Eppure Nils Liedholm l'aveva detto.
E forti sospetti c’erano, per chi aveva visto le partite. Non solo quelle della Roma.
Il Mundial di Bruno Conti non inizia in Spagna nel giugno del 1982: inizia un anno e mezzo prima, esattamente il 1° novembre 1980. E' un sabato pomeriggio e lui gioca nel suo stadio, l'Olimpico, Italia-Danimarca per la qualificazione mondiale. Non va bene, siamo rattoppati: mancano Oriali, Antognoni e Causio. E tanto per cambiare, Bearzot è quotidianamente insultato dalla critica . Non solo: Bruno Conti ha ancora nel curriculum solo 24 minuti in maglia azzurra . Palla a lui a destra, spalle alla porta : il tacco sublime ubriaca due danesi e lancia profondo Gentile, che crossa per la volèe di Graziani , 1-0.
Trovate lo spazio in cineteca.
Ripresa: corner di Bruno Conti e Graziani incorna preciso, 2-0 .
L'altra gara delicata per la qualificazione è due settimane dopo con la Jugoslavia a Torino. Apre Cabrini dal dischetto. Poi Bruno Conti regala il sigillo con uno scavetto sull'uscita di Pantelic : 2-0 e siamo praticamente qualificati .
Già, Nils Liedholm l'aveva detto, precisamente il 22 maggio 1982: Bruno Conti farà un grande Mundial.
Non si sono accorti in tanti di quella dichiarazione. Erano troppo impegnati in un altro sport: il tiro al Bearzot.
Sull'album Panini scrivono : Bruno Conti, ala destra. In realtà lui gioca su tutte e due le fasce. E funge anche da regista della squadra. Chi l'ha detto? Enzo Bearzot.
A proposito, a fine partita quella sera al Bernabeu, gli mettono davanti un microfono. E, prima di andarsi a prendere la Coppa del Mondo, Bruno saluta così :
"Abbiamo dimostrato che sappiamo anche giocare a calcio" .
Poi il signor Edson Arantes do Nascimiento, per tutti Pelè, sentenzia: Bruno Conti è il miglior giocatore del Mundial. Scusa Bruno hai sentito, hai letto ? “ Ma forse Pelè ha esagerato”.
Subito dopo aver alzato la Coppa del Mondo, ce ne andiamo a Nettuno per far visita a Bruno. Una cosina veloce, un caffè : niente, non puoi prendere un caffè con lui. Ti travolgono.
Pensate che un giornalista durante la prima fase del Mundial accennò a Bruno, come se volesse metterlo in discussione. Mister Bearzot rispose: “Bruno Conti è un guerriero e ai guerrieri io non rinuncio”. Forse quel giornalista non era ancora nato il giorno di Italia-Perù (gol pazzesco di Bruno con un siluro di destro). “Superata la prima fase, abbiamo giocato alla giornata. Quando abbiamo battuto l’Argentina, c’è stata la svolta: ciascuno di noi ha capito che col Brasile potevamo vincere, ma nessuno l’ha detto . E neppure dopo il Brasile si è pensato al titolo mondiale. Il pensiero l’abbiamo fatto dopo il gol di Rossi alla Germania. A quel punto sì, ma avevamo già in mano i tedeschi. L’uomo in più è stato Bearzot. Il segreto è stato la convinzione, l’unità e la presa di coscienza”.
Senti Bruno, dopo questo superMundial, ti vogliono le squadre brasiliane, ti vuole il Tottenham. Che fai ? “Proprio adesso? Allora non avete capito bene: io voglio vincere uno Scudetto con la Roma”.
Lo vincerà.
E buon compleanno a Bruno Conti .
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(Intervista a Luciano Bertolani – Corsera)

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