McTominay trascina il Napoli: 2-0 al Qarabag
Il Napoli ritrova il successo in Champions League con un secondo tempo feroce. Protagonista McTominay, che sblocca il match di testa al 65′ e al 72′ propizia l’autorete di Jankovic. Partita a lungo stregata, con il portiere Kochalski scatenato: nel primo tempo si oppone a una rovesciata di Neres, nella ripresa sullo 0-0 para un rigore a Hojlund e poi si esalta in una doppia occasione su Lang e sullo stesso McTominay. Gli azzurri colpiscono anche una traversa con Neres e salgono a 7 punti in classifica
Napoli, Conte all’attacco: “Non eravamo morti, ma è un periodo molto difficile “
“Era una serata speciale per Napoli e il Napoli perché Maradona ha rappresentato e rappresenta qualcosa che è difficile da spiegare se non stai a Napoli, ci tenevamo a onorare questo giorno triste. C’era una buona energia che abbiamo preso e anche dato”. Antonio Conte è soddisfatto dopo la vittoria sul Qarabag in Champions. “Il Napoli non era morto, le gare si possono vincere e perdere ma sappiamo che dobbiamo dare sempre tutto – ha detto a Sky Sport – È un momento di grandissima difficoltà, oggi avevamo sette giocatori in panchina con due portieri e due ragazzi di belle speranze. Stiamo affrontando un periodo molto difficile da inizio anno e devi comunque trovare soluzioni diverse e sfruttare quasi sempre gli stessi giocatori, aumentando i rischi. Andiamo avanti, abbiamo fatto due belle partite, in Champions non ci sono squadre facili. Ero convinto che avremmo fatto gol. Io devo avere grande energia e poi trasmetterla alla squadra. A Bologna mi sono preso la responsabilità perché non trasferivo energia ed era colpa mia. L’energia è fondamentale, i giocatori devono sprigionarla in ogni partita, devono essere squadra. Da inizio anno abbiamo tante indisponibilità. Ieri abbiamo fatto allenamento per 15′, poi è arrivata un diluvio e abbiamo smesso, ma in quei 15′ è arrivata la distorsione per Gutierrez. Qui si parla di crisi ma vanno guardate le situazioni di infermeria. Spero che Spinazzola, che oggi non ha avuto dolore, potrò averlo con noi quando riprenderemo per aggiungerne un altro giocatore al posto di Gutierrez. Domani ci riposiamo ma poi dobbiamo rimettere l’elmetto per prepararci contro la Roma”.
Cuore Juventus nel gelo di Bodo: 3-2, decide David
La squadra di Spalletti conquista il primo successo in questa Champions in una gara complicatissima. Parte bene la Juve ma i bianconeri si spegnono troppo presto e il Bodo ne approfitta nel primo tempo segnando con Blomberg. Nella ripresa la Juve accelera e trova il pari con Openda. Poi un gol annullato a Miretti ma McKennie fa 2-1. Nel finale Cabal procura un rigore che Fet segna per il 2-2 ma al 91’ una magia di Yildiz innesca David che la chiude sul 3-2.
Italia in ultima fascia al Mondiale… se ci andrà!
L’Italia di Gattuso è concentrata sui playoff di marzo e sulla sfida all’Irlanda del Nord, ma nel frattempo dai canali ufficiali della Fifa arriva una notizia potenzialmente negativa per le ambizioni azzurre: la Nazionale, così come tutte le squadre che dovranno passare dagli spareggi, sarà inserita in quarta fascia nel sorteggio dei 12 gironi del Mondiale 2026, che si terrà il 5 dicembre a Washington. Questo naturalmente significa che, in caso di qualificazione, gli azzurri saranno certamente inseriti in un gruppo di ferro.
Nelle scorse settimane si era ipotizzato che la Fifa potesse utilizzare il ranking per suddividere nelle varie fasce le nazionali qualificate tramite playoff (in quel caso l’Italia sarebbe stata in seconda dopo lo scivolamento fuori dalla top 10), ma nella serata di martedì è stato ufficializzato che le ultime 6 squadre ancora non qualificate saranno appunto in quarta. Insieme a Giordania, Capo Verde, Ghana, Curaçao, Haiti e Nuova Zelanda.
Squalifiche: Gasperini non sarà in panchina nel big match Roma-Napoli
Nuovi stop ma anche tabelle di recupero che dovrebbero essere rispettare e che potrebbero rivedere in campo qualche protagonista. In vista del prossimo turno, guardando anche ad assenze e ritorni in Europa, ecco il quadro momentaneo della Serie A. Conte, atteso dalla Roma, ha il problema Gutierrez. L’esterno rischia di saltare anche il big match dell’Olimpico. Dumfries, grande assente nel derby di Milano, mancherà anche nella prossima giornata. Lo staff medico nerazzurro conta di restituirlo a Chivu entro metà dicembre, forse qualche giorno prima. Gatti ha saltato la Champions a causa di una sindrome influenzale. Quanto meno probabile il suo recupero in vista del Cagliari
Due gli squalificati “di campo”: rosso per Norton-Cuffy e “accumulo” di gialli per Smolcic. Il Giudice Sportivo ha inoltre fermato Gasperini, che non sarà in panchina per la super sfida contro il Napoli. Per il tecnico giallorosso stop di un turno “per avere, al 17° del secondo tempo, dopo la notifica del provvedimento di ammonizione, uscendo dall’area tecnica, contestato reiteratamente e platealmente la decisione arbitrale“. In casa Milan potrebbe tornare a disposizione Santi Gimenez mentre Athekame, alle prese con un problema al soleo, dovrebbe rimanere ai box per circa un mese. Infortunio al polpaccio e problema all’adduttore invece per Cataldi e Gila. Continua l’incubo infortuni per la Lazio
Lazio, verso gennaio Insigne più vicino. E occhio alle uscite
La Lazio inizia a muoversi in vista del mercato di gennaio e il primo colpo potrebbe essere proprio quello di cui si parla da più tempo, che porterebbe Lorenzo Insigne in maglia biancoceleste e di nuovo alla corte di Maurizio Sarri. I dialoghi procedono senza intoppi e Insigne inizia finalmente a vedere vicino il suo ritorno in Serie A dopo gli anni passati a Toronto.
Sul fronte uscite, è possibile che per non incorrere in nuove sanzioni sul mercato, la Lazio possa decidere di sacrificare uno tra Isaksen, Castellanos o Guendouzi, per cui il Sunderland sarebbe disposto a mettere sul piatto circa 25-30 milioni di euro, una cifra che farebbe comodo alle casse biancocelesti. Tra entrate e uscite un occhio anche ai giovani, con la dirigenza vigile sui profili di Giovanni Fabbian, centrocampista del Bologna, e Tommaso Berti, fresco di rinnovo con il Cesena.
Sassuolo-Pisa 2-2: un vento dall’Est e un vento dal Nord mantengono il Sassuolo nella parte sinistra della classifica
In una giornata di festa a Reggio Emilia, dove le piazze del centro si scaldavano dei fuochi di caldarroste e vin brulè in onore di San Prospero, il rischio che il gelo cadesse sul Mapei Stadium e sulla testa del Sassuolo è stato altissimo, ma a salvare il piovoso lunedì sera, chiusura della 12° giornata di serie A, è bastata una folata di vento proveniente dalla Norvegia.
In uno stadio semi-deserto (a causa del provvedimento del Ministero degli interni con il quale è stato disposto lo stop alla trasferta per i tifosi pisani), va in scena lo scontro tra due campioni del mondo, compagni di squadra nella magnifica spedizione in terra tedesca del 2006.
Nonostante le temperature molto basse e il meteo incerto, la comunità di Sassuolo non fa mancare presenza e sostegno alla squadra di Grosso, ma il battito sulle tribune si arresta in pochi secondi dal fischio di inizio: lancio lungo verso Tourè, che viene atterrato da Candè, ed è calcio di rigore fischiato in favore dei toscani a seguito di revisione VAR; Nzola si presenta sul dischetto, batte Muric, è 0-1 in favore del Pisa e cala il silenzio sugli spalti.
Sono passati solo 5 minuti dall’inizio della partita e l’immediato svantaggio avrebbe atterrato anche il più coraggioso degli eroi, eppure il popolo nero-verde è ancora vivo e vegeto. Il battito dei tifosi è ancora forte e segue il ritmo di quello che è il cuore della squadra nero-verde, Nemanja Matić, che, accompagnato dalle due arterie, la coppia di centrali Idzes-Muharemović, gestisce e padroneggia i tempi della partita. È proprio il trentasettenne serbo a riacciuffare immediatamente il pareggio al 6’ minuto, con un tiro al volo dal limite dell’area all’altezza della sua fama: una fiammata che riaccende gli animi, una folata in grado di contrastare Buran.
Il ritmo dei cuori nero-verdi, così come della partita, è alto. Il Sassuolo sembra in pieno controllo della gara, pur avendo davanti un Pisa compatto, duro, mai disunito, senza paura di affrontare le avanzate degli avversari, anche cedendo il controllo del pallone. Tra il pubblico c’è fiducia di poter ottenere il risultato più roseo, dettata dalla consapevolezza nei propri mezzi, nella rosa e nella qualità della stessa nella gestione del pallone.
La vera passione la si percepisce quando la palla finisce tra i piedi del capitano, Mimmo Berardi, e si spezza la voce di ogni tifoso: ogni volta che il pallone arriva al numero 10 tra la gente c’è silenzio e l’aria sembra proprio quella tra i banchi delle chiese o tra i più ferventi fedeli, silenti ma allo stesso tempo frementi nell’attesa e nella speranza che arrivi un segno, un gesto, una parola del profeta che santifichi la festa, che ponga il proprio sigillo sul match. Quel sigillo non arriverà alla fine, ma non può non mettersi in evidenza quanto il pubblico fosse commosso dal sacrificio messo in campo da un giocatore con la sua qualità tecnica, con continui recuperi dietro la linea del centrocampo e ripetute rincorse all’indietro per prevenire le ripartenze della compagine pisana.
Quando tutto sembra sotto controllo e sugli spalti sembra prendere concreta forma il sogno di una notte di mezza estate, come quella alla fine della stagione 2015/16, l’ingresso di Meister cambia volto alla partita. Un errore in fase di possesso del subentrato Coulibaly, una scopertura in fase difensiva a seguito di corner a favore dei nero-verdi (forse dettata da un po’ di quella presunzione di chi ha coscienza della propria forza), unitamente allo strapotere fisico dell’attaccante danese riporta il punteggio sull’1-2 per i toscani all’81’. L’attaccante, classe 2003 e con un passato al Rennes, mette in evidenza tutte le proprie qualità tecniche e fisiche, portando a spasso l’ultimo difensore rimasto a presidiare la difesa del Sassuolo e scagliando un fulmine alle spalle dell’estremo difensore di casa, oltre che nel cielo sopra il Mapei Stadium e nello spirito del popolo sassolese.
Cala il gelo. Arresto cardiaco. Il sogno di tornare al 2015/16 sembra svanire, destinato a rimanere tale. Il malumore si innalza. Ai picchi di adrenalina dovuti a quelle che sembravano essere le ultime occasioni della partita, corrispondono le grida di rammarico e delusione per le conclusioni senza fortuna di Pinamonti (attaccante di assoluto livello, degno dei colori che indossa e della categoria in cui ormai si fa notare da anni, che avrebbe bisogno di più sostegno da quel popolo sugli spalti in grado di amare incondizionatamente quei colori anche nei momenti in cui si sono fatti più scuri).
Quando la giornata sembra volta al termine e i primi spettatori iniziano ad avviarsi verso l’uscita per trovare consolazione nelle proprie case, un pallone dolce come una carezza si avvicina a pochi passi dalla porta difesa da Semper e costringe quei tifosi a fermarsi sui gradini che li volevano sulla via di un ritorno amaro: in quell’istante, un vento caldo, caldissimo, proveniente da Stavanger-Norvegia li ripara da quel gelo che si era fatto troppo pesante da sopportare e gonfia la rete dei nero-azzurri. Nell’ultimo respiro di una partita piena di emozioni, vive e contrastanti, al 94° minuto Volpato inventa e Thorstvedt si avventa sul pallone e da pochi passi mette fine al match sul 2-2.
La pioggia e il primo freddo invernale cedono il passo al calore del popolo nero-verde. I cuori tornano a battere forte. I sogni tornano ad essere vicini e concreti. Esplode la gioia come per i fedeli in festa. Un vento dall’Est e un vento dal Nord mantengono il Sassuolo in alto, sul lato sinistro della classifica, e accompagnano i tifosi a casa col pensiero che tutto è ancora possibile.

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