mercoledì 18 febbraio 2026

Calcio-News del 18-02-2026


Fiorentina, due assenti per la gara di Conference in Polonia

La Fiorentina non potrà contare su David De Gea e Manor Solomon per il playoff di andata di Conference League in programma domani alle 21 in Polonia contro lo Jagiellonia: il portiere viola è alle prese con una sublussazione del dito medio della mano sinistra accusata domenica nel corso della gara di campionato con il Como. Per questo motivo non verrà convocato per la trasferta di coppa. Lo stesso vale per l’esterno israeliano fermato dall’influenza. Tra i viola mancheranno inoltre anche Marco Brescianini e Daniele Rugani esclusi nella lista Uefa oltre a Albert Gudmundsson che sta curando un infortunio alla caviglia.



Insulti razzisti a Vinicius, stop di 10 minuti in Benfica-Real Madrid


Dopo aver realizzato il gol dell’1-0 al Benfica, l’attaccante del Real Madrid Vinicius ha riferito all’arbitro di aver ricevuto insulti razzisti da un giocatore avversario, indicando Prestianni. Il brasiliano si è poi diretto verso bordo campo: prima ha avuto una discussione con l’allenatore del Benfica Mourinho, poi si è seduto nella panchina del Real, come a dire di non voler riprendere il gioco. Il direttore di gara, il francese Francois Letexier, ha quindi attivato il protocollo anti-razzismo Fifa, mostrando la decisione allo stadio alzando le braccia a formare una ‘X’. La partita è stata sospesa, per poi riprendere: dal gol di Vinicius alla ripresa in gioco sono passati 10 minuti. Da lì in poi, fischi assordanti per il brasiliano a ogni suo tocco di palla. “Vinicius avrebbe dovuto festeggiare in modo più rispettoso, non far arrabbiare 60 mila persone”, ha detto Mourinho dopo la gara. “Vinicius dice una cosa e Prestianni un’altra, non mi schiero con nessuno dei due. Il Benfica ha Eusebio come leggenda: non è un club razzista…”.


Spalletti arrabbiato e deluso: “Abbiamo fatto non uno, ma tre passi indietro”


Luciano Spalletti non usa mezzi termini. Dopo la pesante sconfitta per 5-2 in casa del Galatasaray, gara valida per l’andata dei playoff di Champions League, l’allenatore bianconero ha parlato a Sky Sport: “Abbiamo finito male il primo tempo e abbiamo cercato di rimettere ordine nel secondo tempo. Siamo calati sotto il punto di vista della personalità e del carattere. Stasera abbiamo fatto tre passi indietro, non uno”.



Atalanta, ascolta Palladino: “In casa nostra sarà una bolgia, la rimonta è possibile”

Al termine della sfida con il Borussia Dortmund, Raffaele Palladino ha parlato a Sky Sport analizzando così la sconfitta per 2-0: “È un peccato essere partiti già sotto 1-0. Loro sono un’ottima squadra, sapevamo che avrebbero attaccato la profondità, hanno individualità molto forti. Nel primo tempo non abbiamo giocato bene tecnicamente, ci andavamo a chiudere da un lato ed era la cosa che loro volevano. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio nella gestione della palla e abbiamo avuto più soluzioni davanti. Ho avuto la sensazione do poter fare qualcosa in chiave offensiva, ma ci è mancato l’ultimo passaggio e un po’ di qualità negli ultimi metri. Abbiamo il secondo tempo in casa nostra, possiamo fargli due gol. Ci crediamo e i ragazzi sono consapevoli della partita, al ritorno ci metteremo grande intensità”.



Galatasaray-Juventus 5-2: bianconeri al tappeto, espulso Cabal. Ripresa da incubo



Juventus al tappeto nell’andata dei play-off di Champions League: a Istanbul il Galatasaray trionfa 5-2 con un super Noa Lang. I turchi partono forte e sbloccano la partita al 15’ con Gabriel Sara, poi l’immediato pareggio di Koopmeiners. L’olandese al 32’ ribalta il risultato con la sua personale doppietta, che vale il 2-1 momentaneo all’intervallo. Nella ripresa si scatenano i padroni di casa: il nuovo acquisto Lang fa 2-2 al 49’, poi al 60’ Davidson Sanchez contro-ribalta la situazione. Sette minuti più tardi la gara degli uomini di Spalletti si complica: doppia ammonizione per Cabal e Juve in inferiorità. I giallorossi approfittano dell’uomo in più, e iniziano a dilagare: al 74’ Lang firma la sua doppietta personale, poi all’86’ Boey chiude i conti su assist di Osimhen per il definitivo 5-2. Servirà ora un’impresa a Torino per ribaltare il risultato e conquistare gli ottavi di finale.



Inter-Juve: Comolli fermato fino a marzo, Chiellini stop di 10 giorni


Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea dopo aver letto il referto di gara dell’arbitro La Penna e quello degli ispettori federali presenti, ha inibito fino al 31 marzo 2026, con ammenda di 15mila euro, l’ad della Juve Damien Jacques Comolli “per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della soc. Juventus e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’arbitro”. Stop fino al 27 febbraio 2026 per il dirigente bianconero Giorgio Chiellini “per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’arbitro; per avere inoltre, nel medesimo contesto, rivolto critiche offensive indirizzate agli ufficiali di gara; infrazione quest’ultima rilevata da un assistente”.

Squalifica per una giornata per Kalulu della Juve, protagonista del caso con Bastoni: per il bianconero “doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”. Nessuna sanzione per il tecnico della Juve, Spalletti, che anzi viene citato dal giudice sportivo come colui che ha evitato guai peggiori a Comolli, fermando le ire dell’ad nei confronti di La Penna.




Alisson show, dal Portogallo sicuri: "Il Napoli sta già pensando di riscattarlo"



In Portogallo ne sono già certi: il Napoli riscatterà Alisson Santos a fine stagione. Secondo 'A Bola' il club azzurro è già rimasto ben impressionato dal brasiliano tanto da prepararsi a completare l'operazione versando a fine stagione nelle casse dello Sporting 16,5 milioni di euro, ovvero la cifra fissata per il diritto di riscatto dopo i 3,5 milioni di gennaio per il prestito. Ovviamente è ancora molto presto per prevedere l'arrivo del giocatore a titolo definitivo ma le premesse dopo il gol alla Roma sono state certamente incoraggianti.




Osimhen: "Scudetto unico, Spalletti come un padre! A Napoli ho ritrovato me stesso"



L'ex attaccante del Napoli, Victor Osimhen, oggi al Galatasaray, ha parlato a The Players Tribune con una lunga intervista in cui ripercorre la sua carriera e ricorda anche gli anni di Napoli.

"Quando ho lasciato il Lille, ero perso. Quando sono arrivato a Napoli, ho ritrovato me stesso. Devo ringraziare questa città, i tifosi e i miei compagni di squadra per aver rimesso in sesto la mia vita. Spalletti era come un padre per me. Quando sbagliavo qualcosa mi rimproverava duramente. Però giuro che nel profondo credeva in me. Pensava che potessi diventare il migliore al mondo. In una partita segnavo due gol; nello spogliatoio veniva da me, fronte contro fronte. Quando voleva dirti qualcosa, avvicinava la testa alla tua, quasi sussurrando… “Ca*zo! Oggi potevi farne quattro. Domani ti faccio vedere il video.”


La cosa interessante è che nel 2022 avevamo perso lo zoccolo duro della squadra. Koulibaly, Insigne, Mertens… erano andati via. Ma poi sono arrivati Kvara, Raspa e Kim Min-jae, e tutti pensavano: “Hmm… interessante.” Abbiamo iniziato la stagione giocando un calcio così straordinario che dico sempre: agli allenamenti hanno iniziato a venire le nonne. A Napoli funziona così: più vai bene in campo, più le persone che vedi a bordo campo sono anziane. All’inizio vengono solo i gruppi di tifosi, i giovani. Poi i giovani con i loro padri. Poi figlio, padre e nonno. Ma quando a Napoli vai in testa al campionato, all’improvviso arrivano agli allenamenti anche le nonne in sedia a rotelle.

Spalletti? Non potevamo lamentarci, perché in quel periodo il mister dormiva nel suo ufficio. Si era fatto mettere un lettino. Come in caserma. Aveva una moglie che lo aspettava a casa, ma per cinque mesi ha dormito lì. Prima delle grandi partite ci diceva sempre: “Non capite cosa succederà se vincete lo scudetto. Io… il mio nome forse sarà ricordato per 2–3 anni. Ma voi giocatori… il vostro nome sarà ricordato finché diventerete vecchi.”

Tutti mi chiedono sempre del gol che ha chiuso il campionato. Sì, ho segnato. È stato incredibile. Ma eravamo in trasferta. Non abbiamo capito davvero cosa avevamo fatto finché non siamo tornati in città e abbiamo visto l’emozione della gente. Non si può descrivere a parole. Posso dirti solo questo. Poco prima di vincere il titolo, fuori dal centro sportivo c’era una grande folla di tifosi. Ho fermato la macchina e ho stretto la mano a qualcuno. Un uomo con suo figlio teneva il telefono in alto. Voleva mostrarmi un video. Era un video dei tempi di Maradona. Anni ’80. L’uomo non parlava una parola di inglese. Aveva gli occhi pieni di lacrime. Portare il primo Scudetto al Napoli dopo 33 anni è storia".



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