Serie A, Como-Torino 6-0: show di Fabregas, superata la Juve
Nella ventiduesima giornata di Serie A, il Como travolge 6-0 il Torino e, in attesa di Juventus-Napoli, sorpassa i bianconeri salendo al quinto posto in classifica.
I lariani sono avanti di due gol già dopo un quarto d’ora: all’8′, Da Cunha lancia nello spazio Douvikas che solo davanti a Paleari non sbaglia. Otto minuti dopo, il destro dal limite di Baturina finisce proprio all’angolino per il 2-0.
Nella ripresa, Maripan interviene con il braccio (ma dopo un tocco sulla gamba) in area e Feliciani assegna il rigore: dal dischetto, Da Cunha (59′) chiude la partita. C’è poi spazio pure per la doppietta di Douvikas (66′) e per i capolavori di Kühn (70′) e Caqueret (76′).
Fiorentina-Cagliari 1-2: i viola tornano a smarrirsi. Al Franchi i sardi passano con le reti di Kiliçsoy e Palestra. Brescianini non basta
La Fiorentina torna a smarrirsi. E lo fa alla prima partita senza il presidente Rocco Commisso (ricordato ancora con un minuto di silenzio) tra le mura amiche del Franchi. A decidere la contesa, le reti di Kiliçsoy (di testa su deviazione di Comuzzo) e Palestra, che archivia il match con gol (il primo in Serie A) e assist. Vale solo per gli archivi il gol di Brescianini al 74′. E’ 1-2.
Serie B. La manita del Venezia, il tris del Monza, ma il Frosinone vince e resta primo. Squillo Bari a Cesena
Kvernadze piega la Reggiana sotto la pioggia: Alvini difende il primato. Stroppa festeggia il compleanno con una cinquina al Mantova e rimane a -1. Sorridono anche i brianzoli e la Juve Stabia. I pugliesi ritrovano i tre punti al debutto di Longo
En-Nesyri-Juve, che frenata. Lui aspetta il Siviglia, la Signora si sta stancando
Youssef En Nesyri arriva, anzi no: si va ai supplementari. Il motivo? L’attaccante del Fenerbahce era atteso in queste ore sotto la Mole per diventare il nuovo centravanti di Luciano Spalletti: 188 centimetri al servizio di una causa in cerca di fisicità là davanti. Ma il pallone è scivolato dentro un mare di dubbi. Primo: il giocatore marocchino ha buttato più volte la sfera in tribuna perché non convinto fino in fondo della formula – prestito senza obbligo di riscatto – messa sul tavolo dalla Juventus e perché in attesa dell’offerta del Siviglia, club in cui ha già giocato per quattro stagioni e che è, di nuovo, interessato a lui. Secondo: il club bianconero si è interrogato a lungo, e continua a farlo, sulla mancanza di entusiasmo per un trasferimento già scritto dopo il via libera della stessa società turca tanto da non gradire un simile atteggiamento. E allora? Quella di lunedì diventa la giornata del dentro o fuori: se dovesse saltare tutto non sarebbe una nuova sorpresa.
Hojlund: “Con la Juventus sarà una partita speciale”
Non è una vigilia semplice quella che il Napoli sta vivendo prima della sfida in casa della Juventus. Lo ammette anche Rasmus Hojlund in un’intervista rilasciata a Dazn.
La difficoltà più grande è legata agli infortuni e alle tante assenze che accompagnano da tempo il gruppo di Antonio Conte: “Ha ragione lui quando dice che non è una bella situazione. Tutti i giocatori ora devono alzare l’asticella, fra cui anche me. Ho dovuto lavorare molto di più rispetto agli altri, non sono sempre stato un talento purissimo. Ecco perché non mollo mai: non si è mai troppo bravi per smettere di crescere”.
Gli azzurri arrivano anche dal pareggio deludente in casa del Copenhagen: “Siamo delusi, ma abbiamo ancora la possibilità di qualificarci e proveremo a farlo. Gennaio è stato un mese impegnativo, ho giocato tanti minuti ed è stato difficile sia mentalmente sia fisicamente, ma non posso lamentarmi”.
L’attaccante danese vede nella sfida alla Juventus una possibilità per confermare che il Napoli merita di puntare in alto: “Per entrambe sarà una partita speciale. Vogliamo dimostrare che meritiamo la parte alta della classifica. La Juve sta facendo bene con Spalletti, vogliamo andare là e dimostrare il nostro valore. All’andata fu speciale, è sempre bello vincere contro la Juventus”.
Sei gol e due assist in campionato bastano per la sua consacrazione? “Per un attaccante è importante fare gol, ma il mio obiettivo resta vedere la squadra al vertice della classifica. Se non dovessi segnare più ma vincere comunque un trofeo, sarei contento”.
Molto presto, il Napoli ritroverà anche Lukaku per l’attacco: “Mi ha aiutato molto, abbiamo un buon rapporto e credo che potremmo completarci bene in campo. Non spetta a me decidere, ma possiamo giocare insieme".
Juventus-Napoli 3-0: bianconeri dominanti, Spalletti spedisce Conte a -9 dall’Inter
È la Juventus a prendersi una netta vittoria contro il Napoli nell’attesissimo big match della 22ª giornata di Serie A. I bianconeri si impongo 3-0 allo Juventus Stadium, dove la prima grande occasione se la costruisce Thuram, colpendo un palo al 21’. Passa un minuto e Jonathan David sigla l’1-0: il canadese viene innescato da un geniale assist di Locatelli, regge l’urto con Spinazzola e infila Meret, al rientro tra i pali dopo il lungo stop che lo ha tenuto fuori dal 28 settembre 2025 (Milinkovic-Savic out per un risentimento muscolare). Dopo pochi secondi, i bianconeri sfiorano pure il raddoppio: solo un salvataggio miracoloso di Buongiorno sulla linea di porta nega il gol a Conceiçao.
La squadra di Spalletti è indiscutibilmente padrona del campo, ma nel finale di primo tempo rischia di concedere un calcio di rigore: Bremer abbraccia Hojlund con Mariani che non ravvede però gli estremi per concedere il penalty. Il Napoli prova allora a impattare la ripresa con maggiore convinzione e intraprendenza, sfruttando anche un calo juventino, con Conte che fa pure debuttare Giovane (arrivato nelle scorse ore dal Verona). A colpire è però nuovamente la Vecchia Signora: Juan Jesus regala clamorosamente palla a Miretti (appena entrato), che offre a Yildiz l’assist che vale il 2-0 al 77’. Conte si gioca allora la carta Lukaku, che fa così il suo esordio stagionale, ma Kostic chiude ogni discorso con il gol del 3-0 all’86’. Nel finale, si rivede in campo pure Gatti. Grazie a questa netta vittoria, la Juventus sale a 42 punti e si porta a -1 dal Napoli: i partenopei restano infatti a 43 punti, scivolando a -9 dall’Inter capolista.
Il Genoa rimonta il Bologna: da 0-2 a 3-2, salvezza più vicina
Pomeriggio difficile per il Bologna, rimontato da 0-2 a 3-2 a Marassi contro il Genoa. La formazione allenata da Italiano sblocca il match con il bel destro da fuori area di Ferguson al 35’, poi in avvio di ripresa l’autorete di Otoa propiziata da Zortea vale il raddoppio. Al 56’ la follia di Skorupski (espulso su uscita pazza) rimette in partita i liguri, che accorciano al 62’ con la gran punizione di Malinovskyi, pareggiano i conti al 79’ con la girata acrobatica di Ekuban e trovano i tre punti al 91’ con l’eurogol di Messias. Gli emiliani restano fermi a 30 punti, la squadra di De Rossi tocca quota 23.
L’Atalanta ne fa quattro al Parma, segna anche Raspadori
Nel ventiduesimo turno di Serie A l’Atalanta continua la sua rincorsa all’Europa con il 4-0 interno ai danni del Parma. I bergamaschi stappano la partita al 15’ con il calcio di rigore conquistato da Zalewski e trasformato da Scamacca, poi al 24’ de Roon raddoppia su invenzione di De Ketelaere. I ducali non reagiscono nemmeno dopo l’intervallo: al 73’ Raspadori trova il suo primo gol nerazzurro su assist del subentrato Krstovic, che chiude la pratica al 92’.
La squadra di Palladino sale a quota 35 punti, gli uomini di Cuesta restano bloccati a 23.
Serie A: Sassuolo-Cremonese 1-0, decide Fadera dopo 3′
Il Sassuolo batte 1-0 la Cremonese nel lunch match della 22.a giornata e ritrova la vittoria che mancava dal 6 dicembre (3-1 alla Fiorentina). A decidere la sfida un gol dopo 3′ su Fadera, che mette dentro dopo l’errore di Audero sulla respinta del tiro di Laurienté. Gli ospiti rispondono con Vardy – Muric respinge con i piedi – poi con Bonazzoli, il cui tiro viene deviato in angolo. Al 38′ Laurienté in contropiede perde l’attimo e non calcia, sprecando una buona occasione per raddoppiare. Nel finale ci provano Zerbin (in campo al 22′ al posto dell’infortunato Collocolo) e Vardy ma nulla di fatto. A inizio ripresa Nicola manda in campo Johnsen per Barbieri e il nuovo entrato si fa subito vedere con una conclusione sull’esterno della rete. Poi riecco nel Sassuolo Berardi, al rientro dopo due mesi di stop per infortunio. Al 70′ Audero fa il miracolo su punizione di Laurienté poi Doig sfiora la traversa. Nel recupero Bonazzoli ha la palla del pareggio ma colpisce male. Il Sassuolo sale a quota 26 punti, la Cremonese resta ferma a 23.
Conte: “Stiamo navigando in mare aperto con onde molto alte, ma non scendiamo dalla nave”. Poi su Mariani…
Antonio Conte mastica amaro dopo il brutto ko contro la Juve all’Allianz Stadium che fa scivolare il suo Napoli a -9 dall’Inter capolista: “Fino a quando è stata sullo 0-0 la partita è stata equilibrata e c’era la percezione che potesse succedere qualcosa per pareggiare. Poi, dopo il secondo gol, si sono aperti gli spazi e hanno segnato il terzo. Complimenti a loro ma complimenti anche ai miei, che hanno dato tutto anche stasera. Ci sono volte in cui riesci ad andare oltre all’ostacolo e altre volte in cui non ci riesci. Per la prima volta in carriera ho fatto giocare un giocatore che non ho visto mai, che è Giovane e che è arrivato ieri in ritiro: è la fotografia del momento che stiamo vivendo. Sappiamo che stiamo navigando in mare aperto con onde molto alte, ma dalla nave non scendiamo. Stiamo lottando con tutte le nostre forze contro una situazione inverosimile”.
I giocatori del Napoli hanno molto protestato per un contatto Hojlund-Bremer: lo ha visto?
“No, non l’ho visto. Ho chiesto che Mariani andasse al Var? Contro il Verona ci è andato due volte e ha cambiato la decisione due volte: era la persona meno indicata cui chiederlo. Che facciano come meglio credono, speriamo sempre che ci sia sempre onestà tra chi guarda, chi chiama e chi arbitra. Lo speriamo per un calcio pulito e senza cose particolari. Se c’è l’errore, deve essere un errore umano. Forse era meglio prima perché lo tolleravi di più. Adesso sbagliare con un video… a volte si fa fatica”.
Il Napoli è ancora in corsa per lo scudetto?
“In questo momento è una domanda assurda, mancano ancora 16 partite. Dalla nave non si scende perché ci sono tanti obiettivi, la Champions, l’Europa League: se si scende dalla barca si rischia davvero di uscire dall’Europa. Noi cerchiamo di fare il meglio, i ragazzi danno tutto e stanno mettendo anche a repentaglio anche un discorso fisico: non ti alleni, giocano sempre gli stessi ed è inevitabile che ci possa essere qualcuno che si fa male. Anche Neres operato… quest’anno è qualcosa di incredibile, facciamo fatica. Significa che dobbiamo pagare qualcosa che abbiamo fatto in passato e non dobbiamo fare, meglio sorridere”.

Nessun commento:
Posta un commento