domenica 8 marzo 2026

Serie A-News del 08-03-2026

 


La Cremonese si sveglia tardi: colpaccio Lecce che fa sua la sfida salvezza


 


Il Lecce conquista una vittoria fondamentale nello scontro salvezza contro la Cremonese. Di Francesco sceglie il 4-3-3 con Stulic titolare insieme a Pierotti e Banda, mentre Nicola risponde con il 3-5-2. Nel primo tempo i salentini sbloccano il match con Pierotti e raddoppiano con Stulic su rigore.

Nella ripresa la Cremonese reagisce grazie ai cambi di Nicola e accorcia le distanze con Bonazzoli. I grigiorossi mettono in difficoltà il Lecce e sfiorano il pareggio nel finale. I padroni di casa però resistono e portano a casa tre punti preziosi per la corsa salvezza.


 


 


Tonfo casalingo per il Bologna: il Verona ribalta i rossoblù!


 


Il Verona espugna il Dall’Ara battendo 2-1 il Bologna e conquista tre punti pesantissimi nella corsa salvezza. Dopo un primo tempo equilibrato e senza reti, i rossoblù passano in vantaggio al 49’ con Rowe, bravo a finalizzare l’azione nata dalla percussione di Zortea. La squadra di casa sfiora anche il raddoppio con il palo di Orsolini poco prima.

La reazione del Verona però è immediata: al 53’ Frese pareggia con una conclusione dal limite, mentre al 57’ Bowie completa la rimonta su assist di Orban. Nel finale il Bologna prova a spingere alla ricerca del pareggio, ma Montipò e la difesa gialloblù resistono fino al triplice fischio, regalando agli scaligeri una vittoria fondamentale per la salvezza.


 


Vince la noia: Fiorentina-Parma finisce a reti inviolate


 


Fiorentina e Parma pareggiano 0-0 in una gara povera di emozioni valida per la 28ª giornata di Serie A. Il primo tempo scorre senza tiri in porta, con i viola che provano a gestire il possesso mentre gli ospiti si rendono pericolosi soprattutto in contropiede. L’unico squillo arriva nel finale con un tentativo dalla distanza di Keita che termina di poco fuori.

Nella ripresa la Fiorentina prova ad alzare il ritmo e sfiora il vantaggio con Fagioli e soprattutto con Piccoli, che non riesce a sfruttare una grande occasione da pochi passi. Nonostante i cambi dei due allenatori, la partita resta bloccata fino al 90’. Il pareggio permette al Parma di salire a 34 punti, mentre i viola devono accontentarsi di un punto.


 


La Juventus regala un poker a Spalletti, Pisa travolto 4-0


 


Quattro gol al Pisa e tre punti conquistati, la Juventus fa il miglior regalo di compleanno a Spalletti: il tecnico spegne 67 candeline con una vittoria attesa dal primo febbraio, i bianconeri rispondono al blitz del Como a Cagliari e tornano a mettere pressione alla Roma in ottica Champions. I toscani lottano per un tempo, poi nella ripresa crollano sotto i colpi di Cambiaso, Thuram, Yildiz e Boga.


Tra i bianconeri rientra Locatelli dalla squalifica e torna subito titolare, la novità riservata da Spalletti riguarda la difesa: il tecnico concede un turno di riposo a Kelly e propone dal primo minuto Gatti, l’eroe di Roma con il pareggio a tempo scaduto. In porta viene confermato Perin, in attacco non ci sono rotazioni e giocano David supportato da Conceicao, McKennie e Yildiz. Nel Pisa i due grandi ex, Cuadrado e Iling-Junior, siedono in panchina, mentre davanti Hiljemark sceglie il tandem Moreo-Durosinmi.


In tribuna c’è uno spettatore d’eccezione: Mario Mandzukic viene accolto da una vera e propria ovazione dello Stadium e il croato si prende anche l’abbraccio della Curva Sud. La Juve entra in campo distratta, Moreo prova ad approfittarne dopo quattro minuti e ci vuole un tuffo di Perin per evitare il gol. Il tifo bianconero resta in silenzio per un quarto d’ora, proprio quando si alzano i decibel Yildiz e compagni cominciano a farsi vedere dalle parti di Nicolas: il destro di Thuram sfiora l’incrocio, il colpo di testa di Gatti finisce tra le braccia del portiere, il mancino di Conceicao è respinto dall’estremo difensore avversario.


Anche David ha un paio di potenziali occasioni clamorose, ma le butta via e si sente qualche mugugno dagli spalti.Decisamente troppo poco per soddisfare Spalletti, il quale decide di iniziare la ripresa con Kelly e Boga al posto di Gatti e David con Yildiz che va a fare il riferimento più centrale e più avanzato. Ed è proprio il turco ad avere l’intuizione per sbloccare una sfida che si stava facendo più complicata del previsto: Conceicao premia il movimento del 10 bianconero, il suo cross sul secondo palo è soltanto da spingere dentro da Cambiaso. Per Yildiz è la prima partecipazione a un gol dal rinnovo ufficializzato lo scorso 7 febbraio, mentre il laterale non segnava allo Stadium dalla prima giornata dello scorso campionato.


Dopo un’ora Hiljemark rivoluziona il suo Pisa, con Piccinini e Loyola entra anche Cuadrado, fischiatissimo dai suoi ex tifosi per il passato più recente all’Inter.I cambi non funzionano, la Juve trova il raddoppio: Locatelli calcia sul palo e Thuram ribatte in rete, il francese esulta chiamando il gruppo in panchina per un abbraccio collettivo a Spalletti.


All’appello manca ancora Yildiz, il fantasista riesce a sbloccarsi al 75′, quando con un destro fulmina Nicolas per la terza volta e ritrova un gol atteso 41 giorni. Allo Stadium l’entusiasmo è contagioso e c’è ancora tempo per festeggiare il poker di Boga, i tifosi bianconeri “sbeffeggiano” il presidente dei cugini Cairo invitandolo a non vendere il Toro. Spalletti sale a 50 punti e ora ha l’obiettivo della continuità nei prossimi impegni contro Udinese e Sassuolo prima della sosta, il Pisa resta ultimo e la salvezza è sempre distante 9 lunghezze.

sabato 7 marzo 2026

Napoli-Torino 2-1 Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata

 


Napoli-Torino 2-1

Nel ventottesimo turno di Serie A il Napoli trova i tre punti al Maradona, Torino ko 2-1. Pronti via e gli uomini di Conte stappano subito la partita: al settimo minuto Alisson Santos fa partire un colpo da biliardo da fuori area sul primo palo che beffa un Paleari tutt’altro che perfetto. I partenopei continuano a premere sull’acceleratore, ma la prima frazione di gioco va in archivio sull’1-0.

Anche in avvio di ripresa i granata non si scuotono, e dopo l’ora di gioco arriva il raddoppio dei padroni di casa: al 68’ Elmas sfrutta la torre di testa di Politano e in girata segna il più classico dei gol dell’ex. Gli azzurri nel quarto d’ora finale sono alle prese con qualche acciacco fisico (Juan Jesus e Gilmour), ma ritrovano De Bruyne e Anguissa (in campo dal 46’ al posto di Vergara, anche lui fuori per infortunio).

All’87’, su sviluppo di corner, Casadei accorcia le distanze di testa, ma il gol dell’ex Chelsea è l’ultimo squillo del match. Il Napoli vince 2-1 e sale a 56 punti, a -1 dal Milan: Torino fermo a quota 30.

 

L’obiettivo minimo. O forse il massimo. E riflettendoci bene, alla fine, questi due concetti si vanno a sovrapporre in una maniera sorprendente. Antonio Conte va verso la chiusura della sua seconda stagione napoletana riportando la squadra a una condizione di normalità: con i tre punti conquistati contro il Torino, il posto nella prossima Champions League si avvicina sempre di più e nessuno potrà dire che non si tratta di missione compiuta. L’anno scorso nessuno obbligava il Napoli a vincere lo scudetto dopo il disastro post-Spalletti. In quel caso, Conte è andato oltre le aspettative. Ma nemmeno quest’anno era condannato a vincere. Lo ha fatto in Supercoppa italiana e anche lì non era un obbligo.Il Napoli visto al Maradona contro il Torino, dal punto di vista del prodotto finale, è stato molto vicino all’idea di squadra dell’anno scorso. Una squadra quasi sempre padrona del campo, a parte la distrazione finale che ha portato al gol di Casadei, una squadra che pur priva ancora di giocatori importanti ha creato molte occasioni, ha proposto soluzioni di gioco interessanti, ha valorizzato dei patrimoni spesso trascurati come Elmas o come uno degli ultimi arrivati, Alisson Santos, capace di togliersi di dosso la leziosità delle prime uscite per disputare una partita di altissimo livello.

Il calendario adesso dà una mano al Napoli, perché delle ultime dieci partite, almeno otto sono ampiamente alla portata. Impegni complicati sono solo quello di inizio aprile contro il Milan (al Maradona) e quello di inizio maggio sul campo del Como. Questo è un altro motivo per cui l’obiettivo stagionale di Conte (minimo o massimo che sia) è molto vicino a essere centrato. Bisognerà solo capire a fine stagione se nella Champions League della prossima stagione, sulla panchina del Napoli ci sarà ancora lo stesso allenatore. Ma questa è un’altra storia che si scriverà tra tre mesi, a bocce ferme.Un aiuto per quest’ultima parte della stagione arriverà sicuramente anche dai campioni che stanno rientrando. Anguissa è entrato nell’intervallo contro il Torino dopo un centinaio di giorni e dopo una decina di minuti sembrava non essere mai uscito di squadra. Kevin de Bruyne (in quell’inizio di stagione che oggi sembra lontanissimo) è stato addirittura considerato un problema, ma contro il Torino ha voluto subito il pallone per alcuni dei suoi strappi leggendari. Avrà ancora bisogno di tempo e pazienza Romelu Lukaku, ma come già è successo a Verona, qualche suo ingresso per lo sprint finale porterà dei gol e dei punti preziosi.

C’è ovviamente ancora qualcosa da sistemare, per evitare il ritorno di chi sta dietro. C’è una difesa che ha delle distrazioni come quella che ha portato al gol del torinista Casadei. Il Napoli, detto per inciso, prende almeno un gol da dieci giornate consecutive. Questo sarebbe un problema relativo se per contro arrivassero molti gol dagli attaccanti. Ma non sempre è così. Hojlund, per esempio, dopo aver tirato la carretta per tutta la stagione, nelle ultime dodici partite di campionato ha segnato solo la doppietta contro il Genoa e il gol contro il Verona. Cose da sistemare, che per Conte normalmente sono un lavoro ordinario, quest’anno un po’ meno causa infortuni. Ma ci siamo quasi, l’obiettivo minimo (o massimo) è lì a portata di mano.



Como da Champions: vittoria 2-1 a Cagliari e Roma agganciata


Il Como fa sul serio per la Champions League. Altra vittoria, stavolta fuori casa, contro il Cagliari di Pisacane. Finisce 2-1 per la squadra di Fabregas nel secondo match del 28esimo turno di campionato.

La squadra lombarda aveva trovato prima del quarto d’ora, al 14′, la rete del vantaggio con Baturina. Poi a metà primo infortunio per l’obiettivo azzurro Perrone costretto a uscire. Nella ripresa poi il Cagliari ha provato a fare la voce grossa, riuscendo a trovare il gol del pareggio al 56′, con Sebastiano Esposito. La perla del pomeriggio è arrivata dai piedi di Da Cunha che con un mancino a uscire ha trovato un tiro fantastico che ha riportato avanti il Como.

Grazie a questo successo la squadra di Fabregas ha agguantato, almeno per il momento, la Roma al quarto posto.



martedì 3 marzo 2026

Serie A: Pisa-Bologna 0-1; Udinese-Fiorentina 3-0

 


Pisa-Bologna 0-1

Dopo un mese e mezzo si sblocca Jens Odgaard e si sblocca anche il Bologna: è 1-0 rossoblù sul Pisa, nella 27a giornata della Serie A. Italiano e i suoi raccolgono così i tre punti da una gara complessa, con le parate di Skorupski a evitare il ko nella ripresa. Buon impeto e buona fase difensiva per il Pisa in avvio, chiudendo ogni spazio al duo Bernardeschi-Cambiaghi. Italiano perde Vitik per infortunio e si rammarica per la doppia chance sprecata da Castro, che colpisce un palo.

Nel finale rialza però la testa il Pisa che poi, nella ripresa, domina nelle chances offensive. I toscani bussano con Moreo e poi sfiorano la rete con Piccinini: doppio miracolo per Skorupski, che blinda la sua porta. Il Pisa ci crede e va vicinissimo al gol anche con Stojilkovic, ma non sfrutta le occasioni e viene punito: Odgaard si gira e calcia in un fazzoletto, tiro all’incrocio e 1-0 Bologna all’89’. Esultano i rossoblù, che salgono a quota 39 punti e si riportano all’ottavo posto e a -6 dalle coppe, scavalcando il Sassuolo. Sempre ultimo il Pisa, molto sfortunato, con 15 punti.

Serie A, Udinese-Fiorentina 3-0

La 27a giornata della Serie A si chiude con la sconfitta per 3-0 della Fiorentina, che non approfitta dei ko delle rivali-salvezza e non effettua l’atteso scatto. I viola restano terzultimi con 24 punti, insieme al Lecce e alla Cremonese, e rivedono i vecchi fantasmi proprio contro quell’Udinese che le aveva consegnato la prima vittoria (5-1) nel match d’andata.

Non c’è mai partita al Bluenergy Stadium, coi toscani completamente incapaci di arginare la coppia Zaniolo-Davis, che si ricompone dopo l’infortunio dell’inglese. Kabasele la sblocca subito su azione da corner al 10′, poi entra in gioco de Gea: doppia parata su Davis per evitare il raddoppio. Il portiere non può però nulla al 63′, quando Rugani stende proprio l’ex Watford: l’inglese va sul dischetto e lo spiazza, è 2-0 Udinese.

Non c’è di fatto una reazione della Fiorentina, che non calcia mai in porta e affonda nel recupero, quando Buksa sigla il 3-0 (93′). Viola terzultimi e, inoltre, in ansia per il problema alla caviglia accusato da Kean. Respira invece l’Udinese, che ritrova la top-10 con 35 punti: friulani a +11 sulla zona-retrocessione, Runjaic torna al successo dopo tre ko consecutivi.

lunedì 2 marzo 2026

Roma-Juventus 3-3

 


Partita emozionante e bellissima allo Stadio Olimpico. La Juventus riprende gli avversari nei minuti finali del match. Stappa la gara Wesley con un tiro a giro imparabile al 39° minuto e risponde Conceicao con una voleé altrettanto bella in apertura di secondo tempo. N’Dicka firma il nuovo vantaggio giallorosso su calcio d’angolo al 54° e Malen allunga sul 3-1 con il tocco morbido a superare Perin al minuto 65. Quando la partita sembra completamente in controllo dei giallorossi, la Juventus accorcia con la rete di Boga 78°. Nei minuti di recupero Gatti realizza il gol del pareggio da due passi e fissa il risultato sul 3-3. La Roma infila il quarto risultato utile consecutivo (8 punti totali) ma perde un’occasione ghiottissima per agganciare il Napoli e allontanare le dirette concorrenti alla corsa Champions. Ora i giallorossi, quarti in classifica con 51 punti, sono attesi dalla sfida al Ferraris contro il Genoa. Pareggio importantissimo, per come si era messa la partita, per la Juventus che vede la zona Champions ancora raggiungibile. I bianconeri salgono a 47 punti rimanendo 6° posizione e, nel prossimo turno di campionato, ospiteranno il Pisa.

domenica 1 marzo 2026

News calcistiche del 01-03-2026

 


Inter-Genoa 2-0

Il sabato della ventisettesima giornata di Serie A si chiude con l’ottava vittoria consecutiva in campionato dell‘Inter, che a San Siro piega 2-0 il Genoa. I nerazzurri creano nel primo tempo colpendo una traversa con Mkhitaryan, poi Bijlow salva con un miracolo sul colpo di testa di Bonny. Al 31′, però, la capolista la sblocca col suo uomo migliore in questo momento: l’armeno scucchiaia per Dimarco, che con uno splendido sinistro al volo la mette all’angolino. Nella ripresa, Chivu inserisce Calhanoglu che raddoppia su calcio di rigore al 70′, nato da un fallo di mano di Amorim dopo un altro palo colpito dai padroni di casa. Il gol del turco dal dischetto chiude i conti: finisce 2-0 e l’Inter sale a 67 punti, momentaneamente a +13 sul Milan chiamato a rispondere a Cremona. A prescindere dal risultato dello Zini, però, i nerazzurri arriveranno lanciatissimi al Derby dell’8 marzo. Resta a quota 27, invece, il Genoa, che conserva comunque il +3 sul Lecce terzultimo.


Milan da zona Cesarini: 2-0 a Cremona con Pavlovic e Leao

 

Nel lunch match della ventisettesima giornata di Serie A, il Milan vince 2-0 sul campo della Cremonese. Primo tempo divertente allo Zini: i grigiorossi ci provano soprattutto con Bonazzoli e Vardy, ma sono poi i rossoneri a dominare. Servono due grandi parate di Audero per fermare prima Pulisic e poi Fofana, mentre poco prima Leao si divora l’1-0 solo davanti al portiere di casa e Rabiot, di testa da corner, manda di poco alto. Nella ripresa, il portoghese sbaglia ancora da pochi passi, anche se distratto da un Audero in uscita. Allegri rompe gli indugi e inserisce Füllkrug, ma l’ex West Ham ha solo un’occasione di testa, con la palla che va sopra la traversa. Nel recupero, però, il cross di Modric spizzato da De Winter viene deviato in porta da Pavlovic, che all’89’ sblocca il match. All’ultima azione, c’è spazio pure per il raddoppio in contropiede di Leao, che al 94′ chiude i conti: il Milan si riporta così a -10 dall’Inter a una settimana dal Derby della Madonnina. Resta a quota 24 la Cremonese, che ha gli stessi punti del Lecce terzultimo.

 

Allegri, sorriso Milan: “E ora speriamo che i numeri dell’Inter cambino…”

 

Sembrava la solita maledizione del Milan con le neopromosse, poi i gol di Pavlovic e Leao quasi allo scadere spezzano il tabu e regalano 3 punti fondamentali ai rossoneri. Allegri si presenta ai microfoni abbastanza soddisfatto: “La Cremonese è squadra complicata contro cui giocare. Nel primo abbiamo avuto difficoltà nella gestione della palla ma abbiamo avuto grandi occasioni”. Poi Max elogia i subentrati “Quelli che sono entrati hanno fatto molto bene: sono contento per Estupinan che è entrato nell’azione dell’1-0. Vincere oggi era importante per cancellare sconfitta con Parma e per avvicinarsi ancora di più al nostro obiettivo e prepararci per bene al derby”.

Il gol di Pavlovic è arrivato quasi allo scadere, quando i rossoneri sembravano destinati a un altro passo falso con una piccola: “La partita sembra corta quando arrivi lì, ti viene affanno, ma la realtà è che è lunga e c’era tutto il tempo per costruire palle gol. Sul primo bravo Estupinan a metterla lì per Modric, poi bravi nel contropiede. Come sta Bartesaghi? È stato straordinario perché è uscito nel momento giusto: Estupinan è entrato e ha dato la palla gol. Quindi merito è suo. Derby partita meravigliosa, può succedere di tutto. L’Inter ha vinto 22 partite 4 perse e 1 pareggiata. Speriamo che domenica i numeri gli remino contro”.

 

Atalanta, che suicidio: perde in 11 contro 10 col Sassuolo!

In undici contro dieci dal 15′ del primo tempo dopo il rosso di Pinamonti, l’Atalanta perde 2-1 a Reggio Emilia col Sassuolo e perde terreno in zona Champions: reti di Kone, Thorstvedt e Musah.

Chivu: “Inter, lo scudetto non è ancora vinto…”

L’Inter torna alla vittoria contro il Genoa per 2-0 e prova a mettersi alle spalle l’eliminazione dalla Champions League per mano del Bodo Glimt. Cristian Chivu guarda avanti, con il +13 dal Milan in tasca per una notte e un 21esimo scudetto che può diventare presto realtà: “Era importante, sapevamo quanto importante fosse questa partita: dovevamo ritrovare energie“, le parole del tecnico a Dazn.

Concentrazione anche sui singoli. Dimarco: “Apporto importante per le nostre ambizioni e per il gruppo”. E Bonny uscito anzitempo? “Non so ancora come sta”. Mentre su Thuram: “Sta bene come tutti i miei 4 attaccanti, hanno numeri importanti. Ognuno sta cercando di trovare il modo per aiutare il più possibile il gruppo. Tutti hanno una mentalità vincente, nessuno ha il muso lungo e andiamo avanti così. Abbiamo ambizioni e voglia di essere competitivi”.

Nessuna distinzione fra le big, prossima il Milan nel derby dell’8 marzo, e le piccole: “Prepariamo ogni partita al meglio, dando tutto con il giusto approccio mentale e fisico, a prescindere dall’avversario che affrontiamo. Poi si può vincere o perdere, ma dando il massimo. Lo scudetto ancora non è vinto: mancano 11 partite e ci sono 33 punti in palio, c’è ancora da fare e dobbiamo dare continuità a quanto di buono fatto negli ultimi 2 mesi e mezzo”.

Il derby fra una settimana, ma Chivu svicola: “Penso al Como, sarà una semifinale di Coppa Italia importante”.

 

 

Conte: “Questo gol deve dare fiducia a Lukaku, sta migliorando…”

 

Nel dopo gara di Verona il tecnico del Napoli Antonio Conte si focalizza sulla rete di Lukaku.  “Questo gol deve dargli fiducia. Aldilà di come possa finire questa stagione, me la porterò dentro come esperienza di carriera. Questa stagione mi sta dando tanto e mi sta insegnando molte cose. Ho vissuto situazioni che non mi erano mai capitate.  Non bisogna gestire solo il rientro dall’infortunio, ma anche l’aspetto mentale. Sto migliorando sotto tantissimi aspetti. Mi sento un allenatore molto più forte. Rimaniamo in piedi. Lukaku era fuori da agosto e sta facendo comunque fatica. Ha avuto un infortunio grave. So benissimo quanto soffre perchè vorrebbe aiutare me e il Napoli per il rapporto che abbiamo. Sto cercando di gestirlo nel migliore dei modi. Non è il Romelu che io conosco, ma sta mostrando dei miglioramenti”.
Dal canto suo il tecnico del Verona Paolo Sammarco è chiaramente dispiaciuto. “Abbiamo fatto la partita che volevamo fare e che abbiamo preparato in settimana. Abbiamo lottato ed è stato riconosciuto dai tifosi che ci hanno voluto sotto la curva. Peccato per il risultato: meritavamo una piccola gioia, almeno un punto contro un grande Napoli che ci avrebbe dato tanto anche sul piano dell’austostima. Purtroppo questo è il calcio e può capitare di subire un gol all’ultima azione. A Sassuolo abbiamo giocato solo noi per i primi 30′ e poi abbiamo commesso due errori su disimpegno. Oggi invece ho visto grande voglia di restare in partita. I ragazzi hanno provato a giocarsela alla fine quello e la gente lo ha apprezzato. E noi dobbiamo rispondere onorando maglia e città. Sempre”.

 

Calcio in lutto: è morto Rino Marchesi ex allenatore di Inter, Juventus e Napoli

 

E’ stato il primo allenatore dell’esperienza italiana di Diego Armando Maradona. Basterebbe questo per spiegare quanto Rino Marchesi sia stato un nome che ha segnato la storia del calcio italiano degli anni ’80, tra i più belli del pallone made in Italy. Se n’è andato a 88 anni, dopo aver lasciato la panchina da più di 30, quando sostituì Nedo Sonetti alla guida di un Lecce destinato alla retrocessione in Serie B. E’ stato un giocatore di buona qualità, un centrocampista che ha vissuto i momenti migliori della carriera alla Fiorentina con cui ha vinto due Coppe Italia, una Mitropa-Cup e la Coppa delle Coppe 1960-61. Ha vissuto anche 5 stagioni alla Lazio prima di chiudere al Prato.

La carriera di allenatore inizia al Montevarchi e svolta dal 1978 al 1980, quando salva l’Avellino per due anni di fila e si guadagna la panchina del Napoli. E’ la stagione 1980-’81 e gli azzurri, guidati dai lanci millimetrici di Krol (libero olandese arrivato grazie alla riapertura delle frontiere) e da un sistema di gioco con Musella alle spalle della coppia Pellegrini-Damiani, contendono lo scudetto fino alla fine alla Roma e alla Juve, che poi vincerà il tricolore. Dopo una nuova stagione nel Napoli passa all’Inter del dopo-Bersellini. Il problema è che gli stranieri, Hansi Muller e Juary, non sono all’altezza delle ambizioni del presidente Fraizzoli, il tedesco per problemi fisici, il brasiliano per le difficoltà nell’adattarsi a una squadra chiamata a fare gioco e non ad affidarsi esclusivamente al contropiede.

Il ritorno al Napoli avviene in corsa, nel 1983-’84, quando prende il posto di Santin. Salva gli azzurri ma l’anno dopo, nonostante l’arrivo del più forte giocatore del mondo, Maradona, non riesce ad andare più in là della parte centrale della classifica, dopo aver vissuto le zone basse nel girone d’andata. L’anno dopo si rende protagonista di un’ottima annata al Como che lo porta al punto più alto della carriera: Boniperti lo sceglie come sostituto di Trapattoni alla Juventus. Un compito complicato ma alla guida di una squadra super, con Platini (al suo ultimo ballo in carriera), Laudrup, Serena, Manfredonia, Cabrini, Scirea, Mauro, ecc. Lo scudetto però va proprio al Napoli e la Juve marchesiana esce anche al primo turno di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid (all’epoca, con l’eliminazione diretta, bastava un sorteggio malevolo e salutavi subito la competizione più importante). La stagione successiva, funestata dall’addio di Platini, sostituto da Marino Magrin, e dalla delusione Ian Rush in attacco, si chiude con un piazzamento Uefa conquistato nello spareggio-derby con il Torino.

La Juve decide di puntare su Zoff e per Marchesi, in pratica, si chiude la carriera ad alto livello. Siamo nel 1988 e da lì in poi ci saranno solo Udinese, Como, Venezia, Spal e, come detto, Lecce. Dal 1994 penserà solo a godersi una meritata pensione. Milanese a tutti gli effetti, di San Giuliano Milanese, era diventato fiorentino d’adozione, avendo scelto di vivere a Sesto Fiorentino. Se ne va così un pezzo consistente del calcio anni ’80 e, soprattutto, una persona che sarà ricordata per la sua gentilezza e disponibilità. Il funerale si terrà martedì 3 marzo alle 11 nella Pieve di San Martino in piazza della Chiesa, a Sesto Fiorentino



Torino-Lazio 2-0


Nella ventisettesima giornata di Serie A il Torino torna alla vittoria grazie al 2-0 casalingo sulla Lazio: D’Aversa parte bene sulla panchina dei granata. I padroni di casa sembrano subito molto brillanti, e al 21’ stappano la partita: tiro rimpallato di Duvan Zapata, Simeone si fionda sulla palla spiovente e insacca alle spalle di Provedel la zampata dell’1-0 (con tanto di esultanza per Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo). Gli uomini di Sarri faticano a scardinare la difesa granata, e il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti. La formazione allenata da D’Aversa parte bene anche nella ripresa, e al 53’ raddoppia: cross perfetto dalla sinistra di Obrador e schiacciata di testa vincente di Zapata, che torna al gol dopo Torino-Milan dell’8 dicembre. Nella mezzora finale i biancocelesti provano ad accendersi con l’ingresso di Nuno Tavares, ma non riescono a rimontare. Il Torino sale a 30 punti, Lazio ferma a quota 34.





sabato 28 febbraio 2026

Parma-Cagliari 1-1 Como-Lecce 3-1 Verona-Napoli 1-2

 


Parma-Cagliari 1-1


Pareggio per il Cagliari a Parma, a Folorunsho risponde Oristanio. Il Cagliari parte con grande intensità, cercando subito di mettere pressione alla difesa del Parma. Dopo pochi minuti Kiliçsoy colpisce anche un palo, ma l’azione viene fermata per fuorigioco. Poco dopo lo stesso attaccante turco sfrutta un maldestro intervento difensivo di Keita per presentarsi al tiro: Corvi è attento e respinge, mentre sul tentativo successivo di Esposito è decisivo l’intervento di Delprato. Con il passare dei minuti il Parma riesce a guadagnare campo, anche se le occasioni da gol scarseggiano. L’opportunità più importante per i padroni di casa arriva al 38′: Pellegrino si libera con forza in area e calcia da distanza ravvicinata, ma Caprile compie un intervento straordinario e con la mano devia in angolo. Le squadre vanno così negli spogliatoi sul risultato di 0-0.


Nella ripresa la prima vera chance della ripresa è per il Cagliari. Obert serve bene Esposito al centro dell’area, ma Corvi reagisce prontamente e respinge la conclusione. Il match si sblocca al 63′ grazie a una giocata del neoentrato Folorunsho: il centrocampista lascia partire un potente destro da posizione difficilissima che si infila all’incrocio dei pali. Un gol da urlo pochi secondi dopo l’ingresso in campo, sassata da lontanissimo e da posizione defilata, il miglior modo per ritornare in campo dopo due mesi di assenza per infortunio.


Il Parma prova a reagire ma fatica a rendersi davvero pericoloso: Bernabè ci prova su punizione, trovando la risposta di Caprile, mentre un tentativo di Valeri non crea particolari problemi. All’83′ però arriva il pareggio dei ducali: Bernabè cerca l’inserimento con un passaggio in profondità, la palla rimbalza in area e arriva a Oristanio che è il più rapido di tutti e batte Caprile. Non c’è più tempo, finisce 1-1.


Como-Lecce 3-1


Una volta esisteva un Como con e senza Nico Paz, oggi contro il Lecce è arriva l’ennesima prova di maturità. Continuità di risultato per l’uscita esterna contro la Juventus, al netto di un Lecce rimontato nel primo tempo e piuttosto desolante nella ripresa: finisce 3-1 per i biancoblù, con Douvikas, Jesus Rodriguez e Kempf sugli scudi. E il +2 sulla Juventus è realtà, in attesa dello scontro diretto dei bianconeri con la Roma di domani.


Succede tutto in 45 minuti, rimonta portentosa del Como



Avvio di fuoco al Sinigaglia, con il Como ad aggredire il match e il Lecce, sfiorando il gol in un primo momento con Douvikas ma per una disposizione troppo statica e schiacciata della difesa su cross di Banda è stata punita dallo stacco vincente di testa di Coulibaly a fulminare Butez al 13’. E portare in vantaggio i giallorossi sulle rive del Lago, anche se è stata solo questione di tempo per assistere all’affondo del fioretto biancoblù. Cinque minuti di riassetto al colpo preso e un’invenzione a metà campo di Perrone per pescare la fuga di Jesus Rodriguez e il pareggio di Douvikas in anticipo su Ndaba. Un pareggio al terzo tentativo dei biancoblù, che una volta trovato il ritmo ideale non ha permesso più al Lecce di buttare fuori la testa dalla propria metà campo. E su recupero palla di Perrone e ingenuità del Lecce in rilancio, lo scatto sul filo del fuorigioco di Jesus Rodriguez è stato premiato al punto da ricavare il primo gol in Serie A della sua carriera. Un dribbling che ha messo a sedere Falcone e l’esultanza alla bandierina per prendersi il suo momento di gloria, che aspettava ormai da 27 partite. Il dominio biancoblù si è concretizzato ulteriormente con il 3-1 di Kempf su punizione, una rete in tuffo di testa a certificare il totale ribaltamento della sfida.


Gestione del vantaggio e altri tre punti. È zona Europa League



Una ripresa di completa amministrazione del vantaggio da parte del Como, mentre Eusebio Di Francesco dal canto suo ha attinto alla panchina con Pierotti, Ngom e Stulic, oltre a Sottil ma senza trovare la verve giusta per sedare l’entusiasmo dei padroni di casa. Sergi Roberto e Nico Paz hanno alzato il livello, giusto un traversone tagliente di Banda a richiamare l’uscita tempestiva di Butez. L’ingresso di Morata, per ritagliarsi un momento alla ricerca di fortuna in zona gol, con scarsi risultati. Ma almeno nel finale si è rivisto anche Assane Diao dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori 75 giorni. Al triplice fischio cala il sipario e il Como si prende il secondo successo di fila. Sorpassata la Juve al quinto posto con 48 punti, Lecce immobile al terzultimo posto con 24. Ma per Fabregas e i lariani solo buone notizie in vista del primo atto delle semifinali di Coppa Italia contro l’Inter.



Serie A, Verona-Napoli 1-2


Nella ventisettesima giornata di Serie A, il Napoli batte 2-1 il Verona al 96′ ed è terzo da solo in attesa di Roma-Juventus. La sfida del Bentegodi si sblocca già al 2′: dal cross di Vergara, il colpo di testa di Højlund è quello vincente. All’intervallo, Conte lascia negli spogliatoi Spinazzola inserendo Gutiérrez, ma la formazione campione d’Italia in carica non chiude la partita anche per via di un’occasione fallita da Vergara e a metà ripresa viene punita: sugli sviluppi di calcio d’angolo, lo stesso Højlund allontana di testa e poi devia in porta la conclusione di Akpa Akpro, che al 64′ firma il pareggio.


Conte le prova tutte inserendo l’ex Giovane e Lukaku che fa coppia con il danese, ma Montipò è attento su Elmas. Nel finale, però, la decide proprio la deviazione del belga di sinistro dopo un corner a 281 giorni dall’ultima rete: il Napoli fa festa e sale a 53 punti, consolidando il posto Champions dato che il Como resta a -5. Sempre più ultimo, invece, il Verona, che non si schioda da quota 15.



giovedì 26 febbraio 2026

Champions, la Juve sfiora l’impresa in 10: Osimhen butta fuori Spalletti ai supplementari! Champions, l’Atalanta ribalta il Dortmund all’ultimo secondo: 4-1 e ottavi!

 


Champions, la Juve sfiora l’impresa in 10: Osimhen butta fuori Spalletti ai supplementari!


La Juventus accarezza l’impresa contro il Galatasaray, ma si ferma ai supplementari di un ritorno al cardiopalma in UEFA Champions League. Allo Stadium i bianconeri partono con grande intensità, consapevoli di dover indirizzare subito la gara. Dopo alcune occasioni da entrambe le parti – con Perin attento su Osimhen – è Locatelli a sbloccare il match al 37’ su rigore procurato da Thuram. Nella ripresa, però, l’espulsione di Kelly complica i piani della squadra di Spalletti. Nonostante l’inferiorità numerica, la Juve trova il 2-0 con Gatti e poi il 3-0 con McKennie, trascinando la sfida ai tempi supplementari tra l’entusiasmo dello Stadium.

Tempi supplementari. Nell’extra time l’episodio che cambia tutto arriva nel recupero del primo tempo supplementare: Osimhen, servito da Icardi, firma il 3-1 che riapre i giochi dal punto di vista emotivo. La Juventus accusa il colpo e, nel finale, subisce anche il 3-2 di Baris Alper Yilmaz al 119’. Una rete che spegne definitivamente il sogno qualificazione, nonostante una rimonta sfiorata con orgoglio e carattere. I bianconeri escono così dalla Champions, ma tra gli applausi del proprio pubblico, che riconosce lo sforzo e la determinazione mostrati in una notte europea intensa e combattuta.


 


Champions, l’Atalanta ribalta il Dortmund all’ultimo secondo: 4-1 e ottavi!


 Impresa epica dell’Atalanta, che ribalta il 2-0 dell’andata contro il Borussia Dortmund e conquista una qualificazione che sembrava impossibile. A Bergamo finisce 4-1, con il rigore trasformato all’ultimo secondo da Lazar Samardzic a far esplodere lo stadio. Una rimonta mai riuscita prima agli orobici in Europa, che consente all’Italia di portare almeno una squadra agli ottavi di UEFA Champions League. La formazione di Raffaele Palladino gioca una partita praticamente perfetta, riaprendo subito i giochi con Scamacca e trovando il raddoppio prima dell’intervallo con Zappacosta.


Nella ripresa l’inerzia resta tutta nerazzurra e Pasalic firma il 3-0 di testa, facendo sognare il pubblico bergamasco. Il Dortmund prova a rientrare con Adeyemi, che segna il 3-1 e riaccende le speranze tedesche, ma la Dea non crolla. Nel finale, dopo un episodio da VAR per un fallo su Krstovic e l’espulsione di Bensebaini, arriva il rigore decisivo: Samardzic calcia all’incrocio e chiude i conti. È il sigillo su una notte storica, che riporta l’Atalanta tra le migliori sedici d’Europa a cinque anni dall’ultima volta.

Serie A-News del 08-03-2026

  La Cremonese si sveglia tardi: colpaccio Lecce che fa sua la sfida salvezza   Il Lecce conquista una vittoria fondamentale nello scontro s...