Serie A: il Genoa si sblocca in casa, l’Udinese espugna Parma
Dopo nove partite d’astinenza in casa, il Genoa si sblocca a Marassi e lo fa dopo 239 giorni d’astinenza, con Daniele De Rossi in panchina. Il Grifone rischia grosso dopo il gol di Belghali (21′), ma la ribalta e vince 2-1: decisivi Colombo (40′) e Thorsby (62′) per portarsi momentaneamente a +1 sulla terzultima. Prosegue la crisi del Verona, e non si sblocca neanche il Parma: Zaniolo (11′) e Davis (65′) firmano il 2-0 dell’Udinese al Tardini.
GENOA-VERONA, LE STATISTICHE
Il Genoa non vinceva un match casalingo di Serie A da 239 giorni, ovvero dallo scorso 4 aprile contro l’Udinese, da allora aveva registrato nove gare al Ferraris in campionato senza alcun successo (3N, 6P).
Solo il Bologna (sette) ha guadagnato più punti del Genoa da situazione di svantaggio (sei, al pari del Cagliari) in questa stagione di Serie A.
Sette degli 11 gol di Morten Thorsby in Serie A sono stati realizzati di testa, inclusi tre dei quattro più recenti.
Dopo l’assist contro il Cagliari e la rete oggi contro l’Hellas Verona, Morten Thorsby ha preso parte a un gol in due presenze consecutive in Serie A solo per la seconda volta, dopo l’ottobre 2021 con la maglia della Sampdoria.
L’Hellas Verona è la squadra contro cui Lorenzo Colombo ha realizzato più gol in Serie A: quattro, almeno il doppio rispetto a qualsiasi altra. Il classe 2002 ha segnato in due partite casalinghe di fila per la prima volta in Serie A.
Lorenzo Colombo (due gol e un assist nelle ultime tre gare) ha preso parte ad almeno una rete in tre sfide di Serie A consecutive per la seconda volta, dopo la striscia di quattro tra novembre 2022 e gennaio 2023 con il Lecce.
Dopo il gol contro il Cagliari e l’assist odierno contro l’Hellas Verona, Vítinha è stato coinvolto in almeno una rete in due presenze consecutive per la prima volta in Serie A.
Rafik Belghali è il primo giocatore algerino a segnare con la maglia dell’Hellas Verona in Serie A.
Quello di Rafik Belghali è solo il terzo gol segnato dall’Hellas Verona in trasferta in questo campionato, dopo le due reti fuori casa di Suat Serdar contro Udinese e Como.
PARMA-UDINESE, LE STATISTICHE
L’Udinese ha vinto tre partite consecutive contro il Parma in Serie A solo per la seconda volta nella sua storia, la prima dal periodo tra novembre 2005 e ottobre 2006 (con Serse Cosmi prima e Giovanni Galeone poi sulla panchina).
Nicolò Zaniolo ha segnato tre gol nelle ultime quattro trasferte di Serie A, tanti quanti quelli realizzati nelle precedenti 24 gare esterne del torneo; in generale, solamente nel 2019/20 (quattro con la Roma), il classe 1999 ha trovato più volte la via della rete in un singolo campionato lontano da casa (tre in questa stagione).
L’Udinese ha vinto una trasferta di Serie A con almeno due gol di scarto per la prima volta dal 13 maggio 2024: 2-0 contro il Lecce al Via del Mare in quel caso.
Dopo il 3-2 al Tardini del 16 settembre 2024, l’Udinese ha vinto due trasferte consecutive contro il Parma in Serie A solo per la seconda volta nella sua storia, la prima dal periodo tra novembre 2005 e ottobre 2006. In generale, la formazione friulana ha evitato il ko per tre trasferte consecutive del torneo contro il Parma (2V, 1N) per la prima volta nella sua storia.
Dopo l’1-0 dell’1 marzo scorso al Bluenergy Stadium, l’Udinese ha vinto due gare consecutive di Serie A con annesso clean sheet contro il Parma per la seconda volta nella sua storia, la prima dal periodo tra aprile e ottobre 2006: 2-0 in Friuli e 3-0 in Emilia-Romagna in quel caso.
Quello di Nicolò Zaniolo (10:06) è il gol più veloce realizzato dall’Udinese in Serie A nel 2025 e, in generale, il più veloce per i friulani nel torneo da quello di Lorenzo Lucca (5:12), contro il Monza il 9 dicembre 2024.
Dall’altro lato, quello di Nicolò Zaniolo (10:06) è il gol più veloce subito dal Parma in Serie A dal 22 dicembre 2024: rete di Paulo Dybala (7:54) in casa della Roma.
Keinan Davis ha segnato quattro gol in 12 presenze in questa Serie A, già uno in più rispetto a quelli totalizzati nei due precedenti campionati con l’Udinese (tre in 31 gare totali).
Il Parma ha subito almeno una rete per cinque gare di fila di Serie A per la prima volta dal periodo tra gennaio e febbraio 2025 (serie di sei in quel caso).
Il Parma è soltanto la seconda squadra contro cui Kosta Runjaic ha vinto tre partite di Serie A, dopo il Lecce.
50ª presenza per Jesper Karlström in Serie A: il classe 1995 è soltanto uno dei tre giocatori dell’Udinese, al pari di Oumar Solet e Arthur Atta, ad aver disputato tutte e 13 le gare di questo campionato da titolare.
Anticipo Serie A, il Como vince ancora e ora vede la Champions
Il Como vince ancora. Nell’anticipo della 13ª giornata, la squadra di Fabregas supera 2-0 il Sassuolo e rovina la festa a Grosso nel giorno del suo compleanno. Al Sinigaglia, Nico Paz e compagni guadagnano l’undicesimo risultato utile di fila: mai così bene in Serie A dal 1986 con Mondonico in panchina. Douvikas manda subito in vantaggio i suoi, nella ripresa il primo gol in campionato di Moreno chiude la partita. I biancoblù salgono a quota 24 punti, agganciando momentaneamente Inter e Bologna in quarta posizione. Almeno fino a domenica è zona Champions. Gli uomini di Chivu sono avvisati, la prossima trasferta sarà a San Siro.
Roma, escluse lesioni per El Aynaoui e Koné
La Roma ha comunicato che sono stati sottoposti agli esami Neil El Aynaoui (ginocchio sinistro) e Manu Koné (caviglia destra). Entrambi hanno evidenziato un trauma contusivo distorsivo. I controlli medici hanno escluso lesioni legamentose. Proveranno entrambi a essere a disposizione per la sfida con il Napoli.
Sarri: “Come chiuderei la carriera? Lazio in campo al Flaminio e io in panchina”
“Come vorrei chiudere la carriera? Spero che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che nella prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli”. Così Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, in una lunga intervista ai canali della Lega Serie A. “Cosa mi auguro per questa stagione? Sarebbe bello riuscire a creare una base di giocatori che con 2/3 innesti possa alzare il nostro livello ed essere più competitiva. Il lavoro procede, la squadra sembra dare segnali: la speranza è poter creare quella base e che tutte le componenti ci diano una mano”, ha detto.
“Questi sono stati i 5 mesi più impegnativi della mia carriera ma per un certo punto di vista anche i più divertenti – ha proseguito Sarri – Ho un gruppo che mi segue. Io diverso dalla prima esperienza alla Lazio? Fino a qualche anno fa non avevo molta pazienza, invecchiare ti coltiva qualità che prima pensavi di non avere. Ma non credo di essere più morbido. Più passano gli anni, più cerco di essere paziente e capire chi ho di fronte. Sono anche meno scaramantico di qualche anno fa”.
Napoli, si ferma anche Gimour: si valuta l’operazione
Una stagione tormentata quella del Napoli con infortuni a catena che non danno pace ad Antonio Conte. In particolare prosegue l’emergenza a centrocampo dopo le defezioni di De Bruyne e Anguissa, potrebbe rivedersi soltanto nel 2026 anche Billy Gilmour.
Lo scozzese è alle prese con la pubalgia e dopo un consulto medico in Inghilterra sta valutando l’operazione chirurgica: in caso di intervento si allungherebbero i tempi di recupero, stimati in circa 45 giorni.
Ma una buona notizia Antonio Conte l’ha ricevuta: domenica sera all’Olimpico potrebbe rivedersi in campo Leonardo Spinazzola. L’ex di turno ha smaltito i problemi al pube al contrario di Gilmour e contro la squadra di Gasperini potrebbe rappresentare un alternativa preziosa in corso di partita.
Dzeko chiede aiuto ai tifosi della Fiorentina: “Fischiate alla fine…”
Edin Dzeko chiede l’aiuto dei tifosi. E dopo la sconfitta con l’Aek Atene, la seconda gara consecutiva nel girone unico di Conference League, davanti ai microfoni di Sky si è sfogato: “Possiamo dire che facciamo ca..re? Sì è vero ma non è possibile che dopo ogni episodio contrario i tifosi ci fischino. Io magari domani non ci sarò, ma tanti di questi ragazzi sì. Non giochiamo bene lo so, però durante la partita così non va”.
Non mi aspettavo questa partita così, persa alla fine, perché comunque ci siamo allenati molto bene, i ragazzi stavano bene – ha detto l’attaccante – l’allenatore ci aveva allenato bene tatticamente. Nel primo tempo abbiamo fatto meglio perché abbiamo creato qualcosa, ci hanno annullato due gol, loro invece hanno segnato e poi sotto nel risultato è stato più difficile. Nel secondo tempo abbiamo perso troppi palloni, stiamo facendo male, magari non ci meritiamo questa maglia ma invece di essere fischiati, chiediamo di essere aiutati. Durante la partita meritavamo maggior sostegno”.
NEWS NAPOLI
Ora è ufficiale: Billy Gilmour sarà costretto ad operarsi per risolvere il problema di pubalgia che lo affligge da diverse settimane. Il centrocampista scozzese del Napoli sarà operato la prossima settimana, come comunicato dal club azzurro attraverso una nota ufficiale.
“Billy Gilmour si opererà lunedì a Londra e sarà assistito dal dott. Gennaro De Luca dello staff medico azzurro”. Dopo l’intervento si conosceranno i tempi di recupero, che quasi sicuramente potrebbero costringere il ritorno in campo dell’azzurro solo nel 2026.
Chiariello: “Molto fiducioso per Roma, a meno che Conte non smonti il giocattolo”
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto con il suo consueto “Punto Chiaro” ai microfoni di Radio CRC: “Non perdere con la Roma, battere la Juventus significa un campionato da protagonisti. Non conta star primi in classifica adesso, conta come ci si arriva a primavera e dopo il mercato di gennaio, dove il Napoli dovrà per forza di cose investire altri soldi ed è l’unica che avrà la possibilità di mettere sul mercato altri 50 milioni di euro. Perché deve coprire i buchi clamorosi, le voragini, che si sono aperte a centrocampo. Infortunio lungo di Anguissa, malanno lungo di Gilmour che si opera per pubalgia, infortunio lungo di De Bruyne. Tre su cinque, due titolarissimi dei protagonisti del centrocampo che era il settore più forte del Napoli. Per fortuna rientrerà Romelu Lukaku, da qui a breve, e sarà un’arma, una carta preziosissima nelle mani di Conte. Rientra Spinazzola tra gli arrolabili. Sono notizie parzialmente buone. A gennaio rientrerà anche Meret, rafforzeremo anche il ruolo del portiere, dove oggi Milinković-Savić è in solitudine perché Contini è il terzo che fa da secondo. Però il Napoli deve attualmente rimanere aggrappato al treno che conta con le unghie e con i denti. Un bel pareggio a Roma, per esempio, anche se dovesse far precipitare il Napoli al quinto posto, cosa non improbabile, perché il Milan affronta in casa la Lazio, ostacolo non semplice, ma la Lazio fuori casa ha perso tanto. È una Lazio piena di problemi. Una linea mediana fatta da Cataldi, Basic e Guendouzi, non è in linea con la Lazio degli ultimi anni. La Lazio che aveva Leiva, Milinković-Savić e aveva Luis Alberto, un genio del calcio. Oggi è una Lazio che si barcamena, guidata da un grande tecnico come Sarri che sta facendo da frangiflutti della marea laziale, polemiche non finire, mercati bloccati, tutto quanto. Il Milan che manca gli attaccanti e perde anche Pulisic, l’unico migliore che ha di davanti, può vincere. L’Inter a Pisa non è che può vincere, deve vincere, perché se non vince a Pisa si apre una crisi nell’Inter clamorosa. Già due sconfitte consecutive e non dovesse vincere a Pisa, la squadra che sulla carta è la più forte di tutte, che in campo fino a oggi ha espresso un gioco notevole, ha già perso cinque partite, tutte con le grandi. Se si ferma a Pisa, sono dolori. Il Bologna c’ha la Cremonese in casa. In questo momento, se c’è una partita con un risultato da fissa, uno fisso è Bologna-Cremonese. Qualsiasi altro risultato sarebbe una sorpresa clamorosa! Molto più clamorosa di Milan-Cremonese della prima giornata. Ha già fatto un’impresa la Cremonese in questo campionato, andando a vincere a San Siro la prima di campionato, clamorosamente davvero, con una sforbiciata di Bonazzoli pazzesca. Ma il Bologna con la Cremonese sinceramente non vedo proprio come possa fermarsi. Ha dato quattro gol anche a Salisburgo, turnover continuo, rotazioni continue, tutti i giocatori votati alla causa, gioca un calcio bellissimo, è una gioiosa macchina da guerra. Quindi il Como ha già vinto, la Juve c’ha il Cagliari in casa e stavolta Spalletti non può sprecare l’occasione. Noi domani sera, dopo questo turno, potremmo vedere che hanno vinto tutte. Purtroppo è così. Il Milan, l’Inter, il Bologna, la Juventus e il Como. Ci rimane lo scontro diretto, dovessimo pareggiare saremmo quinti in classifica. Ma non conta niente. In questo momento la classifica non va guardata, bisogna mettersi paraocchi, pensare solo al rendimento della squadra. E io mi auguro, visto che Conte non parla alla vigilia quando c’è la concomitanza con la Champions o con le coppe in generale, non sapremo da lui delucidazioni, e ce le dobbiamo affidare agli spifferi di spogliatoio. Oggi non sono usciti manco i giornali, figuratevi per lo sciopero di ieri.
Noi non sappiamo come intende affrontare la Roma Antonio Conte. Ma speriamo ardentemente, io personalmente lo spero, che confermi la stessa formazione che ha ben fatto, ben si è comportata col Qarabag, cioè i tre attaccanti. Neres a destra, che si accentra, Noa Lang a sinistra, che si accentra a piede invertito e Højlund davanti. Col tridente il Napoli può essere pericoloso, può creare problemi alla difesa avversaria, può metterla su chi vive, può evitare di farsi invadere nella propria metà campo e poi a centrocampo duello su duello Koné-Cristante e Lobotka-McTominay, vediamo chi se ne dà di più. Sulle fasce Di Lorenzo- Wesley, Celik contro Oliveira? Sono i quinti dei due schieramenti. Sta a Hermoso e N’Dicka, se Mancini gioca centrale, assorbire Neres e Noa Lang. Sta Beukema e Bongiorno assorbire Pellegrini e Soulé e Rrahmani stare attento a Dybala che ti porta fuori i giri, perché è un falso 9. Lo schema è abbastanza chiaro in campo, i duelli sono chiari. Bisogna tornare a vincere i duelli, come ha detto Rrahamani, come aveva detto Conte. Il re dei duelli è Bongiorno, se Bongiorno suona la carica diventa un elemento fondamentale. E un altro è Oliveira, che sa pressare molto bene. Ecco il pressing. Gasperini non credo che giocherà su un pressing esasperato, forse Conte sì. La differenza la può fare questo. Ma noi abbiamo un centravanti che è un centravanti, loro non ce l’hanno. Loro c’hanno una cosa che noi abbiamo meno però: sono micidiali nei tiri da fuori. Loro nei tiri dal limite con Soulé, che è un cecchino eccellente, con Dybala, che ha un gran tiro dal limite, e con Pellegrini, che ha una buona capacità balistica, sono pericolosissimi! Bisogna evitare le seconde palle dal limite, bisogna evitare che non ci siano al rimorchio i centrocampisti che schermino, perché loro sul fraseggio dal limite, col tiro dal limite, sono velenosi. Molto meno lo sono in area di rigore. Ma sulle palle inattive sono forti, perché gente come Mancini, Cristante, N’Dicka sono ottimi saltatori. La partita è abbastanza letta.
Saranno i duelli a determinare tutto? Beh, in questo momento c’è un Neres che non si mantiene facilmente. Quando Neres sta così, è in uno stato di grazia. Con i suoi movimenti può creare parecchi problemi ai difensori della Roma. Io sono fiducioso, a patto che non smonti il giocattolo Conte pensando a scelte più difensive, come Politano-Elmas che sono preziosissime risorse da immettere in corso d’opera. Poi mercoledì col Cagliari che si dia spazio ai Lucca, ai Vergara, agli Ambrosino, ai Marianucci, ai Juan Jesus, a tutti coloro che hanno bisogno di mettersi in mostra e di fare minutaggio. Soprattutto a uno: Vergara. Perché il Napoli può scoprire in questo momento una risorsa inaspettata che non ha utilizzato e valutato appieno. Il quasi ventitreenne Vergara è un buonissimo giocatore e può tornare molto utile alla causa. Paraocchi sulla classifica, occhio al risultato, parola d’ordine: continuità. Obiettivo: vincere i duelli. Questo è il riassunto di Roma-Napoli, ma mi si apre il cuore alla speranza pensando che la Roma in casa non è poi questo gran fulmine di guerra. E se il Napoli ritrova la capacità che in passato l’ha contraddistinta negli incontri in trasferta, beh, questa sfida potrebbe rilanciare Napoli al potere come è stato negli ultimi anni, salvo la sbornia post-scudetto. Da Spalletti in poi abbiamo trovato la nostra grandeur e il momento, questo, per ribadirla. Sarà pure uno scontro di vertice, ma il Napoli ci arriva da habitué, la Roma da parvenu. Vediamo chi vince: un vero nobile o un nobile sajut”.
Papu Gomez svela: “Avrei voluto giocare nel Napoli. Squalifica? Aiutato da uno psicologo”
Il ‘Papu’ Alejandro Gomez, ex attaccante dell’Atalanta di Gasperini, all’età di 37 anni si è rimesso in gioco dal Padova in estate e lo ha raccontato ai taccuini di SportWeek: “Perché qui in Serie B? Per rinascere”, esordisce. “È una scelta di vita, non mi interessavano i soldi. Al direttore Mirabelli ho detto: ‘Guarda, io voglio solo giocare e sentirmi importante’. Non sono qui per fare passeggiate”.
L’argentino si è soffermato sulla squalifica che ha dovuto scontare per due anni per doping: “Mi sono fatto aiutare da uno psicologo. Avevo troppo tempo libero, non ero abituato. Prima c’era la routine: allenamenti, partite, ritiri. E poi, da un giorno all’altro, mi sono ritrovato ad avere 35 anni, portare i bimbi a scuola e non sapere cosa fare. Ho iniziato col padel, poi ho esagerato, mi mettevo anche tre partite di fila. Non era sano. Lo facevo per non pensare, volevo scappare dai miei tormenti”.
Tutto a causa di un antibiotico: “Ero arrivato a casa tardi dopo la partita. Durante la notte mi è venuto un attacco di tosse – racconta -, a quel punto ho preso lo sciroppo di mio figlio. L’ho fatto in buona fede, senza pensarci più di tanto. Qualche giorno dopo c’è stato un controllo antidoping a sorpresa: mi ero dimenticato di dichiarare l’antibiotico, e sono stato trovato positivo”.
E sulla durata dello stop obbligato, Papu Gomez non ha mostrato particolare corrispondenza: “Hanno sbagliato completamente, non si può fermare due anni un giocatore per una sciocchezza come questa”.
Lontano dai campi, l’ex Atalanta ha provato a cimentarsi con altro: “Ho iniziato a leggere. Per lo più libri sulla nutrizione sportiva, anche qualcuno psicologico per scavare dentro se stessi”.
C’è una squadra di Serie A nella quale non ha militato, ma dove avrebbe voluto giocare? “Il Napoli. Per la passione, il sentimento dei napoletani. E poi per Diego, sono cresciuto con le sue giocate in azzurro”.
Pistocchi: “Conte scioccato, ma ha avuto risposte col Qarabag. Roma-Napoli? Ecco la favorita”
Nel corso di ‘Radio Goal’ su Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il giornalista Maurizio Pistocchi: “Sicuramente è una sfida molto interessante, perché tra due allenatori che hanno le stesse idee di calcio, applicano più o meno gli stessi concetti. Giocano a uomo, giocano con tre dietro, quattro a centrocampo, due dietro alla prima punta. Quindi sono molto curioso di vedere come va a finire, perché o si annullano a vicenda, allora finisce in pareggio, oppure una delle due riesce a prendere il sopravvento. A me è piaciuto molto il Napoli nella partita di coppa, nonostante sia stato molto criticato dall’opinione politico-sportiva della sua città.
Diciamo che Conte in questo momento di emergenza, perché c’è fuori Anguissa, il tuo centro campista che ha fatto meglio, perdi De Bruyne prima, si è costretto a reinventare qualcosa. Passando a questo centrocampo a due, Lobotka-McTominay, è riuscito a sfruttare nello stesso tempo molto bene le due punte esterne, Lang e Neres, soprattutto, che giocando più stretti dentro al campo, sono stati decisivi. Di Conte possiamo discutere tante cose: gli atteggiamenti, molte situazioni che non sono convincenti, ma come allenatore è sicuramente bravo, è sicuramente uno che sa quello che fa. Prepara le squadre per vincere le partite, poi a volte le sue squadre non sono convincenti sul piano del gioco, ma quasi sempre sono squadre risultatista. Cioè è molto difficile battere il Napoli, è molto difficile battere le squadre di Conte.
Credo quello che nessuno ha capito nella valutazione di questo periodo, è che Conte è uscito scioccato dai sei gol presi dal PSV. Lui ha perso certezze e secondo me ha passato un periodo molto complicato, perché quando tu prendi sei gol, ti devi chiedere ma la squadra con me o sono contro di me? Questa squadra mi segue ancora o non mi segue più? La risposta che ha avuto dalla partita col Qarabag è positiva. Il Napoli ha risposto positivamente, la squadra e i giocatori lo seguono. Quindi diciamo che è uscito dal periodo nero e adesso c’è questa partitissima, che da anni è motivo di grande rivalità tra le due tifoserie, sono successe molte cose brutte, a me piacerebbe che queste situazioni trovassero una pacificazione.
Dal punto di vista sportivo sarebbe bello ritrovare un momento di pacificazione, dal punto di vista tecnico sicuramente sarà una partita che si definirà nei particolari. Io ho visto per esempio la Roma a Cremona, nei primi 20 minuti, prima del gol di Soulé, la Cremonese ha avuto tre palle clamorose. Quindi probabilmente è una squadra che è prima in classifica, i punti che ha se li è meritati, ma ha avuto anche un po’ di fortuna. Vedo una partita nella quale secondo me Napoli è favorita al 60 contro 40, però saremo a vedere cosa succede sul campo”.
Roma-Napoli, probabili formazioni: le scelte di Conte e Gasperini
Tredicesima giornata di Serie A ed è già scontro al vertice: il Napoli di Antonio Conte, secondo in classifica con 25 punti, e la Roma di Gian Piero Gasperini, capolista a quota 27, si sfideranno domenica alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. È una situazione a dir poco inusuale, i giallorossi sono in vetta alla classifica come non accadeva da anni, e gli azzurri inseguono lì a poche lunghezze: si pronostica un Derby del Sole infuocato. Da un lato un Napoli in grande ripresa, le vittorie contro Qarabag e Atalanta hanno lasciato la crisi alle spalle e ridato entusiasmo, anche se l’emergenza infortuni non è affatto rientrata; dall’altro lato una Roma in grande salute, miglior difesa del campionato, che però ha perso gli unici due scontri diretti (contro Milan e Inter) e ora dovrà provare a sfatare questo tabù.
Le ultime sul Napoli
Antonio Conte ha ricevuto un’ottima risposta dal 3-4-3 e continuerà con questo sistema di gioco: quasi assenti i dubbi di formazione, visti i tanti infortuni. Dunque, Milinkovic-Savic in porta, Beukema-Rrahmani-Buongiorno a formare il terzetto di difesa, a centrocampo i soliti Lobotka e McTominay con Di Lorenzo e Olivera sulle fasce; Spinazzola va verso la convocazione, ma difficilmente potrà partire titolare. In attacco, fiducia a Hojlund e David Neres, per la terza maglia è ballottaggio aperto tra Noa Lang e Politano, con l’olandese in vantaggio.
Le ultime sulla Roma
Gian Piero Gasperini tira un sospiro di sollievo: allarme rientrato per Koné ed El Aynaoui dopo i problemi fisici accusati nel match di Europa League. Nel classico 3-4-2-1 del tecnico giallorosso ci sarà Svilar tra i pali, in difesa inamovibili Mancini ed N’Dicka, poi Hermoso è in pole su Ziolkowski. In mediana quindi c’è Koné insieme a Cristante, sulle corsie laterali agiranno Celik e Wesley. Si va verso un tridente offensivo leggero con Pellegrini e Soulé a supporto di Dybala falso 9.
Stadio Olimpico (Roma) domenica 30 novembre ore 20:45
ROMA (3-4-2-1) probabile formazione: Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pellegrini; Dybala. Allenatore: Gian Piero Gasperini
Ballottaggi: Hermoso-Ziolkowski 55-45%
Indisponibili: Angelino, Dovbyk
NAPOLI (3-4-3) probabile formazione: Milinkovic-Savic; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Olivera; Neres, Hojlund, Lang. Allenatore: Antonio Conte
Ballottaggi: Olivera-Spinazzola 70-30%, Lang-Politano 55-45%
Indisponibili: Lukaku, Meret, De Bruyne, Gilmour, Anguissa, Gutierrez
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