venerdì 26 settembre 2025

Calcio-News del 26 Settembre 2025

 Como-Sassuolo 3-0, Jesus Rodriguez e Douvikas lanciano i lariani agli ottavi di finale: gli uomini di Fàbregas affronteranno la Fiorentina


Il Como di Fàbregas spazza via il Sassuolo e lancia diversi giocatori che hanno avuto meno spazio di altri in questo inizio di stagione. Ciononostante i lariani ormai hanno un gioco codificato che è una meraviglia mentre i neroverdi si fanno male in parte da soli con delle giocate scellerate in fase difensiva. La doppietta di Jesus Rodriguez e il gol di Douvikas griffano il 3-0.

Il Como di Cesc Fàbregas domina la sfida del secondo turno di Coppa Italia contro il Sassuolo di Fabio Grosso. I lariani regalano un sorriso al proprio popolo, martoriato dal maltempo degli ultimi giorni che ha causato diversi danni. Il Como parte subito fortissimo grazie al gol di Jesus Rodriguez, che la sblocca su assist di Anastasios Douvikas e dopo un erroraccio di Edoardo Pieragnolo, che regala palla ai lariani con un retropassaggio folle. Come nel secondo tempo contro la Fiorentina, il Como domina sul piano del gioco e raddoppia con lo stesso Douvikas dopo una punizione battuta benissimo da Martin Baturina. Il sostituto di Nico Paz non fa rimpiangere il fenomeno del Como, oggi in panchina anche se a volte il croato si prende delle pause all'interno della partita. Jesus Rodriguez segna poco prima della fine del primo tempo il gol del 3-0 che chiude la partita.


Questa partita dimostra ancora una volta che i lariani non solo esprimono un calcio meraviglioso e hanno tantissima qualità, ma che la rosa del Como è anche lunga e ben assortita. La Coppa Italia è un obiettivo di questa squadra e i lariani possono rimanere in piena corsa per l'Europa oltre a continuare il percorso di crescita. Il Sassuolo esce dallo Stadio Giuseppe Sinigaglia con le ossa rotte e con più dubbi che certezza. Grosso ha lasciato svariati big in panchina e l'azzardo non ha pagato: i neroverdi - come anche nell'inizio di Serie A - continua a subire troppi gol anche in maniera banale e questo è un grosso problema. Il Como invece vola agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove affronterà la Fiorentina.



Coppa Italia: Genoa-Empoli 3-1 


Primo Tempo: Squadre negli spogliatoi sul risultato di 1-1. Match abbastanza equilibrato con l’Empoli che risponde colpo su colpo alle sfuriate offensive dei rossoblù. Entrambe le formazioni hanno disputato una prima frazione di gara a viso aperto, segno che nessuna delle due vuole giocarsi la qualificazione ai calci di rigore.


Secondo Tempo: Il Genoa batte l’Empoli e guadagna gli ottavi di finale contro l’Atalanta; nel corso della ripresa è emersa la superiorità tecnica e tattica dei ragazzi di Vieira che non hanno lasciato scampo alla formazione toscana. Ottima anche la prestazione da parte dei subentrati tra le fila rossoblù.



EUROPA LEAGUE - Nizza-Roma 1-2, decisivi i gol di Ndicka e Mancini


Ottimo esordio della Roma in Europa League, che vince per 2-1 sul campo ostico del Nizza. Dopo un primo tempo avaro di emozioni, nella ripresa si scatena la retroguardia giallorossa, che prima sblocca il risultato con la zuccata di Ndicka e poi sembra chiudere i conti con la zampata di Mancini. Proprio nel momento in cui i padroni di casa sembrano aver mollato il colpo, arriva il rigore realizzato da Moffi, che tiene in bilico la gara fino alla fine. Gasperini, ammonito nel recupero, al fischio finale esulta e si porta a casa meritatamente i primi tre punti europei della sua nuova gestione.


IL TABELLINO:


AS ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Rensch,(81′ Hermoso), Koné (69′ Cristante), El Aynaoui, Tsimikas; El Shaarawy (45′ Pellegrini), Soulé (69′ Pisilli); Dovbyk (69′ Ferguson). A disp: De Marzi, Gollini, Angelino, Wesley, Ghilardi. All.: Gasperini.


NIZZA: Diouf; Mendy, Bah, Dante; Louchet, Vanhoutte, Boudaoui, Bard; Sanson, Boga; Kevin Carlos.

A disp.: Zelazowski, Dupe, Adbi, Moffi, Diop, Jansson, Cho, Oppong, Tiago Gouveia, Lumpungu, Clauss, Adbul Samed. All.: Haise.


Arbitro: Guillermo Cuadra Fernandez (Spagna)

Assistenti: Naranjo – Granado

IV Uomo: Busquets Ferrer

VAR: Del Cerro Grande

AVAR: Soto Grado


Marcatori: 52′ Ndicka (R), 55′ Mancini (R), 77′ Moffi (N)


Tiri totali (in porta): 7 (2) -12 (4)


Calci d’angolo: 3-5


Espulsioni: 


Ammonizioni: 27′ Koné, 41′ El Aynaoui, 41′ Ndicka, 80′ Tsimikas, 88′ Hermoso


Note:



Napoli: a San Siro in difesa riecco Juan Jesus e Rrhamani


Si ferma ancora Alessandro Buongiorno: dopo le 14 gare saltate la scorsa stagione tra problemi muscolari e la frattura alle vertebre, l’intervento di inizio luglio e il ritorno in campo il 30 agosto. La lesione di basso grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra lo costringerà a restare fuori un mese: salterà la sfida di domenica sera a San Siro contro il Milan, la seconda giornata di Champions League contro lo Sporting del 1° ottobre e la gara casalinga di domenica 5 contro il Genoa. Difficile ipotizzare ora il recupero per l’impegno dopo la sosta per le Nazionali il 18 ottobre nella trasferta di Torino contro la sua ex squadra: più probabile il ritorno tra il Psv in Champions (21 ottobre) e l’Inter in campionato (25).

E allora Antonio Conte si affida alla ‘vecchia’ difesa per il big match contro i rossoneri di Max Allegri. Il tecnico azzurro rilancerà Juan Jesus dal 1′ al posto di Buongiorno e potrà di nuovo contare su Rrahmani, fuori causa contro Fiorentina, Manchester City e Pisa per il problema muscolare accusato con il Kosovo, che dovrebbe far sedere Beukema in panchina. In porta resta sempre aperto il ballottaggio tra Meret e Milinkovic-Savic. A centrocampo torneranno dal 1′ Anguissa e Lobotka.




Lampo di Casadei, il Torino batte 1-0 il Pisa e va agli ottavi. Sfiderà la Roma


Il Torino si lascia alle spalle la sconfitta contro l’Atalanta e passa il turno in Coppa Italia. La vittoria per 1-0 contro il Pisa garantisce ai granata un posto agli ottavi di finale: a dicembre affronteranno la Roma. Il gol decisivo, in avvio, è stato segnato da Cesare Casadei, di testa su angolo di Ngonge. Il Pisa, con molti rincalzi in campo, ha fatto una partita ordinata e dignitosa. Nella ripresa i toscani sono rimasti in 10 per l’espulsione di Cuadrado, per proteste. Nel finale, al 95’, Tramoni ha avuto il pallone per il pari, ma il suo tiro dalla sinistra ha trovato la deviazione in angolo di Paleari. 

Senza Maripan e Ilic, non disponibili insieme a Masina, Baroni conferma la difesa a tre ma cambia diverse pedine. Se la presenza di Paleari in porta al posto di Israel era annunciata, meno prevedibili erano Dembélé braccetto di destra a fianco di Coco e Ismajli, centrale. Esordio anche per Nkounkou, l’ultimo degli otto nuovi arrivi del mercato, schierato a sinistra nel centrocampo che vede Tameze e Casadei in mezzo e Pedersen sulla destra; in attacco, Adams sta al centro, Ngonge a destra e a sinistra c’è Njie, anche lui all’esordio stagionale. Restano in panchina, tra gli altri, Vlasic, Simeone e Asllani. Gilardino, come annunciato, opera un turnover profondo: in difesa con il capitano Canestrelli si schierano Raul Albiol e il 2008 Jeremy Mbambi; a centrocampo parte titolare Cuadrado, ma vede il campo anche Vural; sulla trequarti Lorran affianca Piccinini, con Meister unica punta. Restano in panchina Tramoni, Touré e Lusuardi. 


PRIMO TEMPO—  Il Toro cerca di sfondare sulle fasce: Pedersen a destra e Nkounkou sulla sinistra sono efficaci. All’8’ il norvegese mette un cross in area, Casadei stacca di testa e il pallone esce di poco. Il gol arriva dopo due minuti: angolo di Ngonge dalla sinistra, il romagnolo colpisce di testa e insacca l’1-0. Al 19’ ancora Pedersen prova a finalizzare una bella transizione granata, ma il suo tiro è di poco largo sul secondo palo. Arrivano un giallo ad Albiol (duro su Adams), Nkounkou continua a spingere sulla fascia di Cuadrado, Njie al 26’ sbaglia male un tiro dalla distanza. Altro due gialli, per Piccinini su Tameze e per Coco su Cuadrado, segnano un primo tempo con tanti fischi del signor Pezzuto. Il Pisa cerca di alzare il baricentro con Vural e Hojholt, Cuadrado diventa più efficace ma il tutto si traduce in una punizione calciata in area dall’ex juventino, con Lorran che colpisce alto di testa. 

SECONDO TEMPO—  All’intervallo nel Pisa entra Touré al posto di Lorran, e la fascia destra del Pisa si rafforza. Al 4’ il Toro trova il gol su colpo di testa di Ismajli, ma il pallone prima di rotolare in rete tocca la mano del difensore. All’8’ Ngonge ci prova dalla distanza ma il tiro è alto, al 12’ segna il Pisa con Albiol è su cross di Cuadrado, ma il difensore è in fuorigioco. Al 18’ viene espulso direttamente Cuadrado. A gioco in corso, con la palla lontana, Pezzuto ferma il gioco ed estrae il rosso diretto: poco prima l’ex bianconero era rimasto a terra ma l’arbitro aveva fischiato fallo a favore dei granata. Nel Toro entrano Aboukhlal per Ngonge e Vlasic per Njie, Simeone per Adams. Gilardino punta il tutto per tutto facendo entrare Tramoni, Bonfanti e Buffon (esordio stagionale per il figlio di Gigi) al posto di Albiol, Meister e Vural. Al 26’ discesa di Pedersen e gran tiro di Simeone, ben parato da Scuffet. Entra Asllani al posto di Dembélé. Al 29’ discesa e gran tira di Vlasic, la palla è deviata in corner. Alla mezz’ora Aboukhlalsi prende un giallo per un fallo su Mbambi. Il Toro fa entrare Lazaro per Pedersen. Al 43’ Aboukhlal è lanciato a rete, ma non riesce a superare Scuffet. Nel finale Tameze sbroglia una situazione complicata in area granata, su cross dalla sinistra. Al 95’ compie un miracolo Paleari, che su tiro dalla sinistra di Tramoni mette la palla in corner. Finisce 1-0.


Bologna, non bastano le parate di Skorupski: vince l'Aston Villa, la prima europea è amara


L’unico veramente “sfacciato”? Lukasz Skorupski. Davanti a un Aston Villa che vince la prima gara stagionale, che va come un treno prima e come un “regionale” poi, il portiere polacco non fa differenze, fa voli e linguacce, parate e boccacce, si prende tacchettate sulle mani e para: anche un rigore, a Watkins e davanti a un Villa Park che pregustava già l’esondazione da Europa League. Morale: è vero che Castro prende una traversa (su assist di Orsolini: entrato troppo tardi e chissà perché non dal primo minuto), che anche Vitik o Odgaard arrivano a cercare il pari nella ripresa, ma quel primo tempo così – così passivo – non è stato un bel vedere e anzi servirà per le prossime gare. Solo che la sfacciataggine serviva ora, per dare un segnale a questo torneo. Le scelte iniziali di Italiano di certo non hanno aiutato.

C’è chi resta a riposo per un problema muscolare patito ieri mattina (Dibu Martinez) e chi per turnover ipoteticamente ragionato oltre che piuttosto sorprendente: Italiano “molla” inizialmente in panchina Orsolini e anche Rowe, parte con Bernardeschi che aveva giocato già titolare contro il Genoa, recupera Odgaard e l’essere “on fire” di Santiago Castro non poteva che portare alla sua titolarità; l’argentino va in campo e, come un anno fa in Champions, la prima tocca a lui anche in Europa League. Emery, Re di (questa) Coppa, oltre a non avere il portiere argentino mette inizialmente vicino a sé Watkins. Quando ripensi ai primi 45’ fai un “Bignami” ben semplice e chiaro e rapido delle scelte iniziali: a Unai danno dividendi ma a Italiano no, per niente. Perché Skorupski passa un tempo a vedere i... mostri: il gol di McGinn (Bernardeschi non copre su Buendia a inizio azione, Freuler non scherma lo scozzese) arriva con colpo chirurgico ma per il resto Guessand e due volte Malen arrivano a far sì che il Bologna sembri sceso dal letto dieci minuti prima. Vitik è sempre in differita sull’attaccante olandese, Zortea si confonde spesso, Ferguson subisce la fisicità di Kamara ma soprattutto Odgaard e Bernardeschi dimostrano di non avere il passo consono contro una squadra inglese. Oggi. La macchinosità del primo e la fallibilità confusa del secondo (che però al 6’ fa un recupero eccezionale nella prima occasione-Villans) creano varchi e disequilibri nel Bologna che finisce dentro un tiro a segno, piallato, dove Skoruspki sembra l’Orso del Luna Park: sempre preso di mira. Il calcio asfissiante di Italiano, fra l’altro, nella prima parte di gara non si vede: c’è solo un‘ipotesi di uomo su uomo perché i Villans hanno un giro di lancette anticipato, sempre. E il Bologna, quando ha il pallone, non ha la “garra” completa.


Quando pensi che nella ripresa sia tutto molto diverso, beh, un po’ c’azzecchi: perché l’Aston Villa abbassa un po’ le pretese ma anche qualità fisica e tecnica mentre il Bologna continua a cercare qualcosa che non arriva, sempre con le stesse pedine che Italiano lascia in campo convinto che siano figlie di scelte giuste. Invece no: Bernardeschi non entra mai veramente dentro i giochi, la pressione feroce è più rimandata che puntuale e dopo 20’ c’è anche un rigore per il Villa, Zortea che non si sa come perde palla sulla trequarti, Watkins che scappa, Vitik che rende tutto da penalty mentre un fuorigioco che pare solare non esiste. L’attaccante subentrato calcia come se fosse nel salotto di casa e Skorupski diventa ancor più sfacciato: resta fermo e il pallone gli arriva giusto giusto addosso. Al 21’ del secondo tempo è ancora 1-0, incredibilmente. Pochi minuti dopo, Italiano mette in campo la sua task force: dentro Orsolini (oltre a Holm e Rowe), ed era anche ora. Prima palla, assist dell’ala ascolana e zuccata sottoporta di Castro: traversa. Un mezzo sorriso dentro una serata in cui il Bologna ci ha provato fino all’ultimo dando l’idea di aver perso tempo e un’occasione nonostante Batman-Skorupski.



Modric-De Bruyne, giù il cappello: i vecchietti terribili accendono la sfida di San Siro


La solfa, per entrambi, è più o meno stata la stessa: "Grande colpo, ma...", "Serie A cimitero degli elefanti", "Buoni, certo, ma che condizione avranno?". La storia italiana di Luka Modric e Kevin De Bruyne ha un parallelo clamoroso, un alito di snobismo da indomiti ricercatori di talenti, quelli del "facciamo giocare i giovani" che poi, a dirla tutta, una squadra di soli giovani non vince mai. E allora servivano due volponi della panchina, due che di calcio capiscono e misurano sul talento e l'esperienza più che sulla carta di identità. Così Modric che doveva giocare gli ultimi 20 minuti Max Allegri non lo toglie proprio mai e Kevin De Bruyne, ingrassato e fuori forma, è diventato in un amen il centro di gravità del Napoli di Antonio Conte. Un colpo di classe dopo l'altro: ma davvero qualcuno aveva dei dubbi?

Vederli giocare è un piacere per gli occhi, un inno al calcio: passaggi di prima quasi sempre, verticalizzazioni nello spazio di esterno, inserimenti in zona gol, letture difensive che sembrano clamorose. Allegri: "Modric sa un minuto prima dove va il pallone". Già, e così i chilometri da percorrere diminuiscono e il recupero palla in zona offensiva diventa la principale risorsa dell'attacco milanista. E De Bruyne? Quattro partite e due gol. Non ci fosse stata l'espulsione di Di Lorenzo a Manchester, che ha costretto Conte a richiamarlo subito in panchina (a proposito, non ha fatto un plissé, perché un grande giocatore è anche questo), forse anche la prima europea del Napoli avrebbe avuto una storia diversa. Perché comunque e in ogni caso quei due incidono eccome. Creano spazi e li cercano, giocano palloni complicati, contrastano e vanno al tiro. E poi, spesso, escono tra gli applausi. 

Il Milan nel ruolo aveva investito tanto per Ricci. Ora Ricci fa la mezzala e impara, ogni giorno, da Modric. Lo ha detto lui stesso: se c'è un modo per un giocatore giovane per crescere è guardarlo negli allenamenti. Osservare, apprendere, provare a replicare. Il Napoli, per far spazio a Kevin, ha dovuto allargare McTominay, che pure lo scorso anno partendo dal centro era stato decisivo per lo scudetto. Non importa, i grandi giocatori si adattano e spazio per De Bruyne ci deve essere sempre. 

Di nuovo: ma qualcuno aveva davvero dei dubbi? "Sono vecchi, sono qui per svernare", dicevano. Ma quando mai. Domenica sera, a San Siro, le luci saranno ancora e di nuovo tutte per loro. Che sono fenomeni unici di cui il nostro campionato aveva e ha tremendamente bisogno. Milan e Napoli se li godono e Allegri e Conte stanno costruendo la corsa scudetto attorno a loro due. E chissà cosa si diranno domenica sera: anche tu qui? Dai, facciamo vedere come si fa...


Hojlund: "Il Milan mi aveva cercato? Sono felice a Napoli"


Con tutta probabilità toccherà ancora a Rasmus Hojlund sostituire l'infortunato Romelu Lukaku contro il Milan: "Aspettiamo con ansia il suo ritorno ma nel Napoli ci sono anche altri attaccanti bravi come Lucca e Ambrosino" risponde il danese in perfetto stile Antonio Conte, il gruppo prima di tutto. A proposito dell'allenatore salentino, queste le parole dell'ex Atalanta: "Sa che devo migliorare il mio italiano, mi chiede in continuazione se ho capito le sue indicazioni e io gli dico sì. Ma se ho un dubbio chiedo ai compagni". Il big match di domenica sera avrebbe potuto anche viverlo a maglie invertite: "Il Milan mi ha cercato a lungo? So solamente che sono felice dove sono, a Napoli".

Hojlund, nell'intervista a La Repubblica, punta a "fare tanti gol e assist, concentrandoci una partita alla volta" e spiega a che punto della carriera si senta: "A 22 anni ho già un bel po' di squadre ed esperienze alle spalle ma ora vorrei fermarmi a Napoli. Voglio diventare un attaccante che segna tanto, negli ultimi anni sono migliorato molto ma ho ancora tante cose da imparare". L'esempio, in tal senso, è uno solo: "Cristiano Ronaldo è il mio idolo, vuole sempre migliorarsi e si impegna per diventare più bravo". Poi stila la sua particolare classifica dei bomber di Serie A: "Scelgo Lukaku, Vlahovic, Lautaro Martinez e poi ci sono io".

Chiusura sulla partita scudetto di San Siro: "Affronteremo una squadra forte, che sembra stia giocando bene con il suo nuovo allenatore, ma andremo lì per cercare di ottenere il massimo. Scendere in campo con lo scudetto cucito sul petto è un privilegio ma anche una responsabilità".


Tudor: "Arbitri? Niente da dire sulle parole di Rocchi. L'importante è aver lavorato bene"


Dopo il pareggio di Verona, la Juve ospita l'Atalanta allo Stadium per provare mettere pressione in classifica in vista anche del big match Milan-Napoli di domenica. E Igor Tudor tiene alta la guardia in vista della delicata partita contro la Dea. "Abbiamo riposato e lavorato bene. Siamo concentrati con la giusta carica - ha detto il tecnico bianconero -. Sarà una partita difficilissima tra due squadre di alto livello". Poi taglia corto sulla richiesta di Rocchi di moderare i toni sugli arbitraggi: "Non devo rispondere a niente. Mi hanno comunicato questa roba e si va avanti. Non ho niente da aggiungere, l'importante è aver lavorato bene".

LA CONFERENZA DI TUDOR



L'appello di Rocchi sui toni

"Si è già parlato tanto. Me l'hanno comunicato, ma si va avanti. Sono cose di calcio e si va avanti, non ho altro da aggiungere. L'importante è aver lavorato bene"

Altre tre gare ravvicinate, cosa non ripetere

"Abbiamo usato i giorni liberi, ora ci sono tre gare di fila prima della Nazionale. Siamo concentrati e carichi. Ci sono state cose buone e cose meno buone in questo periodo. E' stata fatta una buona partenza, ma niente di più e niente di meno. Stiamo lavorando e ci stiamo conoscendo anche con i nuovi. Proviamo a crescere tutti i giorni"

Conceiçao e Zhegrova

"Francisco ha avuto qualche problemino, vediamo domani come sta. Su Zhegrova niente di particolare, sta lavorando"

Sul rendimento di Vlahovic

"Non ho una risposta alla statistica sulle sue prestazioni quando parte titolare e quando entra dalla panchina. Ci penso, ci provo, parliamo, ragioniamo, poi scelgo. Io sono molto felice. Ho tre attaccanti tutti forti e scelgo in base allo stato di forma e all'avversario. Ci sono anche due giocatori nuovi e vanno conosciuti. Ci sarà spazio per tutti, l'annata è lunga e bisogna sbagliare il meno possibile. Si può giocare con una, due o anche tre punte. Sono tutti forti" 

Il rapporto con Juric

"È un mio amico ma non il migliore. E' un allenatore fantastico, finora un po' sottovalutato nella sua carriera. A parte l'ultimo anno in cui ha avuto situazioni particolari e difficili a Roma e in Premier, ha sempre fatto cose straordinarie. Ora allena una squadra forte in Champions ed è ai massimi livelli. Domani si affrontano due squadre di primissimo livello con pregi e difetti. Due squadre forti"

La condizione fisica della squadra

"Non sono preoccupato. Ho fiducia e penso che la squadra stia bene. E' diverso giocare una sola gara in settimana piuttosto che tre. E' un calcio diverso. Conta molto il modo in cui ci si allena, poi a certi giocatori è difficile rinunciare e bisogna sbagliare il meno possibile. Alcuni calciatori possono giocare anche 50 gare senza problemi allo stesso livello, altri no. Ma tutti abbiamo questi problemi. Vanno accettati e si va avanti"

Il ruolo di Adzic

"Sta facendo bene, è in crescita. Può giocare sia sulla trequarti, sia in mediana. Ha fatto quel bel gol, ha testa e qualità. Lo vedo bene"

Cambiaso in mediana?

"Può fare la mezzala. Può giocare sia da quinto che da mediano perché ogni tanto si accentra. Io gli lascio questa libertà di movimento per sfruttare al meglio le sue caratteristiche. E' un giocatore di primissimo livello, ma deve avere più costanza nelle prestazioni. Dipende tutto da lui. Potenzialmente è un calciatore da migliori club al mondo. Io ci credo, ma deve decidere lui. Può giocare anche nel Real, nel City o al Liverpool se ci crede e si impegna"

Koopmeiners

"Io faccio giocare quasi tutti i centrocampisti. Non solo Koopmeiners. In quella zona dobbiamo crescere. Tutti stanno lavorando con grande voglia per dare qualcosa in più"

Sul modulo con due punte

"Stiamo lavorando sulla strada tracciata"

Allegri contro Conte

"Non mi sento con Conte, ci siamo visti qualche volta in passato. Basta vedere i trofei che hanno vinto questi due allenatori e non c'è altro da aggiungere. Sono due persone di valore, vere e giuste che fanno bene al calcio italiano. Sono diversi nel modo di allenare. Sono due grandi tecnici e due grandi personaggi"



Atalanta, Juric: "Juve forte e ricca di soluzioni. Lookman? Si sta allenando bene"


Ivan Juric ha presentato così, in conferenza stampa, il delicato confronto di sabato sera contro la Juventus: "Mi aspetto domani di affrontare una gara contro una squadra che ha tante scelte, tante soluzioni - le parole del tecnico dell'Atalanta nella conferenza della vigilia -. Sarà dura e lo abbiamo già riscontrato nell'amichevole di quest'estate (finita 2-1 per i bianconeri, ndr). Noi però vogliamo cercare di fare il massimo".

"Loro hanno Conceicao, Zhegrova, Yildiz e anche delle punte - ha proseguito analizzando i potenziali pericoli -. Hanno velocità, tecnica e tantissime soluzioni: bisognerà farsi trovare pronti sia in fase offensiva che difensiva. Dobbiamo essere umili. Affrontiamo una squadra che ha tante soluzioni tecniche".

Si è poi parlato un po' dei singoli, a cominciare da acciaccati e infortunati e finendo con un punto su Lookman: "Viviamo alla giornata. Domani ci sarà De Ketelaere, mentre per gli altri valuteremo se possiamo recuperarli per martedì (in Champions contro il Bruges, ndr). Ederson per esempio potrebbe esserci per martedì. Chi in difesa? Ahanor ha giocato molto bene a Torino. Ha fatto una partita attenta e bisogna continuare così. Lookman si sta allenando bene e pian piano cercheremo di farlo ritornare a pieno regime. Abbiamo sia lui sia De Ketelaere a disposizione: ora devo scegliere davanti considerando che ho tante soluzioni offensive. Staremo a vedere".

Il croato si è detto soddisfatto anche del rendimento di Samardzic, Krstovic e Sulemana: "Sono contento perché hanno fatto tutti e tre una grande gara col Torino. Ci danno molta sostanza e qualità: secondo me sono molto più di semplici alternative. Krstovic deve pensare a fare il massimo. Ha una grande voglia di lavorare e ci sono dei dettagli su cui lui può fare la differenza. S'impegna sempre e quando sbaglia impara: ha una mentalità vincente per fame e voglia di fare bene".

Bastone e carota invece per Daniel Maldini: "Deve migliorare tanto sotto certi aspetti. Ha qualità, ma deve completarsi nella maniera migliore possibile considerando le sue potenzialità".

Ancora un'incognita il recupero di Scamacca: "Difficile a oggi dare una data precisa. Non è facile per lui. Quello che gli dico è di continuare a lavorare e fare bene: speriamo di recuperarlo il prima possibile".


Nessun commento:

Posta un commento

News calcistiche del 3 Febbraio 2026

  Audero: “Il petardo, una martellata all’orecchio. Perché tutto questo?”   Dopo la paura restano i pensieri, qualche acciacco e una tension...