domenica 23 novembre 2025

News calcistiche del 23-11-2025

 


Serie A, Lazio-Lecce 2-0: decidono Guendouzi e Noslin

La Lazio vince contro il Lecce e sale al settimo posto, al fianco del Como che domani giocherà contro il Torino. Sblocca Guendouzi nel primo tempo e chiude i conti con Noslin sui titoli di coda. Prova decisamente convincente della squadra di Sarri che avrebbe potuto concludere con un bottino più ampio (due pali nella ripresa). Non riesce a tenere il passo la squadra di Di Francesco, che soffre anche la maggior qualità degli avversari.
Serie A, la Roma non si ferma più: Soulè apre il 3-1 di Cremona
La Roma si conferma in vetta alla Serie A. I giallorossi si impongono allo Zini con la Cremonese per 3-1: reti di Soulè, Ferguson e Wesley prima della rete nel recupero di Folino per i padroni di casa. Espulso Gasperini, non sarà in panchina nel big match dell’Olimpico con il Napoli di domenica prossima.
Serie A, gioia Parma: Pellegrino affonda il Verona
No Pellegrino, no party. Il Parma trova la seconda vittoria stagionale in Serie A grazie alla doppietta del suo numero 9, (la seconda in campionato, la prima era stata al Torino), stacca il Genoa e si porta a 11 in classifica, allontanandosi almeno un po’ dalla zona retrocessione. Il Verona invece deve fare mea culpa per essersi fatto superare nel finale dopo aver faticosamente trovato il pari nella ripresa: decisivo Giovane nel bene e nel male, perché il brasiliano dopo aver griffato l’1-1 fa infuriare la tifoseria gialloblù con un retropasaggio-assist a Pellegrino. Finisce tra i fischi del Bentegodi (indirizzati ai propri giocatori) la festa della squadra di Cuesta, che ha avuto coraggio e ha trovato un successo preziosissimo.
Tennis, con Cobolli è festa Italia: per gli azzurri terza Davis consecutiva
Terza Coppa Davis consecutiva per l’Italia che anche senza Sinner e Musetti conquista l’insalatiera, stavolta in casa, a Bologna. Berrettini e Cobolli sconfiggono Carreno Busta (6-3 6-4) e Munar (1-6 7-6 7-5), la Davis è dei ragazzi di Filippo Volandri che con un percorso perfetto hanno superato Austria, Belgio e oggi anche la Spagna
Conte: “Se mi sono ripreso il Napoli? La squadra è sempre stata con me”
“L’ultima tegola di Anguissa in Nazionale mi ha portato a fare delle riflessioni perché a centrocampo siamo rimasti in pochi. Elmas è un jolly e non un vero e proprio centrocampista ma ha fatto bene, sono rimasti Lobotka e McTominay più un grande prospetto come Vergara che è più offensivo, quasi un trequartista. Siamo soddisfatti per la vittoria e per come è stata ottenuta”. Il tecnico del Napoli Antonio Conte ritrova la parola due settimane dopo la sconfitta e lo sfogo di Bologna. “Primo tempo a ritmi alti ma anche nel secondo tempo abbiamo portato una pressione alta. Potevamo fare meglio nella gestione della palla ma ci sta contro una squadra molto forte, che a Marsiglia ha fatto una gara strepitosa – ha detto a Sky Sport dopo la vittoria contro l’Atalanta – C’è stata grande energia, elettricità al Maradona questa sera. L’abbraccio con Di Lorenzo e la difesa di Hojlund dopo un controllo sbagliato? Ci sono aspetti che preoccupano chi non conosce la realtà dei fatti. Con i giocatori ho un rapporto molto intenso, ci diciamo sempre la verità. Io sono un uomo vero, trasparente, senza maschere. A tanti non piace ma a me hanno sempre insegnato l’onestà di intervenire quando vedo qualcosa che non va e non girare la testa dall’altra parte. Noi continuiamo a lavorare. Per martedì in Champions contro il Qarabag c’è da ritrovare energie”.
“Sono due settimane che non mi vedete, ma sono anche due settimane che ne parlate – ha detto Conte a Dazn – La squadra sarà sempre con me, e io sarò sempre con la squadra: non avevo bisogno di riprendermi il Napoli. C’era un’energia positiva in tutto lo stadio, era da un po’ che non avvertivamo tutta questa positività. Sono stati bravi i ragazzi. Questo tipo di ambiente trascina, i ragazzi sono stati davvero bravi contro una squadra, l’Atalanta, secondo me di livello molto alto. Mi sono ripreso la squadra? Non c’era bisogno, la squadra sarà sempre con me, così come io staro sempre con loro” – ha detto replicando al messaggio del presidente De Laurentiis – C’è un rapporto molto stretto. Sanno di avere davanti una persona vera, senza maschere, che si espone come tanti non hanno il coraggio di fare. Nella mia schiettezza, nella verità dei fatti e dei rapporti con i ragazzi, loro sanno che niente e nessuno potrà mai incrinare il rapporto con la squadra”. E ancora: “Mi sono preso la responsabilità, pensando che forse non stavo tirando fuori il meglio. Alle volte si dimentica che stiamo affrontando l’emergenza, con le assenze di Anguissa dopo De Bruyne, Lukaku, Spinazzola. Facciamo di necessità virtù, cambiando anche sistema, e invece si fa dietro al gossip e alle fesserie”. Sul rientro di Lukaku: “Va monitorato, ha avuto un infortunio importante, è già tanto averlo nello spogliatoio, dà energia”.
Napoli, De Laurentis fa i complimenti a Conte
“Bravo Antonio Conte che si è ripreso in mano la squadra. Bravi i calciatori che hanno eseguito le sue istruzioni”. Queste le parole via X di De Laurentis a fine partita, facendo i complimenti a tutti.
“L’ultima tegola di Anguissa in Nazionale mi ha portato a fare delle riflessioni perché a centrocampo siamo rimasti in pochi. Elmas è un jolly e non un vero e proprio centrocampista ma ha fatto bene, sono rimasti Lobotka e McTominay più un grande prospetto come Vergara che è più offensivo, quasi un trequartista. Siamo soddisfatti per la vittoria e per come è stata ottenuta”. Il tecnico del Napoli Antonio Conte ritrova la parola due settimane dopo la sconfitta e lo sfogo di Bologna.
“Primo tempo a ritmi alti ma anche nel secondo tempo abbiamo portato una pressione alta. Potevamo fare meglio nella gestione della palla ma ci sta contro una squadra molto forte, che a Marsiglia ha fatto una gara strepitosa – ha detto a Sky Sport dopo la vittoria contro l’Atalanta – C’è stata grande energia, elettricità al Maradona questa sera. L’abbraccio con Di Lorenzo e la difesa di Hojlund dopo un controllo sbagliato? Ci sono aspetti che preoccupano chi non conosce la realtà dei fatti. Con i giocatori ho un rapporto molto intenso, ci diciamo sempre la verità. Io sono un uomo vero, trasparente, senza maschere. A tanti non piace ma a me hanno sempre insegnato l’onestà di intervenire quando vedo qualcosa che non va e non girare la testa dall’altra parte. Noi continuiamo a lavorare. Per martedì in Champions contro il Qarabag c’è da ritrovare energie”.
IL DIFENSORE – Napoli, Buongiorno esulta dopo la vittoria con l’Atalanta: “Cuore e passione”
Alessandro Buongiorno, difensore del Napoli, scrive su Instagram dopo la vittoria degli azzurri al Maradona contro l’Atalanta: “Cuore e passione”.
ROMA – El Shaarawy: “C’è entusiasmo, Napoli? Sarà un bel test, conosciamo la loro forza”
Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, ha parlato a DAZN dopo la vittoria contro la Cremonese: “Come si fa a continuare questo sogno? Si vede che c’è molto entusiasmo e molta voglia in ogni palla che giochiamo. Siamo contenti, c’è tanta fiducia, stiamo mettendo sempre più qualità nel gioco e dobbiamo continuare su questa strada. Mancano ancora tante partite, ma ci godiamo questo primo posto in attesa del derby. Può incidere il discorso dell’Europa League? Dobbiamo essere bravi noi ad essere decisivi quando entriamo. Tutti devono essere pronti quando vengono chiamati in causa: questo deve accadere da qui alla fine della stagione. Sappiamo che ora abbiamo un tour de force di partite e serve l’aiuto di tutti. Con Gasperini è scattata subito una scintilla? A prescindere dal clima che ha creato il mister, vedo margini di crescita. Possiamo migliorare ancora tanto, anche prima di questa partita dicevo che potevamo crescere in fase realizzativa. Oggi l’abbiamo dimostrato con 3 gol, quindi possiamo migliorare questo. Il ritorno al gol di Ferguson dà tanta fiducia e dobbiamo continuare così. Crash test col Napoli? E’ ancora presto, però sarà un bel test. Conosciamo la forza del Napoli, ma giochiamo in casa e andremo lì per fare una grande partita”.
Ufficiale Castel Volturno, primo allenamento in vista del Qarabag: il report del club
Il Napoli, dopo il successo di ieri in campionato contro l’Atalanta, inizia a preparare la sfida di martedì sera contro il Qarabag e per la quinta giornata della Phase League di Champions. Di seguito il report del club azzurro.
“Dopo la vittoria contro l’Atalanta, gli azzurri iniziano gli allenamenti in vista della prossima gara di Champions contro il Qarabag, martedì alle 21:00 al Maradona. Coloro che ieri hanno giocato dal primo minuto hanno svolto lavoro di scarico, mentre il resto del gruppo è stato impegnato in una seduta tecnico-tattica”.
Scotto: “Non serviva trapianto di cuore, ma sfruttare la rosa forte con le rotazioni!”
Il giornalista de Il Roma Giovanni Scotto, tramite un tweet sul suo profilo X, ha commentato la vittoria del Napoli per 3-1 contro l’Atalanta: “Sicuramente lo sfogo di Conte a Bologna ha provocato una reazione, ma a far vincere e giocare bene il Napoli è stato il cambio tattico.
Un modulo nuovo e la fiducia a chi si era visto poco (e male), come Neres e Lang, ma anche Beukema. Una mano l’ha data anche l’Atalanta svagata e senza riferimenti in avanti nel primo tempo. Senza Lukaku e poi De Bruyne serviva qualcosa di diverso, ma serve soprattutto sfruttare una rosa forte e provare qualche rotazione. Il trapianto di cuore non serve. La speranza è che per Rrahmani e Hojlund non sia nulla di grave, usciti per precauzione”.
Gasperini protesta e viene espulso: non sarà in panchina per Roma-Napoli
Gian Piero Gasperini è stato espulso al minuto 62 del match contro la Cremonese, dopo aver protestato in maniera ripetuta. Quindi, il tecnico di Grugliasco non sarà in panchina per Roma-Napoli di domenica prossima. Trattandosi di una squalifica per doppia ammonizione, l’allenatore giallorosso dovrebbe saltare una sola gara.
Conte-ADL, Sky: rapporto d’amicizia, c’è massima fiducia tra le parti
Massimo Ugolini, giornalista Sky, è intervenuto all’indomani del successo del Napoli contro l’Atalanta e si è espresso così all’emittente satellitare: “Conte ha fatto di necessità virtù con il 3-4-2-1. L’aspetto più importante è la reazione che è arrivata in modo convincente, soprattutto nel primo tempo. Le assenze pesano, ma Conte è sempre bravo a trovare le soluzioni giuste.
Rapporto ADL-Conte? Il rapporto tra allenatore e presidente è ottimo, va oltre alla professione, c’è un’amicizia dichiarata tra le famiglie. Non ci sono dubbi sul fatto che il presidente si sia mosso perfettamente negli ultimi giorni. Il gruppo ha avuto un messaggio chiaro: l’allenatore l’ha scelto il presidente e si va avanti con lui”.
Avellino-Empoli 0-3: gli ospiti calano il tris, lupi allo sbando
Seconda sconfitta consecutiva per l’Avellino, costretto ben presto al cambio di Russo e mai realmente in grado di rientrare in partita. L’Empoli espugna il Partenio con un successo netto, costruito già nella prima frazione e legittimato nel finale. L’Avellino tenta una reazione dopo le due reti iniziali, ma la squadra di Biancolino fatica a trovare continuità offensiva e non riesce a contenere le ripartenze avversarie, capitolando nel recupero sul terzo gol firmato da Pellegri.
Il racconto del match
Le squadre scendono in campo agli ordini di Fourneau di Roma 1. L’Avellino indossa il completo verde, mentre l’Empoli replica in bianco con pantaloncini azzurri. Il match si accende subito: al 2′ Tutino, accorgendosi che Fulignati è fuori dai pali, prova la conclusione da lontano senza però centrare la porta. Al 4’ arriva la risposta azzurra: Missori serve Biasci, ma è ancora Fulignati a intervenire prontamente.
Al 7’ il primo colpo di scena: Russo si ferma dopo un contatto con Elia. Sospetto trauma all’anca e necessario l’intervento dello staff medico. Il numero 10 biancoverde abbandona il campo al 10’, sostituito da Milani. L’Empoli sale di tono: al 14’ Moruzzi ci prova di testa ma la mira è imprecisa. Tre minuti più tardi, gli ospiti trovano il vantaggio. Al 17’ Moruzzi pesca Elia sul secondo palo: Daffara non riesce a intervenire e l’esterno insacca di testa lo 0-1.
Al 22’ viene ammonito Degli Innocenti, mentre al 27’ Nasti sfiora il raddoppio su lancio di Curto, trovandosi a tu per tu con Daffara, bravissimo nella risposta. L’Avellino sfiora il pareggio al 32’: cross di Besaggio, Milani impatta da distanza ravvicinata ma Fulignati salva la porta con un intervento determinante.
Al 40’ si assiste a una bella combinazione Tutino-Biasci, con il piattone di quest’ultimo che termina alto sopra la traversa. Intanto aumenta il numero dei cartellini: ammoniti Cancellotti al 30’, Yepes al 35’ e Fontanarosa al 41’. L’Empoli raddoppia al 45’+1: su un disimpegno errato di Cancellotti, Saporiti recupera e, con un tiro a giro sul secondo palo, sigla lo 0-2. Dopo i due minuti di recupero, le squadre rientrano negli spogliatoi.
La ripresa si apre con due cambi per Biancolino: Palumbo ed Enrici prendono il posto di Cancellotti e Fontanarosa. Al 57’ dentro anche Patierno per Besaggio. L’Avellino cerca di costruire gioco, ma fatica nella rifinitura. Al 68’ la Curva Sud espone uno striscione commemorativo in ricordo del terremoto del 1980.
Pochi minuti dopo, al 72’, occasione importante per i padroni di casa: calcio d’angolo dalla sinistra, Simic funge da torre per Kumi, che colpisce di testa trovando la pronta risposta di Pigliacelli. Al 75’ Missori scodella un pallone teso per Tutino, che però non riesce a coordinarsi per la conclusione.
All’84’ altra opportunità per l’Avellino: Palumbo svetta di testa sugli sviluppi di un’azione sulla destra, ma Pigliacelli devia sopra la traversa. Al 89’ Milani si ferma per un problema al flessore destro, lasciando l’Avellino in dieci uomini nei minuti finali.
Nei cinque minuti di recupero, l’Empoli — ormai padrone del campo — trova anche il terzo gol: al 90’+4 Pellegri chiude la gara con la rete dello 0-3. Poco dopo, al 90’+5, il triplice fischio sancisce il successo definitivo degli ospiti.
L’Empoli espugna con merito il Partenio-Lombardi grazie ai gol di Elia, Saporiti e Pellegri, amministrando il match con lucidità fin dal primo tempo. L’Avellino costruisce alcune buone occasioni ma non riesce a concretizzare, incassando così la seconda sconfitta consecutiva.
TABELLINO
Avellino-Empoli 0-3
Marcatori: Elia (E), Saporiti (E), Pellegri (E).
AVELLINO (3-5-2): Daffara; Cancellotti (46’ Palumbo), Simic, Fontanarosa (46’ Enrici); Missori, Besaggio (57’ Patierno), Palmiero, Kumi, Russo (10’ Milani); Biasci (81’ Sounas), Tutino.
A disposizione: Pane, Marson, Marchisano, Enrici, Mellino, Gyabuaa, Palumbo, Patierno, Lescano.
All.: R. Biancolino.
EMPOLI (3-4-2-1): Fulignati; Curto (77’ Guarino), Obaretin, Lovato; Elia, Yepes (69’ Haas), Degli Innocenti (61’ Ghion), Moruzzi; Saporiti, Shpendi (61’ Ilie); Nasti (69’ Pellegrini).
A disposizione: Perisan, Gasparini, Carboni, Ceesay, Belardinelli, Indragoli, Konate, Bianchi.
All.: A. Dionisi.
Arbitro: Francesco Fourneau di Roma 1.
Assistenti: Preti di Mantova, El Filali di Alessandria.
Quarto uomo: Ubaldi di Roma 1.
VAR: Giua di Olbia.
AVAR: Del Giovane di Albano Laziale.
Ammoniti: Degli Innocenti (E), Cancellotti (A), Yepes (E), Fontanarosa (A).
Espulsi: —
Recupero: 2’ pt, 5’ st.
Serie B: Frosinone a -1 dalla vetta, frena il Palermo. Bene Venezia ed Empoli
Nella tredicesima giornata di Serie B, il Frosinone passa 3-2 a Bari. Decidono Raimondo, Bracaglia e Ghedjemis: ciociari a -1 dalla vetta in attesa di Monza e Modena. Sorride pure il Venezia, che si prende per 2-0 il Derby col Padova grazie a Busio e Yeboah. Il Palermo non va oltre l’1-1 sul campo dell’Entella: Pohjanpalo risponde a Tiritiello. L’Empoli fa 3-0 in casa dell’Avellino grazie a Elia, Saporiti e Pellegri, Carrarese-Reggiana 0-0.
BARI-FROSINONE 2-3
Dopo un primo tempo spettacolare, il Frosinone batte 3-2 il Bari e, in attesa di Monza-Cesena e Modena-Südtirol, si porta a -1 dal primo posto. I ciociari rischiano prima di andare sotto, ma l’1-0 di Pagano viene annullato all’8′, poi poco dopo la sbloccano di testa con Raimondo. La punizione di Verreth vale il momentaneo 1-1 al 21′, ma poco dopo, ancora di testa, insacca Bracaglia. Ghedjemis fa tris al 42′ certificando l’attacco del Frosinone (25 gol) come il migliore del campionato, ma prima dell’intervallo i pugliesi accorciano le distanze di Castrovilli su assist di Antonucci. Nella ripresa, i pugliesi ci provano, ma il risultato non cambia: fischi dai (pochi) tifosi del Bari, a quota 13 e per ora appena sopra la zona calda.
PADOVA-VENEZIA 0-2
Il Venezia fa tappa allo Stadio Euganeo di Padova, dove gli ospiti passano avanti già al 9’: Busio recupera palla, scambia con Yeboah al limite dell’area di rigore, si sposta il pallone sul destro e trafigge Fortin per l’1-0. La formazione di Stroppa è padrona del campo e al 20’ si rende ancora pericolosa con Fila, mentre due minuti più tardi Hainaut si vede annullare per fuorigioco quello che sarebbe valso come raddoppio. I lagunari insistono quindi con Compagnon e Doumbia alla mezz’ora, trovando poi il 2-0 su calcio di rigore con Yeboah al 64’, dopo il fallo commesso da Barreca. Buonaiuto prova allora a svegliare i padroni di casa all’82’, ma Stankovic gli nega il gol. Il Venezia vince così il derby veneto, centra il secondo successo di fila e sale a 22 punti. A 14 punti resta invece il Padova, la cui miglior notizia di giornata è il debutto del Papu Gomez: il Campione del Mondo argentino rimette piede in campo dopo 776 giorni dall’ultima volta e si conquista l’abbraccio dei suoi nuovi tifosi.
ENTELLA-PALERMO 1-1
Quinto pareggio per il Palermo, costretto a riprendere sull’1-1 l’Entella in trasferta. Nel corso del primo tempo gli ospiti fanno la partita, sfiorando il vantaggio al 10’ con il palo colpito da Augello. I rosanero premono forte sull’acceleratore, ma a sbloccare il risultato quasi a sorpresa sono i padroni di casa: al 44’ Tiritello, ormai bomber della squadra nonostante sia il centrale della difesa a tre di Chiappella, segna l’1-0. Dopo l’intervallo i siciliani tornano a spingere, e al 58’ riescono a pareggiare i conti con Pohjanpalo. Nella mezzora finale le due squadre provano a vincerla: prima i liguri si mettono in moto per la contro-reazione, poi nel finale gli uomini di Inzaghi fanno partire il forcing per completare la rimonta. Le due folate però non portano ad ulteriori marcature: finisce 1-1, con le squadre che si dividono la posta in palio. Il Palermo sale a 20 punti in classifica, cinque in più rispetto ai 15 dell’Entella.
AVELLINO-EMPOLI 0-3
Bella vittoria in trasferta dell’Empoli, che risale la classifica superando l’Avellino 3-0. I padroni di casa cercano di partire forte, ma poco dopo il quarto d’ora i toscani stappano la partita: assist di Moruzzi per l’1-0 di Salvatore Elia al 17’. I ritmi della gara sono abbastanza spezzettati, ma in pieno recupero di primo tempo gli ospiti raddoppiano, con Saporiti al 47’. Per tutto il corso della ripresa i campani provano ad accorciare le distanze, senza però riuscirci. Nel finale, al 95’, Pietro Pellegri chiude i conti con la rete del tris. L’Empoli con questo 3-0 sale a 17 punti, scavalcando tra le altre anche l’Avellino, fermo a quota 16.
CARRARESE-REGGIANA 0-0
Non si fanno male Carrarese e Reggiana, la sfida finisce 0-0. Nel corso dei primi quarantacinque minuti i toscani provano ad imporre il proprio ritmo alla partita, ma gli emiliani si difendono bene senza rischiare. All’intervallo il risultato è ancora molto aperto, ma dopo la pausa sono gli ospiti a spingere sull’acceleratore: dopo l’ora di gioco forcing totale da parte degli uomini di Dionigi (espulso per proteste), con Papetti che colpisce una traversa di testa al 68’. Il brivido per la formazione allenata da Calabro è però di fatto l’ultima emozione del match: la Reggiana tocca quota 17 punti, uno in più rispetto ai 16 della Carrarese.
La 13a giornata della Serie B ravviva i sogni-promozione del Monza, che sfodera la settima vittoria consecutiva ed è sempre più la capolista della serie cadetta. I biancorossi rischiano nella ripresa, ma sconfiggono 1-0 il Cesena: decisiva la rete di Obiang. Questo gol, sommato allo 0-0 del Modena col Südtirol, porta la formazione lombarda a +3 sulla prima inseguitrice. Nell’altra gara pomeridiana, il Mantova rimonta e travolge 4-1 lo Spezia.
MONZA-CESENA 1-0
Il Monza approfitta subito dello stop del Modena e, dopo aver effettuato il sorpasso nello scorso turno, allunga e scappa. I biancorossi volano infatti a +3 sconfiggendo 1-0 il Cesena nel big match della 13a giornata, coronando la propria prestazione. Spinge subito la formazione lombarda sugli esterni, con Azzi ispiratissimo, ma le prime chances le creano Obiang e Alvarez: alto il tiro del mediano, l’uruguagio calcia a lato. La gara è a tinte biancorosse e si sblocca al 37′, quando Azzi spacca in due la difesa e apre per Dany Mota: quest’ultimo pesca Obiang, che non sbaglia col destro. Siamo sull’1-0 per il Monza, che si chiude a proteggere il pari e rischia: Ciofi sfiora il gol, grande chance anche per Frabotta. Si va comunque al riposo col vantaggio per i padroni di casa, che provano a proteggere il vantaggio anche nella ripresa. Il Cesena si butta infatti a capofitto in avanti, col tiro di Berti che sfiora l’incrocio e una rete annullata. Siamo al 70′, quando Shpendi insacca e si trova in offside: è tutto vano dunque, il Monza resta avanti e sfiora il gol con Azzi. Nel finale però il forcing dei romagnoli è totale, con le grandi chances per Adamo e Berti: Thiam blinda la sua porta. Sale in area anche Klinsmann, ma non c’è nulla da fare: romagnoli sconfitti 1-0 e quarti con 23 punti, davanti a Venezia (22) e Palermo (20). Decolla invece il Monza, che sale a quota 29 punti e vola a +3 sul Modena e +4 sul Frosinone. Sono sette i successi consecutivi per la formazione biancorossa, che non perde da otto gare e dalla fine di settembre.
MODENA-SUDTIROL 0-0
Fermato sul pareggio a Frosinone prima della sosta, il Modena accoglie il Sudtirol al Braglia, dove i padroni di casa giocano un primo tempo migliore rispetto agli avversari, ma non riescono a trovare il guizzo per stappare il risultato. All’intervallo regge infatti lo 0-0, con l’Alto che al 65’ va poi a un passo dal vantaggio: Odogwu innesca di tacco Tronchin, il cui tiro non beffa per poco Chichizola. Dalla parte opposta è invece Adamonis a parare su Sersanti, mentre Tonoli sfiora il gol a dieci minuti dal novantesimo. La gara non si sblocca e, allora, il triplice fischio ufficializza lo 0-0 finale. Il Modena colleziona, dunque, il secondo pari consecutivo e si porta a quota 26 punti. A 13 sale invece il Sudtirol.
MANTOVA-SPEZIA 4-1
Sfida in zona salvezza al Martelli, dove il Mantova ospita lo Spezia. Pronti, via e la squadra di Donadoni è subito avanti. Aurelio sigla, infatti, l’1-0 per i liguri già al quarto minuto, rendendo così vana l’iniziale parata di Festa sul colpo di testa di Vlahovic. Gli ospiti giocano meglio e sfiorano pure il raddoppio, mentre Mascardi riesce a stoppare due offensive del Mantova alla mezz’ora. I virgiliani crescono però con il passare dei minuti e al 33’ pareggiano: a timbrare l’1-1 è Ruocco, bravo nel trovare il tap-in vincente dopo che Mascardi aveva allungato goffamente sulla traversa l’inzuccata di Mancuso. La formazione di Possanzini prende fiducia e al 58’ ribalta il risultato: Cella segna il 2-1, sul cross di Artioli. Aurelio sfiora poi il pareggio, prima della doppietta con cui Marras sigilla il match tra l’81’ e il 92’, per il 4-1 finale. Il Mantova infila così la terza vittoria di fila e sale a 14 punti, lasciando fermo a 8 lo Spezia, che chiude pure in dieci per l’espulsione di Cassata al 94’.

sabato 22 novembre 2025

Serie A: Vincono Bologna e Napoli. Pareggio a Firenze per la Juventus. Pareggio con tanti goal fra Cagliari-Genoa

 


Nell’anticipo della 12esima giornata di Serie A termina 1-1 la sfida del Franchi tra la Fiorentina e la Juventus. Bianconeri in vantaggio nel recupero del primo tempo con un sinistro da fuori area di Kostic, mentre la rete viola è stata siglata a inizio ripresa da Mandragora con uno splendido tiro sotto l’incrocio dalla distanza. Nel primo tempo il Var è intervenuto per togliere un rigore alla Juve, fischiato dall’arbitro Doveri per una trattenuta su Vlahovic. Un punto che serve pochissimo a entrambi: la squadra di Spalletti resta infatti in sesta posizione portandosi a 20 punti, -2 da Napoli e Milan che devono ancora giocare. La Fiorentina, ancora a secco di vittorie in campionato, non si smuove dal fondo della classifica, ma aggancia il Verona a quota 6.

Vanoli, alla seconda sulla panchina viola dopo il 2-2 col Genoa, lascia un po’ a sorpresa in panchina Gudmundsson e ritrova Kean in attacco al fianco di Piccoli. Nella Juve recupera Vlahovic, in campo dal primo minuto con Yildiz e McKennie a supporto. Al quarto d’ora il Var toglie un rigore alla Juve, concesso da Doveri per una presunta trattenuta di Pablo Marì su Vlahovic. Rivedendo le immagini, l’arbitro punisce il serbo che strattona per primo l’avversario. Gli animi si infiammano e Doveri è costretto a interrompere il match per cori discriminatori nei confronti del 9 bianconero. Dieci minuti più tardi occasionissima per la Fiorentina con Kean che colpisce la traversa dopo un’azione in solitaria. Al 35′ incredibile occasione divorata da Vlahovic che si libera facilmente di Pablo Marì, si invola tutto solo verso De Gea, lo supera ma viene rimontato da Pongracic sul più bello. Al sesto minuto di recupero si sblocca il match: Juve in vantaggio con un gran sinistro da fuori area di Kostic che beffa un colpevole De Gea.

Vanoli corre ai ripari e a inizio ripresa inserisce Fortini al posto di Dodo. Pronti-via e dopo 3 minuti la Fiorentina pareggia con una “sassata” dalla distanza di Mandragora che si infila nel sette. Un gol che rianima la Viola, che sfiora poco dopo il raddoppio con un tiro angolato di Kean, deviato in corner da Di Gregorio. E, sul corner successivo, la Fiorentina è ancora pericolosa con un mischione in area. La girandola di cambi “addormenta” un po’ il match che si risveglia all’80’ quando McKennie colpisce di testa da ottima posizione con De Gea che si supera volando sotto la traversa. Nel finale, nonostante gli ingressi di Conceicao, Openda e David la Juve non sfonda e la gara si chiude sull’1-1.


La dodicesima giornata di Serie A regala spettacolo sin dalle prime partite. Il Bologna vince 3-0 a Udine con la doppietta di Pobega e Bernardeschi e nonostante il rigore sbagliato da Orsolini: Italiano momentaneamente primo. All’Unipol Domus è invece show: Cagliari-Genoa finisce 3-3 con doppia firma di Borrelli e rete di Sebastiano Esposito, mentre vanno a segno Vitinha, Ostigard e Martin tra le fila della formazione di De Rossi.



UDINESE-BOLOGNA 0-3



Il Bologna continua a volare e in attesa di Cremonese-Roma e del Derby è addirittura primo in classifica: 3-0 a Udine. Nel primo tempo del Bluenergy Stadium, fanno tutto i rossoblù: la più grande occasione arriva poco prima dell’intervallo, con Ehizibue che tocca la palla con il braccio e provoca il rigore fallito tuttavia da Orsolini, che si fa ipnotizzare da Okoye. L’esterno di Italiano si vede anche annullare, all’ultima azione, il gol del vantaggio, così nel secondo tempo si mette i panni dell’assistman e regala a Pobega il pallone dell’1-0. L’ex rossonero trova però anche il modo di fare doppietta sfruttando l’incredibile errore in fase di costruzione dal basso di Okoye, che serve nuovamente il centrocampista poi implacabile col diagonale sinistro. Il finale porta la firma di Bernardeschi, al primo gol in rossoblù: e così Italiano è davanti a tutti, almeno per una notte.



IL TABELLINO

UDINESE-BOLOGNA 0-3

Udinese (3-5-2): Okoye 5,5; Bertola 5,5, Kabasele 5,5, Solet 6; Ehizibue 5 (18′ st Zanoli 6), Ekkelenkamp 5,5 (26′ st Piotrowski 6), Karlstrom 5,5, Atta 6, Kamara 5,5 (26′ st Zemura 6); Zaniolo 5,5 (19′ st Bayo 6), Davis 5 (18′ st Buksa 5,5). A disp.: Sava, Padelli, Goglichidze, Palma, Modesto, Lovric, Zarraga, Miller, Gueye, Bravo. All.: Runjaic 5

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia 6,5; De Silvestri 6 (18′ st Zortea 6), Casale 6, Heggem 6,5, Miranda 6; Moro 6, Pobega 7,5; Orsolini 6 (33′ st Sulemana 6), Fabbian 6 (33′ st Bernardeschi 7), Dominguez 6,5 (39′ st Odgaard sv); Castro 6 (40′ st Dallinga sv). A disp.: Pessina, Happonen, Lykogiannis, Lucumì, Vitik, Ferguson. All.: Italiano 7

Arbitro: Sacchi

Marcatore: 9′ st e 14′ st Pobega, 48′ st Bernardeschi

Ammoniti: De Silvestri (B)

Note: al 41′ Orsolini (B) sbaglia un calcio di rigore



LE STATISTICHE DI UDINESE-BOLOGNA



Il Bologna ha raccolto 24 punti dopo 12 gare stagionali in Serie A, suo nuovo record a questo punto del torneo nell’era dei tre punti a vittoria – superato quello di 22 del 2002/03.

Il Bologna ha segnato 21 gol dopo 12 gare stagionali in Serie A, superato il suo precedente record nell’era dei tre punti a vittoria – 20 nel 1996/97 e 1997/98.

L’Udinese ha vinto solo una delle ultime 12 sfide contro il Bologna in Serie A (3-0 il 30 dicembre 2023), perdendo tre delle ultime sette (1V, 3N).

Il Bologna ha mantenuto la porta inviolata per due partite di fila contro l’Udinese in Serie A per la prima volta dal periodo febbraio 2002-settembre 2003 (quattro in quel caso).

Il Bologna ha segnato almeno tre gol per due trasferte di fila in Serie A per la prima volta da maggio-giugno 2023 (vs Cremonese e Lecce in quel caso).

Per la seconda volta nella gestione Kosta Runjaic, l’Udinese ha perso due gare di fila senza segnare in Serie A, dopo lo scorso aprile (serie di tre in quel caso).

Tommaso Pobega ha segnato la sua seconda doppietta in Serie A, dopo quella messa a segno con la maglia dello Spezia il 12 maggio 2021 sul campo della Sampdoria; le due reti di oggi equivalgono a quelle messe a segno nelle precedenti 43 presenze nel torneo.

L’Udinese è diventata l’avversaria contro cui Riccardo Orsolini ha servito in assoluto più assist in Serie A (quattro).

Federico Bernardeschi ha segnato un gol in Serie A per la prima volta dal 21 dicembre 2021, in Juventus-Cagliari 2-0; inoltre, il classe ’94 non segnava una rete da subentrato nella competizione dal 26 luglio 2020, in Juventus-Sampdoria 2-0.

Riccardo Orsolini ha commesso il suo secondo errore dal dischetto in Serie A, dopo quello risalente al 2 settembre 2023, in casa, contro il Cagliari – da allora, aveva realizzato sette rigori di fila.

Maduka Okoye è il primo portiere dell’Udinese a parare un rigore in Serie A da Juan Musso (contro il Genoa il 5 luglio 2020).

Riccardo Orsolini ha raggiunto le 250 presenze in Serie A con la maglia del Bologna.

Juan Miranda ha raggiunto le 50 presenze in tutte le competizioni con il Bologna.



CAGLIARI-GENOA 3-3



Pisacane e De Rossi regalano una delle partite più spettacolari di questo avvio di Serie A, il 3-3 di Cagliari-Genoa. Il primo tempo dell’Unipol Domus è un’altalena di emozioni: si parte con il vantaggio al 18′ del Grifone con Vitinha, che controlla in area su assist di Colombo e subito di destro batte Leali. Al 33′, però, ecco il pari dei sardi con Borrelli, che segna con la palla che supera la linea di porta e l’orologio di La Penna che segnala il momentaneo 1-1. Prima dell’intervallo è 2-2 con il botta e risposta tra l’ennesimo gol di Ostigard e quello di Sebastiano Esposito. Lo spettacolo, però, prosegue anche nella ripresa, perché allo scoccare dell’ora di gioco Borrelli fa doppietta e completa la rimonta dei padroni di casa. Alla fine, però, il Grifone la pareggia con il gol rocambolesco di Martin, un pallonetto beffardo per Caprile che vale il 3-3. Nel finale, espulso Norton-Cuffy. Buon punto per Gilardino nel finale, ma la classifica continua a non essere buona. Si mangia le mani, invece, Pisacane.

IL TABELLINO

CAGLIARI-GENOA 3-3

Cagliari (3-5-2): Caprile 5; Zappa 5,5, Mina 5,5, Luperto 5; Palestra 6, Deiola 6 (32′ st Di Pardo 6), Prati 5,5, Folorunsho 5,5, Felici 6 (12′ st Idrissi 5,5); Borrelli 7,5 (26′ st Pavoletti 6), Esposito 7 (26′ st Luvumbo 6). A disp.: Ciocci, Radunovic, Rodriguez, Pintus, Obert, Gaetano, Rog, Cavuoti, Liteta, Kilicsoy. All.: Pisacane 5,5

Genoa (3-5-2): Leali 6; Marcandalli 5,5 (33′ st Carboni), Ostigard 7, Vasquez 6; Norton-Cuffy 5,5, Malinovskyi 5,5 (43′ st Masini sv), Frendrup 6, Thorsby 6 (22′ st Gronbaek 5,5), Martin 7; Vitinha 7 (33′ st Ekuban), Colombo 6,5 (43′ st Ellertsson). A disp.: Siegrist, Sommariva, Sabelli, Otoa, Stanciu, Ekhator, Fini, Venturino. All.: De Rossi 6

Arbitro: La Penna

Marcatore: 18′ Vitinha (G), 33′ e 15′ st Borrelli (C), 41′ Ostigard (G), 42′ Esposito (C), 38′ st Maartin (G)

Ammoniti: Norton-Cuffy (G), Deiola (C), Prati (C), Gronbaek (G), Luperto (C), Mina (C)

Espulso: al 48′ st Norton-Cuffy (G) per somma di ammonizioni



LE STATISTICHE DI CAGLIARI-GENOA



Il Cagliari non faceva registrare otto partite senza successi all’interno di una singola stagione di Serie A (4N, 4P) dalla striscia di nove all’inizio del campionato 2023/24 con Claudio Ranieri allenatore in quel caso.

Il Cagliari ha pareggiato due sfide di fila in Serie A per la prima volta da novembre 2024 (v Milan e proprio Genoa).

Il Genoa ha pareggiato due sfide di fila in Serie A per la prima volta da marzo scorso (v Empoli e proprio Cagliari).

Il Genoa è rimasto imbattuto per tre gare di fila nel massimo campionato (1V, 2N) per la prima volta dal marzo 2025 (1V, 2P anche in quel caso).

Il Genoa ha trovato la rete in otto trasferte consecutive in Serie A per la prima volta dal periodo tra settembre 2014 e marzo 2015 (striscia di 12 in quel caso con Gian Piero Gasperini alla guida).

Seconda marcatura multipla per Gennaro Borrelli tra Serie A e Serie B, dopo la doppietta contro il Palermo nel marzo 2024 quando vestiva la maglia del Brescia in cadetteria.

Gennaro Borrelli è il sesto giocatore del Cagliari capace di segnare due gol di testa in una partita di Serie A dal ritorno del torneo a 20 squadre (stagione 2004/05), il primo da Leonardo Pavoletti nell’agosto 2018 (vs Sassuolo).

Solo l’Inter (13) ha segnato di più di testa rispetto al Cagliari (11) in Serie A in questo anno solare.

Solo Sascha Britschgi del Parma (classe 2006) è più giovane di Marco Palestra (2005) tra i difensori che hanno fornito più di un assist (due) nella Serie A in corso.

Gabriele Zappa è tornato a prendere parte ad una rete in Serie A dalla doppietta contro il Milan, a novembre 2024 all’Unipol Domus anche in quel caso.

Sebastiano Esposito è andato a segno per due partite interne di fila per la prima volta in Serie A, con il Genoa che è diventata la squadra che l’attaccante ha colpito più volte (tre) nella competizione. Il classe 2002 è uno dei tre attaccanti nati dal 2002 in avanti – insieme a Santiago Castro (12 – 2004) e Ange-Yoan Bonny (10 – 2003) – ad aver raggiunto la doppia cifra di reti segnate in campionato considerando anche la scorsa stagione.

Primo assist per Alessandro Deiola in questa Serie A; il giocatore del Cagliari non prendeva parte a una rete nel torneo dal gol contro il Venezia, lo scorso 18 maggio, all’Unipol Domus anche in quel caso.

Primo gol per Aarón Martín in Serie A; il giocatore del Genoa ha preso parte a 10 reti in campionato nel 2025, solo Federico Dimarco (11, 8G+3A) ha fatto meglio tra i difensori nel torneo in questo anno solare.

Il gol di Aarón Martín da 47 metri è sia la rete dalla distanza più lunga in questa stagione di Serie A sia la marcatura dalla distanza maggiore del Genoa in Serie A da quando la Serie A è tornata a 20 squadre (dal 2004/05).

Leo Østigård è il primo difensore del Genoa a trovare la rete in tre sfide consecutive in Serie A da Domenico Criscito nel settembre 2021.

Morten Thorsby è uno dei cinque centrocampisti centrali – insieme a Hakan Çalhanoglu, Frank Anguissa, Ruslan Malinovskyi e Piotr Zielinski – ad aver sia segnato almeno una rete che fornito almeno un assist in trasferta in questa Serie A.

Lorenzo Colombo ha preso parte ad almeno una rete in due sfide consecutive in Serie A per la seconda volta nella competizione, dopo che ci era riuscito a novembre 2022 quando vestiva la maglia del Lecce (gol vs Sampdoria e Atalanta in quel caso).

Primo gol per Vítinha in questa Serie A; il giocatore del Genoa non andava a segno in campionato dallo scorso 24 maggio contro il Bologna, anche in quel caso in trasferta.

150a presenza per Yerry Mina nei cinque maggiori campionati europei, la 55a per il colombiano con la maglia del Cagliari, solo con l’Everton in Premier League (86) ne conta di più nei cinque principali campionati del Vecchio Continente.

50a presenza per Matteo Prati in Serie A; il centrocampista è il secondo giocatore italiano nato a partire dal 28 dicembre 2003, sua data di nascita, con almeno 50 gettoni nella massima serie (Diego Coppola l’altro, nato lo stesso giorno).


Napoli-Atalanta 3-1
Primo Tempo: Un Napoli completamente padrone della situazione chiude il primo tempo con tre reti di scarto. Fin qui un esordio da incubo per il napoletano Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta. Protagonista David Neres con una doppietta, poi ci ha pensato Noa Lang a trovare il tris per la sua prima gioia italiana. Positiva la prova di Hojlund, autore di un assist, ma nel complesso tutta la squadra di Antonio Conte ha girato a dovere. Vedremo nella ripresa quale sarà la reazione dei bergamaschi.

Secondo Tempo: Nella ripresa la musica cambia completamente anche grazie all’ingresso di Scamacca, che permette ai suoi di alzare moltissimo il baricentro e che accorcia subito le distanze con una splendida girata al volo (53′). La rimonta bergamasca però si ferma lì, nonostante i ripetuti tentativi d’assedio, e per Palladino arriva un immediato ko nel match d’esordio.
I nerazzurri restano lontanissimi dall’Europa, mentre i partenopei tornano a fare la voce grossa, in attesa di capire come ridisegneranno la classifica le due sfide cruciali di domenica: Cremonese-Roma e il derby di Milano.


lunedì 17 novembre 2025

News calcistiche del 17-11-2025

 


Sinner-Alcaraz, quei 550 punti di differenza in classifica…

Il trionfo bis a Torino consente a Sinner di accorciare lo svantaggio su Carlos Alcaraz nella classifica Atp: grazie ai 1500 punti delle Finals, Jannik sale a quota 11.500, contro i 12.050 dello spagnolo, che conclude l’anno in testa al ranking mondiale. Il divario di 550 punti rappresenta la base di partenza per il 2026. Come e quando potrà maturare il progetto di sorpasso dell’azzurro? Per capirlo bisogna passare in rassegna i risultati del 2025. A differenza della Race, che si azzera a gennaio e vale solo ai fini della qualificazione per il “torneo dei maestri”, la classifica ufficiale si basa sulle ultime 52 settimane, aggiornandosi ogni lunedì con gli scarti di punti dei tornei disputati nella stessa settimana dell’anno precedente (solo per le Finals lo scarto avviene prima o non dopo l’inizio del torneo).
L’anno si è aperto con il trionfo di Sinner a Melbourne, per il secondo anno di fila, a fronte dei quarti raggiunti da Alcaraz. Poi la sospensione di tre mesi, concordata con la Wada, per il caso Clostebol. Inizialmente Carlos, pur racimolando 900 punti tra Rotterdam e Indian Wells, non ne ha approfittato (“la pressione per l’assenza di Jannik mi ha ucciso”), ma con l’avvio della stagione sull’amata terra è rinato. Vittoria a Montecarlo e finale a Barcellona (ko con Rune anche a causa di un problema fisico che l’ha costretto a rinunciare a Madrid). Poi, quando Sinner è rientrato, doppio colpo agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, battendo Jannik in finale e annullando tre match point nella memorabile partita di Parigi. È in primavera che Alcaraz ha posto le basi per il primato in classifica. Sinner si è preso la rivincita a Wimbledon, il momento più alto della stagione per lui. Poi l’altro ha compiuto uno scatto, decisivo, nella trasferta d’Oltreoceano: vittoria a Cincinnati e incoronazione agli Us Open. A settembre Alcaraz si è ripreso il trono. Jannik, allora, ha avviato la rincorsa tra l’Asia e la campagna indoor europea, culminata con i due titoli consecutivi di Vienna e Parigi e il ritorno in testa. Ma è durato solo una settimana. Scartando i punti dell’anno precedente, all’inizio delle Finals Alcaraz ha riacciuffato lo scettro e l’ha mantenuto fino alla fine.
Si ripartirà quindi con Alcaraz a quota 12.050 punti e Sinner a 11.500. Jannik non potrà sorpassare Carlos a gennaio, perché non giocherà tornei prima dell’Australian Open (il 10 a Seul farà un’esibizione proprio contro lo spagnolo) e a Melbourne scarterà i 2000 punti della vittoria del 2024 (contro i 400 di Alcaraz). Sinner, semmai, dovrà cercare di evitare che il gap in classifica aumenti. Da febbraio in poi partirà l’assalto. L’azzurro non avrà punti da difendere fino a inizio maggio, mentre lo spagnolo dovrà lasciare sul terreno 2340 punti. Lo swing americano di marzo, con i primi due Masters 1000 della stagione, a Indian Wells e Miami (2000 punti complessivi in palio), potrà essere il luogo di una prima resa dei conti. Sarà poi interessante seguire le performance di Sinner sulla terra, il terreno preferito di caccia di Alcaraz che, tra Montecarlo e Parigi, ha incamerato un terzo dei punti del 2024.
Sinner si gode il trono Atp: “Una stagione straordinaria…”
Il Maestro è ancora una volta lui. Jannik Sinner, come Ivan Lendl nel 1985-86, ha vinto le Atp Finals senza perdere set per due anni di fila. Un traguardo incredibile, tagliato davanti a un pubblico che stravede per lui. E che, per tutta la settimana, e anche in avvicinamento all’evento, lo ha sostenuto come raramente si vedeva nel tennis: “Finire davanti al pubblico italiano è stata una cosa fantastica, forse anche meglio dello scorso anno, grazie mille del tifo, è stato incredibile. Grazie a tutti voi, sembrava di stare in un campo da calcio. Sono contento di dare a tutti qualcosina di positivo”.
La sesta finale del 2025 contro Carlos Alcaraz. La seconda vinta da Jannik dopo quella di Wimbledon. Contro un avversari che è un amico-rivale, perfetto “antagonista della narrazione”: “Carlos, sto imparando un po’ di spagnolo (ride)… ma oggi preferisco l’inglese, dammi un po’ di tempo. Sei un giocatore incredibile, abbiamo avuto tanti bei momenti in questa stagione. Sei un giocatore che ammiro, se non devo essere io il n.1 sono contento che sia tu. Siamo tutti felici di averti qui, i fan amano vederti giocare. In bocca al lupo per il tuo prossimo torneo”.
“La stagione è stata straordinaria”, sottolinea Sinner, “ora sono un giocatore migliore dell’anno scorso, questa è la cosa più importante. Grande Slam? Non ci penso e non voglio pensarci. Non è l’approccio giusto. Non bisogna mai dimenticare che il tennis è anche un gioco e dobbiamo divertirci. Quando ho vinto è stato un sollievo, una sensazione più potente dell’anno scorso per tutto quello che è successo quest’anno. L’anello mostrato da Laila sui social? Se c’è il mio zampino? No, no”. E si concede anche un siparietto sull’approccio allo spagnolo: “Sto imparando lo spagnolo perché è sempre utile sapere una lingua in più. Non so se farò lezioni, cercherò di guardare qualche film e mi farò aiutare dal mio fisioterapista (l’argentino Resnicoff, ndr)”
Sinner ancora re di Torino: stende Alcaraz nella finalissima Atp
Jannik Sinner conquista per il secondo anno consecutivo le ATP Finals di Torino. Decisivo il break conquistato al dodicesimo gioco del secondo set che permette all’azzurro di battere Carlos Alcaraz 7-6, 7-5. Salgono così a 16 gli incontri tra i due in carriera: l’altoatesino accorcia leggermente lo svantaggio, portandosi a quota sei contro le dieci vittorie dello spagnolo.
Fallimento Nigeria, il ct Eric Chelle se la prende con la maglia: “Quelli della Repubblica del Congo facevano riti voodoo”
E’ clamoroso il fallimento, il secondo consecutivo, della Nigeria nel percorso di qualificazione ai Mondiali. Dopo aver mancato la partecipazione all’edizione del 2022, le Super Eagles guidate da Victor Osimhen non sono riuscite ad andare oltre la partita decisiva contro la Repubblica Democratica del Congo, che avrebbe spalancato le porte del play-off intercontinentale del prossimo marzo. Il ko ai calci di rigori nella giornata di ieri ha mandato in frantumi il sogno di ripresentarsi alla fase finale della Coppa del Mondo a distanza di 8 anni dall’ultima partecipazione in Russia.
Mbappe, braccio di ferro col Psg: chiesti 240 milioni di risarcimento
La battaglia legale tra il PSG e Kylian Mbappé prosegue a suon di risarcimenti stellari. Davanti al Tribunale del Lavoro di Parigi, il club campione d’Europa in carica ha chiesto al suo ex giocatore un risarcimento da 240 milioni di euro per aver rifiutato, nel 2023, il trasferimento all’Al-Hilal. Questa richiesta segue quella dello stesso Mbappé di ricevere, dal club che lo ha proiettato nell’Olimpo del calcio, 263 milioni di euro. La richiesta del fuoriclasse del Real Madrid è giustificata, dal punto di vista del calciatore, per la riclassificazione del suo contratto da tempo determinato a tempo indeterminato e anche per il riconoscimento delle molestie psicologiche che Mbappé avrebbe subito alla scadenza del contratto.
Dopo una stagione incredibile con il Monaco, in cui vinse la Ligue 1 e portò i monegaschi in semifinale di Champions, Mbappé si trasferì al PSG nel 2017 per 180 milioni di euro, con la promessa implicita di guidare i parigini ai primi successi in campo internazionale. Nonostante l’impatto del francese sia stato devastante (256 reti in 308 presenze in tutte le competizioni), la storia d’amore con il PSG si è consumata rapidamente, a causa anche di situazioni difficili legate al rinnovo del contratto. Tra offerte rifiutate, prolungamenti fuori mercato e l’intervento del presidente Macron per convincerlo a restare a Parigi, alla fine Mbappé si è trasferito al Real Madrid nel 2024 a parametro zero, lasciando il PSG con una bacheca ricchissima di trofei nazionali, ma ancora senza quella Champions League arrivata l’anno scorso dopo una campagna straordinaria.
Conte ritorna a Napoli e va a confronto con i giocatori: cosa succede ora
L’unico ad andare in permesso con l’insolito avallo della società è stato Antonio Conte, scomparso a sorpresa dai radar in coincidenza con la sosta del campionato. Ma nella sostanza è stata una settimana sabbatica e difficilissima da decifrare per tutto il Napoli, compresi i tifosi. Il tempo per gli azzurri si è infatti fermato di colpo dopo la dura sconfitta di Bologna e da allora il tecnico leccese è diventato un ingombrante convitato di pietra, visto che è rimasto comunque al centro della ribalta e la sua assenza si è rivelata di conseguenza soltanto fisica. Prima il sospetto di non rivederlo più a Castel Volturno. Poi l’intervento ufficiale di Aurelio De Laurentiis, che ha fugato i rumors sulle possibili dimissioni dell’ex ct, barricato per otto giorni nella sua casa di Torino. Nessuna apparizione pubblica e nemmeno sui social. La sua pausa di riflessione è tuttavia finita e alle 14.30 in punto di oggi il condottiero del quarto scudetto dovrà presentarsi per la ripresa degli allenamenti ai cancelli del Training Center (che resterà casa degli azzurri fino al 2027). Ad attenderlo ci sono i giocatori, che hanno invece continuato a lavorare agli ordini del vice Stellini e con la supervisione di Oriali. Per loro niente riposo e il solito menù di doppie sedute ad alta intensità, fino al sospirato arrivo del weekend in cui l’unico a non andare in vacanza è stato lo stakanovista Romelu Lukaku, che punta alla convocazione per la Roma. Tanta fatica e pure imbarazzo, aspettando di capire quale sarà l’epilogo della storia. Perché le domande inevase abbondano e nessuno sa le risposte.
Italia, che figuraccia: perde 4-1 dalla Norvegia. Haaland show
L’Italia conclude con una sconfitta il suo percorso nei gironi delle qualificazioni ai Mondiali. A San Siro la Norvegia vince per 4-1 in rimonta grazie ai gol di Nusa, Haaland (doppietta) e Strand Larsen e si prende l’aritmetica qualificazione ai Mondiali 2026. L’Italia chiude invece al secondo posto in classifica nel gruppo I. Per conquistare la qualificazione al Mondiale, gli azzurri saranno costretti a giocare i playoff
Gattuso, mea culpa azzurro: “Chiediamo scusa ai tifosi…”
Rino Gattuso non si nasconde. E dopo la sconfitta contro la Norvegia per 4-1 ci mette la faccia: “Chiediamo scusa ai tifosi, per i 4 gol presi, è un risultato pesante – ha detto il ct azzurro alla Rai -. Peccato perché abbiamo fatto un primo tempo molto buono, poi un secondo tempo al di sotto. Ed è questo il maggior rammarico. La partita è cambiata quando nei primi secondi della ripresa hanno subito calciato in porta, ci è venuto il braccino. E siamo mancati sulle distanze, abbiamo dato campo”.
Qualificazioni Mondiale: Nigeria eliminata a sorpresa, RD Congo agli spareggi interzona
A sorpresa, è la Repubblica Democratica del Congo a vincere lo spareggio africano e ad accedere ai playoff intercontinentali di marzo. Dopo aver battuto il Camerun in semifinale, i congolesi eliminano anche la Nigeria che poteva contare di giocatori del calibro di Osimhen, Lookman, Chukwueze.
Nigeria che era passata subito in vantaggio con il gol di Onyeka dopo 3’, ma dopo la mezz’ora arriva il pareggio di Elia a cambiare tutto. Nei tempi supplementari va avanti la RD Congo, ma la rete viene annullata. Si va ai rigori e Osimhen, Lookman e Chukwueze sono già stati sostituiti. E arrivano tanti errori: tradiscono Bassey, Moses Simon e Ajayi e a vincere sono i congolesi col rigore di Mbemba.
ll Portogallo ai mondiali. L’Irlanda beffa l’Ungheria
Il Portogallo stacca il pass per il Mondiale 2026. I lusitani, senza CR7 squalificato, certificano la loro presenza grazie al dilagante 9-1 contro l’Armenia, con due triplette: quelle di Bruno Fernandes e Joao Neves, con il tabellino completato da Renato Veiga, Gonçalo Ramos e dallo juventino Conceiçao. Succede di tutto, invece, in Ungheria: l’Irlanda, sotto 2-1 al 79′, rimonta con i tre gol di Parrott e va agli spareggi, beffando i magiari.
Lazio, un sacerdote “benedice” i campi di Formello
Per cercare un “aiuto” in più contro la serie di infortuni che ha colpito la Lazio, il presidente Claudio Lotito ha chiamato un sacerdote per benedire i campi di allenamento di Formello. L’idea, nata dopo il derby perso a settembre e le recriminazioni legate alla traversa colpita da Cataldi sui titoli di coda, è maturata con l’aggravarsi dei problemi fisici. Il conto aperto della Lazio con la sfortuna, infatti, è arrivato a contare ben 10 infortuni di carattere muscolare dall’inizio della stagione, oltre allo stop per mononucleosi di Isaksen.
Conte rientrato a Castel Volturno, Ansa: subito dialogo con la squadra! Presto arriva ADL?
Antonio Conte è tornato a Napoli dopo la settimana di permesso e ha iniziato a dirigere l’allenamento di oggi a Castel Volturno. Conte è giunto al centro tecnico dopo una settimana che ha trascorso nella sua casa di Torino, concessa dal club azzurro, con la squadra che si è allenata con lo staff.
Al rientro, secondo quanto si apprende, il tecnico avrebbe avviato un dialogo con la squadra azzurra, che non vince da tre partite, che proseguirà nei prossimi giorni quando rientreranno gli assenti per gli impegni delle Nazionali. E non è escluso che in quell’occasione possa esserci anche un intervento a Castel Volturno del presidente del club Aurelio De Laurentiis, che nei giorni scorsi ha blindato la permanenza del tecnico
Chiariello: “Il Napoli è un intruso nella geografia del potere. Rivincere lo Scudetto va oltre lo sport”
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto a Radio Crc con il suo ‘Punto Chiaro’: “La geografia del potere del calcio sta cambiando nel mondo. La geografia del potere del calcio, dello sport, sta cambiando a scapito del calcio. Mi spiego. Con tutti i suoi guai, il Napoli, affidatosi ad Antonio Conte, è un Napoli competitivo. non ha ancora abdicato lo scudetto, anzi ora ha due ostacoli alti ma non altissimi, alti ma non altissimi, lo ribadisco, quali l’Atalanta di Palladino, neo allenatore, e il Qarabag che sembrava una squadretta che invece ha dimostrato di avere dei valori importanti, avendo fatto finora un ottimo percorso Champions. Il Napoli queste due partite le deve vincere, senza se e senza ma: per superare la crisi, per ritornare in pista e prepararsi poi a quelle che saranno le successive sfide, compreso il Cagliari in Coppa Italia a Maradona, ma soprattutto Roma e Juventus in rapida successione.
Ma se il Napoli si rimette in pista torna a essere una delle due favorite per lo Scudetto nonostante le perdite dolorose di calciatori importanti come De Bruyne e Anguissà segnatamente perché Meret ha un’interfaccia in Milinkovic-Savic che dà garanzie così come Lukaku sta per rientrare e quindi una lungodegenza che sta per finire. Se il Napoli torna a essere competitivo potrebbe anche succedere che il Napoli vinca il secondo scudetto consecutivo, il terzo in quattro anni. Non è più l’exploit occasionale di una squadra appartenente all’altra Italia rappresentata dall’altra Torino, Genova sulle due sponde, Firenze, Bologna, tutte le città del Triveneto, Udinese eccetera… o il profondo sud che di scudetti non ne ha mai vinti. Gli unici scudetti vinti al sud sono quelli del Napoli e, considerando che le isole vengono equiparate al sud, del Cagliari il famoso scudetto di Riva del Settanta
Sarebbe un cambiamento nella geografia del calcio; De Laurentiis al potere. Quando Conte dice ‘Diamo fastidio’, dice una cosa ovvia. Tutti quelli che vincono danno fastidio. Un’intrusa come il Napoli nella geografia del potere dà più fastidio degli altri, anche perché De Laurentiis è un non allineato. Non è un Lotito che cuce, fa i rapporti di potere, briga, fa, dice, no. De Laurentiis va per la sua strada e le dice tutte, non ne risparmia niente a nessuno facendosi anche dei nemici, da Infantino, a Ceferin, a Gravina, alla Lega Calcio, non ne risparmia una e ha ragione quasi su tutto. Tolta la sottovalutazione delle nazionali e dei campionati che dovrebbero finire a marzo addirittura, cose non condivisibili, su tutto il resto De Laurentiis ha totalmente ragione. Il problema è che lui è inattaccabile.
Ci stanno provando giudiziariamente con un processo farsa, letteralmente farsa. Lo vedrete come si risolverà. Io ho certezza assoluta. Si risolverà con un nulla di fatto. ma la geografia del potere in Italia cambia. Ecco perché vincere quest’anno non è solo un successo sportivo, è qualcosa di più. Ecco perché bisogna ritrovare quell’unità di intenti che porta il cuore oltre l’ostacolo, come si usava a dire una volta con enfasi e retorica, e tornare a giocare al calcio ovviamente, perché il Napoli deve tirare in porta, non può fare quello fatto a Bologna. Ma la geografia del potere non è solo i rapporti interni al calcio italiano, è il calcio mondiale. Infantino ha fatto una rivoluzione passata quasi sotto silenzio, gravissima. Ha tolto la centralità al luogo dove il calcio è centrale, l’Europa. Nei suoi accordi, alleanze, ricerca del potere, dei consensi… nella sua guerra con la UEFA ha ridimensionato l’Europa. Non è pensabile che grandi nazionali titolate debbano restare a casa e al Mondiale debbano andare delle nazionali assurde. Ma sì, il mondo va rappresentato, ma può mai andarci l’Uzbekistan, il Kazakistan, qualche paese sperduto dell’Africa che per carità oggi esprime già un livello di calcio migliore però insomma. Questo questo voler cercare consensi e mercati nuovi e non voglio parlare di cose illecite perché il sospetto è sempre forte, sappiamo quello che è accaduto con l’assegnazione dei Mondiali al Qatar e alla Russia, Questa mancanza di moralità assoluta questo che porta la Lega italiana a far giocare Milan-Como in Australia o la Supercoppa che dovrebbe essere dei tifosi in Arabia, fa sì che oggi siamo i nobili decaduti, quelli con le pezze al culo, quelli che contano niente. In questa logica di ridimensionamento europeo l’Italia fa la parte purtroppo del leone o della Cenerentola, non contiamo più niente…“.
Garbo: “Ko di Anguissa pesa tanto: 2-3 mesi in emergenza possono costare caro”
Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il giornalista Daniele Garbo.
Italia, ko preoccupante contro la Norvegia:
“Primo tempo sembrava che l’Italia avesse giocato bene, ma la Norvegia non aveva ritmo e quando lo ha alzato ecco il risultato netto. Me lo aspettavo. Il ct è l’ultimo problema, è che abbiamo una generazione di giocatori mediocri. Mi chiedo se sia meglio rimanere a casa, per evitare di essere presi a schiaffi da tutti. E’ questo il pericolo se andiamo ai Mondiali. Con la pochezza attuale rischiamo di fare delle brutte figure“.
Serie A, Conte è tornato a Napoli. Cosa si aspetta ora?
“Le risposte che riceverà sono molto importanti. Non credo voglia dare le dimissioni, ma tutto dipenderà dalla risposta della squadra nelle prossime sfide. La perdita di Anguissa è pesantissima, perché non ha un altro ricambio simile“.
Lukaku potrà spostare qualche equilibrio?
“E’ il giocatore che piace molto a Conte, funzionale al suo tipo di calcio. Bisogna vedere che Lukaku tornerà dopo l’infortunio. Come caratteristiche è mancato, viste le prestazioni di Lucca e Hojlund. Ora però l’emergenza è a centrocampo, 2-3 mesi senza Anguissa rischiano di costare caro nella rincorsa allo Scudetto. Vedremo come uscirà il Napoli da questo trittico“.
Come vede il derby di Milano?
“L’Inter è la vera favorita allo Scudetto, la conosciamo bene, però credo che sarà da verificare il Milan. Questo derby ci può confermare o smentire che cosa è questo Milan. E’ una partita che potrebbe dirci qualcosa che non sappiamo. Il Milan ha difetti strutturali difficili da migliorare ora, soprattutto quello della prima punta, ci darà questa partita la dimensione delle ambizioni del Milan“.
Giordano sicuro: “Lo Scudetto non lo vincerà il Napoli o l’Inter. Ecco il mio pronostico…”
L’ex attaccante Bruno Giordano nel corso del programma “Dribbling” su Rai 2 ha parlato della situazione in casa del Napoli di Antonio Conte: “Per chi è rimasto a Napoli, che poi sono i non-titolari visto che gli altri sono andati in giro per il mondo, è anomala come situazione. Forse aveva bisogno di staccare anche lui. Ha iniziato la stagione con il piede sull’acceleratore dal primo giorno, forse questo stacco può far capire a chi è rimasto: ‘Forse ce l’ha proprio con noi? Che siamo i nuovi acquisti e non stiamo rendendo?’ Forse si aspettava qualcosa in più dai nuovi acquisti, per stimolare una concorrenza interna. A parte De Bruyne, che è stato l’unico ad essersi preso subito il posto”.
A TMW ha poi aggiunto: “Se sono in uscita Lang e Neres, vuol dire che il Napoli non giocherà più con il 4-3-3. Scudetto? Dall’inizio della stagione ho sempre detto che se lo Scudetto non lo vincerà il Napoli, lo farà il Milan. L’Inter? La vedo come una squadra che può andare avanti in Champions e quello porta via tante energie”.
Ex prep. atletico Napoli: “Troppi infortuni, vanno rivalutati i carichi di lavoro”
A Radio Marte è intervenuto l’ex preparatore atletico del Napoli Corrado Saccone: “L’infortunio fa parte del gioco, questa premessa è d’obbligo. Un determinato carico di lavoro può portare a prestazioni poco brillanti o a infortuni. Al Napoli ultimamente c’è questa negatività di diversi problemi. Quando ci sono tanti incidenti muscolari in genere, bisogna rivalutare tutti i carichi di lavoro che sono stati proposti ai calciatori, riformulando una nuova tabella di lavoro, anche in modo personalizzato, perché c’è chi assorbe meglio certi allenamenti e chi invece li soffre. Sicuramente lo staff di Conte avrà già fatto questo tipo di valutazioni.
Quando c’ero io a Napoli e lavoravamo ad esempio con Mazzarri, gli infortuni muscolari erano minimi. Un paio all’anno? Sì, non di più. Siamo stati premiati per 7 anni come miglior staff medico d’Europa per diverse stagioni. Arrivammo a giocare anche con soli 14 giocatori per tutta la stagione: non c’era chissà quale ricambio, eppure non si verificavano i problemi attuali. Pur usando sempre gli stessi, non c’erano infortuni.
Che si fa, alla ripresa degli allenamenti dopo le Nazionali, anche per prevenire nuovi infortuni? Non bisogna far riposare la squadra, si adatta alle esigenze di ciascun calciatore. Eravamo abituati a calcolare tutti i minuti giocatori, i fusi orari e gli spostamenti, calcolando poi il lavoro da fare. Per esempio Olivera è in Sudamerica, mentre è diverso per chi ha giocato con l’Italia a Milano: lo stress è ben differente. Va proposto il giusto lavoro di recupero, che deve assolutamente essere personalizzato, specifico. Un conto, poi, è giocare 60 minuti in una sola gara di Nazionale, un altro è farne anche di meno ma su due partite: va calcolato anche questo”.

Amarcord: Moreno Ferrario

  C’era un silenzio operoso, quasi timido, nel modo in cui Moreno Ferrario abitava l’area di rigore. Mentre il mondo guardava i riccioli d’o...