venerdì 13 marzo 2026

Amarcord: Bruno Conti

 


Eppure Nils Liedholm l'aveva detto.

E forti sospetti c’erano, per chi aveva visto le partite. Non solo quelle della Roma.
Il Mundial di Bruno Conti non inizia in Spagna nel giugno del 1982: inizia un anno e mezzo prima, esattamente il 1° novembre 1980. E' un sabato pomeriggio e lui gioca nel suo stadio, l'Olimpico, Italia-Danimarca per la qualificazione mondiale. Non va bene, siamo rattoppati: mancano Oriali, Antognoni e Causio. E tanto per cambiare, Bearzot è quotidianamente insultato dalla critica . Non solo: Bruno Conti ha ancora nel curriculum solo 24 minuti in maglia azzurra . Palla a lui a destra, spalle alla porta : il tacco sublime ubriaca due danesi e lancia profondo Gentile, che crossa per la volèe di Graziani , 1-0.
Trovate lo spazio in cineteca.
Ripresa: corner di Bruno Conti e Graziani incorna preciso, 2-0 .
L'altra gara delicata per la qualificazione è due settimane dopo con la Jugoslavia a Torino. Apre Cabrini dal dischetto. Poi Bruno Conti regala il sigillo con uno scavetto sull'uscita di Pantelic : 2-0 e siamo praticamente qualificati .
Già, Nils Liedholm l'aveva detto, precisamente il 22 maggio 1982: Bruno Conti farà un grande Mundial.
Non si sono accorti in tanti di quella dichiarazione. Erano troppo impegnati in un altro sport: il tiro al Bearzot.
Sull'album Panini scrivono : Bruno Conti, ala destra. In realtà lui gioca su tutte e due le fasce. E funge anche da regista della squadra. Chi l'ha detto? Enzo Bearzot.
A proposito, a fine partita quella sera al Bernabeu, gli mettono davanti un microfono. E, prima di andarsi a prendere la Coppa del Mondo, Bruno saluta così :
"Abbiamo dimostrato che sappiamo anche giocare a calcio" .
Poi il signor Edson Arantes do Nascimiento, per tutti Pelè, sentenzia: Bruno Conti è il miglior giocatore del Mundial. Scusa Bruno hai sentito, hai letto ? “ Ma forse Pelè ha esagerato”.
Subito dopo aver alzato la Coppa del Mondo, ce ne andiamo a Nettuno per far visita a Bruno. Una cosina veloce, un caffè : niente, non puoi prendere un caffè con lui. Ti travolgono.
Pensate che un giornalista durante la prima fase del Mundial accennò a Bruno, come se volesse metterlo in discussione. Mister Bearzot rispose: “Bruno Conti è un guerriero e ai guerrieri io non rinuncio”. Forse quel giornalista non era ancora nato il giorno di Italia-Perù (gol pazzesco di Bruno con un siluro di destro). “Superata la prima fase, abbiamo giocato alla giornata. Quando abbiamo battuto l’Argentina, c’è stata la svolta: ciascuno di noi ha capito che col Brasile potevamo vincere, ma nessuno l’ha detto . E neppure dopo il Brasile si è pensato al titolo mondiale. Il pensiero l’abbiamo fatto dopo il gol di Rossi alla Germania. A quel punto sì, ma avevamo già in mano i tedeschi. L’uomo in più è stato Bearzot. Il segreto è stato la convinzione, l’unità e la presa di coscienza”.
Senti Bruno, dopo questo superMundial, ti vogliono le squadre brasiliane, ti vuole il Tottenham. Che fai ? “Proprio adesso? Allora non avete capito bene: io voglio vincere uno Scudetto con la Roma”.
Lo vincerà.
E buon compleanno a Bruno Conti .
________________________________________________________________
(Intervista a Luciano Bertolani – Corsera)

mercoledì 11 marzo 2026

Torneo di Viareggio 1990 Amarcord

 


Torneo di Viareggio 1990

12-26 febbraio 1990
All'inizio degli anni '90 tutti i riflettori erano puntati sull'organizzazione della Coppa del Mondo, ospitata dall'Italia. Il rinnovamento degli stadi esistenti e la costruzione di nuove sedi avevano causato diversi incidenti e persino vittime.
Essendo il più importante torneo di calcio giovanile del Paese, la Coppa Carnevale era considerata un gustoso antipasto del grande evento. Come un perfetto Mondiale, sarebbe stato caratterizzato da sorprese.
Per riscaldare gli appassionati di calcio in vista di Italia 90 , il torneo di Viareggio è stato concepito come un Mondiale, con tanto di 24 club partecipanti. Il turno preliminare è stato particolarmente duro: otto gironi formati da tre squadre ciascuno. Il libero del Milan Franco Baresi avrebbe dovuto leggere il giuramento, ma non poté arrivare a Viareggio a causa della nevicata. Lo sostituiva il giovane portiere Francesco Antonioli, che avrebbe preso parte al torneo con i rossoneri .
Proprio per ribadire gli stretti legami tra Viareggio e il calcio, gli artigiani del rinomato Carnevale locale sono stati gli autori della scenografia della cerimonia di apertura dei Mondiali 1990.
Avevano costruito 24 palline di cartapesta, colorate come le bandiere delle nazioni partecipanti e collocate sul campo di San Siro, che all'improvviso si sono aperte contemporaneamente e hanno lanciato palloncini nel cielo.
Nella partita di apertura i campioni in carica del Torino non sono riusciti a superare il solido Crystal Palace, la cui retroguardia era guidata dall'emergente Gareth Southgate. Gli inglesi sono riusciti addirittura a qualificarsi per la fase a eliminazione diretta ai danni degli stessi granata e del Brescia.
Tuttavia, il Palace è stato l'unico club straniero ad accedere ai quarti di finale. L'IFK Göteborg, che un anno prima aveva vinto il campionato nazionale giovanile, venne sconfitto da Lazio e Bologna, così come Dinamo București, Newell's Old Boys, Stella Rossa Belgrado e debuttante Tokio ebbero lo stesso destino. Fallì anche lo Slavia Praga, anche se solo per differenza reti.
Il torneo ha mostrato prestazioni fantastiche delle squadre di origine emiliano-romagnola: Bologna, Cesena, la cui squadra maggiore era allenata dall'allenatore di Viareggio Marcello Lippi, e Parma.
Ai quarti i piccoli ducali, guidati in attacco dal rampante Alessandro Melli furono eliminati dalla Roma.
Il Cesena vinse il derby regionale contro il Bologna avanzando alle semifinali.
Il Napoli batteva il Milan, che vantava tra i centrocampisti Demetrio Albertini, ai rigori. Infine la Fiorentina travolse il Crystal Palace.
Le semifinali si sono rivelate equilibrate. Il Napoli si aggiudicó il posto per la finale sconfiggendo la Roma 1-0, grazie a un gol strepitoso di Pasqualini.
Intanto il Cesena diventava protagonista di un intrigante romanzo calcistico qualificandosi anche lui, dopo aver vinto ai rigori contro la Fiorentina.
Cesena-Napoli è stata una finale inedita.
Nel Napoli c'erano Bucciarelli e Massimo Tarantino già aggregati stabilmente alla prima squadra, in cui ruotavano anche il portiere Scalabrelli, il difensore Airoldi, il centrocampista Altomare e l'attaccante Marco Ferrante. Nel Cesena vi erano Scugugia, Masolini e Lamberto Zauli.
Dopo 35 minuti del primo tempo, il centrocampista 18enne Ulisse Masolini segna il gol della vittoria al termine di un incredibile solitario e il portiere Fulvio Flavoni resiste a tutti i tentativi del Napoli di trovare il pareggio. Finisce 1-0 per il Cesena.
Per la prima volta il trofeo è stato ritirato da un Provinciale, ovvero una squadra proveniente da piccoli centri.

Tabellino
Cesena - Napoli 1-0
Cesena: Flavoni, Scucugia, Scarponi, Masolini, Taroni, Medri, Lasagni, Del Bianco, Zagati, Lega, Di Natale (47 Zauli). - all: Ammoniaci.
Napoli: Scalabrelli, Airoldi, Izzo, Tarantino, Minutolo, Pasqualini, Altomare, Sanseverino, Ferrante, Bucciarelli (75 Russo), Molino (82 Di Nicola). - all: Morrone.
Arbitro: Pairetto (Torino).
Gol: 35' Masolini.

lunedì 9 marzo 2026

Serie A, Atalanta-Udinese 2-2, Milan-Inter 1-0

 


Serie A, Atalanta-Udinese 2-2


Nel ventottesimo turno di Serie A l’Atalanta a Bergamo rimonta l’Udinese da 0-2 a 2-2.


Partita fisica e dai ritmi alti nel primo tempo, dove i nerazzurri commettono qualche errore tecnico di troppo. I bianconeri tengono bene il campo, e al 39’ stappano la partita: corner perfetto dell’ex di giornata Zaniolo e incornata vincente di Kristensen, che buca Carnesecchi per l’1-0. Runjaic all’intervallo inserisce Zarraga, e il cambio paga subito: un tiro dello spagnolo viene respinto sul sinistro di Davis, che da angolo difficile piazza il 2-0 al 55’.


Palladino reagisce gettando nella mischia Zalewski e Krstovic, una delle poche volte in cui viene inserito assieme a Scamacca. Il cross dell’ex Inter e Roma al 75’ porta al 2-1 di testa di Scamacca, che quattro minuti più tardi riporta la sfida in equilibrio con un’altra incornata dopo un errore di Okoye. Nel finale sale un po’ di nervosismo, con l’incontro che si spegne senza altri squilli. L’Atalanta sale a 46 punti, a -5 dal quarto posto del Como: Udinese a quota 36.


Inter, altro flop negli scontri diretti! Il Milan vince 1-0: si riapre la lotta Scudetto?


Il derby della Madonnina poteva essere uno spartiacque nella lotta al titolo ed in effetti potrebbe aver riaperto tutto con la vittoria del Milan per 1-0 dopo una partita ben giocata dai rossoneri. Come da copione, è stato Bastoni il più fischiato dal pubblico rossonero che l’ha accompagnato dal riscaldamento a ogni pallone toccato, retaggio di quanto avvenuto con Kalulu in Inter-Juventus. Un altro grande risultato per Allegri: nei nove scontri diretti giocati fino a oggi contro le prime sette in classifica i rossoneri hanno centrato cinque successi e quattro pareggi, segno di grande forza e carattere quando il valore dell’avversario cresce.


Milan-Inter 1-0: la partita


A sbloccarla è Estupinan al 35′: un potente mancino che vale l’1-0 del Milan, concretizzando il classico principio del gol sbagliato, gol subito dopo che Mkhitaryan aveva trovato la risposta di Maignan. Nella ripresa l’Inter cambia pelle: pressing alto, forcing continuo, Milan costretto a una lenta ritirata nella propria area. I rossoneri non la chiudono con Leao ed i nerazzurri dominano territorialmente ma non sfondano: Dimarco spreca la chance più nitida calciando male da buona posizione. Col passare dei minuti, la confusione fa il gioco del Milan. Nel finale concitato, espulso un membro dello staff di Allegri e brividi per un possibile tocco di mano di Ricci in area, giudicato non punibile. Al triplice fischio, però, è festa rossonera. Un successo fondamentale per tenere vivo un campionato che sembrava già scritto.

domenica 8 marzo 2026

Serie A-News del 08-03-2026

 


La Cremonese si sveglia tardi: colpaccio Lecce che fa sua la sfida salvezza


 


Il Lecce conquista una vittoria fondamentale nello scontro salvezza contro la Cremonese. Di Francesco sceglie il 4-3-3 con Stulic titolare insieme a Pierotti e Banda, mentre Nicola risponde con il 3-5-2. Nel primo tempo i salentini sbloccano il match con Pierotti e raddoppiano con Stulic su rigore.

Nella ripresa la Cremonese reagisce grazie ai cambi di Nicola e accorcia le distanze con Bonazzoli. I grigiorossi mettono in difficoltà il Lecce e sfiorano il pareggio nel finale. I padroni di casa però resistono e portano a casa tre punti preziosi per la corsa salvezza.


 


 


Tonfo casalingo per il Bologna: il Verona ribalta i rossoblù!


 


Il Verona espugna il Dall’Ara battendo 2-1 il Bologna e conquista tre punti pesantissimi nella corsa salvezza. Dopo un primo tempo equilibrato e senza reti, i rossoblù passano in vantaggio al 49’ con Rowe, bravo a finalizzare l’azione nata dalla percussione di Zortea. La squadra di casa sfiora anche il raddoppio con il palo di Orsolini poco prima.

La reazione del Verona però è immediata: al 53’ Frese pareggia con una conclusione dal limite, mentre al 57’ Bowie completa la rimonta su assist di Orban. Nel finale il Bologna prova a spingere alla ricerca del pareggio, ma Montipò e la difesa gialloblù resistono fino al triplice fischio, regalando agli scaligeri una vittoria fondamentale per la salvezza.


 


Vince la noia: Fiorentina-Parma finisce a reti inviolate


 


Fiorentina e Parma pareggiano 0-0 in una gara povera di emozioni valida per la 28ª giornata di Serie A. Il primo tempo scorre senza tiri in porta, con i viola che provano a gestire il possesso mentre gli ospiti si rendono pericolosi soprattutto in contropiede. L’unico squillo arriva nel finale con un tentativo dalla distanza di Keita che termina di poco fuori.

Nella ripresa la Fiorentina prova ad alzare il ritmo e sfiora il vantaggio con Fagioli e soprattutto con Piccoli, che non riesce a sfruttare una grande occasione da pochi passi. Nonostante i cambi dei due allenatori, la partita resta bloccata fino al 90’. Il pareggio permette al Parma di salire a 34 punti, mentre i viola devono accontentarsi di un punto.


 


La Juventus regala un poker a Spalletti, Pisa travolto 4-0


 


Quattro gol al Pisa e tre punti conquistati, la Juventus fa il miglior regalo di compleanno a Spalletti: il tecnico spegne 67 candeline con una vittoria attesa dal primo febbraio, i bianconeri rispondono al blitz del Como a Cagliari e tornano a mettere pressione alla Roma in ottica Champions. I toscani lottano per un tempo, poi nella ripresa crollano sotto i colpi di Cambiaso, Thuram, Yildiz e Boga.


Tra i bianconeri rientra Locatelli dalla squalifica e torna subito titolare, la novità riservata da Spalletti riguarda la difesa: il tecnico concede un turno di riposo a Kelly e propone dal primo minuto Gatti, l’eroe di Roma con il pareggio a tempo scaduto. In porta viene confermato Perin, in attacco non ci sono rotazioni e giocano David supportato da Conceicao, McKennie e Yildiz. Nel Pisa i due grandi ex, Cuadrado e Iling-Junior, siedono in panchina, mentre davanti Hiljemark sceglie il tandem Moreo-Durosinmi.


In tribuna c’è uno spettatore d’eccezione: Mario Mandzukic viene accolto da una vera e propria ovazione dello Stadium e il croato si prende anche l’abbraccio della Curva Sud. La Juve entra in campo distratta, Moreo prova ad approfittarne dopo quattro minuti e ci vuole un tuffo di Perin per evitare il gol. Il tifo bianconero resta in silenzio per un quarto d’ora, proprio quando si alzano i decibel Yildiz e compagni cominciano a farsi vedere dalle parti di Nicolas: il destro di Thuram sfiora l’incrocio, il colpo di testa di Gatti finisce tra le braccia del portiere, il mancino di Conceicao è respinto dall’estremo difensore avversario.


Anche David ha un paio di potenziali occasioni clamorose, ma le butta via e si sente qualche mugugno dagli spalti.Decisamente troppo poco per soddisfare Spalletti, il quale decide di iniziare la ripresa con Kelly e Boga al posto di Gatti e David con Yildiz che va a fare il riferimento più centrale e più avanzato. Ed è proprio il turco ad avere l’intuizione per sbloccare una sfida che si stava facendo più complicata del previsto: Conceicao premia il movimento del 10 bianconero, il suo cross sul secondo palo è soltanto da spingere dentro da Cambiaso. Per Yildiz è la prima partecipazione a un gol dal rinnovo ufficializzato lo scorso 7 febbraio, mentre il laterale non segnava allo Stadium dalla prima giornata dello scorso campionato.


Dopo un’ora Hiljemark rivoluziona il suo Pisa, con Piccinini e Loyola entra anche Cuadrado, fischiatissimo dai suoi ex tifosi per il passato più recente all’Inter.I cambi non funzionano, la Juve trova il raddoppio: Locatelli calcia sul palo e Thuram ribatte in rete, il francese esulta chiamando il gruppo in panchina per un abbraccio collettivo a Spalletti.


All’appello manca ancora Yildiz, il fantasista riesce a sbloccarsi al 75′, quando con un destro fulmina Nicolas per la terza volta e ritrova un gol atteso 41 giorni. Allo Stadium l’entusiasmo è contagioso e c’è ancora tempo per festeggiare il poker di Boga, i tifosi bianconeri “sbeffeggiano” il presidente dei cugini Cairo invitandolo a non vendere il Toro. Spalletti sale a 50 punti e ora ha l’obiettivo della continuità nei prossimi impegni contro Udinese e Sassuolo prima della sosta, il Pisa resta ultimo e la salvezza è sempre distante 9 lunghezze.

sabato 7 marzo 2026

Napoli-Torino 2-1 Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata

 


Napoli-Torino 2-1

Nel ventottesimo turno di Serie A il Napoli trova i tre punti al Maradona, Torino ko 2-1. Pronti via e gli uomini di Conte stappano subito la partita: al settimo minuto Alisson Santos fa partire un colpo da biliardo da fuori area sul primo palo che beffa un Paleari tutt’altro che perfetto. I partenopei continuano a premere sull’acceleratore, ma la prima frazione di gioco va in archivio sull’1-0.

Anche in avvio di ripresa i granata non si scuotono, e dopo l’ora di gioco arriva il raddoppio dei padroni di casa: al 68’ Elmas sfrutta la torre di testa di Politano e in girata segna il più classico dei gol dell’ex. Gli azzurri nel quarto d’ora finale sono alle prese con qualche acciacco fisico (Juan Jesus e Gilmour), ma ritrovano De Bruyne e Anguissa (in campo dal 46’ al posto di Vergara, anche lui fuori per infortunio).

All’87’, su sviluppo di corner, Casadei accorcia le distanze di testa, ma il gol dell’ex Chelsea è l’ultimo squillo del match. Il Napoli vince 2-1 e sale a 56 punti, a -1 dal Milan: Torino fermo a quota 30.

 

L’obiettivo minimo. O forse il massimo. E riflettendoci bene, alla fine, questi due concetti si vanno a sovrapporre in una maniera sorprendente. Antonio Conte va verso la chiusura della sua seconda stagione napoletana riportando la squadra a una condizione di normalità: con i tre punti conquistati contro il Torino, il posto nella prossima Champions League si avvicina sempre di più e nessuno potrà dire che non si tratta di missione compiuta. L’anno scorso nessuno obbligava il Napoli a vincere lo scudetto dopo il disastro post-Spalletti. In quel caso, Conte è andato oltre le aspettative. Ma nemmeno quest’anno era condannato a vincere. Lo ha fatto in Supercoppa italiana e anche lì non era un obbligo.Il Napoli visto al Maradona contro il Torino, dal punto di vista del prodotto finale, è stato molto vicino all’idea di squadra dell’anno scorso. Una squadra quasi sempre padrona del campo, a parte la distrazione finale che ha portato al gol di Casadei, una squadra che pur priva ancora di giocatori importanti ha creato molte occasioni, ha proposto soluzioni di gioco interessanti, ha valorizzato dei patrimoni spesso trascurati come Elmas o come uno degli ultimi arrivati, Alisson Santos, capace di togliersi di dosso la leziosità delle prime uscite per disputare una partita di altissimo livello.

Il calendario adesso dà una mano al Napoli, perché delle ultime dieci partite, almeno otto sono ampiamente alla portata. Impegni complicati sono solo quello di inizio aprile contro il Milan (al Maradona) e quello di inizio maggio sul campo del Como. Questo è un altro motivo per cui l’obiettivo stagionale di Conte (minimo o massimo che sia) è molto vicino a essere centrato. Bisognerà solo capire a fine stagione se nella Champions League della prossima stagione, sulla panchina del Napoli ci sarà ancora lo stesso allenatore. Ma questa è un’altra storia che si scriverà tra tre mesi, a bocce ferme.Un aiuto per quest’ultima parte della stagione arriverà sicuramente anche dai campioni che stanno rientrando. Anguissa è entrato nell’intervallo contro il Torino dopo un centinaio di giorni e dopo una decina di minuti sembrava non essere mai uscito di squadra. Kevin de Bruyne (in quell’inizio di stagione che oggi sembra lontanissimo) è stato addirittura considerato un problema, ma contro il Torino ha voluto subito il pallone per alcuni dei suoi strappi leggendari. Avrà ancora bisogno di tempo e pazienza Romelu Lukaku, ma come già è successo a Verona, qualche suo ingresso per lo sprint finale porterà dei gol e dei punti preziosi.

C’è ovviamente ancora qualcosa da sistemare, per evitare il ritorno di chi sta dietro. C’è una difesa che ha delle distrazioni come quella che ha portato al gol del torinista Casadei. Il Napoli, detto per inciso, prende almeno un gol da dieci giornate consecutive. Questo sarebbe un problema relativo se per contro arrivassero molti gol dagli attaccanti. Ma non sempre è così. Hojlund, per esempio, dopo aver tirato la carretta per tutta la stagione, nelle ultime dodici partite di campionato ha segnato solo la doppietta contro il Genoa e il gol contro il Verona. Cose da sistemare, che per Conte normalmente sono un lavoro ordinario, quest’anno un po’ meno causa infortuni. Ma ci siamo quasi, l’obiettivo minimo (o massimo) è lì a portata di mano.



Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata


Il Como fa sul serio per la Champions League. Altra vittoria, stavolta fuori casa, contro il Cagliari di Pisacane. Finisce 2-1 per la squadra di Fabregas nel secondo match del 28esimo turno di campionato.

La squadra lombarda aveva trovato prima del quarto d’ora, al 14′, la rete del vantaggio con Baturina. Poi a metà primo infortunio per l’obiettivo azzurro Perrone costretto a uscire. Nella ripresa poi il Cagliari ha provato a fare la voce grossa, riuscendo a trovare il gol del pareggio al 56′, con Sebastiano Esposito. La perla del pomeriggio è arrivata dai piedi di Da Cunha che con un mancino a uscire ha trovato un tiro fantastico che ha riportato avanti il Como.

Grazie a questo successo la squadra di Fabregas ha agguantato, almeno per il momento, la Roma al quarto posto.



martedì 3 marzo 2026

Serie A: Pisa-Bologna 0-1; Udinese-Fiorentina 3-0

 


Pisa-Bologna 0-1

Dopo un mese e mezzo si sblocca Jens Odgaard e si sblocca anche il Bologna: è 1-0 rossoblù sul Pisa, nella 27a giornata della Serie A. Italiano e i suoi raccolgono così i tre punti da una gara complessa, con le parate di Skorupski a evitare il ko nella ripresa. Buon impeto e buona fase difensiva per il Pisa in avvio, chiudendo ogni spazio al duo Bernardeschi-Cambiaghi. Italiano perde Vitik per infortunio e si rammarica per la doppia chance sprecata da Castro, che colpisce un palo.

Nel finale rialza però la testa il Pisa che poi, nella ripresa, domina nelle chances offensive. I toscani bussano con Moreo e poi sfiorano la rete con Piccinini: doppio miracolo per Skorupski, che blinda la sua porta. Il Pisa ci crede e va vicinissimo al gol anche con Stojilkovic, ma non sfrutta le occasioni e viene punito: Odgaard si gira e calcia in un fazzoletto, tiro all’incrocio e 1-0 Bologna all’89’. Esultano i rossoblù, che salgono a quota 39 punti e si riportano all’ottavo posto e a -6 dalle coppe, scavalcando il Sassuolo. Sempre ultimo il Pisa, molto sfortunato, con 15 punti.

Serie A, Udinese-Fiorentina 3-0

La 27a giornata della Serie A si chiude con la sconfitta per 3-0 della Fiorentina, che non approfitta dei ko delle rivali-salvezza e non effettua l’atteso scatto. I viola restano terzultimi con 24 punti, insieme al Lecce e alla Cremonese, e rivedono i vecchi fantasmi proprio contro quell’Udinese che le aveva consegnato la prima vittoria (5-1) nel match d’andata.

Non c’è mai partita al Bluenergy Stadium, coi toscani completamente incapaci di arginare la coppia Zaniolo-Davis, che si ricompone dopo l’infortunio dell’inglese. Kabasele la sblocca subito su azione da corner al 10′, poi entra in gioco de Gea: doppia parata su Davis per evitare il raddoppio. Il portiere non può però nulla al 63′, quando Rugani stende proprio l’ex Watford: l’inglese va sul dischetto e lo spiazza, è 2-0 Udinese.

Non c’è di fatto una reazione della Fiorentina, che non calcia mai in porta e affonda nel recupero, quando Buksa sigla il 3-0 (93′). Viola terzultimi e, inoltre, in ansia per il problema alla caviglia accusato da Kean. Respira invece l’Udinese, che ritrova la top-10 con 35 punti: friulani a +11 sulla zona-retrocessione, Runjaic torna al successo dopo tre ko consecutivi.

lunedì 2 marzo 2026

Roma-Juventus 3-3

 


Partita emozionante e bellissima allo Stadio Olimpico. La Juventus riprende gli avversari nei minuti finali del match. Stappa la gara Wesley con un tiro a giro imparabile al 39° minuto e risponde Conceicao con una voleé altrettanto bella in apertura di secondo tempo. N’Dicka firma il nuovo vantaggio giallorosso su calcio d’angolo al 54° e Malen allunga sul 3-1 con il tocco morbido a superare Perin al minuto 65. Quando la partita sembra completamente in controllo dei giallorossi, la Juventus accorcia con la rete di Boga 78°. Nei minuti di recupero Gatti realizza il gol del pareggio da due passi e fissa il risultato sul 3-3. La Roma infila il quarto risultato utile consecutivo (8 punti totali) ma perde un’occasione ghiottissima per agganciare il Napoli e allontanare le dirette concorrenti alla corsa Champions. Ora i giallorossi, quarti in classifica con 51 punti, sono attesi dalla sfida al Ferraris contro il Genoa. Pareggio importantissimo, per come si era messa la partita, per la Juventus che vede la zona Champions ancora raggiungibile. I bianconeri salgono a 47 punti rimanendo 6° posizione e, nel prossimo turno di campionato, ospiteranno il Pisa.

Amarcord: Bruno Conti

  Eppure Nils Liedholm l'aveva detto. E forti sospetti c’erano, per chi aveva visto le partite. Non solo quelle della Roma. Il Mundial d...