domenica 8 febbraio 2026

Sassuolo-Inter 0-5

 


È un assoluto dominio dell’Inter quello che va in scena al Mapei Stadium nella 24ª giornata di Serie A. La formazione di Chivu batte infatti 5-0 il Sassuolo di Grosso e sale a +8 in classifica sul Milan: i rossoneri avranno però da recuperare il match con il Como. Lo show nerazzurro inizia già all’11’, quando Bisseck stacca altissimo nel cuore dell’area di rigore avversaria e incorna in rete il perfetto cross da calcio d’angolo di Dimarco. Sempre il terzino interista torna poi a spolverare il suo magico mancino al 17’, colpendo una traversa direttamente su punizione, prima di pescare al 28’ il taglio di Thuram: il francese anticipa di netto Muharemovic e timbra il raddoppio. Il Sassuolo prova quindi a reagire e al 41’ trova il gol con Thorstvedt, ma la rete del norvegese viene annullata per una posizione iniziale di fuorigioco. A portarsi sul 3-0 è allora l’Inter al 50’ con Lautaro Martinez (complice un Muric non perfetto), con Akanji che cala poi il poker quattro minuti più tardi: anche questa volta il passaggio vincente lo effettua dalla bandierina Dimarco, al suo terzo assist di giornata. Gli emiliani accusano il colpo e restano pure in dieci uomini per il rosso a Matic: appena ammonito, il serbo si conquista un ingenuo secondo giallo per proteste. Le emozioni non sono però ancora finite, visto che nel finale c’è spazio anche per la manita a firma Luis Henrique: il brasiliano trova un super gol all’89’. L’Inter vince così 5-0 e manda un nuovo messaggio a tutte le rivali per lo Scudetto.

Bologna–Parma 0-1 LECCE–UDINESE 2-1

 


Bologna–Parma 0-1


LA PARTITA


Grazie al gol di Ordonez al 95’, il Parma vince 1-0 il Derby emiliano del Dall’Ara col Bologna. La partita cambia già al 18’, quando Pobega interviene con la gamba alta da dietro su Mandela Keita e si fa espellere lasciando i suoi in dieci. Nella ripresa, al 57’, Castro si fa autogol ma la rete viene annullata per fuorigioco, mentre poco dopo viene ristabilita la parità numerica dopo il secondo giallo a Troilo. Nel finale entra Ordonez che poi, al 95′, conclude dal limite e sorprende Skorupski. Con questo successo, il Parma sale a 26 punti e si allontana dalla zona retrocessione. Prosegue la crisi del Bologna, che resta a quota 30 e incassa il quarto ko di fila: e l’Europa è ormai irraggiungibile.


LECCE–UDINESE 2-1


LA PARTITA


La continuità di risultati si conferma un problema per l’Udinese, che affonda a Lecce: Banda firma il 2-1 dei padroni di casa. Dominio salentino nei primissimi minuti, coi giallorossi che spingono subito e sfiorano la rete con Cheddira. Il gol è nell’aria, dopo un avvio dirompente, e arriva al 5′: erroraccio di Solet, Cheddira ispira il gol di Gandelman. L’israeliano si sblocca dunque in Serie A e il Lecce è ampiamente in fiducia, al punto da sfiorare l’incrocio dei pali (e il raddoppio) con Sottil. L’Udinese, invece, esce alla distanza e pareggia su rigore: Gaspar affossa Zemura, il rigorista a sorpresa Solet pareggia (26′). Nel finale di tempo, una chance per parte: Tiago Gabriel e Atta accarezzano il vantaggio, ma è 1-1 al riposo. Nella ripresa i friulani sembrano partire meglio, ma finiscono con l’incartarsi col passare dei minuti. Runjaic prova a scuoterli con Zaniolo e il giovane Gueye, ma è il Lecce ad avere le migliori chances in una ripresa ricca d’errori: Veiga e Coulibaly sfiorano il gol. Chances anche nel finale, con Zaniolo e N’Dri, e il match si infiamma a ridosso del recupero. Il Lecce colpisce una traversa con Gandelman e la vince al 90′, con la magia di Banda su punizione. Vani e inutili i cambi di Runjaic, vincono i giallorossi: scatto-salvezza a 21 punti, +3 sulla Fiorentina e +6 sulle ultime (Verona e Pisa). L’Udinese, invece, si ferma a quota 32 punti.

Serie A: Genoa-Napoli 2-3 Fiorentina-Torino 2-2

 


Finale thriller nella ventiquattresima giornata di Serie A: il Napoli vince 3-2 in casa del Genoa. Al Ferraris, Grifone avanti già al 3′ con il rigore di Malinovskyi provocato da Meret, ma al termine di un clamoroso retropassaggio sbagliato da Buongiorno dopo 15 secondi.

La formazione di Conte ha la forza di ribaltarla nel giro di 2 minuti, con il tap-in di Hojlund (20′) dopo la parata di Bijlow su McTominay e il destro dalla lunga distanza dello scozzese (22′), che però all’intervallo deve uscire per l’ennesimo infortunio per i campioni d’Italia. Al 57′, Buongiorno sbaglia ancora e lancia di fatto verso la porta Colombo, che non sbaglia e fa 2-2.

Al 76′, inoltre, Juan Jesus viene espulso e lascia in dieci i campani, con Conte che deve inserire Olivera al posto di Vergara che era entrato per McTominay. All’ultimo minuto, però, Cornet provoca un altro rigore, stavolta per il Napoli: Hojlund dal dischetto fa 3-2 nonostante il tocco di Bijlow. E Conte si porta a -6 dall’Inter, mentre il Genoa di De Rossi, ancora ko nel recupero e dal dischetto, resta a quota 23.

Allo stadio Luigi Ferraris di Marassi Genoa-Napoli termina 2-3. Successo in extremis per gli azzurri in 10 uomini dal 76’. Allungo in classifica per i partenopei, ora a un punto dal Milan e 6 dall’Inter

La partita

Inizio con il turbo dei padroni di casa, errore di Buongiorno in retropassaggio dove s’inserisce Vitinha: Dopo 19”, uscita fuori tempo di Meret che atterra Vitinha in area di rigore.

Al 3’ Malinovskyi trasforma il penalty accordato dopo la visione del Var.

Passato il vantaggio, il Genoa insiste in area azzurra, la reazione della squadra di Conte arriva soltanto al 12’ con McTominay che però conclude alto sulla traversa della porta difesa da Bijlow

Il pareggio del Napoli al 20’: McTominay da destra al centro e conclude in porta, respinta da Bijlow. La palla arriva ad Hojlund che in tap-in mette in rete.

Neanche 60” dopo il pareggio gli ospiti ribattano il risultato e vanno in vantaggio. Hojlund serve al centro McTominay, lo scozzese prende la mira e conclude forte alla destra del portiere Bijlow che sfiora la palla che si infila in rete. Al 22’ Genoa-Napoli 1-2.

Liguri combattivi, al 40’ gran botta di Malinovskyi dalla distanza ma grande parata di Meret che mette in corner

Nella ripresa il Napoli cerca di chiudere la partita, soprattutto con Giovane, entrato al posto dell’infortunato McTominay.

Ma al 57’ altro errore clamoroso di Buongiorno che permette al Genoa il pareggio. Colombo si avventa sulla palla calciata male dall’ex Torino, avanza e batte Meret sul secondo palo: tutto da rifare per la squadra di Conte

Napoli nuovamente pericoloso al 63′: Spinazzola entra in area e crossa basso, allontana Bijlow la palla arriva a Lobotka che tira al volo di poco oltre la traversa.

Al 76’ Napoli in 10 uomini: cartellino rosso per Juan Jesus per somma di ammonizioni, per la trattenuta su Ekuban

Quattro i minuti di recupero, a un minuto dallo scadere del tempo, rigore per il Napoli per il fallo su Spinazzola. Penalty trasformato da Hojlund. A Marassi 2-3 per il Napoli.

Fiorentina-Torino 2-2. I granata pareggiano al 94′

Al “Franchi” Fiorentina-Torino termina 2-2, vantaggio dei granata grazie alla rete di Casadei al 26’, pareggia Salomon al 51’ per la squadra di Vanoli che poi raddoppia con Kean al 57’, pareggio granata al 4′ di recupero con Maripan.

Viola che ci crede fino all’ultimo, poi la beffa che non le fa guadagnare i tre punti a cui il “Franchi” aveva già “fatto la bocca”. I gigliati vanno a quota 18 appaiati al Lecce che però deve ancora giocare

Partita che offre emozioni fin dai primi minuti. Al 5’ la prima conclusione di Kean che va di poco alta sulla traversa per una deviazione in angolo.

Sul corner da sinistra, al 6’, ancora Kean di testa: blocca Paleari

Immediata la risposta del Torino: all’8’ rapido contropiede granata. Adams serve in profondità Kulenovic, l’attaccante in area di rigore calcia in porta ma la conclusione è deviata in corner.

Ancora i granata pericolosi 60” dopo. Azione personale di Lazaro che calcia forte ma la palla esce di poco sopra la traversa

Dopo 15’ giocati a ritmo molto intenso le squadre si affrontano essenzialmente a centrocampo.

Il gol del vantaggio degli ospiti al 26’. Ilkhan lancia lungo per Casadei al limite del fuorigioco, l’ex Chelsea colpisce di testa in tuffo

I viola reagiscono e al 33’ su assist di Fagioli Brescianini al volo impegna un ottimo Paleari che respinge.

Ancora la Fiorentina insiste, al 34’ conclusione di Mandragora deviata nuovamente in corner da parte di Paleari.

Ultimi minuti della prima frazione di gara con i padroni di casa in pressing che sfiorano il pareggio.

In avvio di ripresa continua il pressing dei viola che al 51’ trovano il pareggio. Recupero di Mandragora su Gineitis, il pallone termina sui piedi di Solomon che conclude all’incrocio dei pali dalla distanza.

Raddoppio della Fiorentina al 57’. Azione collettiva dei viola, Harrison mette un ‘assist in area di rigore per Kean, l’attaccante della Nazionale conclude al volo sul primo palo.

Passati in vantaggio i padroni di casa insistono per altri 10’ con il Toro che prova a rispondere.

Poi il ritmo di gioco rallenta con i viola a sprazzi pericolosi.

All’ultimo assalto al 94′, Maripan trova il pareggio dei granata di testa sulla punizione dalla trequarti di Gineitis.

sabato 7 febbraio 2026

Calcio-News del 07-02-2026

 


La rinascita di Dimarco: numeri da top, l’Inter prepara il rinnovo. Anche Chivu verso la conferma

 

E vissero felici e contenti. La carriera di Federico Dimarco ricorda sempre di più una fiaba: dal periodo di formazione tra Svizzera e provincia fino alla consacrazione nella squadra del cuore. Il ragazzo di Porta Romana (quartiere di Milano, ndr) si è fatto grande e forse nemmeno nei sogni più ottimistici avrebbe potuto immaginare una parabola del genere: Federico non solo è arrivato a giocare nell’Inter, squadra per cui fa il tifo da sempre, ma ne è diventato uno dei protagonisti assoluti. Per questo la società è intenzionata a blindarlo: il contratto, in scadenza nel 2027, verrà prolungato fino al 2030 con un ritocco rispetto ai 4 milioni l’anno che percepisce attualmente l’esterno.

 

DIMARCO TRA I TOP D’EUROPA
Un premio e un attestato di stima che l’Inter vuole riconoscere a Dimarco dopo una prima metà di stagione da marziano. Fede è il “difensore” con più assist in Europa (8) e tra i top in assoluto. Nei top 5 campionati europei soltanto Luis Diaz (9), Bruno Fernandes (12) e Michael Olise (15) hanno fatto meglio. Limitando il discorso soltanto alla Serie A si scopre che Dimarco è primo per big chance create (21), occasioni prodotte (59), primo tra i difensori per gol attesi (2,6) e tiri ogni 90 minuti (2).

 

LA RINASCITA
Numeri non scontati visto come si era chiusa l’ultima stagione. Dimarco era finito sul tavolo degli imputati per una seconda metà di anno non all’altezza. Fede si è fatto un esame di coscienza e, come ha ammesso dopo aver ribaltato la gara contro il Pisa, ha cambiato qualche abitudine dentro e fuori dal campo. Il risultato che stiamo vedendo in questi mesi è probabilmente il miglior Dimarco di sempre, sia dal punto di vista tecnico che da quello fisico: l’anno scorso con Inzaghi veniva sempre sostituito (giocati 90 minuti soltanto in 7 occasioni su 48 presenze), oggi con Chivu è un intoccabile.

ANCHE CHIVU VERSO IL RINNOVO
Anche il tecnico romeno ha un ruolo fondamentale nella rinascita di Fede e non solo. Chivu, arrivato tra lo scetticismo generale, ha riportato certezze in un gruppo che non ne aveva più. Ha saputo ricostruire sulle macerie della passata stagione e ora la sua Inter vola: prima in campionato, in semifinale di Coppa Italia e per un soffio non ha centrato la top8 in Champions. La società è estremamente contenta della scelta fatta in estate e l’idea è quella di continuare con Chivu ancora a lungo. Nei prossimi mesi infatti si affronterà il tema rinnovo: non c’è fretta di arrivare alle firme, ma come filosofia Beppe Marotta non vuole mai iniziare la stagione con un allenatore in scadenza.

 

Juve, operazioni rinnovi: oggi la giornata di Yildiz, poi toccherà a Spalletti e a Mckennie

 

La Juventus ha ritrovato la via. Dopo anni tribolati, i bianconeri sembrano aver finalmente trovato un progetto tecnico su cui poter porre le basi per il futuro. L’arrivo di Luciano Spalletti non ha portato soltanto garanzie nel breve, ma fa ben sperare soprattutto sul lungo periodo: a Torino, in campo e fuori, c’è la percezione che finalmente sulla panchina della Signora sia arrivato un tecnico con cui poter costruire.

YILDIZ AL CENTRO

E il ritorno della Juventus ai massimi livelli passa, per forza di cose, dalla conferma dei calciatori migliori. Uno su tutti: Kenan Yilidiz. La stellina turca negli ultimi mesi ha ricevuto sondaggi e apprezzamenti da tanti top club europei (dal Manchester United al Chelsea fino al Real Madrid), ingolositi da un contratto in scadenza 2029 da 1,6 milioni a stagione: compenso non in linea con lo status raggiunto in questa stagione dall’ex Bayern Monaco.
Alla Juve sono consapevoli che la credibilità del progetto passa, anche, dalla conferma del talento turco e, in questo senso, la dirigenza ha fatto uno sforzo importante per arrivare alla fumata bianca con il calciatore e il suo entourage: accordo trovato per un quadriennale (2030) che in questa stagione frutterà a Yildiz 6 milioni di euro e dalla prossima toccherà quota 7 più bonus. Un compenso da top, il pià pagato in rosa al pari di David e alla spalle soltanto di Vlahovic, con cui la Juve ha voluto far capire al turco di essere un elemento fondamentale oggi ma anche nel progetto futuro.

 

ANNUNCIO SHOW

Il rinnovo di Yildiz è visto come un grande traguardo dalla dirigenza bianconera e, per questo, ci si aspetta che l’annuncio possa essere pirotecnico. Non si escludono possibili sorprese già nella conferenza stampa pre Lazio di Luciano Spalletti. Dopo aver archiviato il dossier Yildiz sarà proprio quello del tecnico di Certaldo a finire sul tavolo di Giorgio Chiellini e Damein Comolli: l’ex ct in questi mesi in sella ha dimostrato di meritare il rinnovo e di essere una garanzia per un futuro luminoso per i bianconeri.

RINNOVO MCKENNIE, LAVORI IN CORSO

Oltre a Spalletti e Yildiz, la Juve vorrebbe blindare anche un altro protagonista di questi ultimi mesi: Weston Mckennie. L’americano è in scadenza a giugno e alcuni club (tra cui anche l’Inter e alcune sqaudre di Mls) hanno già chiesto informazioni al suo entourage. La Juve, che già è corta a centrocampo, non ha intenzione di perdere a zero uno dei migliori giocatori di questa stagione. Anche per l’ex Schalke presto verranno intavolate nuove trattative per il rinnovo. La Juve vuole tornare grande e la strada sembra proprio quella giusta.

 

Serie A, Verona-Pisa 0-0: debutto senza gol per Sammarco e Hiljemark

 

LA PARTITA
Ad aprire la 24ª giornata di Serie A è l’anticipo tra Verona e Pisa, sfida che vede resistere lo 0-0, in quello che era uno scontro diretto tra le ultime due squadre della classifica. Al Bentegodi si registra l’esordio di Sammarco sulla panchina degli scaligeri e quello di Hiljemark alla guida dei nerazzurri, dopo gli esoneri di Zanetti e Gilardino, con entrambi gli allenatori che schierano subito titolari diversi acquisti del mercato invernale: tra loro spicca la presenza di Andrias Edmundsson, il primo calciatore delle isole Fær Øer a giocare nel massimo campionato italiano. A prendersi la scena al 33’ è però un altro giocatore del Verona, ovvero Orban: il nigeriano prova a colpire direttamente su calcio di punizione, ma viene fermato dal palo. Sempre l’ex Hoffenheim costringe poi Bozhinov a un salvataggio sulla linea di porta: un grande intervento che viene però vanificato dall’intervento dell’arbitro, che fischia un fallo ai danni di Scuffet. All’81’ è invece il Pisa ad avere due enormi occasioni in pochi secondi, entrambe di testa: Moreo colpisce il palo, mentre Montipò mura Caracciolo. Il portiere italiano nega poi il gol anche a Meister, in quella che è l’ultima occasione del match. Il triplice fischio ufficializza infatti lo 0-0, risultato che porta entrambe le squadre a 15 punti in classifica: il Pisa resta quindi penultimo, il Verona fanalino di coda della classifica.

IL TABELLINO
VERONA-PISA 0-0
Verona (3-5-2): Montipò 6,5; Slotsager 6, Nelsson 6,5, Edmundsson 6,5; Niasse 5,5 (25’ st Lirola 5,5), Lovric 6 (40’ st Harroui sv), Al-Musrati 6, Bernede 6 (1’ st Serdar 5,5), Frese 5,5 (1’ st Bradaric 5,5); Bowie 5,5, Orban 6,5 (37’ st Mosquera sv). A disp.: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Akpa Akpro, Popovic, Tomich, Fallou, Vermesan. All.: Sammarco
Pisa (3-4-1-2): Scuffet 6; Canestrelli 6, Caracciolo 6,5, Bozhinov 6 (24’ st Calabresi 6); Touré 6,5, Loyola 6 (30’ st Marin 6), Aebischer 5,5, Angori 6; Moreo 6; Stojilkovic 5,5 (24’ st Meister 5,5), Durosinmi 5,5 (1’ st Leris 5,5). A disp.: Andrade, Guizzo, Hojhlot, Tramoni, Cuadrado, Akinsanmiro, Iling-Junior, Stengs, Coppola, Piccinini, Lorran. All.: Hiljemark
Arbitro: Doveri
Ammoniti: Moreo (P), Marin (P), Serdar (V)

LE STATISTICHE
– Dopo questo pareggio Hellas Verona e Pisa restano in fondo alla classifica con 15 punti ciascuna. Considerando i tre punti a vittoria da sempre, solo tre squadre hanno raggiunto la salvezza a fine campionato con altrettanti o meno puntI dopo 24 incontri in un singolo torneo di Serie A: la Pro Patria nel 1954/55, il Crotone nel 2016/17 e la Salernitana nel 2021/22.
– L’Hellas Verona ha terminato la partita contro il Pisa con un indice Expected Goals di 0-06, il quarto più basso per una singola squadra in questa stagione nei cinque principali campionati europei.
– Il Pisa è la formazione che conta più pareggi fuori casa nei maggiori cinque campionati europei 2025/26 (otto).
– Da inizio 2025, solo la Lazio (11) ha pareggiato più partite casalinghe dell’Hellas Verona in Serie A (nove, come l’Atalanta).
– Il Pisa ha terminato senza subire gol una partita di Serie A per la prima volta dallo scorso novembre (1-0 vs Cremonese), interrompendo una striscia di 12 incontri consecutive con almeno una rete al passive nel massimo torneo.
– Solo il Lecce (13) ha terminato più partite senza segnare del Pisa (12, come il Parma) nel campionato di Serie A in corso.
– L’Hellas Verona ha terminato senza subire gol due delle sue ultime quattro partite di Serie A, tanti clean sheet quanti nelle 17 precedenti.
– L’Hellas Verona ha pareggiato sette delle ultime otto sfide contro squadre neopromosse in Serie A, cinque delle quali col punteggio di 0-0.
– L’Hellas Verona non ha segnato per cinque gare consecutive contro avversarie neopromosse per la terza volta nella sua storia, cinque anche tra novembre 1987 e aprile 1988 e tra gennaio e novembre 1972.

venerdì 6 febbraio 2026

News sportive del 06-02-2026

 


La coppia Costantini-Mosaner si riscatta nel curling: battuta la Svizzera

Curling, Olimpiadi Invernali: Costantini e Mosaner chiudono la sfida contro la Svizzera, 12-4. Si riscatta l’Italia dopo la sconfitta di ieri. Alle 14.35 la sfida contro l’Estonia.

 

Nba: i Lakers perdono Doncic ma trovano un super Reaves

 

Nella sfida contro Philadelphia i Lakers perdono Luka Doncic nel 2° quarto per un problema alla gamba sinistra, ma trovano un grande Austin Reaves e vincono in volata. Sconfitte casalinghe sorprendenti per Houston, che perde contro gli scatenati Hornets, e per Detroit, sconfitta da Washington. Gli Spurs passano a Dallas e Golden State sbanca Phoenix in rimonta.

 

San Siro, la grande notte della cerimonia inaugurale di Milano-Cortina

 

Ci siamo, oggi è il giorno della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che inizierà alle 20 e sarà ‘divisa’, a metà tra Milano (stadio San Siro) e Cortina d’Ampezzo. Ed è proprio questa la prima differenza sostanziale rispetto alle ultime Olimpiadi di Parigi che si sono svolte in estate. Al contrario di quanto accaduto in Francia, infatti, con le celebrazioni avvenute lungo la Senna, in questo caso l’Italia ha voluto dare seguito alla tradizione rappresentata dallo stadio, che sarà di fatto il Meazza, a San Siro. La cerimonia si dividerà in tre atti principali che uniscono la modernità urbana di Milano con la maestosità delle Dolomiti di Cortina.

In questo contesto dunque si articolerà l’evento che arriverà poi al momento culminante con l’accensione di due bracieri Olimpici: uno a Milano (di metallo massiccio e pesa 4,5 tonnellate), presso l’Arco della Pace, e l’altro a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Dibona, cuore della località alpina.

Questa di fatto è la grande novità di queste Olimpiadi. Sono i primi Giochi che prevedono il doppio braciere. In passato già a Pechino 2022 – così come per Vancuover 2010- erano stati accesi addirittura tre bracieri, in tre città diverse, ma c’è una grossa differenza. A Pechino i bracieri multipli servivano a coprire le enormi distanze tra i tre poli di gara di un’unica Olimpiade che di fatto era centrata solo su Pechino, come si evince dal nome (Pechino 2022 ndr). Erano però dei bracieri piccoli, simbolici. A Milano-Cortina, invece, i due bracieri simboleggiano per la prima volta l’unione di due città che hanno condiviso la candidatura fin dal nome ufficiale dell’evento. E per questo saranno accessi due veri bracieri olimpici.

 

Palladino, gioia Atalanta: “Vogliamo arrivare in fondo alla coppa…”

 

“Sono molto felice, ringrazio la squadra, la società e i tifosi, dedichiamo la vittoria a loro. Sono stati fantastici, siamo stati trascinati anche dal loro tifo”. Il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino si gode la vittoria sulla Juve e la conquista della semifinale di Coppa Italia. “A questa Coppa ci teniamo e vogliamo arrivare fino alla fine, siamo contenti della vittoria – ha detto Palladino a Coppa Italia Live su Italia 1 – Voglio sottolineare i subentrati che hanno fatto la differenza. Conto su tutti i ragazzi. Siamo stati concreti, cinici, compatti quando c’era da difendere. Oggi la Juve era vicina per farci gol. I ragazzi sono stati bravi a reggere l’urto e poi a portare a casa la gara. La Juve mi ha impressionato, abbiamo affrontato uno degli allenatori migliori. Venivano da tanti risultati positivi e questo dà più valore alla nostra vittoria. Questo è un grande gruppo, di grandi uomini e nelle difficoltà sono venuti fuori. Stanno lavorando per raggiungere grandi traguardi. Per noi è un mese difficile, ora continuiamo a lavorare bene, a crescere e fare risultati. Ora contro la Cremonese mi aspetto una gara di personalità”.

 

Spalletti, delusione Juventus: “Quello è rigore, loro sono stati bravi…”

 

E’ sfumato a Bergamo il primo, e probabilmente più abbordabile, obiettivo stagionale della Juventus. La pesante sconfitta rimediata in Coppa Italia contro l’Atalanta, macchia una prestazione nel complesso positiva a cui è mancato però l’aspetto più importante: il gol. Luciano Spalletti analizza così l’eliminazione della New Balance Arena. “Loro sono stati più bravi nei momenti determinanti, sono mancate scelte importanti nei momenti chiave. Abbiamo qualche difetto, ma siamo una squadra. Bisogna saper riconoscere i momenti ed essere precisi”, ha detto a Sport Mediaset.

“Secondo me per raggiungere poi un livello di calcio giocato è sempre un po’ merito di tutto il gruppo, di come si allenano, di quello che è il modo di ragionare e di pensare. Noi abbiamo qualche difetto, come lo hanno altre, però noi secondo me siamo una squadra e bisogna solo andare a rendersi conto di questi momenti che diventano determinanti, essere più precisi, saperli riconoscere di più, perchè se si vuole andare a fare la conta delle situazioni stasera è tutto falsato quello che è il risultato della partita. Però poi se vai a raccontare di episodi… hai perso 3-0, per cui è un’analisi che si fa tra di noi, con serenità, perchè i ragazzi poi si sono impegnati e hanno fatto anche una buona partita. Poi non mi è piaciuto da ultimo, quando ci siamo un po’ spampanati, sbaragliati per il campo, siamo andati un po’ a giro, a tentare di rimettere a posto senza avere sempre dentro quella che è una ricerca di ritagliarsi un qualcosa e uno spazio, in questo abbiamo perso ordine, mente fin adesso riuscivamo a farlo rimanendo con una logica, stasera siamo stati un po’ disuniti in quel momento”, ha aggiunto.

Sul rigore: “E’ rigore, perché è rigore, la tocca con la mano. A me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente. Questo è il motivo per cui si dice… si fa la partita di qua, si fa la partita di là, quando la fai di qua, quando sei a difenderti, ormai ci sono troppi di questi rischi. Ecco perché dico, è meglio stare fuori dall’area. Questo è uno dei motivi. Vai a inciampare in queste situazioni che ti incasinano tutta la partita, te la ribaltano, la cosa più difficile per me è riuscire a far credere ai ragazzi domani quello che è realmente avvenuto in questa gara, quello che è il risultato della partita, quelli che saranno i commenti, i voti che prenderemo. Quello che diventa veramente difficile e fondamentale è riuscire a fargli riconoscere quelli che sono stati i reali comportamenti”.

 

Atalanta, tre schiaffi alla Juventus: è in semifinale di Coppa Italia

 

Atalanta in semifinale di Coppa Italia grazie al 3-0 alla Juventus. Bergamaschi avanti grazie a un rigore di Scamacca, dopo una deviazione di braccio di Bremer in area, e – dopo una gara in cui i bianconeri sprecano molte occasioni (sullo 0-0 traversa di Conceicao) – nel finale arrivano i gol di Sulemana e Pasalic per il trionfo atalantino.

 

Ranieri: “La Roma pensa a Totti. E il progetto dei Friedkin…”

 

La proprietà della Roma sta seriamente pensando a un ritorno di Francesco Totti in società. È quanto rivelato da Claudio Ranieri in un’intervista esclusiva a Sky Sport: “Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma, perché lui è davvero parte di questo club”.

Il senior advisor della Roma ha parlato in esclusiva a Sky Sport 24.

Sul possibile ritorno di Totti in società: “La società ci sta pensando e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma perché è parte di questo club”.
Sui rinnovi di Dybala e Pellegrini: “Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo. Non è che la società non vuole, ma bisogna abbassarlo per via del Fair Play Finanziario. In base a quello che hanno fatto sul campo, considerando quello che ci dirà l’allenatore e in base a quello che saranno le loro richieste e le offerte della società, se c’è un incontro bene. Altrimenti ci si saluta”.
Su Gasperini: “È stato scelto insieme alla società. La voglia è quella di andare il più alto possibile, ma sappiamo che stiamo costruendo”.
Sui Friedkin: “Penso che il nuovo stadio dica già ampiamente quanto sono coinvolti nel progetto. Hanno preso un allenatore per tre anni e la richiesta è stata: vorremmo arrivare in Champions League, starci e poi ci sarà l’anno per vincere lo scudetto. Questo è il loro modo di operare. Stiamo costruendo e stiamo crescendo. A fine anno dobbiamo vedere che cosa abbiamo fatto. Ma quando dico questo mi riferisco al numero di giocatori che il nostro allenatore reputa come suo blocco. Lui ne ha chiesti 15-16 a un certo livello. Però ci vuole tempo. E sotto questo aspetto noi, e parlo di società e dell’allenatore, siamo tutti uniti”.

martedì 3 febbraio 2026

News calcistiche del 3 Febbraio 2026

 


Audero: “Il petardo, una martellata all’orecchio. Perché tutto questo?”

 

Dopo la paura restano i pensieri, qualche acciacco e una tensione che non si scioglie e ti prende le spalle e la schiena. Emil Audero torna sull’episodio del petardo di Cremonese-Inter e lo fa in un’intervista rilasciata a Gazzetta e Corriere: “Innanzitutto sto abbastanza bene – dice -. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi. Ma è tutto molto difficile da digerire. A fine partita, una volta scesa l’adrenalina, il collo mi si è irrigidito. Ora va anche peggio perché l’orecchio fa male e pure la schiena è rigida. Nei prossimi giorni farò accertamenti per capire se c’è qualche problema, ma insomma… diciamo che poteva andare anche peggio”.

Il racconto di quei momenti è un misto di paura e incredulità: “C’erano fumogeni e petardi già nel riscaldamento, ma sono cose che succedono a cui non ho dato peso. Sembrava tutto sotto controllo, ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo. Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”.

Il portiere della Cremonese ha però deciso di rimanere in campo…
“Capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa… Non mi era mai successo in carriera. Nel secondo tempo ho avvertito un senso di vuoto. La ferita al ginocchio mi faceva male, ma il problema era dentro di me. Un senso di delusione profondo e poca voglia di giocare. Ero in campo, stavo facendo il mio lavoro che amo da morire. Ma intanto i mei pensieri andavano al luogo dello scoppio. Poco più in là e chissà… la mano, il braccio, o anche peggio. Ho pensato: perché sono in campo? Perché sto giocando? La testa e i pensieri giravano a mille. È stata una sensazione bruttissima“.

Ma cosa direbbe al tifoso che ha lanciato il petardo? “Gli vorrei chiedere: perché? Qual è il tuo scopo: supportare la tua squadra o fare casino? Perché hai deciso di fare male agli altri e a te stesso? Spiegami il senso di tutto questo…”.

 

 

Verona: Sammarco può diventare il dopo Zanetti

 

Il Verona è intenzionato a proseguire la sua stagione con Paolo Sammarco sulla panchina. Dopo l’esonero di Paolo Zanetti, la società gialloblù vorrebbe promuovere l’attuale allenatore della primavera in prima squadra. Per adesso, l’unico nodo rimane lo staff, ma ci sono alte possibilità di vederlo in panchina già venerdì nel match contro il Pisa.

 

 

Gasperini, rabbia Roma: “Quel fallo da chi è nato il gol…”

 

Un clima da battaglia e una sconfitta che pesa sulla corsa Champions della Roma. Il ko di Udine (1-0) fa scivolare i giallorossi al quinto posto e ha fatto arrabbiare Gasperini. Non tanto per la prestazione di Pellegrini e compagni però. “Ho visto carattere. Ci è mancata qualità davanti, le giocate precisi negli ultimi metri – ha detto Gasp -. Abbiamo anche avuto sfortuna nel finale per i famosi centimetri e anche il gol preso è sintomo di una serata non fortunata. Ma usciamo sempre a testa alta e troveremo la forza di migliorarci sempre”. L’unica questione che fa perdere la calma al tecnico giallorosso è il fallo da cui è nato il tiro deviato da Malen che ha portato al gol dell’Udinese. “Questo sta diventando il calcio e da quella punizione è nato il gol, ho apprezzato le parole di Saelemaekers. Questo è il calcio, una ricerca di queste situazioni per trarre vantaggio, mi spiace ma è così”.

Infine una battuta dopo le lamentele di Conte sulle troppe gare giocate: “Le partite fan parte di questo sistema. Se aumentano le competizioni ci sono più partite, per me l’unico aspetto negativo sono gli infortuni. Probabilmente le troppe partite sono una causa, ma la gente e la tv vogliono questo. Una volta ce n’erano meno, ma la percentuale tra partite e infortuni erano sempre le stesse. Dopodiché queste sono constatazioni, non c’è una scienza che ci dice il contrario”.

 

Flop Roma: vince l’Udinese con Ekkelenkamp

 

Nel monday night della ventitreesima giornata di Serie A, la Roma perde 1-0 sul campo dell’Udinese e scivola al quinto posto, superata dalla Juventus. Al Bluenergy Stadium, i friulani giocano una gran partita: Atta ed Ekkelenkamp spaventano subito dalla distanza, ma Svilar è ottimo nel respingere. I giallorossi ci provano solo su punizione con Soulé all’intervallo, mentre Miller colpisce alto, sempre da lontano. La sfida si sblocca, e si decide, proprio su calcio di punizione, ma è Ekkelenkamp, con un destro deviato da Malen, a sorprendere Svilar per l’1-0 al 49′. Gasperini prova a riprenderla inserendo Venturino, Ghilardi, Pisilli, Vaz e Tsimikas, ma il pareggio non arriva. Al 90′, in realtà, Cristante troverebbe di testa l’1-1, ma la rete viene annullata per fuorigioco del greco ex Liverpool, autore dell’assist. All’ultima azione, Okoye è miracoloso nell’evitare l’autogol di Kabasele e finisce allora 1-0. A sorridere è Runjaic, che aggancia la Lazio a 32 punti e si porta al nono posto. Quinta, invece, la formazione di Gasperini.

 

E’ morto Nicolas Giani, ex Spal, Vicenza e Spezia: aveva 39 anni

 

Un male incurabile ha stroncato la vita di Nicolas Giani, 39 anni, ex difensore – tra le altre – di Spal e Vicenza, cresciuto nel vivaio dell’Inter. Lascia la moglie, Raluca, e una figlia, Bianca.

La carriera di Nicolas, comasco d’origine, iniziò in nerazzurro. A metà degli anni 2000, la parentesi alla Cremonese e il passaggio alla Pro Patria per due stagioni. Ma è nel 2008-09, quando passò al Vicenza, con Gregucci in panchina, che Giani iniziò a giocare anche come terzino confermando di avere delle doti tecniche importanti per ricoprire ogni ruolo del pacchetto arretrato. Dopo il quadriennio al Vicenza con una breve parentesi al Perugia (2013), Giani si trasferì alla Spal e scrisse la storia della società ferrarese contribuendo, nel giro di due anni, tra il 2015 e il 2017 al doppio salto dalla Serie C (allora Lega Pro) alla A, campionato da cui la Spal era assente da 49 anni. Due tornei di B con lo Spezia, tre in C con la FeralpiSalò e uno in D (2021-22) col Desenzano prelusero alla scoperta della malattia che, dopo circa quattro anni di cure e sofferenza, se l’è portato via.

 

Lookman, addio Atalanta: affare last minute con l’Atletico Madrid

 

Alla fine c’è l’Atletico Madrid nel futuro di Ademola Lookman. Il giocatore ha accettato la corte di Simeone che, non è un dettaglio, ha messo sul piatto per lui la bellezza di 6 milioni a stagione bonus compresi. L’Atalanta, dal canto suo, voleva 40 milioni per il nigeriano e 40 ne avrà anche se 5 dovrà “guadagnarseli” e, al solito, sono archiviati alla voce bonus. Il club bergamasco ha ufficializzato la cessione tramite i propri canali social: “Ademola Lookman ceduto a titolo definitivo all’Atletico Madrid. Grazie di tutto e in bocca al lupo per il tuo futuro!”. Il Fenerbahçe, che aveva raggiunto un accordo con il giocatore, se ne dovrà fare una ragione e d’altronde la questione delle garanzie finanziarie mancanti non sono proprio una novità per il club turco.

 

Mercato, ultimi colpi: Santos al Napoli, ufficiale Zaragoza alla Roma

 

Alisson Santos è il nuovo esterno offensivo del Napoli. Anche la Roma si rinforza in attacco: ecco Zaragoza in prestito dal Bayern Monaco. Rugani saluta la Juventus e si trasferisce a titolo temporaneo alla Fiorentina. Proprio i bianconeri hanno accolto Boga dal Nizza e Holm dal Bologna, dove invece si sposta Joao Mario sempre in prestito. Strefezza torna in Italia al Parma, Thorsby va alla Cremonese dal Genoa.

 

Antonio Conte si prende la quinta Panchina d’Oro per l’impresa scudetto

 

LO SCUDETTO DEL NAPOLI della scorsa stagione ha fatto meritare ad Antonio Conte il premio conferito dai colleghi allenatori. Conte vince ancora dopo i tre riconoscimenti ottenuti lo scorso decennio alla guida della Juventus e quello da tecnico dell’Inter del 2020/21. Su 47 votanti, riuniti a Coverciano per il corso di aggiornamento, lo hanno scelto in venti mentre secondo è arrivato Gian Piero Gasperini (6 voti) e terzo Cesc Fabregas (4). «Un riconoscimento da condividere con i miei calciatori, protagonisti di una bellissima impresa e con tutte le persone che lavorano al Napoli» ha detto il tecnico.

Il campionato, va ricordato, è stato un testa a testa logorante contro l’Inter di Simone Inzaghi, risolto solo all’ultima giornata con il 2-0 inflitto al Cagliari in un “Maradona” ribollente di passione. Il Napoli di Conte non ha cercato il ricamo, ma la solidità: una difesa d’acciaio guidata da un ritrovato Di Lorenzo e i gol pesantissimi di Romelu Lukaku e Scott McTominay, diventati immediatamente i nuovi idoli della città.

lunedì 2 febbraio 2026

Super-News calcistiche del 2 Febbraio 2026

 


Cagliari-Verona 4-0: gli scaligeri rimangono in coda classifica con il Pisa

All’Unipol Domus Arena Cagliari-Verona termina 4-0. Vantaggio dei padroni di casa grazie alla rete di Mazzitelli al 36’, raddoppio di Kiliçsoy al 45’+2′. Nella ripresa rete di Sulemana all’84’ e poker rossoblù firmato da Idrissi al 90’+1’. Poker degli isolani che puniscono oltre misura gli scaligeri rimasti in 10’ dal 51’.

La partita

Gara frammentata sin dalle prime battute. Scaligeri più determinati nei primi minuti di gioco con pressing alto, i padroni di casa trovano difficoltà ad uscire dalla propria metà campo.

Al 9’ è del Verona la prima azione pericolosa. Ci prova Sarr, il pallone scavalca Caprile ma salva Luperto di testa.

Insiste ancora la squadra di Zanetti al 17’ ma Orban calcia alto sopra la traversa.

I padroni di casa del Cagliari rispondono al 19’. Sugli sviluppi di un calcio piazzato respinge la difesa del Verona, la palla arriva a Mazzitelli che da fuori area calcia al volo, grande parata del portiere gialloblù che manda in angolo.

Al 36’ Cagliari in vantaggio con Mazzitelli che da sinistra trova lo spazio per battere Perilli. Iniziativa di Palestra sulla destra e cross per Obert che di tacco appoggia in avanti per Mazzitelli. Il rossoblù isolano calcia sul primo palo.

Negli ultimi minuti della prima frazione di gara gli uomini di Pisacane alzano il ritmo. A tempo ormai scaduto il Cagliari raddoppia ma c’è il sospetto di fuorigioco. Dopo il check del Var la rete è convalidata. L’azione: cross di Esposito sul secondo palo, spettacolare mezza rovesciata di Kilicsoy da sinistra che batte Perilli.

In avvio di ripresa ancora la squadra di Pisacane in avanti. Al 49’ Adopo prova la conclusione personale ma viene bloccato dalla difesa scaligera.

Dal 51’ Verona in 10 per l’espulsione di Sarr per doppia ammonizione.

Superata l’ora di gioco i padroni di casa rallentano il ritmo di gioco e gli ospiti tentano il recupero, nonostante l’inferiorità numerica.

Il Cagliari sfiora il tris al 70’ con Luperto che dalla distanza trova l’angolino sinistro della porta difesa da Perilli, il portiere però devia in tuffo e mette in angolo.

All’84’ Sulemana mette il sigillo definitivo all’incontro segnando la terza rete del Cagliari. Corner battuto da destra, Adopo calcia sul primo palo, Perilli respinge ma Sulemana da un metro colpisce di testa insaccando a rete

Il poker dei padroni di casa porta il sigillo di Idrissi al 90+1′. Cross di Zappa da destra e colpo di testa vincente di Idrissi sul primo palo.


Napoli: Evitato l’intervento chirurgico per Di Lorenzo


Evitato l’intervento chirurgico per Di Lorenzo. Per questo tipo di trauma i tempi standard oscillano tra le 4 e le 6 settimane prima del rientro in campo. Un’assenza pesante, ma con un orizzonte decisamente più rassicurante rispetto alle prime sensazioni.

Arrivano notizie incoraggianti per il Napoli dopo l’apprensione delle ultime ore. Stando a quanto riferito da Sky Sport, gli accertamenti effettuati in mattinata su Giovanni Di Lorenzo hanno escluso il coinvolgimento del legamento crociato, scongiurando lo scenario più temuto. La diagnosi parla di una distorsione di secondo grado al ginocchio.

Un verdetto che restituisce serenità all’ambiente azzurro e allo staff guidato da Antonio Conte, reduce dalla vittoria per 2-1 sulla Fiorentina ma preoccupato per le immagini dell’uscita in barella del capitano. Evitato l’intervento chirurgico, ora parte il programma di recupero. Per questo tipo di trauma i tempi standard oscillano tra le 4 e le 6 settimane prima del rientro in campo. Un’assenza pesante, ma con un orizzonte decisamente più rassicurante rispetto alle prime sensazioni.


Serie A, Torino-Lecce 1-0: i granata tornano al successo con Che Adams


Il Torino torna alla vittoria in campionato dopo quattro sconfitte consecutive e lo fa battendo il Lecce 1-0 al termine di una gara scorbutica e obiettivamente non molto spettacolare. A stappare la partita, in realtà nel momento migliore dei salentini (al 26′ Paleari è bravo su un tentativo da fuori di Ramadani), ci pensa Che Adamas che, al 29′, sfrutta un assist al bacio di Vlasic per battere Falcone con un piattone sotto misura.

Vlasic e Falcone sono protagonisti anche a inizio ripresa, quando un assist del trequartista granata trova Zapata a due passi dal portierone giallorosso che risponde con un miracolo alla conclusione dell’attaccante colombiano. Nonostante il possesso palla quasi costante, il Toro continua a creare occasioni con il contagocce, ma il Lecce fa ancora meno. Di Francesco prova a sparigliare le carte inserendo Banda per uno spentissimo Gandelman, Baroni risponde con il neo-acquisto Obrador, con Anjorin Prati. Ancora Che Adams avrebbe l’occasione del raddoppio praticamente dalla stessa posizione del primo gol, ma non trova la porta. Poi di nuovo Falcone si oppone a un colpo di testa ravvicinatissimo di Zapata. C’è spazio anche per l’esordio di Kulenovic tra i granata, ma è Banda a sfiorare il pari con un destro che si stampa sul palo (azione poi viziata da fuorigioco).

Non succede più niente nonostante il forcing finale dei giallorossi: il Torino non brilla ma mette fine all’emorragia di sconfitte e sale a 26 punti in classifica, salvando la panchina di Baroni. Il Lecce resta a 18 punti, un punto sopra il terzultimo posto della Fiorentina e non sfrutta i ko delle ultime tre della classe (Pisa e Verona).

IL TABELLINO
TORINO-LECCE 1-0
Torino (3-5-2): 
Paleari5,5; Marianucci 6, Maripan 6, Coco 6,5; Pedersen 6,5, Vlasic 7, Ilkhan 6 (25′ st Prati 6), Casadei 6 (25′ st Anjorin 6), Lazaro 6 (25′ st Obrador 6,5); Adams 6,5 (44′ st Njie sv), Zapata 5,5 (32′ st Kulenovic 5,5). A disp.: Israel, Siviero, Perciun, Dembélé, Tameze, Gabellini. All.: Baroni 6
Lecce (4-2-3-1): Falcone 7; Veiga 5,5, T. Gabriel 5,5 (20′ st Gaspar 6), Siebert 5,5, Gallo 5,5; Ramadani 6,5 (44′ st Ngom sv), Coulibaly 6; Pierotti 5,5 (32′ st N’Dri), Gandelman 5 (20′ st Banda 6,5), Sottil 6 (32′ st Sala 5,5); Cheddira 5. A disp.: Bleve, Samooja, Jean, Ndaba, Perez, Fofana, Kovac, Sala, Stulic. All.: Di Francesco 6
Arbitro: Sozza
Marcatori: 29′ Adams
Ammoniti: Vlasic, Prati (T), T. Gabriel, Ramadani (L)
Espulsi: –

LE STATISTICHE
Ché Adams, che è tornato a segnare in campionato dal gol proprio contro il Lecce nel match di andata dello scorso 30 novembre, ha realizzato tre reti nelle ultime quattro sfide disputate tra tutte le competizioni, tante quante quelle messe insieme nelle precedenti 21 presenze con il Torino in questa stagione.

Considerando dalla sua prima partecipazione a rete in questa Serie A (gol vs Como, lo scorso 24 novembre), solo Lautaro Martínez (10) è stato coinvolto in più gol rispetto a Nikola Vlasic (otto, 5G+3A) nel periodo in campionato.

Sei delle otto partecipazioni a rete di Nikola Vlasic in questa Serie A sono arrivate in casa (quattro gol e due assist); dalla prima contro il Como, lo scorso 24 novembre, il giocatore del Torino è quello che ne ha messe insieme di più tra le mura amiche in campionato nel periodo (sei appunto, una in più di Federico Dimarco a cinque).

Nikola Vlasic ha fornito 15 assist in Serie A con il Torino. Da quando veste la maglia granata (dal 2022/23), nessun giocatore del Toro ha servito più passaggi vincenti del croato in campionato (15 appunto come Valentino Lazaro).

Dopo quattro sconfitte consecutive, il Torino è tornato a vincere in campionato dal successo 0-3 contro l’Hellas Verona, lo scorso 4 gennaio. I granata non vincevano invece all’Olimpico Grande Torino dal 13 dicembre scorso contro la Cremonese (1-0 anche in quel caso).

Il Torino è tornato a vincere un match di Serie A contro il Lecce dal 2-0 del 16 febbraio 2024 con Ivan Juric allenatore (anche in quel caso nella gara di ritorno all’Olimpico Grande Torino).

Il Lecce ha perso sei delle ultime otto gare di Serie A (2N) e non registrava una striscia di sfide senza successi più lunga da quella di 13 tra febbraio e maggio 2025 con Marco Giampaolo allenatore (5N, 8P in quel caso). Inoltre, i giallorossi non hanno neanche trovato la via del gol in quattro sfide di fila in campionato per la prima volta da febbraio 2025 (v Bologna, Monza, Udinese e Fiorentina).

Nessuna squadra ha perso più sfide del Lecce in questa Serie A: 13 come l’Hellas Verona. I giallorossi non perdevano 13 delle prime 23 giornate in un campionato di massima serie dal 2011/12, stagione poi terminata con la retrocessione.

Il Lecce ha perso sette delle 11 trasferte in questa Serie A – più di qualsiasi altra squadra nel torneo in corso – considerando le precedenti cinque stagioni disputate nella massima serie solo nel 2024/25 (otto) i giallorossi avevano fatto peggio dopo lo stesso numero di traferte disputate in campionato.

Il Lecce ha perso senza segnare tre trasferte di fila in Serie A per la prima volta da ottobre-novembre 2024 (striscia di quattro in quel caso, vs Milan, Udinese, Napoli e Bologna).


Serie A, Como-Atalanta 0-0


Nella ventitreesima giornata di Serie A termina 0-0 il match piuttosto atteso tra Como Atalanta. Dopo otto minuti di gioco la gara prende una piega nefasta per i bergamaschi: brutta reazione di Ahanor, provocato da Perrone (comportamento non eccezionale nemmeno del centrocampista lariano), con Pairetto che estrae il cartellino rosso per il difensore ex Genoa.

Palladino inserisce Sulemana al posto di Scamacca per avere più mobilità davanti, ma i padroni di casa spingono forte alla ricerca del vantaggio. Il primo tempo si chiude senza reti, e in avvio di ripresa i lariani continuano a premere sull’acceleratore: Douvikas e soprattutto Ramon hanno molte chance per stappare la partita, ma Carnesecchi è impeccabile.

A tempo praticamente scaduto arriva un’altra occasionissima per i padroni di casa: calcio di rigore assegnato dopo controllo Var per fallo di mano di Scalvini. Dal dischetto si presenta ancora una volta Nico Paz, che però viene ipnotizzato da Carnesecchi al 98’. Il Como sale a quota 41 punti, con più di un rimpianto: Atalanta ora a quota 36 punti.



Serie A, Juventus va a mille all’ora: a Parma è 4 a 1. L’Inter resta saldamente in testa alla classifica: 2 a 0 alla Cremonese


Troppa Juventus per il Parma

La Juventus travolge il Parma sul campo emiliano nella 23° giornata di Serie A: 1-4 il risultato finale. Bianconeri al quarto posto in classifica a 45 punti, due in più della Roma che domani va in trasferta a Udine. Il gol del Parma è in realtà una papera di Cambiaso che di tacco sorprende il compagno Di Gregorio nel secondo tempo. C’è anche un quinto gol bianconero, al 92′ di Openda, ma il Var annulla.

Subito aggressiva la Juventus, con protagonista Conceiçao che lanciato da Kalulu al 1′ impegna Corvi, al 6′ servito da McKennie prende una traversa. Lo sblocco però arriva da Bremer che al 15′ batte di testa Corvi. Al 30′ pericoloso il Parma che con Valeri di sinistro cerca la rete, solo un allungo di Di Gregorio salva il vantaggio bianconero. La Juventus sembra allentare il pressing ma è una trappola spallettiana, perché in un momentaneo allentamento della difesa emiliana lascia entrare Kalulu che lancia su McKennie: al 37′ in semirovesciata il gol del raddoppio. Tre i minuti di recupero.

Nella ripresa il risultato cambia a favore del Parma al 51′ grazie a un autogol di Cambiaso che, dopo un cross di Circati, voleva mettere di tacco la palla oltre la linea di fondo ma invece sorprende Di Gregorio. La distanza viene ripristinata poco dopo grazie alla doppietta di Bremer al 54′, il controllo Var convalida la rete. E’ David a siglare al 64′ la quarta rete bianconera ribattendo in rete una respinta di Corvi su tiro debole di Conceiçao. Quattro i minuti di recupero, e arriva il quinto gol bianconero con Openda al 92′, ma il Var lo annulla per fuorigioco. Al 93′ Di Gregorio sventa su Pellegrino.

L’Inter è di ferro e la Cremonese si ferma ancora

L’Inter non stecca nemmeno allo “Zini” e vince per 2-0 contro la Cremonese di Nicola, ormai in crisi di risultati. I ragazzi di Chivu chiudono la pratica già nel primo tempo, grazie alle reti di Lautaro Martinez e di Zielinski. In attesa del match del Milan (in campo martedì a Bologna), i nerazzurri volano così a otto punti di vantaggio sulla seconda della Serie A. Il risultato non è mai stato in dubbio, anche per via di un atteggiamento troppo remissivo della Cremonese che solo nel finale ha avuto un sussulto d’orgoglio. Attimi di paura al 49′, quando un petardo lanciato dal settore ospiti è scoppiato vicinissimo ad Audero. L’Inter gioca un primo tempo di alto livello, prendendo sin dai minuti iniziali il possesso della meta campo avversaria. La partita è già in discesa al 16′, quando, su angolo di Dimarco, Lautaro approfitta della troppa libertà concessagli dai difensori di casa e schiaccia di testa la palla delll’1-0. Il raddoppio, invece, è cosa fatta al 31′ ed è l’ennesimo gioiello stagionale di Zielinski. Luis Henrique converge verso il centro e serve il polacco che, dalla distanza, scocca un sinistro ad effetto che inganna un Audero poco reattivo e si infila sotto l’incrocio.











Sassuolo-Inter 0-5

  È un assoluto dominio dell’ Inter  quello che va in scena al  Mapei Stadium  nella 24ª giornata di Serie A. La formazione di Chivu batte i...