venerdì 1 maggio 2026

Amarcord: Oliver Bierhoff


 Nel 1991, dopo le prime esperienze tra Germania ed Austria, l'Inter del presidente Pellegrini lo porta in Italia parcheggiandolo in provincia, ad Ascoli.

L'impatto col nostro campionato non è dei più felici e questo panzer tedesco sembra rivelarsi vero oggetto misterioso del mercato: lento e macchinoso, mette in mostra un gran fisico ma evidenzia grossi limiti tecnici che lo fanno apparire sovente impacciato e persino goffo con la palla tra i piedi. In poco meno di venti partite segna la miseria di due gol e l'Ascoli finisce dritto in B.
I tifosi lo contestano, lo insultano, lo fischiano ad ogni tocco di palla. Il presidente Rozzi invece lo coccola, lo protegge e non lo cede: sa di avere tra le mani un professionista serio, un faticatore, un ragazzo determinato e intelligente. I fatti gli daranno ragione! L'anno successivo, tra i cadetti, segna e tanto. Diventa capocannoniere e per poco non concede il bis anche la stagione seguente. Sono anni in cui in Serie B ci sono attaccanti come Batistuta, Inzaghi, Vieri, Chiesa, Hubner, giusto per citarne alcuni. L'Ascoli però finisce in C e proprio quando per questo ragazzone di 1.90m sembra arrivato il momento di far ritorno a casa, arriva la chiamata della famiglia Pozzo.
L'udinese fresca di promozione, ha affidato la guida tecnica ad Alberto Zaccheroni e punta sul biondo teutonico per una salvezza tranquilla. Anche stavolta i dubbi e le perplessità pervadono i tifosi friulani: come può una compagine che vuole salvarsi in serie A, fare affidamento su un centravanti che non è riuscito ad evitare la retrocessione in C alla sua squadra? Ciò che accade dopo è storia nota: i bianconeri esprimeranno un calcio spumeggiante capace di spegnere ogni scetticismo iniziale ed il tedesco, esaltato dallo stile di gioco offensivo del tecnico romagnolo, chiuderà la stagione con ben 17 centri all'attivo.
Udine e la Serie A scoprivano la potenza di uno dei più prolifici centravanti della seconda metà degli 90, letale nel gioco aereo e vera e propria sentenza sui colpi di testa.
Da bidone annunciato a bomber implacabile della Serie A: esempio di come abnegazione, sacrificio e voglia di migliorare i propri limiti possano colmare anche le più grandi lacune tecniche.
Compie oggi gli anni 'gravità zero' Oliver Bierhoff

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