martedì 2 dicembre 2025

Calcio-News del 02-12-2025

 


Yildiz ha gli occhi addosso: arrivano sirene dalla Premier League

Kenan Yildiz è sempre più il protagonista di questa prima parte di stagione. Il classe 2005 sta prendendo per mano la Juventus a suon di gol e prestazioni convincenti e adesso, senza Vlahovic, Spalletti si aspetterà ancora di più da lui.

Il talento turco sta attirando le attenzioni di diversi top club europei e ora il suo rinnovo deve essere la priorità assoluta per i bianconeri. Oltre al Real Madrid, infatti, sulle sue tracce ci sarebbe anche l’Arsenal. Per i Gunners Yildiz è più di un’idea: nell’ultimo periodo il club londinese avrebbe mosso i primi passi con l’entourage del calciatore per conoscere le richieste contrattuali.

A proposito di contratto, l’attaccante è legato ai bianconeri da un accordo fino al 2029 ma l’ad Comolli vuole rinnovarlo al più presto. Come riportato dal Corriere dello Sport, la Juventus è chiamata a una missione abbastanza delicata vista la distanza che ancora esiste tra l’offerta e le richieste del calciatore. Oggi Yildiz percepisce all’anno circa 1,7 milioni di euro più bonus e avrebbe chiesto un ingaggio da top player tra i 6 e i 7 milioni. Al momento, però, i bianconeri gli avrebbero proposto una cifra leggermente inferiore ai 5.

Insomma, i dialoghi andranno avanti anche nelle prossime settimane: la partita è apertissima

Bologna, stop per Vitik: c’è lesione muscolare

Martin Vitik è stato sottoposto agli esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di primo grado all’adduttore lungo destro: tempi di recupero stimati di circa 3 settimane.

Napoli, Manna prova l’accelerazione decisiva per Mainoo

Il prescelto da Giovanni Manna è Kobbie Mainoo. Dopo l’interessamento della scorsa estate, il direttore sportivo del Napoli dovrebbe tornare all’assalto per il talento del Manchester United nella sessione invernale. Come riportato da Il Mattino, i Red Devils cederebbero il classe 2005 in prestito, una formula apprezzata anche dai partenopei. Secondo le ultime indiscrezioni, il club avrebbe già avviato i contatti con l’entourage dell’inglese: l’obiettivo è chiudere la trattativa nel minor tempo possibile per consegnare ad Antonio Conte un rinforzo più che mai necessario in mezzo al campo.
In questa prima parte di stagione Mainoo ha trovato pochissimo spazio, raccogliendo appena 261 minuti nelle 10 presenze tra Premier League e Coppa di Lega. Lo stesso tecnico dei Red Devils sembrerebbe non chiudere le porte a una sua eventuale partenza: “Il club viene prima di tutto, è la priorità numero uno. Dobbiamo pensare alla squadra. Dopodiché, tutto può succedere”, aveva dichiarato Ruben Amorim a proposito dello scarso minutaggio di Mainoo. A Napoli, invece, Kobbie troverebbe una situazione totalmente opposta visto che le sue caratteristiche sono molto apprezzate da Conte.

Vlahovic, l’infortunio rimanda la decisione sul suo futuro

Il 2025 agonistico di Dusan Vlahovic è finito sabato, con l’infortunio che lo terrà fermo a lungo. Ma il futuro sportivo dell’attaccante serbo era ed è ancora tutto da scrivere. Dove giocherà la prossima stagione? Al momento una risposta definitiva non c’è, ma è ormai sicuro che a gennaio la Juventus non lo cederà. Non aveva intenzione di farlo prima dello stop, non lo potrà fare nemmeno adesso che si è dovuto fermare ai box. Non c’erano opportunità prima e non ci sono ora che Vlahovic dovrà rimanere a lungo lontano dai campi da gioco. Insomma, soltanto dal 1° febbraio se ne saprà di più. Da quel momento l’ex viola potrà accordarsi con chiunque, bianconeri compresi.

Milan, Thiago Silva e Sergio Ramos suggestioni per la difesa

Il calciomercato del Milan si accende con una suggestione di livello mondiale in vista della sessione di gennaio. Sergio Ramos, leggendario difensore spagnolo ex Real Madrid, avrebbe deciso di rimettersi in gioco in Europa dopo l’esperienza in Messico per cercare di guadagnarsi la convocazione ai Mondiali 2026 e il suo nome è finito, tramite intermediari, sul tavolo della dirigenza rossonera.
Sergio Ramos e Thiago Silva: perché il Milan frena Il difensore spagnolo, prossimo allo status di svincolato (il contratto col Monterrey scadrà il 31 dicembre), cerca l’ultima grande avventura della carriera, magari in Italia. Tuttavia, da Via Aldo Rossi non arrivano segnali di apertura. La dirigenza rossonera appare fredda, mantenendo la stessa linea tenuta per un’altra suggestione “amarcord” circolata nelle scorse settimane: quella del ritorno di Thiago Silva, in uscita dal Fluminense.

De Laurentiis: “Il Napoli è più forte dell’anno scorso…”

Il presidente del Napoli ha parlato dell’equilibrio in campionato e di un momento difficile superato dalla sua squadra: “Quando ci sono degli infortuni come quelli che abbiamo avuto noi è chiaro che ci sia un po’ di sconforto nello spogliatoio. Ma io sono convinto che questo Napoli è più forte di quello dello scorso anno, abbiamo giocatori nuovi che faranno vedere grandi cose. Il campionato è molto equilibrato, non c’è grossa differenza di punti, quindi penso che faremo un grandissimo campionato ma siamo in 20 e tutte attrezzate e dobbiamo avere rispetto dei competitor”. Meglio il primo o il secondo Scudetto? “L’emozione non ha momenti precisi”

Vardy show, la Cremonese sbanca Bologna

Al Dall’Ara Bologna e Cremonese hanno ricordato che le difese sono decisive. Ballerina quella di Italiano, solida quella di Nicola: finisce 3-1 per gli ospiti grazie a Payero e soprattutto a Jamie Vardy. Trentotto anni e non sentirli. Festa e una doppietta che gli mancava da 581 giorni (ed erano storie di Championship). I suoi gol in Serie A diventano 4: solo Gianfranco Zola col Cagliari nel 2004/05 ne segnò di più da over38. Dieci anni fa, nella stagione del trionfo col Leicester di Ranieri, di questi tempi era tra un gol allo United e uno al Chelsea ed entrava nel Guinness dei primati come primo giocatore della storia della Premier League a segnare in 11 partite di fila. Ora esulta in grigiorosso, ha più anni, è un altro calcio e un altro mondo ma nel freddo di Bologna sembra che il tempo, per lui, sia tornato indietro. Almeno per 90 minuti. Sul 3-1 della Cremonese però c’è anche la firma di Tommaso Barbieri, autore di una partita super e dell’assist del tris, un 2002 che mentre Vardy scriveva la storia aveva 13 anni e magari anche lui si sarà innamorato di quella favola. Oggi giocano insieme e la loro realtà è una Cremonese neopromossa che viaggia a metà classifica e che dopo tre sconfitte di fila ha ritrovato la vittoria in casa di un Bologna che resta a quota 24 punti (come il Como), a +1 dalla Juve e a -3 dal tandem Inter-Roma, insieme sotto all’altra coppia d’alta quota Milan-Napoli.

Buffon a Sportiva: “In nazionale ho vissuto il meglio e il peggio. Ai playoff saremo sempre l’Italia”

Gigi Buffon – capo delegazione della nazionale italiana – è intervenuto oggi a Radio Sportiva, nel giorno della festa per i 15 anni della nostra emittente.

Non avremmo mai pensato che un giorno avresti davvero smesso di giocare. “Anche io credevo a questa favola di non poter mai smettere di giocare. Poi devo dire che vita è stata più forte e determinata di me” sorride Buffon.

I playoff mondiali con l’Italia. “Diciamo che al di là delle gare di novembre, va fatto un discorso più generale. Abbiamo dato dei segnali di risveglio, buoni. Poi abbiamo finito male nell’ultima partita, ma col risultato. Per 75 minuti, fino a quando siamo stati sull’1-1 con la Norvegia, ho visto una nazionale che ci fa ben sperare”.

Dal mondiale vinto ai playoff mondiali mancati nel 2017. “Ho vissuto il meglio e una parte del peggio. E’ anche giusto. Ho fatto un lasso talmente lungo di vita sportiva. Era abbastanza normale poter vivere questi passaggi. Come in tutte le cose, la ripartenza corrisponde a un momento più basso o uno più basso come il 2018 che poi ci ha permesso di vincere l’europeo nel 2021 grazie al merito di Mancini e dei ragazzi. Poi c’è stata un’altra eliminazione, e speriamo che insomma si possa ripartire per l’ennesima volta. E che magari questo percorso gratificante di risultati possa durare più a lungo” le parole di Buffon a Sportiva.

Il gruppo azzurro e il ct Gattuso, lo spirito d’identità azzurra. “Chi deve parlare è chi è a nostro contatto e non fa il mio lavoro. Parlarne bene sembra voler trarne un beneficio dalle scelte che si sono fatte. Mantenendo una certa equidistanza secondo me le premesse per raccogliere risultati confortanti ci sono. La certezza non c’è mai. Ma come in tutte le cose se non dovessero i risultati che speriamo, abbiamo la serenità di dire che abbiamo fatto le cose nella maniera giusta”.

Donnarumma è il nostro unico vero fuoriclasse in questa nazionale? “Secondo me Gigio sta facendo qualcosa di straordinario, giusto rimarcarlo. Ma penso che individualmente come nazionale abbiamo profili di livello molto alto, che si stanno ritagliando spazi importantissimi in squadre di prim’ordine mondiale. Dobbiamo essere noi a metterli nella condizione di farli ragionare come gruppo. Loro hanno del buono dentro – dice Buffon a Sportiva – Bisogna trovare il grimaldello per farglielo esprimere con continuità per sempre”.

La vicinanza del campionato e della Lega di A sui temi della nazionale. “Un plauso alle società, si stanno mostrando sensibili alle esigenze non solo della nazionale ma di tutto il calcio italiano. Stiamo cercando di capire se c’è il modo di vederci in una finestra di due giorni tra febbraio e marzo, anche se non si possono spostare le gare di campionato. Però la disponibilità da parte loro c’è, è totale. Ci ha fatto tanto piacere. Perchè asciugarsi le lacrime con la camicia solo quando le cose vanno male, e non c’è modo di andarle fare meglio, è troppo facile”.

La ripartenza di Spalletti alla Juventus. “La bravura di una società e di una dirigenza è valutare lo spessore e le capacità di un allenatore a prescindere dai risultati immediati che ti può dare. Alla Juve c’è sempre l’imperativo di vincere. Ma visto che sono parecchi anni che questo non accade, il focus deve essere mettere la squadra nelle condizioni di poter vincere” dice Buffon a Sportiva.

La lotta scudetto incerta. “Penso sia bellissimo, un campionato così entusiasmante. Tante squadre sono pronte a fare lo sgambetto alle grandi in qualsiasi momento. Sto parlando del Como in primis. C’è da riconoscere un grandissimo lavoro di Fabregas e la lungimiranza del progetto di una società. E poi altre realtà. Per me il Bologna non è una sorpresa, sta facendo qualcosa di straordinario ma secondo me è un qualcosa che ha nelle proprie corde. Che ha dimostrato di poter fare anche negli ultimi due anni. Con questo allenatore il Bologna può essere ambizioso”.

Ti aspettavi, quel giorno dell’esordio a Parma in A 30 anni fa contro il Milan, di diventare Gigi Buffon? “Se ti dicessi di no, sarei bugiardo. Me l’aspettavo e pensavo anche di fare meglio. Poi c’è il riscontro della realtà e alla fine la realtà mi ha insegnato che devo essere contento di quello che ho fatto. E’ difficile dare continuità a una carriera per 29 anni a quel livello. Qualche rimpianto? No, ho fatto tutto quello che volevo fare. Comprese le scelte. Non ho recriminazioni. Il campo ha detto che i verdetti erano quelli giusti”.

L’esordio in nazionale nel 1997, spareggio playoff mondiale in Russia sotto la neve a Mosca. Cosa dirai agli azzurri di oggi ricordando quel giorno? “In tutta sincerità è stata l’unica partita che non avrei voluto giocare, non per l’importanza della partita ma per le condizioni climatiche e ambientali. Quindi non posso andare lì e dire ai ragazzi che vorrei che non la giocassero” dice Buffon.

Il ct dell’under 21 Baldini ha detto oggi a Sportiva che “l’Italia non deve, ma vuole andare ai Mondiali”. “Certo. E’ sicuramente il nostro pensiero, la nostra convinzione. Non può essere altrimenti. Se ci fasciamo la testa quattro mesi prima, sembriamo quasi dei menagrami. Io direi di cambiare almeno le prerogative rispetto ai precedenti play off. Andare là col giusto rispetto degli avversari ai playoff, ma sapendo che noi siamo sempre noi. E quindi facciamo paura” le parole di Buffon a Sportiva.

Il rilancio di Zaniolo all’Udinese e i segnali del campionato per le convocazioni azzurre. “I segnali arrivano, li vogliamo e li vuole il mister. Come ha detto il mister, la nazionale è aperta a chi se lo merita. E il ct non ha preclusioni” le parole di Buffon.

Silvio Baldini a Radio Sportiva: “Alleno giovani fortissimi. L’Italia vuol vincere, andrà al Mondiale”

Il commissario tecnico dell’Italia Under 21 Silvio Baldini ha rilasciato una intervista ai microfoni di ‘Radio Sportiva’ nel giorno del 15esimo compleanno della nostra radio: “Per me è un regalo che ho ricevuto fare il CT dell’Under 21, alla mia età non avrei mai pensato di ritrovarmi lì. C’è una organizzazione in cui ti senti gratificato a lavorare, orgoglioso nel rappresentare l’Italia dei giovani. Sono felicissimo, il destino mi ha consegnato un bel regalo. Per me stare a contatto coi giovani è il massimo. Dico regalo perché non è facile mettere un allenatore della mia età che per tutta la vita ha allenato i club e invece Gravina questa volta ha avuto coraggio e ha fatto questa scelta. E io mi reputo fortunato perché ci sono molti allenatori bravi: potevano scegliere un’altra persona e invece hanno scelto me”.

Sulla sua carriera caratterizzata da una lunga pausa: “Sono stato sei anni senza allenare, sono tantissimi. Quasi ti scordi com’è questo mestiere. Nella mia vita ho potuto fare ciò che ho sempre desiderato, frequentare pastori. Per sei anni sono stato sulle montagne, coi miei cani, coi pastori. E’ stato bellissimo. Poi tutto finisce e senti il desiderio di tornare ad allenare, ripartire dopo sei anni non è facile. Ho allenato per quattro anni gratis alla Carrarese, senza percepire un euro. Quattro anni bellissimi in cui potevo organizzare il mio lavoro. Poi Palermo e Pescara nel momento giusto, due grandi piazze e due stadi in cui la gente ti fa sentire il calore. Ora l’Under 21, meglio di così non poteva andare”.

Sulla decisione di tornare ad allenare: “Quando uno comincia a fare l’allenatore resta ammaliato da questo lavoro. L’adrenalina che ti dà il calcio è unica. Io ci ho messo sei anni per ritrovarla, ma una volta fatta le altre cose che volevo fare il richiamo di questo mestiere è stato davvero forte”.

Sulla ricetta per tornare competitivi: “Io alleno questi giovani che sono fortissimi. Il problema è che in Italia i giovani non li facciamo giocare, appena sbagliano una partita non diamo più loro il tempo di maturare. Non li lanciamo più perché se non vinci sei un cretino. I risultati sono imprescindibili. Questa pressione ha portato l’attuale involuzione… Però questo coraggio di cambiare, anche la scelta di Gattuso che ci mette sempre la faccia. Lavora in continuazione. Eppure perde una partita e tutti a dire che bisogna chiedere scusa. Ma non bisogna chiedere scusa nulla. Se partiamo dal secondo tempo della Norvegia non andiamo da nessuna parte, se partiamo dal primo tempo andiamo al Mondiale. Nella prima frazione la Norvegia è stata inesistente”.

E ancora sulle possibilità di andare al Mondiale: “Io ho 67 anni, posso nascondermi dietro la paura di dover dire delle cose? Non possiamo nasconderci dietro la diplomazia, l’Italia vuol vincere, farà di tutto per vincere e vincerà. Ma non deve vincere, dovere suona male. L’Italia vincerà perché è fatta di persone in gamba e troverà le soluzioni giuste. Poi qualsiasi cosa accadrà uno avrà sempre la coscienza in pace sapendo di aver fatto il massimo”.

Gilmour post-intervento: “Impaziente di tornare! Lavorato con specialisti per lasciarmi tutto alle spalle”

Billy Gilmour, centrocampista del Napoli, ieri si è operato ieri a Londra per risolvere il problema di pubalgia, che lo teneva fermo ai box dallo scorso 1 novembre. Lo scozzese ha postato sul proprio profilo Instagram delle sue foto post-intervento, scrivendo: “L’inizio della strada verso la guarigione dopo un intervento chirurgico riuscito.

Dopo un periodo di fastidio che spinge il dolore, abbiamo lavorato con specialisti per trovare il momento giusto per sottoporci alle cure e aiutarci a lasciarmi alle spalle questo problema. Mi mancheranno i giorni-gara e i tifosi dal centro del campo per un po’, ma sono già impaziente di tornare in campo e concentrarmi su ciò che mi aspetta. A presto a tutti”.

Marino: “Azzurri diventati un corpo unico, mettono il cuore. Hojlund? Sembrava Lukaku”

Pierpaolo Marino, ex dg del Napoli, è intervenuto ai microfoni de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “La settimana scorsa avevo detto di essere ottimista per Roma-Napoli, la mattina dopo mi viene a prendere Franco e appena entro in auto mi dice ma che vuol dire sono ottimista, io gli ho detto che il Napoli vinceva. Il problema non era nei rapporti tra Conte e società, ma tra i giocatori. Oggi i giocatori sono diventati un corpo unico, mettono cuore e gamba e sfido a dire che qualcuno non credeva nella vittoria”.

Nello spogliatoio del Napoli c’erano giocatori scontenti mentre ora ci sono giocatori che non giocavano, penso a Beukema e Lang che prima non partecipavano. Anche Neres ora gioca di più, il Napoli si è trasformato ed ora finalmente è squadra. Politano era stanco e la squadra è diventata prevedibile, invece Neres è una scheggia impazzita che aiuta anche Hojlund”.

Su Torino-Napoli: “Nessuno mi venga a dire che il Napoli ha perso a Napoli per il modulo sbagliato, contro una squadra è in crisi. Non c’entra il modulo in questa occasione, non basta la tattica”.

Su Neres “Nel cambiamento della squadra è quello che si è valorizzato di più e ha valorizzato anche altri, ieri Hojlund sembrava Lukaku, oltre all’assist conquistava falli ed ha avuto un grande atteggiamento, sia grazie a Neres ma anche grazie a Lang. Entrambi danno profondità”.

Sugli infortuni: “Alcuni infortuni sono stati traumatici e non solo muscolari, anche se molti. Ma un giocatore che si avvicina alla partita con il timore di farsi male molto probabilmente rischia di farsi male”.

Sulla Coppa Italia: “Il Napoli deve vincere ed anche con le alternative hai giocatori più forti di quelli del Cagliari mentre con la Lazio lo scorso anno era un’altra storia”.

Rastelli: “Conte e Allegri sono due vincenti, non dormono la notte per ottenere i tre punti”

L’allenatore Massimo Rastelli è intervenuto nel corso de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “Roma-Napol? Quella contro la Roma è stata una delle gare più belle fatte dal Napoli e non si è mai avuta la sensazione che la Roma potesse mettere in difficoltà, complimenti a questo Napoli ed è stato bravo il mister a rimescolare le carte, ieri mettevano pressione anche all’ultimo minuto”.

Su Conte e Allegri: “Per entrambi la prima cosa è portare a casa il risultato, non dormono la notte per ottenere i 3 punti. Sono due allenatori vincenti, per vincere le gare serve avere equilibrio ed avere giocatori che leggono le partite”.

Su Napoli-Juve: “Spero che Spalletti possa essere accolto nel miglior modo possibile, anche il Napoli di adesso ha una base nel lavoro di Luciano, poi dopo il fischio sarà l’avversario. La Juve sta cercando ancora una sua identità, una squadra altalenante e il Napoli deve avere un atteggiamento costante, la Juve non ha questa forza e il Napoli può approfittarne. In questo momento credo che il Napoli sia superiore alla Juventus”.

Sulla Coppa Italia: “Tutti gli allenatori approfittano di questa competizione per fare turnover, anche il Cagliari farà turnover e domenica ha una sfida importante contro la Roma. Il Napoli ha i favori del pronostico nonostante il turnover e chiunque farà scendere Conte giocherà la competizione con l’atteggiamento giusto. Più passano i turni e più Conte ovviamente schiererà di più i titolari”.

Ordine: “Conte ossessionato dal lavoro e dal successo, Allegri insegue anche altri piaceri”

Il giornalista Franco Ordine è intervenuto ai microfoni de ‘Il Bello del Calcio’ su Televomero: “Sto pensando a tutti quei complotti nella settimana di riflessione di Conte e vorrei dire a tutti questi, avete capito cosa ha fatto Conte? Quello che non si riesce a cogliere, c’è stato un momento conflittuale ma quello su cui voglio sottolineare ma quel conflitto ha prodotto questo risultato virtuoso”.

Su Milan e Napoli: “Il Milan non ha le coppe ma fa un tifo che il Napoli continui sia in Champions che in coppa Italia. Se il Napoli fa strada in Champions perderà qualcosa lungo la strada in campionato, è inevitabile. Conte è l’ideale di un allenatore che vuole vincere con idee di calcio moderne, ora sta praticando un sistema di gioco che si avvicina a quello di Allegri. Conte rispetto Allegri ha l’ossessione del suo lavoro e del successo, Allegri insegue anche piaceri nella vita. Conte ha rapporto carnale con la squadra mentre Max ha rapporto di pancia con la squadra, è capace di grosse grida ma anche di riconciliazione. Conte vive di calcio 24 ore al giorno”.

Sul ritorno a Napoli di Spalletti come avversario: “Io spero e mi auguro che Spalletti venga accolto con un grande applauso. E’ il segnale che il pubblico di Napoli deve dare per dimostrare di essere diverso da tutti gli altri”.

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