sabato 22 novembre 2025

Serie A: Vincono Bologna e Napoli. Pareggio a Firenze per la Juventus. Pareggio con tanti goal fra Cagliari-Genoa

 


Nell’anticipo della 12esima giornata di Serie A termina 1-1 la sfida del Franchi tra la Fiorentina e la Juventus. Bianconeri in vantaggio nel recupero del primo tempo con un sinistro da fuori area di Kostic, mentre la rete viola è stata siglata a inizio ripresa da Mandragora con uno splendido tiro sotto l’incrocio dalla distanza. Nel primo tempo il Var è intervenuto per togliere un rigore alla Juve, fischiato dall’arbitro Doveri per una trattenuta su Vlahovic. Un punto che serve pochissimo a entrambi: la squadra di Spalletti resta infatti in sesta posizione portandosi a 20 punti, -2 da Napoli e Milan che devono ancora giocare. La Fiorentina, ancora a secco di vittorie in campionato, non si smuove dal fondo della classifica, ma aggancia il Verona a quota 6.

Vanoli, alla seconda sulla panchina viola dopo il 2-2 col Genoa, lascia un po’ a sorpresa in panchina Gudmundsson e ritrova Kean in attacco al fianco di Piccoli. Nella Juve recupera Vlahovic, in campo dal primo minuto con Yildiz e McKennie a supporto. Al quarto d’ora il Var toglie un rigore alla Juve, concesso da Doveri per una presunta trattenuta di Pablo Marì su Vlahovic. Rivedendo le immagini, l’arbitro punisce il serbo che strattona per primo l’avversario. Gli animi si infiammano e Doveri è costretto a interrompere il match per cori discriminatori nei confronti del 9 bianconero. Dieci minuti più tardi occasionissima per la Fiorentina con Kean che colpisce la traversa dopo un’azione in solitaria. Al 35′ incredibile occasione divorata da Vlahovic che si libera facilmente di Pablo Marì, si invola tutto solo verso De Gea, lo supera ma viene rimontato da Pongracic sul più bello. Al sesto minuto di recupero si sblocca il match: Juve in vantaggio con un gran sinistro da fuori area di Kostic che beffa un colpevole De Gea.

Vanoli corre ai ripari e a inizio ripresa inserisce Fortini al posto di Dodo. Pronti-via e dopo 3 minuti la Fiorentina pareggia con una “sassata” dalla distanza di Mandragora che si infila nel sette. Un gol che rianima la Viola, che sfiora poco dopo il raddoppio con un tiro angolato di Kean, deviato in corner da Di Gregorio. E, sul corner successivo, la Fiorentina è ancora pericolosa con un mischione in area. La girandola di cambi “addormenta” un po’ il match che si risveglia all’80’ quando McKennie colpisce di testa da ottima posizione con De Gea che si supera volando sotto la traversa. Nel finale, nonostante gli ingressi di Conceicao, Openda e David la Juve non sfonda e la gara si chiude sull’1-1.


La dodicesima giornata di Serie A regala spettacolo sin dalle prime partite. Il Bologna vince 3-0 a Udine con la doppietta di Pobega e Bernardeschi e nonostante il rigore sbagliato da Orsolini: Italiano momentaneamente primo. All’Unipol Domus è invece show: Cagliari-Genoa finisce 3-3 con doppia firma di Borrelli e rete di Sebastiano Esposito, mentre vanno a segno Vitinha, Ostigard e Martin tra le fila della formazione di De Rossi.



UDINESE-BOLOGNA 0-3



Il Bologna continua a volare e in attesa di Cremonese-Roma e del Derby è addirittura primo in classifica: 3-0 a Udine. Nel primo tempo del Bluenergy Stadium, fanno tutto i rossoblù: la più grande occasione arriva poco prima dell’intervallo, con Ehizibue che tocca la palla con il braccio e provoca il rigore fallito tuttavia da Orsolini, che si fa ipnotizzare da Okoye. L’esterno di Italiano si vede anche annullare, all’ultima azione, il gol del vantaggio, così nel secondo tempo si mette i panni dell’assistman e regala a Pobega il pallone dell’1-0. L’ex rossonero trova però anche il modo di fare doppietta sfruttando l’incredibile errore in fase di costruzione dal basso di Okoye, che serve nuovamente il centrocampista poi implacabile col diagonale sinistro. Il finale porta la firma di Bernardeschi, al primo gol in rossoblù: e così Italiano è davanti a tutti, almeno per una notte.



IL TABELLINO

UDINESE-BOLOGNA 0-3

Udinese (3-5-2): Okoye 5,5; Bertola 5,5, Kabasele 5,5, Solet 6; Ehizibue 5 (18′ st Zanoli 6), Ekkelenkamp 5,5 (26′ st Piotrowski 6), Karlstrom 5,5, Atta 6, Kamara 5,5 (26′ st Zemura 6); Zaniolo 5,5 (19′ st Bayo 6), Davis 5 (18′ st Buksa 5,5). A disp.: Sava, Padelli, Goglichidze, Palma, Modesto, Lovric, Zarraga, Miller, Gueye, Bravo. All.: Runjaic 5

Bologna (4-2-3-1): Ravaglia 6,5; De Silvestri 6 (18′ st Zortea 6), Casale 6, Heggem 6,5, Miranda 6; Moro 6, Pobega 7,5; Orsolini 6 (33′ st Sulemana 6), Fabbian 6 (33′ st Bernardeschi 7), Dominguez 6,5 (39′ st Odgaard sv); Castro 6 (40′ st Dallinga sv). A disp.: Pessina, Happonen, Lykogiannis, Lucumì, Vitik, Ferguson. All.: Italiano 7

Arbitro: Sacchi

Marcatore: 9′ st e 14′ st Pobega, 48′ st Bernardeschi

Ammoniti: De Silvestri (B)

Note: al 41′ Orsolini (B) sbaglia un calcio di rigore



LE STATISTICHE DI UDINESE-BOLOGNA



Il Bologna ha raccolto 24 punti dopo 12 gare stagionali in Serie A, suo nuovo record a questo punto del torneo nell’era dei tre punti a vittoria – superato quello di 22 del 2002/03.

Il Bologna ha segnato 21 gol dopo 12 gare stagionali in Serie A, superato il suo precedente record nell’era dei tre punti a vittoria – 20 nel 1996/97 e 1997/98.

L’Udinese ha vinto solo una delle ultime 12 sfide contro il Bologna in Serie A (3-0 il 30 dicembre 2023), perdendo tre delle ultime sette (1V, 3N).

Il Bologna ha mantenuto la porta inviolata per due partite di fila contro l’Udinese in Serie A per la prima volta dal periodo febbraio 2002-settembre 2003 (quattro in quel caso).

Il Bologna ha segnato almeno tre gol per due trasferte di fila in Serie A per la prima volta da maggio-giugno 2023 (vs Cremonese e Lecce in quel caso).

Per la seconda volta nella gestione Kosta Runjaic, l’Udinese ha perso due gare di fila senza segnare in Serie A, dopo lo scorso aprile (serie di tre in quel caso).

Tommaso Pobega ha segnato la sua seconda doppietta in Serie A, dopo quella messa a segno con la maglia dello Spezia il 12 maggio 2021 sul campo della Sampdoria; le due reti di oggi equivalgono a quelle messe a segno nelle precedenti 43 presenze nel torneo.

L’Udinese è diventata l’avversaria contro cui Riccardo Orsolini ha servito in assoluto più assist in Serie A (quattro).

Federico Bernardeschi ha segnato un gol in Serie A per la prima volta dal 21 dicembre 2021, in Juventus-Cagliari 2-0; inoltre, il classe ’94 non segnava una rete da subentrato nella competizione dal 26 luglio 2020, in Juventus-Sampdoria 2-0.

Riccardo Orsolini ha commesso il suo secondo errore dal dischetto in Serie A, dopo quello risalente al 2 settembre 2023, in casa, contro il Cagliari – da allora, aveva realizzato sette rigori di fila.

Maduka Okoye è il primo portiere dell’Udinese a parare un rigore in Serie A da Juan Musso (contro il Genoa il 5 luglio 2020).

Riccardo Orsolini ha raggiunto le 250 presenze in Serie A con la maglia del Bologna.

Juan Miranda ha raggiunto le 50 presenze in tutte le competizioni con il Bologna.



CAGLIARI-GENOA 3-3



Pisacane e De Rossi regalano una delle partite più spettacolari di questo avvio di Serie A, il 3-3 di Cagliari-Genoa. Il primo tempo dell’Unipol Domus è un’altalena di emozioni: si parte con il vantaggio al 18′ del Grifone con Vitinha, che controlla in area su assist di Colombo e subito di destro batte Leali. Al 33′, però, ecco il pari dei sardi con Borrelli, che segna con la palla che supera la linea di porta e l’orologio di La Penna che segnala il momentaneo 1-1. Prima dell’intervallo è 2-2 con il botta e risposta tra l’ennesimo gol di Ostigard e quello di Sebastiano Esposito. Lo spettacolo, però, prosegue anche nella ripresa, perché allo scoccare dell’ora di gioco Borrelli fa doppietta e completa la rimonta dei padroni di casa. Alla fine, però, il Grifone la pareggia con il gol rocambolesco di Martin, un pallonetto beffardo per Caprile che vale il 3-3. Nel finale, espulso Norton-Cuffy. Buon punto per Gilardino nel finale, ma la classifica continua a non essere buona. Si mangia le mani, invece, Pisacane.

IL TABELLINO

CAGLIARI-GENOA 3-3

Cagliari (3-5-2): Caprile 5; Zappa 5,5, Mina 5,5, Luperto 5; Palestra 6, Deiola 6 (32′ st Di Pardo 6), Prati 5,5, Folorunsho 5,5, Felici 6 (12′ st Idrissi 5,5); Borrelli 7,5 (26′ st Pavoletti 6), Esposito 7 (26′ st Luvumbo 6). A disp.: Ciocci, Radunovic, Rodriguez, Pintus, Obert, Gaetano, Rog, Cavuoti, Liteta, Kilicsoy. All.: Pisacane 5,5

Genoa (3-5-2): Leali 6; Marcandalli 5,5 (33′ st Carboni), Ostigard 7, Vasquez 6; Norton-Cuffy 5,5, Malinovskyi 5,5 (43′ st Masini sv), Frendrup 6, Thorsby 6 (22′ st Gronbaek 5,5), Martin 7; Vitinha 7 (33′ st Ekuban), Colombo 6,5 (43′ st Ellertsson). A disp.: Siegrist, Sommariva, Sabelli, Otoa, Stanciu, Ekhator, Fini, Venturino. All.: De Rossi 6

Arbitro: La Penna

Marcatore: 18′ Vitinha (G), 33′ e 15′ st Borrelli (C), 41′ Ostigard (G), 42′ Esposito (C), 38′ st Maartin (G)

Ammoniti: Norton-Cuffy (G), Deiola (C), Prati (C), Gronbaek (G), Luperto (C), Mina (C)

Espulso: al 48′ st Norton-Cuffy (G) per somma di ammonizioni



LE STATISTICHE DI CAGLIARI-GENOA



Il Cagliari non faceva registrare otto partite senza successi all’interno di una singola stagione di Serie A (4N, 4P) dalla striscia di nove all’inizio del campionato 2023/24 con Claudio Ranieri allenatore in quel caso.

Il Cagliari ha pareggiato due sfide di fila in Serie A per la prima volta da novembre 2024 (v Milan e proprio Genoa).

Il Genoa ha pareggiato due sfide di fila in Serie A per la prima volta da marzo scorso (v Empoli e proprio Cagliari).

Il Genoa è rimasto imbattuto per tre gare di fila nel massimo campionato (1V, 2N) per la prima volta dal marzo 2025 (1V, 2P anche in quel caso).

Il Genoa ha trovato la rete in otto trasferte consecutive in Serie A per la prima volta dal periodo tra settembre 2014 e marzo 2015 (striscia di 12 in quel caso con Gian Piero Gasperini alla guida).

Seconda marcatura multipla per Gennaro Borrelli tra Serie A e Serie B, dopo la doppietta contro il Palermo nel marzo 2024 quando vestiva la maglia del Brescia in cadetteria.

Gennaro Borrelli è il sesto giocatore del Cagliari capace di segnare due gol di testa in una partita di Serie A dal ritorno del torneo a 20 squadre (stagione 2004/05), il primo da Leonardo Pavoletti nell’agosto 2018 (vs Sassuolo).

Solo l’Inter (13) ha segnato di più di testa rispetto al Cagliari (11) in Serie A in questo anno solare.

Solo Sascha Britschgi del Parma (classe 2006) è più giovane di Marco Palestra (2005) tra i difensori che hanno fornito più di un assist (due) nella Serie A in corso.

Gabriele Zappa è tornato a prendere parte ad una rete in Serie A dalla doppietta contro il Milan, a novembre 2024 all’Unipol Domus anche in quel caso.

Sebastiano Esposito è andato a segno per due partite interne di fila per la prima volta in Serie A, con il Genoa che è diventata la squadra che l’attaccante ha colpito più volte (tre) nella competizione. Il classe 2002 è uno dei tre attaccanti nati dal 2002 in avanti – insieme a Santiago Castro (12 – 2004) e Ange-Yoan Bonny (10 – 2003) – ad aver raggiunto la doppia cifra di reti segnate in campionato considerando anche la scorsa stagione.

Primo assist per Alessandro Deiola in questa Serie A; il giocatore del Cagliari non prendeva parte a una rete nel torneo dal gol contro il Venezia, lo scorso 18 maggio, all’Unipol Domus anche in quel caso.

Primo gol per Aarón Martín in Serie A; il giocatore del Genoa ha preso parte a 10 reti in campionato nel 2025, solo Federico Dimarco (11, 8G+3A) ha fatto meglio tra i difensori nel torneo in questo anno solare.

Il gol di Aarón Martín da 47 metri è sia la rete dalla distanza più lunga in questa stagione di Serie A sia la marcatura dalla distanza maggiore del Genoa in Serie A da quando la Serie A è tornata a 20 squadre (dal 2004/05).

Leo Østigård è il primo difensore del Genoa a trovare la rete in tre sfide consecutive in Serie A da Domenico Criscito nel settembre 2021.

Morten Thorsby è uno dei cinque centrocampisti centrali – insieme a Hakan Çalhanoglu, Frank Anguissa, Ruslan Malinovskyi e Piotr Zielinski – ad aver sia segnato almeno una rete che fornito almeno un assist in trasferta in questa Serie A.

Lorenzo Colombo ha preso parte ad almeno una rete in due sfide consecutive in Serie A per la seconda volta nella competizione, dopo che ci era riuscito a novembre 2022 quando vestiva la maglia del Lecce (gol vs Sampdoria e Atalanta in quel caso).

Primo gol per Vítinha in questa Serie A; il giocatore del Genoa non andava a segno in campionato dallo scorso 24 maggio contro il Bologna, anche in quel caso in trasferta.

150a presenza per Yerry Mina nei cinque maggiori campionati europei, la 55a per il colombiano con la maglia del Cagliari, solo con l’Everton in Premier League (86) ne conta di più nei cinque principali campionati del Vecchio Continente.

50a presenza per Matteo Prati in Serie A; il centrocampista è il secondo giocatore italiano nato a partire dal 28 dicembre 2003, sua data di nascita, con almeno 50 gettoni nella massima serie (Diego Coppola l’altro, nato lo stesso giorno).


Napoli-Atalanta 3-1
Primo Tempo: Un Napoli completamente padrone della situazione chiude il primo tempo con tre reti di scarto. Fin qui un esordio da incubo per il napoletano Raffaele Palladino sulla panchina dell’Atalanta. Protagonista David Neres con una doppietta, poi ci ha pensato Noa Lang a trovare il tris per la sua prima gioia italiana. Positiva la prova di Hojlund, autore di un assist, ma nel complesso tutta la squadra di Antonio Conte ha girato a dovere. Vedremo nella ripresa quale sarà la reazione dei bergamaschi.

Secondo Tempo: Nella ripresa la musica cambia completamente anche grazie all’ingresso di Scamacca, che permette ai suoi di alzare moltissimo il baricentro e che accorcia subito le distanze con una splendida girata al volo (53′). La rimonta bergamasca però si ferma lì, nonostante i ripetuti tentativi d’assedio, e per Palladino arriva un immediato ko nel match d’esordio.
I nerazzurri restano lontanissimi dall’Europa, mentre i partenopei tornano a fare la voce grossa, in attesa di capire come ridisegneranno la classifica le due sfide cruciali di domenica: Cremonese-Roma e il derby di Milano.


lunedì 17 novembre 2025

News calcistiche del 17-11-2025

 


Sinner-Alcaraz, quei 550 punti di differenza in classifica…

Il trionfo bis a Torino consente a Sinner di accorciare lo svantaggio su Carlos Alcaraz nella classifica Atp: grazie ai 1500 punti delle Finals, Jannik sale a quota 11.500, contro i 12.050 dello spagnolo, che conclude l’anno in testa al ranking mondiale. Il divario di 550 punti rappresenta la base di partenza per il 2026. Come e quando potrà maturare il progetto di sorpasso dell’azzurro? Per capirlo bisogna passare in rassegna i risultati del 2025. A differenza della Race, che si azzera a gennaio e vale solo ai fini della qualificazione per il “torneo dei maestri”, la classifica ufficiale si basa sulle ultime 52 settimane, aggiornandosi ogni lunedì con gli scarti di punti dei tornei disputati nella stessa settimana dell’anno precedente (solo per le Finals lo scarto avviene prima o non dopo l’inizio del torneo).
L’anno si è aperto con il trionfo di Sinner a Melbourne, per il secondo anno di fila, a fronte dei quarti raggiunti da Alcaraz. Poi la sospensione di tre mesi, concordata con la Wada, per il caso Clostebol. Inizialmente Carlos, pur racimolando 900 punti tra Rotterdam e Indian Wells, non ne ha approfittato (“la pressione per l’assenza di Jannik mi ha ucciso”), ma con l’avvio della stagione sull’amata terra è rinato. Vittoria a Montecarlo e finale a Barcellona (ko con Rune anche a causa di un problema fisico che l’ha costretto a rinunciare a Madrid). Poi, quando Sinner è rientrato, doppio colpo agli Internazionali d’Italia e al Roland Garros, battendo Jannik in finale e annullando tre match point nella memorabile partita di Parigi. È in primavera che Alcaraz ha posto le basi per il primato in classifica. Sinner si è preso la rivincita a Wimbledon, il momento più alto della stagione per lui. Poi l’altro ha compiuto uno scatto, decisivo, nella trasferta d’Oltreoceano: vittoria a Cincinnati e incoronazione agli Us Open. A settembre Alcaraz si è ripreso il trono. Jannik, allora, ha avviato la rincorsa tra l’Asia e la campagna indoor europea, culminata con i due titoli consecutivi di Vienna e Parigi e il ritorno in testa. Ma è durato solo una settimana. Scartando i punti dell’anno precedente, all’inizio delle Finals Alcaraz ha riacciuffato lo scettro e l’ha mantenuto fino alla fine.
Si ripartirà quindi con Alcaraz a quota 12.050 punti e Sinner a 11.500. Jannik non potrà sorpassare Carlos a gennaio, perché non giocherà tornei prima dell’Australian Open (il 10 a Seul farà un’esibizione proprio contro lo spagnolo) e a Melbourne scarterà i 2000 punti della vittoria del 2024 (contro i 400 di Alcaraz). Sinner, semmai, dovrà cercare di evitare che il gap in classifica aumenti. Da febbraio in poi partirà l’assalto. L’azzurro non avrà punti da difendere fino a inizio maggio, mentre lo spagnolo dovrà lasciare sul terreno 2340 punti. Lo swing americano di marzo, con i primi due Masters 1000 della stagione, a Indian Wells e Miami (2000 punti complessivi in palio), potrà essere il luogo di una prima resa dei conti. Sarà poi interessante seguire le performance di Sinner sulla terra, il terreno preferito di caccia di Alcaraz che, tra Montecarlo e Parigi, ha incamerato un terzo dei punti del 2024.
Sinner si gode il trono Atp: “Una stagione straordinaria…”
Il Maestro è ancora una volta lui. Jannik Sinner, come Ivan Lendl nel 1985-86, ha vinto le Atp Finals senza perdere set per due anni di fila. Un traguardo incredibile, tagliato davanti a un pubblico che stravede per lui. E che, per tutta la settimana, e anche in avvicinamento all’evento, lo ha sostenuto come raramente si vedeva nel tennis: “Finire davanti al pubblico italiano è stata una cosa fantastica, forse anche meglio dello scorso anno, grazie mille del tifo, è stato incredibile. Grazie a tutti voi, sembrava di stare in un campo da calcio. Sono contento di dare a tutti qualcosina di positivo”.
La sesta finale del 2025 contro Carlos Alcaraz. La seconda vinta da Jannik dopo quella di Wimbledon. Contro un avversari che è un amico-rivale, perfetto “antagonista della narrazione”: “Carlos, sto imparando un po’ di spagnolo (ride)… ma oggi preferisco l’inglese, dammi un po’ di tempo. Sei un giocatore incredibile, abbiamo avuto tanti bei momenti in questa stagione. Sei un giocatore che ammiro, se non devo essere io il n.1 sono contento che sia tu. Siamo tutti felici di averti qui, i fan amano vederti giocare. In bocca al lupo per il tuo prossimo torneo”.
“La stagione è stata straordinaria”, sottolinea Sinner, “ora sono un giocatore migliore dell’anno scorso, questa è la cosa più importante. Grande Slam? Non ci penso e non voglio pensarci. Non è l’approccio giusto. Non bisogna mai dimenticare che il tennis è anche un gioco e dobbiamo divertirci. Quando ho vinto è stato un sollievo, una sensazione più potente dell’anno scorso per tutto quello che è successo quest’anno. L’anello mostrato da Laila sui social? Se c’è il mio zampino? No, no”. E si concede anche un siparietto sull’approccio allo spagnolo: “Sto imparando lo spagnolo perché è sempre utile sapere una lingua in più. Non so se farò lezioni, cercherò di guardare qualche film e mi farò aiutare dal mio fisioterapista (l’argentino Resnicoff, ndr)”
Sinner ancora re di Torino: stende Alcaraz nella finalissima Atp
Jannik Sinner conquista per il secondo anno consecutivo le ATP Finals di Torino. Decisivo il break conquistato al dodicesimo gioco del secondo set che permette all’azzurro di battere Carlos Alcaraz 7-6, 7-5. Salgono così a 16 gli incontri tra i due in carriera: l’altoatesino accorcia leggermente lo svantaggio, portandosi a quota sei contro le dieci vittorie dello spagnolo.
Fallimento Nigeria, il ct Eric Chelle se la prende con la maglia: “Quelli della Repubblica del Congo facevano riti voodoo”
E’ clamoroso il fallimento, il secondo consecutivo, della Nigeria nel percorso di qualificazione ai Mondiali. Dopo aver mancato la partecipazione all’edizione del 2022, le Super Eagles guidate da Victor Osimhen non sono riuscite ad andare oltre la partita decisiva contro la Repubblica Democratica del Congo, che avrebbe spalancato le porte del play-off intercontinentale del prossimo marzo. Il ko ai calci di rigori nella giornata di ieri ha mandato in frantumi il sogno di ripresentarsi alla fase finale della Coppa del Mondo a distanza di 8 anni dall’ultima partecipazione in Russia.
Mbappe, braccio di ferro col Psg: chiesti 240 milioni di risarcimento
La battaglia legale tra il PSG e Kylian Mbappé prosegue a suon di risarcimenti stellari. Davanti al Tribunale del Lavoro di Parigi, il club campione d’Europa in carica ha chiesto al suo ex giocatore un risarcimento da 240 milioni di euro per aver rifiutato, nel 2023, il trasferimento all’Al-Hilal. Questa richiesta segue quella dello stesso Mbappé di ricevere, dal club che lo ha proiettato nell’Olimpo del calcio, 263 milioni di euro. La richiesta del fuoriclasse del Real Madrid è giustificata, dal punto di vista del calciatore, per la riclassificazione del suo contratto da tempo determinato a tempo indeterminato e anche per il riconoscimento delle molestie psicologiche che Mbappé avrebbe subito alla scadenza del contratto.
Dopo una stagione incredibile con il Monaco, in cui vinse la Ligue 1 e portò i monegaschi in semifinale di Champions, Mbappé si trasferì al PSG nel 2017 per 180 milioni di euro, con la promessa implicita di guidare i parigini ai primi successi in campo internazionale. Nonostante l’impatto del francese sia stato devastante (256 reti in 308 presenze in tutte le competizioni), la storia d’amore con il PSG si è consumata rapidamente, a causa anche di situazioni difficili legate al rinnovo del contratto. Tra offerte rifiutate, prolungamenti fuori mercato e l’intervento del presidente Macron per convincerlo a restare a Parigi, alla fine Mbappé si è trasferito al Real Madrid nel 2024 a parametro zero, lasciando il PSG con una bacheca ricchissima di trofei nazionali, ma ancora senza quella Champions League arrivata l’anno scorso dopo una campagna straordinaria.
Conte ritorna a Napoli e va a confronto con i giocatori: cosa succede ora
L’unico ad andare in permesso con l’insolito avallo della società è stato Antonio Conte, scomparso a sorpresa dai radar in coincidenza con la sosta del campionato. Ma nella sostanza è stata una settimana sabbatica e difficilissima da decifrare per tutto il Napoli, compresi i tifosi. Il tempo per gli azzurri si è infatti fermato di colpo dopo la dura sconfitta di Bologna e da allora il tecnico leccese è diventato un ingombrante convitato di pietra, visto che è rimasto comunque al centro della ribalta e la sua assenza si è rivelata di conseguenza soltanto fisica. Prima il sospetto di non rivederlo più a Castel Volturno. Poi l’intervento ufficiale di Aurelio De Laurentiis, che ha fugato i rumors sulle possibili dimissioni dell’ex ct, barricato per otto giorni nella sua casa di Torino. Nessuna apparizione pubblica e nemmeno sui social. La sua pausa di riflessione è tuttavia finita e alle 14.30 in punto di oggi il condottiero del quarto scudetto dovrà presentarsi per la ripresa degli allenamenti ai cancelli del Training Center (che resterà casa degli azzurri fino al 2027). Ad attenderlo ci sono i giocatori, che hanno invece continuato a lavorare agli ordini del vice Stellini e con la supervisione di Oriali. Per loro niente riposo e il solito menù di doppie sedute ad alta intensità, fino al sospirato arrivo del weekend in cui l’unico a non andare in vacanza è stato lo stakanovista Romelu Lukaku, che punta alla convocazione per la Roma. Tanta fatica e pure imbarazzo, aspettando di capire quale sarà l’epilogo della storia. Perché le domande inevase abbondano e nessuno sa le risposte.
Italia, che figuraccia: perde 4-1 dalla Norvegia. Haaland show
L’Italia conclude con una sconfitta il suo percorso nei gironi delle qualificazioni ai Mondiali. A San Siro la Norvegia vince per 4-1 in rimonta grazie ai gol di Nusa, Haaland (doppietta) e Strand Larsen e si prende l’aritmetica qualificazione ai Mondiali 2026. L’Italia chiude invece al secondo posto in classifica nel gruppo I. Per conquistare la qualificazione al Mondiale, gli azzurri saranno costretti a giocare i playoff
Gattuso, mea culpa azzurro: “Chiediamo scusa ai tifosi…”
Rino Gattuso non si nasconde. E dopo la sconfitta contro la Norvegia per 4-1 ci mette la faccia: “Chiediamo scusa ai tifosi, per i 4 gol presi, è un risultato pesante – ha detto il ct azzurro alla Rai -. Peccato perché abbiamo fatto un primo tempo molto buono, poi un secondo tempo al di sotto. Ed è questo il maggior rammarico. La partita è cambiata quando nei primi secondi della ripresa hanno subito calciato in porta, ci è venuto il braccino. E siamo mancati sulle distanze, abbiamo dato campo”.
Qualificazioni Mondiale: Nigeria eliminata a sorpresa, RD Congo agli spareggi interzona
A sorpresa, è la Repubblica Democratica del Congo a vincere lo spareggio africano e ad accedere ai playoff intercontinentali di marzo. Dopo aver battuto il Camerun in semifinale, i congolesi eliminano anche la Nigeria che poteva contare di giocatori del calibro di Osimhen, Lookman, Chukwueze.
Nigeria che era passata subito in vantaggio con il gol di Onyeka dopo 3’, ma dopo la mezz’ora arriva il pareggio di Elia a cambiare tutto. Nei tempi supplementari va avanti la RD Congo, ma la rete viene annullata. Si va ai rigori e Osimhen, Lookman e Chukwueze sono già stati sostituiti. E arrivano tanti errori: tradiscono Bassey, Moses Simon e Ajayi e a vincere sono i congolesi col rigore di Mbemba.
ll Portogallo ai mondiali. L’Irlanda beffa l’Ungheria
Il Portogallo stacca il pass per il Mondiale 2026. I lusitani, senza CR7 squalificato, certificano la loro presenza grazie al dilagante 9-1 contro l’Armenia, con due triplette: quelle di Bruno Fernandes e Joao Neves, con il tabellino completato da Renato Veiga, Gonçalo Ramos e dallo juventino Conceiçao. Succede di tutto, invece, in Ungheria: l’Irlanda, sotto 2-1 al 79′, rimonta con i tre gol di Parrott e va agli spareggi, beffando i magiari.
Lazio, un sacerdote “benedice” i campi di Formello
Per cercare un “aiuto” in più contro la serie di infortuni che ha colpito la Lazio, il presidente Claudio Lotito ha chiamato un sacerdote per benedire i campi di allenamento di Formello. L’idea, nata dopo il derby perso a settembre e le recriminazioni legate alla traversa colpita da Cataldi sui titoli di coda, è maturata con l’aggravarsi dei problemi fisici. Il conto aperto della Lazio con la sfortuna, infatti, è arrivato a contare ben 10 infortuni di carattere muscolare dall’inizio della stagione, oltre allo stop per mononucleosi di Isaksen.
Conte rientrato a Castel Volturno, Ansa: subito dialogo con la squadra! Presto arriva ADL?
Antonio Conte è tornato a Napoli dopo la settimana di permesso e ha iniziato a dirigere l’allenamento di oggi a Castel Volturno. Conte è giunto al centro tecnico dopo una settimana che ha trascorso nella sua casa di Torino, concessa dal club azzurro, con la squadra che si è allenata con lo staff.
Al rientro, secondo quanto si apprende, il tecnico avrebbe avviato un dialogo con la squadra azzurra, che non vince da tre partite, che proseguirà nei prossimi giorni quando rientreranno gli assenti per gli impegni delle Nazionali. E non è escluso che in quell’occasione possa esserci anche un intervento a Castel Volturno del presidente del club Aurelio De Laurentiis, che nei giorni scorsi ha blindato la permanenza del tecnico
Chiariello: “Il Napoli è un intruso nella geografia del potere. Rivincere lo Scudetto va oltre lo sport”
Il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto a Radio Crc con il suo ‘Punto Chiaro’: “La geografia del potere del calcio sta cambiando nel mondo. La geografia del potere del calcio, dello sport, sta cambiando a scapito del calcio. Mi spiego. Con tutti i suoi guai, il Napoli, affidatosi ad Antonio Conte, è un Napoli competitivo. non ha ancora abdicato lo scudetto, anzi ora ha due ostacoli alti ma non altissimi, alti ma non altissimi, lo ribadisco, quali l’Atalanta di Palladino, neo allenatore, e il Qarabag che sembrava una squadretta che invece ha dimostrato di avere dei valori importanti, avendo fatto finora un ottimo percorso Champions. Il Napoli queste due partite le deve vincere, senza se e senza ma: per superare la crisi, per ritornare in pista e prepararsi poi a quelle che saranno le successive sfide, compreso il Cagliari in Coppa Italia a Maradona, ma soprattutto Roma e Juventus in rapida successione.
Ma se il Napoli si rimette in pista torna a essere una delle due favorite per lo Scudetto nonostante le perdite dolorose di calciatori importanti come De Bruyne e Anguissà segnatamente perché Meret ha un’interfaccia in Milinkovic-Savic che dà garanzie così come Lukaku sta per rientrare e quindi una lungodegenza che sta per finire. Se il Napoli torna a essere competitivo potrebbe anche succedere che il Napoli vinca il secondo scudetto consecutivo, il terzo in quattro anni. Non è più l’exploit occasionale di una squadra appartenente all’altra Italia rappresentata dall’altra Torino, Genova sulle due sponde, Firenze, Bologna, tutte le città del Triveneto, Udinese eccetera… o il profondo sud che di scudetti non ne ha mai vinti. Gli unici scudetti vinti al sud sono quelli del Napoli e, considerando che le isole vengono equiparate al sud, del Cagliari il famoso scudetto di Riva del Settanta
Sarebbe un cambiamento nella geografia del calcio; De Laurentiis al potere. Quando Conte dice ‘Diamo fastidio’, dice una cosa ovvia. Tutti quelli che vincono danno fastidio. Un’intrusa come il Napoli nella geografia del potere dà più fastidio degli altri, anche perché De Laurentiis è un non allineato. Non è un Lotito che cuce, fa i rapporti di potere, briga, fa, dice, no. De Laurentiis va per la sua strada e le dice tutte, non ne risparmia niente a nessuno facendosi anche dei nemici, da Infantino, a Ceferin, a Gravina, alla Lega Calcio, non ne risparmia una e ha ragione quasi su tutto. Tolta la sottovalutazione delle nazionali e dei campionati che dovrebbero finire a marzo addirittura, cose non condivisibili, su tutto il resto De Laurentiis ha totalmente ragione. Il problema è che lui è inattaccabile.
Ci stanno provando giudiziariamente con un processo farsa, letteralmente farsa. Lo vedrete come si risolverà. Io ho certezza assoluta. Si risolverà con un nulla di fatto. ma la geografia del potere in Italia cambia. Ecco perché vincere quest’anno non è solo un successo sportivo, è qualcosa di più. Ecco perché bisogna ritrovare quell’unità di intenti che porta il cuore oltre l’ostacolo, come si usava a dire una volta con enfasi e retorica, e tornare a giocare al calcio ovviamente, perché il Napoli deve tirare in porta, non può fare quello fatto a Bologna. Ma la geografia del potere non è solo i rapporti interni al calcio italiano, è il calcio mondiale. Infantino ha fatto una rivoluzione passata quasi sotto silenzio, gravissima. Ha tolto la centralità al luogo dove il calcio è centrale, l’Europa. Nei suoi accordi, alleanze, ricerca del potere, dei consensi… nella sua guerra con la UEFA ha ridimensionato l’Europa. Non è pensabile che grandi nazionali titolate debbano restare a casa e al Mondiale debbano andare delle nazionali assurde. Ma sì, il mondo va rappresentato, ma può mai andarci l’Uzbekistan, il Kazakistan, qualche paese sperduto dell’Africa che per carità oggi esprime già un livello di calcio migliore però insomma. Questo questo voler cercare consensi e mercati nuovi e non voglio parlare di cose illecite perché il sospetto è sempre forte, sappiamo quello che è accaduto con l’assegnazione dei Mondiali al Qatar e alla Russia, Questa mancanza di moralità assoluta questo che porta la Lega italiana a far giocare Milan-Como in Australia o la Supercoppa che dovrebbe essere dei tifosi in Arabia, fa sì che oggi siamo i nobili decaduti, quelli con le pezze al culo, quelli che contano niente. In questa logica di ridimensionamento europeo l’Italia fa la parte purtroppo del leone o della Cenerentola, non contiamo più niente…“.
Garbo: “Ko di Anguissa pesa tanto: 2-3 mesi in emergenza possono costare caro”
Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il giornalista Daniele Garbo.
Italia, ko preoccupante contro la Norvegia:
“Primo tempo sembrava che l’Italia avesse giocato bene, ma la Norvegia non aveva ritmo e quando lo ha alzato ecco il risultato netto. Me lo aspettavo. Il ct è l’ultimo problema, è che abbiamo una generazione di giocatori mediocri. Mi chiedo se sia meglio rimanere a casa, per evitare di essere presi a schiaffi da tutti. E’ questo il pericolo se andiamo ai Mondiali. Con la pochezza attuale rischiamo di fare delle brutte figure“.
Serie A, Conte è tornato a Napoli. Cosa si aspetta ora?
“Le risposte che riceverà sono molto importanti. Non credo voglia dare le dimissioni, ma tutto dipenderà dalla risposta della squadra nelle prossime sfide. La perdita di Anguissa è pesantissima, perché non ha un altro ricambio simile“.
Lukaku potrà spostare qualche equilibrio?
“E’ il giocatore che piace molto a Conte, funzionale al suo tipo di calcio. Bisogna vedere che Lukaku tornerà dopo l’infortunio. Come caratteristiche è mancato, viste le prestazioni di Lucca e Hojlund. Ora però l’emergenza è a centrocampo, 2-3 mesi senza Anguissa rischiano di costare caro nella rincorsa allo Scudetto. Vedremo come uscirà il Napoli da questo trittico“.
Come vede il derby di Milano?
“L’Inter è la vera favorita allo Scudetto, la conosciamo bene, però credo che sarà da verificare il Milan. Questo derby ci può confermare o smentire che cosa è questo Milan. E’ una partita che potrebbe dirci qualcosa che non sappiamo. Il Milan ha difetti strutturali difficili da migliorare ora, soprattutto quello della prima punta, ci darà questa partita la dimensione delle ambizioni del Milan“.
Giordano sicuro: “Lo Scudetto non lo vincerà il Napoli o l’Inter. Ecco il mio pronostico…”
L’ex attaccante Bruno Giordano nel corso del programma “Dribbling” su Rai 2 ha parlato della situazione in casa del Napoli di Antonio Conte: “Per chi è rimasto a Napoli, che poi sono i non-titolari visto che gli altri sono andati in giro per il mondo, è anomala come situazione. Forse aveva bisogno di staccare anche lui. Ha iniziato la stagione con il piede sull’acceleratore dal primo giorno, forse questo stacco può far capire a chi è rimasto: ‘Forse ce l’ha proprio con noi? Che siamo i nuovi acquisti e non stiamo rendendo?’ Forse si aspettava qualcosa in più dai nuovi acquisti, per stimolare una concorrenza interna. A parte De Bruyne, che è stato l’unico ad essersi preso subito il posto”.
A TMW ha poi aggiunto: “Se sono in uscita Lang e Neres, vuol dire che il Napoli non giocherà più con il 4-3-3. Scudetto? Dall’inizio della stagione ho sempre detto che se lo Scudetto non lo vincerà il Napoli, lo farà il Milan. L’Inter? La vedo come una squadra che può andare avanti in Champions e quello porta via tante energie”.
Ex prep. atletico Napoli: “Troppi infortuni, vanno rivalutati i carichi di lavoro”
A Radio Marte è intervenuto l’ex preparatore atletico del Napoli Corrado Saccone: “L’infortunio fa parte del gioco, questa premessa è d’obbligo. Un determinato carico di lavoro può portare a prestazioni poco brillanti o a infortuni. Al Napoli ultimamente c’è questa negatività di diversi problemi. Quando ci sono tanti incidenti muscolari in genere, bisogna rivalutare tutti i carichi di lavoro che sono stati proposti ai calciatori, riformulando una nuova tabella di lavoro, anche in modo personalizzato, perché c’è chi assorbe meglio certi allenamenti e chi invece li soffre. Sicuramente lo staff di Conte avrà già fatto questo tipo di valutazioni.
Quando c’ero io a Napoli e lavoravamo ad esempio con Mazzarri, gli infortuni muscolari erano minimi. Un paio all’anno? Sì, non di più. Siamo stati premiati per 7 anni come miglior staff medico d’Europa per diverse stagioni. Arrivammo a giocare anche con soli 14 giocatori per tutta la stagione: non c’era chissà quale ricambio, eppure non si verificavano i problemi attuali. Pur usando sempre gli stessi, non c’erano infortuni.
Che si fa, alla ripresa degli allenamenti dopo le Nazionali, anche per prevenire nuovi infortuni? Non bisogna far riposare la squadra, si adatta alle esigenze di ciascun calciatore. Eravamo abituati a calcolare tutti i minuti giocatori, i fusi orari e gli spostamenti, calcolando poi il lavoro da fare. Per esempio Olivera è in Sudamerica, mentre è diverso per chi ha giocato con l’Italia a Milano: lo stress è ben differente. Va proposto il giusto lavoro di recupero, che deve assolutamente essere personalizzato, specifico. Un conto, poi, è giocare 60 minuti in una sola gara di Nazionale, un altro è farne anche di meno ma su due partite: va calcolato anche questo”.

domenica 5 ottobre 2025

Serie A, Juventus-Milan 0-0: Tudor e Allegri si annullano, Pulisic fallisce un rigore

 


Serie A, Juventus-Milan 0-0: Tudor e Allegri si annullano, Pulisic fallisce un rigore


Finisce senza reti il big match della sesta giornata di Serie A tra Juventus e Milan che all'Allianz Stadium non sono andati oltre lo 0-0 in una sfida in cui a prevalere è stato l'aspetto tattico. Dopo un primo tempo avaro di emozioni, il confronto si è acceso nella ripresa con due occasioni clamorose da una parte e dall'altra. Al 47' Maignan compie un miracolo chiudendo lo specchio della porta a Gatti a pochi metri dal gol, poi capita a Pulisic l'episodio che avrebbe potuto cambiare la sfida: dal dischetto, dopo il rigore fischiato per fallo di Kelly su Gimenez, lo statunitense ha sparato alto. I rossoneri possono recriminare anche per due occasioni fallite da Leao davanti a Di Gregorio.

La copertina visiva di Juventus-Milan se la prende per forza di cose Christian Pulisic, per una volta protagonista in negativo per i rossoneri. Il suo rigore calciato alle stelle ("non deve tirarli di piatto" per dirla alla Allegri) resta l'occasione più nitida di un match che ha visto due squadre studiarsi a lungo, forse troppo, cercando di non perderla ancora prima di trovare un modo di vincerla. Ci è andato vicino il Milan con il rigore sbagliato, ma anche con due occasioni nitide fallite da Leao dall'interno dell'area piccola, ma anche la Juventus che con Gatti a inizio ripresa si è vista cancellare una deviazione a colpo sicuro da un'uscita miracolosa di Maignan. Per la formazione di Tudor è il terzo pareggio di fila in campionato che significa restare a -1 dai rossoneri ma soprattutto scivolare a -3 dalla vetta. Se per il Milan la copertina è la disperazione di Pulisic, la colonna sonora del match per la Juventus è sicuramente rappresentata dai fischi dei propri tifosi al novantesimo, delusi dalla mancanza di coraggio vista in campo.

Dopo un primo tempo soporifero illuminato qua e là solamente da qualche scintilla di Conceiçao sulla destra contro il giovane Bartesaghi e dall'altra parte da un paio di occasioni potenziali di Gimenez non andate a bersaglio, il confronto si è acceso dopo l'intervallo. Al 47' una deviazione di Tomori in area ha liberato Gatti a tu per tu con Maignan ma il portiere rossonero con un'uscita a valanga ha chiuso l'intero specchio della porta sventando il pericolo. Al 52' l'azione che avrebbe potuto cambiare il match: sul pallone in profondità di Modric, Gimenez viene atterrato in area da Kelly; rigore affidato a Pulisic ma pallone alle stelle. Un episodio negativo che però infiamma il Milan che nei dieci minuti successivi è riuscito ad aumentare l'aggressività in mezzo al campo impegnando Di Gregorio in un paio di interventi. A quel punto Tudor ha cambiato tutto il tridente offensivo rimpolpando il centrocampo, ma le occasioni migliori sono sempre per gli uomini - anzi, per l'uomo - di Allegri: Leao prima al 73' sul secondo palo e poi al 90' liberato da Modric in profondità non trova la porta dall'area piccola

Napoli-Genoa 2-1

 


Tutte le vittorie del Napoli dell’era-Conte, sono intrise di sofferenza e di esplosione di gioia finale. E’ successo spesso, soprattutto nell’era-Conte, ma non solo, che gli azzurri vincessero le partite, dopo una immane sofferenza. Certo, il calcio non è mai stata una scienza esatta e ogni pronostico può essere ribaltato in men che non si dica. E anche quello che succede in campo può essere sovvertito con impegno, grinta e abnegazione. E’ proprio quello che soprattutto nell’ultimo anno e mezzo sta facendo il Napoli di Conte, lo scorso anno scudettato e quest’anno, sempre col fiatone, fino all’ultimo istante di gara.

Nella gara odierna ci ha fatto le spese il Genoa, che era passato per primo in vantaggio, e chiuso sullo 1-0 il primo tempo. Nella ripresa, il Napoli, come spesso accade nel calcio si è ridestato ribaltando il risultato cogliendo la 5a vittoria in 6 gare di campionato. Confermando, finora, seppure in coabitazione il primo posto in classifica. Tutto molto bello. O quasi!

Rasmus Hojlund, match-winner del Napoli nella sfida contro il Genoa grazie al terzo gol consecutivo, a fine partita è intervenuto al microfono di DAZN: “Non sono cambiato tanto, sto facendo solo il mio lavoro. E lavorando cerco di fare sempre il meglio per portare punti alla mia squadra”.

Conte ti aveva detto di stare in area prima del gol. Ti ha detto altro? “Mi ha visto particolarmente stanco e mi ha detto “Mettici la testa”. Avevo bisogno anche di questo per darmi una rinfrescata e tornare in partita”.

Frank Anguissa, centrocampista del Napoli, dopo la vittoria contro il Genoa, con tanto di gol e di palma di MVP, è intervenuto al microfono di DAZN: “I tre punti sono la cosa più importante, il premio di MVP a me non serve, lo do a mio figlio che me ne chiede sempre uno nuovo. Alla squadra interessa vincere, è questo ciò che conta di più. Io voglio solo aiutare la squadra, sono contento di poterlo fare e di poter giocare”.

Come ti sei trovato nel 4-3-3? “Alla fine è uguale, 4-3-3, 3-5-2… Noi siamo una squadra e lavoriamo per la squadra ascoltando ciò che dice il mister”.

Serie A-News

 


Serie A, Udinese-Cagliari 1-1: Caprile salva i sardi, rammarico bianconero


La 6a giornata della Serie A ci fa assistere a un pari tra l'Udinese e il Cagliari, che non si fanno male e proseguono a braccetto con 8 punti, pareggiando 1-1 nell'anticipo delle 12.30. I sardi sbloccano il match con la prima rete nella massima serie di Borrelli (25'), ma vengono raggiunti da Kabasele (57') e rischiano grosso: doppio palo, tante parate di Caprile e due gol sbagliati a porta vuota da Zaniolo e Bayo. Forte rammarico per l'Udinese.


Udinese e Cagliari non si fanno male e pareggiano 1-1, ma il rammarico è tutto friulano: due gol sbagliati a porta vuota, due pali e tante parate di Caprile. Runjaic deve rinunciare a Kristensen e rilancia Kabasele, mentre i sardi schierano Borrelli titolare. L'avvio è molto spezzettato, ma l'Udinese si costruisce subito una grande chance: palo di Zaniolo dopo otto minuti. Risponde Seba Esposito  il Cagliari, al 20', deve già effettuare un cambio: infortunio per Yerry Mina, Deiola scala nei tre dietro. La gara la sbloccano proprio i rossoblù, al 25': tiro di Prati, rimpallo su Adopo e tap-in di Borrelli a porta vuota. Si tratta del primo gol in Serie A per l'ex Brescia e Frosinone, che lo dedica al Gallo Belotti, e l'Udinese reagisce con veemenza allo svantaggio: Caprile compie due miracoli su Atta e Piotrowski, col francese che colpisce una traversa. Meriterebbe il gol la formazione friulana, ma è 0-1 al riposo. La ripresa si apre con una grande occasione per Goglichidze e il pressing dell'Udinese non si riduce, seppur con dei ritmi più bassi.

Le zebrette pareggiano al 57', sfruttando un calcio piazzato: sponda di Solet, rimpallo in area e tocco d'esterno di Kabasele per l'1-1. Festeggia in lacrime il difensore, alla prima da titolare, ed esce subito per un problema muscolare. I suoi non si fermano e, anzi, sfiorano la vittoria: clamoroso errore a porta vuota di Zaniolo, che viene sostituito per questo da Runjaic. Subentra Bayo, che si crea subito due chances, mentre Luvumbo sfiora il gol per il Cagliari. Nel finale i sardi si difendono e rischiano grosso al 91', quando Davis viene ipnotizzato da Caprile e sbaglia il potenziale gol-vittoria: erroraccio anche per Bayo, che calcia altissimo a porta vuota. Finisce dunque 1-1 tra l'Udinese e il Cagliari, che proseguono a braccetto con 8 punti.


Serie A, Fiorentina-Roma 1-2: Gasp si conferma in vetta, Pioli sempre più a fondo


La Roma supera 2-1 la Fiorentina al Franchi nel match valido per la sesta giornata di Serie A e si conferma in vetta alla classifica. I giallorossi vanno sotto dopo neanche un quarto d'ora puniti da un mezzo pasticcio difensivo e da una magia di Kean, ma la ribaltano in pochi minuti grazie a un gioiello di Soulé e a una girata di testa di Cristante. La reazione viola si infrange sui legni (palo di Kean, traversa di Piccoli). Gasperini continua a sognare, in attesa dei risultati di Napoli e Milan, Pioli sprofonda in piena zona retrocessione.


Entrambe le squadre partono con grande aggressività, che però nei primi minuti produce solo parecchi falli e un gioco molto spezzettato. Al 14' però la sfida si sblocca: un maldestro scontro tra Mancini e Celik permette alla Fiorentina di recuperare palla con la Roma in uscita, Nicolussi lancia Kean nell'uno contro uno con N'Dicka, che viene ubriacato dall'attaccante azzurro poi bravo a infilare Svilar con un gran destro dal limite. Gli risponde al 22' Soulé con una rete altrettanto spettacolare: bello l'assist di tacco-esterno di Dovbyk, strepitoso il sinistro al volo dell'argentino che batte De Gea e fa 1-1. L'ex Juve ha un'altra grande opportunità al 28' su invito di Baldanzi, ma questa volta la sua conclusione a botta sicura è murata in angolo da Marì. L'anima e il motore della Roma è però sempre lui, che alla mezzora, da corner, trova l'assist per la testa di Cristante che vale il sorpasso ai danni dei viola. Al 36' Gasperini si mette le mani nei capelli per la chance che si divora Dobyk da due passi, colpendo sul fondo sull'assist di Wesley. Subito dopo tocca a Pioli disperarsi, quando al termine di una bella azione in verticale il sinistro di Kean si stampa in pieno sul palo.

Nella ripresa il tecnico dei toscani decide di lanciare Piccoli al posto di uno spaesato Gudmundsson. Dopo un buon avvio dei padroni di casa Gasp risponde con gli ingressi di Dybala e Pellegrini, ma col passare dei minuti il match diventa sempre più nervoso e spezzettato. Un lampo improvviso lo sprigiona Piccoli poco prima della mezzora, quando dopo aver vinto un duello aereo con Mancini fa esplodere un destro dalla distanza che scavalca Svilar e si stampa sulla traversa. La Roma non riesce più a creare i presupposti per allungare e all'82' deve ringraziare Gosens, che tutto solo si divora il 2-2 sparando alle stelle da ottima posizione. L'ultimo sussulto del match è per una conclusione da lontano di Dybala allontanata da De Gea con un grande intervento. Con un po' di sofferenza la Roma resiste e conquista tre punti che le permettono, almeno per qualche ora, di guardare tutti dall'alto in basso.



Serie A, Bologna-Pisa 4-0: show rossoblù al Dall'Ara


Il Bologna regala spettacolo e nella sesta giornata di Serie A travolge 4-0 il Pisa al Dall'Ara. Cambiaghi sblocca al 24' su assist di Dallinga, poi si procura il rosso su Touré e dalla successiva punizione Moro (38') raddoppia. I rossoblù chiudono i conti già al 40' con Orsolini, poi Odgaard (53') arrotonda a inizio ripresa. Con questo successo, Italiano sale a 10 punti, mentre Gilardino, ancora senza vittorie, resta ultimo a quota 2.

Il Bologna dà spettacolo e si regala un 4-0 prima della seconda sosta, travolgendo un Pisa inevitabilmente condizionato dal rosso a Touré. Prima dell'espulsione, però, i rossoblù riescono già a sbloccarla: al 24', Dallinga va via sulla destra e mette dentro per Cambiaghi, che con una zampata e l'aiuto del palo segna l'1-0. Poi, il momento che cambia la partita: Touré sbaglia il retropassaggio ed è costretto a fare fallo da ultimo uomo su Cambiaghi, lasciando il Pisa in dieci. E il problema è che dalla successiva punizione dal limite dell'area, Moro segna grazie anche alla deviazione in barriera di Bonfanti. Infine, passano due minuti e Cambiaghi mette dentro per Orsolini che da solo non può sbagliare: la partita si chiude, di fatto, con un tempo d'anticipo. 


Nella ripresa, Italiano toglie proprio l'autore del 3-0 e mette dentro Fabbian, mentre Gilardino inserisce Meister e Tramoni. In ogni caso, la partita non cambia, anzi: al 53', Odgaard cala il poker con un'altra deviazione, stavolta di Caracciolo. Il Bologna si diverte e a metà ripresa Bernardeschi mette dentro e Rowe sfiora un eurogol di tacco. Tocca poi a Fabbian andare vicino al quinto gol, ma la sostanza non cambia: il Bologna vince e convince, arrivando alla sosta con 10 punti e con un ottimo 3/3 in casa. Il Pisa, invece, resta a quota 2 all'ultimo posto: le buone prestazioni rischiano di non essere abbastanza per Gilardino, che al massimo potrebbe passare una sosta movimentata. Nella migliore, però, delle ipotesi. 

sabato 4 ottobre 2025

Calcio-News del 04-10-2025

 


Sassuolo, basta Pinamonti: sbaglia il rigore ma rimedia subito. Verona, ancora zero vittorie



L’attesa era tutta per Mimmo Berardi, ad un gradino di distanza dal tetto dei 150 gol con il Sassuolo e forte candidato a prendersi la scena. E invece l’attaccante neroverde si accomoda in tribuna a causa di un problema fisico, “costringendo” Grosso a schierare Volpato dal 1’. Così i panni del protagonista li veste Pinamonti: per un istante in negativo, quando Montipò gli respinge il rigore calciato centrale, poi in positivo, nel momento in cui la ribattuta decisiva finisce in porta. Tra Verona e Sassuolo, nell’anticipo del venerdì sera, sorride la squadra neroverde che sale a 9 punti e condanna Zanetti e i gialloblù ad una sosta tutt’altro che tranquilla.

L’avvio di partita rispecchia pienamente i punti cardine dei rispettivi allenatori: il Verona di Zanetti è rabbioso e aggressivo su ogni pallone, il Sassuolo di Grosso prova a superare l’asfissiante pressione gialloblù attraverso il possesso palla partendo dal basso. E la prima occasione, grossa, capita ai neroverdi. L’ex Doig scappa sulla sinistra sfruttando le costanti dormite di Nunez e accomoda per Pinamonti un tap-in facile facile, ma l’intervento di Frese è clamoroso e in anticipo cancella il potenziale 0-1. La partita si gioca tutta nel mezzo, sui duelli di prepotenza agonistica tra le coppie Matic-Gagliardini e Kone-Serdar (tra i migliori nel primo tempo) che si travestono da giganti, e l’episodio capita appena prima del quarto d’ora con Frese ancora protagonista in positivo: corner Verona, palla sputata fuori da Muric, contrasto tra il danese e Volpato e tocco di mano dell’attaccante del Sassuolo. Rigore. Generoso, perché il mani di Volpato è in linea con il movimento del corpo e per di più nel mezzo di un contrasto. Ma l’arbitro Fourneau ne esce pulito rivedendo al Var una carica di Nunez sul portiere Muric in uscita. Il Verona cerca il jolly ma lo fa con grande confusione, così il primo tempo fila via sullo 0-0.


I primissimi minuti della ripresa regalano un effetto persino migliore della melatonina, ma non appena scocca l’ora di gioco dalla panchina di Grosso piovono cambi e vivacità: Fadera impiega pochi secondi per fare meglio di Volpato, Thorstvedt guadagna subito un rigore per un intervento in ritardo di Nelsson. Anche qui, però, il Var corregge Foruneau. Il fallo è fuori area, decisione finale: punizione. Ma è solo l’anticamera di un tiro dal dischetto che arriverà pochi minuti più tardi, perché Serdar stende in modo ingenuo un indemoniato Fadera e questa volta il rigore c’è. Pinamonti calcia centrale, Montipò respinge, ma sulla ribattuta l’ex Genoa manda in porta il vantaggio neroverde al 71’. Lo scontro salvezza scorre veloce verso il tramonto: Zanetti ci prova alla disperata inserendo tutti gli attaccanti a disposizione, Grosso risponde mossa dopo mossa. Il Verona si tuffa in avanti nello stesso modo con cui aveva chiuso il primo tempo. Confuso. E il Sassuolo si difende. Fino al 97’ e… alla vittoria. Il fischiatissimo ex Grosso sale a 9 punti in classifica, Zanetti va in pausa nazionali senza vittorie.


Serie A, Inter-Cremonese 4-1: dominio nerazzurro a San Siro, Chivu si gode una notte in vetta



L'Inter supera 4-1 la Cremonese nel quarto anticipo della sesta giornata di Serie A, conquistando la terza vittoria di fila in campionato e issandosi momentaneamente in vetta alla classifica a quota 12 punti. Gli stessi di Napoli, Milan e Roma, tutte impegnate domenica. Per i ragazzi di Nicola la prima sconfitta è un vero e proprio tonfo.

I nerazzurri dominano in lungo e in largo il match di San Siro, lo sbloccano dopo appena 6' con una zampata di Lautaro su assist di Bonny e trovano il raddoppio nel finale di primo tempo proprio con il francese, che bagna anche con una rete di testa il debutto da titolare. A inizio ripresa Dimarco prima e Barella poi, entrambi su invito di uno scatenato Bonny, arrotondano il risultato rendendo pesante il passivo per una Cremonese totalmente incapace di reagire. Un attento Silvestri limita il conto delle reti siglate dagli uomini di Chivu, che nonostante il gol della bandiera dell'ex Bonazzoli (nato da una grossa ingenuità del neo entrato Diouf) può godersi la crescita repentina ed esponenziale della squadra e guardare con grande fiducia al futuro.


Serie A: la Lazio si salva al 103', Cataldi firma il 3-3 col Torino




Sfuma in extremis la seconda vittoria all'Olimpico per il Torino, beffato al 103' dopo un lunghissimo check al Var che manda Cataldi sul dischetto: il centrocampista non sbaglia e firma il 3-3, un punto per Sarri e Baroni. La partita era stata aperta dal gol di Simeone (16'), poi ecco la doppietta di Cancellieri (24' e 39') a rianimare i biancocelesti prima dell'uno-due granata: pari di Adams (73') e rete di Coco al 92'. Il match, però, finisce in parità.


Succede di tutto all'Olimpico, in un match che non finisce mai: il Torino sogna la vittoria in rimonta, ma viene riagganciato al 103' e pareggia 3-3 contro la Lazio. Sarri cambia modulo e passa al 4-2-3-1, vista la penuria di centrocampisti. C'è Dia con Castellanos, come nell'era Baroni, mentre il Toro gioca col 3-5-2 e la coppia Ngonge-Simeone. Partono meglio i granata, che sono subito pericolosi e sfondano in particolare sulla fascia presidiata da Nuno Tavares, ancora sottotono. La rete arriva al 16' e nasce proprio da un pallone messo in mezzo da Pedersen, che resta in area: letale Simeone, tap-in e 1-0. Si tratta del secondo gol del Cholito all'Olimpico, dopo quello vincente contro la Roma: feeling particolare dell'argentino con questo stadio. Risponde subito la Lazio, che pareggia al 24' col gran tiro di Cancellieri e si ripropone in avanti: doppia parata di Israel su Cataldi e Dia, ma c'era fuorigioco. Il Toro si rende pericoloso e sfiora il bis con Asllani, fermato da Provedel, ma viene punito al 39': magia di Cancellieri, che salta Lazaro e trova la sua prima doppietta dopo tre anni. 

Il primo tempo si chiude così sul 2-1 per i biancocelesti, e nella ripresa i ritmi si abbassano. Per buona parte del match comanda la Lazio, fino al doppio cambio di Baroni, che inserisce Nkounkou e Adams. Proprio i due neoentrati combinano per il pari, col cross dell'ex Eintracht e la zampata dello scozzese: spiazzato Provedel, al 73' è 2-2. Sarri prova il tutto per tutto con Isaksen e Noslin, ma i suoi non vanno oltre un assedio sterile e una chance di Castellanos. Israel salva il Toro e i granata, a sorpresa, si risollevano nel finale. Adams sfiora il gol, che arriva al 92': corner e sponda di Masina, Saul Coco anticipa tutti e Provedel sbaglia. Sembra finita, ma non è così perché Dembelé commette un errore madornale nella sua area: affossato Noslin ed è rigore, che viene concesso dopo un check Var interminabile di oltre cinque minuti, che deve anche dirimere la mini-rissa tra Maripan e Castellanos (ammoniti). Sul dischetto va Cataldi, che fa esplodere di gioia l'Olimpico al 103': finisce 3-3 tra Lazio e Torino, i biancocelesti salgono a 7 punti e i granata salgono a 5 punti. Un pari che potrebbe non bastare per Marco Baroni, sulla graticola in questa sosta-Nazionali.


Serie A, Parma-Lecce 0-1: Sottil beffa Suzuki, prima vittoria per Di Francesco




Il Lecce batte il Parma nella 6ª giornata di Serie A e trova così la prima vittoria del suo campionato. A regalare i tre punti alla squadra di Eusebio Di Francesco al Tardini ci pensa Sottil, protagonista del gol che vale l’1-0 finale. L’ex Milan esegue un innocuo traversone al 38’, ma Suzuki legge male (così come tutta la difesa gialloblù) e si lascia beffare clamorosamente. Il Lecce si porta a 5 punti in classifica, agganciando proprio il Parma.

LA PARTITA


Reduce dalla vittoria contro il Torino, il Parma ospita al Tardini il Lecce, che si presenta all’appuntamento dopo il pareggio strappato all’ultimo respiro contro il Bologna. L’avvio di gara vede gli emiliani subito aggressivi, ma la prima vera conclusione la realizzano i pugliesi alla mezz’ora: Berisha impegna infatti Suzuki, che si protegge in calcio d’angolo. Perso Valeri per infortunio, il Parma incassa l’1-0 al 38’: a trovare il fondo della rete è Sottil con un innocuo traversone dalla sinistra che spiazza però clamorosamente tutta la retroguardia crociata. I salentini prendono fiducia e sfiorano pure il raddoppio: Pierotti si ritrova a tu per tu con Suzuki in chiusura di primo tempo, ma si fa parare la conclusione dal portiere nipponico. Dalla parte opposta è invece Falcone a opporsi a Britschgi in pieno recupero. Nella ripresa Cuesta prova allora il tutto per tutto alla ricerca del pari, inserendo giocatori offensivi come Almqvist, Benedyczak e Djuric e tenendo in campo pure Cutrone e Pellegrino. Una provvidenziale parata di Falcone nei minuti di recupero nega però il pari al Parma, con il Lecce che conquista quindi la prima vittoria del suo campionato. La squadra di Eusebio Di Francesco sale così a 5 punti, gli stessi del Parma.



Napoli: col Genoa chance dal 1' per Olivera e Neres, intanto Lukaku brucia le tappe del recupero



Battere il Genoa per mettere da parte il ko di San Siro col Milan e riprendere a correre anche in campionato, dopo la vittoria sullo Sporting in Champions. È questo l'obiettivo del Napoli, che domenica sera al "Maradona" ospiterà la squadra di Vieira, reduce dal pesante ko interno con la Lazio, ancora senza vittorie e ultima in classifica al pari di Pisa e Lecce.

L'occasione sembra essere ideale per operare qualche rotazione, far rifiatare alcuni degli stacanovisti di questo avvio di stagione e dare una chance a chi finora ne ha avute meno. Antonio Conte sta ragionando su due nomi in particolare: Mathias Olivera e David Neres. Secondo Il Mattino dovrebbero entrambi partire dal 1' contro il Grifone: l'uruguaiano farà tirare il fiato a Spinazzola ritrovando una maglia da titolare che in campionato manca dal match d'esordio contro il Sassuolo (appena 30' disputati nelle successive quattro partite); il brasiliano avrà invece la sua prima occasione in assoluto dall'inizio, visto che fin qui è sempre stato impiegato esclusivamente nei minuti finali. A sedersi in panchina, in questo caso, sarà Politano, che al contrario è sempre partito titolare e ha bisogno di riposo.

Un paio di cambi mirati, dunque, ma nessuna rivoluzione. In porta ci sarà regolarmente Meret, in difesa Di Lorenzo (che ha riposato in Europa), Beukema e Juan Jesus, a centrocampo Anguissa, Lobotka e De Bruyne. Ancora titolare anche McTominay, nonostante il momento di appannamento. L'attacco sarà affidato un'altra volta a Hojlund, con Lucca destinato nuovamente alla panchina.

A proposito di attacco, tra l'altro, notizie confortanti arrivano dal fronte Lukaku: sempre secondo Il Mattino il belga ha fatto sapere al club che il recupero, sempre sotto la supervisione dei fisioterapisti belgi che lo hanno in cura da fine agosto, sta proseguendo a gonfie vele e che i tempi potrebbero essere più rapidi del previsto. Inizialmente si era parlato di gennaio, ma il suo rientro in campo potrebbe anche essere anticipato a metà dicembre. Forse addirittura in tempo per la Supercoppa, in programma a Riad dal 18, quando i ragazzi di Conte sfideranno il Milan nella prima delle due semifinali.



Serie B: il Venezia travolge il Frosinone, il Palermo torna in vetta. Rimonte per Monza e Bari



Nel sabato della 7ª giornata di Serie B il Palermo torna capolista. I rosanero di Inzaghi superano 2-1 lo Spezia e ora aspettano la risposta del Modena (in campo domenica contro l’Entella): a decidere il match sono Pohjanpalo e Pierozzi. Il Frosinone va invece ko 3-0 in casa del Venezia: a segno Compagnon, Yeboah e Casas. Prima vittoria stagionale per il Bari, 2-1 in rimonta sul Padova. Stessa storia tra Monza e Catanzaro. È 0-0 in Avellino-Mantova.

VENEZIA-FROSINONE 3-0

Tonfo della capolista, il Frosinone va ko 3-0 sul campo del Venezia. Avvio prepotente da parte dei lagunari, che dopo tre minuti stappano la partita con Compagnon su assist di Yeboah. L’attaccante è una furia anche nei minuti successivi, e verso il quarto d’ora confeziona in maniera rocambolesca il raddoppio: guadagna un calcio di rigore, sbaglia dagli undici metri ma insacca il 2-0 sulla ribattuta al 16’. I ciociari provano a reagire, ma all’intervallo sono sotto di due gol. Al rientro dagli spogliatoi gli arancioneroverdi firmano il colpo del ko: il neoentrato Casas raccoglie l’assist di Sverko e cala il tris del definitivo 3-0. Il Venezia con questa netta vittoria sale a 12 punti, a -2 proprio dal Frosinone, fermo a 14.

SPEZIA-PALERMO 1-2

Ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale, lo Spezia accoglie il Palermo al Picco, dove i rosanero si rendono subito pericolosi nei primi minuti sia con Veroli che con Le Douaron. Al 25’ sono invece i liguri a sfiorare il vantaggio con Kouda, prima dell’1-0 di Pohjanpalo al 41’: il finlandese porta avanti il Palermo sul cross di Palumbo, sporcato da Le Douaron. I siciliani spingono anche in apertura di secondo tempo e al 58’ volano sul 2-0: Pierozzi sale in cielo e incorna il raddoppio ospite, sugli sviluppi di un corner. Joronen para poi un calcio di rigore e Salvatore Esposito al 90’, ma Giovane inciampa in un rocambolesco autogol dopo la respinta. Il Palermo ritrova comunque la vittoria per 2-1 e si porta a 15 punti, momentaneamente in vetta al campionato: starà al Modena rispondere domenica nell’appuntamento contro la Virtus Entella. Fermo desolatamente a 3 punti rimane invece lo Spezia.

MONZA-CATANZARO 2-1

Bella rimonta del Monza, che piega il Catanzaro 2-1 tra le mura casalinghe. Il solito Iemmello prova a spingere i calabresi, con l’assist per l’1-0 di Cissè al quinto minuto. Dopo la rete incassata però i brianzoli reagiscono, arrivando all’1-1 al 37’ con Alvarez, innescato da Birindelli. All’intervallo le due formazioni sono in parità, ma al 66’ i biancorossi completano la rimonta: azione prolungata su calcio d’angolo, avviata da Keita, rifinita da Izzo e finalizzata proprio da Birindelli, che da due passi segna il 2-1. Aquilani viene espulso per proteste, con gli ospiti che non riescono più a riportare la sfida in equilibrio: vince il Monza 2-1 e sale a 11 punti, Catanzaro fermo a 6 dopo i sei pareggi consecutivi (primo ko stagionale).

BARI-PADOVA 2-1

Deve ribaltare la partita anche il Bari, che al San Nicola si impone per 2-1 sul Padova e trova la prima vittoria stagionale. Il primo tempo vive di due fasi ben definite: in avvio meglio i padroni di casa, ma con il passare dei minuti i veneti prendono coraggio e spaventano più volte gli avversari. I primi quarantacinque minuti tramontano a reti bianche, ma il secondo tempo è ricco di episodi: Bortolussi al 50’ porta avanti gli ospiti, poi però al 69’ la sfida cambia in favore dei pugliesi. Fallo da ultimo uomo di Capelli, rosso diretto e calcio di rigore trasformato al 71’ da Moncini. Gli uomini allenati da Fabio Caserta approfittano dell’uomo in più, completando la rimonta all’84’ con il gol di Cerri su assist di Dorval. Il Bari vince 2-1 e sale a 6 punti, due in meno rispetto agli 8 totalizzati fin qui dal Padova.

AVELLINO-MANTOVA 0-0

Termina a reti bianche il match tra Avellino e Mantova, in Campania la sfida termina 0-0. Gli ospiti dominano nel primo tempo, con i padroni di casa che sembrano quasi timorosi rispetto alle precedenti uscite. I biancoverdi difendono comunque la porta, con il 0-0 che regge fino all’intervallo. Nella ripresa le occasioni iniziano a scarseggiare, e nonostante i campani scendano in campo con più piglio, non riescono nel colpaccio. Finisce 0-0, con le due squadre che si dividono la posta in palio: l’Avellino sale a 12 punti, Mantova che tocca quota 4.

venerdì 3 ottobre 2025

Calcio-News 03-10.2025

 


Conference  League: Fiorentina, vittoria per il morale


Primo successo stagionale per la Fiorentina di Stefano Pioli. I viola al Franchi si impongono 2-0,  grazie al gol di Piccoli nel primo tempo e Ndour nel recupero del  secondo, sui cechi del Sigma Olomouc, nella prima gara di Conference  League, dopo tre pareggi e due sconfitte in campionato. Ora la viola è attesa dalla sfida domenica con la Roma, battuta da Lille in Europa  League.


I ragazzi di Pioli partono con un alto possesso palla ma con l'Olomouc che riesce  a pressare alto e rendersi pericoloso nel primo tempo al 19' con De  Gea che deve intervenire con un colpo di reni per neutralizzare la  forte conclusione di Kostadinov. La Fiorentina però con il passare dei minuti sale di tono e al 27' è Piccoli a portare in vantaggio i suoi,  sfruttando e concretizzando in diagonale il servizio di Ndour. Al 30'  ci prova ancora Piccoli ma la girata al volo esce di pochissimo al  lato. Altra grande occasione viola al 34' con la traversa colpita in  pieno da Ranieri, poi il rimpallo cade sui piedi di Dodo' che con un  tap-in mette la palla in rete che però viene annullata per fuorigioco. 


Lo spartito della gara non cambia e al 58' altra occasione per i  viola, ancora con Piccoli che arriva a tu per tu con Koutny ma non  riesce a superarlo. Sigma tutto riversato in avanti alla ricerca del  pari ma la Fiorentina non concede spazi con un paio di conclusioni  verso la porta di De Gea che il portiere controlla senza problemi. La  squadra di Pioli prova a raddoppiare con dei veloci contropiedi ma  Piccoli manca la porta. Non sbaglia invece Ndour al 95' con una bella  conclusione che tocca il palo alla destra del portiere dei cechi e si  infila in rete per il 2-0 finale che fa tanto morale in una momento complicato della stagione.


Europa League: La Roma 'si butta via': 3 rigori sbagliati e ko con il Lille


Primo passo falso europeo della Roma. All'Olimpico la squadra di Gasperini perde 1-0 contro il Lille, sbaglia tre rigori (fatti ripetere dall'arbitro in occasione dello stesso fallo) e resta a quota tre punti, guadagnati all'esordio contro il Nizza. La formazione impenetrabile vista in questo inizio stagione (un solo gol incassato su azione in sei partite prima di oggi) cade dopo sei minuti per una distrazione di due nuovi acquisti. Tsimikas si fa rubare palla da Meunier, mentre El Aynaoui non controlla il filtrante di Correia per Haraldsson che aggancia in area e batte Svilar. La minor solidità difensiva dei giallorossi (Lille pericoloso anche al 30' con un diagonale a fil di palo di Sahraoui) non è accompagnata da una maggiore produzione offensiva. L'unico vero squillo del primo tempo si registra al 35' con una tripla occasione. Le conclusioni in area di Tsimikas e Soulè vengono respinte, la palla finisce sui piedi di El Aynaoui che anticipa il portiere Ozer ma deve fare i conti con il salvataggio sulla linea di Mandi. Al 54' è Svilar a salvare la Roma: Giroud scatta in posizione regolare e prova a scavalcare il portiere serbo, che con la mano nega al Lille il raddoppio.


Gasperini opta per un doppio cambio: fuori Hermoso e Pellegrini, dentro Mancini (con i segni al viso del colpo preso domenica col Verona) ed El Shaarawy. Al 56' i giallorossi sfiorano il pari: sugli sviluppi di un calcio d'angolo è Ferguson ad anticipare tutti, ma il suo colpo di testa finisce largo di poco. Le ultime mosse di Gasperini sono Kone e Dovbyk (al posto di Cristante e dello stesso Ferguson, entrambi tra i peggiori in campo). La serataccia della Roma assume tratti grotteschi nel finale. Un mani di Mandi porta i giallorossi dal dischetto, ma Ozer diventa l'eroe del Lille: il portiere turco para tre volte (due a Dovbyk e una a Soulè), tante quante le esecuzioni prima per l'ingresso anticipato di un difensore e poi per l'errato posizionamento del guardiano dei pali. Una beffa in più in una serata da dimenticare, prima del match di domenica contro la Fiorentina al Franchi. Finisce 0-1 e tra i fischi di parte dell'Olimpico e i cori di sostegno dalla Curva Sud.



Europa League: I sogni del Bologna si fermano sul dischetto: è 1 a 1 con il Friburgo


Termina 1-1 la sfida del Dall'Ara tra Bologna e Friburgo. Al momentaneo vantaggio di Orsolini nel primo tempo risponde un rigore di Adamu nella ripresa, per un pareggio sostanzialmente giusto. La prima vera occasione è per gli ospiti e arriva al 23'. Manzambi viene smarcato in area da uno schema da corner ben riuscito ed è Castro a salvare i suoi, fermando sulla linea di porta la conclusione a botta sicura dell'avversario. I rossoblù si rendono pericolosi al 29' e vanno subito a segno. Odgaard mette una palla a rimorchio dalla sinistra, Cambiaghi gira in porta con il sinistro trovando una respinta corta di Atubolu, sulla quale si avventa Orsolini che mette dentro a porta quasi vuota. Il primo tempo si chiude sull'1-0. Nella ripresa, a bussare per primi sono i tedeschi quando Adamu smarca il neo entrato Scherhant che va al tiro con il mancino, ma Skorupski respinge. Dal corner successivo, il portiere polacco compie un miracolo fermando di puro istinto una conclusione ravvicinata di Lienhart. Sulla stessa azione, però, Castro commette un fallo di mano che, dopo la revisione al Var, viene sanzionato dall'arbitro con un calcio di rigore.


Dal dischetto si presenta Adamu, che spiazza Skorupski e firma l'1-1. Gli emiliani sono in difficoltà e al 24' ci vuole un ottimo Skorupski per fermare prima Scherhant, ben imbucato da Adamu, e poi Beste per evitare il gol. Gli uomini di Italiano si rivedono al 29', quando Odgaard prova a liberare il destro dal limite dell'area e va al tiro, con la sfera che esce non di molto alla destra di Atubolu. Il giocatore danese ci riprova al 41', nuovamente con un destro dal limite, che il portiere para con un bagher pallavolistico. La spinta finale dei padroni di casa non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Bologna, che raccoglie il primo punto della sua avventura in Europa League, tornerà in campo domenica per la sfida casalinga di campionato contro il Pisa.

Amarcord: Gaetano Scirea

  Amarcord: Gaetano Scirea Il sole del tardo pomeriggio tagliava a fette lo stadio Comunale di Torino, disegnando lunghe ombre di polvere e ...