martedì 3 febbraio 2026

News calcistiche del 3 Febbraio 2026

 


Audero: “Il petardo, una martellata all’orecchio. Perché tutto questo?”

 

Dopo la paura restano i pensieri, qualche acciacco e una tensione che non si scioglie e ti prende le spalle e la schiena. Emil Audero torna sull’episodio del petardo di Cremonese-Inter e lo fa in un’intervista rilasciata a Gazzetta e Corriere: “Innanzitutto sto abbastanza bene – dice -. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.

Il racconto di quei momenti è un misto di paura e incredulità: “C’erano fumogeni e petardi già nel riscaldamento, ma sono cose che succedono a cui non ho dato peso. Sembrava tutto sotto controllo, ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo. Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.

Il portiere della Cremonese ha però deciso di rimanere in campo…
“Capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa… Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima“.

Ma cosa direbbe al tifoso che ha lanciato il petardo? “Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

 

 

Verona: Sammarco può diventare il dopo Zanetti

 

Il Verona è intenzionato a proseguire la sua stagione con Paolo Sammarco sulla panchina. Dopo l’esonero di Paolo Zanetti, la società gialloblù vorrebbe promuovere l’attuale allenatore della primavera in prima squadra. Per adesso, l’unico nodo rimane lo staff, ma ci sono alte possibilità di vederlo in panchina già venerdì nel match contro il Pisa.

 

 

Gasperini, rabbia Roma: “Quel fallo da chi è nato il gol…”

 

Un clima da battaglia e una sconfitta che pesa sulla corsa Champions della Roma. Il ko di Udine (1-0) fa scivolare i giallorossi al quinto posto e ha fatto arrabbiare Gasperini. Non tanto per la prestazione di Pellegrini e compagni però. “Ho visto carattere. Ci è mancata qualità davanti, le giocate precisi negli ultimi metri – ha detto Gasp -. Abbiamo anche avuto sfortuna nel finale per i famosi centimetri e anche il gol preso è sintomo di una serata non fortunata. Ma usciamo sempre a testa alta e troveremo la forza di migliorarci sempre”. L’unica questione che fa perdere la calma al tecnico giallorosso è il fallo da cui è nato il tiro deviato da Malen che ha portato al gol dell’Udinese. “Questo sta diventando il calcio e da quella punizione è nato il gol, ho apprezzato le parole di Saelemaekers. Questo è il calcio, una ricerca di queste situazioni per trarre vantaggio, mi spiace ma è così”.

Infine una battuta dopo le lamentele di Conte sulle troppe gare giocate: “Le partite fan parte di questo sistema. Se aumentano le competizioni ci sono più partite, per me l’unico aspetto negativo sono gli infortuni. Probabilmente le troppe partite sono una causa, ma la gente e la tv vogliono questo. Una volta ce n’erano meno, ma la percentuale tra partite e infortuni erano sempre le stesse. Dopodiché queste sono constatazioni, non c’è una scienza che ci dice il contrario”.

 

Flop Roma: vince l’Udinese con Ekkelenkamp

 

Nel monday night della ventitreesima giornata di Serie A, la Roma perde 1-0 sul campo dell’Udinese e scivola al quinto posto, superata dalla Juventus. Al Bluenergy Stadium, i friulani giocano una gran partita: Atta ed Ekkelenkamp spaventano subito dalla distanza, ma Svilar è ottimo nel respingere. I giallorossi ci provano solo su punizione con Soulé all’intervallo, mentre Miller colpisce alto, sempre da lontano. La sfida si sblocca, e si decide, proprio su calcio di punizione, ma è Ekkelenkamp, con un destro deviato da Malen, a sorprendere Svilar per l’1-0 al 49′. Gasperini prova a riprenderla inserendo Venturino, Ghilardi, Pisilli, Vaz e Tsimikas, ma il pareggio non arriva. Al 90′, in realtà, Cristante troverebbe di testa l’1-1, ma la rete viene annullata per fuorigioco del greco ex Liverpool, autore dell’assist. All’ultima azione, Okoye è miracoloso nell’evitare l’autogol di Kabasele e finisce allora 1-0. A sorridere è Runjaic, che aggancia la Lazio a 32 punti e si porta al nono posto. Quinta, invece, la formazione di Gasperini.

 

E’ morto Nicolas Giani, ex Spal, Vicenza e Spezia: aveva 39 anni

 

Un male incurabile ha stroncato la vita di Nicolas Giani, 39 anni, ex difensore – tra le altre – di Spal e Vicenza, cresciuto nel vivaio dell’Inter. Lascia la moglie, Raluca, e una figlia, Bianca.

La carriera di Nicolas, comasco d’origine, iniziò in nerazzurro. A metà degli anni 2000, la parentesi alla Cremonese e il passaggio alla Pro Patria per due stagioni. Ma è nel 2008-09, quando passò al Vicenza, con Gregucci in panchina, che Giani iniziò a giocare anche come terzino confermando di avere delle doti tecniche importanti per ricoprire ogni ruolo del pacchetto arretrato. Dopo il quadriennio al Vicenza con una breve parentesi al Perugia (2013), Giani si trasferì alla Spal e scrisse la storia della società ferrarese contribuendo, nel giro di due anni, tra il 2015 e il 2017 al doppio salto dalla Serie C (allora Lega Pro) alla A, campionato da cui la Spal era assente da 49 anni. Due tornei di B con lo Spezia, tre in C con la FeralpiSalò e uno in D (2021-22) col Desenzano prelusero alla scoperta della malattia che, dopo circa quattro anni di cure e sofferenza, se l’è portato via.

 

Lookman, addio Atalanta: affare last minute con l’Atletico Madrid

 

Alla fine c’è l’Atletico Madrid nel futuro di Ademola Lookman. Il giocatore ha accettato la corte di Simeone che, non è un dettaglio, ha messo sul piatto per lui la bellezza di 6 milioni a stagione bonus compresi. L’Atalanta, dal canto suo, voleva 40 milioni per il nigeriano e 40 ne avrà anche se 5 dovrà “guadagnarseli” e, al solito, sono archiviati alla voce bonus. Il club bergamasco ha ufficializzato la cessione tramite i propri canali social: “Ademola Lookman ceduto a titolo definitivo all’Atletico Madrid. Grazie di tutto e in bocca al lupo per il tuo futuro!”. Il Fenerbahçe, che aveva raggiunto un accordo con il giocatore, se ne dovrà fare una ragione e d’altronde la questione delle garanzie finanziarie mancanti non sono proprio una novità per il club turco.

 

Mercato, ultimi colpi: Santos al Napoli, ufficiale Zaragoza alla Roma

 

Alisson Santos è il nuovo esterno offensivo del Napoli. Anche la Roma si rinforza in attacco: ecco Zaragoza in prestito dal Bayern Monaco. Rugani saluta la Juventus e si trasferisce a titolo temporaneo alla Fiorentina. Proprio i bianconeri hanno accolto Boga dal Nizza e Holm dal Bologna, dove invece si sposta Joao Mario sempre in prestito. Strefezza torna in Italia al Parma, Thorsby va alla Cremonese dal Genoa.

 

Antonio Conte si prende la quinta Panchina d’Oro per l’impresa scudetto

 

LO SCUDETTO DEL NAPOLI della scorsa stagione ha fatto meritare ad Antonio Conte il premio conferito dai colleghi allenatori. Conte vince ancora dopo i tre riconoscimenti ottenuti lo scorso decennio alla guida della Juventus e quello da tecnico dell’Inter del 2020/21. Su 47 votanti, riuniti a Coverciano per il corso di aggiornamento, lo hanno scelto in venti mentre secondo è arrivato Gian Piero Gasperini (6 voti) e terzo Cesc Fabregas (4). «Un riconoscimento da condividere con i miei calciatori, protagonisti di una bellissima impresa e con tutte le persone che lavorano al Napoli» ha detto il tecnico.

Il campionato, va ricordato, è stato un testa a testa logorante contro l’Inter di Simone Inzaghi, risolto solo all’ultima giornata con il 2-0 inflitto al Cagliari in un “Maradona” ribollente di passione. Il Napoli di Conte non ha cercato il ricamo, ma la solidità: una difesa d’acciaio guidata da un ritrovato Di Lorenzo e i gol pesantissimi di Romelu Lukaku e Scott McTominay, diventati immediatamente i nuovi idoli della città.

lunedì 2 febbraio 2026

Super-News calcistiche del 2 Febbraio 2026

 


Cagliari-Verona 4-0: gli scaligeri rimangono in coda classifica con il Pisa

All’Unipol Domus Arena Cagliari-Verona termina 4-0. Vantaggio dei padroni di casa grazie alla rete di Mazzitelli al 36’, raddoppio di Kiliçsoy al 45’+2′. Nella ripresa rete di Sulemana all’84’ e poker rossoblù firmato da Idrissi al 90’+1’. Poker degli isolani che puniscono oltre misura gli scaligeri rimasti in 10’ dal 51’.

La partita

Gara frammentata sin dalle prime battute. Scaligeri più determinati nei primi minuti di gioco con pressing alto, i padroni di casa trovano difficoltà ad uscire dalla propria metà campo.

Al 9’ è del Verona la prima azione pericolosa. Ci prova Sarr, il pallone scavalca Caprile ma salva Luperto di testa.

Insiste ancora la squadra di Zanetti al 17’ ma Orban calcia alto sopra la traversa.

I padroni di casa del Cagliari rispondono al 19’. Sugli sviluppi di un calcio piazzato respinge la difesa del Verona, la palla arriva a Mazzitelli che da fuori area calcia al volo, grande parata del portiere gialloblù che manda in angolo.

Al 36’ Cagliari in vantaggio con Mazzitelli che da sinistra trova lo spazio per battere Perilli. Iniziativa di Palestra sulla destra e cross per Obert che di tacco appoggia in avanti per Mazzitelli. Il rossoblù isolano calcia sul primo palo.

Negli ultimi minuti della prima frazione di gara gli uomini di Pisacane alzano il ritmo. A tempo ormai scaduto il Cagliari raddoppia ma c’è il sospetto di fuorigioco. Dopo il check del Var la rete è convalidata. L’azione: cross di Esposito sul secondo palo, spettacolare mezza rovesciata di Kilicsoy da sinistra che batte Perilli.

In avvio di ripresa ancora la squadra di Pisacane in avanti. Al 49’ Adopo prova la conclusione personale ma viene bloccato dalla difesa scaligera.

Dal 51’ Verona in 10 per l’espulsione di Sarr per doppia ammonizione.

Superata l’ora di gioco i padroni di casa rallentano il ritmo di gioco e gli ospiti tentano il recupero, nonostante l’inferiorità numerica.

Il Cagliari sfiora il tris al 70’ con Luperto che dalla distanza trova l’angolino sinistro della porta difesa da Perilli, il portiere però devia in tuffo e mette in angolo.

All’84’ Sulemana mette il sigillo definitivo all’incontro segnando la terza rete del Cagliari. Corner battuto da destra, Adopo calcia sul primo palo, Perilli respinge ma Sulemana da un metro colpisce di testa insaccando a rete

Il poker dei padroni di casa porta il sigillo di Idrissi al 90+1′. Cross di Zappa da destra e colpo di testa vincente di Idrissi sul primo palo.


Napoli: Evitato l’intervento chirurgico per Di Lorenzo


Evitato l’intervento chirurgico per Di Lorenzo. Per questo tipo di trauma i tempi standard oscillano tra le 4 e le 6 settimane prima del rientro in campo. Un’assenza pesante, ma con un orizzonte decisamente più rassicurante rispetto alle prime sensazioni.

Arrivano notizie incoraggianti per il Napoli dopo l’apprensione delle ultime ore. Stando a quanto riferito da Sky Sport, gli accertamenti effettuati in mattinata su Giovanni Di Lorenzo hanno escluso il coinvolgimento del legamento crociato, scongiurando lo scenario più temuto. La diagnosi parla di una distorsione di secondo grado al ginocchio.

Un verdetto che restituisce serenità all’ambiente azzurro e allo staff guidato da Antonio Conte, reduce dalla vittoria per 2-1 sulla Fiorentina ma preoccupato per le immagini dell’uscita in barella del capitano. Evitato l’intervento chirurgico, ora parte il programma di recupero. Per questo tipo di trauma i tempi standard oscillano tra le 4 e le 6 settimane prima del rientro in campo. Un’assenza pesante, ma con un orizzonte decisamente più rassicurante rispetto alle prime sensazioni.


Serie A, Torino-Lecce 1-0: i granata tornano al successo con Che Adams


Il Torino torna alla vittoria in campionato dopo quattro sconfitte consecutive e lo fa battendo il Lecce 1-0 al termine di una gara scorbutica e obiettivamente non molto spettacolare. A stappare la partita, in realtà nel momento migliore dei salentini (al 26′ Paleari è bravo su un tentativo da fuori di Ramadani), ci pensa Che Adamas che, al 29′, sfrutta un assist al bacio di Vlasic per battere Falcone con un piattone sotto misura.

Vlasic e Falcone sono protagonisti anche a inizio ripresa, quando un assist del trequartista granata trova Zapata a due passi dal portierone giallorosso che risponde con un miracolo alla conclusione dell’attaccante colombiano. Nonostante il possesso palla quasi costante, il Toro continua a creare occasioni con il contagocce, ma il Lecce fa ancora meno. Di Francesco prova a sparigliare le carte inserendo Banda per uno spentissimo Gandelman, Baroni risponde con il neo-acquisto Obrador, con Anjorin Prati. Ancora Che Adams avrebbe l’occasione del raddoppio praticamente dalla stessa posizione del primo gol, ma non trova la porta. Poi di nuovo Falcone si oppone a un colpo di testa ravvicinatissimo di Zapata. C’è spazio anche per l’esordio di Kulenovic tra i granata, ma è Banda a sfiorare il pari con un destro che si stampa sul palo (azione poi viziata da fuorigioco).

Non succede più niente nonostante il forcing finale dei giallorossi: il Torino non brilla ma mette fine all’emorragia di sconfitte e sale a 26 punti in classifica, salvando la panchina di Baroni. Il Lecce resta a 18 punti, un punto sopra il terzultimo posto della Fiorentina e non sfrutta i ko delle ultime tre della classe (Pisa e Verona).

IL TABELLINO
TORINO-LECCE 1-0
Torino (3-5-2): 
Paleari5,5; Marianucci 6, Maripan 6, Coco 6,5; Pedersen 6,5, Vlasic 7, Ilkhan 6 (25′ st Prati 6), Casadei 6 (25′ st Anjorin 6), Lazaro 6 (25′ st Obrador 6,5); Adams 6,5 (44′ st Njie sv), Zapata 5,5 (32′ st Kulenovic 5,5). A disp.: Israel, Siviero, Perciun, Dembélé, Tameze, Gabellini. All.: Baroni 6
Lecce (4-2-3-1): Falcone 7; Veiga 5,5, T. Gabriel 5,5 (20′ st Gaspar 6), Siebert 5,5, Gallo 5,5; Ramadani 6,5 (44′ st Ngom sv), Coulibaly 6; Pierotti 5,5 (32′ st N’Dri), Gandelman 5 (20′ st Banda 6,5), Sottil 6 (32′ st Sala 5,5); Cheddira 5. A disp.: Bleve, Samooja, Jean, Ndaba, Perez, Fofana, Kovac, Sala, Stulic. All.: Di Francesco 6
Arbitro: Sozza
Marcatori: 29′ Adams
Ammoniti: Vlasic, Prati (T), T. Gabriel, Ramadani (L)
Espulsi: –

LE STATISTICHE
Ché Adams, che è tornato a segnare in campionato dal gol proprio contro il Lecce nel match di andata dello scorso 30 novembre, ha realizzato tre reti nelle ultime quattro sfide disputate tra tutte le competizioni, tante quante quelle messe insieme nelle precedenti 21 presenze con il Torino in questa stagione.

Considerando dalla sua prima partecipazione a rete in questa Serie A (gol vs Como, lo scorso 24 novembre), solo Lautaro Martínez (10) è stato coinvolto in più gol rispetto a Nikola Vlasic (otto, 5G+3A) nel periodo in campionato.

Sei delle otto partecipazioni a rete di Nikola Vlasic in questa Serie A sono arrivate in casa (quattro gol e due assist); dalla prima contro il Como, lo scorso 24 novembre, il giocatore del Torino è quello che ne ha messe insieme di più tra le mura amiche in campionato nel periodo (sei appunto, una in più di Federico Dimarco a cinque).

Nikola Vlasic ha fornito 15 assist in Serie A con il Torino. Da quando veste la maglia granata (dal 2022/23), nessun giocatore del Toro ha servito più passaggi vincenti del croato in campionato (15 appunto come Valentino Lazaro).

Dopo quattro sconfitte consecutive, il Torino è tornato a vincere in campionato dal successo 0-3 contro l’Hellas Verona, lo scorso 4 gennaio. I granata non vincevano invece all’Olimpico Grande Torino dal 13 dicembre scorso contro la Cremonese (1-0 anche in quel caso).

Il Torino è tornato a vincere un match di Serie A contro il Lecce dal 2-0 del 16 febbraio 2024 con Ivan Juric allenatore (anche in quel caso nella gara di ritorno all’Olimpico Grande Torino).

Il Lecce ha perso sei delle ultime otto gare di Serie A (2N) e non registrava una striscia di sfide senza successi più lunga da quella di 13 tra febbraio e maggio 2025 con Marco Giampaolo allenatore (5N, 8P in quel caso). Inoltre, i giallorossi non hanno neanche trovato la via del gol in quattro sfide di fila in campionato per la prima volta da febbraio 2025 (v Bologna, Monza, Udinese e Fiorentina).

Nessuna squadra ha perso più sfide del Lecce in questa Serie A: 13 come l’Hellas Verona. I giallorossi non perdevano 13 delle prime 23 giornate in un campionato di massima serie dal 2011/12, stagione poi terminata con la retrocessione.

Il Lecce ha perso sette delle 11 trasferte in questa Serie A – più di qualsiasi altra squadra nel torneo in corso – considerando le precedenti cinque stagioni disputate nella massima serie solo nel 2024/25 (otto) i giallorossi avevano fatto peggio dopo lo stesso numero di traferte disputate in campionato.

Il Lecce ha perso senza segnare tre trasferte di fila in Serie A per la prima volta da ottobre-novembre 2024 (striscia di quattro in quel caso, vs Milan, Udinese, Napoli e Bologna).


Serie A, Como-Atalanta 0-0


Nella ventitreesima giornata di Serie A termina 0-0 il match piuttosto atteso tra Como Atalanta. Dopo otto minuti di gioco la gara prende una piega nefasta per i bergamaschi: brutta reazione di Ahanor, provocato da Perrone (comportamento non eccezionale nemmeno del centrocampista lariano), con Pairetto che estrae il cartellino rosso per il difensore ex Genoa.

Palladino inserisce Sulemana al posto di Scamacca per avere più mobilità davanti, ma i padroni di casa spingono forte alla ricerca del vantaggio. Il primo tempo si chiude senza reti, e in avvio di ripresa i lariani continuano a premere sull’acceleratore: Douvikas e soprattutto Ramon hanno molte chance per stappare la partita, ma Carnesecchi è impeccabile.

A tempo praticamente scaduto arriva un’altra occasionissima per i padroni di casa: calcio di rigore assegnato dopo controllo Var per fallo di mano di Scalvini. Dal dischetto si presenta ancora una volta Nico Paz, che però viene ipnotizzato da Carnesecchi al 98’. Il Como sale a quota 41 punti, con più di un rimpianto: Atalanta ora a quota 36 punti.



Serie A, Juventus va a mille all’ora: a Parma è 4 a 1. L’Inter resta saldamente in testa alla classifica: 2 a 0 alla Cremonese


Troppa Juventus per il Parma

La Juventus travolge il Parma sul campo emiliano nella 23° giornata di Serie A: 1-4 il risultato finale. Bianconeri al quarto posto in classifica a 45 punti, due in più della Roma che domani va in trasferta a Udine. Il gol del Parma è in realtà una papera di Cambiaso che di tacco sorprende il compagno Di Gregorio nel secondo tempo. C’è anche un quinto gol bianconero, al 92′ di Openda, ma il Var annulla.

Subito aggressiva la Juventus, con protagonista Conceiçao che lanciato da Kalulu al 1′ impegna Corvi, al 6′ servito da McKennie prende una traversa. Lo sblocco però arriva da Bremer che al 15′ batte di testa Corvi. Al 30′ pericoloso il Parma che con Valeri di sinistro cerca la rete, solo un allungo di Di Gregorio salva il vantaggio bianconero. La Juventus sembra allentare il pressing ma è una trappola spallettiana, perché in un momentaneo allentamento della difesa emiliana lascia entrare Kalulu che lancia su McKennie: al 37′ in semirovesciata il gol del raddoppio. Tre i minuti di recupero.

Nella ripresa il risultato cambia a favore del Parma al 51′ grazie a un autogol di Cambiaso che, dopo un cross di Circati, voleva mettere di tacco la palla oltre la linea di fondo ma invece sorprende Di Gregorio. La distanza viene ripristinata poco dopo grazie alla doppietta di Bremer al 54′, il controllo Var convalida la rete. E’ David a siglare al 64′ la quarta rete bianconera ribattendo in rete una respinta di Corvi su tiro debole di Conceiçao. Quattro i minuti di recupero, e arriva il quinto gol bianconero con Openda al 92′, ma il Var lo annulla per fuorigioco. Al 93′ Di Gregorio sventa su Pellegrino.

L’Inter è di ferro e la Cremonese si ferma ancora

L’Inter non stecca nemmeno allo “Zini” e vince per 2-0 contro la Cremonese di Nicola, ormai in crisi di risultati. I ragazzi di Chivu chiudono la pratica già nel primo tempo, grazie alle reti di Lautaro Martinez e di Zielinski. In attesa del match del Milan (in campo martedì a Bologna), i nerazzurri volano così a otto punti di vantaggio sulla seconda della Serie A. Il risultato non è mai stato in dubbio, anche per via di un atteggiamento troppo remissivo della Cremonese che solo nel finale ha avuto un sussulto d’orgoglio. Attimi di paura al 49′, quando un petardo lanciato dal settore ospiti è scoppiato vicinissimo ad Audero. L’Inter gioca un primo tempo di alto livello, prendendo sin dai minuti iniziali il possesso della meta campo avversaria. La partita è già in discesa al 16′, quando, su angolo di Dimarco, Lautaro approfitta della troppa libertà concessagli dai difensori di casa e schiaccia di testa la palla delll’1-0. Il raddoppio, invece, è cosa fatta al 31′ ed è l’ennesimo gioiello stagionale di Zielinski. Luis Henrique converge verso il centro e serve il polacco che, dalla distanza, scocca un sinistro ad effetto che inganna un Audero poco reattivo e si infila sotto l’incrocio.











sabato 31 gennaio 2026

Calcio-News del 31-01-2026

 


Lazio-Genoa 3-2 Pisa-Sassuolo 1-3



La partita Lazio- Genoa all’Olimpico termina 3-2 con ben tre rigori battuti

Accade tutto nella seconda parte di gara. Biancocelesti in vantaggio su rigore al 56’, trasformato da Pedro; raddoppio di Taylor al 62’.

La partita sembrava segnata per i liguri ma dopo 2’ dal doppio svantaggio il fallo di mano che determina il rigore per il Genoa, trasformato al 67’ da Malinovskyi e pareggio degli ospiti al 75’ ad opera di Vítinha che sfrutta una respinta di Provedel su corner a rientrare di Malinovskyi.

Al 6′ di recupero un fallo di mano in area dei rossoblù, che le immagini chiariscono poco, determina il secondo rigore in favore della Lazio, lo trasforma Cataldi, al 10′ di recupero, per il definitivo 3-2

Nonostante questo successo, la squadra di Sarri è a -8 dall’Europa.

 La partita

In avvio di gara i padroni di casa costantemente in pressing chiudono i rossoblù nella loro metà campo. Gli uomini di Sarri costruiscono molto ma non riescono mai ad impensierire il portiere dei liguri Billow.

Il Genoa si affaccia, pericoloso, per la prima volta in area biancoceleste al 12’. Frendrup riceve da Colombo, dalla propria metà campo, un pallone che si porta fin quasi in area di rigore biancoceleste, prima di far partire il tiro, uno contro uno con Provedel, lo anticipa Provstgaard in scivolata mettendo in angolo.

Trascorsi 20’ il Genoa prova ad alzare il ritmo, la Lazio fatica a trovare il ritmo.

Ancora i rossoblù pericolosi al 35’. Cross di Malinovskyi per Vitinha che conclude di testa ma Provedel in uscita gli nega la gioia del gol.

A 5’ dalla fine della prima frazione di gara la Lazio trova le sue azioni migliori.

Al 40’Marusic, su cross di Maldini dalla sinistra, sfiora la traversa.

Tre minuti dopo Pedro lascia a Maldini che lascia partire un cross che su deviazione involontaria di Marcandalli, diventa insidioso: Bijlow mette in corner.

Al 1’ di recupero ci prova Pedro ma la sua conclusione finisce alta non di molto.

In apertura di ripresa Lazio vicina al vantaggio con Isaksen al 48’. Il danese si libera in area e calcia dalla distanza, para in tuffo Bijlow.

La rete del vantaggio dei padroni di casa al 56’ su rigore trasformato da Pedro. Il penalty concesso dopo revisione al Var per un fallo di mano al 52’: Isaksen sotto porta ligure, palla che rimbalza sul braccio destro di Martin.

Immediato raddoppio della Lazio al 62’: errore di Martin sul rinvio di Provedel, Isaksen ruba palla e serve Taylor a centro area, l’olandese batte Billow.

Al 64’ cambio di fronte: tiro dalla distanza di Malinovskyi, intercettato dalla mano di Gila. Rapido check e decisione di penalty in favore del Genoa. Lo trasforma lo stesso Malinovskyi al 67’: Lazio-Genoa 2-1 all’Olimpico

Al 75’ il pareggio della squadra di De Rossi. Su calcio d’angolo a rientrare calciato da Malinovskyi Provedel respinge, la palla arriva sui piedi di Vítinha che batte a rete.

L’arbitro concede 7’ di recupero: rapidi capovolgimenti di fronte e pressing arrembante della Lazio.

Al 6’ di recupero Cancellieri crossa in area, Ratkov ci prova di testa ma viene anticipato con i pugni da Bijlow. L’arbitro viene richiamato al Var: opta per un fallo di mano del numero 5 ligure, le immagini non sono affatto risolutive.

Il rigore, battuto al 10’ di recupero, lo trasforma Cataldi.

 

 

Serie A, Pisa-Sassuolo 1-3: Berardi show, i neroverdi affondano i toscani

 

Nel ventitreesimo turno di Serie A il Sassuolo raccoglie tre punti con il 3-1 sul campo del Pisa. In avvio di gara i nerazzurri sembrano molto pimpanti, con tante occasioni create che però non portano al gol. Poco prima della mezzora gli ospiti sfruttano un contropiede perfetto e stappano il match: Berardi punta Angori, sposta la palla sul destro e scarica sotto la traversa l’1-0 al 25’.
I toscani accusano il colpo, e poco prima dell’intervallo subiscono il raddoppio: corner di Laurienté, altra giocata di Berardi che trova la deviazione sfortunata nella propria porta di Caracciolo al 46’.
Caridi (al posto di Gilardino squalificato) getta nella mischia Durosinmi in avvio di ripresa, e il cambio paga: il neoacquisto di gennaio apparecchia per il 2-1 di Aebischer al 51’, poi un minuto più tardi Idzes deve salvare sulla linea dopo il tocco di Leris. Ancora una volta, quando i padroni di casa sembrano essere in grado di colpire, arriva la doccia fredda: al 58’ Matic pesca Koné in mezzo all’area di rigore, con il canadese che di prima intenzione batte Scuffet per la terza volta.
Nella mezzora finale la formazione allenata da Grosso gestisce cronometro e doppio vantaggio, portando a casa il successo. Il Sassuolo sale a 29 punti in classifica, Pisa sempre ultimo a quota 14.

IL TABELLINO

Pisa-Sassuolo 1-3

Pisa (3-4-2-1): Scuffet 6; Canestrelli 6 (dal 1’ st Leris 6), Caracciolo 5, Bozhinov 5.5; Touré 5.5, Marin 5.5 (dal 1’ st Durosinmi 6.5), Aebischer 6.5, Angori 6 (dal 40’ st Stengs sv); Moreo 6 (dal 24’ st Stojikovic 5.5), Tramoni 5.5; Meister 5.5 (dal 1’ st Loyola 5.5). All. Caridi. A disp. Guizzo, Nicolas, Coppola, Lorran, Piccinini, Hojholt, Akinsanmiro.

Sassuolo (4-3-3): Muric 6; Walukiewicz 6, Idzes 7, Muharemovic 6.5, Doig 6; Thorsvedt 6, Matic 6.5, Koné 7 (dal 28’ st Lipani 6); Berardi 7.5 (dal 39’ st Volpato sv), Pinamonti 5.5 (dal 28’ st Moro 5.5), Laurienté 6 (dal 28’ st Fadera 6). All. Grosso. A disp. Zacchi, Turati, Paz, Romagna, Odenthal, Coulibaly, Iannoni, Vranckx, Skjellerup, Pierini.

Arbitro: Arena.
Marcatori: 25’ Berardi (S), 46’ aut. Caracciolo (S), 51’ Aebischer (P), 58’ Koné (S).
Ammoniti: Bozhinov (P), Tramoni (P), Touré (P); Thorsvedt (S), Koné (S), Moro (S).
Espulsi: –

LE STATISTICHE

• Il Sassuolo ha battuto il Pisa per la prima volta in Serie A; quello odierno è il primo successo contro i toscani in trasferta nell’era dei tre punti a vittoria nei campionati professionistici mentre è il primo successo in generale dall’1 marzo 2025 in Serie B (1-0).
• Il Sassuolo ha vinto due gare di fila in Serie A per la prima volta da settembre-ottobre scorsi (3-1 v Udinese e 1-0 v Hellas Verona); inoltre questo è il primo successo in trasferta per i neroverdi nella competizione dal 9 novembre scorso (3-0 v Atalanta).
• Domenico Berardi, in gol in un match di Serie A per la prima volta dal 9 novembre 2025 contro l’Atalanta in trasferta, ha segnato cinque reti in questo campionato ed è diventato il primo calciatore a realizzare almeno cinque marcature in più di 10 differenti stagioni a partire dal 2013/14 (il suo primo torneo nella competizione).
• Tra i giocatori che hanno segnato almeno cinque gol in questa Serie A, Domenico Berardi è quello che ha disputato meno partite (13).
• Tra i centrocampisti ancora senza assist serviti, solo Rolando Mandragora (sei) ha segnato più reti rispetto a Ismaël Koné in questa Serie A (quattro, come Kevin De Bruyne).
• Tutti i due gol realizzati da Michel Aebischer in Serie A sono arrivati contro il Sassuolo, il precedente con la maglia del Bologna il 12 novembre 2022.
• Nessuna squadra ha perso più gare casalinghe rispetto al Pisa nella Serie A in corso (sette, al pari dell’Hellas Verona).
• Il Pisa ha perso due gare di fila in Serie A per la prima volta da novembre-dicembre scorsi (tre in quel caso).
• Tra i giocatori con almeno un gol e un assist nelle gare casalinghe dei cinque principali campionati europei in corso, Rafiu Durosinmi è quello che ha disputato meno partite interne (due).
• Kristian Thorstvedt ha servito due assist in questo campionato, record di passaggi vincenti per lui in un singolo torneo di Serie A.
• Il Pisa è, insieme alla Salernitana, una delle sole due formazioni contro cui Kristian Thorstvedt ha sia segnato che servito assist in Serie A (1G, 1A contro i toscani).
• Il Pisa è la squadra contro cui Nemanja Matic ha preso parte a più gol in Serie A (due – 1G, 1A).
• Antonio Caracciolo è il primo calciatore del Pisa a registrare un autogol in Serie A da Aldo Dolcetti contro l’Inter il 13 marzo 1988 (in casa anche in quella circostanza).
• Era da Gennaio 1984 (v Juventus ed Hellas Verona) che il Pisa non subiva almeno due gol in due primi tempi consecutivi di Serie A.
• Alieu Fadera ha giocato oggi la sua 50a partita in Serie A.



Napoli-Fiorentina 2-1. Vittoria azzurra per continuare a coltivare il sogno Champions

Napoli-Fiorentina al “Maradona” termina con il successo dei padroni di casa grazie a Vergara che segna all’11’ e a Gutierrez che raddoppia al 49’.


La rete del talento napoletano al suo primo gol in serie A con la maglia azzurra e il raddoppio al 49’ permettono agli azzurri di continuare a coltivare il sogno Champions e di piegare una Fiorentina mai rassegnata, che accorcia le distanze con Salomon al 57’ e continua a crederci fino al termine della gara. Nonostante la buona prova, però la viola continua a rimanere in zona retrocessione.


La partita

Avvio deciso degli uomini di Conte ma la Viola prova a ribattere punto su punto.


All’11’ veloce contropiede dei padroni di casa con Vergara che sfugge ai difensori della Fiorentina e mentre De Gea prova l’uscita, lo infilza portando in vantaggio il Napoli.


Gli azzurri di Conte insistono e imperversano in area viola: al 23’ il Napoli sfiora il raddoppio. Sovrapposizione di Di Lorenzo su Gutierrez e cross sul primo palo, confusione nei pressi di De Gea, ma il colpo di tacco di Hojlund è salvato da Comuzzo sulla linea di porta.


Doppia occasione per la Fiorentina di trovare il pareggio. Al 25’ Piccoli di testa colpisce il palo, la palla attraversa lo specchio della porta ma non c’è nessuno che la spinga dentro. Al 26’ assist di Fabbian  e colpo di testa di Gudmundsson da due metri, Meret superbo con un grande riflesso manda sopra alla traversa.


Sul finire del primo tempo ci provano anche Elmas e poi McTominay ma il risultato rimane cristallizzato con il vantaggio di misura dei padroni di casa


In avvio di ripresa il raddoppio del Napoli. Al 49’ Vergara allunga sulla destra a Gutierrez, uno contro uno tra De Gea e lo spagnolo che insacca sul palo lontano.


Fiorentina mai rassegnata, al 57’ accorcia le distanze. Percussione centrale di Dodò che serve Piccoli, l’attaccante va alla conclusione ma Meret respinge. Il pallone arriva a Solomon che mette il pallone in rete evitando l’intervento di Jesus.


La partita mantiene ritmi elevati, il Napoli ha più volte l’occasione di segnare il terzo gol, specialmente con Hojlund, gli uomini di Vanoli, mai rassegnati, combattono e in contropiede costruiscono diverse azioni pericolose, con Kean in evidenza.


giovedì 29 gennaio 2026

News calcistiche del 29–01-2026

 


Juventus, quanti sbadigli: 0-0 a Montecarlo


 


Poco emozionante la sfida di Champions tra Monaco e Juventus: finisce 0-0 nel Principato. I bianconeri giocheranno i playoff (obiettivo peraltro che era già stato raggiunto con la precedente vittoria sul Benfica).


 


 


Il Napoli lotta ma saluta la Champions: vince il Chelsea 3-2


 


Napoli battuto 3-2 dal Chelsea al Maradona e fuori anche dai play off di Champions. Rigore di Fernandez per gli inglesi, poi la rimonta azzurra con Vergara e Hojlund ma nella ripresa decide la doppietta di Joao Pedro.


 


 


Flop Atalanta: perde 1-0 in Belgio, niente ottavi di Champions


 


Delusione Atalanta: i bergamaschi di Palladino perdono 1-0 con l’Union Saint Gilloise e non riescono a centrare la qualificazione diretta agli ottavi di Champions: anche i nerazzurri – così come Juventus e Inter – giocheranno i playoff.


 


L’Inter sorride a Dortmund. Ma giocherà i playoff di Champions


 


L’Inter vince 2-0 a Dortmund col Borussia Dortmund – grazie a una splendida punizione di Dimarco e al raddoppio di Diouff nel finale – ma non riesce a centrare la qualificazione agli ottavi di Champions. I nerazzurri di Chivu giocheranno i playoff.


 


Palladino promuove l’Atalanta: “L’importante era qualificarsi…”


 


“No, non sono preoccupato, non sono deluso. Sono dispiaciuto perché volevamo dare continuità ai risultati dopo la bella vittoria contro il Parma”. Così il tecnico dell’Atalanta, Raffaele Palladino, dopo la seconda sconfitta consecutiva dell’Atalanta in Champions che ‘condanna’ i nerazzurri ai playoff: “Volevamo continuare proprio a livello di prestazione. Oggi è stata fatta una partita a livello tecnico forse la peggiore. Proprio su cose semplici, controllo e passaggio. La squadra ha sbagliato delle cose banali che non sbagliamo mai. È stata giocata male tecnicamente. Il campo può essere solo una scusante, un alibi, ma ci sono stati proprio errori tecnici sciocchi. La partita si è messa in modo che gli avversari hanno preso entusiasmo. La cosa che mi dispiace è che non riusciamo a capire che quando le partite si mettono sporche dobbiamo calarci nella partita sporca. Gli avversari ti vengono a prendere forte, ti sporcano le giocate, ti costringono a giocare male tecnicamente. Tu devi capire che è quel tipo di partita. Noi questa cosa ancora non siamo riusciti a svoltarla, a capire come dobbiamo stare dentro a queste partite. Mi sembrava di rivivere le partite di campionato con Verona e Pisa, molto simili. Dobbiamo crescere. Mi porto a casa delle risposte anche da questa gara, anche se vincendo non saremmo riusciti ad andare nelle prime otto.”


“Non facciamo drammi – ha aggiunto – l’obiettivo era quello di qualificarci, non di entrare nelle prime otto”.


 


Chivu: “La sfida con Mourinho? Ora penso a Nicola…”


 


La vittoria a Dortmund non basta per la top8, mancata solo per un punto, e condanna l’Inter ai playoff da testa di serie (al decimo posto). Ma il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, non ha rimpianti per il percorso in questa League Phase: “Abbiamo quello che meritiamo, non dobbiamo guardare indietro con rimpianti ma prenderci quello che abbiamo fatto. Stasera non era per nulla semplice in casa loro. Abbiamo fatto una gara matura, seria. Potevamo avere più fame e concretezza nel primo tempo, abbiamo pagato un po’ di superficialità. Ma siamo soddisfatti per la crescita esponenziale di questo gruppo negli ultimi due mesi“.


 


 


Spalletti, piccolo passo Juve: “Siamo andati piano…”


 


“Siamo andati piano, siamo andati sotto livello. In fase difensiva abbiamo sbrogliato qualche azione pericolosa, lo abbiamo fatto bene. Da metà campo in su dovevamo avere più qualità“. Così l’allenatore della Juventus Luciano Spalletti commenta a Sky Sport il pareggio in casa del Monaco in Champions League e la qualificazione ai playoff. “C’era un po’ di fatica accumulata avendo giocato dopo pochi giorni, i cambi servivano a dare spazio a chi ha giocato meno. Non siamo riusciti a cambiare ritmo, a fare blocco squadra compatto perché loro ribaltavano continuamente il campo”, ha aggiunto a proposito della formazione rimaneggiata.


 


Conte, flop Napoli: “Il rammarico resta Copenaghen…”


 


Antonio Conte promuove la prova del suo Napoli contro il Chelsea, nonostante l’eliminazione finale.


Il dispiacere, più che per la sconfitta contro gli uomini di Rosenior, è legato alla trasferta precedente: “Il rammarico è legato a Copenhagen, non puoi pareggiare lì e lo sappiamo. Quello ci ha costretti a provare un’impresa contro un top club come il Chelsea che ha vinto il Mondiale per Club, era difficile. Joao Pedro ha fatto la differenza con le sue giocate. Sono però orgoglioso della prova dei ragazzi con mezza squadra fuori, con 13 indisponibili, ma dispiace perché credo meritassimo comunque di andare ai playoff”, ha detto Conte a Sky Sport.


Applausi agli avversari come ai suoi giocatori, poi Conte entra nell’analisi della gara: “A livello qualitativo, il Chelsea è stato molto più bravo e quando giocatori come i loro arrivano al tiro, fanno male. Noi tante volte siamo arrivati al cross e potevano essere situazioni decisive, possiamo migliorare. Ma i ragazzi hanno comunque fatto una partita importante: non abbiamo avuto paura, siamo andati a prenderli alti e abbiamo proposto un bel calcio. Dispiace perché avrei voluto continuare a confrontarmi con squadre di alto livello”.


 


Ranking Uefa: l’Italia è in ritardo per la “quinta” di Champions


 


Con una sola vittoria, un pareggio e due sconfitte, la rincorsa dell’Italia alla quinta squadra nella prossima Champions League si è fatta ancora più in salita. Al termine della prima fase della massima competizione europea, infatti, 0occupiamo il quinto posto alle spalle dell’irraggiungibile Inghilterra, ma lontani anche dalle Germania, che, come la capolista, ha aumentato il suo vantaggio nei nostri confronti.


Solo Portogallo (che ci ha comunque sorpassato), terzo, e Spagna (unica a perdere punti da noi), quarta, sono ancora alla nostra portata, ma, salvo imprese non facili da realizzare nei prossimi turni, il secondo posto (ultimo valido per l’iscrizione di una quinta formazione) appare una chimera. La speranza è oggi che Roma e Bologna facciano meglio in Europa League e aiutino il nostro ranking a migliorare e a tenerci in corsa.


La classifica aggiornata:

1. Inghilterra (9 su 9) 20.069

2. Germania (6 su 7) 15.285

3. Portogallo (4 su 5) 14.700

4. Spagna (6 su 8) 14.375

5. Italia (6 su 7) 14.250

6. Polonia (3 su 4) 13.625

7. Francia (6 su 7) 12.714

8. Cipro (2 su 4) 11.906

9. Grecia (4 su 5) 11.400

10. Danimarca (1 su 4) 10.500

martedì 27 gennaio 2026

Calcio-News del 27-01-2026

 


Open Var: l’Aia boccia gli arbitri di Juve-Napoli e Genoa-Bologna

Ospite a Open Var, format di Dazn, Figc, Aia con la collaborazione della Lega Serie A, l’ex arbitro e oggi componente CAN Dino Tommasi ha fatto luce sugli episodi più controversi della 22esima giornata di Serie A.

Il contatto Bremer-Hojlund – L’episodio più discusso del weekend è stato il duplice contatto nell’area di rigore della Juventus, quando Bremer “abbraccia” l’attaccante del Napoli Hojlund. Tommasi ha commentato: “La trattenuta di Bremer è evidente, è sicuramente un intervento falloso perché cinge il collo di Hojlund. Dunque manca sia il calcio di rigore sia l’on field review. Mariani comunica alla sala VAR, quindi a Doveri e Di Paolo, che non ha visto la situazione, perché probabilmente stava guardando a destra e perde la priorità sul centro dell’area di rigore in quel momento – ha spiegato ancora Tommasi -. Se la revisione fosse stata fatta bene, vi dico, sarebbe stato richiamato l’arbitro a vedere l’episodio, soprattutto in virtù del fatto che, ripeto, comunica che non è riuscito a valutarlo”.

Il rosso a Skorupski in Genoa-Bologna – Altro episodio molto contestato l’espulsione di Skorupski contro il Genoa, confermata da Maresca dopo l’on field review. “L’arbitro si fa attrarre dal fallo commesso dal portiere, è una massima allerta in quanto l’estremo difensore è fuori dai pali. Se guardiamo i parametri del Dogso (Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity, ndr), manca la chiara opportunità di segnare una rete in quanto ci sono tre difensori che possono andare a chiudere e un quarto che retrocede verso la porta. L’intervento è da punire con il giallo, non con il rosso”, ha commentato Tommasi. L’ex arbitro ha poi aggiunto: “Non cambia se a commettere il fallo è il portiere o, ad esempio, un centrocampista”.

La gomitata di Freuler a Vitinha – Nella stessa partita, questa volta sul risultato di 0-0, ha fatto discutere anche il contatto tra il centrocampista del Bologna e l’attaccante del Genoa. “Questo è un chiaro fallo imprudente di Freuler su Vitinha. A livello calcistico, è legittimo impedire la contesa in maniera regolare, ma qui c’è asimmetria: il braccio sinistro va più alto e se colpisce l’avversario sul volto diventa imprudente. Manca quindi un calcio di rigore con ammonizione“, ha precisato Tommasi.
Il rigore concesso all’Inter contro il Pisa – Più che sul tocco di mano di Tramoni, che è stato visto dal campo, la sala Var ha rivisto tutta l’azione per controllare la posizione di Bastoni, il controllo di Zielinski e se ci fosse un tocco di mano di Pio Esposito. Tommasi ha spiegato: “Ottima decisione di campo di Marcenaro, è posizionato benissimo e vede il chiaro tocco di mano del giocatore del Pisa che fa opposizione a un tiro. Ottimo il check di Gariglio e di Massa: la posizione di Bastoni è regolare e i giocatori dell’Inter non toccano il pallone con la mano. Check minuzioso però doveroso“.
Il penalty per il Como contro il Torino – Sul tiro di Douvikas, il pallone prima finisce sulla coscia e poi sul braccio di Maripan, definito da Feliciani “in posizione innaturale”. Tommasi ha commentato: “Il fallo di mano è chiaro, il calciatore del Torino parte con il braccio largo, poi scende ma fa muro. La punibilità è evidente, anche a livello internazionale è un caso chiaro”.

Il fallo di mano di Bartesaghi – “Il calciatore del Milan ha il braccio molto largo, è un rigore codificato: copre il passaggio del pallone. Giusto assegnare il penalty alla Roma“, ha spiegato Tommasi. Sull’arbitraggio di Colombo, l’ex fischietto ha aggiunto: “Ha arbitrato molto bene e con personalità. La linea tecnica è stata ottimale, prestazione di qualità”.

Napoli-Chelsea, Conte: “Ci giochiamo tutto. Loro comprano a 100 milioni, noi no”

Obbligatorio vincere mercoledì sera al ‘Maradona’ per centrare i playoff, match introdotto a Sky da Antonio Conte: “Sarà una partita bella ed emozionante, ci giochiamo tutto e dovremo finire a testa alta”. Sul gap tra Italia e Inghilterra: “Loro possono comprare a 100 milioni, noi no. Ecco perché diventano dominanti”. E in conferenza la risposta a Spalletti: “Ci ha definiti ex campioni d’Italia? Frase infelice, forse deve stare più attento quando parla”

Lazio, preso il portiere Motta

La S.S. Lazio comunica di aver acquisito definitivamente i diritti del contratto sportivo del calciatore Edoardo Motta, proveniente dall’Associazione Calcio Reggiana 1919.

Visite in corso per Daniel Maldini alla Lazio

Arrivato in mattinata a Villa Mafalda, Daniel Maldini sta svolgendo le visite mediche prima della firma sul contratto che lo renderà un nuovo giocatore della Lazio. Operazione in prestito con l’Atalanta per 1 milione di euro più 500mila euro di bonus, diritto di riscatto fissato a 14 milioni che può diventare obbligo in caso di qualificazione dei biancocelesti a una competizione europea nella prossima stagione

Milan, Comvest accelera: si può chiudere l’era Elliott

Che si fosse a un punto di svolta era chiaro da tempo, quale che sia effettivamente la svolta. Che i tempi fossero però così stretti era abbastanza imprevedibile. L’era milanista di Elliott è ai titoli di coda e dovrebbe concludersi prestissimo. Questione di giorni, una decina scrive la Gazzetta dello Sport, il tempo di prendere atto dell’accelerata decisa sul fronte Comvest e di mettere a punto le ultime pratiche per estinguere il vendor loan concesso dai Singer a Gerry Cardinale. Già, perché Red Bird ha fretta e la chiusura con il nuovo investitore – di fatto un nuovo prestito, ma con scadenza più lunga e tassi migliori -, inizialmente prevista per fine febbraio-inizio marzo, potrebbe arrivare prestissimo, forse proprio nei primi giorni del prossimo mese. I passi successivi, evidentemente, sono scanditi da tempo.

Innanzitutto, come detto, l’estinzione del debito con Elliott con conseguente uscita dal consiglio di amministrazione rossonero degli uomini in quota alla vecchia proprietà. Quindi la programmazione di un nuovo organigramma in cui, assicurano dal Milan, la continuità sarà garantita dal presidente Scaroni e dall’amministratore delegato Giorgio Furlani. Questo almeno fino al termine della stagione in corso o forse dell’intero 2026, poi si vedrà. Anche se, va detto, al momento nessuno pensa a cambi radicali visti anche i buoni risultati di bilancio ottenuti dall’attuale management.

Certamente il progetto di Cardinale – Nba Europe compresa – potrà finalmente decollare senza dover fare i conti con qualche frenata che, in questi anni, è arrivata proprio da Elliott. Cosa accadrà lo vedremo e cosa cambierà effettivamente anche. Ma intanto si procede spediti verso un futuro diverso. Con tutte le carte pronte per dare il benvenuto a Comvest e l’addio ai Singer.

La Juve ripensa a Kolo Muani: il punto sull’attaccante

“En-Nesyri per noi è una trattativa chiusa”, ha detto Giorgio Chiellini prima della sfida contro il Napoli. Parole che non lasciano margini a ulteriori puntate nella trattativa della Juve per l’attaccante marocchino. Anche se il Fenerbahce farà in giornata un ultimo tentativo per convincere il giocatore, rimasto in panchina per 90′ nell’1-1 contro il Goztepe ad accettare la proposta dei bianconeri, con cui il club turco ha già raggiunto un accordo: prestito oneroso a 5 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 19 milioni più tre di eventuali bonus. Previsto un incontro con il suo agente per cercare di fargli cambiare idea. In ogni caso è in uscita e non resterà al Fenerbahce. En-Nesyri non è convinto della formula di trasferimento proposta dalla Juve, un prestito con diritto di riscatto che non gli dà garanzie per il futuro e ha chiesto un ingaggio più alto di quello offerto dai bianconeri. Ma soprattutto vuole tornare al Siviglia. Il ds Ottolini ne ha preso atto.

Lotito: “Non c’è alcuna squadra in svendita. Con Sarri confronto, non scontro”

In uno dei momenti più turbolenti e delicati della sua ventennale avventura alla guida della Lazio, Claudio Lotito prova a fare chiarezza nel corso di un’intervista a Roma Today e risponde così alle parole che capitan Zaccagni avrebbe detto ai tifosi (“Siamo soli, noi e Sarri, stateci vicini”): “Nei momenti di difficoltà emotiva è normale che emergano tensioni. La società c’è, anche quando non fa proclami. Le risposte più forti arrivano con le decisioni, non con le parole. In meno di trenta giorni stiamo affrontando una sessione di mercato che avremmo dovuto fare in estate: sono arrivati Motta e Maldini e il mercato chiuderà il 2 febbraio”.
Romagnoli vuole andare via? “Alessio è un professionista sotto contratto ed è un punto di riferimento per questa squadra. La società ha ritenuto che, in questo momento, la sua permanenza fosse fondamentale per il gruppo. Le dinamiche personali si gestiscono internamente, nel rispetto reciproco e dei ruoli”.

Il rapporto con Sarri? “Nessuno scontro, c’è un confronto che è una cosa diversa. La Lazio ascolta il proprio allenatore e poi decide assumendosi la responsabilità delle scelte – ha spiegato Lotito – Trattenere Romagnoli è un segnale chiaro di attenzione al progetto tecnico, non il contrario”.

C’è una squadra in svendita? “No. Non c’è alcuna squadra in svendita. La Lazio ha fatto valutazioni ponderate, tenendo conto degli aspetti economici e tecnici, scegliendo consapevolmente di non indebolire il gruppo e, soprattutto, di non mortificare le qualità di chi fa parte di questa squadra, che tra molte difficoltà è arrivata fino a questo punto. È una scelta di responsabilità, non di dismissione”.

Napoli, Milinkovic-Savic rientra a Febbraio

Si allunga la lista infortunati in casa Napoli. L’ultimo ad aggiungersi è Vanja Milinkovic-Savic, che aveva già saltato il big match con la Juventus lasciando i pali al rientrante Meret. Il portiere serbo si è sottoposto a esami strumentali dopo il problema muscolare accusato nei giorni scorsi: il responso, come recita il bollettino uscito sul sito del club, parla di “elongazione al bicipite femorale della coscia sinistra”. Il portiere serbo salterà la decisiva partita in Champions League contro il Chelsea e quella di campionato contro la Fiorentina, con lo staff medico azzurro che conta di rimettere a disposizione l’ex Torino per la trasferta di Genova del 7 febbraio.

Inter, ufficiale Jakirovic: il comunicato

FC Internazionale Milano comunica l’arrivo in nerazzurro di Leon Jakirović dalla GNK Dinamo Zagabria. Il difensore classe 2008 si trasferisce all’Inter U23 a titolo definitivo.

Conte dopo la sconfitta con la Juve: “Dobbiamo restare uniti”

“E’ una situazione grave, posso solo ringraziare i ragazzi. Dobbiamo restare uniti”. Dopo la sconfitta di Torino Antonio Conte lancia l’allarme per il suo Napoli atteso adesso dalla sfida Champions da dentro o fuori con il Chelsea di mercoledì sera. “Il contatto Bremer-Hojlund? Speriamo sempre nell’onestà di chi decide” la frecciata del tecnico agli arbitri.

Napoli, Conte: “Al peggio non c’è mai fine, Anguissa? Problemi alla schiena, Spalletti? Frase infelice, tanti infortuni? Questione di fortuna”, McTominay: “Sto bene, massimo impegno in tutte le gare”

L’allenatore Antonio Conte e il centrocampista Scott McTominay hanno parlato in Press Conference alla vigilia della sfida di Champions tra Napoli e Chelsea. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”

Antonio Conte, allenatore del Napoli: “Al peggio non c’è mai fine. Quando le cose non vanno per il verso giusto, bisogna essere pronti a tutto. Quando il vento è contrario ci sono onde alte. Bisogna essere bravi. Neres si è infortunato e si è operato. I ragazzi devono credere in quello che stanno facendo e devono essere pronti a fare tutto. Non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Quello che e’ mancato, col Copenhagen, ci ha fatto capire che potevamo fare qualcosa in più. Conosco il Chelsea, dobbiamo giocarci tutto. Possiamo contare sull’alleato forte, il Maradona. Il nostro tifoso sa che al di là del risultato deve essere decisivo. Sarebbe bello vedere un’onda azzurra che ci spinge. Spalletti e il Napoli ex campione d’Italia? E’ una frase infelice, noi abbiamo ancora lo scudetto sulla maglia, io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere. Spalletti non può dire una cosa del genere, è un bravo allenatore, dispiace se già ci ha scucito lo scudetto dal petto, buona fortuna a lui. Dal mercato dobbiamo fare qualcosa di creativo. Lukaku? Gli ho dato 10 minuti, ma non ha recuperato al 100%. Avendo avuto un distaccamento del tendine del quadricipite. Giovane? Lo chiamiamo “Gio”. Anguissa sembrava stesse tornando ed invece ha allungato i tempi di recupero per un problema alla schiena. Politano ha avuto un problema all’adduttore. Dispiace. Rrahmani è una cosa di poco conto. Speriamo di riavere presto Anguissa. Infortuni? Questione di fortuna. Anguissa si è fatto male in Nazionale. Non posso perdere energia a piangere. Anche Gilmour, Lukaku e De Bruyne hanno avuto problemi. Incrociamo le dita, siamo a metà anno. L’emergenza non e’ andata finendo ma è andata peggiorando. Abbiamo vinto la Supercoppa. Questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario. La Juventus? Non siamo stati dominati per niente, il 3-0 è un risultato bugiardo. Non dobbiamo avere paura di niente e nessuno. Quando ti guardi allo specchio e non hai paura vai lontano. Il tifoso deve riconoscersi nella squadra. Se qualcuno avesse visto la rosa attuale a inizio stagione avrebbe esclamato: “Dove andiamo?!”. Al Chelsea ho costruito qualcosa di importante per il futuro. Il calcio non è sempre lo stesso, se non sei al passo con i tempi rimani indietro. Oggi serve un portiere bravo con i piedi e con una lunga gittata. Prima c’era una suddivisione tra attacco e difesa, ora si tende a dominare la partita con la palla che va presa nella meta’ campo. Sono aumentati i gol su palla rubata. Vanno trovate le soluzioni per fare gol. Il calcio è in totale cambiamento. Il mercato serve ma con giocatori alti 1.60 cm in situazione passiva poi paghi. Vanno captate cose positive, per non restare mediocri. Bisogna aggiornarsi ed adeguarsi. Le parole di Diego Costa? Onestamente non perdo energie a rispondere alle dichiarazioni sui giornali di un ex giocatore. Ci sono persone intelligenti, stupide. Non perdo tempo a leggere. Diego Costa ha giocato con me un anno e abbiamo vinto insieme il campionato, il resto non lo considero e non so cosa gli sia accaduto dopo il Chelsea”.

Scott McTominay, centrocampista del Napoli: “Sto bene, giocare ogni tre giorni è impegnativo, ma con il sostegno dei tifosi non vediamo l’ora di scendere nuovamente in campo. Sarà una grande sfida contro il Chelsea. Il mister ci ha chiesto di continuare a giocare con impegno, al di là degli errori. I tanti infortuni? Fanno parte del calcio, soprattutto perché si gioca tanto. E’ una situazione difficile, ma non solo per noi anche per lo staff gestire tante partite una dietro l’altra. Noi cerchiamo di giocare sempre al massimo livello ogni match, per questo può capitare. I miei gol di testa? Mi fa piacere, cerco di sfruttare al meglio i palloni che arrivano in area di rigore, non serve avere maggiori cross. Le occasioni le riusciamo a creare. A me fa piacere avere queste opportunità. Faremo di tutto per proseguire il cammino in Champions, ci farebbe piacere passare il turno. Certo, si può tirare di più in porta ma molto dipende anche da come si mette la partita, ci sono anche gli avversari in campo. La Premier League è un campionato impegnativo, ma anche il campionato italiano lo è. Ci sono ottime squadre. Il calcio non è mai semplice, bisogna dare sempre tutto. Ho grande rispetto per il Manchester United, per me è stato un pezzo importante della mia carriera, li seguo con affetto, gli auguro il meglio. Lo United ha tanti calciatori forti per fare bene. Cerco di seguire sempre le direttive del mister, al dià che ci sia da difendere o da attaccare”.

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

Serie A, Tris dell’Udinese a Verona: 3-1

Tris Udinese a Verona: 3-1

Il Verona ha retto 1 tempo. Poi l’Udinese è cresciuta in intensità e concretezza, rifilando un 3-1 ai padroni di casa. La squadra di Paolo Zanetti così ha perso l’occasione per lasciare il fondo della classifica, e resta inchiodata ai 14 punti, insieme al Pisa.

L’Udinese sale a 29 punti, agguanta la Lazio e tallona il Bologna.

Nel primo tempo è l’Udinese a sbloccare il risultato: va in rete Atta, complice la deviazione decisiva di Slotsager. Tempo 3 minuti e arriva il pari del Verona con Orban. E sull’1-1 si chiude la prima frazione di gioco.

Nel secondo tempo gli ospiti prendono il sopravvento: più incisivi. La svolta è al 58esimo: un bellissimo gol di Zanoli che su una ribattuta piazza un tiro preciso e forte all’incrocio dei pali. Meno di 10 minuti dopo, al 67esimo, arriva il tris con Davis.

Il risultato è giusto: gli ospiti hanno meritato. Al Verona tocca leccarsi le ferite.

Il pre-partita

Il Verona ospita in casa l’Udinese. E ha l’opportunità di agganciare al terzultimo posto la Fiorentina, che ha perso in casa con il Cagliari, e di lasciare il Pisa da solo ultimo in classifica. La squadra di Paolo Zanetti non vince da 6 giornate: era il 14 dicembre e vinse a Firenze.

L’Udinese naviga a metà classifica, e viene da 2 risultati non positivi: una sconfitta e un pareggio.

News calcistiche del 3 Febbraio 2026

  Audero: “Il petardo, una martellata all’orecchio. Perché tutto questo?”   Dopo la paura restano i pensieri, qualche acciacco e una tension...