domenica 16 marzo 2025

Serie A-News del 15-03-2025

 


Un pareggio quello del Napoli, ottenuto in quel di Venezia che sa di sconfitta e addio ai sogni di gloria, ovvero, lo scudetto. Ancora una volta come la storia del Napoli ci insegna, i campani, sul più bello cadono, e come sempre, contro una squadra, di basso valore. Quasi certamente, il Venezia, dopo questo pareggio retrocederà lo stesso, in serie B. Forse anche se avesse vinto, vista la classifica attuale dei lagunari sarebbe retrocesso. Ma la gioia di infastidire "sempre" gli azzurri, da parte di queste squadre di provincia, non passa mai. E' una scena già vista, un copione letto e riletto più volte. Squadre ormai spacciate, che durante la stagione hanno incassato più di 50 reti, quando vedono il Napoli, cacciano una scienza e una determinazione, che se l'avessero avuta non solo contro i partenopei, ma per tutto il campionato, ora sarebbero, in ben altra posizione, di classifica. Il fatto ancora più angosciante e destabilizzante che nessun almanacco calcistico parlerà oltre modo di questa gara, che andrà mesta nel dimenticatoio. A favorire l'Inter o l'Atalanta. Personalmente, se io fossi in Antonio Conte, a fine anno lascerei la causa azzurra, anche perchè De Laurentiis ancora una volta non ha mantenuto le promesse, vendendo in sei mesi Osimhen e Kvara, ossia il duo che ha fatto vincere lo scudetto al Napoli, due anni fa. Osimhen, che in Turchia, ora, sta facendo sfracelli, e 26 gol, o Kvara, che quest'anno, vincerà, sicuramente, col Psg lo scudetto francese, e gareggierà alla grande, per la Champions League. Lukaku, finora nel Napoli ha segnato 10 reti con qualche rigore, Osimhen 26. Ho detto tutto.

 Il Napoli ‘stecca’ in laguna e fallisce il momentaneo sorpasso sull'Inter in attesa del big match di stasera, alle 20.45, tra Atalanta e nerazzurri. Tante le occasioni perse tra le file del Napoli: il palo di Raspadori, McTominay, Lukaku, e nella ripresa Simeone. Diverse chances anche per i lagunari che hanno trovato in Radu il protagonista del match. Il risultato rallenta la corsa del Napoli che raggiunge momentaneamente l'Inter a 61 punti ma non la sorpassa. Il Venezia manca l'aggancio all'Empoli in terzultima posizione.


Primo Tempo: Squadre negli spogliatoi. Si chiude qui un bellissimo primo tempo, con occasioni da entrambe le parti. Venezia insidioso con Perez e, nel finale di frazione, con il doppio tentativo da parte di Ellertsson e Fila. Il Napoli ha colpito in avvio un palo con Raspadori, pericoloso anche in un'altra circostanza, ed è andato vicino alla rete con McTominay e Lukaku. Molto bene i portieri, soprattutto Radu. Per i lagunari da segnalare il ko occorso a Maric, sostituito da Oristanio.


Secondo Tempo: Termina senza reti il lunch match del 29° turno. Non sono mancate, però, le emozioni, soprattutto nel primo tempo. Ripresa più blanda, ma nei minuti conclusivi prima Simeone e poi Nicolussi Caviglia hanno sfiorato il gol partita. Un punto in qualche modo utile per entrambe le squadre, che hanno di che recriminare in vista del raggiungimento dei rispettivi obiettivi stagionali. Il Napoli pareggia ancora, palesando limiti realizzativi, e aspetta ora con ansia il risultato di Atalanta-Inter. Per il Venezia un passettino in avanti, ma per la salvezza ci sarà ancora tanto da sudare.



"Non dobbiamo mai staccare il cervello, come abbiamo fatto al 95' con quel contropiede 6 contro 2 in cui abbiamo rischiato la sconfitta. Questo non deve mai accadere in questo processo di crescita". Lo ha detto Antonio Conte dopo lo 0-0 del Napoli a Venezia.

"La prestazione odierna è comunque positiva contro una formazione che ha fermato sul pareggio anche Atalanta e Lazio nelle ultime gare - aggiunge -. Cercheremo di dare fastidio fino alla fine, lotteremo con il coltello tra i denti. La cosa positiva è che dopo otto partite finalmente non abbiamo preso gol". 




La Roma vede l'Europa


Dopo la delusione di Europa League, la Roma ritrova il successo in campionato. All'Olimpico, battuto 1-0 il Cagliari: rete decisiva di Dovbyk. Per i giallorossi è il tredicesimo risultato utile di fila ed è la sesta vittoria consecutiva in Serie A. Unica nota stonata per il team di Ranieri l'infortunio di Dybala, entrato in campo al 64' ma costretto a uscire (sostituito da Pisilli) per infortunio dodici minuti dopo. Gli sforzi di Bilbao, però, si sono fatti sentire. La Roma nel primo tempo ha faticato a costruire azioni da gol e l'occasione più nitida dei primi quarantacinque minuti è arrivata sugli sviluppi di un calcio d'angolo: Paredes ha crossato in area, Mancini si è coordinato al volo ma il suo tiro (deviato da un difensore) è terminato al lato del palo alla sinistra di Caprile. La Roma ha fatto la partita (68% del possesso palla) ma all'intervallo l'unico tiro in porta è stato del Cagliari, più precisamente di Piccoli che al 35' ha lasciato partire da fuori area una conclusione potente ma leggibile per Svilar.


Ben più complicata la parata che il portiere serbo ha fatto al 52', quando con la mano destra ha allontanato il pallone che lo stesso Piccoli aveva deviato al volo sotto porta. La Roma ha aperto il secondo tempo peggio di come aveva chiuso il primo. La partita dei giallorossi però è cambiata assieme a quella di Dovbyk. L'ucraino al 61' ha sprecato a tu per tu con Caprile, ma sul calcio d'angolo successivo ha sfruttato un assist involontario di Deiola e ha depositato la sfera in rete. L'1-0 ha svegliato solo in parte una Roma salvata due volte da Svilar, bravo prima sul diagonale del solito Piccoli (68') e poi sul colpo di testa di Mina (71'). Poi si è fatto male anche il neo entrato Dybala, dopo un colpo di tacco: l'argentino ha lascia il campo tra le lacrime. La Roma ha finito quindi le sostituzioni e ha chiuso il match con Rensch a mezzo servizio. Il Cagliari ha tentato l'assedio ma non è bastata la forza di volontà dei sardi. Festa per i giallorossi ma ansia per Dybala.



Primo Tempo: Prima frazione a reti bianche tra Roma e Cagliari. Gara piuttosto bloccata, le uniche occasioni dei giallorossi sono arrivate sugli sviluppi di palle inattive. Gli ospiti si stanno difendendo con ordine senza concedere varchi e danno la sensazione di poter essere pericolosi in ripartenza. Appuntamento a tra poco con la ripresa, vedremo se Ranieri getterà nella mischia fin da subito Dybala.


Secondo Tempo: La Roma, al termine di una battaglia durata quasi cento minuti, batte di misura il Cagliari e rilancia la propria candidatura per il quarto posto. Ai giallorossi basta una zampata all'ora di gioco di Dovbyk per avere la meglio su una formazione ospite più volte pericolosa e che ha reso la vita molto complicata alla squadra di Claudio Ranieri. Prosegue dunque il momento positivo dei capitolini, che dovranno però fare i conti con l'infortunio di Paulo Dybala, che ha accusato un problema pochi minuti dopo il suo ingresso e ha lasciato il terreno di gioco in lacrime. Nel prossimo turno i giallorossi faranno visita al Lecce, mentre il Cagliari tornerà tra le mura amiche per ricevere il Monza.



il Bologna umilia la Lazio


Per la Champions ci sarà da fare i conti con il Bologna anche quest'anno. A certificarlo la prova di forza della squadra di Italiano con la Lazio: finisce 5-0, rossoblù debordanti, biancocelesti umiliati. Il Bologna non si ferma più, la Lazio crolla. I padroni di casa calano il poker di vittorie consecutive, nonché il sesto successo consecutivo tr ale mura amiche: a pagar dazio alla legge del Dall'Ara questa volta è la Lazio, stanca dopo gli sforzi di Coppa.


L'ascesa continua: i rossoblù salgono al quarto posto, scavalcando proprio la Lazio, oltre alla Juve attesa dalla partita di Firenze, e si prendono uno scontro diretto pesantissimo in chiave europea. Orsolini da 10, come i gol in campionato, Ndoye ci mette gol (il settimo in campionato) e assist, per un uno due a inizio ripresa che manda al tappeto gli avversari, fiaccata fin dal primo tempo dal vantaggio di Odgaard, al secondo gol consecutivo. Castro e Fabbian chiudono i conti nella ripresa, festeggiando la chiamata dell'Argentina e sancendo l'umiliazione per la Lazio di Baroni, che sbanda come accadde in casa con l'Inter (0-6). L'ascesa rossoblù continua: per Baroni arriva uno stop scioccante, con il danno dell'infortunio di Tavares, sostituito da Marusic nell'undici titolare all'ultimo minuto.


I biancocelesti partono forte, con Marusic a recuperare pallasu Orsolini e avviare la ripartenza condotta da Dia e Zaccagni e conclusa da Guendouzi: sulla conclusione, però, è provvidenziale la chiusura di Freuler, che lo mura in scivolata al 4'. Il Bologna reagisce. Prende campo e possesso di palla e ritmi. Fag irare la Lazio a vuoto in attesa di trovare lo spazio per innescare gli esterni. La mossa funziona: il Bologna passa al16', quando Orsolini recupera palla, innnesca Freuler, che lancia Miranda per il cross. Guendouzi non segue nè Freuler nè Odgaard che si inserisce centralmente, brucia Gila e trova la zampata sotto porta sul cross del compagno. Bologna in vantaggio e la squadra di Italiano insiste. Ndoye mette in apprensione la difesa biancoceleste con un paio di incursioni, Castro ci prova da fuori ma la conclusione è debole e al 25' ci vuole il miglior Provedel per togliere dall'incrocio il tiro a giro di Orsolini. La Lazio, invece, è tutta in una conclusione fuori misura di Marusic e un cross di Vecino, deviato da Lucumi e bloccato da Skorupski. Baroni prova a inserire Pedro a inizio ripresa, ma il Bologna segna due reti in un minuto: prima Ndoye trova Orsolini che batte Provedel con lo scavetto, poi ci mette il 3-0 su assist d iFerguson, con la Lazio che perde palla con Guendouzi dal calcio d'inizio. I biancocelesti non ci sono più. Gila è disastroso su Odgaard nel primo tempo, si perde Orsolini sul 2-0 e perde la palla che porta al 4-0 Castro. Infine arriva il 5-0 con stacco di Fabbian su cross di Miranda (2 assist per i compagni) dopo azione corale avviata da Dominguez e Cambiaghi. Lazio al tappeto, per il Bologna è una prova di forza: per la Champions ci sarà da fare i conti anche con i rossoblù, per il secondo anno competitor inattesa.


Primo Tempo: Bologna al riposo con un goal di vantaggio, quello realizzato da Odgaard al 16': zampata puntuale su cross preciso di Miranda. Lazio salvata da Provedel al 29': riflesso da urlo sul sinistro a giro di Orsolini e 2-0 evitato.


Secondo Tempo: Va al Bologna lo scontro diretto per la Champions: in attesa di Fiorentina-Juventus, i felsinei salgono al quarto posto scavalcando i bianconeri e la Lazio, battuta con una 'manita' senza appello. In un primo tempo tutto sommato equilibrato, è Odgaard a sbloccare il risultato su assistenza di Miranda. Provedel salva alla grande su Orsolini, poi capitola per due volte nel giro di un minuto in avvio di ripresa: Orsolini e Ndoye gelano Baroni, rammaricato per il palo colpito da Zaccagni. Il passivo aumenta nell'ultimo quarto d'ora: al 74' è Castro a siglare il poker, poi è Fabbian a svettare su Marusic per il definitivo 5-0.




Super Fiorentina e la Juve fa (ancora) flop: è 3 a 0

La Juventus affonda a Firenze. Dopo il fragoroso ko casalingo con l'Atalanta (4 a 0) i bianconeri hanno preso altri tre gol al cospetto di una Fiorentina tutta coraggio e concentrazione. Tre gol viola contro davvero poco degli avversari di turno. Al Franchi è stata una gara a senso unico con Kean e soci ad aggredire fin dal primo minuto e colpire dopo 15 con Gosens e ribadire due minuti più tardi con Mandragora. Gara in ghiaccio o quasi, perché i padroni di casa scatenati, spinti dal pubblico in visibilio. 


E' stato Albert Gudmundsson a chiudere il match con un tiro imprendibile che ha costretto Di Gregorio a ritornare nel sacco della sua rete a raccogliere il terzo sigillo viola. La sconfitta sancisce la crisi bianconera, quella in cui sono incappati i ragazzi di Motta che ora rischiano di non accedere alla fondamentale Champions. La Fiorentina vittoriosa rilancia le sue speranze europee.   


Primo Tempo: Prima frazione sontuosa della Fiorentina, al cospetto di una Juventus incapace di tirare in porta e ancora segnata a livello mentale dalla scoppola subita dall'Atalanta. Viola a segno due volte tra il 15' e il 18': prima è Gosens a pescare il jolly sugli sviluppi di un corner, poi è Mandragora a raddoppiare sfruttando al meglio il pregevole assist d'esterno di Fagioli.


Secondo Tempo: La Juventus non è più quarta in classifica: la squadra di Motta non risponde al successo del Bologna e perde ancora rovinosamente. Stavolta la squadra carnefice è la Fiorentina che, con questi tre punti, sale a -5 dalla zona Champions. Partita a senso unico, indirizzata già nel primo tempo: Gosens e Mandragora puniscono Di Gregorio, battuto al 53' anche da Gudmundsson che sfrutta al meglio il secondo assist di serata di Fagioli. Cambiaso k.o. e costretto alla sostituzione per un problema alla caviglia.



sabato 15 marzo 2025

News calcistiche del 15-03-2025


Genoa-Lecce 2-1

Primo Tempo: Si va a riposo con il Genoa che conduce avanti 2-0 sul Lecce grazie a una splendida doppietta di Miretti realizzata su un doppio assist di Malinovskyi. Prima una mezza rovesciata e poi una giocata d'alta scuola in area di rigore dell'ex Juventus fanno impazzire il 'Ferraris' con i giallorossi che saranno chiamati nella ripresa a scoprirsi per cercare di rientrare in partita. Cinica e spietata nei primi 45' invece la squadra di Vieira che ha saputo colpire appena ne ha avuto la possibilità indirizzando già la gara nel primo tempo.


Secondo Tempo: Terzo risultato utile consecutivo per il Genoa che al 'Ferraris' supera 2-1 il Lecce trascinato dalla doppietta di Miretti. Inutile il calcio di rigore trasformato con grande freddezza da Krstovic per i giallorossi che hanno fatto tanta fatica a portare reali pericoli dalle parti di Leali pur tenendo maggiormente il pallino del gioco nella ripresa. Si tratta della quarta sconfitta consecutiva per la formazione di Giampaolo che rimane a soli tre lunghezze dalla zona retrocessione con una gara in più. Gli uomini di Vieira, invece, ipotecano la salvezza con un margine al momento di ben 13 punti sulla zona calda quando alla fine del campionato mancano nove giornate.



Monza-Parma 1-1 


Primo Tempo: Nessun gol tra Monza e Parma in un primo tempo avaro di emozioni e giocato a ritmi poco sostenuti. Parte meglio il Parma, che crea qualcosa grazie all'inventiva di Man. Poi il Monza prova ad imporsi, su un paio di cross di Kyriakopoulos da sinistra Birindelli e Castrovilli creano qualche preoccupazione a Suzuki. Che poco dopo è impegnato da una conclusione di Bianco. Il Parma nel finale va vicino al vantaggio con Almqvist.


Secondo Tempo: Un pareggio che spegne anche le ultime speranze del Monza di restare in serie A, mentre permette al Parma di conquistare un altro punto importante per continuare la lotta per non retrocedere. Dopo un primo tempo con poche occasioni da una parte e dall'altra, nella ripresa i padroni di casa riescono a trovare il vantaggio con Izzo, oggi capitano, sugli sviluppi di un corner. I padroni di casa, nella girandola di cambi, controllano senza grandi difficoltà la reazione del Parma. Nei minuti finali, però, Bonny, uno dei panchinari tra gli emiliani, pesca il jolly dell'1-1.



Udinese-Verona 0-1 

Primo Tempo: Termina 0-0 il primo tempo del derby triveneto tra Udinese e Verona in una partita con pochissime emozioni e gioco sempre spezzettato. Dato eloquente a conferma della fisicità del match sono i diciotto falli commessi dalle due squadre in soli 45 minuti. L'Udinese ci ha provato sicuramente di più affacciandosi due volte dalle parti di Montipò con i colpi di testa di Lucca, mai però realmente pericolosi. Primo tempo sulla falsariga di quello contro il Bologna per il Verona che non riesce a creare gioco e si affida solamente alle ripartenze.


Secondo Tempo: Con una punizione spettacolare di Duda l'Hellas Verona sbanca il Bluenergy Stadium e vince per 1-0 il derby del Triveneto in casa dell'Udinese. In una partita condizionata dai tantissimi falli e dall'altissimo tasso fisico l'Udinese fa la partita per circa sessanta minuti, ma è il Verona a tornare a casa con tre punti grazie ad un diamante pescato dal centrocampista slovacco che al 72' dai trenta metri calcia di mezzo collo e supera Okoye con una traiettoria imparabile. Gli uomini di Runjaic, invece sbattono ripetutamente contro il castello scaligero che regge e non consente ai bianconeri di trovare il loro settimo risultato utile consecutivo. Udinese 0 Hellas Verona 1.



Milan-Como 2-1 

Primo Tempo: Dopo quarantacinque minuti è il Como padrone di San Siro. Quarantacinque minuti di dominio totale per gli uomini di Fabregas che tengono in mano il pallino del gioco e gestiscono a suo piacimento la gara trovando il gol del vantaggio al 33' con una conclusione dalla distanza di Da Cunha su sponda di Nico Paz. Milan poco cinico dopo 4' con Musah che da pochi metri e con la porta vuota non riesce a centrare lo specchio a dimostrazione del momento buio della squadra di Conceicao che ha abbandonato il terreno di gioco sotto una pioggia di fischi. Como unica vera squadra in campo.


Secondo Tempo: Il Milan va in apnea per quarantacinque minuti ai danni di un grande Como che finisce la prima frazione di gara in vantaggio grazie ad un gol di Da Cunha, poi il professor Reijnders sale in cattedra e cambia la storia del match. Prima inventa per Pulisic che di mancino incrocia alle spalle di Butez e poi segna il gol della rimonta e del definitivo 2-1 su assist geniale di Abraham. Serata amara per il Como che ha dominato in lungo e in largo, ma nel momento topico del match le forze sono venute meno. Da segnalare anche il rosso all'esordio per Dele Alli al 91' per un intervento scomposto su Loftus-Cheek.



Per il Genoa salvezza più vicina, Lecce a +3 dalla zona retrocessione

Grazie alla vittoria per 2-1 contro il Lecce, il Genoa sale a 35 punti e raggiunge temporaneamente il Torino all’11esimo posto.


Il Lecce resta quint’ultimo a 25 punti, a +3 dall’Empoli, terz’ultimo e in zona retrocessione, che sabato alle 20.45 affronta il Torino in trasferta.


Il Genoa supera il Lecce per 2-1. Dopo la doppietta di Miretti al 16’ e al 2’ di recupero del primo tempo, i giallorossi accorciano con Krstović, al 68’ e vanno all’arrembaggio alla ricerca del pareggio che però non arriva.


A inizio ripresa doppio cambio per i giallorossi a inizio ripresa: entrano Ndri e Karlsson, escono Pierotti e Morente. Al 52’ traversone di Coulibaly per la testa di Krstović all’interno dell’area, Leali esce e lo anticipa.


Sei minuti dopo tiro-cross di Helgason da posizione defilata, Krstović è in arrivo ma anche stavolta Leali para e lo anticipa. Al 65’ scattano i controlli del Var per un tocco di braccio di Matturro all’interno dell’area: l’arbitro fischia il rigore. Al dischetto va Krstović che trasforma: il Lecce accorcia le distanze.


Di fronte ai giallorossi che prendono sempre di più l’iniziativa attaccando, Vieira corre ai ripari facendo entrare Ekhator al posto di Zanoli. L’offensiva della squadra ospite continua fino alla fine, ma i salentini non riescono ad agguantare il pareggio.



Il Monza non graffia e il Parma ringrazia: è 1 a 1


Termina in parità sul punteggio di 1-1 il match dell'U-Power Stadium tra Monza e Parma, valevole per la ventinovesima giornata del campionato di Serie A 2024/2025: al vantaggio di Armando Izzo risponde il gol di Ange-Yoan Bonny. Dopo un'iniziale fase di studio, al 12' Birindelli si rende pericoloso con una conclusione al volo su suggerimento di Kyriakopoulos, ma Suzuki blocca agevolmente la sfera. La partita stenta a decollare, ma con il passare dei minuti sono i padroni di casa ad attaccare con maggiore convinzione, soprattutto quando al 28' Bianco lascia partire un'insidiosa conclusione dalla distanza che viene deviata in corner da Suzuki. Il Parma accusa un po' il gioco degli avversari, ma al 38' accenna una reazione con un tiro a giro di Almqvist, che termina di poco sul fondo. Al 44' Valeri disegna un traversone molto insidioso, che viene smanacciato da Turati, il quale viene aiutato dalla difesa per allontanare la minaccia. Le due squadre, dunque, vanno a riposo sul parziale di 0-0. In apertura di ripresa i ducali si ritagliano subito una bella occasione con un tiro dai venticinque metri di Pellegrino, che viene respinto da Turati con un gran guizzo.


Al 60' a passare in vantaggio è il Monza grazie alla rete realizzata da Armando Izzo che, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, sfrutta un rimpallo favorevole e deposita la sfera in fondo al sacco. Cristian Chivu decide di cambiare qualcosa  inserendo forze fresche per andare a caccia del pareggio, ma inizialmente gli sforzi della formazione ospite non portano i frutti sperati. All'84' ci pensa proprio un neo-entrato a regalare il pareggio ai gialloblù: Ange-Yoan Bonny si mette in proprio con una bella azione personale, entra in area e lascia partire un meraviglioso tiro a giro su cui Turati non può nulla. Nel finale i ducali provano addirittura a vincerla, ma i brianzoli resistono e difendono fino al triplice fischio un 1-1 che serve poco ad entrambe le squadre. In seguito a questo risultato il Parma aggancia il Lecce al sedicesimo posto con 25 punti, mentre il Monza resta ultimo a quota 15. Nel prossimo turno gli emiliani saranno impegnati nella trasferta del Bentegodi contro l'Hellas Verona di lunedì 31 marzo, mentre il giorno prima i lombardi affronteranno il Cagliari alla Unipol Domus.



Verona, tre punti d'oro


Il Verona passa di misura a Udine,1-0 con grande punizione di Duda, e mette un mattone forse decisivo nella costruzione della salvezza. I friulani sono invece apparsi irriconoscibili rispetto alle ultime uscite e non hanno mai impensierito la retroguardia scaligera. Lo stopodierno mette probabilmente fine a qualsiasi velleità europea.   Runjaic deve rinunciare in extremis a capitan Thauvin, alle prese con un problema alla pianta del piede che lo mette a rischio anche per la ripresa del torneo in casa dell'Inter: al suo posto chance inattesa per Sanchez. Atta e Payero sono laterali sui generis del 4-4-2. Zanetti non recupera Tengsted e propone in attacco Mosquera, in difesa Ghilardi prende il posto dello squalificato Valentini. Arbitra Ayroldi della sezione di Molfetta, ma da anni curiosamente residente a pochi chilometri dal Blunenergy stadium. Per lui trasferta da affrontare in bicicletta.   


Si parte al rallentatore: la prima occasione arriva solo al22' con il solito Lucca che, di testa, manda alto sopra la traversa su assist di Zemura. Il match non decolla e gli unici brividi li regala Kristensen che, già ammonito, rischia (e forse meriterebbe) due volte il secondo giallo. Il primo tempo scivola via senza emozioni coi due portieri completamente inoperosi.   Runjaic capisce che Kristensen è in confusione e lo lascia negli spogliatoi nell'intervallo: entra Ehizibue, che dopo pochi istanti lascia partire una staffilata che sibila a fil di palo. Bocciatura - l'ennesima - per Sanchez: anche lui, dopo i primi 45' da fantasma, non sbuca dal tunnel per disputare la ripresa, sostituito da Ekkelenkamp. I padroni di casa sembrano però più determinati e al 12' Atta conclude di forza dal limite, difettando di precisione. Ci prova anche Lovric con una punizione a sorpresa, ma la sfera finisce sul fondo. La fase offensiva dell'Udinese resta timida e così c'è spazio anche Iker Bravo per Payero, per affiancare lo spagnolo a bomber Lucca.   Al 24' arriva la prima - grande - occasione per il Verona: dopo un'azione di rimessa, Duda si ritrova libero al limite, il suo destro lascia di stucco Okoye, ma la traiettoria non è vincente per centimetri. E' il preludio al vantaggio: tre minuti dopo, sempre lo slovacco estrae dal cilindro una punizione dai25 metri che si insacca all'incrocio dei pali.  Runjaic a 10' dalla fine prova il tutto per tutto con Davis e Pafundi, che prendono il posto di Lucca e Lovric, entrambi sottotono. Non c'è però nemmeno la capacità di allestire un assalto finale per il pareggio: l'emblema della sterilità offensiva dei bianconeri, è la presa alta di Montipò al 92',prima sfera toccata con le mani dall'estremo difensore in tuttala gara.


Milan, quanta fatica per battere il Como


Il Milan vince in rimonta sul Como per 2-1 e prova a riavvicinarsi alla zona Europa. Sono Pulisic e Reijnders a firmare nella ripresa i gol che ribaltano l'iniziale vantaggio avversario firmato da Da Cunha. Dopo soli quattro minuti, i padroni di casa falliscono un'occasione d'oro. Hernandez scambia con Leao e serve al centro Musah, che si invola verso la porta, salta il portiere e in diagonale conclude clamorosamente fuori a porta vuota. Al 32', ci vuole una tempestiva uscita di Maignan per fermare un sinistro ravvicinato di Nico Paz, ben servito in area da una verticalizzazione di Diao. Il vantaggio lariano è solo rimandato. Un minuto più tardi, Nico Paz effettua una sponda perfetta per Da Cunha, il quale arriva in corsa e infila Maignan con un piatto sinistro millimetrico che si infila nell'angolino per l'1-0. Per sventare il possibile 2-0 ci vuole un nuovo intervento di Maignan, che al 44' ferma Kempf in tuffo. La prima frazione si chiude sull'1-0 tra i fischi del pubblico di fede rossonera. In avvio di ripresa, Da Cunha va subito a segno per il raddoppio ma l'arbitro, dopo la segnalazione del Var, annulla per fuorigioco. Dal possibile 0-2, arriva il pareggio dei sette volte campioni d'Europa. Reijnders inventa dal limite dell'area servendo Pulisic, che da posizione defilata batte Butez nell'angolino con un bel sinistro che vale l'1-1.


La neopromossa non si abbatte e all'11' si ripresenta dalle parti di Maignan con un tiro da fuori del solito Da Cunha, deviato in corner proprio dall'estremo difensore francese. Al 24' è Reijnders a sfiorare il 2-1, quando il suo destro dal limite tocca la traversa e termina alto. Tre minuti dopo, l'ex di turno Cutrone sfiora a sua volta il gol sul fronte opposto con un destro che esce di poco rispetto all'incrocio dei pali. Alla mezz'ora, gli uomini di Conceicao completano la rimonta. Il neo entrato Abraham verticalizza alla grande per Reijnders, che entra in area e batte sul primo palo Butez per il 2-1. La combinazione tra i due si ripete al 40', ma stavolta l'olandese sciupa tutto fallendo con il mancino da ottima posizione. Poco dopo, la formazione di Fabregas rimane in 10 per il rosso inflitto all'esordiente Alli, entrato da pochi minuti ma punito per un intervento pericoloso dopo la revisione al Var. Il risultato non cambierà più. Il Milan, grazie a questo successo, sale al settimo posto a quota 47. Il Como resta invece tredicesimo a +7 rispetto alla zona retrocessione.





Toro ok, l'Empoli cade anche in Piemonte


Il Torino vince 1-0 contro l'Empoli grazie alla rete di Nikola Vlasic. Gara complicata per gli uomini di Vanoli, ma il gol del croato ha regalato ai granata la nona vittoria in campionato. Prosegue il momento negativo per i toscani che non sfruttano il pari del Parma: terzultimo posto a quota 22, la zona salvezza è ora a -3. Tanto equilibrio e poche occasioni nel primo tempo, il primo squillo granata è stato quello di Saul Coco al 27', ma la girata del centrale è terminata sull'esterno della rete. Qualche minuto più tardi Sambia ha sprecato una buona occasione calciando a lato. Il primo tempo si è chiuso con pochissime emozioni, nella ripresa le due squadre hanno fatto maggior fatica a costruire palle gol a causa della pioggia incessante che ha reso pesante il campo: col passare dei minuti la squadra di Vanoli ha aumentato i giri del motore, i toscani hanno cercato di giocare più sulle ripartenze come al 20' quando Gyasi ha calciato alle stelle l'ottimo contropiede gestito da Colombo e Koaumé.


A sbloccare la partita è stato Vlasic al 25', il croato ha prima sfruttato un pasticcio della difesa ospite, causato dal rinvio dal fondo di Milinkovic-Savic, poi è rimasto in piedi sul contrasto con Marianucci riuscendo a beffare sul palo lontano Silvestri. A 8' dal termine Masina ha trovato la rete del 2-0 respingendo in porta la punizione dalla distanza di Biraghi, ma il gol è stato annullato per una posizione irregolare. Konate, in pieno recupero, ha cercato si sorprendere il portiere di casa che però ha bloccato la sfera. Terza vittoria nelle ultime quattro per i piemontesi, situazione complessa per l'Empoli di D'Aversa: in casa del Como servirà una vittoria per poter dare un segnale alle rivali per la lotta salvezza.



NAPOLI
Notiamo un dato allarmante riguardo al Napoli di Conte. Ossia tutta l’opinione pubblica partenopea, tifosi, giornalisti e addetti ai lavori “pretendono” lo scudetto. Attenzione: questa squadra è stata costruita o per meglio dire ricostruita dalle ceneri dello scorso campionato, durante il quale, gli azzurri si classificarono al decimo posto.
Dopo uno scudetto, due anni fa, entusiasmante, sotto la guida di Luciano Spalletti. Pretendere, quindi, dopo una stagione balorda come quella passata, subito un nuovo tricolore (contrario anche alla storia seppur gloriosa del club) è verosimile.
L’obiettivo del Napoli di Conte, quest’anno, è quello di entrare in Europa, possibilmente in Champions League. Il titolo platonico di Campioni d’Inverno ha illuso un pò tutti i supporters azzurri.
Adesso che l’Inter è nuovamente prima e i campani secondi, ad un sol punto di distanza, si torna a parlare di scudetto, non tenendo presente l’Atalanta e la sua voglia di vincere. I bergamaschi sono molto di più che un terzo incomodo, e se dovessero battere l’Inter, nella gara del prossimo turno, potrebbero insediarsi al primo posto, Napoli ovviamente permettendo.
I campani, invece, hanno sulla carta una sfida più agevole, ossia contro il Venezia, in trasferta. Ma non è, purtroppo la prima volta che il Napoli, cade sul più bello e la storia del calcio ce lo insegna. Quello che vogliamo dire è di non aspettarsi necessariamente lo scudetto, ma essere più realisti e aspirare a un posto in Champions League. Antonio Conte con il suo essere un motivatore cerca di indirizzare i suoi giocatori verso un agonismo che permetta loro di dare il massimo delle proprie potenzialità.
Famosi e faticosi risultano essere gli allenamenti del tecnico ex-Juventus, ma di sicuro rendimento per tutta la squadra partenopea. Certo ultimamente i camani, sono apparsi meno brillanti, accumulando tanti pareggi e una sola vittoria quella dell’ultimo turno contro la Fiorentina.
Certo essere sconfitti dal Como, non è stato il massimo della vita per una compagine che aspira sempre ad esprimersi al meglio. Ma tant’è. Il sogno azzurro continua e la speranza di un qualcosa di estremamente positivo e viva e vegeta.


giovedì 13 marzo 2025

News Napoli Calcio 13-03-2025

 


L'EX - Bruscolotti: "Il Napoli sta facendo un ottimo lavoro, Buongiorno superiore a Kim"

Nel corso di "Bordocampo – II Tempo", trasmissione in onda sulle frequenze di Radio Capri, è intervenuto l'ex difensore e capitano del Napoli Beppe Bruscolotti: “Partita nel fango con Maradona? Quella partita rappresentava il calcio di una volta: c'era la riconoscenza e il sentimento verso la gente. Anche lì promotore Diego. Molti di noi parteciparono alla partita per quel bambino che necessitava dell'intervento. Lo facemmo chiaramente perché il campo era un acquitrino”.


Sui risultati di Napoli e su Conte: “Si sapeva che con Conte ci sarebbe stato un miglioramento ma forse fino a questo punto non se lo aspettava neanche Conte stesso. Il Napoli è lì che lotta per il titolo quando in realtà era partito per la qualificazione Champions. L'importante è restare in lotta fino alla fine, poi se si vince bene e se arrivi secondo hai fatto comunque un ottimo lavoro”.


Su Buongiorno: “Se può arrivare al mio livello è superarmi? Ci sono tutti i presupposti, è giovane e ha tutta la carriera davanti. Ci lamentavamo di aver perso Kim però ne abbiamo ritrovato un altro che è superiore”.



IL CORDOGLIO - Lutto per De Laurentiis, il messaggio del Napoli: "La squadra, Conte e la Filmauro partecipano al dolore del Presidente per la scomparsa della cara cugina"


"La SSCN, mister Antonio Conte, lo staff tecnico, la squadra e la Filmauro partecipando al dolore del Presidente Aurelio De Laurentiis e della sua famiglia per la scomparsa della cara cugina Maria Luisa Balzano", scrive la SSC Napoli su X. 



VENEZIA - Candé: "Per affrontare Raspadori e Lukaku dobbiamo giocare da squadra"


Fali Candé, difensore del Venezia, è stato uno dei protagonisti dell'incontro fra tifosi e calciatori "Meet the team": "E' molto bello avere il contatto con la nostra tifoseria, sentire il loro affetto oggi. Sono soddisfatto delle prime partite fatte con il Venezia, riporta Tuttomercatoweb -, penso che anche come squadre stiamo giocando bene, un buon calcio. Ci auguriamo di migliorare continuando a lavorare così, c'è ancora tanto da fare, questa è la cosa più importante, continuando su questa strada. Raspadori e Lukaku? Per affrontare giocatori come dobbiamo giocare insieme, da squadra, non solo come singoli, la chiave del difendere bene è fare le cose da squadra, essere uniti e compatti. Il Venezia ha subito solo un gol nelle ultime 3 sfide? In queste partite abbiamo migliorato la compattezza difensiva, stringendoci sempre di più, compattandoci, questo è un po' il segreto del fatto che nelle ultime partite stiamo ancora imparando e stiamo cercando di migliorare partita dopo partita. In questo sistema difensivo che non prevede l'aggressione e il pressare tutto il campo, ma stiamo lavorando molto sulla compattezza della linea difensiva. Quanto sono importanti i tifosi ora? Siamo al rush finale di questo campionato, è molto importante per noi sentire i tifosi vicini che ci incitano, è fondamentale sentire il nostro supporto. Sono stati con noi nelle ultime trasferte e sappiamo che saranno numerosi anche domenica al Penzo contro il Napoli".


LO SCRITTORE - de Giovanni: "La coppia Lukaku-Raspadori sta dando al Napoli maggiori soluzioni, complicato tenere fuori Neres"


A Radio Napoli Centrale, nel corso di "Un Calcio alla Radio – Terzo Tempo" è intervenuto lo scrittore Maurizio De Giovanni: “Il Napoli deve guardare al Venezia, senza rischiare di scivolare andando troppo avanti con lo sguardo. La squadra di Di Francesco ha preso punti pesanti in maniera inaspettata. E ricordo anche la gara d'andata, nella quale i lagunari per lunghi tratti hanno giocato meglio del Napoli. Chiunque si permetta di parlare di altro che non sia la prossima partita prenderebbe da Conte una metaforica ramanzina. Ma penso che i giocatori hanno capito benissimo che loro sono fortemente mentalizzati sulla prossima partita. Raspadori? È uno degli attaccanti che tira di più, e che finalmente è diventato imprescindibile in questa squadra. Abbiamo visto che gli esterni della squadra azzurra segnano poco, visto che Kvara è ancora il miglior marcatore in quel ruolo. Lukaku e Raspadori nel 3-5-2 insieme si creano spazi reciproci, e sta dando al Napoli maggiori soluzioni. Il dubbio sulla tenuta offensiva del Napoli ce l'ho, e mi dispiacerebbe vedere fuori Neres in pianta stabile. Questo mi sembra complicato, perché il Napoli ha bisogno di tutti e non può permettersi di lasciare giocatori di quel tipo fuori”.


IL COMMENTO - Maradona Jr: "Voglio giustizia per mio padre, i responsabili devono pagare"


Diego Maradona Jr., allenatore, è intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, nel corso di Radio Goal: "Ho fatto una promessa a mio padre, che verrà fatta giustizia. Una promessa che manterrò, ci è toccato vedere delle cose brutte, vedere mio padre in quella foto è stato traumatico. Gli dobbiamo dare giustizia. Non possiamo passare inosservata, dobbiamo farlo riposare in pace, dobbiamo far pagare alle persone che sono responsabili della sua morte le loro colpe. Noi figli non abbiamo abbandonato mio padre, mio ​​padre aveva dei problemi a mettersi in contatto con chi voleva. Io ed i miei fratelli abbiamo lottato tanto, dall'autopsia fatta sul corpo di mio padre non c'era traccia di alcol e di stupefacenti. Vogliamo la verità. Quando mio padre si è operato avevamo un gruppo dove parlavamo quotidianamente con i medici. Non ho mai abbandonato mio padre. Ho cercato mio padre per 29 anni e che facevo lo abbandonavo nel suo momento più difficile? Sono sicuro che lo hanno fatto morire, in questo momento non sono autorizzato a fare i nomi perchè c'è un processo in corso. Mio padre è stato vittima di un omicidio. Se si ha bisogno di una frase più chiara lo ribadisco: mio padre lo hanno ammazzato e chi lo ha fatto pagherà, lo dico con cognizione di causa perché ho visto le carte del processo".


Bloccato Marianucci! Romano annuncia: “Accordo Napoli-Empoli, pronto quinquennale”

Il Napoli ha bloccato Luca Marianucci dell’Empoli. Classe 2004, il difensore si sta mettendo in mostra in questa stagione ed è uno dei profili giovani più interessanti e promettenti del campionato. Il club azzurro, riferisce il giornalista ed esperto di mercato internazionale Fabrizio Romano, ha raggiunto un accordo verbale con l’Empoli per un trasferimento a titolo definitivo. Il difensore centrale italiano, classe 2004, ha accettato di firmare un contratto quinquennale con il Napoli, in attesa di procedere con i passi formali per concludere l’accordo.


A confermare la trattativa anche il giornalista ed esperto di mercato di Relevo Matteo Moretto: “Il Napoli blocca Luca Marianucci per giugno. Accordo verbale raggiunto con l’Empoli per un trasferimento a titolo definitivo. Le parti dovranno formalizzare il tutto nei prossimi mesi. Per il difensore centrale (2004) è pronto un contratto di cinque anni".


News calcistiche del 13-03-2025

 


Fiorentina avanti in Conference: 3-1 al Panathinaikos

La Fiorentina soffre nel secondo tempo ma batte in casa il Panathinaikos e conquista i quarti di finale di Conference League. Al Franchi finisce 3-1 per la squadra di Palladino che riscatta la sconfitta per 3-2 dell’andata. Nel primo tempo i viola dominano e segnano con Mandragora e Gudmundsson. Nella ripresa Kean segna il 3-0, ma gli ospiti hanno diverse occasioni e all’80 la riaprono col il rigore di IIoannidis (per fallo commesso da Fagioli). Ai quarti, la Fiorentina affronterà il Celje.


Hummels espulso e la Roma crolla a Bilbao: addio Europa


La Roma cade 3-1 al San Mamés contro l’Athletic Club di Bilbao e saluta l’Europa League agli ottavi di finale. I baschi ribaltano il 2-1 giallorosso dell’andata grazie alla doppietta di uno scatenato Nico Williams e al gol di Berchiche, ma soprattutto grazie alla folle espulsione dopo appena 11′ di Mats Hummels, che stende Sannadi lanciato in campo aperto dopo avergli regalato il pallone costringendo i suoi in inferiorità numerica praticamente per tutta la serata. Inutile il rigore trasformato da Paredes al 93′. I ragazzi di Valverde se la vedranno ora con una tra Rangers e Fenerbahce.


Claudio Ranieri non cerca scuse dopo l’eliminazione della Roma in Europa League: “Il rosso a Hummels? Era un’espulsione chiara e netta, è un grande campione ma può succedere – le sue parole a Sky –. La squadra comunque si è compattata e unita, ha lottato bene e ha preso gol proprio alla fine del primo tempo. Peccato, stavamo bene ed eravamo convinti di fare una bella partita. Gli episodi capitano, io ai ragazzi non posso rimproverare nulla”.


Il tecnico ha preferito non soffermarsi sulla brutta prova di Dovbyk: “Inutile dire che questo o quello poteva fare meglio, si fa bene e male tutti insieme. Io sono contento della prestazione, se ci sono cose che non quadrano ne parliamo tra noi. A cosa puntiamo ora? L’obiettivo è quello di fare sempre il massimo, siamo ancorati alle prime della classe, faremo il nostro meglio per portare la Roma il più in alto possibile”.


Poi una curiosità sul bigliettino passato a Valverde a fine partita: “A Valverde ho dato il mio biglietto da visita, lo conosco da tanto ma avevo perso i suoi contatti. Gli ho detto di chiamarmi perché ho delle cose da chiedergli, lui conosce molto bene i calciatori spagnoli… Allenatori? No, ne avete già tirati fuori tanti voi…”.


Infine lapidario sul mancato utilizzo di Manu Koné: “Sta bene, ho preferito altri giocatori per una partita del genere”.


Romagnoli salva la Lazio: 1-1 col Plzen per i quarti di Europa League!


La Lazio si qualifica ai quarti di finale di Europa League. Dopo la vittoria in Repubblica Ceca, all’Olimpico basta un pareggio in rimonta. Nel primo tempo biancocelesti in difficoltà e salvati da Provedel su Kalvach e dalla traversa sul tiro dell’ex Udinese Vydra. Nella ripresa gli ospiti passano in vantaggio con Sulc, ma la reazione della squadra di Baroni è veemente e viene premiata dal terzo gol consecutivo di Romagnoli. La Lazio affronterà il Bodo Glimt ai quarti

Missione compiuta per la Lazio. Nonostante le diverse difficoltà riscontrate nella gara di ritorno contro il Viktoria Plzen, il pareggio per 1-1 ha regalato l’accesso ai Quarti di Finale di Europa League ai biancocelesti, pronti per una nuova doppia sfida contro il Bodo Glimt. Ecco le parole del tecnico Marco Baroni dopo la sfida disputata all’Olimpico ai microfoni di Sky: “La squadra ha fatto comunque una partita di spessore. A questi livelli le difficoltà ci sono: loro aggrediscono e premono sui portatori di palla, ho visto tante loro partite. Per me la Lazio ha avuto voglia, avuto occasioni. Questa squadra ha questo destino: giocare di ritmo, di velocità. Complimenti a tutti, dai ragazzi al nostro pubblico: abbiamo anche recuperato Castellanos e Vecino ha dato un contributo importante”.


C’è meno brillantezza dopo le diverse gare disputate?

“Quando uno gioca partita a questo livello, è la testa che deve guidare il corpo. Se giochi ogni tre giorni, vuol dire che stai facendo una stagione positiva. Si lavora sul campo, si lavora fuori. Non mi piace sentir parlare di stanchezza, sono entrato negli spogliatoi e ho già chiesto ai ragazzi di pensare alla gara di Bologna e di recuperare le energie”.


Il vantaggio della gara di andata ha distratto i giocatori in questa gara?

“Ho lavorato in questi giorni sulla testa perché non dovevamo pensare al risultato. La nostra squadra necessita di ritmo per far valere la propria forza, è chiaro che loro ci hanno aggredito e hanno vinto spesso i contrasti sulle seconde palle. Devo però ripetere i complimenti ai ragazzi: ho scelto Patric, ad esempio, dal primo minuto nonostante non giocasse titolare da tempo”.


Qualche difficoltà nel recupero dei giocatori?

“Il valore dei giocatori è fondamentale: se siamo tutti a disposizione, ho la possibilità di ruotare e tenere il ritmo alto. Se mancano le rotazione, può esistere qualche difficoltà. Nell’ultima gara, ho portato Rovella in panchina nonostante non potesse scendere in campo perché lo volevo vicino al gruppo. La squadra si è ringiovanita, ci sono giocatori importanti sia quando giocano, sia quando non giocano”.




Milan, senti Galeone: “Allegri credevo tornasse già in estate…”


Il Milan cerca un allenatore da cui ripartire. Il tandem portoghese Fonseca-Conceicao non ha portato i risultati sperati, ed è per questa ragione che oggi la società sembrerebbe orientata a scegliere per giugno un nuovo tecnico. Un allenatore di sicuro affidamento, che conosca la Serie A e possa valorizzare la rosa del Milan che probabilmente quest’anno non era già da scudetto, ma sicuramente nemmeno da nono posto con 44 punti dopo 28 giornate. Per queste ragioni, il nome che sta circolando negli ultimi giorni è quello di Max Allegri. “Non mi sorprende”, inizia a raccontare Giovanni Galeone, maestro di Max ma ancora di più suo caro amico e confidente. “Anzi non so perché non ci abbiamo pensato prima. Credevo tornasse già in estate, quando poi la società ha scelto altre soluzioni, prima Fonseca e poi Concieicao”. Poi l’ex mister, tra le altre, di Udinese e Pescara si spende per il suo amico-allievo: “Sarebbe perfetto per iniziare un nuovo ciclo: conosce l’ambiente e ha esperienza”.

Poi Galeone, nel corso della sua intervista alla Gazzetta dello Sport, si sofferma sulla rosa dei rossoneri, sottolineando come con Allegri non servirebbe un mercato faraonico per mettere nelle mani del mister una squadra adatta alle sue necessità: “Già a inizio campionato mi diceva che il Milan era un grande gruppo, una squadra dove poter lavorare bene. Tecnicamente è una formazione di livello alto. Ha super giocatori: non è mica facile trovare un centrocampo con Reijnders e Fofana. In pochi li hanno”. Poi la fiducia del maestro nelle capacità dell’allievo prediletto: “Sono sicuro che in due d’anni al massimo riuscirebbe a vincere lo scudetto. Basterebbero al limite un paio di innesti, senza doversi svenare”.



mercoledì 12 marzo 2025

Champions, missione compiuta: l’Inter supera il Feyenoord. Ai quarti c’è il Bayern


 Champions, missione compiuta: l’Inter supera il Feyenoord. Ai quarti c’è il Bayern


Dopo il 2-0 maturato a Rotterdam all’andata, l’Inter batte con il risultato di 2-1 il Feyenoord anche a San Siro, conquistando l’accesso ai quarti di finale della Champions League. I nerazzurri troveranno – andata 8/9 aprile in Germania, ritorno 15/16 al Meazza – il Bayern Monaco che a sua volta ha superato il Bayer Leverkusen.


“Ci tenevamo tanto a far bene. I ragazzi sono stati bravissimi, continuo a riempirli di elogi perché se lo meritano, per quello che stanno facendo sento pochi elogi ma ci basta quello che fanno i tifosi durante le partite”. Esordisce così Simone Inzaghi ai microfoni, dopo il 2-1 con il Feyenoord che timbra la qualificazione ai quarti di Champions. L’allenatore nerazzurro guarda alla prossima sfida europea: “Col Bayern sarà una partita complicata, l’abbiamo già incontrato, io sia con l’Inter sia con la Lazio, è solida e molto ben allenata ma ce la giocheremo, ce la siamo sempre giocata con i grandi club. Mi spiace per l’ammonizione di Asllani”.


martedì 11 marzo 2025

Calcio-News 11-03-2025

 


Morte Maradona: Chiediamo chiarezza


A quattro anni dalla scomparsa, si riapre il processo per accertare e, nel caso, attribuire le responsabilità sulla morte di Diego Armando Maradona. Otto sanitari, tra cui il medico personale Leopoldo Luque e la psichiatra Agustina Cosachov, sono accusati di omicidio con dolo e falsità ideologica. Rischiano condanne da 8 a 25 anni di carcere.

Secondo l’accusa, la negligenza dei medici avrebbe causato la morte del Pibe de Oro il 25 novembre 2020. L’autopsia e una perizia confermerebbero l’inadeguatezza delle cure ricevute. Inoltre, alcuni messaggi tra gli stessi sanitari mostrerebbero la consapevolezza della gravità della situazione di salute di Diego senza adeguati interventi. Maradona, ricoverato il 2 novembre 2020 e operato per un ematoma subdurale, fu dimesso l’11 novembre e trasferito in una casa a Tigre, dove avrebbe dovuto ricevere assistenza medica. Morì per insufficienza respiratoria e arresto cardiaco, aggravati da patologie pregresse.



NERES, ANGUISSA E MAZZOCCHI VERSO IL RECUPERO

Il Napoli si prepara al rush finale della stagione ed è pronto a riabbracciare alcune pedine chiave per l'assalto allo scudetto. Neres, Anguissa e Mazzocchi sono infatti tutti e tre sulla via del recupero e i prossimi allenamenti saranno decisivi per capire chi potrà tornare a disposizione di Antonio Conte già per il lunch match di domenica prossima a Venezia e chi invece dovrà attendere dopo la sosta, quando al "Maradona" arriverà il Milan.


Il camerunese ha saltato i match contro Inter e Fiorentina a causa di un problema al polpaccio e, nonostante i dubbi sul suo futuro, resta una pedina irrinunciabile per il tecnico leccese. Sia per l'energia e la fisicità che è in grado di garantire al centrocampo, sia per l'apporto in zona gol (5 reti e 3 assist in stagione). Il brasiliano è invece fermo da inizio febbraio per un infortunio muscolare alla coscia, un ko pesante perché ha privato Conte dell'unico esterno sinistro offensivo rimasto in rosa dopo l'addio di Kvaratskhelia, costringendolo al passaggio al 3-5-2. Il suo recupero permetterà di tornare al 4-3-3, anche se non sarà semplice lasciare nuovamente in panchina il Raspadori delle ultime uscite. L'ex Salernitana, infine, potrà dare una mano nelle rotazioni e far tirare il fiato a Spinazzola, sebbene con un eventuale ritorno alla difesa a 4 il suo spazio potrebbe essere limitato.



Si tratta in ogni caso di recuperi fondamentali per superare la fase emergenziale e assicurarsi un finale di stagione al massimo della condizione, tenere a bada l'Atalanta e magari approfittare delle fatiche dell'Inter che, con tutta probabilità, avrà almeno altre tre partite di Champions League e due di Coppa Italia da disputare.





 Carnevale: “Napoli squadra di spessore, insieme all’Inter può lottare fino alla fine per lo Scudetto, Gilmour ha grande personalità, punterei ancora su Meret”


NAPOLI – ANDREA CARNEVALE, ex attaccante del Napoli, attuale dirigente dell'Udinese, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: “Il Napoli può vincere lo Scudetto? Ho visto una grandissima partita sabato, il Napoli meritava qualcosa in più nel finale. Ho visto un Napoli di spessore, insieme all’Inter può lottare fino alla fine per lo Scudetto, con gli azzurri che potrebbero avere un vantaggio, visto che l’Inter fa la Champions. Il Napoli non ha le coppe e deve puntare su questa occasione. Il Napoli i calciatori li ha, l’analisi fatta da Conte sabato la trovo giustissima, il Napoli in questo momento ha qualche defezione importante, come quella di Neres. Lui spacca le difese avversarie e con questo rientro, il Napoli può volare. Gilmour? Gilmour ha personalità, anche se piccolo si fa sentire. Si nota il talento e la personalità, non mi meraviglia che stia facendo bene. Meret? E’ stato sempre messo in discussione, lo conosco bene fin da quando era ragazzino. Non è stato facile mettere la maglia del Napoli. Qualche uscita negativa l’ha fatta, ma non è l’unico. Sarebbe un peccato se andasse via, io punterei ancora su di lui. Credo che possa ancora maturare, sta facendo delle cose straordinarie. Lucca? Ha dimostrato di avere una grande personalità su quel rigore, ma se l’avesse sbagliato? Il gesto non va fatto, ma fortunatamente l’episodio si è risolto dopo la partita. Lo stadio intitolato a Maradona con la scenografia con Anema e core? Lo stadio intitolato a Maradona è la cosa più bella che potesse fare Napoli. Credo che Diego sia ancora vivo, ogni volta che mi incontrano dicono "questo signore qui ha giocato con Maradona", vive ancora in noi. Lo ringrazio per quello che ha fatto per me, è stato il più grande di tutti i tempi. Ha trascinato una città allora un po' in crisi, lui voleva solo soddisfare e gioire con i napoletani”.



IL PENSIERO - Iezzo: "Gol dalla distanza? Meret non ha colpe, ha compiuto diverse prodezze"


“Il Napoli è primo per gol presi dalla distanza? Significa che il tiro è imprendibile a meno che non si tratti di errori macroscopici da parte del portiere... Ma non è il caso di Meret, di cui non bisogna dimenticare le prodezze su altri tiri. A quei livelli là, per fare gol da lontano, vuol dire - ha detto Gennaro Iezzo, ex portiere azzurro e allenatore della Primavera del Benevento, a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live – che hai calciato il pallone in un punto in cui è difficile arrivare, anche perché i palloni di adesso sono piuttosto leggeri. Il Napoli dovrebbe uscire prima sul tiratore? E' una componente importante della fase difensiva di una squadra, perché si gioca per evitare di dare agli avversari la possibilità di ragionare in tempi brevi. Vale soprattutto quando si arriva sulla trequarti di campo e a media distanza dalla porta. Se dai all'avversario l'occasione di calciare da lontano, oggi come oggi, ti fa male. Il Napoli si sacrifica molto in fase di non possesso, Conte ha la migliore difesa non a caso. La fase difensiva e di non possesso del Napoli funziona molto bene, E questo non riguarda solo il reparto difensivo ma l'intera squadra a partire da Lukaku che rincorre i primi avversari che costruiscono l’azione. Conte ha trasmesso ai suoi la filosofia del cercare di fare la partita tutti insieme. Di questo è un maestro. La sfida tra Atalanta e Inter ci farà capire qualcosa in più di questo finale di campionato. Anche se sono convinto che il tricolore verrà deciso al fotofinish. L'Inter ha giocatori importanti in grado di risolvere da soli la partita, l’Atalanta invece deve giocare sempre con intensità. E non sa vincere le partite sporche. In ogni caso ci sarà da lottare fino alla fine”.


IL RETROSCENA - Reja: "ADL mi ha chiamato quando le cose andavano male l'anno scorso"


"L’Atalanta fa paura, per quanto abbia un calendario difficilissimo. Ho visto Retegui e Lookman in grande condizione e, se la squadra sta bene fisicamente, nonostante il calendario ostico non ce n'è per nessuno. Se vince contro l'Inter - ha detto Edy Reja, l’ex indimenticato allenatore del Napoli (ma anche di Lazio e Atalanta), a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live –  diventa una seria candidata allo scudetto. Il Napoli non dovrà perdere un colpo da qui fino alla fine. Fra un paio di partite sarà più chiaro il quadro del campionato. È vero che i 30 punti in palio sono tanti ma è anche vero che lo scontro diretto di domenica a Bergamo può dirci qualcosa soprattutto sulle condizioni della squadra di Inzaghi, che ha più partite in calendario e tante energie fisiche e nervose che dovranno essere spese. Le squadre Gasperini, inoltre, nella parte finale del campionato hanno sempre un alto rendimento ed è una macchina da gol. Il Napoli arriva a questo rush finale dopo un periodo difficile in cui ha guadagnato solo 4 punti in 5 partite ma ora ha ripreso a vincere e sembra in ripresa. Il silenzio di De Laurentiis è giustificato con il fatto che le cose stanno andando bene. Mi è piaciuto piuttosto il suo post sui social dopo la sconfitta del Napoli con il Como, messaggio importante per dare fiducia alla squadra che aveva perso il primato in classifica. Se parliamo spesso? Non lo sento da un po’, a dire il vero. Parlavamo una volta a settimana, quando allenavo io il Napoli. Nel momento in cui le cose vanno bene, è un presidente tranquillo. Se De Laurentiis mi ha chiamato, un anno fa, per avere un aiuto quando le cose andavano male nella scorsa stagione? Sì, ci siamo sentiti... Qualche volta ci si confronta e si fa qualche valutazione, sulla vita ed anche sul calcio. Raspadori nel suo ruolo rende molto perché è una punta, un trequartista, non un esterno. Conte ha in mano la situazione e conosce benissimo le caratteristiche di tutti. Per ogni situazione, ha la padronanza totale della squadra. Anche negli infortuni, trova soluzioni. Infatti quello che colpisce di questo Napoli è che ha tante nuove possibilità e tante alternative tattiche diverse. Forse quando torneranno a disposizione tutti i giocatori rivedremo la difesa a quattro ma questa squadra ha dimostrato di aver sperimentato con successo tante soluzioni E Conte saprà quale scegliere a seconda del contesto, dei giocatori e delle loro condizioni. Ha fatto risultati anche in emergenza e questo mi fa capire che il Napoli, da qui a fine campionato, non mollerà di un centimetro e mi auguro possa raggiungere l’obiettivo. Facciamo tutti gli scongiuri, ma con una certezza: lotterà fino all'ultimo”.



LOTTA SCUDETTO - Bianchi: "Napoli e Atalanta senza coppe hanno più possibilità dell'Inter"


Ottavio Bianchi, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli: "Il Napoli, toccate ferro, ha più possibilità dell'Inter di vincere lo scudetto perchè non ha le coppe e può lavorare settimanalmente e portare i giocatori alla domenica al massimo della condizione. Anche l'Atalanta ha più vantaggi rispetto all'Inter per lo stesso motivo del Napoli. Dal di fuori facciamo presto a parlare, ma i problemi ci sono in ogni spogliatoio. Conte è un allenatore di prima fascia, allena la squadra sulla base di qualsiasi modulo di gioco in funzione di un calo di rendimento o degli infortuni. Parliamo di persone che hanno grande esperienza e grandi capacità. Io facevo gli scherzi ai giornalisti? Certo che sì, all'epoca di Napoli li facevo sempre. Il rapporto che avevo coi giornalisti ora è improponibile, ma c'era un rapporto umano. Io accettavo le critiche, soprattutto se arrivavano da persone oneste intellettualmente. Napoli? Ora ha la consapevolezza di essere tra le prime in Italia, l'amore dei napoletani per il Napoli ci sarà sempre, ma la pressione di oggi è meno oppressiva rispetto ai miei anni. Prima vincere era affascinante dal profilo professionale, ma preoccupante dal profilo umano. Conte e lo scudetto? Io avevo la fortuna di avere la una squadra con tanti ragazzi del sud, oggi è improponibile. Questi ragazzi non andavano spronati, erano così innamorati della propria maglia che era assurdo".



IL PARERE - Nicolini: "Neres è un professionista, si fa trovare pronto in qualsiasi caso"


In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport, è intervenuto Carlo Nicolini, ex DS dello Shakhtar Donetsk: “Spero che Conte possa spuntarla per la corsa Scudetto. È quello che sta facendo il percorso migliore tra Inzaghi e Gasperini, perché è lì senza una rosa di altissimo livello e pur avendo affrontato tante difficoltà. Spero che la mancata sostituzione di Kvaratskhelia a gennaio non incida troppo sul rush finale. L’Inter ha qualcosa in meno rispetto allo scorso anno, mentre l’Atalanta ha gettato via l’occasione della vita con i pareggi contro Cagliari e Venezia. Ora il Napoli ritrova dei titolari, sarà difficile tirare fuori gente come Raspadori o Gilmour. È comunque una cosa positiva, perché significa che Conte ha giocatori sempre pronti e sempre preziosi, vanno fatti i complimenti a tutti. La classifica aiuta e fa morale, ma le risposte avute da Raspadori sono da giocatore di altissimo livello. Così come quelle avuto dal resto della panchina. Se è vero che con Conte è difficile trovare spazio, è anche vero che è difficile poi uscirne quando si entra e convince. Neres torna arma a gara in corso? Può essere un’ipotesi. David è un professionista, lo conosco bene: è uno che si fa trovare pronto in qualsiasi caso. Quando è venuto fuori positivamente in fase difensiva, ha addirittura scalzato Kvaratskhelia. Per me può giocare anche convivendo con Raspadori e Lukaku, declinando questo 3-5-2 in maniera ancora più offensiva. Se hai uno che salta sempre l’uomo, in attacco possono diventare devastanti. A turno poi devono sacrificarsi anche per dare equilibrio alla squadra. Mercato? A gennaio si poteva intuire la cessione di Kvara, il Napoli ha rischiato tanto nel non sostituirlo. Fare mercato in inverno è difficile, soprattutto quando sei costretto a comprare. Per l’anno prossimo ha bisogno di almeno 3-4 giocatori di alto profilo, tra cui l’erede di Kvara”.


Lazio-Udinese 1-1

 L’Udinese nega il sorpasso Champions alla Lazio: 1-1 all’Olimpico



Pari amaro per la Lazio nella serrata lotta per un posto in Champions. Nel posticipo che chiude la 28.ma giornata di Serie A la squadra di Baroni non va oltre l’1-1 con l’Udinese, spreca una grande occasione per scavalcare la Juve al quarto posto e resta quinta a quota 51 punti. All’Olimpico nel primo tempo ritmi alti e tanta aggressività: Thauvin (22′) sblocca il match alla fine di un’azione confusa e Romagnoli (32′) pareggia i conti sugli sviluppi di un corner. Nella ripresa poi la Lazio alza il baricentro e spinge, ma i friulani reggono l’urto, rispondono colpo su colpo e il risultato non cambia più.


Dopo il pari con l’Udinese, Marco Baroni non pensa al mancato sorpasso alla Juve, bada al sodo e guarda avanti. “Alla fine ho visto la delusione negli occhi della squadra e mi fa piacere, ma credo che questo sia un punto di valore – ha spiegato il tecnico della Lazio -. Non abbiamo dato il nostro ritmo alla gara, ma la squadra ha tenuto fisicamente e mentalmente“. “Siamo stati sempre in partita e siamo mancati solo nella rifinitura e nell’ultimo passaggio – ha aggiunto -. I ragazzi han dato tutto, queste partite si affrontano così”.


Amarcord: Gaetano Scirea

  Amarcord: Gaetano Scirea Il sole del tardo pomeriggio tagliava a fette lo stadio Comunale di Torino, disegnando lunghe ombre di polvere e ...