martedì 16 settembre 2025

Calcio-News del 16 Settembre 2025

 


Serie A, Como-Genoa 1-1


Primo Tempo: Como-Genoa, una partita dai mille volti. Il Genoa parte subito forte, imponendo la propria fisicità con ben sei falli nei primi cinque minuti, tutti sanzionati soltanto verbalmente dall’arbitro. A decidere, almeno per il momento, è però un capolavoro di Nico Paz: controllo, rotazione di 360 gradi al limite dell’area e tiro diretto all’incrocio dei pali. Una rete spettacolare che manda le squadre negli spogliatoi con il Como in vantaggio.


Secondo Tempo: Un secondo tempo da favola per entrambe le squadre, ma alla fine è il Genoa a essere premiato in parte. Dopo l’espulsione di Ramon, i rossoblù si lanciano all’assalto del pareggio e lo trovano con un’azione rocambolesca. Gara intensa sia sul piano tecnico che fisico, che alla fine consegna un risultato probabilmente giusto per entrambe le formazioni. Saluto finale tra i due allenatori, entrambi ammoniti durante la partita.



Verona-Cremonese 0-0: super Audero, esordio di Vardy


La Cremonese non riesce a fare tre su tre in Serie A, ma ottiene comunque uno 0-0 al Bentegodi contro il Verona, salendo a 7 punti dietro la coppia di testa Napoli-Juventus. L’Hellas ci prova più volte con Orban, Giovane e Sarr ma gli attaccanti gialloblù vengono fermati dalle parate di Audero. Gagliardini esce al 29′ per un problema alla spalla, nella ripresa tra i grigiorossi debutta Vardy, ma il risultato iniziale non cambia.



Lautaro salta la rifinitura aspettando Ajax-Inter di Champions


Cristian Chivu dovrà fare a meno di Matteo Darmian per il debutto in Champions League dell’Inter sul campo dell’Ajax, in programma domani alla Johan Cruijff Arena: il laterale italiano resterà a Milano a causa di una lombalgia. Partirà per Amsterdam, invece, Lautaro Martinez, assente dalla seduta di rifinitura della squadra per un problema alla schiena: l’attaccante argentino si allena in palestra.


Sala annuncia la svolta su San Siro: “C’è l’accordo con Inter e Milan”


“Se tutto va bene domani dovremmo andare in giunta” con la delibera della vendita di San Siro “perché di fatto con i club siamo arrivati a un accordo”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in diretta a Rtl 102.5. “Lo stadio – ha aggiunto – deve essere pronto per il 2031, perché la Uefa ci sta dicendo che non considereranno Milano per gli Europei di calcio del 2032 se rimarrà San Siro”.


I termini della vendita non sono ancora noti ma, dopo tanto aspettare, questo è in fondo poco più che un dettaglio. Se non vi saranno nuovi intoppi in giunta, Milan e Inter potranno finalmente cominciare a immaginarsi uno stadio tutto loro, di proprietà, da rimodernizzare e da portare al livello dei migliori stadi d’Europa. La svolta è grande perché l’iter è stato lunghissimo e per certi versi estenuante. Così, dopo aver sondato altre possibilità ed essere passati dalle ipotesi Rozzano (per l’Inter) e San Donato (per il Milan), la casa di nerazzurri e rossoneri potrà tornare a essere, a lungo, nel centro della città.


Ora non resta che aspettare fiduciosi domani e incrociare le dita perché tutto vada per il verso giusto. L’accordo, lungamente rincorso, è arrivato. Adesso si lavori per dare a Milano lo stadio che merita



Vieira promuove il Genoa: “Gruppo di valore, pari meritato a Como”


E’ soddisfatto del pareggio arrivato al 92′ contro il Como, Patrick Vieira che analizza il match del Sinigaglia: “Per noi è fondamentale avere l’atteggiamento giusto, come i tifosi vogliono ma il gruppo credo abbia dei valori. I primi 20-25 minuti sono stati complicati ma abbiamo continuato a mettere pressione, abbiamo giocato con organizzazione e penso che questo punto sia meritato – dice – Il mio obiettivo è portare in alto questa società, è un piacere lavorare con questi giocatori e oggi questo punto è meritato. Adesso pensiamo solo a fare 40 punti il più velocemente possibile”.


Como, i rimpianti di Fabregas: “Meritavamo di vincere…”


Soddisfatto a metà Cesc Fabregas dopo il pareggio con il Genoa: “Credo che meritassimo di vincere per i 60’ giocati e penso che questa squadra diventerà molto forte – dice – Se ci si aspetta un Como che per 90’ fa tutto bene non siamo noi, stiamo crescendo e migliorando, più giocheremo insieme e meglio faremo, dobbiamo gestire meglio alcuni momenti della gara. La gioventù fa fare scelte non giuste ma noi siamo qui per aiutare questi ragazzi e molti sono alla prima stagione da professionisti, quindi devo essere molto paziente. Lo scorso anno siamo venuti fuori col tempo”


Dramma nello sci azzurro: muore Matteo Franzoso, 25 anni, dopo una caduta


Non ce l’ha fatta Matteo Franzoso. Lo sciatore italiano portacolori delle Fiamme Gialle era in coma dal 13 settembre, a seguito di una caduta in allenamento a La Parva, in Cile: il 25enne genovese, cresciuto sciisticamente al Sestriere, aveva riportato un grave trauma cranico. Franzoso aveva perso il controllo degli sci dopo l’atterraggio a seguito di un salto ad alta velocità e sarebbe finito contro una staccionata in legno. L’atleta azzurro, elitrasportato in una clinica di Santiago, era stato subito trattato dai medici con un coma farmacologico ma la situazione si è aggravata fino alla morte cerebrale constatata il 15 settembre e confermata dal comunicato ufficiale della Fisi. I genitori erano subito volati in Cile per stare vicini al figlio.

Per il Sestriere un’altra tragedia a meno di un anno di distanza dalla morte di Matilde Lorenzi, scomparsa a seguito di un trauma subito in allenamento in Alto Adige. Anche la 20enne torinese, morta il 28 ottobre 2024, è cresciuto sulle piste da sci della nota località piemontese.



Gagliardini, esordio sfortunato col Verona: solo mezz’ora in campo

Al 30′ cambio nel Verona al Bentegodi: sfortuna per Gagliardini che in un contrasto di gioco con Sanabria ha la peggio per un movimento innaturale della spalla. Al suo posto Zanetti inserisce Akpa-Akpro. Fino a qui Gagliardini aveva decisamente ben figurato in mezzo al campo, subito punto di riferimento per i nuovi compagni.



 Napoli: piacere, Hojlund!

Piacere, Hojlund! Senza tanti fronzoli, senza sapere né leggere né scrivere, il giovane attaccante danese ha impiegato soltanto 14 minuti per presentarsi ai tifosi napoletani. E lo ha fatto nel modo migliore, lasciando a segno un gol che ha ricordato molto da vicino il Lukaku dei tempi migliori, quando l'attaccante belga aveva una decina di anni di meno. In quella circostanza Hojlund per la verità mi ha ricordato anche l'Higuain cannoniere assoluto e spietato del campionato. La preparazione, con l'aggiramento di Pongracic effettuato con una tempistica perfetta per sollecitare il passaggio filtrante a Spinazzola, e poi l'esecuzione finale con il destro, il suo piede…di riserva, hanno mostrato le qualità di questo ragazzo che è destinato a fare la fortuna del Napoli ea lasciare il segno nella storia della squadra partenopea. A questo punto mi corre l'obbligo indifferibile di ringraziare con il cuore in mano la dirigenza del Manchester United, società della famiglia Glazer e di Sir Jim Ratcliffe, proprietario dell'azienda chimica Ineos. Quest'ultimo, in particolare, pur detenendo una quota di minoranza significativa, ha il pieno controllo delle operazioni sportive del club. Nel corso delle ultime due campagne acquisti ha ceduto al Napoli prima McTominay e poi Hojlund. E scusate se è poco! Certo il Napoli ha sborsato un consistente gruzzolo per acquisire le prestazioni sportive di entrambi, ma se gli inglesi invece di metterli sul mercato li hanno utilizzati come fa il Napoli, probabilmente la situazione dei Red Devils oggi non sarebbe stata la stessa. Tornando a Hojlund mi ha molto colpito il fatto che Conte lo ha schierato subito alla guida dell'attacco. Mi sarei aspettato che l'allenatore decidesse di partire con Lucca e di far entrare poi il danese per una frazione di gara nella parte finale del match. Ma evidentemente Conte nel brevissimo periodo di tempo in cui lo ha visto allenarsi dopo il ritorno dagli impegni con la sua Nazionale ha capito che Hojlund era già abbastanza in forma e adeguatamente concentrato per poter cominciare a dare subito il suo contributo alla causa comune, a partire dall'impegno al Franchi. Giovedi sera, questo è certo, sarà ancora lui a guidare l'attacco nella sfida al Manchester City. Perché il Napoli diventi una perfetta macchina da guerra occorre ora soltanto affinare i meccanismi difensivi che a Firenze hanno mostrato qualche problema negli ultimi 10 minuti di gioco. Non si tratta, però, di fenomeni strutturali, bensì soltanto di questioni organizzative alle quali Conte saprà un'adeguata soluzione in tempi brevissimi. E a quel punto sono proprio curioso di vedere chi, in Italia e in Europa, sarà capace di mettere in difficoltà gli azzurri.


Mario Zaccaria


Rivista Napoli


Riproduzione del testo consentito previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com


DALL'INGHILTERRA - Napoli, al Liverpool piace Beukema, Slot lo vorrebbe già a gennaio


Secondo quanto riportato da Team Talk, quotidiano inglese, vi sarebbe un interessamento del Liverpool per Sam Beukema, difensore centrale del Napoli arrivato nel mercato estivo. Arne Slot, tecnico dei Reds, ha una grande esperienza nel campionato olandese e conosce benissimo Beukema, lo ha difatti inserito nella lista dei possibili acquisti di gennaio. Nel caso nella finestra estiva non fosse possibile, il club inglese tornerà sul difensore del Napoli in estate, in cerca di un sostituto di Ibrahima Konate in scadenza.



L'EX - Bruscolotti: "Anguissa è un punto di riferimento assoluto, il City resta fortissimo ma il Napoli non parte sconfitto, può giocarsela"


A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Peppe Bruscolotti, ex capitano del Napoli. Di seguito, un estratto dell’intervista.


Capitano, eravamo un po’ preoccupati per lo stop di Amir Rrahmani: possiamo dire che Sam Beukema, chiamato a sostituirlo, sia stato all’altezza della situazione?


“Beukema è stato all’altezza ma il Napoli ha una rosa ampia e questo è un vantaggio. Con tanti impegni che si susseguono, è giusto avere alternative. Quelle del Napoli sono tutte di valore. È importante dare spazio a tutti, perché così i calciatori hanno anche l’opportunità di mettersi in mostra e far vedere il loro valore”.


Dalle sue parole traspare la consapevolezza che il Napoli sia una squadra forte, soprattutto perché ha una rosa lunga. È così?


“Giusto. E lo abbiamo visto in campo. Contro la Fiorentina, ad esempio, il Napoli ha fatto una partita straordinaria, una grande prestazione da parte di tutti. C’è poi un giocatore che sta crescendo in modo impressionante da quando c’è Conte: Zambo Anguissa. Oggi è diventato un punto di riferimento assoluto. Nel complesso la squadra ha dimostrato di essere forte. Sono gli avversari che devono preoccuparsi".


 In cosa è cresciuto Anguissa?


“È un ragazzo che ha serietà, leadership, non fa mai trapelare nulla fuori dal campo. È un professionista vero, e oggi sta raccogliendo grandissimi frutti con la maglia del Napoli. A centrocampo è diventato una sicurezza assoluta, bravo a gestire palloni complicati. Sabato ha annichilito i centrocampisti della Fiorentina”.


Quando Meret recupererà dall’affaticamento muscolare, lei continuerebbe a schierare Milinkovic-Savic o farebbe rientrare l’italiano?


“Il serbo è bravo tra i pali e ha piedi buoni, talmente buoni che può persino far ripartire subito l’azione, ma io non sono l’allenatore. Abbiamo Conte, che valuterà di volta in volta. Se continuerà a far giocare il serbo significa che avrà visto meglio lui. Noi possiamo avere opinioni personali, ma lui giudica sulla base del lavoro settimanale e delle condizioni di ciascun giocatore. Quindi bisogna stare tranquilli: la squadra è forte e l’ambiente è sereno. Per quello che è il mio parere personale, tutto dipende dalle condizioni. Noi dall’esterno possiamo avere un’idea, ma l’allenatore conosce ogni dettaglio: la forma fisica, gli allenamenti, lo stato mentale. È questo che fa la differenza nella scelta finale".


Quando tornerà a disposizione Lukaku, resterà comunque Hojlund il titolare?


“Quando rientrerà Lukaku, bisognerà vedere chi starà meglio in quel momento. Credo comunque che ci sarà spazio per tutti, perché ci sono tante competizioni e si gioca ogni tre giorni. È normale che i titolari debbano esserci quasi sempre, ma è altrettanto normale che qualcuno debba rifiatare. La rosa è ampia e la rotazione sarà inevitabile".


Ha accennato ai tanti impegni: giovedì, contro il Manchester City, che partita si aspetta?


"Sono due squadre che giocano a calcio, quindi sarà sicuramente una bella partita. Il Napoli arriva a questo appuntamento con grande fiducia, perché nei precedenti scontri diretti tra Conte e Guardiola, Antonio si è sempre fatto valere. Il City resta fortissimo, ma anche il Napoli ha la sua forza, con giocatori che possono cambiare la partita in ogni momento. Non parte sconfitto, può giocarsela. Poi, certo, i risultati li vedremo sul campo: prima della partita sono tutte chiacchiere". 



L'ANALISI - La Marca: "Napoli, ottima la prova della nuova coppia Bekeuma-Buongiorno, hanno neutralizzato Kean con solidità"


A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto l’avvocato Domenico La Marca. Di seguito, un estratto dell’intervista.


Come giudica la vittoria del Napoli con la Fiorentina?


“È stata probabilmente una delle prove più convincenti del Napoli di Antonio Conte. Fin dai primi minuti la squadra ha imposto un’intensità e una pressione altissima che hanno sorpreso la Fiorentina, costretta spesso a rifugiarsi nei rilanci di De Gea per uscire dalla propria metà campo. Colpisce soprattutto il dinamismo degli azzurri: emblematica la posizione di Lobotka, che in fase di pressing si spingeva fino all’area di rigore viola per andare a prendere Fagioli. La mentalità offensiva del Napoli era chiara già dalla scelta di puntare su Spinazzola, che ha costretto Dodo – solitamente molto pericoloso in fase offensiva – a limitarsi quasi sempre alla copertura difensiva. A centrocampo la differenza l’hanno fatta McTominay e Anguissa, che hanno garantito fisicità e cambi di ritmo, mentre Lobotka e De Bruyne hanno diretto il gioco con intelligenza, senza mai concedere punti di riferimento agli avversari. Ottima anche la prova della nuova coppia difensiva Bekeuma-Buongiorno, alla loro prima insieme: di fronte avevano un attaccante temibile come Kean, ma lo hanno neutralizzato con grande solidità, offrendo una prestazione praticamente impeccabile”.


Si aspettava sin da subito un impatto così decisivo da parte di Højlund?


“È stata una scelta un po' a sorpresa: Rasmus Højlund, al suo esordio con il Napoli dopo appena un paio di allenamenti con la squadra, è partito titolare contro la Fiorentina. Una scommessa di Antonio Conte che ha subito ripagato. Il centravanti danese ha dato l’impressione di essere perfettamente integrato negli schemi azzurri, come se giocasse da tempo con i nuovi compagni. Impressionante la sua capacità di difendere palla spalle alla porta per far salire la squadra, ma anche la rapidità nell’attaccare la profondità. Il gol realizzato è stata la sintesi ideale del suo repertorio. La retroguardia viola ha vissuto una serata complicata: la fisicità di Højlund l’ha messa costantemente in difficoltà, ma il danese ha saputo anche rifinire. In una delle azioni più spettacolari del match, circondato da tre avversari, è riuscito a servire un assist perfetto per De Bruyne, fermato soltanto da un intervento monumentale di De Gea. Il futuro sembra dalla sua parte: con il tempo, aumentando l’intesa con i compagni e sotto la guida di Conte, Højlund può diventare il nuovo punto di riferimento dell’attacco partenopeo”.


Cosa ci si può attendere dalla sfida tra Manchester City e Napoli?


“Dopo la convincente vittoria contro la Fiorentina, il Napoli si prepara a una sfida che può valere molto più dei tre punti: la trasferta sul campo del Manchester City. Non è soltanto una questione di risultato, ma di prestazione, mentalità e consapevolezza. Gli uomini di Guardiola restano una delle squadre più forti d’Europa, anche se attraversano un momento particolare. Nel derby vinto per 3-0 contro lo United, i citizens hanno dovuto ringraziare uno strepitoso Donnarumma, capace di negare più volte il gol ai Red Devils. Per gli azzurri sarà fondamentale l’approccio: Conte chiederà alla squadra la stessa intensità e aggressività viste a Firenze. Occhi puntati ancora su Højlund, che potrebbe sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa inglese, mentre l’altro protagonista atteso sarà Kevin De Bruyne, pronto a tornare da ex contro la squadra che lo ha consacrato. Ritmo e compattezza saranno le chiavi per reggere l’urto contro un avversario che, soprattutto in casa, resta temibile”.


Come va valutato il successo della Juventus sull’Inter?


“La vittoria contro l’Inter conferma la crescita di una Juventus che, sotto la guida di Igor Tudor, sta trovando identità ed equilibrio. Non si è trattato soltanto di un successo di prestigio, ma della dimostrazione che i bianconeri possono competere stabilmente per lo scudetto. La Juve ha avuto il merito di restare sempre dentro la partita, soffrendo con compattezza nei momenti di pressione interista e trovando la forza, nei minuti finali, di ribaltare l’incontro grazie anche all’intuizione di Tudor di schierare un giovane di talento come Adžic, che ha ripagato la fiducia del mister con una giocata coraggiosa valsa i tre punti. Tra i protagonisti spicca ancora una volta Yildiz, ormai leader tecnico della squadra. Sempre più centrale nel sistema di gioco, il turco si abbassa tra le linee per ricevere, detta i tempi della manovra e crea costantemente superiorità numerica. Il suo salto di maturità è evidente: non è più solo un talento da valorizzare, ma il vero faro dell’attacco bianconero. Questa Juventus, capace di soffrire ma anche di colpire con freddezza, appare oggi una candidata credibile nella corsa allo scudetto”.


Quali saranno le chiavi tattiche della sfida tra Juventus e Borussia Dortmund?


“Sarà una partita fondamentale per il percorso di crescita della Juventus, chiamata ad affrontare, dopo il successo con l’Inter, un altro avversario di grande valore come il Borussia Dortmund. I tedeschi hanno dimostrato in queste giornate di Bundesliga di attraversare un ottimo momento di forma, confermando una capacità offensiva impressionante grazie a un reparto ricco di alternative. Guirassy rappresenta il terminale più pericoloso, ma attorno a lui gravitano elementi di assoluto livello come Adeyemi e Beier, capaci di attaccare la profondità con continuità e di creare situazioni di uno contro uno difficilmente gestibili. Sarà determinante mantenere equilibrio tra i reparti, soprattutto nel contenere le transizioni veloci del Dortmund, che ha nella rapidità e nella verticalità le sue armi principali. Una partita che, al di là del risultato, potrà fornire indicazioni importanti sul processo di maturazione della Juventus: reggere l’urto con un avversario così propositivo significherebbe compiere un ulteriore passo avanti nella costruzione di una squadra davvero competitiva a livello europeo”.



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