra i tiratori del Napoli anche il portiere Milinkovic-Savic che ancora una volta tira di potenza: la palla colpisce prima la traversa e poi il portiere, davvero sfortunato perché la sua deviazione fa entrare il pallone in rete. Ma il rigore decisivo è sui piedi del capitano Lobotka. Ma Butez è bravo a intuire e deviare. Il Como è in semifinale di Coppa Italia.

martedì 10 febbraio 2026

News calcistiche del 10-02-2026


 Vittoria con brivido finale: l’Atalanta fa suo il derby contro la Cremonese

La sfida tra Atalanta e Cremonese, valida per la 24ª giornata di Serie A, si chiude sul punteggio di 2-1 in favore dei nerazzurri, bravi a indirizzare il match già nel primo tempo. La squadra di Palladino impone fin da subito il proprio ritmo, creando diverse occasioni e trovando il vantaggio al 13’ con Krstovic, che finalizza al meglio un cross preciso di Raspadori con una splendida coordinazione. La Cremonese fatica a contenere le iniziative avversarie e, dopo una traversa colpita da Samardzic, subisce anche il raddoppio al 25’: l’azione è corale e si conclude con il sinistro vincente di Zappacosta, che sorprende Audero sul palo lontano.

 

Nella ripresa i ritmi calano, complice anche la gestione del risultato da parte dell’Atalanta, reduce dall’impegno contro la Juventus. Nonostante ciò, i padroni di casa continuano a creare, andando più volte vicini al terzo gol con Zalewski, Krstovic, Samardzic e Sulemana, senza però trovare la precisione necessaria. Nel finale la Cremonese prova a riaprirla e all’89’ Carnesecchi è decisivo su Djuric, ma nulla può nel recupero sul gol di Thorsby, che al 94’ sfrutta un cross di Luperto e batte il portiere nerazzurro. Un gol tardivo che non cambia l’esito del match, ma rende meno amaro il passivo per gli ospiti.

 

Doppio Malen! La Roma dimentica Udine e batte il Cagliari

 

Dopo la pesante sconfitta di Udine, la Roma era chiamata a una risposta immediata e all’Olimpico non delude. I giallorossi dominano il Cagliari con un netto 2-0, trascinati da uno straordinario Malen, autore di una doppietta che indirizza e chiude la gara. Sotto gli occhi attenti di Francesco Totti in tribuna, la squadra di Gasperini scende in campo con intensità e qualità, conquistando tre punti fondamentali che valgono l’aggancio alla Juventus al quarto posto in classifica. Per il Cagliari, invece, arriva una battuta d’arresto dopo una serie di prestazioni positive.

 

La Roma parte fortissimo, spinta anche da un’atmosfera elettrica, e crea occasioni in serie già nel primo tempo. Il vantaggio arriva al 25’, quando Malen si inserisce con tempi perfetti e supera Caprile con un tocco di grande classe. Nella ripresa i giallorossi gestiscono il ritmo, concedendo qualcosa in più agli ospiti ma senza mai perdere il controllo, trovando poi il raddoppio ancora con Malen, letale su assist dalla destra. Nel mezzo anche il debutto incoraggiante di Bryan Zaragoza, che mostra sprazzi di talento. Il 2-0 finale certifica una vittoria meritata e una prestazione convincente sotto ogni aspetto.


Conte pensa al cambio modulo e c’è una grande novità di formazione


 


Grande novità oggi col Como: Giovane dall’inizio. Prima volta per lui da titolare con la maglia del Napoli. Numeri a parte, che sia 3-4-2-1 o 3-5-2 con Vergara più basso, è la sostanza a fare la differenza: Giovane a sostegno di Hojlund è la notizia che anticipa uno dei contenuti di questa sfida secca che, in quanto tale, può essere risolta in qualsiasi momento con una giocata e un lampo.


 


Giovane, al Verona, ha dimostrato di avere istinto, talento e tiro. Magari la mira va migliorata, perché 3 gol in Serie A non sono certo un bottino straordinario nonostante sia alla prima stagione italiana e gli anni d’età soltanto 22, ma la stoffa e il talento sono di qualità. Lo scrive il Cds oggi in edicola.


 


Buongiorno in difficoltà e ora rischia anche la Nazionale: la situazione


 


Dopo i due errori contro il Genoa, oggi Buongiorno partirà dalla panchina. Il centrale del Napoli non sta vivendo un bel momento come sottolineato dal quotidiano Repubblica oggi in edicola.


 


“Buongiorno è consapevole di vivere un periodo delicato che rischia di costargli pure la Nazionale in vista degli spareggi Mondiali. Buongiorno ha smarrito improvvisamente certezze, in passato legate ad uno strapotere fisico che non c’è più. Conte sta provando a recuperarlo. Toccherà all’allenatore adesso decidere la gestione nelle prossime gare. Non è escluso che possa cominciare in panchina con l’ingresso di Beukema tra i titolari. Conte valuterà anche assieme al giocatore”.


 


 


Gattuso in tour: cena a Milano per i giocatori del Nord, presenti anche Bartesaghi e Miretti


 


Se non si può fare uno stage si può sempre andare a cena. Deve aver pensato questo il ct della Nazionale Gennaro Gattuso quando gli hanno comunicato che il calendario troppo compresso non gli avrebbe consentito di ritrovarsi con gli azzurri per preparare, con un po’ di tempo a disposizione, i playoff (o il playoff) che valgono nientemeno che il prossimo Mondiale. Nella serata di lunedì, come riportato dal collega Michael Cuomo, il ct, inseme a Buffon e Bonucci, è andato a cena a Milano con gli azzurri del Nord. C’erano anche due volti nuovi: Bartesaghi e Miretti, oltre a Kean e Orsolini, agli altri milanisti Gabbia e Ricci, agli interisti Bastoni, Dimarco, Barella, Frattesi e Pio Espostito e agli juventini Locatelli, Cambiaso e Gatti.

Venerdì, impegni vari permettendo, è prevista una replica per azzurri e “azzurrabili” del Centro-Sud. Possibile la presenza di due giocatori del Cagliari che Gattuso sta valutando: Palestra e Caprile. L’idea, insomma, è quella di preparare il gruppo in vista di un momento fondamentale della stagione. E fa niente se invece delle sagome sul campo di Coverciano, per spiegare posizioni e movimenti ci si debba affidare a bicchieri, piatti e posate.


 


Conte oltre l’emergenza, Fabregas per stupire ancora: chi vince affronterà l’Inter


 


Sono passati esattamente 40 anni dalla prima (e unica) semifinale di Coppa Italia giocata dal Como e questa sera al Maradona gli uomini di Cesc Fabregas proveranno a raggiungere un traguardo che in riva al lago manca da parecchio tempo.

La missione non sarà semplice. Dopo l’eliminazione in Champions League e con nove punti di svantaggio dall’Inter capolista, il Napoli vuole provare ad arrivare fino in fondo a questa competizione visto che anche Antonio Conte nella sua carriera da allenatore non è mai riuscito a vincerla. Anche per i campioni d’Italia, però, ci sono diversi ostacoli. Da un lato, l’emergenza infortuni e dall’altro degli avversari più riposati. Per via delle Olimpiadi, infatti, il Como non ha giocato contro il Milan nell’ultimo weekend e ha potuto così godere di un’abbondante settimana di stop.

Conte avrà molti nodi da sciogliere in termini di formazione. Per quanto riguarda il modulo, il 3-4-2-1 sembra una scelta obbligata ma non sono da escludere altre varianti per provare a sorprendere il suo ex centrocampista ai tempi del Chelsea. L’unica certezza riguarda Scott McTominay: uscito a fine primo tempo contro il Genoa, lo scozzese convive da tempo con un fastidio alla coscia e verrà dunque preservato in vista della Roma. In porta dovrebbe tornare Milinkovic-Savic, mentre in difesa spazio a Juan Jesus (squalificato in campionato) e Beukema.


La probabile formazione del Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, Elmas, Spinazzola; Giovane, Santos; Hojlund


 


Juan Jesus mette il Como nel mirino: “Coppa Italia importante, un trofeo cui ambire”


 


Juan Jesus ha parlato in esclusiva con il nostro Carlo Landoni in vista della sfida di Coppa Italia contro il Como (diretta su Italia 1 alle ore 21).

Avete vinto la Supercoppa, dovesse arrivare anche la Coppa Italia come definiresti la stagione?

Una stagione importante, da quando abbiamo iniziato il Napoli deve provare ad arrivare fino in fondo a tutte le competizioni. Siamo usciti presto dalla Champions League, ma servirà d’esperienza per le prossime volte e la Coppa Italia è un trofeo cui ambire perché è importante per la società e per noi calciatori. Parlo anche per me che sono arrivato in semifinale con l’Inter. Ho vinto una Supercoppa e due scudetti, mi manca la Coppa Italia. Faremo il massimo per arrivare a questo obiettivo.

Il Como non ha giocato in questo turno. È un vantaggio per il Como o una bizza del calendario visto che avrebbero dovuto giocare a Perth e poi non sono andati in Australia?

Loro sono più riposati, arrivano più freschi, ma il calcio è 11 contro 11, loro giocano a casa nostra, noi dobbiamo fare la nostra partita. Siamo il Napoli e con tutto il rispetto per il Como che ha una buonissima squadra e un grandissimo allenatore, noi dobbiamo fare la nostra partita stanchi o non stanchi. Conta vincere anche 1-0 o 2-0, anche su rigore, l’importante è passare il turno e giocare la semifinale che sarà una bella sfida.

Antonio Conte dice che adesso non ha senso parlare di scudetto, ma questo mese con gli impegni in Champions League dell’Inter può rilanciare il Napoli per il campionato?

Siamo distanti se parliamo di matematica. Ci proviamo, vediamo dove arriviamo, loro hanno più impegni di noi, sprecheranno più energie, noi dobbiamo sperare in un passo falso loro, non dipende solo da noi. Noi dobbiamo fare il nostro dovere, vincere le partite e vedere a fine marzo inizio aprile come siamo messi con i punti, perché anche per loro a marzo avranno partite difficile e scontri diretti, ma noi dobbiamo vincere le nostre partite e poi vedremo cosa dirà la matematica.

La speranza c’è?

Certamente, noi siamo i campioni d’Italia, dobbiamo difendere lo scudetto fino all’ultima partita, sino a quando la matematica ce lo permette.

Vorrei parlare di tre brasiliani, il primo sei tu. Sei una certezza, speri nella chiamata di Ancelotti per giocare con il Brasile il Mondiale?

Sto facendo il mio percorso a Napoli, quest’anno in tute le partite che ho giocato ho dimostrato di essere un calciatore valido. Poi la gente parla della mia età, per me l’età è solo un numero. Poi la gente dice che Conte mi ha rispolverato, io ringrazio il mister che mi ha dato tanto a livello fisico, ma ci tengo a dire che mi sono rispolverato un po’ da solo perché quando ho avuto l’occasione di giocare l’anno scorso, visto che non giocavo dalla prima giornata a Verona, ho giocato poi a Genova a dicembre quando Buongiorno si è fatto male. Mi sono fatto trovare pronto e ho dimostrato chi ero l’anno scorso, quest’anno ho cominciato un buon campionato, faccio le mie partite. Poi se arriverà la chiamata del Brasile sarò pronto a difendere la mia nazione. Ho fatto tutto il settore giovanile, sono stato capitano, ho disputato le Olimpiadi, mi manca questa chiamata. Non é una cosa che dico se non vado mi dispiace, ma se vado sono contento.

Ci descrivi Alisson Santos e Giovane?

Alisson nonostante l’età è un ragazzo che ha giocato nello Sporting Lisbona, è molto rapido, tecnico, quindi ci darà una mano. Non dico che è simile a David Neres, però si avvicina un po’. Gio, lo chiamo così, è tecnico, è molto potente a livello fisico. Ha ritmi alti, corre tanto, spende molte energie, è uno adatto a quello che chiede il mister. Sono due ragazzi che ci daranno una mano, si stanno ambientando, sono ragazzi bravi e faranno bene.

Buongiorno come sta dopo Genova, si è ripreso?

Lui non si deve scusare di nulla perché noi difensori siamo più esposti a uno sbaglio e se sbagli succede un casino. Se sbaglia l’attaccante dieci gol nessuno dice niente, basta che ne faccia uno ed è a posto. Il nostro lavoro di difensori è più difficile, ma Buongiorno è un ragazzo con la testa sulle spalle. Ha capito che può succedere una serata così, è capitato anche a me. Ho 18 anni di carriera, di cavolate no ho fatte. Siamo esseri umani e la gente deve capirlo. E’ un ragazzo, ha 25 anni, sta facendo la sua carriera. Ci sta di sbagliare, di avere un periodo difficile come abbiamo tutti nella nostra carriera che uno sia dottore, avvocato, calciatore. Il calcio è così popolare che anche la gente vuole dire la sua. Buongiorno è un ragazzo perbene, in campo dà tanto e conta questo. Sbagliare o meno, sbagliamo tutti.

Facciamo un passo indietro e torniamo alla vittoria di Genova. L’esultanza dopo il 3-2 di Hojlund, Contini che porta a esultare Buongiorno con la squadra, il tuo messaggio social sono esempi di un gruppo straordinariamente forte?

Si, sicuramente anche perché a me non piace aggrapparmi alle difficoltà, noi sappiamo la stagione che stiamo facendo, grazie al gruppo, allo staff, al mister, nelle difficoltà il gruppo sta tenendo botta e molto bene. La partita a Genova si era complicata, sapevamo delle difficoltà della squadra e dello stadio, come prepara le partite De Rossi che è un amico, quindi abbiamo risposto e bene. Abbiamo approfittato delle opportunità e lì si é visto un gruppo solido, forte che nelle difficoltà comunque c’è.

Sul rigore si è discusso molto. De Rossi ha detto che non si riconosce più in questo calcio. Siccome anche il Napoli è finito in mezzo a certi episodi particolari ti chiedo se ti riconosci o no in questo calcio tecnologico dominato dal Var?

Ho vissuto due epoche diversi di calcio, come De Rossi. Sono in Italia da 15 anni, ho vissuto l’epoca in cui c’era l’arbitro di porta. Se ė una cosa che serve per migliorare e dare una mano all’arbitro a sbagliare meno ben venga. Però da quello che vede c’è sempre discussione su tutto, su un rigore, su una punizione, su un giallo, su un rosso, sappiamo che l’arbitro é un essere umano, io preferivo le domeniche quando si discuteva se si poteva fare meglio o peggio, se il guardalinee ha sbagliato di un metro più o meno. Se serve a migliorare il calcio ok, a oggi non vedo un miglioramento su niente, si discute, si fa polemica e basta, e vale sia per noi sia per tutte le squadre. Penso che abbiamo fatto un passo indietro invece che in avanti.

Con il Var si invoca l’uniformità…

C’è confusione, se c’è una linea va seguita, altrimenti si lasci come prima, si lasci lo spazio a un essere umano di sbagliare che sia guardalinee, o arbitro, o anche noi. Mi ricordo il fallo mio di mano contro il Lecce, lì non posso far niente, il mio braccio è dentro, non c’è nessun avversario dietro di me, la palla mi sfiora il dito, rigore. Perché loro, gli arbitri guardano il fermo immagine e danno rigore perché la palla ha toccato la mano. Quindi se si deve trasformare in confusione, come ultimamente purtroppo sta diventando, diventa difficile per tutto, nel senso di essere ancora appassionati del calcio. Anche io ho sentito quello che ha detto De Rossi, ci dispiace, lui non sa come allenarsi, magari uno si allena a tirare la palla sulla mano dell’avversario ed è rigore. Quindi diventa un brutto sport, io ho vissuto il calcio in cui si entrava non di cattiveria, ho giocato con Chiellini, Barzagli, Bonucci, ho avuto il piacere di giocare con Samuel, Chivu, Lucio, erano tutti difensori fisici e di contatto. Se giocavano oggi giocavano una partita sì è una no.

Quanto è difficile fare il difensore con queste regole?

Difficile perché il nostro lavoro è difendere, non vedo in Serie A giocatori, non voglio dire cattivi, ma negli anni 90 c’era più libertà. C’era più cattiveria, più gomitate, più entrate forti, se vado a vedere Di Canio o in Inghilterra quando giocava Stam, era più calcio, era più bello da vedere. Nessuna si lamentava, ho visto un video di Totti e Nesta che si appiccicavano, ma il calcio è questo. Poi adesso basta che tocchi uno che vola 10 volte, c’è magari un contatto più forte perché il difensore, a meno che non sei un Thuram, Bonny, Lukaku che sono calciatori fisici, ovviamente se lo tocchi vola di 10 metri e condiziona l’arbitro a sbagliare. Posso fare riferimento a Parma-Bologna, un difensore salta, prendi Castro con il braccio, allora noi difensori dobbiamo saltare come sagome. Non esiste perché è un movimento naturale saltare. Per noi difensori é sempre più complicato, tra le mani e il contatto che deve essere più morbido, diventa un calcio finto diciamo così.


 


Conceiçao in esclusiva: “Mi vedo a lungo alla Juventus, voglio vincere qui”


 


Francisco Conceiçao intervistato in esclusiva da Fabrizio Ferrero per Sportmediaset: “Sto bene, ho superato il problema fisico e sono pronto. In questa stagione sta mancando qualche gol ma continuando così sicuramente migliorerò”.

Sugli obiettivi della Juventus: “Pensiamo partita per partita per stare più in alto possibile in classifica. Finalizziamo poco? Creiamo tanto e dobbiamo migliorare questo aspetto. Se non sblocchiamo subito la partita sale il nervosismo, invece segnando subito avremmo più fiducia”. La svolta con Spalletti: “Mi piace la fame di vincere, i risultati parlano per lui. Ma possiamo crescere ancora, abbiamo margini di miglioramento”.

Sul futuro: “Mi vedo alla Juve a lungo, per vincere titoli e fare grandi cose”. Infine, sui match contro Inter e Galatasaray: “I nerazzurri sono in un momento molto buono ma abbiamo la qualità per vincere e dimostrare che siamo grandi. Sarà dura anche in Champions ma vogliamo andare agli ottavi”



domenica 8 febbraio 2026

Juventus-Lazio 2-2

 


La domenica della Serie A si chiude con una partita dall’elevatissima intensità e dal grande spettacolo, che viene risolta proprio all’ultimo respiro. La Juventus rimonta infatti due gol di svantaggio alla Lazio e ottiene un pari che sa d’impresa, raggiungendo i biancocelesti sul 2-2. Dopo i gol di Pedro (47′) e Isaksen (49′), la Vecchia Signora aggredisce il match nella ripresa e accorcia con McKennie (59′). Il pari, che consolida la top-4, arriva al 96′ con Kalulu.


LA PARTITA


Spettacolo e pareggio allo Juventus Stadium, coi bianconeri che riacciuffano la Lazio al 96′: Kalulu firma un epico 2-2 e Openda sfiora il gol-vittoria nell’ultima azione. Sarri schiera Daniel Maldini da falso nueve, Spalletti invece osa con Koopmeiners difensore centrale nei quattro e un modulo ibrido che può virare sul 3-4-2-1. Nei primi minuti le squadre si studiano e regna l’equilibrio, ma le chances reali sono della Juventus: Cambiaso saggia i riflessi di Provedel, che effettua un autentico miracolo su Bremer. Reagisce la Lazio, che però vive un grande spavento al 27′: gol annullato a Koopmeiners, Thuram si trovava infatti in fuorigioco. Il match è vibrante e si sblocca quando meno te l’aspetti, dopo un breve periodo di trincea dei biancocelesti. Ci pensa Pedro a spezzare l’equilibrio (47’pt): errore di Locatelli, assist di Maldini e gol del veterano. La ripresa non inizia col piede giusto per la Juventus, che incassa subito il raddoppio: Cataldi serve Isaksen, che salta Cambiaso e sigla il 2-0 (49′). Yildiz suona la carica e impegna Provedel, e al 59′ la Juventus la riapre: testa di McKennie ed è 2-1. Da qui in poi è assalto bianconero, mentre la Lazio si copre e cerca di proteggersi inserendo anche Romagnoli. Taylor e Noslin rischiano i chiudere i giochi in ripartenza, ma è la Juve ad avere le migliori chances: McKennie sfiora il pari prima di uscire, Yildiz lo sfiora nel recupero. Sembra tutto finito invece al 96′, su uno spunto di Boga, Kalulu insacca il 2-2 in proiezione offensiva. Openda sfiora addirittura la vittoria bianconera e Spalletti sorride, salendo a 46 punti e rimontando un doppio svantaggio. Lazio ottava a quota 33 punti, pesano le energie ridotte nella ripresa.

Sassuolo-Inter 0-5

 


È un assoluto dominio dell’Inter quello che va in scena al Mapei Stadium nella 24ª giornata di Serie A. La formazione di Chivu batte infatti 5-0 il Sassuolo di Grosso e sale a +8 in classifica sul Milan: i rossoneri avranno però da recuperare il match con il Como. Lo show nerazzurro inizia già all’11’, quando Bisseck stacca altissimo nel cuore dell’area di rigore avversaria e incorna in rete il perfetto cross da calcio d’angolo di Dimarco. Sempre il terzino interista torna poi a spolverare il suo magico mancino al 17’, colpendo una traversa direttamente su punizione, prima di pescare al 28’ il taglio di Thuram: il francese anticipa di netto Muharemovic e timbra il raddoppio. Il Sassuolo prova quindi a reagire e al 41’ trova il gol con Thorstvedt, ma la rete del norvegese viene annullata per una posizione iniziale di fuorigioco. A portarsi sul 3-0 è allora l’Inter al 50’ con Lautaro Martinez (complice un Muric non perfetto), con Akanji che cala poi il poker quattro minuti più tardi: anche questa volta il passaggio vincente lo effettua dalla bandierina Dimarco, al suo terzo assist di giornata. Gli emiliani accusano il colpo e restano pure in dieci uomini per il rosso a Matic: appena ammonito, il serbo si conquista un ingenuo secondo giallo per proteste. Le emozioni non sono però ancora finite, visto che nel finale c’è spazio anche per la manita a firma Luis Henrique: il brasiliano trova un super gol all’89’. L’Inter vince così 5-0 e manda un nuovo messaggio a tutte le rivali per lo Scudetto.

Bologna–Parma 0-1 LECCE–UDINESE 2-1

 


Bologna–Parma 0-1


LA PARTITA


Grazie al gol di Ordonez al 95’, il Parma vince 1-0 il Derby emiliano del Dall’Ara col Bologna. La partita cambia già al 18’, quando Pobega interviene con la gamba alta da dietro su Mandela Keita e si fa espellere lasciando i suoi in dieci. Nella ripresa, al 57’, Castro si fa autogol ma la rete viene annullata per fuorigioco, mentre poco dopo viene ristabilita la parità numerica dopo il secondo giallo a Troilo. Nel finale entra Ordonez che poi, al 95′, conclude dal limite e sorprende Skorupski. Con questo successo, il Parma sale a 26 punti e si allontana dalla zona retrocessione. Prosegue la crisi del Bologna, che resta a quota 30 e incassa il quarto ko di fila: e l’Europa è ormai irraggiungibile.


LECCE–UDINESE 2-1


LA PARTITA


La continuità di risultati si conferma un problema per l’Udinese, che affonda a Lecce: Banda firma il 2-1 dei padroni di casa. Dominio salentino nei primissimi minuti, coi giallorossi che spingono subito e sfiorano la rete con Cheddira. Il gol è nell’aria, dopo un avvio dirompente, e arriva al 5′: erroraccio di Solet, Cheddira ispira il gol di Gandelman. L’israeliano si sblocca dunque in Serie A e il Lecce è ampiamente in fiducia, al punto da sfiorare l’incrocio dei pali (e il raddoppio) con Sottil. L’Udinese, invece, esce alla distanza e pareggia su rigore: Gaspar affossa Zemura, il rigorista a sorpresa Solet pareggia (26′). Nel finale di tempo, una chance per parte: Tiago Gabriel e Atta accarezzano il vantaggio, ma è 1-1 al riposo. Nella ripresa i friulani sembrano partire meglio, ma finiscono con l’incartarsi col passare dei minuti. Runjaic prova a scuoterli con Zaniolo e il giovane Gueye, ma è il Lecce ad avere le migliori chances in una ripresa ricca d’errori: Veiga e Coulibaly sfiorano il gol. Chances anche nel finale, con Zaniolo e N’Dri, e il match si infiamma a ridosso del recupero. Il Lecce colpisce una traversa con Gandelman e la vince al 90′, con la magia di Banda su punizione. Vani e inutili i cambi di Runjaic, vincono i giallorossi: scatto-salvezza a 21 punti, +3 sulla Fiorentina e +6 sulle ultime (Verona e Pisa). L’Udinese, invece, si ferma a quota 32 punti.

Serie A: Genoa-Napoli 2-3 Fiorentina-Torino 2-2

 


Finale thriller nella ventiquattresima giornata di Serie A: il Napoli vince 3-2 in casa del Genoa. Al Ferraris, Grifone avanti già al 3′ con il rigore di Malinovskyi provocato da Meret, ma al termine di un clamoroso retropassaggio sbagliato da Buongiorno dopo 15 secondi.

La formazione di Conte ha la forza di ribaltarla nel giro di 2 minuti, con il tap-in di Hojlund (20′) dopo la parata di Bijlow su McTominay e il destro dalla lunga distanza dello scozzese (22′), che però all’intervallo deve uscire per l’ennesimo infortunio per i campioni d’Italia. Al 57′, Buongiorno sbaglia ancora e lancia di fatto verso la porta Colombo, che non sbaglia e fa 2-2.

Al 76′, inoltre, Juan Jesus viene espulso e lascia in dieci i campani, con Conte che deve inserire Olivera al posto di Vergara che era entrato per McTominay. All’ultimo minuto, però, Cornet provoca un altro rigore, stavolta per il Napoli: Hojlund dal dischetto fa 3-2 nonostante il tocco di Bijlow. E Conte si porta a -6 dall’Inter, mentre il Genoa di De Rossi, ancora ko nel recupero e dal dischetto, resta a quota 23.

Allo stadio Luigi Ferraris di Marassi Genoa-Napoli termina 2-3. Successo in extremis per gli azzurri in 10 uomini dal 76’. Allungo in classifica per i partenopei, ora a un punto dal Milan e 6 dall’Inter

La partita

Inizio con il turbo dei padroni di casa, errore di Buongiorno in retropassaggio dove s’inserisce Vitinha: Dopo 19”, uscita fuori tempo di Meret che atterra Vitinha in area di rigore.

Al 3’ Malinovskyi trasforma il penalty accordato dopo la visione del Var.

Passato il vantaggio, il Genoa insiste in area azzurra, la reazione della squadra di Conte arriva soltanto al 12’ con McTominay che però conclude alto sulla traversa della porta difesa da Bijlow

Il pareggio del Napoli al 20’: McTominay da destra al centro e conclude in porta, respinta da Bijlow. La palla arriva ad Hojlund che in tap-in mette in rete.

Neanche 60” dopo il pareggio gli ospiti ribattano il risultato e vanno in vantaggio. Hojlund serve al centro McTominay, lo scozzese prende la mira e conclude forte alla destra del portiere Bijlow che sfiora la palla che si infila in rete. Al 22’ Genoa-Napoli 1-2.

Liguri combattivi, al 40’ gran botta di Malinovskyi dalla distanza ma grande parata di Meret che mette in corner

Nella ripresa il Napoli cerca di chiudere la partita, soprattutto con Giovane, entrato al posto dell’infortunato McTominay.

Ma al 57’ altro errore clamoroso di Buongiorno che permette al Genoa il pareggio. Colombo si avventa sulla palla calciata male dall’ex Torino, avanza e batte Meret sul secondo palo: tutto da rifare per la squadra di Conte

Napoli nuovamente pericoloso al 63′: Spinazzola entra in area e crossa basso, allontana Bijlow la palla arriva a Lobotka che tira al volo di poco oltre la traversa.

Al 76’ Napoli in 10 uomini: cartellino rosso per Juan Jesus per somma di ammonizioni, per la trattenuta su Ekuban

Quattro i minuti di recupero, a un minuto dallo scadere del tempo, rigore per il Napoli per il fallo su Spinazzola. Penalty trasformato da Hojlund. A Marassi 2-3 per il Napoli.

Fiorentina-Torino 2-2. I granata pareggiano al 94′

Al “Franchi” Fiorentina-Torino termina 2-2, vantaggio dei granata grazie alla rete di Casadei al 26’, pareggia Salomon al 51’ per la squadra di Vanoli che poi raddoppia con Kean al 57’, pareggio granata al 4′ di recupero con Maripan.

Viola che ci crede fino all’ultimo, poi la beffa che non le fa guadagnare i tre punti a cui il “Franchi” aveva già “fatto la bocca”. I gigliati vanno a quota 18 appaiati al Lecce che però deve ancora giocare

Partita che offre emozioni fin dai primi minuti. Al 5’ la prima conclusione di Kean che va di poco alta sulla traversa per una deviazione in angolo.

Sul corner da sinistra, al 6’, ancora Kean di testa: blocca Paleari

Immediata la risposta del Torino: all’8’ rapido contropiede granata. Adams serve in profondità Kulenovic, l’attaccante in area di rigore calcia in porta ma la conclusione è deviata in corner.

Ancora i granata pericolosi 60” dopo. Azione personale di Lazaro che calcia forte ma la palla esce di poco sopra la traversa

Dopo 15’ giocati a ritmo molto intenso le squadre si affrontano essenzialmente a centrocampo.

Il gol del vantaggio degli ospiti al 26’. Ilkhan lancia lungo per Casadei al limite del fuorigioco, l’ex Chelsea colpisce di testa in tuffo

I viola reagiscono e al 33’ su assist di Fagioli Brescianini al volo impegna un ottimo Paleari che respinge.

Ancora la Fiorentina insiste, al 34’ conclusione di Mandragora deviata nuovamente in corner da parte di Paleari.

Ultimi minuti della prima frazione di gara con i padroni di casa in pressing che sfiorano il pareggio.

In avvio di ripresa continua il pressing dei viola che al 51’ trovano il pareggio. Recupero di Mandragora su Gineitis, il pallone termina sui piedi di Solomon che conclude all’incrocio dei pali dalla distanza.

Raddoppio della Fiorentina al 57’. Azione collettiva dei viola, Harrison mette un ‘assist in area di rigore per Kean, l’attaccante della Nazionale conclude al volo sul primo palo.

Passati in vantaggio i padroni di casa insistono per altri 10’ con il Toro che prova a rispondere.

Poi il ritmo di gioco rallenta con i viola a sprazzi pericolosi.

All’ultimo assalto al 94′, Maripan trova il pareggio dei granata di testa sulla punizione dalla trequarti di Gineitis.

Calcio-News 14-02-2026

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