martedì 5 novembre 2024

Champions League, Real Madrid-Milan 1-3, Lille-Juventus 1-1 e Bologna-Monaco 0-1 risultati finali


 Champions League, Real Madrid-Milan 1-3, Lille-Juventus 1-1 e Bologna-Monaco 0-1 risultati finali


Lille-Juventus 1-1

Primo Tempo:Una splendida azione dei due uomini di maggior qualità del Lille, con l'assist di Zhegrova per la rete di David, sta sin qui decidendo la sfida del "Pierre Mauroy". La gara è stata gradevole e disputata su buoni ritmi, con le squadre che si sono date battaglia in maniera equilibrata. I francesi hanno però saputo sfruttare l'unica vera occasione da rete, mentre i bianconeri sono stati meno precisi. La miglior opportunità per gli uomini di Motta è capitata sul destro di Vlahovic, ma Chevalier si è superato con un grandissimo intervento. La ripresa promette comunque di avere ancora molto da raccontare.


Secondo Tempo: Sono le firme dei due centravanti, David e Vlahovic, a sancire l'1-1 tra Lille e Juventus, al termine di una partita gradevole e interpretata dai bianconeri sicuramente meglio rispetto alla deludente ultima uscita europea contro lo Stoccarda. Sin dalle prime battute la gara viene disputata su buoni ritmi, con i francesi abili a portarsi in vantaggio al 27', quando David non sbaglia sull'eccellente assist di Zhegrova, il migliore dei suoi. I bianconeri reagiscono già nella prima frazione di gioco e costruiscono una grande occasione con Vlahovic, ma il portiere avversario Chevalier si supera. L'estremo difensore transalpino non può nulla tuttavia all'ora di gioco, quando lo stesso Vlahovic trasforma un rigore concesso per un fallo di Andrè su Conceicao. Un punto tutto sommato positivo per gli uomini di Thiago Motta, che salgono a quota 7 proprio insieme al Lille e che nel prossimo turno saranno attesi dalla difficile trasferta sul terreno dell'Aston Villa.



Real Madrid-Milan 1-3


Primo Tempo: Si va al riposo con il Milan in vantaggio per 2-1 in casa del Real Madrid; nonostante la sbavatura difensiva di Emerson Royal che ha indotto Vincic a concedere un calcio di rigore alquanto generoso, i rossoneri hanno mostrato fin qui grande padronanza in casa dei blancos. Vantaggio iniziale firmato da Thiaw sugli sviluppi di un calcio d'angolo e nuovo vantaggio targato Morata abile nel farsi trovare nel posto giusto al momento giusto. Vedremo se nel corso della ripresa i ragazzi di Fonseca saranno in grado di mantenere questo risultato.


Secondo Tempo: Dopo 15 anni il Milan torna a vincere al Bernabeu e ottiene tre punti di vitale importanza al termine di una partita quasi perfetta! I rossoneri hanno concesso delle occasioni ai padroni di casa ma sono stati in grado sia di capitalizzare le chanches avute e sia di giocare coralmente in fase difensiva. Concretezza e coesione hanno consentito al Milan di espugnare la casa dei Blancos in maniera del tutto meritata. Il terzo gol firmato da Reijders è un esempio lampante della qualità di gioco che ha espresso la squadra di Fonseca. Continua il momento no per Ancelotti mentre vengono decisamente rilanciate le ambizioni dei rossoneri che possono iniziare a sperare in un piazzamento tra le prime otto.


Bologna-Monaco 0-1


Primo Tempo: Bologna e Monaco rientrano negli spogliatoi sul risultato parziale di 0-0: la formazione francese sembra più pericolosa degli avversari, ma entrambe le squadre sono andate molto vicine al gol. La prima occasione del match capita sui piedi di Miranda che, defilato sulla sinistra in area di rigore, non trova lo specchio della porta. Al 15' Skorupski salva il risultato deviando sul palo il tiro di Embolo nell'uno contro uno. Dopo 4 minuti, viene annullato il vantaggio del Monaco dopo un on field review per un fallo di Singo, autore della rete con un colpo di testa, sul portiere del Bologna. Al 34' Skorupski devia in corner il calcio piazzato di Golovin, poco dopo Beukema calcia al volo, sul primo palo, il traversone da corner di Moro, ma Majecki è attento. Al 41' l'assistente dell'arbitro segnala subito il fuorigioco di Fabbian, peccato poiché Castro aveva sbloccato il risultato. La parata di Skorupski sul tiro di Akliouche chiude la prima frazione di gioco.


Secondo Tempo: Il Monaco domina anche il Dall'Ara di Bologna e conquista altri 3 punti fondamentali che proiettano la formazione di Hutter in terza posizione, in attesa delle partite di domani. Il Bologna paga l'inesperienza in Europa proponendo un calcio scolastico e poco incisivo negli ultimi 20 metri di campo. Nella prima frazione di gioco, al 15' Embolo impegna Skorupski in una gran parata nell'uno contro uno. Dopo 4 minuti, il Monaco sblocca con un colpo di testa di Singo, ma il difensore commette fallo su Skorupski e l'arbitro annulla la rete dopo un on field review. Al 40' Beukema calcia al volo il traversone da corner di Moro sul primo palo, Majecki è attento e para. Un altro grande intervento di Skorupski, questa volta su un tiro dai limiti di Akliouche, chiude il primo tempo. Nella ripresa, il Bologna rientra in campo galvanizzato e ci prova al 55' con Fabbian da posizione defilata in area di rigore, nessun problema per Majecki. Dopo diversi tentativi, il meritato vantaggio del Monaco in occasione di un calcio d'angolo all'86': il traversone di Golovin è spizzato al centro da Embolo, sul secondo palo sbuca Kehrer che deve semplicemente spingere la palla in rete.

News calcistiche del 5 novembre 2024


 Gilardino torna a sorridere: il Genoa batte di misura il Parma, esordio per Balotelli

Termina sul risultato di 0-1 il match del Tardini tra Parma e Genoa, valido per l'undicesima giornata di Serie A. Torna a sorridere mister Alberto Gilardino, che ritrova una vittoria che mancava dal 24 agosto: decisivo Andrea Pinamonti che al minuto 80 approfitta della respinta di Suzuki sui suoi piedi per depositare in rete. Nel finale è arrivato anche l'esordio in maglia rossoblu di Balotelli.


L'Empoli torna a vincere, continua il brutto periodo del Como: finisce 1-0


Termina sul risultato di 1-0 il match del Castellani tra Empoli e Como, valido per l'undicesima giornata di Serie A. La squadra di D'Aversa ritrova i tre punti dopo cinque giornate senza vittoria, decisivo il gol di Pietro Pellegri al minuto 47 del secondo tempo; continua invece il periodo difficile per gli uomini di Fabregas, con il quarto k.o. delle ultime cinque.


La Lazio vince 2-1 contro il Cagliari in 9 uomini: Baroni a -3 dalla vetta


Termina sul risultato di 2-1 la gara dell'Olimpico tra Lazio e Cagliari, valida per l'undicesima giornata di Serie A. La squadra di Baroni vince ancora e si porta a meno tre punti dalla vetta della classifica. Gara sbloccata nel primo tempo dal gol di Dia (3') che approfitta della respinta corta di Scuffet, ma dopo poco risponde Luvumbo (41') che pareggia i conti grazie a un tiro su cui è decisiva la sporcatura di Gila.


Nella ripresa i biancocelesti passano di nuovo avanti grazie al rigore trasformato dal subentrante Zaccagni (76'), da lì la partita si innervosisce. Dopo appena tre giri d'orologio vengono espulsi due giocatori del Cagliari, entrambi per doppia ammonizione: prima Mina che dà un colpo a Castellanos a gioco fermo, poi Adopo per proteste. Nel finale la squadra di Nicola in nove non trova le forze per reagire e la Lazio va anche vicina al tris.


ADL indagato per Manolas, il caso: fu scambiato con Diawara valutato 18mln


Ma qual era il caso Manolas? Tornando indietro di cinque anni troviamo un'operazione totale da trentaquattro milioni di euro. È quanto pagato era stato pagato dal Napoli per Kostas Manolas, difensore della Roma che aveva scritto pagine di storia per i giallorossi, in particolare con il colpo di testa segnato nel 3-0 contro il Barcellona che decise e sovvertì il 4-1 dell'andata, sigillando il passaggio del turno. Una plusvalenza straordinaria per i capitolini che iscrivevano 30 milioni di plusvalenza. 

Fin qui tutto ok. Senonché il percorso inverso lo fece Amadou Diawara per 18 milioni di euro più 2 di bonus al raggiungimento di determinati obiettivi. Operazioni formalmente slegate ma che sono frutto di un'unica trattativa, con Manolas che guadagnava 4,5 milioni di euro mentre Diawara che firmò per circa 2 milioni di euro, richiesto formalmente da Fonseca dopo averlo affrontato in un Napoli-Shakhtar Donetsk. Tre stagioni e poche presenze per lui con la Roma, finendo poi all'Anderlecht per 3 milioni più il 50% della futura rivendita.


Forse proprio per il rendimento di Diawara, sia al Napoli (dove giocò 74 partite, pochissime nell'ultimo anno) che alla Roma si è pensato a una plusvalenza sospetta. Diawara però è rimasto per 2 anni e mezzo in giallorosso: rispetto alla questione Osimhen, insomma, sembra che ci possano essere pochi appigli.


Acquisto Manolas, chiusa indagine per ADL. I legali: "Pronto a chiarire"


La Procura di Roma ha proceduto alla chiusura del fascicolo di indagine a carico del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, in cui si contesta il reato di falso in bilancio in relazione alla compravendita dalla Roma del difensore Kostas Manolas nell'estate del 2019.


La nuova accusa rientra nell'indagine su presunte plusvalenze fittizie intorno all'acquisto dell'attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.


Per questa ultima accusa i pm capitolini avevano proceduto alla chiusura delle indagini nel gennaio scorso. I legali del patron del Napoli, gli avvocati Lorenzo Contrada e Fabio Fulgeri, annunciano che il loro assistito sarà pronto a farsi ascoltare dagli inquirenti "per chiarire l'intera vicenda". 


Juric-Roma, il matrimonio va avanti. Almeno per ora


Arriva la conferma di Ivan Juric sulla panchina della Roma. La decisione – riporta Sky Sport – è stata presa nelle ultimissime ore dai Friedkin, proprietari del club giallorosso. Una notizia che era nell’aria, ma non certo scontata.


Del resto, alla luce dei risultati negativi dell’ultimo periodo, in casa Roma quello della panchina di Juric è stato tema caldo, caldissimo. Fino appunto ad arrivare agli ultimi sviluppi. Tre gare perse nelle ultime quattro e otto gol subiti nelle ultime due trasferte hanno fatto traballare la posizione del tecnico croato. Posizione che adesso, alla luce della conferma dei Friedkin, è di nuovo salda. Juric e la Roma vanno avanti insieme, anche se ovviamente il tecnico resta sotto esame e chiamato ad invertire il trend dei risultati.


Gasperini avvisa l’Atalanta: “Lo Stoccarda è una delle migliori in Bundesliga”


L’Atalanta sarà impegnata a Stoccarda nella quarta giornata della Champions League, in un match ricco di insidie. I tedeschi, infatti, di recente hanno ben figurato col Real Madrid e mandato ko la Juventus a Torino, partite che Gian Piero Gasperini ha analizzato attentamente per non farsi trovare impreparato: “Ci auguriamo di fare punti, ma ogni partita è diversa. Sarà un esame contro una squadra che ha fatto bene con Juventus e Real Madrid, sarà un test di valore come merita la Champions. Fossi l’allenatore dello Stoccarda non sarei preoccupato, ma rispettoso. Ognuno pensa a come motivare la propria squadra, giochiamo la Champions per punti che cominciano a essere importanti”.


“La loro vittoria a Torino è un bel biglietto da visita, ho accennato alla partita di Madrid. In campionato non stanno brillando, ma il valore della squadra è riconosciuto. È una delle migliori della Bundesliga, serve una grande partita” le parole del tecnico degli orobici a Sky.


Ha poi aggiunto: “È una partita che può essere simile sul piano tattico a quella di Napoli, ma noi e loro siamo duttili e possiamo cambiare il modo di giocare. Dobbiamo essere capaci di leggere subito quelle che possono essere le loro variazioni e quello che possono proporre”.


Su El Bilal Toure, ex di giornata che grida vendetta, ha sottolineato: “È un ragazzo che sta bene e ha recuperato, con noi lo scorso anno ha avuto difficoltà e poi da gennaio ha dato il suo contributo. Ha fatto gol decisivi, anche in semifinale col Marsiglia. Sarà un piacere rivederlo, speriamo non ci dia fastidio”.


“Lookman? Ha fatto bene da subito, anche con Hojlund, è cresciuto ed è al livello top. Può vincere il pallone d’oro in Africa, ma l’importante è quanto sia cresciuto e quanto sia continuo” le parole di Gasperini.


In conferenza ha poi aggiunto: “Nel dubbio ci aspettiamo il miglior Stoccarda. Abbiamo tutti ben presente le partite con la Juventus e con il Real Madrid, mi aspetto una squadra forte, compatta e organizzata, una partita difficile, anche noi cercheremo di mettere in campo quel momento positivo che stiamo vivendo. I conti sono presto fatti, già si capisce quanto basti poco per risalire o perdere delle posizioni. I due punti che non siamo riusciti a conquistare col Celtic sicuramente pesano, dobbiamo andare a cercarli in tutti i campi. Dobbiamo cercare di fare punti ovunque. Giochiamo sempre con tre uomini offensivi, poi abbiamo una certa duttilità. L’anno scorso Koop era quello che ci permetteva di variare più facilmente il modo di giocare, ora quel ruolo lì lo sta facendo Pasalic, ora vediamo Samardzic e Brescianini. Abbiamo comunque l’alternativa”.


Napoli, la spinta dei tifosi nonostante il divieto: a Milano in 5000!


Il Napoli, dopo nove risultati utili di fila, è caduto al Maradona contro l’Atalanta e ora vuole rialzarsi subito. Anche perché il weekend prossimo c’è lo scontro diretto con l’Inter, che in caso di vittoria toglierebbe il ruolo di capolista alla formazione di Antonio Conte. Domenica a San Siro si prevede una nutrita presenza di tifosi nonostante le restrizioni come il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella Regione Campania, anche se in possesso della Fidelity Card del Napoli.

Tantissimi i napoletani residenti altrove che hanno già acquistato il biglietto. Per i quattromila posti nel settore ospiti, il Terzo Anello Blu del Meazza, la vendita (partita ieri) è consentita solo ai possessori di Fidelity Card del Napoli ma sottoscritta prima del 28 ottobre 2024 e non residenti in Campania. Per il Corriere dello Sport la previsione è di circa cinquemila napoletani che saranno presenti al Meazza.


Antonio Conte ha parlato così in vista del prossimo match con l’Inter: “Io cerco di essere realista, l’Inter è ancora più forte e domenica ci misuriamo. Sappiamo che dobbiamo fare un percorso, se qualcuno pensa che non lo dobbiamo fare e che tutto si mette a posto mi viene da sorridere. Non siamo realistici e non capiamo alcune cose. Prima non eravamo fenomeni e oggi che abbiamo perso non siamo meno fenomeni di prima”.




MISTER Z - Napoli, io sto con Conte

NAPOLI - Ancora una volta mi sento di concordare con Antonio Conte. il Napoli non era una squadra di fenomeni prima della partita con l’Atalanta e non è una squadra di brocchi dopo la sconfitta con i bergamaschi. Tuttavia è evidente che la lezione subita dai nerazzurri di Gasperini lascia degli strascichi e dovrà essere - come sicuramente avverrà - analizzata in maniera analitica dall’allenatore e dal suo staff per fare una serie di riflessioni e per capire che cosa ci sia da aggiustare in corso d’opera. Con l’Atalanta, infatti, fatte le debite proporzioni, è sembrato di rivedere il Napoli della prima fatale uscita di campionato a Verona. Poche idee, niente aggressività, ripetitività nelle azioni e soprattutto incapacità di farsi valere sul piano fisico di fronte a un avversario come l’Atalanta che fa proprio dell’esuberanza atletica dei suoi uomini un punto di forza. Che cosa è accaduto? Perché nel momento in cui avrebbe potuto e dovuto dimostrare di essere degna protagonista di questo campionato e di occupare altrettanto degnamente la prima posizione in classifica la squadra si è sciolta come neve al sole? Sono tutte domande alle quali Conte dovrà dare una risposta e dovrà farlo in tempi brevi perché il prossimo appuntamento di campionato, quello che domenica prossima vedrà impegnati gli azzurri a San Siro contro l’Inter, incombe e non c’è tempo da perdere. Al di là dell’atteggiamento passivo tenuto in campo, che ha consentito all’Atalanta di fare il bello il cattivo tempo, esistono una serie di problemi che proprio la partita con i bergamaschi ha evidenziato in maniera sorprendente e al tempo stesso preoccupante. La difesa che nelle precedenti nove partite aveva subito soltanto due gol (tralasciando la tripletta incassata a Verona nella gara di apertura del campionato) ha mostrato crepe che non ci si sarebbe aspettati. Lookman è un gran bel giocatore, non c’è che dire, ma la libertà che gli è stata lasciata di concludere, sia in occasione del primo goal che al momento del raddoppio, la dicono lunga sulla improvvisa ‘distrazione’ e rilassatezza che ha riguardato gran parte della retroguardia partenopea. Le colpe? Certamente non ha brillato in marcatura Di Lorenzo, sicuramente ha le sue colpe - soprattutto in occasione del secondo goal - Meret, ma è tutto il complesso del reparto che ha mostrato delle crepe. Un altro punto dolente sul quale in un modo o nell’altro Conte dovrà prima o poi intervenire riguarda Lukaku. L’attaccante belga ha fatto da comparsa in questa partita e francamente è sembrata tardiva la decisione dell’allenatore di sostituirlo, quando ormai peraltro le speranze di rimonta erano quasi del tutto tramontate. L’incapacità di Lukaku di liberarsi dalla marcatura di Hien fai il paio con alcune precedenti prestazioni in occasione delle quali il centravanti è sembrato troppo statico, ha cercato con eccessiva insistenza il suggerimento stretto, non è riuscito a mantenere la palla tra i piedi per far salire i compagni di squadra e farli avvicinare nei modi e con i tempi giusti alla porta avversaria. A questo punto del campionato probabilmente non si può neanche più trovare una giustificazione  per le prestazioni sottotono di Lukaku nel fatto che non abbia svolto la preparazione precampionato. Ormai i tempi sono maturi perché il giocatore pur essendo subentrato ‘a freddo’ nella squadra possa aver trovato la condizione giusta per ben figurare. Il problema, allora, sembra essere anche di natura tattica oltre che atletica. Ed è su questo aspetto specifico che Conte dovrà intervenire. L’auspicio è che lo faccia molto presto trovando i correttivi giusti per fare in modo che Lukaku diventi nuovamente una spina nel fianco delle difese avversarie, così come avveniva quando giocava in maglia nerazzurra con l’Inter e l’allenatore era proprio l’attuale tecnico del Napoli. Una risposta a tutti questi interrogativi arriverà probabilmente molto presto, fin da domenica prossima, perché la sfida con l’Inter a San Siro alzerà il sipario e si potrà capire fino a che punto il Napoli potrà confermarsi ancora a lungo al vertice della graduatoria o, invece, sarà costretto a fare un passo indietro e a ridimensionare le proprie ambizioni. Personalmente sono fiducioso. Credo che la risposta alla scoppola subita domenica al Maradona dall’Atalanta arriverà proprio a Milano. La brutta figura è stata fatta, ma è necessario che venga messa subito in archivio. Il Napoli ha tutte le potenzialità per giocarsela alla pari con l’Inter e confermare la volontà di disputare un campionato di vertice.


IL COMMENTO - Frey: "Meret è un grande portiere, al Napoli vedrei bene Carnesecchi!"


Su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “Voce Azzurra” è intervenuto Sebastian l’ex portiere Sebastian Frey: "Meret? È un grande portiere ma leggo che ci sono troppe critiche su di lui. Questa stagione può essere ancora fondamentale per il Napoli! Lotta scudetto? Inter e Napoli sono le favorite per lo scudetto, ma gli azzurri hanno un vantaggio fondamentale: non devono giocare le coppe! Domenica si comincerà a delineare la lotta scudetto. Chi vincerà dimostrerà di avere qualcosa in più! Sarà molto bella la lotta scudetto! Ci sono due campionati in questo campionato, la parte sinistra e la parte destra della classifica. Nella parte sinistra ci sono molte squadre forti come l'Inter e il Napoli. L’Atalanta è da diversi anni che sta facendo bene e che lotta sempre per le prime posizioni. Le sorprese sono state Fiorentina e Lazio ma che bisognerà vedere se manterranno la continuità fino a fine campionato. Per arrivare tra le prime quattro alcune di queste squadre dovranno uscire dalle coppe, poiché non credo che siano costruite per giocare più competizioni. Conte è l’uomo giusto per arrivare alla conquista dello scudetto. Sognare non costa niente. I presupposti ci sono. Lui tiene un profilo molto basso e sa che in che piazza si trova. Sa l’euforia e l’adrenalina che c’è qui e come l’umore può cambiare da partita a partita. Sta cercando di dare un equilibrio alla squadra. Il Napoli ha lottato sempre in questi anni per obiettivi importanti e anche quest’anno l’obiettivo è la vittoria dello scudetto. Io vicino al Napoli? Nella stagione 1999-20000 andai al Verona in prestito dall’Inter. Le squadre interessate a me erano il Verona e il Napoli, ma scelsi la squadra veneta perché era più vicina a casa. Napoli, però, è una piazza calda e ti da delle motivazioni incredibili che a me piacciono. Mi sarebbe piaciuto giocare qui ed sarei stato molto curioso di vivere un'esperienza nella squadra partenopea. Ve lo dico: Al Napoli vedrei bene Carnesecchi! Può diventare un grande portiere, al Napoli può crescere e fare il salto di qualità!".


L'EX - Pizzi: "Inter-Napoli partita apertissima, Lobotka giocatore di livello europeo"


Ai microfoni di Radio Capri, durante la trasmissione sportiva “Bordocampo“, è intervenuto Fausto Pizzi, dirigente sportivo ed ex calciatore del Napoli:


Chi ballerà tra i tifosi: quelli dell’Inter o quelli del Napoli? La partita sarà difficile e ricca di ex: Conte torna al Meazza contro l’Inter con Lukaku, dall’altro lato ci sarà Zielinski. Tanti ex ma chi ballerà alla fine?

 

“Difficile dirlo, perché secondo me è una partita apertissima ad ogni risultato. Lukaku ogni volta che torna a Milano è un pò in difficoltà perché non è trattato molto bene. Però penso che Conte, a livello caratteriale, sa preparare le partite. Sa dare i giusti stimoli per riuscire a preparare una partita importante come quella che deve fare il Napoli a Milano per uscire con un risultato positivo dall’Inter. C’è di mezzo anche la Champions e quindi secondo me l’Inter potrebbe perdere un pò di energie sia mentali che fisiche. Perché in Champions, la partita contro l’Arsenal, sarà impegnativa. E anche su questo il Napoli ci può lavorare. E pensare di poter fare una partita con un ritmo molto alto per poter provare a mettere in difficoltà l’Inter”.

 

Contro il Napoli Gasperini ha impostato la partita in maniera fantastica: schiera la difesa a uomo, limitando tutte le possibilità, su Lukaku; un centrocampo a zona che si apriva e pressava: come se fosse una ragnatela si riapriva e si richiudeva in un attimo, non dando punti di riferimento in avanti. Vince la gara con logiche giuste e studiate. Che partita, preparerà, invece, Inzaghi?

 

“Secondo me, come hai giustamente detto tu, Gasperini l’ha preparata benissimo. Potendo contare su degli interpreti che si trovavano in uno stato di forma come quello che aveva Lookman domenica all’ora di pranzo. Un giocatore devastante. Io penso che l’Inter è una squadra di cui non dobbiamo scoprire niente di nuovo. Anzi. Ha tante possibilità. Ha tante alternative. E ha giocatori importanti. Trova il gol facilmente con tanti giocatori. Con i centrocampisti che partecipano. Gli attaccanti, Lautaro e Thuram, sono una sentenza. Perché su ogni palla, su ogni cross che arriva o da Dimarco o da Dumfries, sono pericolosissimi. Per il centrocampista, ho visto venti minuti di Calhanoglu: sembra che sia recuperato. E’ un giocatore importante per questa squadra. Ha soluzioni balistiche da fuori. Sulle palle inattive sono forti. Secondo me deve preparare “la solita” Inter. Perché sono giocatori che con queste idee e in queste partite sanno cosa serve fare per poterla vincere".

 

A centrocampo tornano sia Calhanoglu che Lobotka. Quanto si è fatta sentire la mancanza di Stanislav Lobotka in questo Napoli?

 

“Devo dire la verità: mi ha impressionato il giocatore scozzese, Gilmour, che non conoscevo. Non ha, ovviamente, la personalità e la presenza di Lobotka. Però è un giocatore che, in quel ruolo, ha ben impressionato. E’ molto più che un’alternativa. E’ molto più che una riserva. Ma è chiaro che il Lobotka di questo inizio di campionato, come il Lobotka dell’anno dello Scudetto, è un giocatore di livello europeo. E’ un giocatore importante. E’ un palcoscenico importante quello di San Siro: speriamo sia recuperato al top per fare una partita di alto livello. Perché, comunque, c’è bisogno di assorbire gli attacchi feroci dell’Inter. Ma anche di poter palleggiare, giocare e ripartire con le giocate importanti che questa squadra ha. E che bisogna solo mettere in atto".

 

Lukaku è sotto giudizio, ma alternato: perché una partita la gioca bene, un’altra un pò meno. Qualcuno pensa sia dovuto al suo stato di forma, qualche altro evidenzia come poterebbe essere la mancanza di una spalla di spessore: può essere che il Napoli deve garantire a Lukaku per poter usufruire al massimo delle sue potenzialità?

 

“Secondo me il Napoli deve imparare a sfruttare il fatto che Lukaku subisca tantissimi raddoppi di marcatura. Ma anche l’intasamento in zona centrale molto molto forte, dato dalla sua presenza e dalla sua stazza fisica. E andargli a giocare qualche volta vicino e qualche volta alle spalle. Mi sembra che la posizione di Kvara e di Politano è sempre abbastanza larga perché è la loro preferita. Ma qualche volta, sul primo appoggio, sulla prima palla che riceve Lukaku, qualche giocatore vicino, in quella direzione può essere importante per lui per riuscire a difendere palla. Soprattutto quando è spalle alla porta".

 

Sarà la sfida tra le due papabili vincitrici del campionato? Oppure credi che anche l’Atalanta che è venuta a vincere a Napoli possa essere in corsa? La sfida ci darà già una idea sulla papabile vincitrice dello Scudetto oppure vanno considerate anche altre squadre che corrono?

 

“Sarà sicuramente una partita di vertice. Ma non penso che il verdetto della partita Inter-Napoli possa essere definitivo in alcun modo. Penso che l’Atalanta vista domenica a Napoli, sia assolutamente una pretendente: sono tanti anni che arriva in zona Champions. E penso che l’aver vinto l’Europa League lo scorso anno, le abbia fatto anche fare quel salto di mentalità, di capacità acquisite da poter lottare fino alla fine anche per il Campionato. Poi non dimentichiamoci la Juve. Insomma ce ne sono di squadre che possono ancora ambire a poter vincere questo campionato. Mi sembra ancora troppo presto per poter dare un giudizio definitivo. Ma è sicuramente una sfida di vertice: è la prima contro la seconda del campionato in questo momento".


L'ANALISI - Rastelli: "Napoli? Una battuta d’arresto ci può stare in un percorso di crescita"

“Il ko del Napoli con l’Atalanta non è un dramma, ci sta perdere contro una squadra come l’Atalanta, se non sei al 100% è una squadra che non perdona. Il Napoli - ha detto l’ex attaccante e allenatore Massimo Rastelli a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live -  ha incontrato il peggior avversario possibile in un miniciclo di ferro, Gasperini mette in difficoltà tutti. È una battuta d’arresto che ci può stare in un percorso di crescita come quello dei partenopei. Con l’Inter sarà una partita diversa, è una squadra che ti fa ragionare di più. Lukaku? Gli si chiede di proteggere palla quando va incontro per poi gestirla e passarla al compagno, ma viene da una mancata preparazione estiva ed ha dovuto affrontare carichi di lavoro pesanti che chiedono tempo per essere smaltiti. Nelle prossime settimane lo vedremo più in condizione. Per Conte è fondamentale e, qualora non dovesse migliorare, il tecnico saprà trovare soluzioni alternative. Raspadori? Si sente prima punta, può fare anche il trequartista, la seconda punta, il sotto punta, fa da raccordo ma sa anche attaccare la profondità ed è un buon rifinitore. Io lo vedo come alternativa a Lukaku”.


domenica 3 novembre 2024

News calcistiche del 3 Novembre 2024

 


Inter-Venezia 1-0 al "Meazza". I nerazzurri vanno a -1 dalla capolista

Al termine di una gara ricchissima di emozioni l'Inter batte di misura il Venezia e, ad una settimana dallo scontro diretto con il Napoli, accorcia sugli azzurri e si porta al secondo posto in solitaria. Dopo la rete, decisiva, di Lautaro Martinez arrivata poco dopo l'ora di gioco i neroazzurri non riescono mai a chiudere definitivamente la partita e rischiano la beffa nel finale. All'ultimo dei sette minuti di recupero il Venezia acciuffa il pari con il colpo di testa di Sverko e gela San Siro, ma Ferrieri Caputi annulla dopo il check da parte del VAR. Inter che sarà attesa ora dalla gara di Champions League contro l'Arsenal sempre tra le mura amiche mentre il Venezia, sconfitto nonostante un'ottima prova, nel prossimo turno di Serie A riceverà il Parma al Penzo.


Tre punti di gloria, il Verona affonda (ancora) la Roma


Cinque gol in una gara dal pathos senza fine. Alla fine è il Verona che vince 3 a 2 una sfida da ‘gladiatori’ certificando la crisi nera della Roma di Juric, sconfitta ancora una volta dopo la disfatta di Firenze. Sempre avanti i veneti, raggiunti per ben due volte dai giallorossi ma la zampata di Harroui all'88 regala tre importantissimi punti in chiave salvezza ai gialloblù, capaci di difendere e credere nella possibile vittoria fino alla fine. Brindano i veneti e, al tempo stesso, è concreta la possibilità che Juric faccia le valigie a 50 giorni dal suo arrivo nella Capitale. 


La Fiorentina non si ferma più, è 1 a 0 al Torino


Firenze sogna la Fiorentina che segna e si arrampica nelle parti altissime della classifica. La vittoria di Torino (1 a 0) le permette il controsorpasso alla Juventus facendola ‘accomodare’ al secondo posto prima della sfida dell’Inter. Gli ingredienti di questo exploit sono tutti negli uomini, da Dodò a Kean passando per Bove, Gosens e Colpani. 


A Torino si sono visti un gol (Kean nel primo tempo) e due pali (nel secondo). Poco più con le difese obbligate a rintuzzare gli attacchi (sterili) dei due team in campo. E’ la Fiorentina che porta a casa l’intera posta in palio e lo fa con gli occhi aperti sapendo che a guardare la classifica potrebbero venire le vertigini. 


Napoli, Manna: “Rinnovo Kvara? Vogliamo risolvere a breve altrimenti aspettiamo a fine stagione”


“Stiamo parlando con Kvaratskhelia e col suo entourage, abbiamo già fatto un’offerta a luglio. Vogliamo gratificarlo. Non protrarremo la cosa a lungo, ci aspettiamo un’evoluzione in tempi brevi, vogliamo focalizzarci sul campionato”. Prima della gara di campionato contro l’Atalanta, il ds del Napoli Giovanni Manna fa il punto sul rinnovo del georgiano. “Altrimenti aspetteremo la fine della stagione. Abbiamo ancora due anni di contratto e faremo le nostre valutazioni”



Napoli-Atalanta 0-3


Dobbiamo essere onesti e coincisi: il Napoli, quest'anno non è stato costruito per vincere lo scudetto. E' stato costruito per tornare in Europa, possibilmente in Champions League. Il tifoso deve sognare, ha quasi l'obbligo di credere allo scudetto. La realtà è ben diversa. I buoni risultati ottenuti finora, che danno un momentaneo primo posto, nonostante due sconfitte in undici gare, sono il frutto di un entusiasmo crescente fra i giocatori azzurri. Un'iniziale entusiasmo crescente. Ed un calendario finora abbastanza favorevole. Ma coloro che pensano che il Napoli, quest'anno possa vincere lo scudetto, è fuori dalla realtà. Credo che nemmeno l'Atalanta che ha battuto quest'oggi i campani sia ancora pronta per il grande salto. Solo l'Inter la vedo con enormi possibilità di fare il bis dello scorso anno. Juventus in agguato. Ma ancora distanti, i bianconeri, dall'essere una squadra leader del nostro campionato. Tornando al Napoli, gli azzurri, anche oggi, nella sfida persa in casa contro l'Atalanta, hanno dato tutto. Ma non è bastato. L'attacco non mi sembra il top. Lukaku, il meglio di se lo ha già dato. E un buon attaccante per fare arrivare i partenopei, caso mai in Europa, ma per vincere il campionato ci vuole ben altro. Anche Meret, alterna buone prove ad altre di minor spessore. L' Atalanta non ha rubato nulla. Ma non si illuda che possa vincere lo scudetto o che possa essere una candidata al titolo. L' esperienza e il blasone conteranno qualcosa o no?

Nel lunch-match dell'11a giornata di Serie A, l'Atalanta batte 3-0 il Napoli, conquista la 5a vittoria di fila e frena la corsa della capolista. Al Maradona vittoria meritatissima della Dea, trascinata da un'incontenibile Lookman: il nigeriano sblocca il match con un sinistro al volo al 10', poi trova il raddoppio al 31' con un potente destro da fuori area. Lukaku viene annullato da Hien, Kvaratskhelia è in giornata no e l'occasione più nitida per riaprire il match capita sulla testa di Buongiorno ma Carnesecchi è super (66'). Tris Retegui al 92' con una girata di destro. Il Napoli rimane fermo a 25 punti, l'Atalanta sale a 22.

sabato 2 novembre 2024

Monza-Milan 0-1


Il Milan si porta avanti con una rete di Reijnders nel finale di tempo, ma i rossoneri probabilmente hanno raccolto più di quanto avrebbero meritato. Il Monza, infatti, si è visto annullare una rete a Dany Mota e con Maldini ha sfiorato il gol in almeno tre occasioni. Super la parata di Maignan su un colpo di testa di Pedro Pereira che sembrava destinato a miglior fortuna. Il Milan ha cercato di sfruttare qualche errore in ripartenza degli avversari, ma è arrivato raramente dalle parti di Turati con pericolosità.Dopo la rete di Reijnders alla fine del primo tempo, il Milan nel secondo tempo non prova ad affondare il colpo. Si limita a controllare, ma il Monza non è quello brillante dei primi 45 minuti in cui ha fallito diverse occasioni da gol, in particolare con Maldini. Fonseca concede una chance anche a Leao, che fallisce il raddoppio un paio di volte. Anche Nesta cerca di cambiare le sorti del match con Caprari e Vignato, ma non ottiene il risultato sperato. Per i rossoneri tre punti in trasferta che mancavano da tempo.

News sul Napoli-Calcio del 2 Novembre 2024


 Marino: “Conte e Gasperini tra i più bravi in assoluto. Rashford al posto di Raspadori? Lo prenderei, ma serve anche un difensore”


Pierpaolo Marino parla a Marte Sport Live: “Quella di domenica è sicuramente la partita più difficile di tutte per il Napoli, perchè l’Atalanta, dopo qualche titubanza di inizio stagione, è in piena forma e verrà col morale a mille. Però il Napoli è solido e la vittoria di Milano e gli ultimi risultati hanno dato autostima alla squadra di Conte. Penso che sarà una gara apertissima. Certo, per il Napoli gli esami non finiscono mai e questo sarà un altro bel banco di prova. Conte e Gasperini non penso siano così simili, a dire il vero. Dalla parte di Conte, ci sono tanti trofei vinti, mentre Gasperini ha vinto un’Europa League. Sono due degli allenatori più bravi in assoluto, questo sì. Mi aspetto un confronto aperto. Per quanto riguarda il pronostico, protendo a favore del Napoli: è favorito, perché sia con le piccole che quando ha giocato con Juve e Milan ha sempre badato al sodo e mi ha dato la sensazione di grande solidità. Qual è la chiave per vincere? Avere la stessa intensità che metterà in campo l’Atalanta, saper reggere, e la preparazione di Conte è in grado di poter reggere i ritmi che imporrà la Dea ed avere pazienza, perché la partita si può sbloccare alla fine. Insomma, non si deve rischiare nulla. Avere la carica agonistica che il Napoli ha avuto a Milano sarebbe già molto importante. Perchè il ritmo e i toni agonistici di domenica saranno alti. La classifica è ancora molto corta, le squadre in questa fase si stanno per le prime 4 posizioni, la lotta per lo scudetto si delineerà più avanti, verso febbraio/marzo. Il Napoli ha già un distacco importante sulle altre, magari entro il girone di andata gli azzurri faranno altra strada. Gilmour assomiglia a Verratti? Sì, in lui vedo quel tipo di qualità lì. Dopo una prima prestazione un po’ titubante, a Milano è cresciuto in maniera esponenziale, tanto da meritare gli abbracci e i complimenti di Conte nella gara stessa. In lotta per un posto con Lobotka, rappresenterà sicuramente un valore aggiunto per una rosa completa e competitiva in tanti ruoli. A gennaio via Raspadori per Rashford? La vedrei bene, come operazione. Simeone merita di giocare di più e si ritaglia gli spazi che può, ma Raspadori deve crescere. Poter cedere una punta di valore può dare la possibilità di avviare trattative in ruoli dove la competitività è meno importante. Vedrei bene Rashford ed anche un ulteriore acquisto dietro: può servire un difensore. Chi degli acquisti dell’estate mi è piaciuto di più? McTominay: se dicessi il contrario, sbaglierei. Lo scozzese è l’acquisto che mi ha colpito di più: sono convinto che abbia margini di crescita importantissimi. E’ un trascinatore: lo vedremo ancora più forte di ora. David Neres è un altro elemento che mi piace moltissimo: è un peccato che non possa trovare continuità di minutaggio, ma Politano sta facendo cose straordinarie. Insomma, dispiace per Neres, ma ha trovato un Politano straordinario. Il brasiliano, secondo me, può avere spazio da seconda punta, anche se è difficile togliere il posto a Kvaratskhelia”


Rivieccio: “Il Napoli è stato a tratti spettacolare a San Siro. McTominay ha dato la svolta al centrocampo”


Gino Rivieccio parla a Marte Sport Live: “Ero stato critico sul Napoli, in passato, su alcuni primi tempi non proprio esaltanti, ma quello di Milano mi è sembrato molto preparato e pronto, concentrato, concreto, che ha affrontato una grande squadra in uno stadio difficilissimo. Insomma, ho ammirato un Napoli che ha incoraggiato il mio ottimismo. Del resto, quando si vince a Milano ci si convince delle proprie possibilità, è stato a tratti anche spettacolare, ho rivisto alcune cose del Napoli di Spalletti. La sconfitta di Verona è stata salutare, Conte ha chiesto rinforzi che sono arrivati, De Laurentiis ha accontentato le sue pretese, l’arrivo di Mc Tominay ha dato una svolta al centrocampo, mi chiedo ancora come lo United l’abbia ceduto. Lukaku non è ancora al top ma fa sentire la sua leadership e lo stesso Gilmour s’è fatto trovare pronto, per cui siamo felici. Ha ragione Guardiola, affrontare l’Atalanta è come andare dal dentista, Gasperini pagherebbe di tasca sua per venire a Napoli a vincere, lui ha rifiutato gli azzurri ma era la prima scelta. Sono ottimista, Conte catechizza la squadra, la vera partita sarà però al Meazza, il 10 novembre capiremo tante cose. Secondo me questo sarà un turno interlocutorio, dove sia il Napoli che l’Inter vinceranno. Lo scudetto sarà una partita a due con i nerazzurri, la Juve la vedo più indietro, Thiago Motta ha perso un po’ di fiducia, il Milan va un po’ a corrente alternata. Maradona? Quando parlo di lui mi commuovo ancora, mi manca, io faccio parte di quelli che non accettano la sua scomparsa, avrebbe fatto la differenza anche in questo calcio moderno, la verità è che manca il vero talento, esaltiamo certi giocatori che negli anni Ottanta-Novanta non sarebbero nemmeno titolari”. 



Fontana: “Gilmour sta crescendo tanto e lo ha dimostrato a San Siro. L’impatto di Conte col Napoli è stato devastante”


Gaetano Fontana parla a Marte Sport Live: “La crescita di Gilmour? Normale che fosse così, le aspettative erano altissime ma non era semplice per lo scozzese incidere già alla prima gara da titolare, dove peraltro tutto il Napoli non l’ha supportato. Probabilmente i demeriti sono stati condivisi con la squadra, ma dopo Empoli avevo già ribadito l’importanza e la qualità del giocatore. A Milano la sua prestazione è stata davvero eccellente, questo rasserena tutti in caso di ulteriori assenze di Lobotka, ma i due potrebbero anche giocare insieme, sono altamente compatibili. Lukaku? A San Siro ha realizzato un gol straordinario, ha controllato la palla in maniera eccezionale, ha resistito alla carica di due giocatori e l’ha messa tra palo e portiere. Ad uno come lui basta un movimento per risolvere la giocata, sia individualmente che per mandare in gol un compagno. Il vantaggio del Napoli non sorprende più di tanto, sorprende piuttosto che l’Inter e qualche altra big abbiano perso già qualche punto per strada. Di sicuro l’impatto di Conte è stato devastante, la squadra si è ritrovata con il suo allenatore dopo la partenza nefasta di Verona, da lì c’è stata una presa di consapevolezza maggiore, si sono andati ad allontanare gli scheletri della passata stagione e tutto il gruppo ha ritrovato autostima e in tutto l’ambiente Napoli si respira un’aria magica. L’Atalanta? Altro test importante, ricordo una partita bellissima dell’Inter di Conte a Bergamo, vinse grazie a sfumature tattiche sempre fondamentali per battere una diretta concorrente. L’Atalanta si rinnova ogni anno mantenendo la stessa mentalità, il Napoli è bello da vedere, sarà una sfida molto interessante anche perché le due squadre si somigliano nella preparazione fisica, spesso i nerazzurri ad inizio stagione lasciano qualche punto per strada perché lavorano sulle marcature rigide a tutto campo, poi quando ingranano sono dolori per tutti”.


Pia: “Napoli-Atalanta ricca di qualità e gol. Lookman o Kvaratskhelia? Personalmente preferisco il primo: è più versatile”


Inacio Pia parla a Marte Sport Live: “Napoli-Atalanta sarà una bella partita, ricca di qualità e gol e poi dal punto di vista della qualità e dell’intensità, senza dimenticare la bravura dei due allenatori, sarà uno spettacolo. Il Napoli ha preso meno gol in campionato, ma l’Atalanta segna tanto ed è fortissima sul piano della qualità. Attendo una partita apertissima e con molti gol. Inoltre si affronteranno due grandi maestri, Contee Gasperini, ma secondo me non sarà una gara tesa, non staranno lì a studiare l’avversario. Il Napoli cercherà di mettere in campo le sue idee e lo stesso farà l’Atalanta. Non avendo le coppe, gli azzurri potranno pensare solo all’Atalanta, mentre la Dea dovrà gestire le energie per la Champions. Come si batte l’Atalanta? E’ in salute, gioca tante gare ma ha i cambi per farlo. Il Napoli ha una qualità enorme, Lukaku è in condizione e i singoli fanno la differenza. Neres, in questo momento, spacca le partite: ci sono diverse alternative per vincere nei 90 minuti. Che pericoli rischia di correre il Napoli? L’Atalanta può sorprenderti in attacco, perché ha giocatori che possono cambiare ruolo a gara in corso e spostarsi in diverse posizioni: penso a Lookman, ad esempio, che si muove molto. Chi scelgo tra lui e Kvaratskhelia? Personalmente, mi piace di più il nigeriano, perché può giocare anche all’interno del campo. Il georgiano è devastante se resta largo, con i piedi sulla linea, mentre Lookman sa fare anche la seconda punta: io preferisco i calciatori versatili”.


Napoli, Conte: "Scudetto? Dio vede e provvede, Kvara e Lukaku? Esiste il "noi", Atalanta forte, stimo Gasperini, Lobotka pronto per la prossima gara"


- Che insidia nasconde Napoli-Atalanta?

"C'è l'insidia di incontrare una squadra forte, che ha vinto lo scorso anno l'Europa League. L'Atalanta si è qualificata in Champions, riesce a farlo da qualche anno. Va dato merito al club e a Gasperini per il lavoro straordinario svolto. Gasperini lo stimo, è stato anche mio allenatore quando guidava la Primavera della Juventus. Quando ero infortunato chiedevo di giocare con la Primavera, lui lavora tanto. Non vinci l'Europa League se non sei forte. Magari l'Atalanta potrebbe sottovalutare la partita, alla luce di quanto accaduto l'anno scorso. Loro sono strutturati per la Champions. Chi, come noi che non gioca le coppe, puo' essere avvantaggiato perche' lavora, ma la struttura della nostra rosa è distante dalla struttura della rosa di chi partecipa alla Champions".

 

- Come sta Lobotka?

"Lobotka sarà pronto per la prossima partita. Siamo alle fasi conclusive del recupero. Non ha dovuto superare un problemino, è in fase di recuperare. Nessun dubbio su Gilmour, il valore di Billy lo conosciamo, sono molto contento".

 

- Questa squadra ha già la mentalità di Conte?

"I lavori sono in corso. In 4 mesi non puoi pensare di aver trasmesso tutto quello che c'è da trasmettere. Ho trovato un gruppo di ragazzi disponibili e pronti a migliorare. Va dato merito a loro, la disponibilità è alla base di tutto. In una situazione di costruzione hai bisogno di effettuare un certo lavoro. Si può dire quello che si vuole, ma non pensiamo di fare salti multipli, altrimenti verrebbe a cadere la teoria della costruzione. Poi magari mi sbaglierò. Tappiamoci le orecchie. Il momento è molto positivo, può capitare qualche momento meno positivo. Dovrà esserci sempre grande voglia di fare bene".

 

- Può essere una verifica ulteriore la sfida con l'Atalanta? E' sfida scudetto?

"Non so se può essere catalogata come sfida scudetto, magari una sfida tra due squadre che vogliono l'Europa. L'Atalanta è una realtà consolidata. Negli anni sono stati presenti nelle competizioni più importanti. La convinzione è aumentata con la vittoria dell'Europa League. Il percorso sta continuando. Non mi sorprende vederla competitiva. Per noi possono essere un esempio, perchè hanno costruito mattone su mattone. Anche loro, come noi, hanno perso giocatori importanti. L'Atalanta, contro l'Arsenal, ha giocato bene. Dobbiamo fare alcuni step per ambire a prospettive importanti".

 

- Soddisfatto di Kvara e Lukaku?

"Alla mia presentazione dissi che il Napoli aveva preso 48 gol, la colpa andava alla fase difensiva. Il merito se Kvara e Lukaku giocano bene è di tutta la squadra. McTominay si è mosso bene a Milano, per far gol abbiamo toccato tutti i reparti. Lo spirito di sacrificio, la voglia di difendere, fanno la differenza. Dobbiamo essere tutti coinvolti. Non ho mai dato merito ai singoli giocatori, ma ai reparti. Siamo tutti coinvolti nelle due fasi. Contro l'Atalanta sarà un bel test a livello difensivo perchè incontriamo il miglior attacco. Cercheremo di essere preparati ed organizzati. Il primo pensiero sarà quello di fare gol, il secondo pensiero di non subirlo. Così i tre punti li puoi portare a casa".

 

- Vincere lo scudetto a Napoli quest'anno sarebbe un miracolo? A chi l'avrebbe dato il Pallone d'oro?

"Sono credente e praticante. Conosco solo una persona che li fa. Io prego sempre. Spero che i miei calciatori stiano bene. Prego per la mia famiglia e per i miei calciatori. Vogliamo costruire qualcosa di duraturo. Dio vede e provvede. Dobbiamo metterci tutti a disposizione, dal magazziniere al fisioterapista. Non possiamo sbagliare. Pallone d'oro? Lascio giudicare a chi lo deve fare, ho altri pensieri. I miracoli calcistici ci sono sempre stati, pregando può succedere il miracolo. Aiutati che Dio ti aiuta".

 

- L'asticella si è alzata con la partita contro il Lecce...

"Mister Cartisano è nel mio cuore, lo sa, nella Primavera del Lecce mi sono impegnato tanto".

 

- Come va gestito l'entusiasmo?

"L'entusiamo deve essere benzina. E' un qualcosa di positivo. Sarò l'ultima persona a spegnere l'entusiasmo. Dobbiamo alimentare la passione dei tifosi ogni giorno con il nostro lavoro. Vogliamo rendere orgogliosi i nostri supporters. Dobbiamo mostrare il senso di appartenenza. La serata di Milano è stata bella, sentire i nostri tifosi cantare a fine partita ci ha riempito il cuore. Abbiamo iniziato un percorso per essere stabile per Napoli, il club, i tifosi e De Laurentiis". 

 

- Politano ha fatto il quinto di destra in fase difensiva e l'attaccante in fase offensiva...

"Matteo è stato il primo a lanciarmi quest'idea. Lui stesso mi ha detto che quando attaccano con i 5 canali lui si può abbassare. Politano sta giocando in maniera perfetta, anche Ngonge si è fatto trovare pronto. L'Arsenal, contro l'Atalanta, si è schierata a cinque per coprire su Lookman. A volte ho visto pure il 6-3-1. A livello tattico molte cose sono state sdoganate". 

 

- Si aspetta una partita qualitativa o con un'Atalanta aggressiva?

"Ho rotto le scatole ai calciatori per fargli capire alcune situazioni. La partita di calcio non va solo giocata, ma preparata. Dobbiamo essere bravi a far vedere al calciatore cosa accadrà domenica. Poi ogni giocatore può scombinare alcune situazioni".

 

- In 10 gare, settimo clean sheet, miglior difesa, ma anche l'attacco ha ritrovato il gol con Kvara e Lukaku, in prospettiva è un Napoli che punta al vertice. Nel prossimo triennio il tridente con Kvara, Lukaku e Conte sarà saldo alla guida del Napoli?

"E' stato un argomento di discussione. Il Napoli vince e il Napoli perde. Non c'entra niente dire che Conte vince e Conte perde. Sono rimasto sbalordinato. Dopo Inter-Juventus ho visto un titolo che io stavo godendo. Il concetto deve essere unico. Noi vinciamo, noi perdiamo. Questo discorso di dare specifici meriti a un allenatore o a un giocatore. Mi auguro che in futuro non vengano fatte queste distinzioni. Noi siamo un'unica cosa. Sono meriti temporanei, li dobbiamo dividere cosi' come in caso di risultati negativi dobbiamo essere tutti pronti ad assorbire le critiche. So benissimo che se Politano è la chicca, poi se prendiamo gol qualcuno dirà che è troppo basso. Quello che chiedo al nostro ambiente di Napoli cerchiamo di essere uniti e compatti. Siamo solo alla decima giornata. Stiamo facendo le cose per bene. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Tutti partecipiamo alle vittorie e tutti partecipiamo alle sconfitte. Solo noi, noi, noi".

 

News calcio del 2 Novembre 2024 e Amarcord!


Serie A, 2 gol e molti legni: la Juve torna a vincere

In vista della Champions League e del derby di Torino, la Juventus torna a passare qualche notte serena: batte 0-2 l’Udinese a domicilio e affianca l’Inter a quattro punti di ritardo dal Napoli capolista, pronta a sette giorni di fuoco prima della terza sosta stagionale per le nazionali. Al Bluenergy Stadium, nonostante qualche rischio di troppo, Thiago Motta torna a vedere una squadra capace di creare pericoli in avanti e di resistere alla narcolettica tentazione di appisolarsi nelle marcature in area di rigore. Nel primo tempo i due pali di Khephren Thuram e Kenan Yildiz favoriscono l’autorete di Maduka Okoye e il raddoppio di Nicolò Savona, poi la ripresa conferma il risultato con un paio di chiare occasioni per parte, su tutte la traversa di Lorenzo Lucca.

Serie A: Orsolini fa decollare il Bologna, secondo successo di fila per Italiano

Il Bologna inaugura l’11a giornata della Serie A con una vittoria pesantissima, la seconda consecutiva per gli uomini di Italiano. I rossoblù dominano nel possesso palla contro un Lecce in assetto difensivo, ma la sbloccano solo nel finale: Juan Miranda crossa e Orsolini incorna di testa all’84’. I felsinei vincono dunque 1-0 e salgono a 15 punti, ritrovando Lewis Ferguson: otto minuti più recupero per lo scozzese tra gli applausi del Dall’Ara.

Conte: “L’Atalanta fa la Champions, è più strutturata…”

In vista della gara di domenica contro l’Atalanta, il tecnico del Napoli Antonio Conte interviene nella sala conferenze del centro tecnico di Castel Volturno per rispondere alle domande della stampa.

Dopo la grande vittoria col Milan, c’è un’insidia mentale con l’Atalanta?
“C’è un’insidia perché è una squadra forte, che ha vinto l’Europa League battendocil Bayer Leverkusen che non so quante partite aveva di imbattibilità. E’ in Champions da anni, è una squadra che oggi va annoverata tra quelle forti, senza dubbio. Merito al club, a Gasperini che in tutti questi anni ha fatto un lavoro straordinario ed ho grande stima di Gian Piero che è stato anche mio allenatore. Quando ero alla Juve lui era tecnico della Primavera e quando avevo qualche infortunio chiedevo di giocare con la sua Primavera. Lo stimo molto, tramite il duro lavoro ha ottenuto risultati, non vinci l’Europa League se non sei forte. A livello mentale dite, ma se sottovalutiamo questa partita… magari l’Atalanta potrebbe sottovalutarla visto ciò che è successo l’anno scorso e noi non facciamo coppe mentre loro stanno facendo bene in Champions, sono strutturati per la Champions. Come vi ripeto sempre, chi non gioca coppe come noi è avvantaggio forse perché si allena anche se siamo alla terza in una settimana, ma poi è lontano dalla struttura della rosa delle squadre di Champions”.

Come sta Lobotka? Soddisfatto di Gilmour?
“Sarà pronto per la prossima, siamo nelle fasi conclusive di recupero. Non era un problemino in nazionale come qualcuno aveva etichettato, è ancora in fase di recupero e bisogna pazientare. Alla prossima sarà a disposizione. Su Gilmour non avevo dubbi, zero, ve l’ho sempre detto. Lui era un mio cruccio, meritava di giocare, poi guardavi Lobo in partita e faceva prestazioni eccezionali. Il valore di Billy lo conoscevo, sta facendo molto bene e siamo contenti di averlo perché è giovane e potrà stare tanti anni nel Napoli”.

 

 

Amarcord: Carletto Mazzone

“Sono sempre stato un cane sciolto. Mai avuto padrini, né sponsor. Mai fatto parte di lobby di potenti dirigenti, mai goduto del favore di giornalisti condiscendenti o di raccomandazioni.
Mai avuto qualcuno che rappresentasse i miei interessi, quello che oggi si chiama “il procuratore” e che va così di moda. Ho sempre viaggiato da solo, in autonomia e libertà.
Se ho ottenuto qualcosa lo devo a me stesso, alla mia determinazione e alla passione che ho messo nella mia carriera.
E sono orgoglioso di essere un grande professionista, magari non un grande allenatore, ma certamente un professionista e un uomo perbene.

 

Oggi nel calcio le partite si vincono grazie alla qualità del gioco che i calciatori più bravi e più costosi sono in grado di garantire.
I pochi che hanno tanti soldi comprano senza limiti tutti i calciatori più bravi esistenti sul mercato. E vincono i campionati.
Ovviamente spendendo a dismisura, sono sempre sull’orlo della bancarotta.
La soluzione sarebbe costruire un buon settore giovanile da cui attingere i futuri campioni: ma non c’è posto per la pazienza. Né per i tempi lunghi.
Si vuol vincere. Anzi, si deve vincere. E subito, perché lo show business così impone.

Prima i calciatori più bravi erano attaccati alla maglia, era una cosa molto seria. Oggi invece il denaro ha vinto. E comanda tutto.
Sulla psiche dei campioni del calcio, incombono pressioni fortissime: da parte dei procuratori, dei tifosi, ma soprattutto di chi investe milioni di euro e pretende risultati immediati, prestazioni continue e performance sempre al top.
E poi i calciatori pagano le conseguenze, facendo i conti con l’ansia, lo stress, la solitudine.

 

Per me allenare è stata una grande passione; rendere felici i tifosi, una missione. Ho dato tutto me stesso, è stata una bellissima avventura.
Non ho coppe in bacheca, solo tre promozioni. Ma ho tante salvezze, alcuni miracoli e il trofeo più bello: l’affetto di tutti i tifosi, dei miei giocatori e la stima infinita, umana e professionale, dei più grandi come Totti, Guardiola e Baggio”.

 

Amarcord: Dino Zoff

“Se da calciatore me la sono cavata alla grande, chiudendo quando dovevo, da allenatore non sono stato altrettanto fortunato.
La parabola della mia carriera semplicemente non si è conclusa: si è interrotta.

Il calcio continuavo ad amarlo, guardavo le partite, seguivo i calciatori, individuavo talenti, schemi, idee nuove. Mi tenevo aggiornato. La passione non va in pensione.
Ma non avevo modo di metterla in pratica.
Passava il tempo e non mi arrivavano offerte. Leggevo i giornali e vedevo allenatori decisamente meno bravi di me che venivano corteggiati da squadre importanti.

C’era un problema, come dire, antropologico, culturale, alla base della mia «espulsione» dal mondo del calcio.
Me ne sono accorto tardi, l’ho capito lentamente.
La verità è che, alla fine della mia storia, io la mia partita l’ho giocata e l’ho persa. E questa è una considerazione che mi addolora ogni volta che la faccio.
Che mi gonfia il cuore di delusione.

Ho sempre considerato il calcio un insieme di valori indiscutibili: l’educazione, la crescita della persona come individuo singolo e come parte di una squadra, la lealtà e la correttezza, l’autodisciplina, la capacità di riconoscere i propri limiti e la voglia e la fatica di provare a superarli, l’affannosa ricerca dell’equilibrio tra uomo e atleta. Mentre il mondo va in tutt’altra direzione, valorizzando l’apparenza, la chiacchiera, la forma. Lo spettacolo, appunto.

 

Oggi mi guardo intorno e ho l’impressione di non aver influito, di non aver cambiato niente, di aver remato controvento per quarant’anni. E basta.
Mi dicono che sono entrato nella Storia, che sono un monumento. Mi viene da ridere.
Come campione ho fallito la mia missione.
La Storia è un’altra cosa, e i monumenti, quando non fanno una brutta fine per motivi politici, di solito finiscono per essere poco più che arredo urbano, habitat per piccioni, o cose del genere.

La verità è che ho vinto qualche coppa, ho battuto molti record, ma non ho lasciato il segno, e il tempo si porterà via tutto, come una folata di vento in autunno spazza le foglie del parchetto sotto casa, dove adesso gioca a palla mio nipote.”
[Dino Zoff]

 

Amarcord: Roberto Pruzzo

 

E con il numero 7… Roberto Pruzzo. C’è stato un tempo in cui le squadre di calcio giocavano con le maglie rigorosamente numerate dalla 1 del portiere alla 11 della seconda punta. La 2 era del terzino destro, la 3 del terzino sinistro, la 4 del mediano, la 5 dello stopper (che marcava il centravanti avversario), la 6 del libero, la 7 dell’ala destra, la 8 della mezzala, la 9 del centravanti, la 10 del genio e la 11 del secondo attaccante o ala sinistra.

In quel calcio giocava il bomber per eccellenza della storia del football italiano: Roberto Pruzzo, cresciuto nel Genoa ed affermatosi nella Roma, con la quale vinse tre volte la classifica marcatori negli anni ’80.

Ovviamente lui era un centravanti e la sua maglia di appartenenza era la mitica numero 9. Ma in quella Roma, Pruzzo ebbe come allenatore Nils Liedholm, uno che faceva della scaramanzia uno dei suoi cavalli di battaglia. E così accadde che ad Avellino, il 19 dicembre del 1982, terz’ultima giornata del girone di andata del campionato 1982-83, che poi la Roma avrebbe vinto, Pruzzo scese in campo con un’insolita (per lui) maglia numero 7, con la 9 che venne indossata da Iorio (che invece alternava la 7 e la 11 con B.Conti).

La motivazione ufficiale di Liedholm fu che con questo stratagemma voleva allentare la pressione sul bomber, che non segnava da quasi un mese. E per convincerlo, prima della gara, gli disse anche: “Così diventerai ancora più forte”. Ma la realtà era un’altra: il famoso Mago Maggi di Busto Arsizio, del quale Liedholm si fidava ciecamente, gli aveva detto che quel giorno Pruzzo, per rendere al massimo, avrebbe dovuto mettere quel numero e non il suo abituale 9. Ma il bomber non strusciò un pallone, giocò malvolentieri con il 7 e la Roma pareggiò 1-1.

Dalla domenica dopo Pruzzo tornò a indossare il 9 e non lo tolse più per tutto il resto della sua carriera. La magia non aveva funzionato e anche Liedholm se ne era accorto.

 

Amarcord: Roberto Baggio

Roberto Baggio. Nato a Caldogno (in provincia di Vicenza) è stato un calciatore, attaccante di Fiorentina, Juventus (dove ha vinto nella stagione 94/95 lo scudetto e la Coppa Italia), Milan (scudetto 95/96), Bologna, Inter e Brescia, dove ha concluso la carriera nel campionato 2003/04 (la società, in suo onore, ha ritirato la maglia numero 10).

Il divin codino (il suo soprannome per via dell’acconciatura) è riconosciuto come uno dei più bravi calciatori della storia mondiale di questo sport, infatti nel 2004 Pelé l’ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 più grandi calciatori viventi.

Non ha mai vinto la classifica marcatori della serie A ma è settimo, con 205 reti in 452 partite, nella graduatoria dei cannonieri di tutti i tempi, preceduto solo da Piola, Nordahl, Totti, Meazza, Altafini e Di Natale (che l’ha superato il 2 maggio 2015).

Nel 1993 ha vinto il Pallone d’oro, riconoscimento assegnato solo ad altri quattro calciatori italiani: Omar Sívori, Gianni Rivera, Paolo Rossi e Fabio Cannavaro.

In Nazionale ha totalizzato 56 presenze e 27 gol, che lo posizionano al quarto posto tra i marcatori azzurri, a pari merito con un altro grande numero 10: Alessandro Del Piero. Altro primato in azzurro di Baggio è essere l’unico giocatore italiano ad aver segnato in tre Mondiali diversi (1990, 1994, 1998). Vice campione del mondo nel 1994, ha vinto il bronzo ai Mondiali di Italia ’90.

Amarcord: Rino Gattuso

  C'è un'immagine che non sbiadisce mai, una di quelle fotografie impresse nella memoria collettiva di chi ama il pallone come si am...